REGGIO – Marra (FDI): Mancata raccolta rifiuti a Mosorrofa, tutto fermo nuovamente

“Altro che “secondo tempo”! Nell’area dell’ ex XII° Circoscrizione da più di una settimana non viene effettuata la raccolta dei rifiuti nei cassonetti stradali, in quanto, a Mosorrofa e Sala come anche Terreti non è mai arrivata la raccolta “porta a porta”, e visto la situazione drammatica in città, siamo contenti così.

Oggi l’amministrazione comunale, vista la grande emergenza igienico-sanitaria creatasi in città, non trovando soluzioni, cerca di riproporre i cassonetti stradali comprovando il fallimento gestionale della raccolta dei rifiuti negli ultimi sei anni.

Niente di nuovo dunque; perchè sono tantissime le segnalazioni in cui, da anni, evidenzio il metodo fallimentare della raccolta “porta a porta” e chiedo l’aumento delle isole ecologiche in città, onde evitare di avere sparsi per la città oggetti e rifiuti ingombranti; per non parlare del vetro, lattine e plastica, la cui differenziazione è andata a farsi benedire.

Ma l’amministrazione “cocciuta” ha continuato arrogantemente, per la propria strada facendo diventare Reggio una pattumiera a cielo aperto; come si può notare dalle foto allegate, ormai i rifiuti hanno ristretto le carreggiate alzando il rischio di incidenti stradali a causa della formazione delle micro-discariche.

Oggi con il “secondo tempo” annunciato dal Sindaco Falcomatà, non vedendo altre soluzioni e alternative, sarà caratterizzato da un triste ritorno ai cassonetti stradali per cercare di salvare la reputazione. Ma ormai è troppo tardi!”

Il Responsabile del Dipartimento 

Provinciale di Protezione Civile

e Commissario del Circolo “Io sto con Giorgia”

Dr. Pietro Marra

SAN PROCOPIO (RC) – Rinvenute dai Carabinieri una pistola lanciarazzi e un fucile pronti all’uso, con relativo munizionamento

“Nei giorni scorsi, a San Procopio, i Carabinieri, hanno eseguito diversi controlli di polizia, nell’ambito di servizi volti al contrasto all’illecita detenzione di armi, munizioni e droga che, come da consolidata prassi in uso tra la criminalità operante nel reggino, vengono abitualmente occultati all’interno di fondi agricoli e abitazioni, per essere poi recuperati al momento del bisogno.

In particolare, i militari della locale Stazione e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, nel corso di diverse e attente perquisizioni effettuate in vari terreni e abitazioni del posto, hanno nel complesso rivenuto una pistola lanciarazzi calibro 22 con relativo munizionamento ed un fucile sovrapposto calibro 8, entrambe efficienti e pronte all’uso.  

Le armi e le munizioni ritrovate, sono state sequestrate e custodite in attesa degli ulteriori accertamenti balistici volti a verificare se siano state utilizzate per la commissione di eventi criminosi.”

PALMI (RC) – Evasione fiscale: sequestro da 1,7 milioni di euro per un’impresa informatica

“I provvedimenti scaturiscono da complesse investigazioni svolte dalle Fiamme gialle della Compagnia Palmi sotto il coordinamento del Sostituto Procuratore della Repubblica, Dott. Rocco Cosentino, che hanno portato alla luce l’esistenza di copiose vendite in nero attraverso cui l’impresa ha sottratto all’Erario una parte rilevante del girod’affari effettivamente realizzato.

Peraltro l’indagine ha svelato anche l’indebita sottrazione a tassazione di buona parte degli utili realizzati, fraudolentemente abbattuti attraverso l’annotazione in contabilità di costi inesistenti attestati da numerose fatture false emesse daimprese cartiere riconducibili a soggetti compiacenti.

Per l’anno 2017 poi l’impresa ha omesso la presentazione della dichiarazione annuale IVA, risultando quindi evasore totale.

L’analisi dei conti bancari dell’imprenditore, setacciati dagli investigatori, ha permesso di appurare che parte dei proventi dell’evasione fiscale è stata utilizzata per l’acquisto di un immobile di pregio sito nel centro di Palmi, posto sotto sequestro nell’ambito dell’esecuzione dei provvedimenti disposti dall’A.G..

