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ACCADDE OGGI – Festa delle Forze Armate: la storia dietro la ricorrenza.

Istituita il 4 Novembre 1919, la ricorrenza coincide con la firma dell’Armistizio fra il Regno d’Italia e l’impero Austro Ungarico: Villa Giusti, di proprietà del Conte Vettor Giusti del Giardino, accolse le delegazioni in un clima austero, fra due ali di Carabinieri in assetto da combattimento schierati in funzione di scorta del personale diplomatico prima e, della persona del Sovrano, poi.

La Commissione Austriaca era guidata dal Barone Weber, quella italiana dal Generale Badoglio, Sottocapo di Stato Maggiore dell’ Esercito.

Le intese armistiziali si svolsero fra il temporeggiare della delegazione imperiale e la fretta di quella italiana, la quale intendeva strappare condizioni che non fossero “filtrate” dalle altre potenze alleate: situazione che si realizzò nello stesso anno, in cui il Presidente degli USA Wilson, a fronte di un impegno davvero modesto sui fronti di interesse italiano, consistenti nell’impiego di una scarna aliquota di personale americano (sebbene più sostanzioso come forniture di medicinali e strutture ospedaliere da campo), dichiarò che i compensi territoriali promessi a Londra in cambio dell’entrata in guerra dell’Italia erano “ingerenze territoriali nell’ integrità di stati sovrani”.

In realtà, la firma dell’armistizio avvenne il 3 Novembre ma entrò in vigore solo il giorno successivo e fu la conseguenza del fallimento dell’ultimo grande tentativo Austriaco di sfondare la linea del Piave: la strenua resistenza dell’Esercito italiano, sostenuta dall’arrivo al fronte della classe di leva del 1899, composta da ragazzi appena diciottenni, logorò la spinta offensiva delle forze Imperiali, e mentre Roma si aspettava un un altro disastroso contrattacco Austriaco, Cechi, Polacchi, ed Ungheresi abbandonarono platealmente la lotta gettando le armi.

Alle 3 del mattino del 4 Novembre, l’incontro dava l’esito di accettazione delle clausole degli atti, ed alle 15 il Generale Weber leggeva i capitoli formali con cui Vienna cedeva alle condizioni imposte dal Regno d’Italia; poco dopo, veniva avvisato il Comando Supremo, stanziato ad Abano, presso Padova, e finalmente, alle 18:00, le delegazioni firmavano il trattato.

Anche se la festa è giunta ai giorni nostri, 3 anni dopo la sua istituzione, prendeva il nome di “Festa della Vittoria”
per cambiare nome ancora una volta nel 1949, in ossequio di limature nichiliste, veniva definita come ” Festa delle Forze Armate”, così come la conosciamo oggi.

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