Scilla scongiura dissesto, parola d’ordine: cautela

La felice notizia è di ieri, 29 maggio. Lo spettro del dissesto finanziario è stato scacciato dall’approvazione del piano di riequilibrio da parte della Corte dei Conti. L’ente, dopo aver valutato la situazione scillese, ha promosso l’iniziativa dell’amministrazione locale con un documento esposto orgogliosamente da Francesco Catalano, presidente del Consiglio Comunale di Scilla. 

Si tratta di un passo avanti, oltre che per la parte politica, anche per la collettività, almeno per quanto concerne la continuità amministrativa, spada di Damocle più volte assaporata negli ultimi anni. Da queste basi – spiega Catalano – ci si dovrà muovere con la giusta abilità sul filo tra impellenti necessità di miglioramento dei basilari servizi e cautela, per non sforare i bilanci. 

Sulla sponda della cittadinanza, si attendono conferme soprattutto sul primo parametro; non si cancellano infatti gli atavici impedimenti alla primaria risorsa locale, il turismo che, nonostante l’eco mondiale delle peculiarità paesaggistiche e storiche del luogo, e l’assist di Ryanair, faticano ad incontrare una risposta imprenditoriale opportuna, anche, se non soprattutto a causa dei soliti agenti noti: mancanza di acqua, infrastrutture carenti, prime tra una lunga schiera, l’assenza di un parcheggio adeguato.

Punti sui quali l’amministratore sembra cautamente ottimista, iniziando da alcune progressioni come la rimessa in funzione dell’essenziale (quanto singhiozzante) ascensore dal lungomare scillese al paese alto di piazza san Rocco, mentre per l’emergenza idrica, rivela un dialogo con l’azienda competente (Sorical) per la messa in funzione di un altro pozzo. In merito alla circolazione, si evidenziano i lavori per le strade del porto, dapprima temporaneamente chiuse, i cui lavori della ditta sono partiti e implementazione di stalli a pagamento presso la via marina. Infine, la distribuzione dei mastelli presso frazioni finora sprovviste, finalizzata al corretto funzionamento della raccolta differenziata.

Articolo di: C.M., D.C.

REGGIO – Tutti i numeri delle elezioni comunali

 

I dati definitivi emersi dalle urne delineano in modo chiaro i contorni di una vittoria netta, che ridisegna gli equilibri politici della città con una larghissima convergenza sul deputato e coordinatore regionale di Forza Italia.

I Dati dell’Affluenza e lo Scrutinio

Su un corpo elettorale complessivo di 142.500 elettori, si sono recati alle urne 92.958 cittadini, registrando un’affluenza finale del 65,23%.

Il lavoro dei seggi ha registrato una sostanziale regolarità nelle operazioni di voto, con il quadro finale delle schede così ripartito:

  • Schede nulle: 2.167
  • Schede bianche: 621
  • Schede contestate: 21

Il Risultato dei candidati a Sindaco

La sfida per la carica di primo cittadino si è risolta senza il ricorso al turno di ballottaggio. Francesco Cannizzaro ha superato ampiamente la soglia della maggioranza assoluta, blindando la vittoria con oltre il 65% dei consensi. I voti e le percentuali dei candidati alla carica di Sindaco:

  • CANNIZZARO FRANCESCO – 59.214 voti (65,68%) – Eletto Sindaco
  • BATTAGLIA DOMENICO DONATO – 22.302 voti (24,74%) – Eletto in Consiglio (1 seggio di diritto come secondo arrivato)
  • LAMBERTI CASTRONUOVO EDUARDO – 4.600 voti (5,10%)
  • PAZZANO SAVERIO – 4.033 voti (4,47%)

La Composizione del Nuovo Consiglio Comunale

La ripartizione dei 32 scranni all’interno del salone dei lampadari di Palazzo San Giorgio è definita dalle performance delle singole liste.

Ecco la mappa dei consiglieri eletti e i ballottaggi interni per gli ultimi seggi rimasti in bilico:

 

La Maggioranza di Centrodestra

Forza Italia: Entrano in consiglio Federico Milia, Tonino Maiolino, Giuseppe Eraclini e Paolo Paviglianiti. Resta aperto un testa a testa all’ultimo voto per l’assegnazione del quinto seggio tra Rocco Lascala e Nino Zimbalatti.

