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ARGHILLA’ – 8 marzo: quando la fede diventa impegno sociale. La voce di una donna cristiana per Arghillà

Nel giorno dell’8 marzo, mentre in tutto il mondo si celebra la Giornata internazionale della donna, c’è chi sceglie di vivere questa ricorrenza non solo come momento simbolico, ma come testimonianza concreta di impegno, responsabilità e servizio verso la comunità.

È la storia di una donna cristiana che ha scelto di trasformare la propria fede in Gesu’ Cristo in azione sociale: Patrizia D’Aguì, presidente del gruppo civico Noi Siamo Arghillà – La Rinascita, che nel quartiere di Arghillà continua a portare avanti una battaglia civile fondata su valori profondamente cristiani: verità, giustizia e amore.

Una testimonianza che deriva dall’insegnamento del missionario cristiano Gilberto Perri, il quale, con il suo esempio ha mostrato che il cristianesimo non può restare confinato nelle parole o nei luoghi di culto, ma deve tradursi in difesa concreta della dignità delle persone, soprattutto di chi vive nelle periferie sociali.

La forza di una donna al servizio della comunità

L’8 marzo diventa così anche l’occasione per riflettere sul ruolo delle donne che, lontano dai riflettori, si fanno carico delle sofferenze del territorio e diventano voce di chi spesso non viene ascoltato.
Ad Arghillà questo impegno prende forma nelle denunce portate avanti dal gruppo civico guidato da Patrizia D’Aguì, che negli ultimi mesi ha richiamato l’attenzione delle istituzioni sulla grave situazione dei Comparti 1 e 5 di Arghillà Nord, dove i residenti convivono con problemi strutturali e con una grave emergenza igienico-sanitaria.

Il malfunzionamento della rete fognaria ha provocato in diversi casi la fuoriuscita di reflui sulle strade e perfino all’interno delle abitazioni. Famiglie, anziani e bambini sono costretti a vivere tra cattivi odori, servizi domestici inutilizzabili e segnali di degrado degli edifici.

Una realtà che non può essere considerata soltanto un problema di decoro urbano, ma rappresenta una vera emergenza sanitaria e sociale.

La richiesta di giustizia per il quartiere

Nonostante le denunce e le segnalazioni inviate ai settori di competenza i residenti continuano ad attendere interventi concreti.

A rendere il quadro ancora più delicato sono le recenti decisioni relative ai fondi PINQUA, circa 14 milioni di euro destinati ad alcuni interventi nel quartiere, tra cui il completamento delle infermerie nell’area del Consorzio Ecolandia, lavori sulle fognature e la piantumazione di alberature.

Resta però esclusa la parte abitativa.

«È una scelta incomprensibile e profondamente ingiusta – ha dichiarato la presidente D’Aguì – soprattutto alla luce della drammatica emergenza abitativa che colpisce molte famiglie del quartiere».

Il progetto avrebbe potuto rappresentare un’occasione reale di rigenerazione urbana e sociale per Arghillà, intervenendo anche sugli alloggi popolari e sulle situazioni di fragilità abitativa.

La solidarietà che nasce dal territorio

Nel frattempo alcune attività di manutenzione e riqualificazione sono state portate avanti dalle associazioni del territorio con interventi come il risanamento di un tratto di fognatura nel Comparto 3 e la sistemazione di alcune aiuole nell’area di Modenelle. Sono azioni utili che dimostrano quanto sia forte l’impegno delle associazioni e dei cittadini.
Tuttavia resta evidente come, troppo spesso, attività che dovrebbero rientrare nelle normali competenze dell’amministrazione pubblica vengano sostenute dal terzo settore e dalle comunità locali.

L’8 marzo e il valore della testimonianza

Nel giorno della Festa della Donna, la storia di Patrizia D’Aguì diventa anche il simbolo di una femminilità che non si limita alla celebrazione, ma si esprime nella responsabilità verso gli altri.

Una donna che sceglie di non restare in silenzio davanti alle ingiustizie, ma di trasformare la sua fede nell’unico e vero Dio, Gesu’ Cristo, in impegno civile. Il messaggio cristiano non può essere separato dalla difesa della dignità umana: la verità deve essere annunciata, la giustizia deve essere cercata e l’amore deve diventare azione concreta.

Per questo il gruppo civico Noi Siamo Arghillà – La Rinascita continuerà a mantenere alta l’attenzione pubblica e istituzionale sulle condizioni del quartiere.

Perché Arghillà non chiede privilegi.

Chiede diritti fondamentali: servizi essenziali, salute, sicurezza e dignità abitativa.

E nel giorno dedicato alle donne, questa battaglia ricorda che il coraggio, la fede e la responsabilità possono ancora cambiare la storia delle comunità.

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