COSENZA – Sequestrati 1.600 giocattoli non sicuri

Controlli intensificati della Guardia di Finanza contro la contraffazione a Cosenza

Il comando provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza ha incrementato gli sforzi per affrontare il problema della contraffazione e del mancato rispetto delle norme di sicurezza.

A Diamante, i finanzieri della locale unità di Scalea hanno operato un intervento significativo, portando al sequestro di circa 1.600 giocattoli che non rispettavano gli standard di sicurezza, insieme a circa 24.600 articoli non conformi messi in vendita al pubblico. In seguito a questi riscontri, una persona è stata segnalata alle autorità competenti e sono state inflitte sanzioni amministrative che superano i 35 mila euro.

Nell’ambito di queste attività, i finanzieri hanno anche confiscato 70 articoli tra giocattoli e indumenti contrassegnati da marchi falsi, risultando in una denuncia nei confronti di un individuo.

REGGIO – Ottimi risultati per la prima edizione di Vinitaly and the City

La prima edizione di Vinitaly and the City a Reggio Calabria ha riscosso un notevole successo, trasformando per due giorni il Lungomare Falcomatà e il Museo Archeologico Nazionale in un vibrante spazio dedicato al vino, all’olio, alla cultura, alla gastronomia e all’intrattenimento.

L’evento ha replicato con successo il format già collaudato a Sibari. I dati parlano chiaro: 83 aziende, inclusi vini e spirits, e 8 collettive hanno partecipato, mentre le degustazioni hanno sfiorato le 50 mila e le presenze sono state circa 60 mila. Questo traguardo rappresenta più di semplici numeri per Arsac e la Regione Calabria, dimostrando come Vinitaly and the City possa contribuire a riscrivere la narrazione della regione, non solo come terra di prodotti di qualità, ma come un luogo aperto all’innovazione e capace di attrarre visitatori.

“Registrare il sold out in tutte le aree di Vinitaly and the City a Reggio Calabria è un grande motivo di orgoglio per noi,” ha dichiarato Fulvia Caligiuri, direttrice generale di Arsac. Anche il sindaco Francesco Cannizzaro ha espresso il proprio entusiasmo: “Già dai preliminari avevamo accolto con entusiasmo Vinitaly and the City, ma quanto abbiamo vissuto in questi due giorni ha superato ogni aspettativa. La partecipazione e l’interesse hanno coinvolto un pubblico eterogeneo, dai giovani agli adulti, con visitatori provenienti da tutto il Paese e dall’estero. Dopo queste 48 ore, ho la sensazione che la kermesse sia diventata parte integrante della comunità reggina e sono certo che non sarà un evento isolato.”

Durante la seconda giornata della manifestazione, è intervenuta anche la Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, che ha partecipato a un talk evidenziando il lavoro svolto dalla Regione Calabria. Come affermato dall’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, Vinitaly and the City racconta una Calabria che sta costruendo una propria identità tangibile oltre i confini nazionali. “Eventi come Vinitaly and the City in Calabria – ha sottolineato Gallo – superano i limiti nazionali, mostrando una Calabria che ha scelto di progredire, una Calabria che si racconta con orgoglio e consapevolezza.”

FONTE: ANSA

COSENZA – Deceduto dopo un’aggressione, i sindaci chiedono maggiore sicurezza

La comunità del Tirreno cosentino si stringe attorno ai familiari di Antonio Perrotta, un giovane di 34 anni, operaio e operatore di sicurezza privata, tragicamente deceduto dopo essere stato aggredito nei pressi di una discoteca a Sangineto. I sindaci della zona non si sono fatti attendere nel manifestare il loro dolore e la loro richiesta di un maggior impegno per la sicurezza.
Le parole del sindaco di Fuscaldo, Giacomo Middea, risuonano forti: “Non si può morire così”. Ha già annunciato l’intenzione di proclamare il lutto cittadino in concomitanza con le esequie che, al momento, non sono ancora state fissate. “In quel giorno – ha proseguito – isseremo le bandiere a mezz’asta e inviteremo i negozi a chiudere le saracinesche”. In aggiunta, ha richiesto l’annullamento o il rinvio di eventi e manifestazioni. A Sangineto, il sindaco Michele Guardia ha sottolineato: “La violenza non può e non deve trovare spazio nella nostra comunità”. Ha esortato a riflettere collettivamente su come ripristinare sicurezza, rispetto e legalità, valori fondamentali per una convivenza dignitosa.
Ugo Vetere, sindaco di Santa Maria del Cedro, ha evidenziato che nelle ultime settimane si sono registrati altri episodi di violenza, creando un clima di preoccupazione durante le serate della movida. Ha sottolineato la necessità di una maggiore presenza delle forze dell’ordine per garantire serenità in questo territorio.
Infine, il commento di Antonio De Caprio, consigliere regionale e segretario della Commissione antimafia, ha ribadito la volontà di affrontare con determinazione tutte le forme di violenza e criminalità.