  • Cannizzaro Sindaco (Lista Civica): Spinta eccezionale per la lista del neosindaco, che elegge Paolo Bilardi, Nicola Zera Falduto, Fabio Colella, Manuela Iatì e Stefano Vilasi.
  • Fratelli d’Italia: Poker blindato per il partito di Giorgia Meloni, che schiera Demetrio Marino, Serena Mangano, Giuseppe Bilardi e Daniela De Blasio.
  • Reggio Futura: La lista legata al mondo Scopelliti conquista tre seggi, trainata dalle preferenze di Luisa Curatola, Marco Parisi e Filomena Iatì.
  • Lega: Due seggi sicuri per il Carroccio, che porta a Palazzo San Giorgio Nino Caridi e Peppe De Biasi.
  • Alternativa Popolare: Ottima performance per la lista guidata da Massimo Ripepi, che entra in consiglio insieme a Emiliano Imbalzano.
  • Noi Moderati: Seggio conquistato da Mario Cardia, primo per distacco nella sua lista.
  • Insieme si può: Entra in Consiglio Comunale Miriam Pitasi.
  • Azione: Il partito di Calenda si attesta nella coalizione di governo eleggendo Gianluca Califano.

 L’Opposizione di Centrosinistra

Partito Democratico: La delegazione dem sarà guidata dai tre candidati più votati della lista, ovvero Nino Malara, Carmelo Versace e Giuseppe Marino.

La Svolta: Netta affermazione per Carmelo Romeo, che conquista lo scranno consiliare.

Alleanza Verdi e Sinistra (AVS): Eletto il rappresentante della sinistra cittadina, Demetrio Delfino.

Reset: Il seggio scatta a favore di Francesco Catalano.

Casa Riformista: Situazione ancora congelata. Si attende il riconteggio ufficiale per
l’assegnazione finale del seggio, conteso in una sfida all’ultimo voto tra Pino Cuzzocrea e Filippo Quartuccio.

Il quadro generale premia la realpolitik rispetto ai clamori da social network, ideologismi che puzzano di muffa ed auto-esaltazioni che si riducono, infine, alla propria cerchia. La vittoria strabordante del centrodestra è come un ritorno della chiesa al centro del villaggio, dopo un’esperienza all’insegna di una politica mai davvero metabolizzata dalla popolazione.

NDRANGHETA E POLITICA, TRA GLI INDAGATI SINDACO REGGIO, RICHIESTA MISURE PER DUE CONSIGLIERI

All’indomani delle elezioni europee (che ne escono incolumi) un’altra bufera scompiglia le file della politica reggina e calabrese. Le misure cautelari, 14 hanno riguardato rapporti di un consigliere comunale del PD e di un consigliere regionale di FDI che si sarebbero avvalsi dell’aiuto della cosca Araniti in distinte tornate elettorali. Indagato per gli stessi reati il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, nei confronti del quale non è stata richiesta però la misura cautelare. Di seguito il comunicato della Procura ed i nomi. 

11 Giugno 2024 – Il ROS – con il supporto in fase esecutiva del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria e dello Squadrone Carabinieri Eliportato “Cacciatori” Calabria – ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Reggio Calabria emessa su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo diretta dal Dr. Giovanni Bombardieri, nei confronti di 14 persone (di cui 7 in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 3 con obbligo di presentazione alla p.g) indiziati, a vario titolo – allo stato del procedimento ancora in fase di indagini preliminari e fatte salve diverse valutazioni nelle fasi successive – di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, reati elettorali, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.

Le indagini, condotte dal ROS sotto la direzione della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, si sono concentrate sulla cosca “Araniti”, egemone nel territorio di Sambatello (RC), ed avrebbero consentito di delinearne gli assetti, le attività estorsive in danno di appalti pubblici, l’ingerenza nella conduzione della discarica di “Sambatello” attraverso l’imposizione, alle ditte di volta in volta impegnate nella gestione dell’impianto, del personale da assumere e le relazioni con le omologhe consorterie criminali attive nei territori confinanti di Diminniti e Calanna. È stato inoltre documentato lo stringente controllo esercitato sul territorio che ha portato finanche alla limitazione dell’attività venatoria nell’area agreste della frazione.
Le investigazioni, avviate nel 2019, avrebbero inoltre permesso di acquisire elementi sintomatici del condizionamento delle elezioni – presso alcuni seggi elettorali – per il rinnovo del Consiglio Regionale della Calabria (nel 2020 e nel 2021) e del Consiglio Comunale di Reggio Calabria (nel 2020).
In particolare, uno degli indagati raggiunto da provvedimento restrittivo, legato da vincoli di parentela ad esponente apicale della cosca ARANITI, con il fine di sostenere i candidati di interesse avrebbe alterato – con la complicità di scrutatori compiacenti – le operazioni di voto, procurandosi le schede elettorali di cittadini impossibilitati a votare ed esprimendo, in luogo di questi ultimi, la preferenza in favore dei candidati sostenuti. Il citato indagato, dopo i positivi esiti elettorali, avrebbe ottenuto dai politici eletti nomine nell’ambito di enti pubblici o come professionista esterno.
L’Ufficio di Procura, con riferimento agli episodi di ipotizzato condizionamento delle competizioni elettorali, ha avanzato richiesta di applicazione di misura cautelare per il delitto di scambio elettorale politico – mafioso, oltre che su soggetti legati alle articolazioni mafiose operanti nell’ambito cittadino, anche a carico del Consigliere della Regione Calabria Giuseppe Neri e del Consigliere del Comune di Reggio Calabria Giuseppe Francesco Sera.

