REGGIO – Visita Ufficiale dell’Ambasciatore di Grecia in Italia, Eleni Sourani

Si è svolto oggi pomeriggio a Palazzo Alvaro l’incontro istituzionale tra il Vicesindaco del Comune di Reggio Calabria, Mariagrazia Arena e la diplomatica Eleni Sourani, Ambasciatore di Grecia in Italia.

La visita nella Città dello Stretto si inserisce nel programma ufficiale che vede la diplomatica impegnata in una serie di iniziative e incontri istituzionali mirati a rinsaldare i profondi legami storici, culturali e linguistici che uniscono la Grecia alla Calabria e alla sua Area Grecanica.

Durante il cordiale colloquio tra l’Ambasciatore ed il Vicesindaco, in rappresentanza del Sindaco on. Francesco Cannizzaro, è stata ribadita la centralità del patrimonio ellenico, elemento identitario imprescindibile per Reggio Calabria. All’incontro ha preso parte anche una rappresentanza del Centro di Lingua e Cultura Ellenica “Ellinomatheia”.

 

Le dichiarazioni dell’Ambasciatore Eleni Sourani:

“Sono molto felice di essere qui a Reggio Calabria e avere l’opportunità di visitare anche la regione ellenofona. Le radici sono fortissime e ci legano da 28 secoli; è la nostra storia comune, la nostra lingua e la nostra cultura che ci uniscono da millenni. Sono davvero molto grata alle Istituzioni reggine per avermi ricevuta con l’intento di rafforzare la cooperazione già salda tra la Calabria e le regioni greche del Mar Ionio. Reggio Calabria è già gemellata con Patrasso che è la terza città della Grecia, e ovviamente, per ragioni storiche, con Calchis. Credo sia fondamentale mantenere questo legame e puntare sulla valorizzazione della cultura e della lingua greca, per questo sono felice che questo tour in Calabria inizi proprio da qui, da Reggio Calabria.”

 

Le dichiarazioni del Vicesindaco Mariagrazia Arena:

“La nostra città e la nostra regione hanno legami storici profondi con la Grecia, le nostre radici affondano nella culla della civiltà ellenica. Mantenere, sviluppare e mettere a frutto questo patrimonio culturale è uno degli obiettivi strategici che il Sindaco e la Giunta comunale si sono posti per la crescita della nostra realtà. La lingua greca rappresenta una ricchezza che non può disperdersi; da parte dell’Amministrazione Cannizzaro vi è pertanto la massima apertura ad accogliere ogni proposta progettuale che ne promuova la valorizzazione e siamo pronti a collaborare attivamente per preservare e diffondere questa eredità che definisce la nostra storia e la nostra cultura”.

L’estate di pietra della Calabria: se la gelosia diventa possesso

Articolo di L. M.

 

Tra pietre e fughe disperate, i delitti di Ferragosto nel Cosentino smascherano l’illusione dell’emergenza: non è follia isolata, ma il fallimento culturale di una terra in cui il possesso si fa ancora sangue.

 

C’è una ferocia arcaica che continua a sfigurare la Calabria, una violenza che non si cura delle stagioni e che quest’anno ha scelto proprio i giorni di Ferragosto per ricordare all’Italia intera quanto sia profonda, e drammaticamente strutturale, la piaga del femminicidio. Nel giro di poche ore, la provincia di Cosenza è diventata il palcoscenico di un orrore rurale e cittadino che demolisce ogni retorica estiva, restituendoci l’immagine di una terra in cui il corpo delle donne è ancora considerato un territorio di conquista, possesso e, all’occorrenza, distruzione.

I fatti parlano la lingua primordiale del sangue. Ad Amendolara, la quarantaseienne Ornella Forastefano è morta per le conseguenze di una “inaudita e spropositata violenza”, dopo essere stata lasciata agonizzante davanti all’ospedale di Trebisacce, prima che il suo compagno tentasse una disperata fuga verso l’Albania, interrotta al porto di Bari dall’intervento dei Carabinieri. Nemmeno il tempo di elaborare il lutto e, nel Cosentino, a Corigliano-Rossano, la settantaduenne Carmela Bifano è stata uccisa in un agrumeto. Il marito, dopo aver inizialmente raccontato di due misteriosi aggressori in fuga, ha poi ammesso le proprie responsabilità: avrebbe usato delle pietre per spegnere la vita della donna che gli camminava a fianco da una vita.

