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CALABRIA – Sentenze confermate per l’inchiesta Jonny, arrestati quattro membri della cosca

Dopo la conferma di condanne da parte della Corte di Cassazione nei confronti di numerosi indagati nell’ambito dell’inchiesta “Jonny”, i carabinieri della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto hanno dato esecuzione a ordini di carcerazione, trasferendo nel carcere alcuni membri di spicco del clan Arena.

Tra le persone coinvolte vi sono Rosario Lentini, di 65 anni, che deve scontare una pena residua di 3 anni e 12 giorni; Vincenzo Lentini, di 35 anni, con una condanna di 2 anni, 4 mesi e 10 giorni; Giuseppe Arena, noto come “Pino Tropeano”, di 59 anni, condannato a 3 anni, 10 mesi e 7 giorni; e Pasquale Arena, di 33 anni, che deve affrontare 2 anni, 2 mesi e 9 giorni di pena. Questi individui, in precedenza rilasciati per scadenza dei termini cautelari, sono ora chiamati a scontare le proprie condanne in modo definitivo.

L’operazione “Jonny”, avviata nel maggio del 2017 e diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, ha preso di mira un’organizzazione criminale ben radicata nel territorio. Al centro dell’indagine vi era il sistematico drenaggio di fondi pubblici destinati al Centro di accoglienza per richiedenti asilo, dove, secondo le accuse, la ‘ndrangheta era riuscita a appropriarsi di oltre 36 milioni di euro nell’arco di un decennio, su un totale di circa 103 milioni stanziati dallo Stato italiano tra il 2006 e il 2015.

Il meccanismo illecito si fondava sull’affidamento di proficui subappalti nel settore della ristorazione e dei servizi a società di comodo. Tuttavia, l’influenza mafiosa andava ben oltre l’accoglienza. Le indagini interforze hanno rivelato un controllo capillare da parte del clan Arena sull’attività economica locale, con un monopolio nel settore delle scommesse online e delle slot machine tra Crotone e provincia. Questa posizione ha garantito all’organizzazione profitti costanti e milionari, affiancati da sistemi di estorsione sistematica ai danni di commercianti e villaggi turistici. L’operazione congiunta di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza ha inizialmente portato a 110 arresti e sequestri patrimoniali per un importo superiore agli 84 milioni di euro.

Fonte: ANSA

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