COVID-19: Il bollettino della Regione Calabria

“In Calabria ad oggi sono stati sottoposti a test 451.787 soggetti per un totale di tamponi eseguiti 473.082 (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test).
Le persone risultate positive al Coronavirus sono 28.022 (+286 rispetto a ieri), quelle negative 423.765.
Sono questi i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dal dipartimento Tutela della Salute.
Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti: – Cosenza: CASI ATTIVI 3.980 (66 in reparto AO di Cosenza; 11 in reparto al presidio di Rossano;8 al presidio ospedaliero di Acri; 10 al presidio ospedaliero di Cetraro; 7 all’Ospedale da Campo; 12 in terapia intensiva, 3.866 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 4.142 (3.918 guariti, 224 deceduti).
– Catanzaro: CASI ATTIVI 1.767 (31 in reparto all’AO di Catanzaro; 4 in reparto al presidio di Lamezia Terme; 23 in reparto all’AOU Mater Domini; 9 in terapia intensiva; 1700 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 2.356 (2.275 guariti, 81 deceduti).
– Crotone: CASI ATTIVI 400 (22 in reparto; 378 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 2.025 (1.986 guariti, 39 deceduti).
– Vibo Valentia: CASI ATTIVI 1.088 (17 ricoverati, 1.071 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 1.321 (1.289 guariti, 32 deceduti).
– Reggio Calabria: CASI ATTIVI 2.340 (80 in reparto all’AO di Reggio Calabria; 5 in reparto al P.O di Gioia Tauro; 8 in terapia intensiva; 2.247 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 8.244 (8.094 guariti, 150 deceduti). –
Altra Regione o Stato estero: CASI ATTIVI 93 (93 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 266 (266 guariti).
I casi confermati oggi sono così suddivisi: Cosenza 93, Catanzaro 62, Crotone 0, Vibo Valentia 51, Reggio Calabria 80, Altra Regione o Stato estero 0.
Dall’ultima rilevazione, le persone che si sono registrate sul portale della Regione Calabria per comunicare la loro presenza sul territorio regionale sono in totale 147.
Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro, mentre non sono compresi i numeri del contagio pervenuti dopo la comunicazione dei dati alla Protezione Civile.”

Presidenza – Catanzaro 14/01/2021

CALABRIA – “Recovery Fund! Lo Jonio resta al palo. Territorio muto all’ennesimo smacco”

“Alla fine la storia si ripete. Nel tanto discusso Recovery Plan tutte le comunità joniche restano a guardare. Ormai è un disco rotto! Si persevera nella scriteriata visuale di tutelare alcune aree a scapito di altre. La sbandierata Alta Velocità Ferroviaria, viene camuffata con una “Massima Velocizzazione” dell’attuale linea ferroviaria tirrenica SA-RC, dove saranno sprecati notevoli investimenti per un pessimo usufrutto. La decantata Trasversale BRINDISI-TARANTO-METAPONTO-SIBARI-PAOLA, già fedele a logiche centraliste che hanno da sempre affossato tutte le comunità a sud di Sibari, quindi il sistema Corigliano Rossano — Crotone, lascia spazio ad una nuova diagonale che neppure sfiora il territorio calabrese, virando, già a Metaponto, verso Potenza e Battipaglia. Si accenna appena al completamento della rete TEN – T, ferro-stradale, senza rivedere la stessa; pertanto sugli investimenti stradali il progetto SS106 sarà da considerarsi completato con la costruzione e messa in funzione del Terzo Megalotto, opera oltretutto già finanziata, inaugurata ma ad oggi, neppure partita. Il tutto con buona pace dell’asse Sibari-Crotone e con il definitivo accantonamento di ogni velleità in variante anche oltre la città di Crotone e verso Catanzaro. Il disegno centralista, quello che da sempre allontana la comunità Sibarita da quella Crotonese, assume caratteristiche sempre più grottesche.

Nel piano si parla di resilienza, ma evidentemente si disconosce il significato del termine, considerato che lo stesso mortifica un ambito territoriale della Calabria, quello dell’Arco Jonico, che rappresenta circa un quarto del totale degli abitanti della Regione, vessato dall’inedia politica degli ultimi 50 anni e continuato a trattare a pesci in faccia.

La cosa ancor più offensiva è che si menzioni la linea ferroviaria Sibari – CZ Lido, parlando di upgrading della stessa, glissando sul fatto che gli investimenti di velocizzazione sono stati già stanziati ed in corso di realizzazione, quindi totalmente avulsi dal piano di Recovery. E ci meraviglia che la corposa rappresentanza Parlamentare calabrese, di maggioranza ed opposizione, non abbia battuto ciglio innanzi a questa sciagurata iattura, sia per la Calabria, ma soprattutto per l’area Jonica che puntualmente viene abbandonata, dimenticata e finanche disconosciuta nei processi d’investimento infrastrutturale.

Così come avvenuto a metà anni ’90 con la legge obiettivo sull’autostrada, si promuove il restiling di una linea già a doppio binario, quella tirrenica, piuttosto che valutare una nuova linea ad Alta Velocità fruibile a tutta la popolazione calabrese e baricentrica agli interessi delle due coste, nonché all’area valliva. Ebbene, oggi come allora, si investiranno risorse su opere già esistenti, con aggravio di spese e pessimo rapporto costi-benefici, piuttosto che studiare opere infrastrutturali di visuale europea e che si pongano l’obiettivo di togliere i territori dall’isolamento. Persevera la deviata visuale che ha voluto negli anni uccidere l’area Jonica, predisponendo investimenti in flussi ferro-stradali ad ovest nonché bacini portuali ed aeroporti sullo stesso versante, condannando quindi all’inutilizzo le poche infrastrutture presenti sull’area Jonica: Aeroporto di Crotone e porti di Corigliano Rossano e Crotone, causa la mancata predisposizione di efficiente interconnessione fra gli stessi. Ci chiediamo, a questo punto, quale sia il senso di sbandierare proclami sulle aree Zes previste nei retroporti di Crotone e Corigliano Rossano, se poi gli stessi risulteranno non appetibili alle imprese che su di essi dovrebbero concentrare investimenti per impossibilità strutturali di raggiungimento delle aree destinatarie di sgravio fiscale.

