AREA INTEGRATA DELLO STRETTO – [INTERVISTA] Ripepi: «Oggi una pietra miliare, questa volta si farà». E annuncia: «Giunta congiunta Reggio-Messina su una nave»

«Oggi è una giornata storica». Massimo Ripepi, assessore all’Area Integrata dello Stretto del Comune di Reggio Calabria, commenta così la conferenza dedicata al futuro del porto reggino e agli investimenti presentati dall’Autorità di Sistema Portuale. Ma per Ripepi il valore dell’appuntamento va oltre i singoli interventi infrastrutturali: il vero passaggio politico è l’accelerazione del percorso comune tra Reggio e Messina, che dovrebbe culminare in un incontro tra i due sindaci e, successivamente, in una Giunta congiunta delle due amministrazioni.

Al centro dell’incontro il piano di interventi per il porto di Reggio Calabria, presentato come un programma da 100 milioni di euro, che comprende opere già in corso, interventi finanziati e progetti ancora in differenti fasi di sviluppo.

«Il presidente Rizzo ha fatto il punto della situazione – spiega Ripepi – ma dal punto di vista politico è una pietra miliare nell’Area Integrata dello Stretto. E soprattutto tutto quello che è stato ragionato in termini di infrastrutture portuali è stato ragionato proprio in termini di Area dello Stretto».

Ripepi: «Giunta congiunta Reggio-Messina, probabilmente su una nave»

È proprio sul rapporto tra le due sponde che l’assessore concentra buona parte del suo intervento.

Ripepi riferisce che, dopo le dichiarazioni del sindaco Francesco Cannizzaro e del sindaco di Messina Federico Basile, nei prossimi giorni dovrebbe tenersi un nuovo incontro a Messina, seguito successivamente da una riunione congiunta delle due Giunte.

«Tra qualche giorno ci sarà un incontro, forse venerdì, a Messina e poi ci sarà una Giunta congiunta tra le due Giunte di Messina e di Reggio Calabria, che si riuniranno probabilmente su una nave, proprio in maniera simbolica, tra Reggio e Messina».

Una scelta dal forte valore simbolico: portare fisicamente le due amministrazioni nello Stretto, nel punto di incontro tra le due città, per mettere nero su bianco il percorso istituzionale comune.

«Il risultato è storico perché finalmente si metterà su carta e si realizzeranno strutture reali che possano far diventare le due città unite».

«Reggio e Messina vivono insieme o muoiono insieme»

Ripepi sintetizza quindi con parole nette la sua concezione dell’Area Integrata:

«Sono convinto che Reggio vive se unita a Messina e Messina vive se unita a Reggio. Muoiono insieme, vivono insieme».

Secondo l’assessore, considerate separatamente le due città rischiano di rimanere «una l’appendice della Calabria e l’altra della Sicilia». Da qui la necessità, nella sua lettura politica, di superare i rispettivi confini regionali e costruire un’unica strategia territoriale.

Ripepi ringrazia quindi Cannizzaro per avergli affidato la delega all’Area Integrata dello Stretto e attribuisce alla nuova fase amministrativa la possibilità di provare a concretizzare un progetto discusso da molti anni.

«Dobbiamo anche pensare alla storia, che dice che non si è mai realizzata l’Area Integrata dello Stretto perché tutti ne hanno parlato e nessuno l’ha realizzata. Oggi è un giorno storico».

I 100 milioni per il porto: «Un segmento fondamentale per Reggio»

L’assessore torna quindi sul piano di investimenti illustrato durante la conferenza e sul ruolo strategico che attribuisce alla portualità per lo sviluppo della città.

Tra gli interventi presentati figurano il Cold Ironing, con circa 6,5 milioni per il porto reggino, la riqualificazione e messa in sicurezza delle banchine, nuovi sistemi di security, l’ammodernamento degli ormeggi degli aliscafi e il progetto di sviluppo del traffico crocieristico.

«I cittadini reggini possono essere felici di avere un sindaco e un’amministrazione che – sostiene Ripepi – hanno fatto una cosa grandiosa e hanno portato a Reggio quel denaro di cui Reggio ha bisogno. La portualità è un segmento fondamentale per Reggio Calabria».

«Lo Stretto è un’autostrada del mare, ma manca un “autogrill”»

Per spiegare le potenzialità che vede nel porto, Ripepi ricorre quindi a una metafora:

«Lo Stretto di Messina è un’autostrada del mare mondiale, dove passano imbarcazioni di ogni tipo, e non c’è un “autogrill”, non c’è una struttura portuale forte che le possa raccogliere».

L’obiettivo, nella prospettiva indicata dall’assessore, è fare in modo che Reggio e Messina possano intercettare maggiormente i flussi marittimi che attraversano lo Stretto e trasformare la posizione geografica in opportunità economiche e turistiche.

La strategia illustrata per Reggio guarda in particolare alle crociere. Il progetto per la banchina di Ponente prevede, allo stato attuale, una nuova superficie di 6.192 metri quadrati, 308 metri di fronte d’ormeggio e 30 stalli per autobus, con un investimento previsionale di 40 milioni per il quale il finanziamento risulta ancora da reperire.

«Questa volta l’Area Integrata si realizzerà»

Ripepi chiude quindi tornando sul significato politico dell’incontro e sulla presenza contemporanea di Cannizzaro, Basile e del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto Francesco Rizzo.

«Complimenti al sindaco Cannizzaro, al sindaco Basile e al presidente dell’Autorità dello Stretto, che hanno messo una pietra miliare per l’Area Integrata dello Stretto».

E conclude con una previsione politica che l’assessore formula senza esitazioni:

«Questa volta si realizzerà».

Per Ripepi, dunque, i 100 milioni presentati per il porto rappresentano non soltanto un programma infrastrutturale, ma il primo banco di prova concreto di una strategia più ampia: fare di Reggio e Messina due parti di un sistema comune e trasformare l’Area Integrata dello Stretto da progetto discusso per anni a percorso istituzionale e operativo.

AREA INTEGRATA DELLO STRETTO – [INTERVISTA] Basile punge la vecchia amministrazione: «Le cose si dicono, ma bisogna essere capaci di farle». E apre alla nuova fase con Cannizzaro

REGGIO CALABRIA – Non basta parlare di Area Integrata dello Stretto, firmare protocolli o mettere nero su bianco le intenzioni: bisogna trasformarle in azioni concrete. È uno dei passaggi più significativi dell’intervento del sindaco di Messina Federico Basile durante la conferenza dedicata al piano di investimenti per il porto di Reggio Calabria. Parole che, pur senza un attacco esplicito e diretto, contengono una stoccata alla precedente fase amministrativa reggina: il tema dell’integrazione tra le due sponde, ricorda Basile citando un colloquio avuto con Mimmo Battaglia, era sul tavolo già da tempo. Ma tra parlarne e realizzarla, avverte il primo cittadino messinese, c’è una differenza sostanziale.

