REGGIO – Porte della Speranza: un progetto internazionale di arte, formazione e rinascita per le persone detenute

 

Presentata oggi la Porta ideata da Ersilia Vaudo Scarpetta per la sezione femminile della Casa Circondariale “Giuseppe Panzera”  di Reggio Calabria

 

È stato presentato oggi, lunedì 5 ottobre, alla Sala Monsignor Ferro di Palazzo Corrado Alvaro, il progetto della Porta della Speranza ideata da Ersilia Vaudo Scarpetta, astrofisica, per la sezione femminile della Casa Circondariale “Giuseppe Panzera” di Reggio Calabria.

La città di Reggio Calabria accoglie così una nuova tappa di Porte della Speranza, il progetto internazionale che mette in relazione cultura, formazione, lavoro e realtà penitenziaria, trasformando il concetto di soglia in uno spazio di incontro e di possibilità. Una Porta già annunciata nei mesi scorsi e che entra ora nel vivo anche sul territorio reggino, attraverso un percorso che ha coinvolto direttamente la comunità carceraria femminile e che porterà alla realizzazione del progetto pensato da Ersilia Vaudo Scarpetta.

 

All’incontro di oggi sono intervenuti On. Francesco Cannizzaro, Sindaco di Reggio Calabria, Ersilia Vaudo Scarpetta, astrofisica e il Prof. Davide Rampello, curatore del progetto internazionale Porte della Speranza. A moderare la conferenza è stato Paolo Bilardi, Consigliere comunale delegato dal Sindaco per curare i rapporti tra le parti.

 

«Accogliere a Reggio Calabria una delle Porte della Speranza significa portare nella nostra città un messaggio forte di dignità. Per noi questa iniziativa rappresenta un’occasione anche per affermare una visione di città che non lascia indietro nessuno e che riconosce nella cultura e nella solidarietà strumenti fondamentali per costruire una comunità più consapevole e inclusiva, coniugando arte, solidarietà e responsabilità sociale.

Vogliamo che il carcere non sia un luogo separato dalla comunità, ma parte di un percorso di dialogo, formazione e reinserimento. L’arte, in questo senso, può diventare un ponte concreto tra chi vive dentro e chi vive fuori, restituendo alla città uno sguardo nuovo sulla persona e sulla speranza», afferma l’On. Francesco Cannizzaro.

 

«Ho desiderato dare forma a quest’opera attraverso tre elementi chiave: la scelta del rame, polvere di stelle venuta da lontano, che trattiene memoria del tempo e gioca con la luce; lo slancio di due lastre che si cercano nell’anelito di un abbraccio; e la trama leggera di un rosone inciso sulla sommità, un richiamo a guardare in alto. Ed è questa la porta, il margine da attraversare per cogliere nel cielo un’appartenenza più grande, oltre le vicende e quella vaga idea di mondo che ci offre l’esperienza umana», spiega Ersilia Vaudo Scarpetta.

 

«La speranza è un tendere costante verso una meta, verso un sogno. La Porta unisce idealmente, attraverso un materiale straordinario come il rame, la comunità carceraria e la comunità esterna, in un gesto di accoglienza e di apertura. Questo abbraccio diventa così simbolo e memoria di un sentimento che tutti siamo chiamati a coltivare e condividere ogni giorno», dichiara Davide Rampello.

Promosso dalla Fondazione Gravissimum Educationis, con il patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, in collaborazione con il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, e realizzato dal Comitato Giubileo Cultura Educazione e da Rampello & Partners, con il contributo di Fondazione Cariplo, Porte della Speranza pone al centro le persone detenute e il loro rapporto con la società, con particolare attenzione ai temi della dignità, del lavoro e del reinserimento.

 

La Porta della Speranza di Ersilia Vaudo Scarpetta

Per Reggio Calabria, Ersilia Vaudo Scarpetta ha immaginato Origami di spazio-tempo, una Porta che nasce dall’incontro tra la sua ricerca scientifica e una riflessione sulla speranza come possibilità di trasformazione. Nel percorso di ideazione dell’opera, Vaudo Scarpetta ha avviato un dialogo con le detenute della Casa Circondariale “Giuseppe Panzera” e con le diverse persone che quotidianamente vivono e operano all’interno dell’istituto – agenti di polizia penitenziaria, sacerdoti e personale medico – per raccogliere prospettive ed esperienze differenti e comprendere più profondamente quale significato possa assumere la speranza all’interno del carcere.

