REGGIO – Viaggiatori nello spazio e nel tempo: da Edward Lear al James Webb Telescope

Un viaggio tra astronomia, storia e natura sul piazzale del Castello di Palizzi

Nella suggestiva cornice del piazzale antistante il Castello di Palizzi, martedì 18 agosto alle ore 21:00, si terrà l’evento culturale “Viaggiatori nello spazio e nel tempo: da Edward Lear al James Webb Telescope”. Promossa dal Comune di Palizzi in sinergia con il Planetario Metropolitano “Pythagoras” di Reggio Calabria e l’Ente Parchi Marini della Calabria, la serata sarà interamente dedicata al fascino dell’esplorazione cosmica e alla valorizzazione della memoria storica del territorio.

L’incontro proporrà un suggestivo parallelismo tra lo sguardo terrestre del passato e le più recenti ed entusiasmanti scoperte sull’universo profondo.

 La Prof.ssa Angela Misiano, Responsabile Scientifico del Planetario Metropolitano Reggino, traccerà la mappa della volta celeste che il celebre viaggiatore e artista paesaggista inglese avrebbe potuto osservare nell’agosto del 1843, durante il suo storico itinerario a piedi nell’Area Grecanica tra Bova, Palizzi e Staiti.

Il Dott. Andrea Labate (Università di Bologna) guiderà il pubblico lungo la rotta del James Webb Space Telescope, illustrando i dettagli straordinari e i segreti dell’universo infinito svelati dalle sue recenti immagini.

A completamento dell’incontro, il Dott. Agatino Rifatto (astronomo presso l’INAF – Osservatorio Astronomico di Capodimonte, Napoli) e lo staff del Planetario Pythagoras metteranno a disposizione la propria strumentazione telescopica per accompagnare i presenti in un’osservazione diretta e guidata del cielo notturno.

Un’occasione imperdibile per riscoprire il paesaggio e l’identità della Calabria grecanica, unendo la poesia del viaggio storico-letterario alla meraviglia della moderna ricerca astronomica.

REGGIO – Allontanato da casa per maltrattamenti verso i genitori anziani

Un uomo è stato accusato di aver soggiogato ripetutamente i genitori anziani con comportamenti violenti e minacciosi, portando il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palmi a disporre un allontanamento dalla residenza familiare, unitamente a un divieto di avvicinamento. Quest’ultimo provvedimento è stato ufficialmente comunicato all’indagato dalla Polizia.

La misura è scaturita da una denuncia presentata dalla sorella dell’uomo, che ha raccontato le gravi condotte messe in atto nei confronti dei genitori, con i quali il 45enne condivideva l’abitazione. Le indagini hanno rivelato un clima di tensione all’interno della famiglia, in gran parte alimentato dalle continue richieste di risorse economiche e beni materiali da parte del figlio nei confronti dei genitori.

REGGIO – Tapis Roulant, da oggi orario esteso e niente pause: disposta dal Sindaco una nuova organizzazione Sperimentale

Da questa mattina, Reggio Calabria può contare su un servizio tapis roulant senza interruzioni e con orario prolungato. Per raggiungere questo duplice obiettivo, su impulso del Sindaco Francesco Cannizzaro, l’Amministrazione comunale ha disposto una nuova organizzazione della turnazione giornaliera degli operatori assegnati al servizio del sistema ettometrico, incrementando il personale ad esso dedicato, così da poterlo ottimizzare e garantire maggiore continuità nell’arco della giornata.

 

Seguendo le disposizioni precedenti, infatti, fino a ieri, l’organizzazione comunale prevedeva due turni giornalieri, dalle ore 7:30 alle 13:30 e dalle ore 14:30 alle 20:30, intervallati da una pausa di un’ora; servizio che veniva assicurato da 16 unità complessive.