È fin troppo facile catalogare tutto questo sotto la voce del “raptus”, della follia isolata, o peggio, di una subcultura d’altri tempi legata all’isolamento geografico. Ma la verità è un’altra, ed è molto più scomoda. Come è stato sottolineato anche a livello istituzionale di fronte a questa “carneficina che ferisce la Calabria”, non siamo di fronte a un’emergenza estiva, ma a un totale fallimento culturale. Le oltre 1.300 chiamate registrate nell’ultimo anno al numero antiviolenza 1522 nella sola regione non sono solo numeri: sono il termometro di un terrore quotidiano, silenzioso, che abita nei salotti, nelle cucine e nei campi della nostra normalità. Di fronte a questa realtà, l’assessora regionale alle Pari Opportunità e al Welfare, Pasqualina Straface, sottolinea la necessità di una vera svolta culturale, fondata soprattutto sulla prevenzione e sulla capacità di intervenire prima che i segnali di violenza si trasformino in tragedia. Da donna e da cittadina calabrese, oltre che da rappresentante delle istituzioni, afferma di sentire il dovere di non accettare come inevitabile questa drammatica catena di femminicidi e violenza.

«La Regione Calabria ha scelto di fare la propria parte senza riserve», afferma l’assessore, ricordando il rinnovamento, dopo vent’anni, della normativa regionale e l’approvazione di un Piano triennale da oltre 8 milioni di euro destinato a rafforzare la rete dei 13 Centri antiviolenza e delle 11 Case rifugio presenti sul territorio. Un impegno che punta a trasformare l’indignazione di fronte alle tragedie in strumenti concreti di prevenzione, protezione e sostegno alle donne. Secondo Straface, la violenza può cambiare forma e strumento, ma conserva la stessa radice: la «malata pretesa di possesso» e «l’incapacità di accettare la libertà femminile».

Uccidere a colpi di pietra non è un gesto improvviso: è l’ultimo atto di una catena di controllo ossessivo, gelosia tossica e silenzio complice. Quando persino la Chiesa locale, attraverso la voce di monsignor Savino, si ritrova a invocare un “esame di coscienza collettivo” sulle parole e sui gesti di ogni giorno, significa che il problema non è più solo giudiziario o di ordine pubblico. È un problema di alfabetizzazione emotiva.

Finché continueremo a stupirci del sangue solo quando macchia le pagine dei giornali, senza decostruire quel senso di proprietà che troppi uomini ancora nutrono verso le donne, le pietre di Corigliano-Rossano continueranno a pesare sulla coscienza di tutti. La Calabria non ha bisogno di nuove leggi securitarie da sbandierare nei talk show; ha bisogno di sradicare la convinzione, antica e dura a morire, che il rifiuto di una donna valga meno della vita stessa.

GIOIA TAURO (RC) – Sequestrato stabilimento balneare: due denunce

Uno stabilimento balneare sul lungomare cittadino, che ospita una nota pizzeria-trattoria, è stato posto sotto sequestro dai Carabinieri della Stazione di Gioia Tauro al termine di un’attività di controllo che ha fatto emergere una serie di irregolarità nell’occupazione e nella gestione dell’area demaniale.

Due persone, gestori dell’attività, sono state deferite in stato di libertà alla competente Autorità giudiziaria. A loro vengono contestate, a vario titolo, le ipotesi di occupazione abusiva di spazio demaniale marittimo, invasione di terreni demaniali aggravata e falsa attestazione a pubblico ufficiale.

Al centro degli accertamenti un’area di circa 230 metri quadrati di demanio marittimo, occupata abusivamente. Una parte della superficie era utilizzata senza alcuna concessione o autorizzazione.

