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ARGHILLA’ – Alessandro Battilocchio a Reggio Calabria: «Battilocchio: «Arghillà non sia una zona grigia. Lo Stato torni protagonista nelle periferie»»

È con parole chiare e senza ambiguità che il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, Alessandro Battilocchio (Forza Italia), ha tracciato il quadro della missione istituzionale in corso a Reggio Calabria. Una due giorni densa, iniziata oggi in Prefettura, con l’obiettivo – ha spiegato – di «ascoltare, vedere da vicino, costruire risposte concrete, a partire da territori come Arghillà, che meritano l’attenzione dello Stato».

Battilocchio ha sottolineato con forza come la Commissione sia a Reggio nell’ambito di un lavoro capillare avviato su tutte le 14 città metropolitane italiane, ma che proprio nel caso reggino vi sia una criticità che assume una rilevanza nazionale: «Arghillà – ha detto – non può più essere una zona grigia della Repubblica. Lo Stato non può e non deve tollerare aree di illegalità permanente. Lì dove manca la legalità, si genera un effetto a catena: occupazioni abusive, criminalità diffusa, sfiducia dei cittadini».

E proprio su Arghillà è stato fatto un focus specifico, anche in riferimento al cosiddetto “Comparto 6”, oggetto di sgomberi e interventi di videosorveglianza. «La spirale di illegalità che nasce dall’assenza di regole va spezzata – ha affermato Battilocchio –. Per questo serve una cornice di sicurezza garantita dalla Questura e una forte sinergia tra Comune, Aterp e forze dell’ordine».

Nel suo intervento, Battilocchio ha apprezzato apertamente «la straordinaria collaborazione istituzionale» riscontrata a Reggio, dove ha evidenziato «una volontà politica comune e trasversale di affrontare il problema». E ha dato risalto anche al “Patto di comunità” promosso dalla Prefettura, definendolo «una buona pratica che parte dal basso, dalla società civile, e che merita di essere sostenuta come modello replicabile».

Ma il punto più fermo è arrivato quando ha richiamato con decisione l’azione dello Stato: «Non esistono e non devono più esistere zone franche nel nostro Paese. L’illegalità diffusa non può essere tollerata. Lo Stato c’è e sarà presente, a partire da realtà come questa».

Un impegno che si tradurrà anche in atti concreti: «Nelle prossime settimane – ha annunciato – il ministro Piantedosi sarà audito dalla Commissione e porremo sul tavolo, tra le priorità, la riapertura del presidio fisso di Polizia a Reggio».

Infine, ha voluto sottolineare la trasformazione del concetto stesso di “periferia”: «Oggi non è solo una questione geografica. Esistono periferie sociali, anche dentro le città, che richiedono la stessa attenzione e le stesse risposte. E Arghillà ne è l’esempio».

Parole nette, quelle di Battilocchio, che segnano un cambio di passo nel racconto e nella gestione delle fragilità urbane. Con un messaggio inequivocabile: lo Stato non volterà lo sguardo altrove.

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