REGGIO – RIPEPI (FdI): “Un piano straordinario delle manutenzioni prima che la prossima bomba d’acqua metta definitivamente in ginocchio la nostra Città”

L’ultimo intervento di Falcomatà in Consiglio comunale è stato sconvolgente; un attacco frontale inusitato verso i consiglieri di minoranza e verso l’intera Città. Lasciando i panni di primo servitore della Città ha voluto vestire gli abiti del professorino non autorizzato ad insegnare la divina commedia di Dante. Al ritmo di inferno, purgatorio e paradiso ha superato se stesso in tema di arroganza e supponenza, dimenticandosi che la campagna elettorale è finita e i cittadini aspettano risposte ai loro bisogni primari ormai definitivamente calpestati. L’argomento del sindaco Falcomatà, arrivati a questo punto dell’anno, dovrebbe essere il Consiglio del bilancio, un momento fondamentale per l’amministrazione comunale, per decidere sulle future spese e i prossimi interventi sulla città. Invece, Falcomatà si è concentrato nel mettere in scena la sua ennesima opera buffa: ora è la volta del professore titolato a spiegare la divina commedia; si parla di inferno, purgatorio e paradiso nella seduta del Consiglio e si tralasciano, senza colpo ferire, i veri problemi della città. La tecnica è quella solita del “distogliere l’attenzione” dalle gravi emergenze, che attanagliano Reggio Calabria già zona rossa, prima ancora che lo decidesse il governo, per la mancata governance locale. Riteniamo che sia giunto il momento, di mettere in mora il primo cittadino. E’ ora, che Falcomatà la smetta di fare l’attore e presieda con autorevolezza i problemi reali, che stanno massacrando la nostra meravigliosa Reggio. Chiediamo un immediato piano straordinario di interventi per la manutenzione di tutte le caditoie e del manto stradale; non è possibile più rimandare la raccolta dei rifiuti, che si ammassano per le vie del centro e delle periferie per poi diventare il tappo di tutti gli scarichi delle acque bianche. Prima che arrivi un altro nubifragio, l’amministrazione ha l’obbligo di mettere in sicurezza il territorio, evitando che accada una tragedia e, come per Crotone, la cittadinanza non paghi sulla propria pelle la noncuranza e la negligenza di amministratori incapaci di fare il loro dovere fino in fondo. Come negli anni scorsi, infatti, corriamo il pericolo di vedere sommersa la città, specie in zone come l’area attorno allo stadio Granillo, piazza compresa, che normalmente è soggetta a pericolosissimi allagamenti. Dunque, prima che ci scappi il morto, è bene correre ai ripari, ma non in maniera sporadica, bensì con un serio lavoro di ripulitura delle strade, conservazione e mantenimento di tutto il sistema di scolo delle acque. In un momento così tragico per il Paese e per il Mezzogiorno, non è accettabile il modo in cui il sindaco Falcomatà conduce la sua politica di continua propaganda elettorale. Alla città non servono professorini affetti da sindromi di onnipotenza correlati da “furbizia funzionale”, servono uomini in grado di non far rischiare la vita alla gente, amministratori che non prendono in giro, ma che curino con dedizione e attenzione il territorio loro affidato E’ nostro dovere, non permettere che il primo cittadino continui nelle sue pantomime elettorali; le elezioni si sono chiuse da tempo ormai e la cittadinanza vuole risposte, a fronte di un crollo dell’economia locale, ci aspettiamo di avere almeno una città sicura, sanificata, organizzata e pronta ad affrontare fenomeni atmosferici fuori dal comune, che si aggiungerebbero alla già acclarata pandemia sanitaria ed economica che rischia di mettere in ginocchio definitivamente la nostra già fragile economia.