Il GIP del Tribunale di Reggio Calabria ha rigettato la richiesta cautelare ed avverso questo provvedimento l’Ufficio di Procura proporrà appello.
Nel procedimento penale risulta indagato, sempre per il reato ex art. 416 ter c.p., anche il Sindaco di Reggio Calabria, nei confronti del quale, tuttavia, non era stata avanzata richiesta cautelare non avendo ritenuto compiutamente integrati per lo stesso tutti i presupposti legittimanti.
Si precisa che il procedimento è in fase di indagine e gli indagati, attinti da misura cautelare e destinatari di informazioni di garanzia, sono da considerarsi non colpevoli fino a sentenza di condanna divenuta irrevocabile e che la loro responsabilità verrà vagliata dal giudice competente.

Reggio Calabria 11 giugno 2024

REGGIO – Accoltellamento in aula, aggredito anche professore

REGGIO – Il delirio non ha fine nella martoriata città di Reggio Calabria, dove la riserva di rabbia ed inciviltà pare non avere fondo.

Secondo quanto raccolto finora ed ancora da verificare, questa mattina sarebbe scoppiata una lite tra due alunni del liceo scientifico Leonardo da Vinci di Reggio Calabria. Si tratterebbe di ragazzi di circa quindici anni. Al termine della lite, pare durante le lezioni, uno dei due avrebbe estratto un coltello ferendo ripetutamente il compagno alla schiena ed al torace. Sul luogo, prima dei carabinieri, sarebbero intervenuti i genitori del ragazzo ferito. Gli stessi avrebbero colpito l’accoltellatore ma anche il professore presente in aula prima di trasportare al pronto soccorso il loro ragazzo.

Impossibile trarre conclusioni specifiche ma certamente il dato generale è preoccupante.

Se da un lato pare contenuta la violenza tra cosche malavitose, dall’altro emerge in città un aggressività disordinata; una criminalità giovanile e minorile, strisciante ma altrettanto pericolosa, ancor più raccapricciante perché priva di moventi reali, dove non è difficile individuare, tra le principali cause scatenati, il degrado  dell’istituzione educativa famigliare.

REGGIO – INCONTRO CON I SINDACI DEI COMUNI DELL’ASSOCIAZIONE  “AREA DELLO STRETTO”

 

Il Prefetto Clara Vaccaro ha incontrato, presso il Comune di Cardeto, accolta dal Sindaco Daniela Arfuso e dal Sindaco di Laganadi, Michele Spadaro, Presidente dell’Associazione di Comuni “Area dello Stretto”, i Sindaci e Commissari di Calanna, Campo Calabro, Cardeto, Fiumara, Laganadi, Motta San Giovanni, San Roberto, Sant’Alessio in Aspromonte, Santo Stefano in Aspromonte, Scilla, Villa San Giovanni.

Durante la riunione, rientrante nell’ambito degli incontri programmati in provincia con le Istituzioni e le realtà locali, i Sindaci hanno rappresentato le principali problematiche che interessano il territorio, caratterizzato da enormi potenzialità e da criticità risalenti ancora irrisolte.

Sono state evidenziate, in particolare, le carenze della rete infrastrutturale di collegamento, il dissesto idrogeologico, la prevenzione incendi, i disservizi della rete idrica, le difficoltà nel contrasto all’abbandono di rifiuti, la limitata presenza di presidi sanitari di prossimità, il ritardo nello sviluppo delle aree industriali, le carenze di personale nelle Amministrazioni locali.