La presenza di Basile accanto al sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro assume così un significato che va oltre la presentazione degli interventi sul porto. L’obiettivo dichiarato dalle due amministrazioni è provare a dare concretezza a quella Area Integrata dello Stretto evocata per anni e trasformarla in un sistema capace di mettere insieme infrastrutture, mobilità, portualità e sviluppo economico delle due sponde.

Basile cita Mimmo Battaglia: «Il protocollo c’era già. Ma le cose bisogna essere capaci di farle»

È proprio parlando della necessità di proseguire su una strada comune che Basile inserisce il passaggio politicamente più significativo del suo intervento.

«Il ragionamento è semplice: dobbiamo perseguire una strada che è abbastanza attrattiva per tutto quello che sono le cose che già abbiamo in campo e che deve poi continuare. Continuare con che cosa? Con quell’impegno che continuamente mettiamo nei singoli territori e che deve andare al sistema».

Poi il riferimento a Mimmo Battaglia, con il quale Basile racconta di avere parlato alcuni mesi fa:

«Mimmo Battaglia mi ricordava, quando l’ho incontrato qualche mese fa, che l’Area Integrata dello Stretto è stata oggetto di un protocollo firmato dalla Regione Siciliana, chissà quanti anni fa».

Ed è subito dopo che arriva la frase destinata a pesare maggiormente nel dibattito politico:

«Le cose poi si dicono, ma noi dobbiamo essere capaci di farle».

Una considerazione che suona come una puntura alla precedente stagione amministrativa: Basile ricorda infatti come dell’Area Integrata dello Stretto e dei relativi protocolli si parlasse già da tempo, ma pone oggi l’accento sulla necessità di passare dalla dichiarazione d’intenti alla realizzazione.

Più che rivendicare semplicemente un’idea nuova, il sindaco di Messina sembra quindi voler marcare una discontinuità nel metodo: l’integrazione tra Reggio e Messina non deve rimanere confinata nei protocolli o nelle dichiarazioni istituzionali, ma produrre atti, progetti e risultati.

Dalle parole ai fatti: la nuova fase con Cannizzaro

Ed è proprio qui che le parole di Basile si intrecciano con il percorso annunciato dalla nuova amministrazione Cannizzaro.

Il sindaco di Reggio ha infatti prospettato la sottoscrizione di un nuovo protocollo con Messina, da costruire insieme alle due Giunte e da riempire di contenuti concreti, con l’intenzione di portare la questione dell’integrazione dello Stretto anche all’attenzione del Governo nazionale e delle istituzioni europee.

Il segnale politico che emerge dalla conferenza è dunque quello di voler superare la semplice enunciazione dell’Area Integrata e costruire una cooperazione strutturata tra le due città.

È in questa prospettiva che può essere letta anche la seconda parte della riflessione di Basile:

«Questo credo sia il valore aggiunto che ci vuole vedere, in questa sede, protagonisti».

Il sindaco messinese mostra così fiducia nella possibilità che la nuova fase istituzionale riesca a trasformare un progetto discusso da anni in un percorso operativo, con Reggio e Messina non più soltanto città geograficamente vicine, ma protagoniste di una programmazione condivisa.

Il porto di Reggio come primo banco di prova

La conferenza sul porto rappresenta, da questo punto di vista, un primo terreno concreto sul quale misurare questa impostazione.

Il piano presentato porta con sé interventi che spaziano dalla riqualificazione delle banchine all’elettrificazione, dalla sicurezza agli ormeggi per gli aliscafi, fino al rilancio crocieristico e alla maggiore apertura del porto verso la città. Slide porto reggio calabria 100…

La strategia crocieristica attribuisce inoltre a Reggio una posizione potenzialmente favorevole proprio per la sua collocazione nello Stretto e la prossimità a Messina, oltre alla vicinanza del porto al centro cittadino, ai Bronzi di Riace e alle principali infrastrutture di trasporto. Slide porto reggio calabria 100…

Ma il messaggio di Basile va oltre i singoli lavori: gli investimenti realizzati sulle due sponde devono smettere di essere considerati esclusivamente come interventi delle singole città e cominciare a essere letti come parti di un unico sistema.

Una stoccata politica senza nominare direttamente la vecchia amministrazione

Il riferimento di Basile alla precedente esperienza non assume i toni di un attacco frontale. Il sindaco di Messina non accusa direttamente la vecchia amministrazione reggina di immobilismo né attribuisce responsabilità specifiche. Ma la contrapposizione utilizzata è chiara: i protocolli e le discussioni sull’Area Integrata esistevano già; adesso bisogna dimostrare di saperli tradurre in realtà.

Ed è proprio la frase «le cose si dicono, ma noi dobbiamo essere capaci di farle» a segnare la distanza tra i due momenti.

Una frecciata istituzionale che arriva mentre Basile siede accanto al nuovo sindaco Cannizzaro e mentre Reggio presenta un programma di investimenti sul porto che punta a superare i confini comunali per inserirsi in una strategia più ampia dello Stretto.

Il messaggio che arriva da Palazzo Alvaro è quindi preciso: l’Area Integrata non deve essere l’ennesima formula destinata a rimanere sulla carta. Reggio e Messina vogliono provare a trasformarla in infrastrutture, servizi, collegamenti e opportunità economiche condivise.

E Basile, richiamando ciò che era stato discusso negli anni precedenti, fissa anche il metro con cui giudicare questa nuova stagione: non ciò che verrà annunciato, ma ciò che le due amministrazioni saranno realmente capaci di fare.

REGGIO – [INTERVISTA] Porto di Reggio, Cannizzaro: «100 milioni cambieranno il volto della città». E annuncia: «Lo apriremo ai cittadini, sarà una piccola cittadina»

REGGIO CALABRIA – Cento milioni di euro per trasformare radicalmente il porto di Reggio Calabria e farne non soltanto un’infrastruttura moderna e competitiva, ma un nuovo pezzo di città: aperto ai cittadini, attrattivo per le crociere, integrato con Messina e capace di ospitare ristoranti, attività, strutture ricettive e spazi per il tempo libero. È la visione tracciata dal sindaco Francesco Cannizzaro a margine della conferenza dedicata al piano di rilancio dello scalo reggino.

«Cento milioni di euro destinati alla ristrutturazione, all’ammodernamento e al rilancio definitivo del porto di Reggio Calabria mi pare che siano tanta roba», ha esordito Cannizzaro, sottolineando il valore di un programma illustrato direttamente dall’Autorità di Sistema Portuale, chiamata a guidarne l’attuazione.

