COSENZA – Casali del Manco in zona rossa fino al 5 aprile

Lo stabilisce l’ultima ordinanza firmata dal presidente Spirlì. La misura entra in vigore dalle 22 di oggi a tutto il prossimo 5 aprile

Il Comune di Casali del Manco (provincia di Cosenza), dalle ore 22 di oggi e fino al 5 aprile, sarà “zona rossa”.

È quanto dispone l’ordinanza (la numero 16) firmata oggi dal presidente della Regione, Nino Spirlì.

L’ORDINANZA

Il provvedimento si è reso necessario in seguito alla nota, datata 20 marzo 2021, del dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, con la quale è stato comunicato che «nel Comune di Casali del Manco, negli ultimi 14 giorni, si è registrata una elevata incidenza di nuovi casi confermati, rispetto alla popolazione residente, con aumento di oltre l’80% negli ultimi 7 giorni. La situazione, si rileva, risulta particolarmente problematica a causa dei numerosi focolai distribuiti su tutto il territorio e di alcuni soggetti per i quali è stato necessario il ricovero. Tra l’altro, l’elevata incidenza dei casi confermati, un terzo dei quali riguarda la fascia di età “pediatrica”, desta particolare preoccupazione per lo sviluppo di possibili ulteriori contagi, in assenza di idonee misure limitanti la circolazione delle persone fisiche».

Inoltre, considerato che nel Comune di Casali del Manco «l’incidenza dei casi negli ultimi 7 e 14 giorni supera i valori individuati nel Dpcm del 2 marzo 2021», il dipartimento di Prevenzione «ha evidenziato che ricorrono le condizioni per l’adozione delle misure di mitigazione della diffusione epidemica, mediante l’istituzione delle misure da “zona rossa”».

L’ordinanza dispone anche che il dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale competente «proceda al costante monitoraggio della situazione epidemiologica locale, segnalando tempestivamente all’Unità di crisi regionale ogni variazione significativa intervenuta».

Scalea. Pronti automezzi, operatori e attrezzature per ripulire la spiaggia

Pronti automezzi, operatori specializzati e varie attrezzature per ripulire circa sei chilometri di spiaggia. È questa l’organizzazione messa a punto per il servizio di pulizia spiagge a cura dell’azienda Ecoross, che prenderà il via domani, lunedì 22 marzo, e che interesserà il tratto di arenile compreso tra la scogliera dell’Ajnella e il fiume Lao.

Si tratta di un’attività che, svolta nell’ambito del Servizio di Igiene Urbana, si ripete con cadenza annuale in prossimità delle festività pasquali. La pulizia, che verrà eseguita sia manualmente sia meccanicamente, provvederà a rimuovere dalla spiaggia rifiuti ingombranti, arbusti, sterpaglie e rami secchi depositati dalle mareggiate. L’obiettivo è quello di ripulire e ridare decoro alla spiaggia in modo da renderla pienamente fruibile, in sicurezza, ai primi vacanzieri che, restrizioni covid permettendo, solitamente si riversano sulla costa.

Le attività, compatibilmente con il quantitativo di rifiuti che sarà rinvenuto e con i tempi tecnici necessari, si protrarranno per circa due settimane.

«È il sesto anno consecutivo – afferma il dott. Simone Turco, Responsabile dei Servizi di Igiene Urbana Ecoross – che ci pregiamo di effettuare questo servizio di notevole importanza per la città di Scalea, vista la sua elevata vocazione turistica. Si tratta, infatti, di un’attività cruciale per questo territorio, considerata anche la particolare attenzione posta in essere dall’Amministrazione Comunale, dagli Uffici tecnici e dalle Autorità tutte. Come azienda portiamo avanti con alto senso di responsabilità tale attività capitolare, che per noi rappresenta una sfida impegnativa ma anche un motivo di soddisfazione per i risultati che riusciamo a raggiungere. La spiaggia sarà quindi pronta e idonea e noi auspichiamo che possa presto tornare ad accogliere i numerosi e affezionati turisti che ogni anno continuano a prediligere Scalea. La stessa attività – conclude il dott. Turco – sarà ulteriormente perfezionata con il servizio ad hoc di pulizia spiaggia manuale e di mantenimento giornaliero durante tutto il periodo estivo, dal 15 giugno al 15 settembre, a cura di operatori appositamente formati e muniti di specifiche attrezzature».