L’opera è pensata come una curva di spazio-tempo dentro cui scivolare, una struttura priva di angoli rigidi, composta da due elementi in rame che cercano il contatto fino a ricongiungersi idealmente in un abbraccio. Il rame, materia viva capace di piegarsi, riflettere la luce e conservare le tracce del tempo, sostituisce la carta dell’origami e diventa il materiale di una trasformazione.

Le due forme portano lo stesso disegno inciso nel rame e, sovrapponendosi, lo moltiplicano. Attraversando la Porta e guardando verso l’alto da un punto preciso, le due parti si ricongiungono: attraverso il disegno filtra la luce e appare il cielo. La soglia diventa così uno spazio di possibilità, in cui la speranza non coincide con l’attesa ma con uno slancio verso l’altro, con il desiderio di appartenenza e di essere accolti.

 

Una proposta di speranza per le persone detenute e per la società

Porte della Speranza si sviluppa su due direttrici complementari, interna ed esterna al carcere, con l’obiettivo di trasformare la speranza in azione concreta.

All’interno degli istituti penitenziari promuove attività educative, laboratoriali e pastorali, realizzate in collaborazione con educatori, cappellani e associazioni di volontariato. Un ruolo centrale è affidato alla formazione professionale, sviluppata insieme a realtà di eccellenza come l’Accademia di Belle Arti di Brera e ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, per offrire competenze utili al reinserimento.

A queste attività si affiancano borse lavoro, programmi professionalizzanti e strumenti di orientamento post-pena, pensati per mettere in relazione le competenze acquisite dalle persone detenute con le opportunità offerte dalle imprese e dalle realtà dei territori coinvolti.

All’esterno, le Porte della Speranza diventano opere pubbliche capaci di portare il tema del carcere nello spazio della città, favorendo una maggiore conoscenza della realtà penitenziaria e del suo valore educativo e sociale.

Arte, formazione e lavoro diventano così parti di uno stesso percorso, volto a creare occasioni concrete di inclusione e a rafforzare il legame tra le persone detenute e la società.

 

Una bottega artigiana diffusa

Accanto alla dimensione artistica e sociale, il progetto attribuisce un ruolo centrale al fare e alla trasmissione delle competenze. Porte della Speranza recupera lo spirito della bottega rinascimentale, facendo lavorare insieme artisti, progettisti, artigiani, tecnici e imprese nella realizzazione delle singole opere. L’idea dell’autore incontra così il sapere delle maestranze e le competenze produttive dei territori, in un processo nel quale progettazione e costruzione concorrono entrambe alla definizione dell’opera.

Alla realizzazione della Porta ideata da Ersilia Vaudo Scarpetta ha contribuito una rete di aziende e professionalità specializzate, che hanno messo le proprie competenze al servizio del progetto: KME, attiva nella produzione e lavorazione del rame; Albertani Corporates SpA per la fornitura del legno; Maurizio Milan per BUROMILAN per gli aspetti tecnici e le certificazioni; Bertone Design per la realizzazione delle targhe delle Porte della Speranza, con il contributo dello studio FM milano di Sergio Menichelli; e Deda Tecnica, specializzata nella lavorazione dei metalli. Un lavoro corale che ha permesso di tradurre l’idea progettuale in un’opera concreta, mettendo in dialogo materiali, competenze tecniche e saperi artigianali.

Una collaborazione che non si limita alla realizzazione materiale delle opere, ma costruisce intorno a ciascuna Porta una rete di competenze e relazioni destinata a mettere in comunicazione istituti penitenziari e territorio.

 

Le Porte della Speranza: un progetto in movimento

Porte della Speranza ha preso avvio con la realizzazione di due residenze d’artista presso due carceri in Portogallo e prosegue per tutto il 2026 attraverso una serie di interventi in diversi istituti penitenziari italiani.

La prima Porta della Speranza in Italia è stata firmata da Michele De Lucchi per la Casa Circondariale di Milano San Vittore “Francesco Di Cataldo”. A questa è seguita la Porta progettata da Stefano Boeri Architetti per la Casa Circondariale “Nerio Fischione” di Brescia, costruita intorno al tema “Una speranza che si chiama lavoro”. Il percorso è quindi proseguito a Lecco con il workshop della Porta progettata da Joseph Grima/Space Caviar per la Casa Circondariale di Lecco che sarà installata a fine ottobre 2026.

