Alla ricerca degli Ur-fantasmi

Articolo di D.C.

Nel secolo scorso, Umberto Eco delineò l’Ur-fascismo, ovvero l’insieme di caratteri fascisti innati negli italiani. L’operazione intellettuale fu – invero – una lettura riduzionista che attribuiva retroattività all’ideologia del ventennio, da cui gli attuali sciocchi bias culturali. Culto della tradizione, rifiuto del modernismo, intolleranza verso il dissenso, ossessione per il complotto, d’altronde, non sono categorie inventate da Benito Mussolini; altresì in questa etichettatura possiamo biasimare una lettura psicanalitica improvvisata da un semiologo, viziata da pregiudizievole partigianeria.

A Pisa possiamo osservare questa eredità subculturale, dove alcuni amministratori locali hanno confuso indicazioni di operai sul muro di una scuola elementare (delle frecce e la scritta “Si FASCIA”) come esternazioni fasciste.

Non è una gag, s’intende: è favolosamente reale.

Avete presente quando desideriamo una cosa talmente tanto da poterla vedere? Avrebbero voluto, probabilmente, i democratici pisani, perché l’identificazione in relazione al nemico è l’unico spiraglio identitario rimasto nella sinistra nostrana. L’ago di una bilancia moralistica e quindi truccata. Non ci sono argomenti, non ci sono proposte né contenuti, e si pone necessaria una giustificazione della propria ragion d’essere per salvare la baracca.

Creare lo spauracchio di un male peggiore, assoluto, da contrapporre alle proprie lacune è un modo – appunto – di bilanciare la propria condizione e galleggiare nella mediocrità col benestare di una collettività disinteressata alla cosa pubblica.

Antichi commediografi avrebbero trovato terrene fertile, specialmente sul gioco della psicologia inversa, dato che i tratti dell’Ur-fascismo – troppo facilmente – ricadono sugli accusatori!

Reggio Calabria e l’Infiorata di Taurianova protagoniste a Lucca 2026 per l’assalto al Guinness World Record

Ci sarà anche Reggio Calabria al Festival delle Arti Effimere – Guinness Edition Lucca 2026, evento internazionale che si terrà nella splendida cittadina toscana con l’obiettivo di superare il Guinness World Record che oggi appartiene al Messico, realizzando un tappeto monumentale e un’infiorata artistica lunga oltre 4 chilometri, battendo appunto il precedente primato stabilito nel 2022. A rappresentare la Città Metropolitana di Reggio e l’intera Regione Calabria sarà l’ Infiorata di Taurianova, in quanto unica realtà calabrese presente alla prestigiosa manifestazione, che vedrà la partecipazione delle più importanti espressioni italiane e internazionali dell’arte effimera. “Un motivo di orgoglio, dunque, non solo per il nostro territorio in particolare, ma per tutti i calabresi”, come sottolineato dal Sindaco metropolitano di Reggio Calabria, on. Francesco Cannizzaro, che ha personalmente ringraziato la Direzione dell’Infiorata di Taurianova, la Pro Loco Taurianova nel Cuore, gli artisti e tutti i volontari che, con impegno, passione e competenza, da anni lavorano per rendere questa forma d’arte un appuntamento attrattivo e capace di valorizzare e far conoscere il patrimonio culturale di Reggio e della Calabria. La partecipazione al Festival di Lucca, infatti, non è altro che il riconoscimento di un percorso che ha consentito alla nostra Infiorata di conquistare un posto di rilievo nel panorama nazionale e, a questo punto, possiamo affermare senza timore di smentita, anche internazionale; un’occasione d’eccezione per portare ben oltre i confini regionali la creatività e le tradizioni della nostra terra, sventolando con orgoglio l’identità della Calabria e raccontandone la straordinaria ricchezza culturale.