La presenza di Ecoross sul territorio di Scalea è ormai consolidata e riconosciuta anche in varie iniziative a tutela dell’ambiente. Nel pomeriggio di ieri, sabato 20 marzo, la stessa azienda ha infatti preso parte, congiuntamente all’Amministrazione comunale, alla giornata di raccolta organizzata dall’associazione Plastic Free fornendo specifico supporto tecnico mediante l’impiego di personale, automezzi e attrezzature.

Nel corso dell’evento, inoltre, lo staff di Ecoross ha allestito un apposito info-point ed effettuato attività di informazione e sensibilizzazione distribuendo materiale informativo vario tra cui il fumetto “Le avventure di Ecoman” sulla raccolta differenziata. Erano presenti, tra gli altri, unitamente ad assessori e consiglieri comunali, il sindaco avv. Giacomo Perrotta, l’assessore all’Ambiente Davide Manco, il presidente del Consiglio Comunale dott. Gaetano Bruno, il Responsabile dei Servizi di Igiene Urbana Ecoross dott. Simone Turco.

REGGIO – Rinviata apertura parco Ecolandia causa maltempo

“Considerate le previsioni meteo avverse per tutta la giornata di oggi, e tenuto conto della lunga pioggia di ieri, che non rende agevole la visita, oggi il Parco Ecolandia NON SARA’ APERTO.
Ci scusiamo per il disagio, rinnoviamo l’appuntamento ai tanti che avevano programmato una visita a sabato e domenica prossimi”. Ad affermarlo è l’ufficio stampa di Ecolandia in una nota trasmessa sui canali social.

COSENZA – Incidente sulla SS106, auto finisce oltre il guard-rail, nessun ferito grave

Lo comunica sulla propria pagina facebook l’organizzazione di volontariato Basta Vittime Sulla Strada 106:“l’ennesimo incidente avvenuto sulla strada Statale 106 nel comune di Corigliano-Rossano (in prossimità della Località Foresta). Si tratta di un incidente autonomo che, per fortuna, sembrerebbe non aver provocato vittime o feriti gravi. Sul posto i soccorsi stradali. Massima attenzione per la presenza di materiale sul manto stradale“.

REGGIO – Grave insulto nei confronti dell’assessore Rocco Albanese

Rocco Albanese, Assessore alla manutenzione con delega ai servizi cimiteriali, ha ricevuto una pesante offesa sui social, in riferimento all’imminente realizzazione di un impianto di cremazione presso il cimitero di Gallina.

“Spero sia tu ad inaugurare il forno crematorio”, è il cinico auspicio di uno sconsiderato utente internettiano, il quale ha rispolverato le memorie di un modus operandi radicale ed estremista.

Immediata la pronuncia di solidarietà da parte della Giunta Comunale, che ha condannato il tono oltraggioso e minatorio nei confronti dell’Assessore.

CATANZARO – 57enne dà alla fiamme cassonetti dei rifiuti: denunciato

Aveva dato alle fiamme, nella notte tra il 14 e il 15 marzo, un cassonetto di rifiuti provocando la distruzione anche di altri cassonetti e l’annerimento della parete retrostante in una delle vie principali del quartiere Lido di Catanzaro. Un senza fissa dimora S.V., di 57 anni, con precedenti, è stato denunciato in stato di libertà dai carabinieri con l’accusa di danneggiamento a seguito di incendio, combustione illecita di rifiuti.Il rogo è stato spento grazie all’immediato intervento dei vigili del fuoco che hanno scongiurato una sua possibile estensione e del personale dell’Enel per la presenza nelle vicinanze dell’area interessata di una cabina elettrica.
I militari sono risaliti all’identità dell’uomo dopo avere acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza pubblica e privata dalla zona. S.V., che è stato fermato la mattina successiva sul lungomare, indossava gli stessi abiti e ha motivato la decisione di incendiare i rifiuti con la volontà di richiamare l’attenzione delle autorità preposte sulla sua condizione di soggetto disoccupato e senza fissa dimora. In ragione delle sue condizioni socio economiche il cinquantasettenne è stato affidato ai Servizi Sociali del Comune di Catanzaro.

