GIOIA T. (RC) – Porto di Gioia Tauro: conclusi lavori della cabina elettrica “cold ironig”

Step by step, la progettazione del sistema di cold ironing nel porto di Gioia Tauro prosegue a passo spedito. Sono stati appena conclusi i lavori di realizzazione della prima cabina elettrica, per un importo di oltre 18,3 milioni di euro, e ultimati con ulteriori dieci milioni di euro per la fornitura delle opere elettromeccaniche.

Attualmente in fase di prova, si partirà fattivamente con il primo collegamento di una nave container ad una presa cold ironing nel mese di aprile.

In questo primo lotto, quindi, è stata realizzata una cabina elettrica di 728 metri quadrati, che servirà ad alimentare tre prese elettriche mobili, poste lungo 900 metri di banchine portuali attrezzate, a cui si collegheranno le navi in ormeggio, che potranno così spegnere i propri generatori diesel, nel rispetto della normativa europea in materia di sostenibilità ambientale.

Si tratta di un’infrastruttura particolarmente ampia e complessa che al suo interno contiene tre convertitori, sei trasformatori e 24 quadri elettrici. Sarà al servizio di tre prese mobili di alimentazione cold ironing, complessivamente omologate ad una potenza di 7,5 Megawatt, estendibili a 11 MW di potenza. Ogni presa, quindi, coprirà circa 300 metri di banchina, prevalentemente dedicata ad imbarcazioni di navi portacontainer.

Il progetto si inserisce all’interno della più ampia politica dell’Ente, guidato dal presidente Paolo Piacenza, che, nel rispetto della normativa europea, relativa agli interventi tesi ad assicurare “Energia pulita nei trasporti”, punta alla riduzione dell’impatto ambientale sulle attività portuali.

L’obiettivo è quello di giungere all’annullamento integrale delle emissioni locali durante l’ormeggio, fondamentale soprattutto per i porti che si integrano in contesti urbani.

Soddisfatto, il presidente Paolo Piacenza ha evidenziato l’importanza del progetto -: «L’elettrificazione delle banchine del porto assicurerà una gestione futura dello scalo guidata da una visione sempre più sostenibile e allineata agli standard europei. Siamo a buon punto, con la conclusione di una prima parte. Trasformeremo questo porto – ha sottolineato il presidente Piacenza – in una moderna infrastruttura portuale sostenibile, un modello innovativo di green port, in grado di rispondere alle sfide di ecosostenibilità, imposte dall’Unione Europea al settore della logistica e dei trasporti».

L’elettrificazione delle banchine richiederà un aumento del fabbisogno energetico con conseguente ampliamento della connessione alla rete di alta tensione per una domanda di potenza in prelievo pari a 80 MW. Contestualmente la società Medcenter Container Terminal Spa, che gestisce il terminal contenitori del porto di Gioia Tauro, ha in programma uno sviluppo delle infrastrutture portuali che prevede l’elettrificazione delle gru che operano la movimentazione a terra dei contenitori (gru automatiche ASC) ed il potenziamento delle gru elettriche di banchina (gru STS) che effettuano le operazioni di carico/scarico dei contenitori, che richiede una ulteriore potenza in prelievo di 80 MW.

Esigenze cristallizzate lo scorso marzo attraverso un Accordo Quadro tra MCT e l’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio con il quale sono state individuate e attribuite le specifiche responsabilità operative ed economiche.

Complessivamente, il progetto di cold ironing si propone, quindi, di soddisfare entrambi le necessità (AdSP e MCT) attraverso un ampliamento della connessione alla rete di alta tensione e la realizzazione di una stazione elettrica di trasformazione AT/MT ubicata all’interno dell’area portuale che sarà funzionale per entrambe le utenze (AdSP e MCT) per una fornitura totale di 160 MW.

CALABRIA – Visita del sottosegretario Morelli sulla SS106, senatrice Minasi: «La SS106 prende finalmente forma»

«Il sopralluogo del Sottosegretario Alessandro Morelli e del Direttore ANSFISA Domenico Capomolla sui cantieri della SS106, in Calabria, conferma ancora una volta che il Governo è presente e che i lavori sulla principale dorsale ionica sono entrati in una fase di piena operatività, con controlli sul campo e un monitoraggio puntuale dello stato di avanzamento».