L’appuntamento di Lucca, infatti, che si aggiunge alle altre partecipazioni di questi ultimi anni a kermesse importantissime come Noto, Firenze e Roma, è molto più di una semplice manifestazione artistica: sarà una vetrina di straordinaria rilevanza, capace di portare all’attenzione del grande pubblico e sotto i riflettori di diversi Paesi del mondo una nostra eccellenza e peculiarità, promuovendo indirettamente il territorio, generando visibilità, attrattività turistica e occasioni di scambio culturale, contribuendo a costruire una narrazione diversa della Calabria. Il nostro territorio può contare su eccellenze che meritano palcoscenici importanti: ecco perché la Città Metropolitana, guidata dal Sindaco Cannizzaro, intende sostenerle, accompagnarle e metterle in luce, affinché ogni occasione possa essere parte di una più ampia strategia di promozione e valorizzazione di tutta l’Area metropolitana.

Sabato 22 agosto, nello scenario mozzafiato delle storiche Mura di Lucca, Reggio e tutta la Calabria saranno idealmente al fianco di tutti gli artisti che ci rappresenteranno, accompagnandoli nell’impresa ambiziosa di stabilire un nuovo record mondiale, realizzando la più grande opera collettiva di arte effimera mai creata, superando il primato attualmente detenuto dal Messico.

REGGIO – Allerta gialla per rischio idrogeologico in data odierna

Il quadro meteorologico a Reggio Calabria e provincia cambia radicalmente volto. Dopo settimane di afa e temperature roventi, il livello di prevenzione per le ondate di calore è fortunatamente rientrato grazie al ritorno dell’allerta verde, scattata già da ieri per la città, inserita tra i centri campione per i rilevamenti del Ministero della Salute, a conferma di condizioni climatiche stabili e prive di rischi legati al caldo per la popolazione.

A monopolizzare l’attenzione è ora il fronte del maltempo. Già nella nottata inoltrata, i temporali hanno fatto registrare il loro ingresso sul territorio con piogge intense e fulmini, anticipando lo scenario previsto. La Protezione Civile calabrese ha infatti diramato un bollettino di allerta meteo di livello giallo per rischio idrogeologico che interessa l’intera regione, compreso l’intero territorio metropolitano reggino.

La situazione richiede attenzione e prudenza, segnando una brusca e netta transizione verso una fase di spiccata instabilità atmosferica.

Congiunzioni astrali ad Abbey Road

Articolo di D.C.

Cinquantanove anni fa, tra i corridoi degli studi di Abbey Road, il futuro del rock prendeva forma a poche stanze di distanza. Era la primavera del 1967. Mentre i Beatles completavano quel capolavoro intriso di psichedelia che è Sgt. Pepper Lonely Hearts Club Band, i Pink Floyd di Syd Barrett varcavano per la prima volta la soglia di quello stesso edificio per incidere il loro esordio, The Piper at the Gates of Dawn.

Il ventuno marzo del 1967, i Pink Floyd fecero una pausa dalle loro sessioni per intrufolarsi nello Studio 2 e osservare i Beatles al lavoro sul pezzo Lovely Rita. I membri della band di Barrett guardavano quei miti viventi con un misto di soggezione e stupore, mentre Paul McCartney seguiva con curiosità la nuova e spregiudicata scena underground londinese.

Quel ponte invisibile affondava le radici nel terreno fertile dissodato dai Fab Four. I Pink Floyd degli esordi ne ereditarono la spiccata vocazione melodica e una formidabile abilità di scrittura che, pur filtrata attraverso bizzarre visioni, sapeva dar vita a miniature pop geniali come Matilda Mother, The Gnome o Scarecrow. A completare il quadro c’erano le polifonie vocali, gli intrecci corali e una partecipazione collettiva in cui ogni musicista contribuiva attivamente alla costruzione dei brani, ricalcando lo spirito di gruppo dei Beatles.

La genialità precoce di Syd Barrett impresse poi una sterzata radicale a quell’eredità. I Beatles avevano già spalancato le porte a sonorità “oniriche”, manipolazioni e colori caleidoscopici, ma Floyd decisero di andare oltre. La sperimentazione sonora e i nastri deformati servivano a dissolvere la canzone in un flusso caotico, spaziale e perturbante. La band trasformò lo studio di registrazione in un acceleratore di particelle, inaugurando l’Acid e lo Space Rock con una libertà espressiva che guardava ben oltre la forma tradizionale.

