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ARGHILLA’ – [VIDEO] Piantedosi: «Situazione molto seria, servono interventi urgenti. Valuteremo strumenti straordinari»

REGGIO CALABRIA – «Ho visto una situazione molto seria, che merita interventi importanti e urgenti». È il giudizio espresso dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dopo il sopralluogo ad Arghillà, effettuato oggi in occasione della sua visita a Reggio Calabria per la sottoscrizione dell’accordo interistituzionale sulla sicurezza tra Prefettura e Comune. Alla giornata hanno preso parte anche il presidente della Regione Roberto Occhiuto e il sottosegretario Wanda Ferro.

Per Piantedosi non si è trattato di una visita «di circostanza», ma dell’occasione per verificare personalmente le condizioni del quartiere e ragionare sugli interventi da mettere in campo. Il ministro ha ricordato come l’attenzione del Viminale su Arghillà sia partita anche dall’iniziativa parlamentare dell’allora deputato Francesco Cannizzaro, che aveva sollevato la questione durante un Question Time chiedendo di estendere al quartiere reggino interventi sul modello di quelli sperimentati in altri territori, a partire da Caivano. Nel 2025 Piantedosi aveva annunciato proprio in risposta a quell’interrogazione 5 milioni di euro del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027 destinati alla rigenerazione urbana e alla sicurezza di Arghillà.

«Ormai siamo in arrivo alla definizione di un accordo per l’utilizzo di queste risorse e per la programmazione degli interventi», ha spiegato il ministro.

Altri 355mila euro per la sicurezza

Piantedosi ha quindi annunciato ulteriori 355mila euro provenienti dal Fondo per la sicurezza urbana del Ministero dell’Interno, da destinare alla città di Reggio Calabria e potenzialmente anche al contesto di Arghillà.

Un impegno che, nelle intenzioni del Viminale, dovrà accompagnare gli interventi strutturali con un rafforzamento del controllo del territorio.

Il ministro ha ricordato inoltre gli incrementi di personale delle forze dell’ordine destinati alla Calabria e al territorio reggino, sostenendo che dal gennaio 2025 siano state assegnate oltre mille unità complessive tra le tre forze di polizia, delle quali più di 300 oltre il normale turnover.

«Non è un atto di gentile concessione – ha precisato – ma un atto doveroso rispetto a un territorio che lo merita per i problemi che ha, ma anche per le grandi espressioni di riscatto».

Torna il posto di Polizia ad Arghillà

Uno degli annunci più significativi riguarda il presidio di Polizia nel quartiere, che l’amministrazione e il Ministero intendono riattivare.

«Prevediamo di riattivare il posto di Polizia», ha confermato Piantedosi, spiegando che la visita gli ha consentito anche di valutare direttamente quale debba essere la dimensione del nuovo presidio.

E proprio le condizioni riscontrate sul posto avrebbero convinto il ministro della necessità di una presenza particolarmente significativa dello Stato.

Alla domanda sulla possibilità di ricorrere anche all’operazione Strade Sicure, Piantedosi non ha dato per acquisita questa soluzione, chiarendo che il tema non era stato affrontato durante la riunione, ma ha lasciato aperta ogni possibilità: «Valuteremo, non escludiamo nulla».

«Mi meraviglia che sia stata ridimensionata la scuola»

Piantedosi ha posto l’accento anche sulla necessità di intervenire sulle condizioni sociali che possono alimentare insicurezza e marginalità. Tra gli interventi illustrati dal sindaco Cannizzaro figura infatti il recupero della struttura scolastica del quartiere.

Il ministro ha manifestato perplessità rispetto alle scelte compiute negli anni passati: «Sono un po’ meravigliato che ci siano stati anni nei quali si sia immaginato di ridimensionare la presenza scolastica, togliendo il primo presidio in un territorio come quello: la scuola».

L’obiettivo, dunque, non sarebbe limitarsi alla repressione dei fenomeni criminali, ma intervenire anche sulle loro precondizioni attraverso scuola, riqualificazione urbana, recupero sociale e maggiore presenza delle istituzioni.

Piantedosi: «Tornerò, oggi è un punto di partenza»

Il ministro ha accolto anche la richiesta avanzata dalle istituzioni calabresi di valutare strumenti straordinari per Arghillà, sul modello di altri interventi realizzati in aree caratterizzate da particolare degrado.

«Dobbiamo avere la possibilità di immaginare degli strumenti straordinari», ha affermato Piantedosi, indicando soprattutto la necessità di evitare che i tempi burocratici diventino un ostacolo alla realizzazione degli interventi.

E ha assicurato che quella di oggi non sarà una visita isolata.

«Io ritornerò, caro sindaco, perché oggi abbiamo dato un avvio, non è un punto di arrivo».

Piantedosi ha quindi ribadito la necessità di procedere contemporaneamente su due binari: da una parte un presidio dello Stato forte e l’azione di contrasto alla criminalità, dall’altra gli interventi urbanistici e sociali necessari a rimuovere le condizioni di degrado.

Il ministro ha richiamato anche la collaborazione con l’autorità giudiziaria e il lavoro delle forze dell’ordine, sottolineando come alcuni dati sulla delittuosità mostrerebbero segnali positivi, pur in presenza di criticità che impongono di «non abbassare la guardia».

Per Arghillà, dunque, quella di oggi viene indicata dal titolare del Viminale come l’apertura di una nuova fase: risorse già stanziate, ulteriori fondi per la sicurezza, ritorno del presidio di Polizia e disponibilità a valutare strumenti straordinari, con l’obiettivo dichiarato di ottenere i primi risultati concreti nel più breve tempo possibile.

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