Più articolata la situazione relativa alla restante porzione dell’area. Dagli accertamenti documentali è emerso che l’occupazione era legata a una procedura di subingresso nella concessione. Una delle persone deferite ha dichiarato all’Ente competente di essere erede del precedente concessionario, recentemente deceduto, ottenendo così la titolarità della concessione.

Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato un’ulteriore violazione nella gestione dell’attività. La conduzione materiale della pizzeria-trattoria era stata affidata a un’altra persona senza la preventiva autorizzazione richiesta dall’articolo 45-bis del Codice della Navigazione, che disciplina l’affidamento a terzi delle attività oggetto di concessione.

Di fronte al quadro emerso, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro dello stabilimento e delle aree annesse, apponendo i sigilli alla struttura per impedirne l’ulteriore utilizzo e la prosecuzione delle condotte contestate.

L’operazione rientra nell’attività di controllo dell’Arma finalizzata alla tutela del demanio marittimo e al contrasto delle occupazioni abusive lungo il litorale.

Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. Per gli indagati vale, pertanto, la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Il duo Romairone-Marchionni sotto una lente professionale

Articolo di D.C.

Il nuovo corso della Reggina ha preso ufficialmente e solidamente forma nel pomeriggio di ieri, nella sala conferenze dell’Hotel Torrione di Reggio Calabria, con la presentazione del Direttore Sportivo Giancarlo Romairone e del tecnico Marco Marchionni. Un appuntamento atteso, che ha offerto l’occasione per fare chiarezza e, al contempo, per smontare con i fatti il clima di scetticismo e le polemiche preventive alimentate nei giorni scorsi dai soliti.

Ultimamente, infatti, non erano mancate recriminazioni e accuse di immobilismo nei confronti della nuova proprietà. Il silenzio iniziale della dirigenza, la presunta lentezza nell’allestimento della squadra – la frecciatina legata all’attaccante Patierno ne è un esempio – erano stati branditi per dipingere un quadro d’incertezza, spingendosi persino a paralleli faziosi sulle reazioni della piazza rispetto al passato.

L’evento ha ribaltato tale narrazione, contrapponendo alla fretta dei giudizi superficiali la solidità di una programmazione fondata sul metodo e sulla competenza.

La prima e più netta smentita alle polemiche riguarda lo stato in cui la nuova dirigenza ha trovato il club. Chi imputava alla società inerzia ha ignorato la realtà materiale delle strutture. Romairone ha spiegato come la priorità iniziale sia stata rimettere in sesto un centro sportivo e una foresteria ridotti in condizioni critiche. Pretendere acquisti immediati e ritiri senza possedere nemmeno un campo agibile avrebbe significato improvvisare. La scelta di coordinare interventi continui per rendere fruibili gli impianti testimonia una visione strutturata che parte dalle fondamenta, non dai proclami.

Anche sul fronte delle trattative, la linea descritta dalla direzione rischiara dall’opacità delle polemiche. Il caso Patierno, dapprima citato, sulla presunta velleità nel chiudere le operazioni, è stato ricondotto alla sua giusta dimensione: un profilo monitorato con attenzione, attraverso i canali istituzionali e senza cedere alla frenesia dei titoli a effetto. L’obiettivo condiviso con Marchionni di comporre un gruppo profondo, equilibrato e con valide alternative in ogni reparto richiede studio e pazienza, non annunci precipitosi. Consideriamo oltretutto la validità dei profili dei calciatori arrivati finora, quasi invisibili per i critici.

Infine, la risposta nel merito prestazionale è giunta dalle parole del mister, che ha spostato subito il baricentro dai discorsi di facciata al rettangolo verde. Chiarendo che il principale ostacolo da superare sarà la Reggina stessa e che da fine mese conterrà esclusivamente l’impegno quotidiano, l’allenatore ha cancellato ogni alibi, confessando il primato di questo collettivo nel girone I.

Ora si volta pagina. Esaurito il tempo dei botta e risposta virtuali, la palla passa definitivamente agli spalti del Granillo e al campo di gioco, unici veri giudici del percorso amaranto.