In quell’incontro ravvicinato del 1967, la canzone melodica e le vette più innovative si sono sfiorate e compenetrarono nello stesso edificio, dimostrando che la grande musica vive di questa linfa, dove la rivoluzione nasce dalla capacità di raccogliere un testimone e lanciarlo coraggiosamente verso lo spazio profondo, verso l’infinito e oltre.

REGGIO – Tapis Roulant, da oggi orario esteso e niente pause: disposta dal Sindaco una nuova organizzazione Sperimentale

Da questa mattina, Reggio Calabria può contare su un servizio tapis roulant senza interruzioni e con orario prolungato. Per raggiungere questo duplice obiettivo, su impulso del Sindaco Francesco Cannizzaro, l’Amministrazione comunale ha disposto una nuova organizzazione della turnazione giornaliera degli operatori assegnati al servizio del sistema ettometrico, incrementando il personale ad esso dedicato, così da poterlo ottimizzare e garantire maggiore continuità nell’arco della giornata.

 

Seguendo le disposizioni precedenti, infatti, fino a ieri, l’organizzazione comunale prevedeva due turni giornalieri, dalle ore 7:30 alle 13:30 e dalle ore 14:30 alle 20:30, intervallati da una pausa di un’ora; servizio che veniva assicurato da 16 unità complessive.

Invece, a decorrere da oggi, lunedì 17 agosto, e fino al 30 settembre, il servizio sarà articolato – in via sperimentale – su tre turni giornalieri, senza pause o interruzioni:

• 1° turno: ore 8:00 – 14:00;

• 2° turno: ore 14:00 – 20:00;

• 3° turno: ore 20:00 – 02:00.

 

L’ampliamento della fascia coincide con un contestuale rafforzamento dell’organico, reso possibile attraverso il distacco di altri 5 dipendenti comunali: ciò permette di potenziare il gruppo di lavoro già esistente, consentendo così di introdurre un terzo turno e, al contempo, di eliminare la “pausa tecnica” prevista in passato, così da assicurare la piena continuità operativa del sistema ettometrico.

L’intervento rappresenta, pertanto, un adeguamento organizzativo finalizzato a rendere il servizio più funzionale e rispondente alle esigenze di mobilità della stagione in corso.

Scoperti sorprendenti oggetti ibridi tra stella e buco nero nell’universo primordiale

Articolo di D.C.

La recente identificazione di configurazioni ibride primordiali, in cui un buco nero si trova al centro di una stella supermassiccia, offre una chiave di lettura inedita per risolvere uno dei problemi più dibattuiti della cosmologia contemporanea: la rapida formazione dei buchi neri supermassicci nell’universo neonato.

Grazie ai dati raccolti dal telescopio spaziale James Webb, la comunità astronomica ha potuto analizzare una classe di oggetti noti come “puntini rossi”, risalenti a poche centinaia di milioni di anni dopo il Big Bang. Le osservazioni hanno evidenziato la presenza di galassie e strutture straordinariamente luminose e massicce.

Nei modelli astrofisici tradizionali, la crescita dei buchi neri supermassicci avviene attraverso un processo graduale di accrescimento di materia o per fusione di buchi neri più piccoli. Tuttavia, i tempi scala calcolati per l’universo primordiale risultavano incompatibili con le dimensioni massicce registrate da James Webb, poiché i buchi neri non avrebbero avuto il tempo materiale per crescere così rapidamente partendo da semi stellari convenzionali.

Dal punto di vista della fisica teorica, la spiegazione di questo fenomeno risiede nell’interazione estrema tra la pressione termica e la forza gravitazionale in un ambiente seminale.

Nelle prime fasi dell’universo, le enormi nubi di gas non contaminato da elementi pesanti, composte quasi esclusivamente da idrogeno ed elio, potevano collassare gravitazionalmente su scala gigantesca senza frammentarsi in piccoli ammassi stellari. All’interno di queste nubi colossali, il materiale centrale collassava ulteriormente dando origine a un buco nero primordiale.