Invece, a decorrere da oggi, lunedì 17 agosto, e fino al 30 settembre, il servizio sarà articolato – in via sperimentale – su tre turni giornalieri, senza pause o interruzioni:

• 1° turno: ore 8:00 – 14:00;

• 2° turno: ore 14:00 – 20:00;

• 3° turno: ore 20:00 – 02:00.

 

L’ampliamento della fascia coincide con un contestuale rafforzamento dell’organico, reso possibile attraverso il distacco di altri 5 dipendenti comunali: ciò permette di potenziare il gruppo di lavoro già esistente, consentendo così di introdurre un terzo turno e, al contempo, di eliminare la “pausa tecnica” prevista in passato, così da assicurare la piena continuità operativa del sistema ettometrico.

L’intervento rappresenta, pertanto, un adeguamento organizzativo finalizzato a rendere il servizio più funzionale e rispondente alle esigenze di mobilità della stagione in corso.

Incendio presso il Cippo di Garibaldi in Aspromonte

Inizialmente, la giornata sembrava destinata a celebrare cultura e storia attraverso il progetto “Dove Garibaldi divenne leggenda”. Tuttavia, ha preso una piega tragica, trasformandosi in un drammatico mattino di emergenza a causa di un atto doloso che ha colpito il nostro patrimonio ambientale.

Incendio nell’area del Cippo di Garibaldi

Recentemente, un incendio nettamente doloso ha devastato l’area naturalistica che circonda il celebrato Cippo di Garibaldi. Le fiamme si sono propagate con rapidità, minacciando non solo la vegetazione ma anche un luogo ricco di significato storico e culturale che rappresenta l’identità della comunità.

Il sindaco e i volontari impegnati contro le fiamme

Quando il fuoco ha preso piede, Pietro Violi, sindaco di Sant’Eufemia in Aspromonte, insieme a Massimiliano Rositano, presidente dell’Associazione Culturale Aspromonte, e alcuni volontari, non ha esitato a intervenire. Armati di mezzi improvvisati e spirito civico, hanno lottato per ore per frenare l’avanzata dell’incendio e cercare di ridurre i danni al bosco. Dopo un’attesa di due o tre ore dalla prima segnalazione, i Vigili del Fuoco, allertati con urgenza, sono finalmente arrivati sul luogo per mettere in sicurezza l’area.

Danni all’ecosistema e area interdetta al pubblico

Sebbene non si registrino feriti, le conseguenze sull’ecosistema locale sono gravi: ampie zone di vegetazione e alberi secolari, simboli storici del territorio dell’Aspromonte, sono stati irrimediabilmente distrutti dal fuoco. Per facilitare le operazioni di bonifica e garantire la sicurezza pubblica, l’intera area è stata temporaneamente chiusa e interdetta al pubblico.

Permane un senso di profonda amarezza per questo gesto criminale che colpisce il nostro ambiente e la memoria collettiva, insieme alla ferma condanna per chi continua a devastare la nostra terra.

COSENZA – Ultraleggero disperso a Fuscaldo con due persone a bordo

Un aereo ultraleggero, con a bordo due persone, è misteriosamente scomparso nel Tirreno Cosentino, precisamente nei pressi di Fuscaldo.

Le operazioni di ricerca, coordinate dal Comando dei vigili del fuoco di Cosenza, sono cominciate ieri sera alle 21.05 e si stanno concentrando tra le località di Fuscaldo e Falconara Albanese.

Il volo da Capo d’Orlando verso Sibari

L’aeromobile aveva preso il volo da Capo d’Orlando, in provincia di Messina, ed era in direzione di Sibari. La segnalazione della sua scomparsa è giunta dai familiari delle persone a bordo, attivando così il piano di ricerca della Prefettura. A supporto delle operazioni, è stato mobilitato personale Sapr in grado di pilotare droni e un elicottero dell’Aeronautica Militare, attrezzato per il soccorso aereo.