 

Massimo Ripepi

REGGIO – RIPEPI (FdI): al GOM di Reggio spetta il titolo di Istituto di Ricerca Nazionale. Una mozione in Consiglio per svegliare il prossimo Commissario alla Sanità

In un momento di totale incertezza sociale, economica e di organizzazione sanitaria, in Calabria c’è una grande certezza: il GOM, Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. Si, il Direttore Generale e tutto il personale sanitario e amministrativo dell’Azienda si sono nettamente distinti per capacità di gestire un’emergenza dai risvolti incredibili. Poi che la Calabria sia stata sempre esclusa dai processi di sviluppo, più per scelte politiche che per mancanza di competenze, è storia vecchia, ma anche recente. Prima di essere silurato l’ex commissario ad acta alla Sanità calabrese Cotticelli, compiva l’ennesima incompiuta del suo mandato a danno della Calabria, e cioè impedire al GOM, l’azienda ospedaliera “Bianchi-Melacrino–Morelli” di Reggio Calabria, meglio conosciuta come Ospedali Riuniti, di poter entrare nel novero degli Istituti di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico. In Italia ne esistono ben 51, ma guarda caso quando si tratta della Calabria tutto si complica. Così dunque, Cotticelli pare abbia richiesto un ennesimo parere di dubbia utilità, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, per consentire al GOM di trasformarsi in IRCCS, allungando di non poco la trafila. Il parere non è arrivato e non sappiamo se mai arriverà. Per quale motivo lo hanno chiesto? Non lo abbiamo ancora compreso, a meno che questa manovra non venga letta in chiave politica oppure in termini di generica incapacità. E che la Calabria sia preda di incapaci ormai è un invariato cliché, ma non fa onore a chi, nelle stanze dei bottoni, si dovrebbe muovere per generare sviluppo e servizi ai cittadini. Oggi noi, come Fratelli d’Italia, ma prima ancora come calabresi e testimoni di una realtà scientifica che negli anni è cresciuta e si è distinta, siamo qui a chiedere al Sindaco ed al Consiglio Comunale attraverso una mozione, che il primo atto del nuovo commissario sia quello di permettere al GOM di completare in tempi brevissimi il suo percorso di riconoscimento come Istituto di Ricerca Nazionale. La nostra mozione, infatti, è tesa a sostenere che l’azienda “Bianchi Melacrino – Morelli” è ormai un’eccellenza consolidata sul territorio locale, regionale e nell’intero Mezzogiorno; un ospedale assolutamente all’avanguardia per quanto riguarda già l’area  Emato-Oncologica, ma che con la pandemia in corso ha saputo rinnovarsi e attingere alle sue capacità scientifiche mettendo a punto una cura anti Covid  con risultati straordinari, tali da consentire il netto miglioramento della condizione clinica nei pazienti affeti dal virus. L’ennesima dimostrazione che fa brillare di luce propria gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, proprio in un momento storico in cui il sistema sanitario del Paese sta vacillando dalle fondamenta. Ci troviamo di fronte al solito scippo programmato per punire i calabresi ed i reggini in particolare? Il prossimo responsabile della sanità regionale potrebbe mettere fine a questa indegna tradizione di depauperare il Sud di risorse, perché trasformare il GOM in Istituto di Ricerca Scientifica di carattere nazionale garantirebbe all’azienda di accedere direttamente ad ingenti finanziamenti ministeriali in grado di mettere in moto un circolo virtuoso ricerca di altissimo livello, di assunzioni di ricercatori e sanitari, di progresso tecnologico, di rinnovamento delle strumentazioni sanitarie e tante altre opportunità che gioverebbero non poco al nostro fragile sistema sanitario. Un processo che investirebbe l’Area Metropolitana prima e la Regione poi: lo meritano i cittadini di Reggio, lo meritano i professionisti che ogni giorno si spendono nelle sale di Terapia Intensiva e nei vari reparti, lo merita il Mezzogiorno che dimostra di non essere inferiore a nessuno e che non sta con le mani in mano quando l’emergenza si fa più pressante. Al prossimo responsabile della Sanità calabrese sentiamo il dovere di dire, che vanno rimossi, senza mezzi termini, tutti quegli ostacoli prodotti dalla stessa struttura commissariale. Il Dipartimento regionale alla sanità aveva già dato il suo beneplacito prima ancora che Cotticelli provocasse un out out, sbarrando la strada alla creazione di un centro di ricerca universitario, all’attività scientifica, alle borse di studio per l’indagine delle patologie emato-oncologiche e soprattutto alla possibilità per gli ammalati di potersi curare a casa loro presso una struttura preziosa, sicura, ultramoderna, senza dover intraprendere il vergognoso viaggio della speranza. E’ arrivato il momento di invertire la rotta, perché è un titolo conquistato sul campo scientifico, a che il GOM di diritto diventi Istituto di Ricerca e Cura. La mozione che certamente approveremo in Consiglio permetterà al Sindaco in nostra rappresentanza di mettere fine all’ennesimo becero scippo ai danni della nostra già martoriata Città. Questo il primo atto che chiediamo al nuovo responsabile della sanità calabrese.