Tuttavia, anziché divorare immediatamente la nube circostante e spegnersi o evolversi nei modi consueti, questo buco nero centrale stabiliva un delicato equilibrio idrodinamico con l’enorme involucro gassoso circostante. L’energia sprigionata dal materiale che cadeva a spirale nel buco nero generava una pressione di radiazione verso l’esterno così intensa da bilanciare parzialmente l’attrazione gravitazionale della stella gigante. Questo meccanismo permetteva all’oggetto di mantenere una superficie estesa e caldissima di gas, combinando la superficie e la luminosità tipiche di una stella supermassiccia con la dinamica energetica interna guidata dal buco nero, che accelerava drasticamente i tassi di crescita e di emissione dell’oggetto.

A osservare oggi questi abissi cosmici si avverte quasi il fascino perturbante di una geometria non euclidea, che evoca le intuizioni cosmologiche di Howard Phillips Lovecraft: un cosmo antico e ciclopico in cui le categorie tradizionali della materia si fondono in entità mostruose, nate nel buio primordiale prima che la luce ordinaria potesse conformarsi alle leggi della ragione umana.

La convalida di questi modelli ibridi rappresenta un passo avanti significativo nella comprensione della transizione tra le prime stelle e la formazione dei nuclei galattici attivi. Se confermate da ulteriori osservazioni spettroscopiche e modellazioni teoriche, queste strutture potrebbero colmare il divario tra la fisica stellare e la meccanica dei buchi neri, ridefinendo i canoni con cui la scienza descrive i meccanismi di evoluzione cosmica agli esordi dell’universo.

SIDERNO (RC) – Tragedia sul litorale, donna trovata morta in mare

Un corpo senza vita è stato ritrovato questa mattina lungo il litorale sud di Siderno, nelle acque antistanti la spiaggia libera.

A dare l’allarme sono stati alcuni passanti che hanno notato la sagoma a breve distanza dalla battigia. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i quali non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della donna, avvenuto presumibilmente poco prima del rinvenimento.

Le autorità competenti hanno avviato le indagini per risalire all’identità della vittima e chiarire la dinamica dei fatti. Al momento gli inquirenti mantengono aperte tutte le ipotesi, sebbene la pista principale faccia supporre un improvviso malore occorso mentre la persona si trovava in acqua.

L’epopea cristiana della Terra di Mezzo

Sebbene J.R.R. Tolkien abbia sempre respinto con fermezza le letture puramente allegoriche della sua opera, preferendo la flessibilità dell’applicabilità a una rigida corrispondenza simbolica, l’influenza della fede cristiana e della sua visione del mondo costituisce l’esoscheletro invisibile che sostiene l’intero impianto narrativo del Signore degli Anelli. Scrittore profondamente devoto, Tolkien ha intriso la Terra di Mezzo di una spiritualità diffusa che permea la struttura morale e cosmologica del racconto, trasformando il conflitto tra il bene e il male in un’epopea fantastica dove la Provvidenza agisce silenziosamente dietro le quinte, guidando i destini dei popoli senza mai imporsi con rivelazioni dogmatiche o culti palesi. All’interno di questo universo, l’intervento divino evita quasi sempre i miracoli spettacolari ed eclatanti, affidando la spinta degli eventi decisivi a concetti profondi come la grazia, la compassione e la misericordia, dinamiche splendidamente esemplificate dal faticoso viaggio di Frodo verso il Monte Fato, il quale porta sulle proprie spalle il pesante fardello dell’Unico Anello esattamente come una croce destinata al sacrificio supremo. Al suo fianco, la figura di Sam si erge a incarnazione della spalla fedele, il cireneo umile e costante che sostiene materialmente e spiritualmente il peso del cammino quando le forze vengono meno, facendosi carico del compagno e permettendo così alla missione di giungere alla meta. Questo percorso di sofferenza e redenzione si compie non grazie alla forza soverchiante delle armi o alla potenza militare, bensì grazie alla scelta ripetuta del Portatore di risparmiare la vita di Gollum, innescando una catena provvidenziale di eventi in cui la fragilità, la debolezza e l’errore umano riescono a rovesciare la tirannia apparentemente incrollabile di Sauron. A tutto ciò si unisce indissolubilmente la tematica cruciale della tentazione e della colpa, in cui l’Anello logora inesorabilmente lo spirito di chi lo indossa e richiede un drammatico sacrificio interiore, costantemente bilanciato tuttavia da quella speranza,. virtù che continua a brillare radiosa anche nei momenti di maggiore e opprimente oscurità. In questo orizzonte di salvezza si inserisce la maestosa figura di Aragorn, il Re che ritorna legittimamente per reclamare il suo trono e restaurare la giustizia, richiamando l’archetipo regale della sovranità redentrice. La Terra di Mezzo respira un’aura di sacralità ancestrale in cui la parabola esistenziale di Gandalf, la cui traiettoria narrativa culmina nella caduta contro il Balrog e nel successivo, trionfale ritorno come Gandalf il Bianco, evoca in modo trasparente e potente il passaggio della morte terrena e la certezza assoluta della resurrezione e della vittoria definitiva sulla distruzione, facendo sì che l’intera epopea si configuri come un luminoso riflesso della grazia divina e del percorso dell’uomo concepito da un autore radicalmente plasmato dalla propria fede.