Dopo Reggio Calabria, il progetto continuerà coinvolgendo interpreti provenienti da ambiti diversi della cultura contemporanea: Gianni Dessì con Regina Coeli a Roma; Mario Martone con Santa Maria Maggiore alla Giudecca, a Venezia; Massimo Bottura con il Pagliarelli di Palermo.

Architettura, arte, design, cinema, cultura del cibo e ricerca scientifica entrano così, attraverso linguaggi differenti, in relazione con la realtà degli istituti penitenziari. Ogni Porta assume una forma autonoma, legata al luogo, alle persone che lo abitano e alla visione dell’autore, all’interno di un percorso comune che attraversa il Paese.

Porte della Speranza costruisce così, tappa dopo tappa, un progetto nel quale cultura, formazione e lavoro diventano strumenti concreti di partecipazione e reinserimento, aprendo nuove possibilità di relazione tra le persone detenute, gli istituti penitenziari e la società.

 

Il film

L’intero percorso, dagli incontri nei penitenziari alla realizzazione delle opere, sarà raccontato in un film diretto da Giuseppe Carrieri e in una pubblicazione collettiva che raccoglierà testimonianze artistiche, contributi degli autori, interventi dei detenuti e riflessioni sul tema della speranza.

CATANZARO – Manifestazione degli autotrasportatori presso la Cittadella regionale

Il settore dell’autotrasporto si trova attualmente in una situazione critica, con il prezzo del carburante che incide pesantemente sui costi operativi. Angelo Derenzo, rappresentante provinciale di Fedralog a Vibo Valentia, ha dichiarato che la spesa per il carburante è aumentata del 40% rispetto ai mesi precedenti. Questo incremento ha portato gli autotrasportatori a mobilitarsi, come testimoniato dalla presenza di circa cento mezzi pesanti davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro.

La manifestazione, tenutasi in toni pacifici, è stata organizzata per far sentire la voce del settore nei confronti delle istituzioni. “Stiamo cercando un dialogo con la regione Calabria per portare all’attenzione del governo centrale i problemi che affrontiamo,” ha spiegato Derenzo. La protesta si svolge senza creare disagi ai cittadini ed è monitorata dalle forze dell’ordine locali.

Un giovane autotrasportatore di 29 anni, proveniente da Lamezia Terme, ha condiviso la sua preoccupazione per la sua attività e per i suoi 27 dipendenti, affermando che a fine anno potrebbe non riuscire a far fronte alle spese. Ha invocato un intervento immediato da parte di chi detiene il potere decisionale. Derenzo ha inoltre sottolineato che, come associazione, da quattro anni richiedono un tavolo tecnico con la giunta per illustrare le difficoltà del settore. Con il costo del carburante ai livelli attuali, che arriva a 2,42 euro al litro, la sopravvivenza delle imprese è messa seriamente a rischio, considerata la bassa marginalità di guadagno, che varia tra il 3% e il 5%.

Nonostante la recente iniziativa della Regione che ha stanziato 15 milioni di euro, Derenzo ha ribadito che è necessario un ulteriore intervento: “Servono altri 30 milioni. Vogliamo sapere a chi verranno destinati questi fondi, quando e come saranno distribuiti.” Alla protesta, si è unito anche un gruppo di agricoltori, rappresentanti del movimento territorio e agricoltura, che chiedono una maggiore protezione per i prodotti italiani.

REGGIO – Incidente in centro: giovane di 27 anni in condizioni critiche

Un incidente stradale di notevole gravità ha avuto luogo ieri sera, intorno alle 20:30, lungo via Rada delle Mura Greche a Reggio Calabria.

Un giovane tunisino di 27 anni stava guidando una moto di grossa cilindrata, con un passeggero a bordo, quando ha improvvisamente perso il controllo del mezzo, finendo a terra. Le cause di questo sinistro sono ancora oggetto di indagine.

In seguito all’impatto, il motociclista ha subito ferite significative e, insieme al passeggero, che ha riportato lesioni meno gravi, è stato assistito dal personale del 118 e trasportato all’ospedale GOM, dove i medici hanno riservato una prognosi.