L’ultimo segnale nella zona di Fuscaldo

I vigili del fuoco, nel corso delle ricerche, hanno utilizzato strumenti specialistici per identificare una località precisa attraverso triangolazioni delle celle telefoniche. Secondo le informazioni fornite dall’ANSA, l’ultimo segnale è stato localizzato in una cella nella zona di Sannati, a Fuscaldo.

Al momento, le ricerche continuano, senza esito, e proseguiranno nel corso della giornata.

MESSINA – Furto al Museo, sottratte opere di Antonello da Messina

Un colpo clamoroso ha scosso la serata del 15 agosto presso il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina (MuMe). Durante l’evento, ignoti sono riusciti a infiltrarsi nelle sale espositive, superando i sistemi di sicurezza e allarme, e a rubare opere attribuite al maestro Antonello da Messina.

I ladri hanno operato in modo sistematico, portando via tre tavole su cinque del famoso Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte raffigurante la Madonna e il Cristo in pietà, prelevata da una teca blindata. Le forze dell’ordine, insieme agli specialisti della scientifica, hanno immediatamente svolto i rilievi per cercare di ricostruire la dinamica dell’effrazione e raccogliere indizi per identificare i responsabili. È stata aperta un’inchiesta.

Sotto la supervisione della Procura, le indagini sono attualmente condotte dalla polizia. Gli investigatori hanno confermato la presenza di telecamere di sorveglianza nel museo e che le opere erano protette da un sistema di allarme. Situato nel viale della Libertà, il museo beneficia anche della sorveglianza di metronotte. Al momento, si analizzano diverse piste, con particolare focus sul mercato nero delle opere d’arte rubate.

Ricerche sul mercato nero dell’arte

Gli inquirenti sospettano che il furto delle opere di Antonello da Messina sia stato commissionato da un mercante d’arte e stanno investigando sull’efficienza del sistema di allarme. Si tratta di un furto complesso, in quanto le opere erano su tavola e, quindi, non facilmente trasportabili.

Il Museo Accascina, dove si è verificato il furto, è accessibile da due strade: viale della Libertà e viale Annunziata. Con i suoi tre piani, di cui due dedicati all’esposizione, copre un’area di 17.118 mq e presenta elementi architettonici anche nei suoi spazi esterni.

Le collezioni di grande valore, per lo più provenienti dalla città prima del terremoto, riflettono gli scambi e i rapporti storici che hanno caratterizzato Messina, grazie alla sua posizione strategica come uno dei porti più rilevanti del Mediterraneo.

Famoso in tutto il mondo per i suoi capolavori, tra cui opere di Antonello da Messina e Caravaggio, il museo narra la storia artistica di Messina dal IV millennio a.C. fino al XIX secolo.

Le parole della direttrice: “Siamo sconvolti, erano tra le opere più importanti”

“Il nostro stato d’animo è di profondo sconforto. Le opere rubate erano tra le più significative di Antonello da Messina. Si tratta di una grave perdita per il museo, per la comunità e per il mondo dell’arte”, ha dichiarato Marisa Mercurio, direttrice del museo. “Le indagini delle forze dell’ordine sono in corso, e speriamo che i responsabili possano essere identificati. Il furto è avvenuto intorno alle 21.50; purtroppo, i ladri sono riusciti a superare tutti i sistemi di sicurezza.”

Il sindaco di Messina: “Dolore per il furto delle opere durante la processione della Vara”

Il Comune di Messina ha manifestato “profonda preoccupazione e sconcerto per il grave furto”.

Il sindaco Federico Basile ha sottolineato la gravità dell’incidente, avvenuto durante le ore della tradizionale Processione della Vara. “È un fatto grave e profondamente riprovevole, soprattutto considerando il contesto. Questo atto criminale avviene proprio nel momento in cui la comunità riflette sulla memoria e sul rispetto per le vittime del crollo di Pistunina e per le vite compromesse da incidenti stradali nel 2026. La Vara è una delle espressioni più significative dell’identità di Messina, mentre Antonello da Messina è altrettanto emblematico. Sottrarre opere così preziose colpisce non solo il patrimonio artistico, ma anche la cultura e l’identità della nostra comunità.”