 

Massimo Ripepi

REGGIO – CONSIGLIERI CENTRODESTRA: “FALCOMATA’ E I SUOI VOGLIONO LA ZONA ROSSA. BOCCIATA LA MOZIONE PROPOSTA IN CONSIGLIO DALLA MINORANZA”

Abbiamo stentato a credere che quello che è successo oggi in Consiglio fosse vero. Si purtroppo è tutto vero. Falcomatà e i suoi hanno avuto il coraggio di bocciare la nostra mozione con la quale invitavamo il Sindaco ad impugnare l’ordinanza della vergogna con la quale la Calabria è stata indicata dal Governo come zona rossa.

La zona rossa è una punizione per i calabresi, perché il danno viene fatto ad un territorio che già per storia e tradizione, è provato e soffocato. Ora, per completare il senso di abbandono, si associa anche una decisione indiscriminata che genera il blocco totale delle attività economiche e commerciali. Reggio non ci sta. Non ci stanno i cittadini, ma nemmeno le istituzioni si possono tirare indietro. Sul lato delle opposizioni, i consiglieri di minoranza, nell’odierno consiglio comunale hanno fatto sapere la loro opinione in merito al recente Dpcm. Non ci può essere alternativa che impugnare l’atto e noi minoranza del consesso comunale, appoggiamo l’azione della Regione Calabria. E’ assurdo agire in questa direzione, perché se è vero che il sistema sanitario calabrese potrebbe trovarsi in affanno, è anche vero che i numeri dei positivi in Calabria è fra i più bassi in Europa, e allora non si capisce perché il governo nazionale abbia messo in quarantena proprio la Calabria, lasciando invece più manovra in regioni altrettanto colpite: vedi la Campania. Si potrebbe ipotizzare un gioco politico a cui però, disgraziatamente, si presta anche il sindaco Falcomatà che, invece di sostenere la cittadinanza, la cui angoscia sul futuro imminente assomiglia sempre di più ad una nuvola nera in avvicinamento, infierisce suoi concittadini pur di non rovinare la festa ai Dem-Cinquestelle. Nel frattempo le piccole attività economiche locali provano sulla loro pelle tutto il peso di decisioni imposte dall’alto. Un sindaco che non sa difendere il suo territorio non è degno di esserne il rappresentante, perché mentre gli alfieri della politica nazionale tentano di proteggere le loro posizioni, la proposta dei consiglieri di minoranza, che oggi poteva essere un segnale per i reggini, viene invece bocciata senza mezzi termini da Falcomatà e dalla sua maggioranza. Il comportamento di questa giunta contribuisce ad allargare il divario fra Nord e Sud, ma soprattutto getta una luce “sinistra” sulle capacità del sindaco di essere un degno interlocutore per il territorio, laddove lo scollamento fra politica locale e voce della cittadinanza è sotto gli occhi di tutti. Lo sbigottimento, in queste ore, appare più profondo delle conseguenze economiche che dovrà affrontare la città. Eppure dovrà affrontarle da sola!

I Consiglieri Comunali di cdx

REGGIO – Massimo Ripepi entra in Consiglio Metropolitano: “E’ tempo di far ripartire la Ferrari Reggio Città Metropolitana”.

Il Consigliere Comunale di Fratelli d’Italia Massimo Ripepi, entra in Consiglio Metropolitano: “una grande soddisfazione poter essere membro della Città Metropolitana, un ente importantissimo e fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio. Ho sempre seguito le vicende della Città Metropolitana fin dalla sua fase originaria, avendo ricevuto la prima delega alla Città Metropolitana dall’allora sindaco Demetrio Arena, per cui ricordo perfettamente quando partecipavamo alle prime riunioni delle costituende dieci Città Metropolitane italiane in una fase epocale per la nuova governance degli Enti locali”.