È il caso che la politica nostrana si interroghi, che i Sindaci Jonici battano un colpo, che il sindacato faccia pressioni, che l’associazionismo scenda in piazza! Non può più essere tollerata una visuale strabica, prona ai centralismi degli standardizzati obiettivi in auge ai capoluoghi storici e fedele ai desiderata romani dei rispettivi partiti.

Crotone/Corigliano-Rossano, giovedì 14 gennaio 2021

Comitato Magna Graecia”

REGGIO – Uomo di 34 anni arrestato per tentato omicidio ai danni della madre

“La Polizia di Stato ha arrestato a Reggio Calabria un uomo di 34 anni con l’accusa di tentato omicidio di danni della madre.
L’arresto è stato eseguito dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione generale e Soccorso pubblico della Questura che sono intervenuti a seguito della segnalazione di una violentissima aggressione in corso in località Pellaro.

Teatro dell’aggressione un appartamento in costruzione dove il trentaquattrenne è stato immobilizzato mentre colpiva ripetutamente la madre con un asse di legno.

La donna è stata portata nel Grande ospedale metropolitano e ricoverata con prognosi riservata. L’aggressore è stato condotto in carcere.” (Ansa)

MESSINA – Sindaco De Luca annuncerà le sue dimissioni in diretta web

Con un comunicato esposto dalla sua pagina ufficiale di Facebook, il sindaco di Messina Cateno De Luca ha annunciato una diretta nella quale leggerà la sua lettera di dimissioni:

“O IO O LA PAGLIA!

“Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”

Non sono arrabbiato ed amareggiato per la reazione di una parte di cittadini ed imprenditori ormai disperati per l’aumento degli effetti pandemici.

Sono invece indignato per l’omertà della classe politica locale regionale e nazionale per gli attacchi, minacce e strumentalizzazioni che ho subito in questi ultimi tre giorni dai poteri forti messinesi e siciliani che hanno approfittato della disperazione della gente per farmi fuori con l’ausilio di quelle sigle sindacati che ormai hanno dovuto smettere di usare il comune di Messina e le sue partecipate come un bancomat.

Il Presidente della regione siciliana Nello Musumeci ed il suo assessore alla sanità Ruggero Razza hanno avallato e sostenuto questa strategia criminale nel miei confronti perché ho chiesto la testa del loro uomo di fiducia Paolo La Paglia direttore generale dell’ASP di Messina.

Messina è nella tragedia pandemica per comprovata responsabilità di Paolo La Paglia che evidentemente sta ricattando Musumeci e Razza infatti ancora è lì al suo posto ma nessuno parla e tutti tacciano.

Io sto rischiando la mia vita perché non ho accettato la logica mafiosa dell’omertà e della complicità e coloro che ancora consentono a La Paglia di rimanere al suo posto senza denunciare ed agire sta applicando la logica dei mafiosi a libro paga delle istituzioni.

LE MIE DIMISSIONI DA SINDACO DI MESSINA SONO PRONTE PERCHE DA AUTENTICO UOMO DELLE ISTITUZIONI NON POSSO CONVIVERE CON ALTRE ISTITUZIONI CHE STANNO AGENDO CON LA LOGICA MAFIOSA E STANNO UCCIDENDO MESSINA LASCIANDO I LORO SERVI SCIOCCHI AL COMANDO DELL’ASP.

PERCHÉ NESSUNO SI INDIGNA AL COSPETTO DI QUESTE VICENDE DA ME DENUNCIATE PUBBLICAMENTE ED ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA?

Alle ore 19:00 in diretta sulla pagina De Luca Sindaco di Messina leggerò la mia lettera di dimissioni da Sindaco di Messina.”

REGGIO- Avviata la perizia sul crollo dell’Auditorium Calipari

È iniziata oggi la perizia sul crollo del tetto dell’auditorium “Nicola Calipari” del Consiglio regionale. Sono in corso i lavori di rimozione dei detriti provocati dall’incidente avvenuto a fine luglio scorso e sul quale sta indagando la Procura di Reggio guidata da Giovanni Bombardieri.
A settembre il procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e il pm Andrea Sodani hanno nominato due ingegneri dell’università “Federico II” di Napoli per la perizia: il docente universitario Andrea Prota e l’ingegnere strutturista Antimo Fiorillo che dovranno stabilire le cause del crollo per il quale ci sono una

palazzo campanella - veritas

trentina di indagati tra ex segretari generali di Palazzo Campanella, dipendenti del Consiglio regionale e titolari delle imprese che, dal momento della progetta

zione e costruzione della sala Calipari fino al crollo, hanno avuto un ruolo nei vari lavori compreso quello dei pannelli solari collocati sul tetto della struttura.
Il reato colposo ipotizzato dalla Procura è “crollo di costruzioni”. (Ansa)