Il quadro presentato comprende infatti una lunga serie di interventi, alcuni già in corso e altri in progettazione: dall’elettrificazione delle banchine alla security, dalla Banchina Margottini agli ormeggi degli aliscafi, fino alla riqualificazione della banchina di Levante e dell’ex Cementir, ai percorsi ciclopedonali e al grande progetto della banchina di Ponente destinata al traffico crocieristico.

Reggio e Messina, Cannizzaro: «Due realtà che si guardano ma non vivono insieme»

La presenza alla conferenza del sindaco di Messina Federico Basile, per Cannizzaro, assume un significato che va oltre il singolo investimento sul porto.

«La presenza del sindaco di Messina a suggellare questo momento dimostra dove vogliamo andare e a quale proiezione vogliamo portare la città. Vogliamo andare anche oltre il porto: vogliamo inserire la portualità, l’aeroporto, vogliamo integrare realmente queste due aree che si guardano ogni mattina, che si parlano spesso ma che poi non vivono insieme».

L’obiettivo dichiarato è costruire una vera integrazione istituzionale ed economica tra le due sponde. Cannizzaro ha annunciato la futura sottoscrizione di un protocollo tra Reggio Calabria e Messina, che dovrà essere sviluppato insieme alle rispettive Giunte e avere, nelle intenzioni dei due Comuni, contenuti concreti.

«Vogliamo attuare delle linee non solo economiche ma anche istituzionali per fare vivere queste due realtà insieme e lo faremo. Questo accade per la prima volta, per richiamare l’attenzione del Governo nazionale ed europeo, perché non esiste nessuna parte d’Europa dove due città metropolitane hanno questo potenziale e si istituzionalizzano per avviare percorsi di sviluppo assieme».

«Come per l’aeroporto: visione, progetto, attuazione»

Cannizzaro ha rivendicato anche il percorso che, già durante la sua esperienza parlamentare, aveva portato risorse al porto reggino.

«Buona parte degli interventi sono già avviati sotto il profilo progettuale, alcuni sono già posti in essere attraverso finanziamenti che il sottoscritto, come legislatore di questo Paese, aveva destinato all’Autorità portuale».

Nelle slide presentate durante la conferenza diversi interventi risultano effettivamente finanziati attraverso fondi denominati “Emendamento Cannizzaro”: circa 3,35 milioni per le infrastrutture di security, 3,1 milioni per l’ammodernamento dei pontili e il collegamento con la stazione marittima, oltre alle risorse per banchina di Levante ed ex Cementir e ai 5,8 milioni originariamente destinati al terminal crociere a Levante e ora previsti per quello a Ponente.

«Siamo verso il raggiungimento di un obiettivo strategico straordinario che di fatto cambia il volto del porto, ma consentitemi di dire che andrà a cambiare completamente il volto della città. Così come è successo per l’aeroporto, la stessa strategia vogliamo mettere in campo: visione, elaborazione del progetto, attuazione».

La sfida delle crociere: «Reggio deve diventare destinazione»

È soprattutto sul fronte crocieristico che Cannizzaro individua una delle grandi opportunità economiche del nuovo porto.

Il progetto illustrato prevede la futura concentrazione del traffico crocieristico sulla banchina di Ponente, con una nuova superficie di 6.192 metri quadrati, un fronte d’ormeggio di 308 metri e 30 stalli per autobus. L’importo previsionale è di 40 milioni di euro, per i quali nelle slide viene precisato che il finanziamento è ancora da reperire.

«Il porto probabilmente richiederà qualcosa in più per realizzarlo completamente, ma già con l’anno nuovo riusciremo a vedere strutture realizzate e magari anche qualche nave da crociera».

Per Cannizzaro il salto di qualità consiste soprattutto nel fare di Reggio una vera destinazione crocieristica: «Reggio potrà diventare destinazione. Questo è un fatto assolutamente formale, ma è un fatto sostanziale, perché nel momento in cui il porto di Reggio diventa destinazione vuol dire che tutte le compagnie portuali e di attività crocieristica guarderanno con interesse a questa nuova destinazione».

Una prospettiva sostenuta, secondo il sindaco, dal patrimonio culturale, turistico e paesaggistico della città. I dati mostrati durante la conferenza fotografano intanto una crescita del movimento crocieristico: dai 638 passeggeri del 2024 ai 1.457 del 2025, fino ai 3.594 indicati per il 2026 nei dati aggiornati al 10 luglio.

Turismo e alberghi, Cannizzaro: «Reggio soffre sulla ricettività»

Ma più turisti significano anche la necessità di aumentare la capacità ricettiva della città. Ed è su questo punto che Cannizzaro ha anticipato un’altra operazione alla quale sta lavorando l’amministrazione.

«La Calabria soffre sul piano della ricettività e Reggio soffre ancora di più rispetto alle altre città della Calabria. A noi il compito di poter realizzare più posti letto possibili».

Il sindaco ha quindi annunciato di avere già avviato «procedure interne» finalizzate a valutare la delocalizzazione di alcune strutture scolastiche, in particolare nel centro storico, con un duplice obiettivo: trasferire le attività didattiche in strutture ritenute più funzionali e mettere gli immobili pubblici liberati sul mercato.

«Dare la possibilità ad imprenditori stranieri, italiani, europei, reggini di acquistare e acquisire questi beni, queste strutture pubbliche e magari nel giro di poco trasformarle in strutture alberghiere. Secondo me questa è la scommessa e la strategia migliore da poter mettere in campo».

«Mai così tante risorse per il porto di Reggio»

Cannizzaro ha poi ricostruito l’origine dell’attenzione finanziaria verso lo scalo, facendo risalire il primo passaggio alla sua attività parlamentare.

«La prima volta che è stato attenzionato il porto di Reggio Calabria è stata attraverso una norma che ho presentato in una legge di stabilità in Parlamento, attraverso la quale abbiamo destinato all’Autorità di Sistema 15 milioni di euro».

Il sindaco ha richiamato, tra gli interventi, la security e la Banchina Margottini. Quest’ultima è oggi interessata da lavori di adeguamento e risanamento per un quadro economico di circa 10,76 milioni, finanziato in parte dal PNRR e in parte dall’Autorità di Sistema Portuale, con conclusione prevista entro il 31 dicembre 2026.

«Reggio non ha mai avuto così tante risorse, è la prima volta nella storia – ha sostenuto Cannizzaro – che un porto della sponda calabrese riesce ad avere destinate così tante risorse».

Una mole di investimenti che, nella visione del primo cittadino, non riguarda più esclusivamente Reggio: «Il porto non è più soltanto un potenziale per Reggio e per la Calabria, ma per l’intera Area Integrata dello Stretto e quindi anche per Messina e la Sicilia».

