La doppia veste imprenditoriale e politica di Claudio Lotito, patron della Lazio e recentemente proprietario della Reggina, sta sollevando un ampio dibattito che unisce le dinamiche calcistiche a quelle istituzionali, con ripercussioni rilevanti per Forza Italia e per gli equilibri elettorali tra Roma e la Calabria.
L’acquisizione del club amaranto, stimata tra i 2 e i 5 milioni di euro comprensiva di acquisizione del titolo e investimenti per la squadra, è avvenuta grazie alla mediazione del deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro e richiamando le origini familiari calabresi del presidente. Sull’operazione pesano tuttavia sia le regole della FIGC, che vietano la proprietà di più di un club professionistico imponendo a Lotito di cedere la Reggina in caso di promozione in Serie C, sia le perplessità della piazza romana. L’investimento sullo Stretto è infatti coinciso con una campagna acquisti a saldo zero per la Lazio – affidata alla guida tecnica di Gennaro Gattuso – alimentando il malcontento della tifoseria biancoceleste, storicamente politicizzata e già critica nei confronti della gestione societaria.
La contestazione dei sostenitori della Lazio si è estesa dal terreno sportivo a quello politico, generando preoccupazione all’interno della coalizione di governo. A sollevare ufficialmente il caso è stato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca (Fratelli d’Italia), il quale ha espresso timori per le possibili ripercussioni elettorali legate alla protesta della tifoseria, che minaccia ritorsioni nelle urne contro il senatore forzista. Sulla stessa linea si sono registrati interventi critici da parte di esponenti romani di Forza Italia e riflessioni editoriali su organi di stampa come Il Tempo. Interpellato dal Corriere della Sera, il presidente biancoceleste ha ridimensionato il caso, dichiarando di non essere a conoscenza delle preoccupazioni espresse dal governatore laziale e sostenendo che i fatti dimostrino l’infondatezza di tali timori.
Nel frattempo, tra gli osservatori politici si ipotizza che l’investimento nel territorio reggino possa preludere a una candidatura blindata di Lotito in Calabria in vista delle future elezioni parlamentari, sfruttando il radicamento politico locale in sostituzione del collegio originario del Molise.