Massimo Ripepi, già responsabile delle Città Metropolitane dell’ANCI nazionale, operativo ormai da anni sul territorio e quindi esperto in merito, coglie questo momento propizio per rilanciare alcune questioni, ribadendo che “la Città Metropolitana è paragonabile ad una Ferrari, che però in questo momento non sta viaggiando come dovrebbe. L’istituzione Metropolitana, infatti, potrebbe acquisire ingenti finanziamenti direttamente dalla Comunità Europea al pari degli Stati e delle Regioni, proprio attraverso i Piani strategici metropolitani e poter finalmente elaborare e costruire infrastrutture chiave per tutti i 97 comuni che ricadono nell’area provinciale reggina. Ovviamente, l’infrastruttura più importante e strategica è e rimane l’Aeroporto dello Stretto. Con un aeroporto staccato dalla gestione unica calabrese e ben integrato con la dirimpettaia Città Metropolitana di Messina si potrebbe finalmente realizzare l’area integrata dello stretto, obiettivo che riporterebbe questa nostra parte di meridione, di nuovo al centro della crescita del Paese e dell’intera area mediterranea. Nel tempo che rimane, pertanto, sarà mia cura e mio impegno primario dare un contributo serio allo sviluppo di questi servizi per il miglioramento della qualità della vita di tutti e per l’interesse comune dei cittadini. Un ringraziamento speciale va al mio partito Fratelli d’Italia per avermi scelto nel portare avanti un progetto politico condiviso e funzionale al bene del territorio calabrese. Ringrazio il Commissario Provinciale Denis Nesci, il collega Demetrio Marino e il consigliere uscente Luigi Dattola per il proficuo lavoro svolto in questi anni”.

CALABRIA – La questione dei tirocinanti calabresi: Un dramma inverosimile

In Calabria il dramma lavoro è quotidianamente alla vista di tutti e quello del precariato rappresenta quella fetta silente di lavoratori di cui spesso si preferisce parlare meno. Nella categoria dei precari rientrano i circa 7.000 tirocinanti calabresi che operano presso Enti Pubblici e Privati e presso Ministeri (Giustizia,Miur,Mibact) che senza alcun diritto contributivo e previdenziale, prestano la loro quotidiana opera per 500 €. A queste persone si continua a negare ogni prospettiva di stabilizzazione e l’attuale Giunta regionale calabrese guidata dalla Dott.ssa Jole Santelli ha dimostrato di non essere rappresentativa di queste persone cioè i circa 7.000 tirocinanti calabresi e riserva pertanto rancore verso persone che hanno necessità di assicurare un minimo di sostentamento presso le proprie famiglie considerando che molte di queste sono appunto monoreddito. E’ pur vero che si tratta di una vertenza quella dei 7.000 tirocinanti calabresi che è stata ereditata dall’attuale Giunta regionale calabrese ma questo non è un motivo che giustifichi un siffatto atteggiamento di ostilità e di mancanza d’apertura nel trovare soluzioni definitive e giuste in ottica stabilizzazione per queste persone, molte delle quali sono ultra 50enni. Nel territorio calabrese proseguono le nomine per chiamata diretta (molti articoli ne hanno parlato) e si provvede a stabilizzare i precari storici regionale, mentre per i 7.000 tirocinanti calabresi l’attuale Giunta regionale, anziché unirsi alle rivendicazioni in ottica stabilizzazione di queste persone, ha chiaramente affermato l’uscita dalle future misure di politica attiva per queste persone e ne rimette la competenza di trovare soluzioni all’attuale Governo PD-M5S e se così non fosse, per queste persone se fosse reale il baratro della fame e della sete, una mano sulla coscienza a questo punto sarà opportuna mettersela, perché non è per nulla piacevole giocare sulle vite di questi circa 7.000 lavoratori dopo essere stati illusi per anni e soprattutto ingannati da fantomatici paladini politici che si dichiaravano particolarmente sensibili alla vertenza tirocinanti e dopo essersi seduti sul proprio carro (letteralmente dicendo) si sono dimenticati della parola data, ovvero trovare soluzioni concrete e reali per queste persone che rappresentano una consistente fetta della popolazione calabrese. Seguiranno aggiornamenti.