Al riguardo, il Prefetto ha assicurato che si attiverà per il superamento delle diverse criticità, coinvolgendo i soggetti istituzionali competenti e favorendo il dialogo tra i rappresentanti degli Enti interessati.

Nella mattinata, inoltre, il Prefetto si è recato presso l’I.I.S. “Nostro-Repaci” di Villa San Giovanni, dove è stato ricevuto dal Sindaco, Giuseppina Caminiti, e dal Dirigente Scolastico, Maristella Spezzano. 

Nell’occasione, vi è stato un confronto con gli studenti su tematiche di stretta attualità e sulle prospettive di sviluppo e crescita del territorio, nel quale sono stati evidenziati il ruolo delle nuove generazioni come motore del cambiamento e l’imprescindibile necessità di far sentire la loro voce, manifestando idee, aspirazioni, bisogni e necessità.

A seguire, poi, il Prefetto, accompagnato dal Sindaco di Campo Calabro, Rocco Repaci, ha visitato l’azienda Policom, sita nella zona industriale, realtà imprenditoriale presente con prodotti di eccellenza in oltre 30 Paesi nel mondo.

Reggio Calabria, 6 marzo 2024

 

 

REGGIO – Allerta gialla per il 5 marzo

 

L’allerta gialla diffusa dalla Protezione civile di Calabria per il 5 marzo, riguarda soprattutto il versante ovest del reggino:

Criticità meteo marino – costiera:
Si prevedono venti forti a burrasca, con raffiche di burrasca forte dai quadranti occidentali. Possibili mareggiate lungo le coste esposte

LOCRI – Maxi sequestro: scoperti chili di droga e un arsenale di armi

 

L’arsenale e la droga erano occultati in parte all’interno di un’intercapedine creata ad hoc nel sottotetto di un’abitazione.

Un vero e proprio arsenale composto da armi e munizioni da guerra e comuni da sparo, un ingente quantitativo di marijuana, cocaina, eroina e hashish. Questo il bilancio di un imponente operazione coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri e condotta a Natile di Careri dai Carabinieri della Compagnia di Locri e dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, che ha portato all’arresto di un 77enne del posto.

Nel corso di un più ampio servizio teso al contrasto dei furti di energia elettrica, svolto unitamente a tecnici verificatori, dal quale sono scaturite anche due denunce a piede libero per furto aggravato, i militari, avendo percepito un forte odore di marijuana provenire da una delle abitazioni oggetto di controllo, hanno deciso nell’immediatezza di approfondire la verifica, effettuando una perquisizione domiciliare. 

Sconcertante quello che i militari hanno trovato una volta entrati in casa: una delle stanze era completamente sigillata e utilizzata come serra indoor per la coltivazione di canapa indiana; decine di confezioni contenenti complessivamente oltre 12 kg di marijuana già essiccata e pronti alla vendita; 4,5 kg di cocaina pura suddivisa in diversi involucri; 2 panetti di eroina da 500gr ciascuno e quasi mezzo chilo di hashish.

Oltre all’ingente quantitativo di stupefacente, in parte all’interno di un deposito e in parte occultato in un’intercapedine, creata ad hoc nel sottotetto in cartongesso, è stato rinvenuto l’arsenale costituito da:

  • 10 pistole;
  • una carabina di precisione con ottica Swarovski;
  • 4 mitragliatrici, di cui due israeliane marca Uzi; 
  • 4 fucili semiautomatici;
  • un AK-47 smontato;
  • 3 silenziatori;
  • 45 caricatori per varie armi:
  • più di 6300 munizioni di vario calibro.

Tra le armi rinvenute, quasi tutte con matricola abrasa, ne sono emerse alcune oggetto di furti, commessi nelle provincie di Alessandria, Firenze, Pisa e Pavia tra il 2009 e il 2011, per le quali sono in già in corso accertamenti tesi a verificare eventuali collegamenti con altri eventi delittuosi. Lo stupefacente e le armi sono stati sequestrati e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per i successivi approfondimenti tecnico-balistici.

Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vale il principio di non colpevolezza sino alla sentenza definitiva.

 

CALABRIA – Allerta gialla per lunedì 4 marzo

La Protezione Civile della Regione Calabria ha diramato il seguente comunicato di allerta gialla per lunedì 4 marzo:

Criticità meteo marino – costiera:
Si prevedono venti da forti a burrasca, con raffiche di burrasca forte dai quadranti occidentali. Possibili mareggiate lungo le coste esposte.