(ANSA).

REGGIO – Ieri l’udienza del processo Miramare

Ieri si è tenuta l’udienza che vede imputato il primo cittadino di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà. Quest’ultimo e alcuni membri della sua giunta dovranno rispondere delle accuse di abuso d’ufficio e falsità ideologica e materiale.

La vicenda concerne l’affidamento di una parte della struttura alberghiera di proprietà del comune a Paolo Zagarella, titolare dell’associazione “il sottoscala” e amico del Sindaco.

REGGIO – MITI Unione del Sud: “Costretti a riprendere le attività di protesta con maggiore intensità”

 

In seguito alla mancata risposta dell’Amministrazione comunale riguardo l’invito del Prefetto di Reggio Calabria sulla costituzione di un tavolo periodico, tra rappresentanti istituzionali e comitati di quartiere, per superare le periodiche emergenze che impediscono fin oggi lo sviluppo del territorio, siamo stati costretti ad inoltrare un’istanza ufficiale di intervento con poteri sostitutivi alle Autorità governative, visto la reiterata inosservanza delle norme democratiche e dei doveri istituzionali, ai sensi degli artt. 117, comma 2 lett. m) e 120, comma 2 della Costituzione.

Ciò che infatti sta venendo meno è l’erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, con conseguente minaccia, in più settori e zone del territorio, all’incolumità ed alla sicurezza pubblica.

Lo abbiamo dimostrato attraverso documenti che certificano la mancata risposta dell’Amministrazione comunale alle richieste di intervento riguardo la manutenzione ordinaria su strade, illuminazione, aree e opere pubbliche, per non parlare della potabilità dell’acqua, che attraverso testimonianze e analisi di istituiti privati e pubblici, con tanto di conferma da parte degli Uffici comunali, si è rilevata la presenza di batteri nocivi alla salute, ma nonostante ciò, fin oggi, non è stato emanato alcun provvedimento pubblico per tutelare in via precauzionale le comunità interessate.

Stessa noncuranza per la questione rifiuti, che continua ad essere affrontata con interventi straordinari e con costi aggiuntivi, senza il coinvolgimento dei cittadini e dei comitati di quartiere, assumendo decisioni in modo unilaterale e operando per tentativi. 

A tal riguardo, rendiamo ulteriormente noto che nel 2016 fu presentato e discusso in commissione consiliare un piano di gestione integrata in grado di abbattere la periodica emergenza ambientale e la pressione tributaria, così come nel 2019 e nel 2020 abbiamo inoltrato due solleciti per concludere il procedimento di valutazione e delibera sul piano in questione ma ad oggi ancora si attende il rispetto dei doveri istituzionali. 

Sia chiaro che il nostro obiettivo è collaborare per l’elaborazione e l’attuazione di tutte quelle attività utili a superare definitivamente le criticità presenti sul territorio ma chiediamo che la nostra partecipazione ai tavoli istituzionali debba avvenire per diritto di legge e per riconoscimento in un Regolamento amministrativo, non certo come cortesia o come scambio di interessi politici o di altra natura.

Ad oggi costatiamo invece che vi è un’Amministrazione comunale concentrata più nel propagandare attività sui media o nel riservare il dialogo in modo discrezionale o alle persone più congeniali, invece che garantire la partecipazione indiscriminata di tutti i cittadini ai procedimenti amministrativi, con il risultato purtroppo che si disegna una città sugli organi di stampa che non trova corrispondenza nella realtà.

Il benessere collettivo, infatti, non si misura nei caratteri cubitali degli annunci sui quotidiani riguardo magari i tagli di nastro, l’avvento di opere o fondi pubblici, quanto piuttosto verificando periodicamente lo stato del territorio, i livelli dei servizi, quelli occupazionali, l’economia e il funzionamento delle infrastrutture.