Via la sbarra: «Il porto deve essere vissuto dai cittadini»

Poi uno degli annunci destinati ad avere l’impatto più immediato sul rapporto tra città e porto: aprire progressivamente l’area portuale ai cittadini.

«Ho chiesto questo al presidente dell’Autorità di Sistema Rizzo: aprire il porto ai cittadini, perché oggi è brutto arrivare al porto e vedersi davanti una sbarra che di fatto limita anche l’accessibilità dei pedoni, dei ragazzi che vorrebbero magari vivere il porto».

Un’apertura che, precisa Cannizzaro, potrà avvenire soltanto garantendo la compatibilità con le attività operative e commerciali dello scalo e con le necessarie condizioni di sicurezza.

«Nel momento in cui lo metteremo in sicurezza, immagino da qui a brevissimo, sono certo che riusciremo anche ad aprirlo alla cittadinanza come è giusto che sia. Il porto deve essere vissuto anche dai cittadini».

E qui la visione si allarga ulteriormente: non più un’infrastruttura separata dal tessuto urbano, ma una vera prosecuzione della città sul mare.

«Il porto deve essere un luogo turistico, deve essere attrattivo e deve essere anche un contesto di relax, di passeggiata, di turismo, di economia, perché intendiamo realizzare food, ristoranti. Ho parlato anche della possibilità di immaginare delle strutture alberghiere proprio all’interno del porto».

Una trasformazione che Cannizzaro sintetizza con un’immagine precisa: «Tutto questo fa del porto, all’interno della città, una piccola cittadina».

Ed è proprio questa la prospettiva che accompagna il piano da 100 milioni: fare del porto non soltanto una nuova porta d’ingresso dal Mediterraneo, ma un nuovo quartiere sul mare, collegato alla città e inserito in quella strategia di Area Integrata dello Stretto che Reggio e Messina intendono costruire insieme.

Porto di Reggio, 100 milioni per cambiare volto: nuovo terminal crociere, banchine, aliscafi e collegamento col Lungomare. Cannizzaro, Basile e Rizzo lanciano la sfida dello Stretto

REGGIO CALABRIA – Cento milioni di euro per trasformare il porto di Reggio Calabria e proiettarlo verso una nuova dimensione mediterranea. Dalle banchine al terminal crocieristico, dagli ormeggi per gli aliscafi alla mobilità ciclopedonale, passando per sicurezza, elettrificazione, recupero degli immobili e riqualificazione di Pentimele: è un piano articolato quello presentato questo pomeriggio a Palazzo Alvaro, nel corso della conferenza “Porto di Reggio Calabria – 100 milioni per una nuova destinazione nel Mediterraneo”.

Al Salone Monsignor Ferro sono intervenuti il sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro, il sindaco di Messina Federico Basile e l’avvocato Francesco Rizzo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto. La carica di Rizzo è confermata dall’organigramma ufficiale dell’Autorità portuale e dalla documentazione parlamentare: nominato presidente nel novembre 2025 con mandato quadriennale, guida l’ente che comprende nel proprio sistema i porti di Messina, Milazzo, Tremestieri, Villa San Giovanni, Reggio Calabria e Saline.

L’incontro era stato annunciato proprio come un momento di confronto sul futuro del porto reggino e sull’Area Integrata dello Stretto, con l’obiettivo di rafforzare la sinergia tra le due sponde e la proiezione internazionale del sistema portuale.

 

Un porto da ridisegnare: dagli aliscafi alle grandi navi da crociera

Il progetto non riguarda un’unica grande opera, ma un mosaico di interventi, alcuni già in corso, altri in progettazione e altri ancora per i quali le risorse devono essere reperite.

Uno dei capitoli più ambiziosi riguarda il futuro del traffico crocieristico. È prevista la rettifica della banchina di Ponente e la localizzazione del nuovo terminal crociere: il progetto punta a realizzare una nuova superficie di 6.192 metri quadrati, con un fronte d’ormeggio di 308 metri e 30 stalli per autobus. Gli scenari preliminari indicano la possibilità di accogliere una nave fino a 254 metri oppure due unità fino a 142 metri, mentre l’utilizzo da parte di navi ancora più grandi dipenderà dalle batimetrie. Il valore previsionale dell’opera è di 40 milioni di euro, ma nelle slide viene specificato che il finanziamento è ancora da reperire.

Un elemento, quest’ultimo, importante: i 100 milioni rappresentano il quadro complessivo degli interventi e delle prospettive di investimento presentate sul porto, ma non significa che ogni singola opera illustrata disponga già oggi della relativa copertura finanziaria.

 

Cambia il progetto del terminal crociere

La documentazione presentata chiarisce anche un cambio sostanziale rispetto alla precedente impostazione.

Il terminal crociere era originariamente previsto sulla banchina di Levante, ma la conferenza dei servizi sul relativo progetto di fattibilità si è chiusa con esito non favorevole. Con la nuova ipotesi di rettifica della banchina di Ponente, il terminal sarà quindi delocalizzato nella nuova area a Ponente, in prossimità del Museo del Mediterraneo.

I 5,8 milioni di euro provenienti dai fondi indicati nelle slide come “Emendamento Cannizzaro”, inizialmente destinati al terminal a Levante, saranno utilizzati per il terminal previsto presso la rettifica di Ponente.

 

Gli “emendamenti Cannizzaro”: sicurezza, aliscafi, banchina ed ex Cementir

Una parte rilevante del piano porta infatti direttamente ai finanziamenti ottenuti attraverso gli interventi parlamentari di Cannizzaro.

Tra questi ci sono 3,35 milioni di euro per il nuovo sistema di security portuale. I lavori sono già in corso e dovrebbero concludersi entro il 30 giugno 2027. Il progetto comprende varchi, protezioni, sistemi attivi di sicurezza, una centrale operativa di controllo e tecnologie digitali per monitorare persone, mezzi terrestri e unità navali.

Altri 3,1 milioni riguardano gli ormeggi degli aliscafi: saranno ammodernati i due pontili esistenti, realizzato il collegamento diretto del secondo pontile alla stazione marittima attraverso un ponte metallico e installate passerelle e pensiline per creare un percorso protetto dalla biglietteria fino all’imbarco. Anche questo intervento viene indicato nelle slide come finanziato attraverso l’“Emendamento Cannizzaro”.

Sempre attraverso questi fondi è prevista la riqualificazione della vecchia banchina di Levante e il recupero dell’ex Cementir: 5,1 milioni per la banchina e 3,55 milioni per l’edificio, che dovrebbe essere ristrutturato e destinato a servizi portuali, nautica da diporto e passeggeri delle navi da crociera.

 

Il porto si apre alla città: pista ciclabile, verde e parcheggi

Uno degli aspetti più significativi del piano è il tentativo di ridurre la separazione fisica tra porto e città.