Lo dichiara la Senatrice della Lega Tilde Minasi, commentando la visita istituzionale di ieri sul cantiere della Variante all’abitato di Palizzi Marina.
«Per impegni di Aula che mi hanno bloccato a Roma – continua la Senatrice – non ho potuto accompagnare il Sottosegretario Morelli nel corso della visita, ma voglio ringraziarlo pubblicamente per il suo impegno e sostegno alla Calabria, che dura ormai da tanti anni, da quando era vice Ministro ai Trasporti e si preoccupava già tanto del nostro territorio.In questo caso – ricorda – parliamo di un piano complessivo da circa 5 miliardi di euro per tutta la regione e di interventi già in corso: dalla Variante di Palizzi Marina – opera da 108 milioni su 3,5 km, con tracciato a quattro corsie e conclusione prevista nel 2027 – fino al Terzo Megalotto Roseto Capo Spulico–Sibari, ormai all’80%, con una prima apertura programmata già ad aprile. Accanto a questi – aggiunge – vanno ricordati i nuovi lotti tra Sibari, Rossano, Crotone e Catanzaro, per circa 80 km già finanziati o in fase di avvio.

È un progetto – precisa Minasi – che ho seguito con continuità in questi anni, intervenendo più volte proprio sulla SS106: la priorità è dare certezze ai territori, con programmazione, cronoprogrammi chiari e verifiche costanti sull’avanzamento, cosa che finalmente sta avvenendo.

Questa è, d’altronde, la differenza tra annunci e risultati.

La SS106 – dice ancora – è una priorità nazionale e lo si dimostra con una linea chiara: cantieri, sicurezza, tempi. È l’impostazione che il Ministro Matteo Salvini ha voluto imprimere al MIT, con risorse, programmazione, controlli e responsabilità, per trasformare un’Infrastruttura storicamente critica in un asse moderno, sicuro e strategico per lo sviluppo.

Da Senatrice di questo territorio sono orgogliosa di quanto stiamo riuscendo a fare lavorando con attenzione reale verso la nostra terra.

La SS106 è stata per troppo tempo la strada dei rinvii e oggi è invece un’opera strategica che prende forma. Le polemiche non costruiscono nulla, noi continuiamo ad agire. E, quando c’è buongoverno, l’azione politica ripaga con risultati misurabili, i risultati che la Calabria merita».

TAURIANOVA (RC) – Discarica clandestina nella piana di Gioia Tauro, 15 denunce e sequestri

Una discarica abusiva realizzata nel tempo all’interno di un burrone naturale, utilizzato come punto di sversamento per rifiuti urbani, speciali e anche pericolosi. È il bilancio di un’operazione dei Carabinieri che, nella Piana di Gioia Tauro, ha portato alla denuncia di quindici persone e al sequestro di sedici veicoli impiegati per il trasporto illecito dei materiali.

L’attività, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi diretta dal Procuratore Emanuele Crescenti, è stata condotta dai militari della Compagnia di Taurianova assieme ai colleghi del Nucleo Carabinieri Forestale di Cittanova, impegnati da mesi in servizi mirati di controllo delle aree rurali.

Le indagini, avviate nel novembre 2024, hanno permesso di individuare in contrada “Piggra” di Taurianova, un’area progressivamente trasformata in una discarica a cielo aperto. Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, nel burrone sarebbero stati riversati nel tempo detriti, scarti di lavorazione e rifiuti potenzialmente inquinanti, con il rischio di contaminazione del terreno e delle falde acquifere.

Attraverso appostamenti, monitoraggi e accertamenti tecnici, i Carabinieri hanno documentato una presunta attività sistematica di trasporto e abbandono dei rifiuti, riuscendo a risalire ai veicoli e alle persone coinvolte.

Per quindici indagati è scattata la denuncia in stato di libertà per gestione e smaltimento illecito di rifiuti in concorso. L’Autorità giudiziaria ha inoltre disposto il sequestro preventivo di 15 mezzi utilizzati per gli sversamenti e, per un soggetto, l’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto ai reati ambientali intensificata dall’Arma nelle zone extraurbane e agricole, dove l’abbandono illegale dei rifiuti rappresenta una delle principali criticità per la tutela del territorio.

Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari: la responsabilità degli indagati potrà essere accertata solo con sentenza definitiva.

REGGIO – Massimo Ripepi: “Toponomastica a spese dei cittadini? Grave violazione del regolamento. Bisogna fare piena luce sulla vicenda.”

«Eroe sì, ma solo se si paga la targa. Anche la memoria civile diventa una spesa del cittadino. A Reggio Calabria si è superato ogni limite: i familiari delle persone a cui si intitolano vie o piazze sono invitati a pagare targhe, pali e spese varie. E tutto questo, nonostante un regolamento comunale, approvato dal Consiglio comunale, vieti chiaramente questa prassi». Lo evidenzia il Consigliere comunale e Presidente della Commissione Controllo e Garanzia Massimo Ripepi che ha deciso di accendere i riflettori su una prassi, consolidata ma illegittima, portata avanti negli ultimi anni dall’Amministrazione comunale e che vede scaricare sui cittadini i costi delle intitolazioni pubbliche.