CALABRIA – MANIFESTAZIONE D’INTERESSE ITS, I RAPPRESENTANTI DEGLI ISTITUTI TECNICI SUPERIORI INCONTRANO LE IMPRESE

Il Dipartimento presidenza della Regione ha promosso, per la prima volta, un incontro tecnico tra il sistema delle Fondazioni regionali impegnate nella erogazione dei corsi di Istruzione Tecnica Superiore e le imprese regionali rappresentate dalle associazioni di categoria.

L’incontro, che si è svolto nella sede della Cittadella di Germaneto-Catanzaro, rientra nell’ambito del nuovo avviso riservato alle Fondazioni per il finanziamento di percorsi di istruzione tecnica superiore rivolti a soggetti inoccupati o occupati che intendano acquisire competenze specifiche sui temi, definiti a livello ministeriale, oggetto dei percorsi di Istruzione Tecnica Superiore: dall’efficienza energetica alla mobilità sostenibile, dalle nuove tecnologie per il made in Italy fino alle tecnologie innovative per i Beni culturali e del turismo.

Il cuore dell’avviso è, infatti, il rapporto con le imprese e l’inserimento occupazionale dei corsisti, da qui la volontà del Dipartimento presidenza di organizzare un tavolo tecnico di confronto durante il quale le fondazioni ITS hanno presentato i profili professionali che intendono formare al sistema datoriale, per verificarne la coerenza con il fabbisogno di competenze e gli esiti occupazionali.

“Il confronto promosso oggi, per la prima volta nella sede della Cittadella, tra le Fondazioni e i rappresentanti delle imprese – sottolinea l’assessore regionale all’Istruzione, Sandra Savaglio – intende avviare insieme un metodo innovativo e diretto per raggiungere migliori risultati in termini di qualità del percorso formativo, delle competenze, del bisogno produttivo. Saranno nuovi gli incontri, anche sulla scorta delle istanze presentate dalle aziende, che contribuiranno a creare una collaborazione costante con la filiera economica e necessaria allo sviluppo di questo importante ambito rappresentato dai percorsi di formazione tecnica”.

All’incontro erano presenti Unindustria, Legacoop, Confartigianato e Coldiretti.

CALABRIA – Attivato il servizio di ritiro e smaltimento dei cinghiali affetti da patologie. Gallo: «Passo decisivo per tutelare la sicurezza sanitaria»

Attivato sull’intero territorio calabrese il servizio di ritiro, trasporto e smaltimento delle carcasse degli ungulati abbattuti con l’attività sia di selezione sia di braccata, che risultino positivi a varie patologie tra le quali Tbc, trichinella, peste suina africane. Lo rende noto l’Assessorato regionale all’Agricoltura, guidato da Gianluca Gallo. «L’attivazione di questo servizio – spiega l’Assessore Gallo – è fondamentale nell’ottica della sicurezza e rappresenta un nuovo, ulteriore passo del percorso intrapreso dalla Giunta e dall’Assessorato per arginare l’emergenza ungulati».

L’iniziativa, coordinata dal Settore “Servizi di gestione dei rifiuti speciali”, era stata pianificata nelle settimane passate, in sede di lavori della Consulta faunistica regionale, con l’impegno dell’Assessorato a garantire un concreto sostegno al prezioso lavoro dei selettori, messi ora in condizione di poter svolgere con maggior celerità il proprio lavoro, considerato che i capi abbattuti – in particolare quelli affetti da patologie varie – potranno essere smaltiti in sicurezza e con rapidità. «Voglio sottolineare – afferma Gallo – che siamo riusciti a raggiungere questo risultato grazie alla collaborazione fattiva tra mondo venatorio, istituzioni, associazioni ambientaliste ed agricoltori». Il cambio di rotta rispetto al passato è evidente. «Il servizio di smaltimento – aggiunge l’Assessore – non sarà più gestito dai Comuni, che in precedenza, in base ad un disciplinare del Dipartimento Sanità, individuavano le aree dove interrare le carcasse degli animali malati. Per la prima volta, adesso, entro un’ora dalla segnalazione, la ditta aggiudicataria del servizio preleverà la carcassa e si occuperà di smaltirla, con grande beneficio anche dell’ambiente, in quanto i terreni saranno preservati da scorie dannose. Insomma, una piccola, grande rivoluzione, nell’attesa che il Governo adotti le misure da tempo annunciate per garantire alle Regioni, sul piano giuridico, i mezzi per potenziare le attività di contenimento della proliferazione degli ungulati».