Il progetto prevede 6,65 milioni di euro per realizzare un percorso ciclopedonale dall’ingresso sud a quello nord del porto e riqualificare architettonicamente gli spazi a Levante. Alle spalle della banchina saranno inoltre realizzati parcheggi per personale e utenti e nuove sistemazioni a verde.

Altri 3 milioni sono destinati alla riqualificazione dell’area di Pentimele, a nord del porto: l’obiettivo è recuperare spazi oggi abbandonati e riconvertirli in aree a disposizione della comunità portuale e cittadina.

Tre milioni sono inoltre previsti per l’ammodernamento degli arredi portuali, con revisione delle bitte, nuovi arredi e manutenzione degli scivoli di imbarco.

 

Cold Ironing: 6,5 milioni per alimentare le navi da terra

Il futuro del porto passa anche dalla transizione energetica.

Sono già in corso i lavori per il Cold Ironing, cioè il sistema che consentirà alle navi e agli aliscafi di ricevere energia elettrica direttamente da terra durante la permanenza in porto, riducendo così emissioni e impatto ambientale.

Per il solo porto di Reggio Calabria la quota dell’importo appaltato ammonta a circa 6,5 milioni di euro. La potenza prevista è di 9,5 MW e gli interventi comprendono cabine elettriche, percorsi per i cavi, prese in banchina e infrastrutture dedicate. I lavori dovrebbero concludersi entro il 31 dicembre 2026.

 

Fondali e Banchina Margottini: lavori già in corso

Non si guarda soltanto alle opere future.

Sono già partiti i lavori di livellamento dei fondali, per 340mila euro, necessari a migliorare l’operatività del porto e agevolare le manovre delle navi da crociera di medie dimensioni.

Più consistente l’investimento sulla Banchina Margottini, con un quadro economico da circa 10,76 milioni di euro. L’intervento comprende la completa ristrutturazione della banchina, l’adeguamento sismico, il rifacimento degli impianti e degli arredi e opere di consolidamento. La conclusione è prevista entro il 31 dicembre 2026.

 

Ex Onda Marina e terminal aliscafi

Nel piano trova spazio anche il recupero dell’edificio ex Onda Marina, per il quale viene indicato un importo previsionale di 2,5 milioni. Sarà necessario verificare se l’edificio possa essere adeguato sismicamente oppure se risulti più conveniente procedere con demolizione e ricostruzione mantenendo la volumetria esistente.

L’Autorità portuale sta inoltre procedendo all’acquisizione da RFI, per circa 50mila euro, della porzione residua dell’immobile destinato alla stazione marittima degli aliscafi. Ottenuta l’intera proprietà, sono previsti circa 150mila euro per la ristrutturazione del tetto, con l’obiettivo successivo di potenziare i servizi ai passeggeri.

 

La scommessa sulle crociere: da 638 a oltre 3.500 passeggeri

A spiegare perché una parte così rilevante della strategia sia rivolta alle crociere sono anche i numeri presentati durante la conferenza.

Nel 2024 Reggio aveva registrato appena 3 navi da crociera e 638 crocieristi. Nel 2025 gli approdi sono saliti a 10 e i passeggeri a 1.457. Per il 2026 i dati riportati nelle slide, aggiornati al 10 luglio, indicano 9 navi e 3.594 crocieristi. Per il 2027 sono indicati 15 approdi e 3.530 passeggeri, mentre per il 2028 14 navi e 2.756 crocieristi.

Reggio punta sulla propria posizione: porto praticamente dentro il centro cittadino, vicinanza ai Bronzi di Riace e alle principali attrazioni, accesso diretto all’autostrada e collocazione sulle direttrici Est-Ovest e Nord-Sud del Mediterraneo.

 

Reggio nel progetto “Magna Graecia Coast to Coast”

 

La strategia crocieristica supera inoltre i confini dello Stretto.

Reggio Calabria fa parte del progetto “Magna Graecia Coast to Coast”, che costruisce un’offerta comune insieme ai porti di Taranto e Agropoli, rivolta in particolare ai segmenti premium e luxury. Lo studio di fattibilità, il sito e il logo risultano già realizzati e il progetto è stato presentato a Miami nel 2026; è invece in corso l’organizzazione di fam trip con le compagnie crocieristiche nei tre territori.

 

Reggio e Messina, il porto dentro la nuova visione dello Stretto

Ed è qui che assume un significato particolare la presenza, fianco a fianco, di Cannizzaro e Basile.

Il progetto del porto non viene presentato come un’iniziativa isolata, ma come parte di una strategia che punta alla collaborazione tra Reggio e Messina e alla costruzione di un sistema portuale sempre più integrato. È la stessa impostazione che aveva accompagnato l’annuncio della conferenza: mettere insieme le potenzialità delle due sponde per aumentare il peso dell’intera Area dello Stretto.

Al centro, adesso, ci sono opere concrete e differenti livelli di avanzamento: cantieri già aperti, progetti finanziati, interventi in progettazione e opere – come la rettifica della banchina di Ponente da 40 milioni – per le quali bisognerà ancora reperire le risorse.

È questa probabilmente la fotografia più precisa dei 100 milioni per il porto di Reggio Calabria presentati a Palazzo Alvaro: non una singola opera, ma un programma che prova a ridisegnare progressivamente l’intera infrastruttura e la sua relazione con la città.

Dagli aliscafi alle crociere, dall’elettrificazione alla sicurezza, fino alle passeggiate, alle aree verdi e alla riqualificazione degli edifici: l’obiettivo dichiarato è trasformare il porto da semplice punto di transito in una vera porta d’ingresso a Reggio Calabria e, insieme a Messina, in uno degli snodi centrali del Mediterraneo.

Il Festival della comicità arriva a Reggio Calabria: “Facce da Bronzi” alla ricerca di nuovi talenti

Dopo le prime due selezioni di Milano e Roma, il Festival Nazionale del cabaret “Facce da Bronzi” arriva a Reggio Calabria per il terzo e ultimo appuntamento della fase di selezione nazionale.

 

Grande riscontro ha riscosso la tappa romana, ospitata all’Accento Teatro e presentata da Mago Mancini, che ha visto protagonisti numerosi artisti pronti a mettersi in gioco davanti al pubblico e alla giuria. Al termine della serata, hanno conquistato l’accesso alla semifinale quattro talenti: Federico Anastasia, Nicolas Cristofanelli, Adel Ahmed e Alessio Lupo, che si aggiungono così agli artisti già selezionati nella precedente tappa di Milano.

 

Il festival, ideato e prodotto dall’Associazione culturale arte e spettacolo “Calabria dietro le quinte – APS”, con la direzione artistica di Alessio Tagliento, prosegue il suo viaggio attraverso l’Italia alla ricerca di nuovi talenti della comicità, coinvolgendo artisti provenienti da diverse regioni.