FONTE: ANSA

REGGIO – Detenuti sottraggono le chiavi e causano danni nella sezione

Un aumento preoccupante della violenza ha colpito il carcere di Arghillà, situato a Reggio Calabria.

Il sindacato Osapp ha riportato che, in seguito alla sospensione dei colloqui per un detenuto, sette individui già sotto sorveglianza speciale ex art. 14-bis O.p. hanno tentato di scalare i muri nei passeggi, causando il danneggiamento totale del sistema di videosorveglianza presente.

In un secondo momento, un gruppo di detenuti è riuscito ad appropriarsi delle chiavi della sezione, prendendo il controllo dell’area e dando vita a una vera e propria devastazione sistematica.

“La situazione è stata aggravata da un clima interno caratterizzato da conflitti, problemi gestionali irrisolti e da un atteggiamento ostile nei confronti del personale di Polizia penitenziaria, costretto a operare in condizioni estremamente difficili”, ha dichiarato il sindacato.

Pasquale Montesano, segretario generale aggiunto dell’Osapp, ha affermato: “Gli eventi recenti segnano un punto di non ritorno”.

“Se i detenuti in regime di 14-bis riescono a sottrarre le chiavi e a distruggere una struttura intera, è chiaro che il sistema di sicurezza ha subito un collasso completo”.

Il sindacato ha lanciato un “appello urgente” al governo, al ministero della Giustizia e al Dap, formulando diverse richieste: dichiarazione immediata di stato di emergenza con l’implementazione di un regime straordinario di contenimento e sicurezza; trasferimenti d’urgenza e massima severità; intervento straordinario del Gom; ispezione immediata e controlli sui vertici; ristrutturazione della sicurezza con chiusura immediata dei regimi aperti e ripristino di protocolli rigidi per la tutela del personale di Polizia penitenziaria.

 

Architettura del cambiamento e resistenze teoriche nella Reggio Calabria che si rinnova

C’è una Reggio Calabria che ha deciso di voltare pagina, di smetterla di guardarsi l’ombelico e di rimboccarsi le maniche. E c’è, dall’altra parte, il solito fronte della reazione: un coro ben nutrito di teorici del nulla, di pasdaran delle cause astratte e di salottieri digitali che, abituati a un decennio di immobilismo comodo, faticano a digerire la realtà del cambiamento.

La nuova stagione amministrativa guidata da Francesco Cannizzaro si è trovata a fare muro contro un fuoco incrociato di obiezioni prettamente teoriche, scollegate dalle esigenze dei cittadini. Il copione è sempre lo stesso, recitato da chi scambia la polvere degli uffici per il polso della strada.

 

Un primo bersaglio della polemica d’accatto, ad esempio, è la programmazione dei grandi eventi, come il Vinitaly, bollato sbrigativamente come “spreco di risorse monetarie”. Viene da chiedersi quale sia l’alternativa proposta dai critici. Forse rimpiangono i fasti amministrativi degli ultimi dodici anni, caratterizzati da capolavori di urbanistica surreale come piste ciclabili tracciate sopra i marciapiedi o in mezzo alla strada, o dalla surreale restituzione di fondi a Roma e a Bruxelles?

Evidentemente, per questa categoria si poteva tranquillamente mantenere la città a suon di ossigeno e di post su Facebook, rigorosamente incentrati sull’onanismo culturale o sul sesso degli angeli, mentre il territorio sprofondava nell’abbandono.