Catanzaro, 9 Ottobre 2020

 

Segreteria dell’Assessore all’Agricoltura

Regione Calabria

REGGIO – COMUNALI : PER IL LANCIO DEL SUO LIBRO KLAUS DAVI INTEPRETERA’ UN BOSS REGGINO IN UNO SPOT

Nel volume , a quanto si apprende, si parlerà anche del ‘killeraggio istituzionale’

Mancano pochi giorni all’arrivo in libreria della nuova fatica letteraria di Klaus Davi, giornalista e massmediologo. Il  tema è rigorosamente top secret ma molti sono pronti a scommettere che ci sarà un capitolo dedicato ai ‘killeraggi istituzionali’. L’editore è la Piemme del colosso  Mondadori , e per lanciare il nuovo volume il grande gruppo  editoriale metterà in campo diverse leve del marketing. Di certo si sa solo che l’uscita del volume sarà sostenuta da una serie di spot diffusi a livello nazionale  . In uno di essi, a quanto trapela, Klaus Davi vestirà perfino   i panni di un boss reggino. A questo commercial ne seguiranno altri altrettanto provocatori, in uno dei quali dovrebbero essere anche raccontate le vicende della mancata elezione a consigliere comunale. Davi è autore di saggi politici  pubblicati dai più importanti editori italiani come ‘Di qualcosa di sinistra’ (Marsilio) Porca Italia Garzanti (con la prefazione di Gian Antonio Stella firma storica del Corriere della Sera ), Fallocrazia (Rizzoli). Già programmate le ospitate nei programmi di massimo ascolto delle massime reti televisive nazionali.

REGGIO – Arrestati complici della rapina perpetrata il 14 ottobre 2019 ai danni di un dipendente di una tabaccheria

Nei giorni scorsi, gli investigatori della Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” della Squadra Mobile hanno dato esecuzione all’Ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura Repubblica diretta dal Procuratore Giovanni BOMBARDIERI, a carico di MIRANDOLI Oberto Alessandro di anni 34 e PASSALACQUA Marcello di anni 30, ritenuti responsabili della rapina aggravata perpetrata il 14 ottobre 2019, in concorso con VITETTA Consolato di anni 33 e SCARAMOZZINO Antonio di anni 27, arrestati in flagranza di reato e attualmente ristretti in carcere.

I fatti risalgono al 14 ottobre 2019 quando, alle ore 09.30 circa, il collaboratore di un bar tabacchi di Reggio Calabria comunicava alla Sala Operativa della Questura di essere stato vittima di una rapina a mano armata nel corso della quale i malviventi gli avevano sottratto un borsello contenente documentazione bancaria e l’incasso dell’esercizio commerciale che doveva versare in banca, pari a circa 17.000 euro.

Le indagini – svolte sotto le direttive del Procuratore Vicario Gerardo DOMINIJANNI e del Sostituto Procuratore Alessandro MOFFA – consentivano di accertare che MIRANDOLI Oberto Alessandro e SCARAMOZZINO Antonio avevano effettuato un sopralluogo dentro e fuori il locale prima che i soldi venissero presi in consegna dal malcapitato il quale, salito a bordo della propria autovettura, veniva bloccato da una macchina e da uno scooter con due soggetti travisati con caschi da motociclista, uno dei quali veniva identificato in PASSALACQUA Marcello come conducente. L’altro soggetto, sceso dal mezzo, sotto la minaccia di un’arma, s’impossessava del borsello con il denaro, per poi dileguarsi per le vie circostanti.

Nell’immediatezza dei fatti, gli investigatori della Squadra Mobile iniziavano un’articolata attività di indagine volta alla ricerca degli autori della rapina. In poco tempo, grazie all’approfondita conoscenza del territorio e ai primi riscontri ottenuti dalla visione delle immagini di un sistema di video sorveglianza, individuavano l’autovettura utilizzata per bloccare la vittima.

Nel corso delle attività di perquisizione del conducente del mezzo (VITETTA) e del soggetto che era con lui (SCARAMOZZINO), veniva rinvenuta parte del denaro e la documentazione bancaria.

Reggio Calabria, 08.10.2020