 

Venerdì 9 ottobre 2026, alle ore 21.00, il Cartoline After Club di Reggio Calabria, in via Amerigo Vespucci 14,  ospiterà la terza selezione del Festival, realizzata in collaborazione con l’associazione Capitolo24 APS.

A condurre la serata sarà Marco Mauro e sul palco saliranno otto proposte comiche provenienti da Calabria, Sicilia e Puglia pronti a contendersi l’accesso alla semifinale del 23 ottobre al Teatro Cilea di Reggio Calabria.

A rappresentare la Calabria saranno Junior Trunzo, in arte Tinny Foot, da Nocera Terinese e Tremendona, nome d’arte di Antonella Pino, da Amantea.

Dalla Sicilia arriveranno invece Massimo Maugeri da Messina, Salvo di Mari da Rosolini, Nonno Melo, nome d’arte di Giovanni Merimma, da Milazzo e Marco Fontarosa da Catania.

Infine a rappresentare la Puglia saranno il trio comico “Stelle Scadenti”, formato da Antonio Garzya, Francesco De Pascalis e Stefano Greco, da Lecce e Gianni Labalestra da Putignano.

 

Gli artisti saliranno sul palco per presentare la propria proposta comica, sottoponendosi al giudizio di professionisti del mondo dello spettacolo.

La giuria sarà composta da il comico imitatore reggino Gennaro Calabrese,  dall’attore, musicista e direttore del Cartoline club: Francesco Villari, da Giuseppe Surace produttore teatrale de “il Mezzo Network” e, infine, Giuseppe Piromalli direttore artistico dell'”Officina dell’arte”.

 

I comici che avranno superato le tre tappe di selezione di Milano, Roma e Reggio Calabria accederanno alla semifinale, in programma il 23 ottobre al Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria. Sarà una serata dedicata alla comicità e allo spettacolo, nella quale i concorrenti selezionati si confronteranno nuovamente davanti al pubblico e alla giuria, mettendo in scena le proprie migliori performance per conquistare l’accesso alla finalissima.

A condurre la serata sarà Marco Mauro, affiancato da importanti protagonisti della comicità italiana. Sul palco saliranno, infatti, il comico di Zelig Paolo Migone, l’attore del Bagaglino Gigi Miseferi e il celebre “Rocco il Gigolò”, per una serata che alternerà la competizione dei semifinalisti a momenti di intrattenimento e spettacolo.

Nel corso della serata sarà inoltre conferito il Premio “Guerrieri”, riconoscimento ideato da Giuseppe Piromalli, direttore artistico dell’Officina dell’Arte, destinato a personalità che si sono particolarmente distinte nei campi della legalità, dell’informazione, dell’arte e del teatro.

Il percorso del Festival si concluderà il 25 ottobre, sempre al Teatro Francesco Cilea, con la finale che decreterà il vincitore del Premio “Facce da Bronzi”.

A guidare la finale sarà l’imitatore reggino Gennaro Calabrese. Insieme ai finalisti, saliranno sul palco il duo “I Non Ti Regoli”, formato da Giuseppe Mazzacuva e Giuseppe Scorza, Pino e gli Anticorpi, protagonisti di Colorado, e gli artisti di Zelig Vincenzo Albano e Rocco Barbaro.

L’undicesima edizione di “Facce da Bronzi” chiude così il suo viaggio attraverso l’Italia, da Milano a Roma, fino alla sua città d’origine, Reggio Calabria, dove il Festival tornerà a celebrare la comicità e i suoi nuovi protagonisti.

 

Per informazioni, per conoscere il programma completo e per assistere agli spettacoli è possibile consultare il sito www.calabriadietrolequinte.it oppure seguire le pagine Facebook e Instagram @calabriadietrolequinte.

REGGIO – Università Mediterranea: proseguono le immatricolazioni e le iscrizioni fino al 21 dicembre 2026

C’è ancora tempo per scegliere il tuo percorso all’Università Mediterranea di Reggio Calabria proseguono, infatti- fino al prossimo 21 dicembre-, le immatricolazioni e le iscrizioni ai corsi di laurea triennale, magistrale biennale e magistrale a ciclo unico per l’anno accademico 2026/2027. Un’opportunità in più per gli studenti dell’Area dello Stretto, della Calabria e di tutte le regioni che guardano alla Mediterranea come a un Ateneo capace di unire qualità della didattica, ricerca, innovazione, apertura internazionale e forte legame con il territorio. È possibile immatricolarsi a tutti i corsi di laurea attivati, ad eccezione di quelli a numero programmato nazionale, per i quali restano valide le scadenze e le modalità previste dai rispettivi bandi. Questa misura è stata fortemente voluta dall’Ateneo reggino per offrire un’ulteriore opportunità di accesso agli studi a chi non è riuscito a completare l’iter nei mesi scorsi che prevede il pagamento di un piccolo contributo aggiuntivo per il ritardo pari a 100 euro.
Le linee guida dettagliate e la procedura guidata passo dopo passo sono consultabili alla pagina dedicata sul portale di Ateneo ESSE3: https://unirc.esse3.cineca.it/
Il Rettore Giuseppe Zimbalatti dichiara “I dati della prima fase di immatricolazione evidenziano un trend assolutamente positivo, a testimonianza dell’attrattività della nostra offerta formativa e della fiducia che gli studenti continuano a riporre nell’Ateneo. Tuttavia, raccogliendo le numerose istanze pervenute da parte di potenziali studenti e delle loro famiglie che chiedevano di potersi iscrivere anche dopo la chiusura del 30 settembre, abbiamo ritenuto doveroso concedere questa proroga. Il nostro obiettivo prioritario è garantire il diritto allo studio e dare a ciascuno la possibilità di investire sul proprio futuro e sulla propria formazione, senza che nessuno rimanga escluso.”
Per ricevere assistenza tecnica o orientamento normativo e didattico, sia per le immatricolazioni al primo anno che per il rinnovo delle iscrizioni agli anni successivi, l’Info Point di Ateneo è a completa disposizione degli utenti ai seguenti contatti mail: infopoint@unirc.it

Turismo, Occhiuto afferma che la Calabria è oggi riconosciuta come una vera meta turistica

La Calabria, un tempo classificata come una meta poco ambita, sta finalmente guadagnando riconoscimento come destinazione turistica a pieno titolo. Questo è il messaggio espresso da Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, in relazione ai risultati di uno studio condotto da Teha Group. Il rapporto, intitolato “L’impatto delle politiche e degli investimenti in destination marketing sull’attrattività e competitività territoriale: il caso Calabria”, evidenzia il cambiamento in corso.