 

«Siamo di fronte a una situazione che presenta profili di estrema gravità istituzionale e politica. La vicenda delle intitolazioni di vie e piazze cittadine a spese dei familiari dei defunti, in palese violazione dell’articolo 30 del Regolamento comunale per la Toponomastica, non può passare sotto silenzio. Per questo motivo annuncio formalmente la convocazione di una seduta della Commissione Controllo e Garanzia, di cui sono Presidente, per chiedere chiarimenti urgenti e approfonditi su quanto sta accadendo».

 

«Il regolamento parla chiaro», continua Ripepi, «all’articolo 30 si legge che “la spesa per la toponomastica è a totale carico del Comune”. Eppure, in diversi casi documentati, sono stati i cittadini, i familiari dei defunti, a farsi carico delle spese per targhe, pali, pratiche e affissioni. Una scelta non solo inaccettabile ma anche in contrasto con la normativa vigente. In alcune circostanze è stato persino chiesto ai familiari degli intitolati di sostenere i costi, come nel caso della famiglia del vigile del fuoco Antonino Candido o del piazzale dedicato a Luigi Rende, trasformando il dolore in un ulteriore peso economico».

 

«La problematica relativa alla gestione delle targhe si sta, peraltro, manifestando proprio in questi giorni in cui ricorre l’anniversario della tragica morte del vigile del fuoco Antonino Candido (oggi, 5 novembre, ricorrono sei anni). », prosegue Ripepi, «In questa occasione, il Comando dei Vigili del Fuoco insieme alla famiglia celebrerà una messa con deposito di fiori nella via a lui intestata, ma ad oggi il Comune non ha ancora provveduto all’installazione della segnaletica né ha ufficializzato l’intitolazione. E dire che ogni anno veniva promesso che si sarebbe fatto. Una mancanza inaccettabile nei confronti di chi ha donato la propria vita al servizio della collettività.»

 

«Nella seduta della Commissione Controllo e Garanzia convocata per la prossima settimana, saranno ascoltati il Presidente della Commissione Toponomastica e i funzionari dell’Amministrazione comunale competenti, affinché venga chiarito in modo puntuale chi abbia autorizzato tali spese a carico dei cittadini, su quale base regolamentare si sia agito e se siano previsti rimborsi per le somme eventualmente versate in violazione della norma. »

 

«Non è ammissibile», incalza Ripepi, «che un’amministrazione ignori i propri regolamenti e costringa le famiglie a pagare per ricevere un riconoscimento pubblico, spesso postumo e legato a figure che hanno onorato la nostra città. La toponomastica non è un “favore” né un “privilegio per pochi”, ma un atto di memoria civile che va gestito con rispetto, dignità e in conformità alle regole. Soprattutto quando si parla di persone cadute per lo Stato, come Luigi Rende o Antonino Candido, il Comune avrebbe dovuto agire in modo opposto: con sensibilità, tempestività e senso delle istituzioni».

 

«Siamo preoccupati anche per le possibili conseguenze amministrative e legali: se questa prassi si è protratta nel tempo, il Comune potrebbe trovarsi esposto a richieste di rimborso o a contenziosi da parte dei cittadini. È necessario fermare immediatamente questo meccanismo opaco e ripristinare il pieno rispetto delle norme. La città non può tollerare una gestione delle regole “a discrezione”.  Questa vicenda dimostra, ancora una volta, il livello di confusione, improvvisazione e sciatteria amministrativa che caratterizza l’Amministrazione Falcomatà», conclude Massimo Ripepi.

 

Ufficio stampa

CALABRIA – Occhiuto apre la campagna elettorale: “In 4 anni più che in 40”

Con un messaggio affidato ai social, Roberto Occhiuto, presidente dimissionario della Regione Calabria, ha dato ufficialmente il via alla sua nuova corsa verso la Cittadella regionale. Le elezioni sono fissate per il 5 e 6 ottobre e il governatore uscente ha scelto di presentarsi agli elettori con uno slogan dal sapore programmatico e identitario: “Occhiuto Presidente: in 4 anni di più che in 40”.

A sostenerlo sarà ancora una volta l’intero schieramento di centrodestra, compatto attorno al suo nome con sette liste: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Occhiuto Presidente, Forza Azzurri, Noi Moderati e Unione di Centro. La novità più evidente rispetto al 2021 è proprio il simbolo personale “Occhiuto Presidente”, segno di una leadership rafforzata nel corso del mandato.

Cinque anni fa, il centrodestra aveva già puntato su di lui, ottenendo la vittoria con una coalizione ampia che includeva anche Coraggio Italia e Noi con l’Italia. Oggi la squadra si ricompatta, ma con un marchio identitario che porta direttamente il nome del presidente.

Il lancio del manifesto segna dunque l’inizio della campagna elettorale, che si annuncia intensa e tutta giocata sulla contrapposizione tra i risultati rivendicati dall’attuale governatore e le proposte delle altre forze politiche. Occhiuto, forte della coesione della sua coalizione, punta a confermarsi alla guida della Calabria con un messaggio chiaro: proseguire il cammino intrapreso, rivendicando di aver impresso una svolta che, nelle sue parole, ha dato al territorio più in pochi anni che in interi decenni.