REGGIO – Smantellata organizzazione dedita al traffico illecito e incendio rifiuti.

Riscontrati numerosi roghi tossici in città. Danno per l’integrità dell’ambiente e pericolo per la salute pubblica.

 

Dalle prime ore del mattino, nella città di Reggio Calabria, i Carabinieri della locale Compagnia stanno eseguendo un’ordinanza di misura cautelare personale nei confronti di associazione finalizzata traffico illecito di rifiuti ed incendio degli stessi. Sono due gli uomini, di età compresa tra i 20 e i 35 anni, destinatari di misura cautelare agli arresti domiciliari ed altri cinque indagati, tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, di far parte di un’organizzazione criminale dedita al costante e abusivo sversamento di rifiuti nelle aree adiacenti all’unico mercato ortofrutticolo di Reggio Calabria e successivo smaltimento mediante incendi.

L’operazione rappresenta l’epilogo di un’articolata attività di indagine iniziata nel mese di marzo e conclusa a giungo 2023, condotta dalla Sezione Operativa e dalla Stazione di Gallina della Compagnia di Reggio Calabria e coordinata dalla locale Procura della Repubblica di Reggio Calabria – diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri – che ha permesso di interrompere una serie di reati, tra i più pericolosi per l’ambiente, l’incolumità e la salute pubblica.

L’attenzione su questa problematica trae origine dalle numerose segnalazioni di cittadini residenti nella zona sud di Reggio Calabria, stanchi della presenza di rifiuti nei pressi delle loro abitazioni e dei roghi tossici generati dall’incendio degli stessi.

Gli accertamenti dei militari sono iniziati con un servizio di monitoraggio dell’area esterna del mercato ortofrutticolo di Mortara-San Gregorio, finalizzato all’identificazione dei responsabili dello sversamento incontrollato di rifiuti sia nell’area interessata dalle attività commerciali, che in quella immediatamente circostante.

In particolare, dalla complessa ed approfondita attività di indagine svolta dai Carabinieri, è emersa l’esistenza di un vero e proprio sodalizio criminale dedito alla commissione di delitti in materia ambientale

Le indagini, di natura tradizionale e tecnica, consentivano di verificare come il titolare di un’impresa di imballaggi, incurante del rispetto di qualsiasi normativa in materia ambientale, servendosi degli automezzi riconducibili alla propria ditta e della collaborazione degli altri indagati che, tutti in nero e non regolarmente dipendenti dell’azienda raccoglieva, trasportava e depositava in maniera incontrollata nelle aree adiacenti al predetto mercato ingenti quantitativi di rifiuti speciali derivanti dalle attività commerciali interne e rifiuti urbani – anche prelevati da altri esercizi pubblici del territorio reggino – per poi reiteratamente e settimanalmente smaltirli dandovi fuoco.

Nella circostanza, si appurava uno stabile e continuativo modello di organizzazione dei mezzi e delle risorse personali assunte in nero dall’impresa, volto alla realizzazione di numerose discariche non autorizzate lungo il perimetro di circa un kilometro dell’area mercatale.                                                                                           In particolare, si acclarava che il titolare dell’impresa aveva assunto un vero e proprio ruolo di organizzatore all’interno del suddetto gruppo criminale. Il predetto, infatti, poneva a disposizione degli associati gli automezzi – utilizzati nelle prime ore del mattino o nelle giornate di chiusura del mercato – per i citati scopi criminali. 

I plurimi sversamenti e gli incendi di rifiuti effettuati in tale area, hanno compromesso l’incolumità pubblica delle persone residenti in prossimità del mercato ortofrutticolo, in quanto le fiamme sprigionate assumevano, spesso, caratteri di vastità, rapida propagazione e difficoltà di spegnimento da parte dei Vigili del Fuoco, anche a causa della ingente presenza di vegetazione incolta circostante.

Inoltre veniva riscontrato il danno per l’integrità dell’ambiente ed il rischio per la salute pubblica a causa dei roghi tossici generati, i cui fumi di colore nero coinvolgevano i nuclei familiari del limitrofo centro abitato.

Nell’ambito della medesima attività investigativa è stato operato il sequestro preventivo dell’intero patrimonio della suddetta impresa, comprensivo di conti correnti, automezzi, mezzi d’opera e di un box occupato abusivamente all’interno del mercato ortofrutticolo.