L’attività della pubblica amministrazione va valutata a consuntivo e per obiettivi raggiunti, non continuando a fare riferimento agli intenti, alle promesse e alle speranze!

Pertanto oggi abbiamo inviato l’istanza sopraindicata chiedendo un intervento risoluto delle Autorità governative, visto che neanche l’invito del Prefetto di Reggio Calabria  ha trovato considerazione da parte di questa Amministrazione.

Chiediamo quindi il ripristino della democrazia sul Comune di Reggio Calabria e soprattutto rivendichiamo il diritto di vivere in una città dignitosa!  

In ragione di ciò, come conferito durante l’incontro con il Prefetto durante la manifestazione del 20 febbraio scorso, ci vediamo costretti a riprendere le attività di protesta con maggiore intensità, in attesa che vengano rispettate le norme e i doveri istituzionali.

 

Per il M.I.T.I. Unione del Sud, Fabio Putortì

Per il Comitato di quartiere di Viale Calabria-Via Palmi, Giovanni Posillipo

Per il Comitato di quartiere di Rioni Ferrovieri-Pescatori, Fiorella Iacona  

Per il Comitato di quartiere di Santa Caterina- San Brunello, Francesco Nicolò

Per il Comitato di quartiere di Vito,  Luciana Bruzzese

Per il Comitato di quartiere di Pietrastorta,  Domenico Praticò

Per il Comitato di quartiere di Tremulini, Giuseppina Antonella Vigna  

Per il Comitato di quartiere di Croce Valanidi, Maria Elisa Caccamo

Per il Comitato di quartiere di Mortara – San Leo, Bruno Megale 

REGGIO – Diritto alla casa, la protesta in piazza

“Le associazioni ed i movimenti riuniti nell’ Osservatorio sul disagio abitativo con un gruppo di famiglie e l’associazione Ancadic sono ritornate a  protestare in piazza perché l’Amministrazione Falcomatà continua a non garantire il diritto alla casa come nella passata consiliatura.

L’aver nominato un assessore per questo settore, fino ad oggi,  non ha cambiato nulla.

 Dopo 5 mesi dall’ insediamento della nuova Amministrazione Falcomatà il settore comunale, che dovrebbe  garantire il diritto alla casa alle famiglie a reddito basso, è sempre più sprovvisto del   personale necessario ed è fermo su ogni pratica .

Dal 2019 non si sa nulla del finanziamento degli 11 milioni di euro del Decreto Reggio destinato all’acquisto di nuovi alloggi da assegnare agli aventi diritto. Da novembre 2019  il Comune attenderebbe dal Ministero  delle Infrastrutture e Trasporti il definitivo assenso per l’utilizzo del finanziamento. Ma non sembra che l’Amministrazione Falcomatà abbia mai sollecitato  adeguatamente la risposta

Da anni il Comune non applica in modo completo le verifiche sul mantenimento dei requisiti degli assegnatari previste dalla normativa regionale per garantire la legalità del settore ed applicare il turn-over che consente  di ottenere degli  alloggi da riassegnare. Questa mancanza del Comune  ha permesso che una parte del patrimonio degli alloggi popolari sia utilizzato sistematicamente per il profitto personale di tanti soggetti e non per garantire il diritto alla casa .

Il Comune non agendo sulle azioni che gli garantirebbero di ottenere il controllo legale e gli alloggi da assegnare non effettua assegnazioni .

Qualche centinaio di famiglie,  che ha vinto il bando 2005  secondo la graduatoria pubblica nel  gennaio 2012,   da nove anni attende inutilmente  l’assegnazione di un alloggio da parte del Comune.

Negli ultimi 6 anni solo le prime sette  famiglie della graduatoria hanno avuto assegnato un alloggio.