COSENZA – Dimessi i 28 pazienti ricoverati per l’intossicazione da botulino

Sono stati tutti dimessi i 28 pazienti che nelle scorse settimane erano stati ricoverati all’ospedale “Annunziata” di Cosenza a causa di un’intossicazione da botulino. Un caso che aveva destato forte preoccupazione in città e che, grazie all’intervento tempestivo dei medici, si è concluso senza vittime.

“La diagnosi precoce è stata la chiave – ha dichiarato il Commissario dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, Vitaliano De Salazar , durante una conferenza stampa – i medici dell’Annunziata sono stati veramente bravi, perché in caso di botulino è una lotta contro il tempo. Non abbiamo avuto alcun decesso grazie a una gestione sanitaria, clinica e organizzativa impeccabili”.

De Salazar ha inoltre annunciato l’organizzazione di un convegno scientifico dedicato al tema: “Abbiamo gestito 28 casi e il botulino è un qualcosa che tutti conosciamo, ma di cui non si sentiva parlare da anni. Vale la pena organizzare un congresso per migliorare le buone pratiche sulla gestione di questi fenomeni”.

Il commissario ha infine sottolineato come l’ospedale cosentino sia motivo di vanto per l’intera regione: “Il nostro ospedale è un orgoglio per la Calabria”.

REGGIO – Presentato il maxi progetto del nuovo Campus Universitario della “Mediterranea”

Reggio Calabria, presentato il Campus del Mediterraneo: un investimento sul futuro dell’Università e dei giovani

Reggio Calabria ha vissuto una giornata storica con la presentazione ufficiale del Campus Universitario del Mediterraneo, un progetto ambizioso e strategico per l’Università degli Studi Mediterranea, reso possibile da un emendamento alla Legge di Bilancio 2025, firmato dall’onorevole Francesco Cannizzaro, che ha stanziato 4 milioni di euro a favore dell’ateneo reggino.

Alla cerimonia, svoltasi presso l’Aula Quistelli, ha partecipato anche il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che ha messo il sigillo istituzionale a un’iniziativa definita “una pietra miliare” per il territorio e per l’intero sistema universitario del Mezzogiorno. Il progetto ha previsto la realizzazione di strutture moderne: edifici accademici, residenze per studenti, impianti sportivi, laboratori, mense, biblioteche, spazi ricreativi e aree verdi, con una particolare attenzione alla piena accessibilità per le persone con disabilità.

Il Rettore Giuseppe Zimbalatti, nel suo intervento, ha parlato della necessità di attrarre studenti dall’estero e di trattenere i giovani calabresi:“Attrarre e trattenere sono le nostre parole chiave. Il Campus è un’opera pensata per loro, realizzata su misura”. Il profilo internazionale dell’iniziativa è stato ulteriormente rafforzato dall’annuncio di un gemellaggio con una delle più importanti università dell’Asia Centrale, che porterà a Reggio Calabria studenti dal Kazakistan.

Nel suo intervento, la Ministra Bernini ha sottolineato come la posizione geografica dell’Università Mediterranea rappresentasse un punto di forza cruciale, non solo dal punto di vista simbolico, ma anche per la cooperazione internazionale e la ricerca: “Questo Campus nasce nel cuore del Mediterraneo. Una giovane università con una storia importante, capace di attrarre anche cervelli di ritorno, alcuni persino da Harvard e Princeton”.

Bernini ha inoltre ricordato che lo Stato aveva recentemente avviato un bando nazionale con 1 miliardo e 200 milioni di euro dedicati all’housing studentesco e ha richiamato l’attenzione sull’urgenza di riforme universitarie, tra cui quella della facoltà di medicina, mirata ad abolire il test d’ingresso: “Le riforme non si fanno a costo zero. Ma se i nostri studenti sono costretti a formarsi all’estero, abbiamo già perso”.

A dare ulteriore peso politico alla giornata è stato l’intervento dell’onorevole Cannizzaro, che ha raccontato la nascita spontanea dell’idea in un incontro estivo con il Rettore: “Era metà agosto, ci accordammo per un caffè e nacque l’idea. Lui desiderava il Campus, io promisi di cercare i fondi. Ed eccoci qui”.

Per ultimo, la Ministra Bernini ha lanciato un messaggio chiaro: “Le buone idee non hanno colore politico. Il Campus del Mediterraneo deve essere un luogo d’incontro, di sapere e di futuro condiviso. Le università devono dialogare con il mondo del lavoro e formare competenze per mestieri che ancora non esistono”.

