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ATTUALITA’ – Due morti che chiedono ancora verità: i casi Dardanelli e Trovato Mazza arrivano in Parlamento. Tra le voci autorevoli presenti al tavolo anche la giornalista reggina Emilia Condarelli

Quando la ricerca della verità incontra il silenzio delle istituzioni e le ombre delle indagini irrisolte, diventa fondamentale il ruolo di chi continua a fare domande. Ed è proprio in questo solco che si inserisce la presenza della giornalista reggina Emilia Condarelli, figura di riferimento del giornalismo investigativo nel territorio dello Stretto, che ha partecipato alla conferenza stampa svoltasi alla Camera dei deputati dedicata ai casi di Fausto Dardanelli e Sissy Trovato Mazza.

Condarelli, giornalista di grande esperienza e volto noto dell’approfondimento televisivo con la trasmissione Strettamente Personale su ReggioTV, è stata invitata al tavolo istituzionale proprio per il suo costante impegno nel raccontare vicende complesse e spesso dimenticate, mantenendo alta l’attenzione dell’opinione pubblica su casi che riguardano servitori dello Stato e famiglie in cerca di verità. La sua presenza, accanto a esperti e parlamentari, testimonia il valore del giornalismo d’inchiesta nel contribuire a mantenere accesi i riflettori su vicende che rischierebbero altrimenti di essere archiviate nel silenzio.

Proprio i casi del carabiniere Fausto Dardanelli e dell’agente di polizia penitenziaria Sissy Trovato Mazza sono tornati al centro dell’attenzione istituzionale con l’approdo in Parlamento. A sollevare la questione è stata la deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari, che ha presentato due interrogazioni al ministro della Giustizia Carlo Nordio, promuovendo una conferenza stampa nella sala stampa della Camera dei deputati.

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto e approfondimento, finalizzato a riportare al centro del dibattito due vicende che, secondo le famiglie delle vittime, restano segnate da numerosi interrogativi e incongruenze investigative.

Le famiglie Trovato Mazza e Dardanelli, infatti, non hanno mai accettato l’ipotesi del suicidio e da anni conducono una battaglia per ottenere piena verità e giustizia.

Il caso di Sissy Trovato Mazza è particolarmente emblematico. L’agente di polizia penitenziaria, originaria di Taurianova e campionessa italiana di calcio a cinque femminile nel ruolo di portiere, fu trovata gravemente ferita da un colpo di pistola alla nuca mentre era in servizio all’ospedale civile di Venezia. La donna, che aveva denunciato presunti traffici illeciti all’interno del carcere della Giudecca, lottò per due anni tra la vita e la morte prima di spegnersi.

A distanza di dieci anni dalla tragedia, i genitori attendono la decisione del Gip di Venezia, che dovrà stabilire se modificare il capo d’indagine e proseguire nelle investigazioni oppure procedere con l’archiviazione. Nel frattempo, una detenuta che aveva sostenuto che Sissy fosse stata uccisa è sotto processo per calunnia.

Di recente, inoltre, la famiglia ha presentato una nuova denuncia relativa alla cancellazione di dati dal telefono dell’agente, circostanza emersa dall’analisi del perito informatico Giuseppe Daniele Riefolo.

Un’altra vicenda segnata da dubbi e interrogativi è quella del carabiniere Fausto Dardanelli, ritrovato senza vita all’interno della propria auto a Bagaladi, con due colpi di pistola alla testa e l’arma ancora in mano. Anche in questo caso, i familiari evidenziano numerose incongruenze nelle indagini e chiedono che venga fatta piena luce su quanto accaduto.

Alla conferenza stampa hanno preso parte, oltre ai genitori delle vittime e ai deputati Stefania Ascari e Antonio Ferrara, diversi esperti e giornalisti impegnati nel campo dell’informazione e dell’analisi investigativa: Emilia Condarelli per ReggioTV, Giuseppe Pizzo della trasmissione Chi l’ha visto? su RaiTre, la criminologa Luisa D’Aniello, il criminalista Giuseppe Riefolo, l’avvocato Giulio Murano, la genetista forense e criminologa Anna Barbaro e il criminologo Angelo La Marca.

L’iniziativa parlamentare rappresenta un passaggio significativo nel lungo percorso di ricerca della verità portato avanti dalle famiglie Dardanelli e Trovato Mazza, che continuano a chiedere giustizia per due giovani servitori dello Stato morti in circostanze che, ancora oggi, restano avvolte da troppe zone d’ombra.

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