Occhiuto ha sottolineato come il miglioramento del sistema aeroportuale abbia giocato un ruolo fondamentale nell’incremento del flusso di visitatori, evidenziando soprattutto l’ aumento dei passeggeri stranieri. Tuttavia, il presidente ha anche messo in luce che, oltre agli investimenti pubblici, è necessaria una maggiore partecipazione del settore privato. Attualmente, solo alcune aree della Calabria dispongono di un’infrastruttura alberghiera adeguata, con la presenza di distretti turistici, grandi e piccoli, che si affiancano all’aeroporto di Lamezia Terme.

Per altre zone della regione, Occhiuto ha evidenziato l’urgenza di incentivare l’offerta privata, altrimenti il rischio è che i turisti non decidano di tornare. È compito del settore pubblico incentivare e rendere competitivo il mercato. Una volta che il mercato sarà avviato, sarà possibile ridurre la necessità di allettare le compagnie aeree affinché attivino voli verso i nostri aeroporti.

Fonte: ANSA

CROTONE – Confiscata dalla Guardia di Finanza una piantagione di cannabis

I militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Crotone hanno scoperto una piantagione di cannabis, grazie a una segnalazione proveniente dalla Sezione aerea di Lamezia Terme. La coltivazione, composta da ben 72 piante, si trovava in un’area montana della frazione di Papanice, completamente occultata nel denso sottobosco della macchia mediterranea. I finanzieri hanno così fatto irruzione in quella che appariva come una serra a cielo aperto.

All’interno di un terreno opportunamente ricavato e protetto da una fitta barriera di rovi, le piante di marijuana crescevano rigogliose, alcune delle quali superavano i due metri di altezza e presentavano abbondanti infiorescenze in avanzato stato di maturazione. Si stima che dalla coltivazione avrebbero potuto essere estratti circa 40 chili di sostanza stupefacente, il cui valore di mercato nel circuito illecito avrebbe potuto toccare quasi mezzo milione di euro.

L’operazione ha rivelato anche un sofisticato sistema di gestione. In particolare, l’area era dotata di un impianto di irrigazione, opportunamente camuffato tra i rovi, in grado di garantire l’alimentazione idrica necessaria per il corretto sviluppo delle piante, che crescevano in totale autonomia. Le operazioni di sequestro sono state condotte sotto la supervisione della Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio. Attualmente, sono in corso investigazioni per identificare e rintracciare i responsabili dell’illecita coltivazione.

VILLA S.GIOVANNI – Sorpreso in stazione mentre evadeva dai domiciliari: arrestato

Un cittadino italiano, evaso dagli arresti domiciliari in una struttura di Messina, è stato rintracciato negli scorsi giorni grazie a una segnalazione pervenuta dalla Sezione Polizia Ferroviaria di Messina. Gli agenti della Polfer di Villa San Giovanni lo hanno trovato in attesa di salire su un treno regionale diretto a nord, precisamente al quinto binario della stazione ferroviaria.

L’arresto e il processo per direttissima

Dopo essere stato arrestato, l’individuo è stato sottoposto il giorno seguente a un processo per direttissima presso il Tribunale di Reggio Calabria. In questa occasione, il Giudice ha convalidato l’arresto e ha deciso per il ripristino della misura cautelare, ordinando il trasferimento immediato dell’uomo sotto scorta al luogo di esecuzione degli arresti domiciliari a Messina.

Il principio di non colpevolezza

Bisogna ricordare che, essendo il procedimento attualmente nella fase delle indagini preliminari, per l’uomo si applica il principio di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

REGGIO – Porte della Speranza: un progetto internazionale di arte, formazione e rinascita per le persone detenute

 

Presentata oggi la Porta ideata da Ersilia Vaudo Scarpetta per la sezione femminile della Casa Circondariale “Giuseppe Panzera”  di Reggio Calabria

 

È stato presentato oggi, lunedì 5 ottobre, alla Sala Monsignor Ferro di Palazzo Corrado Alvaro, il progetto della Porta della Speranza ideata da Ersilia Vaudo Scarpetta, astrofisica, per la sezione femminile della Casa Circondariale “Giuseppe Panzera” di Reggio Calabria.

La città di Reggio Calabria accoglie così una nuova tappa di Porte della Speranza, il progetto internazionale che mette in relazione cultura, formazione, lavoro e realtà penitenziaria, trasformando il concetto di soglia in uno spazio di incontro e di possibilità. Una Porta già annunciata nei mesi scorsi e che entra ora nel vivo anche sul territorio reggino, attraverso un percorso che ha coinvolto direttamente la comunità carceraria femminile e che porterà alla realizzazione del progetto pensato da Ersilia Vaudo Scarpetta.

 

All’incontro di oggi sono intervenuti On. Francesco Cannizzaro, Sindaco di Reggio Calabria, Ersilia Vaudo Scarpetta, astrofisica e il Prof. Davide Rampello, curatore del progetto internazionale Porte della Speranza. A moderare la conferenza è stato Paolo Bilardi, Consigliere comunale delegato dal Sindaco per curare i rapporti tra le parti.

 

«Accogliere a Reggio Calabria una delle Porte della Speranza significa portare nella nostra città un messaggio forte di dignità. Per noi questa iniziativa rappresenta un’occasione anche per affermare una visione di città che non lascia indietro nessuno e che riconosce nella cultura e nella solidarietà strumenti fondamentali per costruire una comunità più consapevole e inclusiva, coniugando arte, solidarietà e responsabilità sociale.

Vogliamo che il carcere non sia un luogo separato dalla comunità, ma parte di un percorso di dialogo, formazione e reinserimento. L’arte, in questo senso, può diventare un ponte concreto tra chi vive dentro e chi vive fuori, restituendo alla città uno sguardo nuovo sulla persona e sulla speranza», afferma l’On. Francesco Cannizzaro.

 

«Ho desiderato dare forma a quest’opera attraverso tre elementi chiave: la scelta del rame, polvere di stelle venuta da lontano, che trattiene memoria del tempo e gioca con la luce; lo slancio di due lastre che si cercano nell’anelito di un abbraccio; e la trama leggera di un rosone inciso sulla sommità, un richiamo a guardare in alto. Ed è questa la porta, il margine da attraversare per cogliere nel cielo un’appartenenza più grande, oltre le vicende e quella vaga idea di mondo che ci offre l’esperienza umana», spiega Ersilia Vaudo Scarpetta.

 

«La speranza è un tendere costante verso una meta, verso un sogno. La Porta unisce idealmente, attraverso un materiale straordinario come il rame, la comunità carceraria e la comunità esterna, in un gesto di accoglienza e di apertura. Questo abbraccio diventa così simbolo e memoria di un sentimento che tutti siamo chiamati a coltivare e condividere ogni giorno», dichiara Davide Rampello.