Con questo progetto, Reggio Calabria ha segnato un punto di svolta nella propria storia accademica, puntando a diventare un polo culturale e scientifico di riferimento per tutto il bacino mediterraneo.

REGGIO – Ripepi: Falcomatà chiude la Città

“Reggio Calabria assiste oggi a un fatto senza precedenti, che paralizzerà i centri nevralgici, amministrativi, politici, culturali, educativi e sportivi della Città. Per effetto diretto dell’inadempienza politico-amministrativa del Sindaco Giuseppe Falcomatà24 uffici comunali distribuiti su tutto il territorio cittadino saranno chiusi con effetto immediato, a causa dell’assenza di interventi sull’agibilità dei locali.” – esordisce così il Consigliere Comunale e Presidente della Commissione Controllo e Garanzia, Massimo Ripepi.-  “La decisione, formalizzata in una comunicazione a firma del Dirigente del Comune, l’Ing. Minutolo, rappresenta l’atto estremo e inevitabile di un datore di lavoro pubblico che ha il dovere giuridico di tutelare l’incolumità dei lavoratori e degli utenti. Il vero problema, però, non risiede nella firma del Dirigente, ma nell’inerzia prolungata e reiterata dell’amministrazione comunale e del suo vertice politico.”

“Il Dirigente-Datore di Lavoro, Ing. Francesco Minutolo, nella missiva indirizzata al Sindaco, al Segretario Generale, al Capo di Gabinetto e a tutti i Dirigenti ritiene che – considerato l’avvio di una intensa attività di verifica delle condizioni di manutenzione e di agibilità degli edifici comunali, viste le molteplici segnalazioni inerenti le generalizzate criticità riguardanti la sicurezza nei luoghi di lavoro negli uffici comunali, e al fine di tutelare l’integrità e il benessere dei lavoratori dell’Ente –  si debbano disporre le misure temporanee, con decorrenza immediata, a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori negli uffici comunali, demandando ai Dirigenti competenti l’adozione delle stesse. Misure che necessitano l’inibizione o – nella maggioranza dei casi – addirittura la sospensione delle attività inerenti agli uffici stessi. Infine, il Dirigente Ing. Minutolo demanda alla Società Castore l’apposizione di segnaletica, cartellonistica, barriere e di quant’altro necessario al fine di garantire l’applicazione delle suddette misure temporanee, su coordinamento dei Dirigenti competenti e del Servizio “Tutela Salute, Sicurezza sui luoghi di lavoro”.

Il Consigliere Massimo Ripepi ha poi evidenziato: “Questi gli immobili interessati:

1.    IMMOBILE COMUNALE : Comando Polizia Locale

  • MISURA IMMEDIATA: Inibizione, oltre dei locali interni del corpo avanzato, dell’area sottostante utilizzata quale ingresso principale
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino ad ulteriori accertamenti statici

2.    IMMOBILE COMUNALE : Biblioteca De Nava

  • MISURA IMMEDIATA: Sospensione delle attività in presenza
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino al rilascio CPI e ripristino impianto di climatizzazione

3.    IMMOBILE COMUNALE : Campo Atletica CONI-Custodia

  • MISURA IMMEDIATA: Inibizione dei locali
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino all’ottenimento del certificato di agibilità dei locali

4.    IMMOBILE COMUNALE : Castello Aragonese

  • MISURA IMMEDIATA: Divieto di utilizzo dei locali per eventi espositivi e o mostre – In condizioni climatiche sfavorevoli sospensione attività in presenza
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino all’eventuale rilascio CPI (necessario in caso di mostre/eventi espositivi) e al ripristino dell’impianto di climatizzazione

5.    IMMOBILE COMUNALE : Palazzo CE.DIR.

  • MISURA IMMEDIATA: Sospensione delle attività in presenta fino all’ottenimento del CPI, come da verbale ispettivo VV.F.
  • SCADENZA DELLA MISURA: no all’ottenimento del CPI

6.    IMMOBILE COMUNALE : Cimitero Condera

  • MISURA IMMEDIATA: Inibizione utilizzo impianti ed apparecchiature elettriche
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino all’ottenimento della certificazione di conformità alla regola dell’arte

7.    IMMOBILE COMUNALE : Cimitero Modena

  • MISURA IMMEDIATA: Inibizione utilizzo impianti ed apparecchiature elettriche
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino all’ottenimento della certificazione di conformità alla regola dell’arte

8.    IMMOBILE COMUNALE : Sede decentrata Catona

  • MISURA IMMEDIATA: Ottenimento certificato di agibilità entro 30 giorni
  • SCADENZA DELLA MISURA: ///

9.    IMMOBILE COMUNALE : Sede decentrata Mosorrofa

  • MISURA IMMEDIATA: Sospensione delle attività in presenza
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino al rilascio del certificato di agibilità