La Polizia Locale è giunta sul luogo dell’incidente ed ha avviato un’indagine approfondita per chiarire le circostanze dell’accaduto. Data la serietà della situazione, il veicolo coinvolto è stato confiscato e ora si trova sotto la custodia dell’Autorità Giudiziaria. Inoltre, agli operatori sanitari del GOM è stata richiesta l’effettuazione di accertamenti tossicologici sul conducente, nella speranza di ottenere ulteriori indicazioni sulle motivazioni che hanno portato al sinistro.

L’intervento avvenuto quasi tre ore dopo l’incidente ha reso più complessa la ricostruzione dei fatti; tuttavia, da quanto emerso dai rilievi effettuati finora, sembra che si tratti di un incidente autonomo.

Romolo e Remo, trauma e nascita di una civiltà

Articolo di D.C.

Da una violenza arcaica sorge la leggenda. Nel mito fondativo di Roma, la pietra angolare della convivenza civile perfora un contratto fraterno che viene bagnato dal sangue. La narrazione dei gemelli respinge ogni edulcorazione edificante per sbattere in faccia agli osservatori di ogni epoca una verità ruvida: la città nasce laddove l’affetto privato finisce decapitato, sacrificato sull’altare di un’autorità superiore che non tollera rivali né condivisioni amicali.

Remo compie un gesto che non è esattamente un dispetto. Quando scavalca l’aratura sacra, consuma un atto di sconsacrazione deliberata. Quella traccia incisa sul terreno, il pomerio, delimita il perimetro di un futuro baluardo difensivo e definisce al tempo stesso lo spartiacque invisibile tra l’anarchia della selva e il rigore della norma, tra l’arbitrio dei singoli e la soggezione a un ordine cosmico. Oltraggiare quel solco equivale a irridere la sacralità. Difatti non si consuma un duello, bensì un atto estemporaneo e simbolico.

Di fronte alla sfrontatezza del fratello, Romolo abdica a qualsiasi indulgenza domestica per assumere interamente il peso di una sovranità impersonale. Il re-fondatore incarna qui la fredda applicazione della legge prima ancora della sua scrittura. La lama che colpisce Remo fissa una demarcazione traumatica: l’interesse della collettività e la vigenza della regola pretendono il superamento integrale dei legami di sangue. Il vincolo domestico, cardine affettivo del mondo antico, cede il passo alla maiestas dello spazio pubblico e viene codificato al servizio di un nuovo soggetto politico: lo Stato.

Questo sacrificio inaugurale traccia la rotta storica dell’intera civiltà romana segnando un decisivo passaggio dallo stato di natura alla vigenza del diritto. Lì dove l’esistenza è governata dal paradigma dei legami biologici e dalla struttura del clan, Roma impone una cesura radicale attraverso la norma comune e l’istituzione. Il sangue di Remo sul Palatino apre una voragine, ammonendo – nei secoli – che la res publica è tale soltanto quando la cittadinanza impone la fortezza inespugnabile della legge sulla vacuità di istanze primitive.

Dalle celle al palcoscenico: a Cittanova l’ex carcere cambia volto 

Articolo di L.M.

Dalle porte chiuse alle luci della scena: l’ex penitenziario cittadino accoglie una comunità di aspiranti attori e si prepara a diventare un nuovo crocevia culturale. 

CITTANOVA – C’è un luogo a Cittanova dove il rumore delle porte che si chiudono ha lasciato spazio alle prove, alle voci e ai passi sul palcoscenico. È l’ex carcere cittadino, oggi sede della Scuola di Recitazione della Calabria, diretta da Walter Cordopatri. Una metamorfosi che sta attirando sempre più persone e trasformando un edificio legato al passato in un punto di riferimento per chi guarda al mondo della scena.

A raccontare la portata di questa crescita sono innanzitutto i numeri: gli iscritti sono circa 150, arrivati da diverse province calabresi e anche da altre regioni del Sud. Le richieste hanno fatto registrare un incremento tale da portare diversi gruppi ormai vicini alla capienza massima.

L’offerta si rivolge a fasce d’età differenti. Ci sono bambini alle prese con i primi esercizi, adolescenti che iniziano a misurarsi con il palcoscenico e adulti che scelgono di coltivare una passione rimasta magari a lungo nel cassetto. Un pubblico eterogeneo accomunato dalla voglia di mettersi in gioco.