 

Non è andata meglio sul fronte dei cantieri, nello specifico per i lavori sul ponte Calopinace. Qui si è tentato goffamente di strumentalizzare il mondo del lavoro, accusando l’amministrazione di sfruttamento. Un tentativo, manco a dirlo, miseramente fallito. I lavoratori non hanno dato retta a sirene corporative e hanno smentito ignorando la sviolinata del sindacato.

La verità è che troppi lavoratori, in passato, si sono ritrovati ad accettare condizioni gravose e svantaggiose proprio a causa dei compromessi sottotraccia tra certi sindacati e i “padroni” di turno. Quando si parla di diritti a corrente alternata, la coerenza finisce dove iniziano le tessere di partito o gli interessi carrieristici.

 

Dulcis in fundo, la regina madre di tutte le opposizioni: il fronte dei No Ponte. È evidente che chi anima queste battaglie non ha mai fatto la fila agli imbarcaderi, non ha mai parlato con i pendolari costretti a subire disagi logistici mostruosi, né si è confrontato con chi attraversa lo Stretto ogni giorno per studio o per necessità.

Parlano di paesaggio e bellezza, ma lo fanno da una prospettiva rigorosamente subculturale, fatta di speculazione teoretica. Propongono soluzioni che puzzano di ipocrisia, che mal si conciliano con la modernità e con il diritto alla mobilità dei cittadini, parlando esclusivamente alla loro cerchia ristretta, quella che ha — per dirla alla nostra maniera — “la tavola già conzata” o banali capricci.

 

Allora memori della lezione catulliana, prettamente individuale ma adattabile anche alla cosa pubblica, ricordiamo “per l’ozio ti esalti e sfreni troppo; l’ozio un tempo ha rovinato re e città prospere”.

 

D.C.

GIOIA TAURO (RC) – Sequestrati 252 chili di cocaina con due arresti

Due operatori portuali sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza mentre cercavano di traffico di un ingente carico di cocaina, pari a 252 chilogrammi, nel porto di Gioia Tauro.

Sequestrati 252 chilogrammi di cocaina

Le Fiamme Gialle hanno intercettato i due uomini in flagrante, proprio mentre trasportavano le borsoni contenenti la droga. Questi ultimi avevano appena ritirato la sostanza stupefacente da un container giunto dall’Australia, passando per Panama prima di approdare nel porto calabrese.

La Procura di Palmi convalida la misura cautelare

La Procura di Palmi, sotto la direzione di Emanuele Crescenti, ha successivamente convalidato la misura cautelare e ha avviato ulteriori indagini allertando la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria.

 

REGGIO – Ieri ex tirocinanti, da oggi dipendenti del Comune: in 12 accolti dal Sindaco Cannizzaro e dall’Assessore Maiolino per la firma dei contratti a tempo indeterminato

Nero su bianco oggi, a Palazzo San Giorgio, accolti ufficialmente dal Sindaco, on. Francesco Cannizzaro, e dall’Assessore al personale, Antonino Maiolino per siglare i contratti. Dodici tra uomini e donne ex tirocinanti entrano ufficialmente a far parte dell’organico del Comune di Reggio Calabria con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

La stabilizzazione dei neo assunti, frutto di un noto, lungo e complesso percorso amministrativo e normativo scaturito dai numerosi emendamenti a firma Cannizzaro durante il suo mandato parlamentare, è stata resa possibile grazie alla costante e proficua sinergia istituzionale dell’allora deputato con il Presidente della Regione Calabria, on. Roberto Occhiuto e con l’Assessore regionale al lavoro, Giovanni Calabrese. Regione che ha sostenuto, nel caso specifico, queste assunzioni con un investimento pari a 54mila euro per ciascun tirocinante, coprendo interamente il costo del personale oggi assunto per un arco temporale di 3 anni.