10.   IMMOBILE COMUNALE : Sede decentrata Ravagnese

  • MISURA IMMEDIATA: Sospensione delle attività in presenza
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino al completamento lavori e al rilascio di certificato di agibilità

11.   IMMOBILE COMUNALE : Sede decentrata S. Caterina

  • MISURA IMMEDIATA: Sospensione delle attività in presenza
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino al rilascio collaudo ascensore e certificato di conformità impianto elettrico

12.   IMMOBILE COMUNALE : Sede decentrata Sbarre

  • MISURA IMMEDIATA: Ottenimento certificato di agibilità entro 30 giorni
  • SCADENZA DELLA MISURA: ///

13.   IMMOBILE COMUNALE : Sede decentrata Pellaro

  • MISURA IMMEDIATA: Sospensione delle attività in presenza
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino al rilascio del certificato di agibilità

14.   IMMOBILE COMUNALE : Palazzo San Giorgio

  • MISURA IMMEDIATA: Sospensione delle attività in presenza
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino al rilascio del certificato di agibilità

15.   IMMOBILE COMUNALE : Pinacoteca Civica

  • MISURA IMMEDIATA: Sospensione delle attività in presenza
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino al rilascio del CPI

16.   IMMOBILE COMUNALE : Palazzo Via Vicenza-Attività Produttive

  • MISURA IMMEDIATA: Inibizione accesso al pubblico
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino al completamento dei lavori di installazione e messa in esercizio impianto elevatore

17.   IMMOBILE COMUNALE : Ufficio Custodi Villa Comunale

  • MISURA IMMEDIATA: Inibizione dell’utilizzo
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino all’esecuzione di interventi di manutenzione straordinaria e al rilascio dei certificati conformità impianti

18.   IMMOBILE COMUNALE : Uffici Politiche Sociali Modena

  • MISURA IMMEDIATA: Sospensione delle attività in presenza
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino al rilascio del certificato di conformità impianto elettrico

19.   IMMOBILE COMUNALE : Scuola Infanzia Frangipane

  • MISURA IMMEDIATA: Sospensione delle attività
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino all’ottenimento del certificato di agibilità

20.   IMMOBILE COMUNALE : Scuola Infanzia Gebbione

  • MISURA IMMEDIATA: Sospensione delle attività
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino all’ottenimento del certificato di agibilità

21.   IMMOBILE COMUNALE : Scuola Infanzia Genoese

  • MISURA IMMEDIATA: Sospensione delle attività
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino all’ottenimento del certificato di agibilità

22.   IMMOBILE COMUNALE : Scuola Infanzia via Pio XI

  • MISURA IMMEDIATA: Sospensione delle attività
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino all’ottenimento del certificato di agibilità

23.   IMMOBILE COMUNALE : Servizi Demografici

  • MISURA IMMEDIATA: Sospensione delle attività in presenza
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino all’ottenimento del certificato di agibilità

24.   IMMOBILE COMUNALE : Villetta De Nava

  • MISURA IMMEDIATA: Sospensione delle attività
  • SCADENZA DELLA MISURA: Fino all’ottenimento certificato di conformità impianti elettrico e di climatizzazione

“Non si tratta di un evento improvviso, né di una calamità naturale. È il frutto diretto di anni di mancata programmazione, assenza di manutenzione, ritardi cronici negli interventi minimi di messa in sicurezza, e colpevole disinteresse per le condizioni dei luoghi di lavoro e di servizio ai cittadini.” – ha rimproverato Ripepi. – “La chiusura forzata di questi uffici significa interruzione di servizi essenziali, disagio per migliaia di cittadini, ostacolo all’accesso agli atti, rallentamento delle pratiche edilizie, anagrafiche, sociali e tributarie. È un blocco amministrativo senza precedenti che colpisce famiglie, imprese, professionisti e lavoratori comunali.”
 

“La responsabilità è profondamente politica: chi ha guidato la città negli ultimi dieci anni, e continua a farlo, non può chiamarsi fuori. Il Sindaco Falcomatà non ha promosso interventi, non ha investito nella sicurezza, non ha pianificato la riqualificazione delle sedi comunali, lasciando che si deteriorassero fino a diventare inagibili.”

“In un momento storico in cui i cittadini chiedono trasparenza, efficienza e dignità nelle istituzioni, questa vicenda rappresenta uno scempio amministrativo e politico che segna ulteriormente il declino dell’Ente comunale e dell’intera città. A pagare sono, ancora una volta, i cittadini e i dipendenti pubblici. A rispondere devono essere, senza ambiguità, i vertici politici. La città non può più tollerare silenzi, omissioni e scaricabarile. È ora che il Sindaco Giuseppe Falcomatà si assuma le proprie responsabilità di fronte alla città, pubblicamente e senza retorica. Chiedo un Consiglio Comunale urgente per trattare immediatamente e con tutta la popolazione la gravissima situazione che potrebbe totalmente paralizzare la nostra città.”- ha concluso il Consigliere Comunale e  Presidente della Commissione Controllo e Garanzia, Massimo Ripepi

REGGIO – Consulta Giovani, Lorenzo Scappatura (AP-Giovani): “Consulta Giovani come Falcomatà: pretendono il rispetto delle regole ma sono i primi a trasgredirle!”