Il percorso non si esaurisce nella semplice interpretazione di un personaggio. Le attività affrontano dizione, improvvisazione, movimento, consapevolezza del corpo e tecniche legate alla presenza scenica. Un lavoro progressivo, nel quale ogni allievo è chiamato a confrontarsi con la propria voce, con il proprio corpo e con gli altri.

Per chi invece punta a trasformare questa inclinazione in una professione, è aperto anche il percorso accademico. Le audizioni sono in corso e rappresentano il passaggio attraverso il quale selezionare coloro che intendono affrontare una preparazione specialistica nel settore dello spettacolo.

A rendere particolare la realtà di Cittanova è anche l’ambiente nel quale tutto questo avviene. L’edificio dispone di sale per la danza, una biblioteca, uno spazio destinato al doppiaggio e un teatro capace di accogliere cento spettatori. Non soltanto aule, dunque, ma ambienti nei quali esercitarsi, sperimentare e portare il lavoro davanti a un pubblico.

Attorno alla scuola si è sviluppata nel tempo anche una rete di rapporti che supera i confini regionali. Tra le collaborazioni figurano il Giffoni Film Festival e due università internazionali, con collegamenti che coinvolgono Kiev e Amsterdam. Un intreccio che porta nel cuore della Calabria esperienze e interlocutori provenienti da contesti diversi.

«Siamo felicissimi per le numerosissime iscrizioni. Le classi sono quasi già piene», racconta Walter Cordopatri. Parole che restituiscono la dimensione di una risposta andata oltre le aspettative e che trova nella partecipazione degli iscritti la sua manifestazione più concreta.

Ma il calendario della struttura guarda anche al cinema. Nel mese di ottobre è prevista una rassegna dedicata a Michelangelo Antonioni, realizzata con il sostegno della Calabria Film Commission. Un appuntamento che amplia ulteriormente il campo d’azione, mettendo in dialogo formazione teatrale e cultura cinematografica.

E allora l’immagine dell’ex carcere assume un significato diverso. Le stanze non sono più soltanto tracce di una funzione ormai conclusa: diventano ambienti nei quali si studia, si prova, si sbaglia e si ricomincia. Ogni esercizio, ogni battuta pronunciata e ogni passo sul palco contribuiscono a dare un nuovo senso a quelle mura.

La trasformazione più sorprendente, però, non si vede nei corridoi né nelle sale. Si ascolta. È nelle voci di chi entra per la prima volta, in quelle di chi torna a ogni lezione e in quelle di chi sogna di fare dell’arte il proprio mestiere. Un coro che cresce dentro un edificio che, per la sua storia, sembrava destinato a raccontare tutt’altra storia.

A Cittanova il sipario, quindi, non nasconde il passato: lo attraversa. E proprio lì dove per anni hanno dominato silenzio e separazione, oggi risuonano battute, applausi e voci nuove. È forse questa la scena più significativa: non quella rappresentata sul palco, ma quella che ogni giorno prende forma dietro le quinte.

Articolo di L.M .

 

Da Cinquefrondi a Napoli: la poesia di Domenico Napoli conquista il Maschio Angioino 

Articolo di L.M.

Prestigioso riconoscimento per il poeta Domenico Napoli, insignito del Plauso di Merito alla 9ª edizione del Premio “Emozioni in Versi”. La cerimonia si è svolta nella suggestiva Sala dei Baroni del Maschio Angioino, uno dei luoghi simbolo della città di Napoli.

CINQUEFRONDI – Ancora un importante riconoscimento per Domenico Napoli, poeta e concittadino di Cinquefrondi, che ha ricevuto il Plauso di Merito nell’ambito della nona edizione del Premio “Emozioni in Versi”, promosso dall’associazione “La Madia dell’Arte”.

Un momento di particolare prestigio, suggellato dalla cerimonia di premiazione nella storica Sala dei Baroni del Maschio Angioino, dove la poesia di Napoli ha trovato un palcoscenico capace di valorizzarne la profondità e la sensibilità.

A essere premiata è stata la lirica “Altrove”, componimento nel quale l’autore affronta il tema dell’amore, dell’identità e del legame indissolubile con ciò che dà senso alla propria esistenza.