Per le emergenze abitative ( sfratti, violenze domestiche, crollo di alloggi) dopo l’approvazione del regolamento comunale nel gennaio 2018 trecentoundici (311)   famiglie hanno fatto richiesta di un alloggio . Ma  dopo quasi tre anni di queste domande solo 28 sono state ritenute idonee con la graduatoria definitiva pubblica il 22 dicembre 2020. Le altre 283 istante , tra le quali ci sono quelle di famiglie sfrattate e donne che hanno subito violenza domestica, sono state scartate. Dopo tre mesi dalla pubblicazione della  graduatoria e qualche anno dalla presentazione delle domande nemmeno le 28 famiglie vincitrici hanno ancora  avuto assegnato  un alloggio.

E’ chiaro che il regolamento comunale è del tutto  inadeguato per gestire le emergenze abitative . Il Comune dovrebbe modificarlo ed intanto dovrebbe applicare  la norma regionale.

Per lo sfratto della famiglia Battaglia che verrà eseguito il 22 marzo prossimo  l’Amministrazione Falcomatà ha deciso di non garantire l’assegnazione di un alloggio  in considerazione della procedura  del regolamento comunale, ma l’art. 31 della legge regionale 32/1996  lo consentirebbe.

Sempre sul tema dell’emergenza abitativa per  il progetto comunale  dell’ex Polveriera  interrotto nel 2018, il Comune continua a non riavviare il programma lasciando nel ghetto  in condizioni abitative terribili  16 famiglie.

Il diritto  alla casa non è  negato solo a chi chiede l’assegnazione di un alloggio  ma pure a chi l’ha già avuta. Difatti , per il diritto al cambio alloggio il Comune di Reggio Calabria e l’Aterp Calabria da 24 anni non applicano la normativa regionale del 1996. Solo dopo la diffida presentata dagli enti dell’Osservatorio sul disagio abitativo  nel luglio 2020 il Comune di Reggio Calabria e l’Aterp Calabria hanno applicato  una parte della normativa costituendo a settembre 2020  la Commissione mobilità.  Ma dopo 6 mesi i due enti continuano a non completare l’applicazione della norma con l’approvazione del piano mobilità . Anche questa è una grave violazione del diritto all’alloggio, soprattutto per i casi in cui le condizioni alloggiative mettono in pericolo la salute .

Anche la manutenzione straordinaria degli alloggi comunali non viene garantita  dal Comune ormai da anni.  Difatti negli ultimi 6 anni il Comune ha accantonato su un conto le entrate dai canoni e dalle vendite degli alloggi comunali che avrebbe dovuto , invece,  utilizzare per la manutenzione. Anche l’Aterp Calabria non garantisce per i suoi alloggi la necessaria manutenzione straordinaria.

Per questo molte famiglie assegnatarie sono costrette ad abitare in gravi condizioni antigieniche. Coerentemente con questa negazione della politica degli alloggi l’Amministrazione comunale, in questi giorni, pur avendo la possibilità di chiedere con il  Programma nazionale per la qualità dell’abitare  fino a 15 milioni di euro per acquistare alloggi da assegnare alle  famiglie  non l’ha fatto. Ha preferito presentare tre  proposte che  molto marginalmente riguardano il diritto alla casa.

Ma mentre l’Amministrazone continua a non attuale la politica degli alloggi popolari  nei prossimi mesi con lo sblocco degli sfratti molte famiglie reggine si potrebbero trovare sulla strada.  A parlare con gli enti e le famiglie in Piazza è venuto l’assessore Albanese il quale ha risposto a qualche  quesito . Ha  dichiarato che le verifiche sugli alloggi sono già partite, che entro 10 giorni il Comune comincerà ad assegnare gli alloggi per il bando 2005 e per l’emergenza abitativa secondo le due graduatorie e che presto il Ministero Infrastrutture e Trasporti firmerà l’autorizzazione per i finanziamento di 11 milioni.

Per quanto riguarda lo sfratto della famiglia Battaglia l’assessore Albanese ha sostenuto che vista la graduatoria delle emergenze abitativa già approvata si dovrà procedere con una misura di aiuto dei servizi sociali.

Il prossimo appuntamento è tra 10 giorni.”

Osservatorio sul disagio abitativo

Un Mondo Di Mondi

CSOA  Angelina  Cartella

Reggio Non Tace

Ancadic

Società dei Territorialisti/e Onlus

Collettiva AutonoMia