Promosso dalla Fondazione Gravissimum Educationis, con il patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, in collaborazione con il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, e realizzato dal Comitato Giubileo Cultura Educazione e da Rampello & Partners, con il contributo di Fondazione Cariplo, Porte della Speranza pone al centro le persone detenute e il loro rapporto con la società, con particolare attenzione ai temi della dignità, del lavoro e del reinserimento.

 

La Porta della Speranza di Ersilia Vaudo Scarpetta

Per Reggio Calabria, Ersilia Vaudo Scarpetta ha immaginato Origami di spazio-tempo, una Porta che nasce dall’incontro tra la sua ricerca scientifica e una riflessione sulla speranza come possibilità di trasformazione. Nel percorso di ideazione dell’opera, Vaudo Scarpetta ha avviato un dialogo con le detenute della Casa Circondariale “Giuseppe Panzera” e con le diverse persone che quotidianamente vivono e operano all’interno dell’istituto – agenti di polizia penitenziaria, sacerdoti e personale medico – per raccogliere prospettive ed esperienze differenti e comprendere più profondamente quale significato possa assumere la speranza all’interno del carcere.

L’opera è pensata come una curva di spazio-tempo dentro cui scivolare, una struttura priva di angoli rigidi, composta da due elementi in rame che cercano il contatto fino a ricongiungersi idealmente in un abbraccio. Il rame, materia viva capace di piegarsi, riflettere la luce e conservare le tracce del tempo, sostituisce la carta dell’origami e diventa il materiale di una trasformazione.

Le due forme portano lo stesso disegno inciso nel rame e, sovrapponendosi, lo moltiplicano. Attraversando la Porta e guardando verso l’alto da un punto preciso, le due parti si ricongiungono: attraverso il disegno filtra la luce e appare il cielo. La soglia diventa così uno spazio di possibilità, in cui la speranza non coincide con l’attesa ma con uno slancio verso l’altro, con il desiderio di appartenenza e di essere accolti.

 

Una proposta di speranza per le persone detenute e per la società

Porte della Speranza si sviluppa su due direttrici complementari, interna ed esterna al carcere, con l’obiettivo di trasformare la speranza in azione concreta.

All’interno degli istituti penitenziari promuove attività educative, laboratoriali e pastorali, realizzate in collaborazione con educatori, cappellani e associazioni di volontariato. Un ruolo centrale è affidato alla formazione professionale, sviluppata insieme a realtà di eccellenza come l’Accademia di Belle Arti di Brera e ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, per offrire competenze utili al reinserimento.

A queste attività si affiancano borse lavoro, programmi professionalizzanti e strumenti di orientamento post-pena, pensati per mettere in relazione le competenze acquisite dalle persone detenute con le opportunità offerte dalle imprese e dalle realtà dei territori coinvolti.

All’esterno, le Porte della Speranza diventano opere pubbliche capaci di portare il tema del carcere nello spazio della città, favorendo una maggiore conoscenza della realtà penitenziaria e del suo valore educativo e sociale.

Arte, formazione e lavoro diventano così parti di uno stesso percorso, volto a creare occasioni concrete di inclusione e a rafforzare il legame tra le persone detenute e la società.

 

Una bottega artigiana diffusa

Accanto alla dimensione artistica e sociale, il progetto attribuisce un ruolo centrale al fare e alla trasmissione delle competenze. Porte della Speranza recupera lo spirito della bottega rinascimentale, facendo lavorare insieme artisti, progettisti, artigiani, tecnici e imprese nella realizzazione delle singole opere. L’idea dell’autore incontra così il sapere delle maestranze e le competenze produttive dei territori, in un processo nel quale progettazione e costruzione concorrono entrambe alla definizione dell’opera.

Alla realizzazione della Porta ideata da Ersilia Vaudo Scarpetta ha contribuito una rete di aziende e professionalità specializzate, che hanno messo le proprie competenze al servizio del progetto: KME, attiva nella produzione e lavorazione del rame; Albertani Corporates SpA per la fornitura del legno; Maurizio Milan per BUROMILAN per gli aspetti tecnici e le certificazioni; Bertone Design per la realizzazione delle targhe delle Porte della Speranza, con il contributo dello studio FM milano di Sergio Menichelli; e Deda Tecnica, specializzata nella lavorazione dei metalli. Un lavoro corale che ha permesso di tradurre l’idea progettuale in un’opera concreta, mettendo in dialogo materiali, competenze tecniche e saperi artigianali.

Una collaborazione che non si limita alla realizzazione materiale delle opere, ma costruisce intorno a ciascuna Porta una rete di competenze e relazioni destinata a mettere in comunicazione istituti penitenziari e territorio.

 

Le Porte della Speranza: un progetto in movimento

Porte della Speranza ha preso avvio con la realizzazione di due residenze d’artista presso due carceri in Portogallo e prosegue per tutto il 2026 attraverso una serie di interventi in diversi istituti penitenziari italiani.

La prima Porta della Speranza in Italia è stata firmata da Michele De Lucchi per la Casa Circondariale di Milano San Vittore “Francesco Di Cataldo”. A questa è seguita la Porta progettata da Stefano Boeri Architetti per la Casa Circondariale “Nerio Fischione” di Brescia, costruita intorno al tema “Una speranza che si chiama lavoro”. Il percorso è quindi proseguito a Lecco con il workshop della Porta progettata da Joseph Grima/Space Caviar per la Casa Circondariale di Lecco che sarà installata a fine ottobre 2026.

Dopo Reggio Calabria, il progetto continuerà coinvolgendo interpreti provenienti da ambiti diversi della cultura contemporanea: Gianni Dessì con Regina Coeli a Roma; Mario Martone con Santa Maria Maggiore alla Giudecca, a Venezia; Massimo Bottura con il Pagliarelli di Palermo.

Architettura, arte, design, cinema, cultura del cibo e ricerca scientifica entrano così, attraverso linguaggi differenti, in relazione con la realtà degli istituti penitenziari. Ogni Porta assume una forma autonoma, legata al luogo, alle persone che lo abitano e alla visione dell’autore, all’interno di un percorso comune che attraversa il Paese.

Porte della Speranza costruisce così, tappa dopo tappa, un progetto nel quale cultura, formazione e lavoro diventano strumenti concreti di partecipazione e reinserimento, aprendo nuove possibilità di relazione tra le persone detenute, gli istituti penitenziari e la società.

 

Il film

L’intero percorso, dagli incontri nei penitenziari alla realizzazione delle opere, sarà raccontato in un film diretto da Giuseppe Carrieri e in una pubblicazione collettiva che raccoglierà testimonianze artistiche, contributi degli autori, interventi dei detenuti e riflessioni sul tema della speranza.