A margine della cerimonia, il Sindaco Cannizzaro e l’Assessore Maiolino hanno espresso viva soddisfazione per il traguardo raggiunto, quale “dimostrazione plastica della nostra politica del fare per risolvere situazioni di precariato storico, garantendo al contempo nuova linfa vitale agli uffici comunali. Oggi come in quel 21 Aprile 2021 in cui eravamo uno affianco all’altro, entrambi dalla parte dei lavoratori. Così, adesso, dopo anni di lotte normative, possiamo raccontare finalmente di un rafforzamento necessario alla macchina amministrativa che da oggi potrà contare su 12 unità di personale in più per rispondere alle esigenze degli uffici e quindi dei cittadini”

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REGGIO – Cannizzaro: «Vinitaly travolge Reggio: 60mila presenze e 50mila degustazioni»

Numeri da record per Vinitaly and the City a Reggio Calabria. A tracciare il bilancio della manifestazione è il sindaco Francesco Cannizzaro, che parla di un risultato capace di andare oltre le aspettative: 60mila presenze e 50mila degustazioni nell’arco delle due giornate.

«Sono numeri di un successo andato oltre le aspettative. Reggio Calabria ha accolto Vinitaly and the City con entusiasmo e organizzazione, trasformandosi per due giorni in una grande capitale del vino, del gusto e del relax», ha dichiarato Cannizzaro.

A comporre la vetrina dell’evento sono state 69 aziende vitivinicole, 7 collettive e 16 realtà tra amari e spirits. Un successo che, secondo quanto riferito dal primo cittadino, ha interessato anche gli appuntamenti collaterali e il sistema dell’accoglienza cittadina: tutte le masterclass hanno registrato il sold out, così come alberghi, B&B e ristoranti.

Cannizzaro pone l’accento anche sull’immagine restituita dalla città durante la manifestazione: «Sicurezza, ordine, compostezza e pulizia sono stati – a detta dei tanti visitatori e delle aziende arrivate da fuori – i biglietti da visita che la nostra città ha saputo consegnare loro».

Per il sindaco, il risultato ottenuto rappresenta soprattutto la conferma della capacità di Reggio Calabria di ospitare appuntamenti di grande richiamo e della risposta del pubblico a questo tipo di iniziative.

«Reggio ha voglia di grandi eventi, di fiducia e di futuro. E di mettersi in mostra», sottolinea Cannizzaro, che chiude lasciando aperta la porta ai prossimi appuntamenti: «Ieri lo ha fatto col vino, domani… vedremo».

L’illusione europea e la questione dei flussi migratori

La polvere, spazzata con colpevole miopia sotto il tappeto delle cancellerie europee per decenni, ha finalmente invaso la stanza e i flussi migratori imponenti che premono alle frontiere dell’Unione vengono ormai inseriti nel grande scacchiere della guerra ibrida e non convenzionale, dove la pressione demografica e i movimenti di popolazione fungono da leve di destabilizzazione strategica, ma è proprio qui che il discorso pubblico unionista rischia di scivolare in un comodo e pericoloso depistaggio. Una certa vulgata europeista, ossessionata dall’idea di un’autonomia strategica da costruire a tavolino, punta sistematicamente il dito verso l’esterno, volendo pretestuosamente addossare a Mosca e a Washington la responsabilità esclusiva di attaccare il Vecchio Continente tramite i conflitti in Ucraina, nel Sahel e in Medio Oriente, un copione perfetto quanto consolatorio che permette alle classi dirigenti europee di praticare una forma sistematica di auto-assoluzione per giustificare il fallimento clamoroso di politiche inadeguate e incapaci di fare i conti con la realtà strutturale del fenomeno. La dimostrazione plastica di questo cortocircuito è sotto gli occhi di tutti con un’Europa che, incapace di elaborare una visione comune, si trincera dietro la logica dei vasi non comunicanti mentre i paesi membri litigano tra di loro tra recinti di Schengen rimessi in discussione, bracci di ferro sulle quote di redistribuzione e nazionalismi di facciata che riaffiorano non appena la pressione sale. Il vero fallimento, tuttavia, affonda le radici in un errore storico e culturale, ovvero la pretesa di gestire il continente come se fosse un unico Stato federale sul modello statunitense, ignorando che l’Europa non è un melting pot nato dalla tabula rasa, ma un mosaico millenario di stati-nazione, ognuno con confini culturali profondi, memorie storiche specifiche e demografie radicalmente differenti a cui si pretende di imporre dall’alto politiche migratorie uniformi. Quando Bruxelles legifera ignorando le specificità identitarie e territoriali produce inevitabilmente reazioni di rigetto e l’Unione si scopre fragile non solo perché aggredita da attori esterni spregiudicati, ma perché priva di una coesione interna fondata sul rispetto della propria natura profonda. Continuare a giustificare l’immobilismo politico con la foglia di fico della guerra ibrida altrui non salverà l’Europa, perché Mosca, Washington e anche Pechino fanno semplicemente il loro gioco geopolitico, mentre il vero punto cieco è proprio ciò che l’Europa non fa, nascondendo il dito dietro la formula della società aperta che sceglie di non scegliere. Si rivela così per quello che è, un gigante fittizio che fissa la propria identità sul negotium, sulle arti lucrative, fingendosi alternativo al modello statunitense anziché ammettere di non fare altro che imitarlo. Finché l’Unione scambierà la retorica dell’integrazione forzata per governance reale e continuerà a calpestare l’architettura degli stati-nazione che la compongono, rimarrà un gigante economico vulnerabile e politicamente inerme, perché la polvere è ormai sul tavolo e o l’Europa impara a guardarla senza filtri, o rischia di rimanerne soffocata.