“Se prima avevamo il dubbio ora ne abbiamo la certezza: la Consulta Giovani della Città Metropolitana di Reggio Calabria sembra ricalcare fedelmente il ‘modus operandi’ politico amministrativo di Giuseppe Falcomatà” – lo dichiara Lorenzo Scappatura, Segretario Regionale di AP Giovani a margine della riunione del 22 febbraio 2025 – “Giovani motivati e desiderosi di contribuire al bene della città si sono trovati di fronte a una realtà ben diversa da uno strumento di vera partecipazione democratica. Un’associazione privata, formata inizialmente da pochi soggetti, ha eletto al proprio interno un direttivo e un presidente e, in circostanze poco chiare, ha poi sottoscritto un protocollo d’intesa con la Città Metropolitana spacciandosi come un’estensione istituzionale dell’ente pubblico. Questo contrasta con il Regolamento sulla Democrazia Partecipata della stessa Città Metropolitana che prevede organi di partecipazione pubblici, e non ‘privati’, per garantire il coinvolgimento democratico dei cittadini. Un esempio virtuoso è la Consulta dello Sport, istituita con adesioni volontarie e una successiva elezione democratica dei suoi rappresentanti.”

“Ci troviamo dunque di fronte ad una dubbia, molto dubbia, emanazione di un ente pubblico che si propone di rappresentare i giovani e il confronto democratico nel nome della Città Metropolitana di Reggio Calabria e che invece si è rivelata un ente privato in mano a poche persone pronte a mettere in piedi un vero e proprio ‘tribunale’ allorquando qualcuno osa mettere in discussione i metodi e i criteri di gestione.” –  ha continuato Scappatura – “Durante l’ultima messa in scena nel corso della riunione del 22 febbraio, infatti, nonostante le preliminari promesse dei due fondatori, Rossana Arcano e Davide Speziale, di non celebrare un ‘processo’, in realtà è stato messo in atto un vero e proprio festival dell’ipocrisia e del doppiopesismo in cui sono stati reiteratamente calpestati lo Statuto e il Regolamento Interno quando è stato necessario colpire chi dissentiva.”

“Con un colpo di spugna mi rimuovono dalla carica di Responsabile della Commissione ‘Social e Stampa’ accusandomi di non aver rispettato le norme statutarie (non si sa quali!) mentre sono proprio loro stessi a calpestarle trasgredendo l’articolo 10 dello Statuto. Al solito, due pesi e due misure!” – ha contestato Scappatura che ha pertanto inviato una lettera formale al Consiglio Direttivo e in copia al Sindaco Giuseppe Falcomatà e al Prefetto Clara Vaccaro, per chiedere il rispetto delle norme statutarie e regolamentari. “Le regole devono valere sempre e per tutti, non solo quando fanno comodo. La Consulta dovrebbe essere il luogo in cui i giovani imparano la democrazia e il rispetto delle istituzioni e non uno strumento personale del Presidente e dei suoi amici dove chi critica viene silenziato ad imperio con forzature regolamentari” – ha sottolineato.

“La riunione ha visto anche momenti di forte imbarazzo da parte della Presidente Rossana Arcano (spalleggiata dal collega del Direttivo, Davide Speziale) che davanti all’evidenza delle irregolarità si è arrampicata sugli specchi fornendo giustificazioni alquanto confuse e contraddittorie con il piglio del ‘capo’ che non deve essere disturbato né tantomeno contraddetto. Non accetterò mai questi comportamenti autoritari e scoordinati dalla realtà di un Presidente che ha dimostrato poca competenza e poca sensibilità alle regole.” – ha spiegato Scappatura – “Non solo, durante tutto il suo discorso il mio nome è stato censurato e sostituito con ‘questa persona‘ con la scusa di voler tutelare la mia immagine. Ma quale tutela? Il mio nome era già su tutti i giornali e sono stato io stesso a parlare di quanto accaduto.” – ha proseguito il Segretario di AP Giovani.

“E, ancora, ha fatto molto riflettere la dichiarazione della Arcano quando afferma che, parlando di privacy, alcuni membri della Consulta ‘rischiano la carriera se si venisse a sapere l’appartenenza all’organo giovanile’” – ha sottolineato Scappatura – “Un’affermazione totalmente priva di senso, alla stregua di un’associazione segreta, e che non regge in piedi se si considera che la Consulta abbia pubblicato sul sito web (visibile a chiunque) i nomi e i cognomi di tutti i partecipanti.”