«Altrove nasce il senso del mio dire,


nel punto esatto in cui mi chiami vivo…


resta il tuo nome inciso nel mio nome,


resta l’amore che non ha più fine».

Versi essenziali e intensi, nei quali la dimensione personale si trasforma in una riflessione universale. È proprio questa capacità di partire da un sentimento profondamente intimo per arrivare al cuore del lettore a rappresentare uno degli elementi più significativi della scrittura di Domenico Napoli.

Il riconoscimento assume così un valore che va oltre la semplice affermazione in un concorso letterario. È la testimonianza di un percorso artistico che continua a crescere e che porta con sé anche il nome e la sensibilità della comunità di Cinquefrondi.

Alla soddisfazione per il premio si unisce dunque l’orgoglio di una comunità che guarda con affetto al percorso del proprio concittadino. Non soltanto per il risultato raggiunto, ma soprattutto per la capacità della sua poesia di raccontare emozioni autentiche e trasformarle in parole nelle quali anche gli altri possono riconoscersi.

Il Plauso di Merito ricevuto al Maschio Angioino rappresenta, dunque, una nuova tappa di un cammino che si preannuncia ancora lungo. Un cammino nel quale la poesia continua a essere voce, memoria ed emozione.

E per Domenico Napoli, questa nuova affermazione può essere letta come un invito a continuare a scrivere, a raccontare e a condividere quella sensibilità che, ancora una volta, ha saputo conquistare l’attenzione di una prestigiosa giuria e il cuore dei lettori.

Da Cinquefrondi a Napoli, la sua poesia ha trovato ancora una volta un luogo dove farsi ascoltare. E, soprattutto, ricordare che le parole, quando nascono dal cuore, possono davvero andare “altrove”.

Articolo di L.M. 

Trapani-Reggina 1-0: primo ko e primo gol subito per gli amaranto, decide Jallow

La Reggina rimedia la prima sconfitta stagionale e subisce il primo gol nel campionato di Serie D 2026/2027, cedendo di misura al Trapani al termine di una sfida decisa da una rete di Jallow a sette minuti dal novantesimo. Gli amaranto, penalizzati da un gioco eccessivamente lezioso che ha reso la manovra sterile, hanno messo in evidenza la propria inefficienza sotto porta, fallendo diverse opportunità offensive a fronte del costante e asfissiante pressing esercitato dai padroni di casa, ben disposti in campo da mister Misiti. Nel primo tempo, dopo un avvio aggressivo dei locali, gli ospiti hanno provato a pungere senza precisione con Fazio e Abonckelet, rischiando grosso nel finale sul tiro a giro di Leveque neutralizzato da un grande intervento di Lagonigro sulla traversa. La ripresa ha visto i calabresi ripartire con intraprendenza prima di subire la pressione crescente dei siciliani, i quali, dopo vari pericoli sventati dallo stesso Lagonigro e le occasioni sprecate da Fazio e dallo stesso Jallow, hanno trovato il gol decisivo all’ottantatreesimo con un assist di Napolitano tramutato in rete da Jallow. Nonostante questo primo stop, la Reggina mantiene comunque la prima posizione in classifica, trovandosi ora con due punti di vantaggio sulla Vibonese.

SIDERNO (RC) – Atto intimidatorio: trovata bottiglia di liquido infiammabile accanto all’auto del presidente del Consiglio comunale

Un episodio preoccupante ha scosso Siderno, con il rinvenimento di una bottiglia contenente un liquido infiammabile nelle immediate vicinanze del veicolo del presidente del Consiglio comunale, Davide Lurasco, avvocato con un’importante carriera nel campo penale.

La scoperta ha avuto luogo nella notte, nei pressi della residenza di Lurasco. Franando sulla grave situazione, il presidente ha prontamente contattato le autorità competenti per segnalare l’accaduto.

Indagini sotto il coordinamento della Procura di Locri

Gli inquirenti stanno attualmente conducendo delle indagini per comprendere l’accaduto e stabilire la reale motivazione del gesto. Le indagini sono supervisionate dalla Procura della Repubblica di Locri, che mira a identificare i responsabili e a dissipare ogni ombra su questo allarmante episodio.

Fino a questo momento, non sono emersi dettagli specifici riguardo al possibile movente, il che ha indotto le forze dell’ordine a trattare il caso con particolare scrupolosità.