MELICUCCO (RC) – 31enne meccanico muore schiacciato da un’auto mentre lavora

Un drammatico incidente sul lavoro si è verificato nella tarda serata di ieri nell’area esterna di un’officina situata nei pressi dello svincolo della Jonio-Tirreno a Melicucco. Un meccanico di 31 anni ha perso la vita mentre eseguiva riparazioni sotto una vettura, travolta dal cedimento improvviso dei supporti di sostegno.

I traumi riportati dal giovane durante il crollo del mezzo si sono rivelati devastanti. L’intervento d’urgenza del personale sanitario, sopraggiunto tempestivamente sul posto, si è purtroppo rivelato vano dinanzi alla gravità del quadro clinico.

La scomparsa improvvisa ha scosso profondamente le comunità locali. L’amministrazione comunale di Cinquefrondi, guidata dal sindaco Michele Conia, ha immediatamente revocato il calendario degli appuntamenti estivi; a Melicucco sono stati annullati i festeggiamenti in onore di San Rocco.

REGGIO – Cannizzaro fa il punto: «300 sanzionati per i rifiuti. Novità per porto e aeroporto»

Dopo 50 giorni dall’avvio di “Obiettivo Decoro” e “Piazza Pulita”, il sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro traccia un primo bilancio delle attività messe in campo dall’amministrazione e anticipa alcune delle iniziative che prenderanno forma dopo la pausa estiva.

«Con oggi sono esattamente 50 giorni da quando abbiamo iniziato ad attuare Obiettivo Decoro e Piazza Pulita. Sono 300 le persone beccate e sanzionate per conferimento illecito di rifiuti», ha annunciato il primo cittadino.

Un dato che, secondo Cannizzaro, rappresenta soltanto una parte del lavoro necessario sul fronte della pulizia e del contrasto all’abbandono indiscriminato dei rifiuti. «Siamo consapevoli che c’è moltissimo da fare. Proprio per questo tra qualche settimana presenteremo alla città il nuovo piano di raccolta e di pulizia».

Il sindaco ha poi anticipato novità anche sul fronte delle infrastrutture: «Nel frattempo, buone nuove per due infrastrutture strategiche come il porto e l’aeroporto, di cui vi daremo notizia dopo la pausa estiva».

L’amministrazione è inoltre già al lavoro sull’organizzazione delle festività mariane, mentre per la fine del mese potrebbe arrivare un nuovo appuntamento dedicato allo sport e alla città. «Assieme alla Reggina Calcio stiamo pensando a un grande evento a fine mese per presentare alla città la nuova formazione della nostra squadra del cuore».

Cannizzaro parla infine di «tantissimi dossier aperti» sui quali promette aggiornamenti nelle prossime settimane, prima di concedersi qualche giorno di pausa: «Adesso stacchiamo qualche giorno, fatelo anche voi. Non mi resta altro che augurarvi buon mare e buona montagna. Adesso Reggio».