REGGINA – Tutto pronto per la “Festa Amaranto”: appuntamento il 28 agosto all’Arena dello Stretto

Reggio Calabria si prepara a vivere una serata all’insegna dello sport, della socialità e del senso di comunità. Venerdì 28 agosto, in sinergia con il Comune di Reggio Calabria e la Città Metropolitana di Reggio Calabria, la Reggina ha inteso co-organizzare la “Festa Amaranto”, un evento pensato non soltanto come momento sportivo, ma anche come occasione di aggregazione e condivisione per tutti i reggini.

Nel corso dell’evento sarà presentata ufficialmente la squadra amaranto, insieme al nuovo staff tecnico e societario, offrendo ai tifosi e alla cittadinanza l’opportunità di conoscere da vicino i protagonisti della nuova era calcistica amaranto.

Un appuntamento che vuole essere soprattutto un momento di convergenza, di identità collettiva, rafforzando il legame tra squadra e territorio, con particolare attenzione a bambini e famiglie, per trasformare la passione per i colori amaranto in un’occasione di incontro, partecipazione e divertimento. Tutti insieme, per una nuova stagione amaranto.

Appuntamento alle ore 21:30, all’Arena dello Stretto “Ciccio Franco”.

Nei prossimi giorni seguiranno ulteriori dettagli del programma.

Breve storia di un grande matematico italiano

Articolo di D.C.

La storia della matematica ha avanzato grazie a intelligenze straordinarie, eccentriche, il classico connubio di genio e sregolatezza. La figura di Renato Caccioppoli svetta come un pilastro della cultura scientifica del Novecento. La sua esistenza coniugava un rigore analitico rigoroso con una vita trascorsa all’insegna di una radicale e tormentata libertà.

Napoletano di nascita e di spirito, appartenente a una famiglia colta e cosmopolita in quanto nipote del celebre rivoluzionario russo Michail Bakunin, Caccioppoli mostrò fin da giovanissimo un talento matematico straordinario. Dopo aver completato gli studi sotto la guida di maestri insigni come Ernesto Pascal e Mauro Picone, intraprese una brillante carriera accademica che lo consacrò tra i massimi esponenti della scuola matematica italiana. Egli concepì la disciplina quale esperienza vitale assoluta, esigendo una dedizione totale e un costante dialogo con il mondo circostante. Tra i numerosi allievi che sedettero tra i banchi dell’Università di Napoli Federico II sotto la sua guida vi fu anche il futuro scrittore Luciano De Crescenzo, il quale conservò sempre il ricordo vividissimo di quel docente istrionico, capace di incantare le aule con lezioni fulminanti, ironia tagliente e un carisma raro che segnò profondamente il percorso formativo di intere generazioni.

Il valore della sua ricerca scientifica risiede nella capacità di trasformare l’analisi matematica e la geometria in strumenti di precisione per descrivere la realtà. Caccioppoli ridefinì profondamente il concetto di misura introducendo gli insiemi a perimetro finito, noti universalmente nella letteratura internazionale come insiemi di Caccioppoli. Questa scoperta costituisce il cuore pulsante dell’analisi geometrica moderna e trova applicazione nello studio di superfici complesse, nella meccanica dei materiali avanzati e nella modellazione delle deformazioni fisiche. A questo si aggiunge il suo fondamentale contributo all’analisi funzionale e alla teoria delle equazioni differenziali, con il perfezionamento del principio di contrazione noto come teorema di Banach-Caccioppoli. Questo principio fornisce le fondamenta analitiche indispensabili per dimostrare l’esistenza di soluzioni nei sistemi non lineari, trovando impiego costante nella simulazione di traiettorie aerospaziali e nella previsione di modelli economici complessi.