Il sindaco di Siderno, Mariateresa Fragomeni, ha manifestato la sua preoccupazione per l’accaduto, esprimendo la solidarietà del suo governo verso Lurasco e condannando l’episodio con fermezza.

Fragomeni: “Un atto che offende e umilia la città”

“Si tratta di un gesto grave che offende e umilia la nostra comunità,” ha affermato Fragomeni, sottolineando la necessità di una condanna chiara e netta nei confronti di tali atti.

Il primo cittadino ha espresso fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e della giustizia, rimarcando l’importanza di non cedere mai di fronte a intimidazioni e atti violenti.

“Nessun cittadino di Siderno deve affrontare da solo intimidazioni o violence,” ha ribadito, promettendo che l’amministrazione proseguirà il proprio cammino “con coraggio e senza paura”.

Con un messaggio deciso, il sindaco ha affermato: “Siderno è in trasformazione, non tornerà indietro e non si volterà più dall’altra parte. Fatevene una ragione.”

 

REGGIO – Domotek volley, alla tifoseria amaranto il prestigioso Premio “Kirk Kilgour” come Miglior Pubblico d’Italia

La straordinaria stagione della Domotek Volley Reggio Calabria continua ad arricchirsi di pagine memorabili. La Lega Pallavolo Serie A ha ufficialmente assegnato al club reggino il prestigioso Premio “Kirk Kilgour”, consacrando la tifoseria amaranto come Miglior Pubblico d’Italia.

Un riconoscimento di immenso valore che fa seguito a una stagione da record – culminata nello storico triplete con la conquista della Coppa Italia Del Monte, della Supercoppa e della promozione in Serie A2, oltre ai premi individuali assegnati a coach Antonio Polimeni e al addetto stampa Giovanni Mafrici. Tuttavia, il trofeo celebrato oggi racchiude l’essenza più profonda del trionfo: non solo i risultati sul campo, ma l’abbraccio incondizionato di un’intera comunità.

Nel corso dell’ultimo campionato, oltre 7.000 spettatori hanno accompagnato la squadra spingendola verso la finale, soffrendo, lottando e gioendo fianco a fianco con gli atleti. Il Premio “Kirk Kilgour” rende omaggio a una cornice di pubblico corretta, calorosa e unica nel panorama nazionale, incarnando al tempo stesso la forza, il coraggio e l’indimenticabile lezione di vita del grande campione cui è intitolato.

L’appuntamento al palazzetto

La cerimonia di consegna ufficiale si terrà domenica 25 ottobre alle ore 16:00, proprio in occasione del match casalingo contro la Consoli Sferc Brescia. La società invita tutti i tifosi a riempire nuovamente gli spalti per alzare insieme il trofeo al cielo e fare sentire ancora una volta la voce di Reggio Calabria.

CALABRIA – Occhiuto annuncia 15 milioni dalla Regione per fronteggiare l’aumento dei prezzi del carburante

Lunedì prossimo, il Consiglio regionale della Calabria si appresta a dare il via libera a un intervento da 15 milioni di euro pensato per contrastare l’impennata dei costi dei carburanti. A rendere nota la notizia è stato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, attraverso i suoi profili social. Egli ha sottolineato che questo rappresenta il massimo sforzo che l’amministrazione regionale può mettere in campo in questa delicata situazione.

La situazione è precipitata a causa dei conflitti che hanno influito notevolmente sui prezzi del gasolio. Occhiuto ha evidenziato come questo pesi gravemente su chi utilizza mezzi di lavoro come trattori e camion, ma anche per le famiglie, poiché l’aumento dei costi di rifornimento impatta sull’inflazione e, di conseguenza, sui prezzi dei beni di consumo.

Il presidente ha inoltre dichiarato che il governo sta collaborando con le compagnie petrolifere per ridurre i costi di gasolio e benzina. Tuttavia, ha insistito sull’importanza del contributo anche da parte della Regione. Recentemente, ha avuto frequenti colloqui con l’assessore Gallo, l’assessore Calabrese, il vicepresidente della Giunta e il presidente del Consiglio regionale per trovare le risorse necessarie a supportare coloro che si trovano a dover affrontare questa emergenza economica. Non è stato un compito semplice, ma alla fine sono riusciti a reperire i fondi necessari.