Il ministro Giuli: “Sconcerto e dispiacere per il furto”

“Ho appreso con estrema preoccupazione del furto avvenuto al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina,” ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, “dove sono state sottratte opere di straordinario valore per il nostro patrimonio culturale. Ho contattato il sindaco Basile per esprimere la mia solidarietà alla comunità. Mi sono già consultato con il comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e confido nell’operato delle forze di sicurezza. Il Ministero della Cultura è disponibile a collaborare con le autorità regionali per garantire una gestione efficace dei musei.”

Critico d’arte: “Non è solo furto, ma mutilazione materiale e simbolica”

“Il furto di Antonello da Messina va oltre la mera sottrazione di opere; rappresenta un attacco a uno dei pilastri fondamentali della memoria culturale siciliana. Le opere non appartengono solo alla storia dell’arte, ma sono parte integrante dell’identità della comunità,” ha commentato il critico d’arte Giuseppe Carli.

“Il Polittico di San Gregorio esprime il legame profondo tra Antonello e Messina, riflettendo la complessità della Sicilia quattrocentesca, crocevia di culture e linguaggi. Sottrarre queste opere non significa solo rubare oggetti, ma strappare un patrimonio che rappresenta la nostra civiltà; il furto implica una mutilazione, tanto materiale quanto simbolica,” ha aggiunto Carli.

Il Museo

Il museo regionale di Messina, inaugurato nel giugno 2017, è dedicato a Maria Accascina, figura chiave della storiografia artistica siciliana e direttrice dell’istituto dal 1949 al 1963. Sorge nell’area dove un tempo si trovava il monastero basiliano del San Salvatore dei Greci, distrutto dal terremoto del 1908. La struttura, con tre livelli e una superficie complessiva di 17.118 mq, ospita collezioni che attestano i rapporti storici e culturali di Messina grazie alla sua strategica posizione come porto naturale, uno dei più importanti del Mediterraneo. Celebre per le opere di Antonello da Messina e Caravaggio, il museo illustra la storia e la cultura di Messina, dal IV millennio a.C. fino al XIX secolo. Le collezioni, risalenti a pregiati periodi storici, sono state conservate e riorganizzate con difficoltà da Maria Accascina dopo i danni bellici, riaprendo finalmente nel 1954.

Fonte ansa.it

 

STIGNANO (RC) – Decesso Franco Fava, arrestata la moglie

La moglie di Franco Fava, un operaio edile di 55 anni e padre di due gemelle di 14 anni, è stata arrestata in relazione alla morte di quest’ultimo avvenuta nella serata di Ferragosto a Stignano, un comune della Locride.

Indagini riguardanti la tragica scomparsa di Franco Fava

Le prime indagini indicano che la causa del decesso possa essere un trauma severo alla parte posteriore della testa. Tuttavia, per confermare questa ipotesi, la Procura di Locri e i carabinieri della Compagnia di Roccella Ionica attendono i risultati dell’autopsia.

Riguardo alle circostanze della caduta che ha portato alla fatale lesione, non vi sono al momento informazioni definitive. Si sospetta che Fava possa essersi infortunato cadendo sul pavimento della cucina durante una discussione accesa con la moglie, di 47 anni. Le forze dell’ordine stanno indagando le cause della caduta, cercando di capire se si sia trattato di un incidente o se la donna sia stata coinvolta in qualche modo. L’ipotesi di un’aggressione con un oggetto contundente sembra essere stata esclusa.

Interventi dei soccorsi e indagini in corso

Dopo la caduta, Fava ha perso conoscenza rapidamente, e nonostante l’intervento tempestivo del personale medicale del 118, allertato dai vicini allarmati dai toni accesi della lite, non è stato possibile salvarlo.