REGGIO – La replica dell’amministrazione comunale alla polemica sollevata dalla CGIL su lavori Calopinace

 

 

Non ci turbano affatto le polemiche che, in maniera palesemente strumentale, qualcuno tenta di sollevare per contrastare il cambio di rotta e di passo che si sta avviando a Reggio Calabria. E anzitutto va detto che le considerazioni del Segretario locale della CGIL, Gregorio Pititto, in merito all’ultimo video social pubblicato dal Sindaco, on. Francesco Cannizzaro, riguardo i lavori del Ponte sul Calopinace, muovono da un presupposto di fatto non corrispondente a quanto avvenuto. I lavoratori presenti nel cantiere, inquadrati nei video del Sindaco, avevano infatti cessato ogni attività prima delle ore 12:30 (orario contestato dalla CGIL), nel pieno rispetto dell’Ordinanza regionale n. 1/2026, che individua in tale orario l’inizio della fascia di interdizione. Ciò lo si può, tra l’altro, facilmente denotare osservando bene la parte di video durante cui il Sindaco parla: i lavoratori sono fermi, alle sue spalle, tutti raggruppati, proprio perché avevano terminato l’orario di lavoro. In merito all’orario, poi, potrebbero far fede diversi altri elementi che Pititto forse non ha considerato: l’orario risultante sui file originali dei video girati sul posto (tutti antecedenti alle ore 12:30) e le centinaia di cittadini che passando da lì e notando la presenza del Sindaco si sono accostati.

Altra questione fondamentale su cui replicare alla CGIL, che evidentemente non è stata molto attenta nell’ascolto delle parole del Sindaco: la novità annunciata oggi da Francesco Cannizzaro riguardo la “continuità” dei lavori, va letta non riguardo all’orario, bensì rispetto a quanto nei giorni scorsi affermato in conferenza stampa, quando era stata prevista l’interruzione delle attività di cantiere per la pausa estiva; la continuità a cui si riferisce il sindaco riguarda i lavori, per l’appunto, che proseguiranno senza soluzione di continuità rispetto a quanto inizialmente programmato e comunicato dalla ditta, sia pure con ritmi più contenuti, naturalmente nel pieno rispetto delle prescrizioni dell’Ordinanza regionale e delle fasce orarie dalla stessa stabilite.

Giova, inoltre, evidenziare che l’orario di pubblicazione del video sui canali social del Sindaco non coincide con quello della visita al cantiere e non può certo essere utilizzato per desumerlo. Non si trattava di una diretta e non c’è alcun elemento da cui poter desumere un l’orario.

Il Sindaco, ben consapevole delle temperature elevate e attento alle condizioni dei lavoratori, si era inoltre premurato di portare loro una granita per consentire di rinfrescarsi; episodio da lui stesso citato nel video.

La tutela della salute dei lavoratori, oltre ad essere una priorità dell’Amministrazione e di tutte le Istituzioni, è prima di tutto una cosa seria, pertanto, merita verifiche puntuali dei fatti prima di formulare contestazioni pubbliche. Non permettiamo di fare speculazioni su temi così delicati.