“E non finisce qui. Nel momento più alto del suo monologo autocratico, la Presidente Arcano ha addirittura dichiarato, nell’intento di autoelevarsi, che ‘il lavoro che fa è molto più serio della partecipazione a comizi e del fare il burattino di qualcuno’. Dunque, oltre ad avere un’idea piuttosto bizzarra della democrazia, la Presidente ha anche ritenuto opportuno sminuire il ruolo di chi fa politica, come se il suo lavoro fosse superiore a quello di chi si impegna per il bene della comunità.” – ha rincarato il Segretario Regionale.

“Inoltre, quando ho chiesto ai membri del Direttivo se fossero stati messi dentro la Consulta da un partito o da un politico, la risposta, salvo due membri dichiaratamente schierati, è stata unanime: no. Tuttavia, il loro ‘modus operandi’, che coincide perfettamente con quello dell’attuale amministrazione, suggerisce il contrario.” – ha proseguito il giovane – “Per questi motivi, ho inviato una lettera al Consiglio Direttivo segnalando le irregolarità e richiedendo il mio reintegro nel ruolo di Rappresentante della Commissione ‘Social e Stampa’, poiché la mia rimozione è stata arbitraria e contraria alle regole. Pertanto solleciterò l’intervento di tutte le istituzioni competenti, tra cui il Prefetto, affinché si verifichi la legittimità della Consulta e si esiga il rispetto di Regolamenti e Statuti“.

“In ogni caso, nonostante le velate minacce di espulsione da membro effettivo della Consulta, fintanto che potrò, continuerò a stare dentro questo organo giovanile al fine di evidenziare tutto ciò che ritengo sia fatto contro le regole e le norme, soprattutto nel rispetto di tutti quei ragazzi ignari che hanno aderito a questo progetto con la reale intenzione di creare un gruppo di lavoro nella Metrocity di Reggio Calabria.” – ha concluso il Segretario Regionale di AP Giovani, Lorenzo Scappatura.

REGGIO – Ponte sullo Stretto e Sud penalizzato, il PD contro il Centrodestra: «Tagli al Sud e fondi sottratti, ma il Centrodestra grida allo scandalo solo sui ricorsi»

“Mi stupisce il fatto che alcuni esponenti della LEGA e di FORZA ITALIA abbiano gridato allo scandalo per le spese legali sostenute dai Comuni di Villa San Giovanni e dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria e per il ricorso al T.A.R. Lazio quando, invece, nulla dicono rispetto ai milioni di euro già spesi dalla società “Stretto di Messina” e rispetto ai tagli che il Governo di Centro Destra nazionale sta effettuando nei confronti del Sud ed in particolare della Calabria”. Lo afferma in una nota Antonio Morabito, Segretario Prov.le del Partito Democratico di RC.

“Ed infatti, ricordiamo, che fino al 2013 la Società “Stretto di Messina” ha speso in consulenze 320 milioni di euro … questi non erano soldi pubblici ?? Non solo, ma nulla hanno detto sul fatto che ad oggi i soli soldi messi in campo per il fantomatico progetto del ponte sullo Stretto sono stati sottratti dai “Fondi di coesione” destinati a Calabria e Sicilia per un importo di oltre 2 miliardi e 300 milioni di euro”.

“Ed ancora, non hanno protestato sulla riduzione del “Fondo di perequazione infrastrutturale” da 4,6 miliardi a solo 700 milioni di euro; di tali fondi l’80 per cento spettava al Sud. Fondi che dovevano servire a coprire il gap infrastrutturale fra Nord e Sud ed erano destinati in particolare ad opere idriche, istruzione, sanità e trasporti”.

“Da ultimo, la Legge di bilancio taglierà al Mezzogiorno 5,3 miliardi di euro nei prossimi tre anni. Ciò contribuirà al rallentamento di una crescita che, per effetto dei fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), è stata più alta di quella registrata al Nord”.

“Sul taglio delle risorse per il Sud pesa l’eliminazione di “Decontribuzione Sud”, uno sgravio contributivo alle imprese istituito nel 2020 dal governo Conte durante il covid che ha avuto un certo impatto sulla crescita trainata in particolare dalle costruzioni e dalla spesa in opere pubbliche. Nel 2023 ha interessato più di due milioni di lavoratori”.

“Secondo le stime Svimez, l’abrogazione comporterà una riduzione di due decimi di punto della crescita del PIL del Sud e di tre decimi dell’occupazione, con circa 25 mila posti di lavoro a rischio. Dagli esponenti del Centro Destra, che hanno a cuore le sorti del Sud e, quindi, della Calabria, ci saremmo aspettati una presa di posizione su questi e sugli altri tagli effettuati e non su una legittima scelta di un Ente di impugnare un provvedimento”.