La moglie non ha rilasciato dichiarazioni agli inquirenti, mentre le figlie, presenti in casa al momento dell’incidente, non hanno assistito a ciò che è accaduto.

Arresto della donna e controllo dell’abitazione

A seguito degli esami preliminari e delle prime verifiche, i pubblici ministeri hanno deciso di arrestare la donna a titolo cautelativo, mentre l’abitazione della coppia è stata sottoposta a sequestro. Nel frattempo, le due ragazze sono state affidate a familiari dopo aver ricevuto sostegno dai servizi sociali.

Fonte ansa.it

 

Scoperti sorprendenti oggetti ibridi tra stella e buco nero nell’universo primordiale

Articolo di D.C.

La recente identificazione di configurazioni ibride primordiali, in cui un buco nero si trova al centro di una stella supermassiccia, offre una chiave di lettura inedita per risolvere uno dei problemi più dibattuiti della cosmologia contemporanea: la rapida formazione dei buchi neri supermassicci nell’universo neonato.

Grazie ai dati raccolti dal telescopio spaziale James Webb, la comunità astronomica ha potuto analizzare una classe di oggetti noti come “puntini rossi”, risalenti a poche centinaia di milioni di anni dopo il Big Bang. Le osservazioni hanno evidenziato la presenza di galassie e strutture straordinariamente luminose e massicce.

Nei modelli astrofisici tradizionali, la crescita dei buchi neri supermassicci avviene attraverso un processo graduale di accrescimento di materia o per fusione di buchi neri più piccoli. Tuttavia, i tempi scala calcolati per l’universo primordiale risultavano incompatibili con le dimensioni massicce registrate da James Webb, poiché i buchi neri non avrebbero avuto il tempo materiale per crescere così rapidamente partendo da semi stellari convenzionali.

Dal punto di vista della fisica teorica, la spiegazione di questo fenomeno risiede nell’interazione estrema tra la pressione termica e la forza gravitazionale in un ambiente seminale.

Nelle prime fasi dell’universo, le enormi nubi di gas non contaminato da elementi pesanti, composte quasi esclusivamente da idrogeno ed elio, potevano collassare gravitazionalmente su scala gigantesca senza frammentarsi in piccoli ammassi stellari. All’interno di queste nubi colossali, il materiale centrale collassava ulteriormente dando origine a un buco nero primordiale.

Tuttavia, anziché divorare immediatamente la nube circostante e spegnersi o evolversi nei modi consueti, questo buco nero centrale stabiliva un delicato equilibrio idrodinamico con l’enorme involucro gassoso circostante. L’energia sprigionata dal materiale che cadeva a spirale nel buco nero generava una pressione di radiazione verso l’esterno così intensa da bilanciare parzialmente l’attrazione gravitazionale della stella gigante. Questo meccanismo permetteva all’oggetto di mantenere una superficie estesa e caldissima di gas, combinando la superficie e la luminosità tipiche di una stella supermassiccia con la dinamica energetica interna guidata dal buco nero, che accelerava drasticamente i tassi di crescita e di emissione dell’oggetto.

A osservare oggi questi abissi cosmici si avverte quasi il fascino perturbante di una geometria non euclidea, che evoca le intuizioni cosmologiche di Howard Phillips Lovecraft: un cosmo antico e ciclopico in cui le categorie tradizionali della materia si fondono in entità mostruose, nate nel buio primordiale prima che la luce ordinaria potesse conformarsi alle leggi della ragione umana.

La convalida di questi modelli ibridi rappresenta un passo avanti significativo nella comprensione della transizione tra le prime stelle e la formazione dei nuclei galattici attivi. Se confermate da ulteriori osservazioni spettroscopiche e modellazioni teoriche, queste strutture potrebbero colmare il divario tra la fisica stellare e la meccanica dei buchi neri, ridefinendo i canoni con cui la scienza descrive i meccanismi di evoluzione cosmica agli esordi dell’universo.