Questa attività d’indagine racchiude la sensibilità dell’Arma reggina in materia di tutela della salute pubblica e dell’ambiente. 

Prendersi cura di queste problematiche e vigilarvi sull’inquinamento ambientale è la sfida odierna dell’Arma dei Carabinieri, a salvaguardia della popolazione locale con un’attenzione particolare alla salubrità dei centri cittadini.

Trattandosi di provvedimento in fase di indagini preliminari, rimangono salve le successive determinazioni in fase dibattimentale.

 

 

Operazione “Perseverant”: la droga nella Piana di Gioia Tauro (RC) viaggia online

18 indagati colpiti da misure cautelari.

Questo è il risultato dell’indagine “Perseverant”, coordinata dal Procuratore Emanuele Crescenti e dal Sostituto Procuratore Davide Lucisano della Procura di Palmi e condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, avente ad oggetto un articolato giro di spaccio di sostanze stupefacenti, risultato fortemente radicato all’interno del contesto territoriale dei Comuni di Taurianova e Rosarno.

A dare avvio alle investigazioni dei militari dell’Arma era stata la denuncia sporta dal padre di una giovane assuntrice di sostanze stupefacenti che, vista la brutta china che stava prendendo la figlia, aveva deciso di deporre l’orgoglio di genitore e confidare la dipendenza della ragazza ai Carabinieri della Stazione di Taurianova.

Gli approfondimenti successivi fatti dagli investigatori, avviati nel marzo del 2020 e conclusi anni dopo, accertavano i timori dell’uomo, riscontrando l’esistenza di un florido mercato della droga leggera e pesante, con base a Taurianova e ramificazioni a Rosarno, Platì e Gerocarne, dove avevano base i fornitori del narcotico.

L’attività illecita non veniva interrotta neanche durante la pandemia Covid, le cui restrizioni venivano ampiamente aggirate dagli indagati che, per ridurre il rischio dei controlli, avevano messo da parte le autovetture ed avevano iniziato a consegnare lo stupefacente in bicicletta, direttamente presso le abitazioni degli acquirenti.

Per mantenere i contatti con questi ultimi, visto il divieto di assembramento, tutte le comunicazioni venivano effettuate online, con canali Telegram, o di altre applicazioni di messaggistica, dedicati proprio ad accordare la domanda e l’offerta di narcotico. Numerosissime le cessioni riscontrate, per un giro di affari che gli investigatori hanno stimato superiore ad un milione di Euro.

Sulla base degli elementi di prova così raccolti, secondo l’ipotesi d’accusa sposata dal GIP di Palmi che ha firmato l’ordinanza cautelare, si ritiene che gli indagati, grazie a fonti di approvvigionamento sul territorio nazionale e all’estero, siano coinvolti almeno una cinquantina di eventi delittuosi.

A incidere sulle valutazioni effettuate dal Gip di Palmi in merito alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza a carico degli arrestati è stato il valore probatorio dei numerosi recuperi di varie sostanze stupefacenti, in primis cocaina e marijuana, realizzati dagli investigatori, con arresto in flagranza di 9 degli odierni arrestati.

In particolare, il Giudice ha ritenuto di fondamentale importanza il rinvenimento di una piantagione di canapa indiana, ricavata in un bunker occultato da un capannone agricolo. Lì, tre metri sotto il terreno, gli indagati avevano meticolosamente allestito degli impianti idroponici, completi di sistemi di riscaldamento, ventilazione e illuminazione a lampade UV, destinati alla gestione di varie cultivar di canapa indiana, differenziate per il potenziale tossicomanigeno.

In assenza dell’intervento dei militari dell’Arma, lo stupefacente, lavorato in dosi, avrebbe permesso agli indagati di ricavare utili non inferiore a 200.000 Euro.
Il procedimento è attualmente pendente in fase di indagini e l’effettiva responsabilità delle persone destinatarie della misura cautelare, in uno con la fondatezza delle ipotesi d’accusa mosse a loro carico, saranno vagliate nel corso del successivo processo.

Non si escludono ulteriori sviluppi investigativi e probatori, anche in favore delle persone sottoposte ad indagini.
L’indagine, da ultimo, ha fatto luce anche sui maltrattamenti che la moglie e la figlia di uno degli arrestati hanno dovuto per anni subire in silenzio.

Rese incapaci di denunciare, costrette a vivere secluse, quotidianamente umiliate e più volte malmenate, le due donne sono state ora soccorse dai Carabinieri e sottratte a questa dolorosa e avvilente convivenza.