All’ingegno matematico si accompagnò una straordinaria tempra civile, nutrita da un anticonformismo caustico e sprezzante che durante gli anni del fascismo si trasformò in una costante opera di guerriglia intellettuale. Quando il regime impose il  divieto agli uomini di portare a passeggio cani di piccola taglia perché ritenuti inopportuni per un uomo, Caccioppoli rispose presentandosi sul lungomare di Napoli con un gallo legato al guinzaglio, beffandosi delle autorità che non sapevano come applicare la norma a un pennuto. La sua opposizione raggiunse picchi di fulminante sarcasmo nel maggio del 1938, in occasione della visita ufficiale di Hitler a Napoli: entrò in un caffè affollato, pagò l’orchestrina per suonare la Marsigliese e, salito su una sedia davanti agli sguardi sbigottiti della polizia segreta, arringò i presenti, subendo per questo l’arresto.

La sua esistenza si concluse tragicamente, purtroppo, sulla falsariga di tanti grandi, lasciando un’eredità che continua a vibrare in ogni equazione. Renato Caccioppoli va quindi ricordato quale emblema del ricercatore creativo, capace di far danzare il rigore matematico su ritmi sorprendenti e fuori dal comune.

Calanna torna al Medioevo: il 22 agosto la rievocazione dedicata a Nicola di Mesa e Ruggero II d’Altavilla 

 Un corteo storico accompagnato dal ritmo dei tamburi, spettacoli di fuoco, giocoleria e un villaggio medievale per raccontare l’incontro tra la storia di Calanna e quella normanna. 

 

CALANNA – Sabato 22 agosto 2026, a partire dalle ore 18:00, il borgo di Calanna compirà un suggestivo viaggio nel tempo con la Rievocazione Medievale “La storia, il potere, il destino”, dedicata al racconto dell’incontro tra Nicola di Mesa e Ruggero II d’Altavilla.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare la memoria storica e l’identità culturale del territorio attraverso una rappresentazione capace di coinvolgere l’intero paese. Figuranti in abiti d’epoca, nobili, cavalieri, monaci, artigiani e popolani accompagneranno il pubblico all’interno di una Calanna medievale, ricreata tra le vie, le piazze e l’area archeologica del borgo.

Il programma prenderà il via alle ore 18:00 da Piazza Botteghe Artigiane, punto di raduno e partenza del corteo storico. La sfilata, scandita dal ritmo solenne dei tamburi, attraverserà il centro abitato fino a raggiungere Piazza Sinicropi, dove il pubblico assisterà a uno spettacolo di giocoleria.

Il viaggio proseguirà verso il Belvedere e l’area archeologica, che per l’occasione ospiterà il villaggio medievale. Qui i visitatori potranno incontrare personaggi e mestieri del tempo, ascoltare racconti, cimentarsi in prove di abilità e riscoprire alcuni aspetti della vita quotidiana medievale.

Nel villaggio saranno proposte attività dedicate alla scrittura con la penna d’oca, all’arte del mosaico, alla memoria religiosa e all’addestramento cavalleresco, con giochi come il tiro con le freccette, i birilli, le ciappe e il lancio degli anelli.

Ad accompagnare la manifestazione saranno il suono dei tamburi, gli spettacoli di fuoco, la giocoleria e diversi momenti narrativi, pensati per coinvolgere adulti e bambini.

Una delle novità sarà il “Passaporto del Viandante”, consegnato all’ingresso del villaggio. I partecipanti potranno attraversare le diverse tappe, superare le prove e raccogliere un timbro presso ogni postazione. Al termine del percorso, chi avrà completato il passaporto riceverà la simbolica Moneta del Viandante, diventando “Custode della memoria di Calanna”.

La manifestazione intende trasformare la storia in un’esperienza viva e partecipata, mettendo in relazione patrimonio, comunità e territorio. Non una semplice rappresentazione da osservare, ma un racconto nel quale ogni visitatore potrà entrare e diventare protagonista.

L’evento è organizzato dalla Pro Loco Calanna, in collaborazione con il Comune di Calanna e il GAL BATIR, con il patrocinio dell’Ente Pro Loco Italiane Calabria.

L’appuntamento è per sabato 22 agosto 2026, alle ore 18:00, a Calanna.