Rifiutati per l’autismo del figlio: madre e bambino senza casa, scoppia il caso a Reggio Calabria

Il dramma di Rosanna e del piccolo Gabriele: dopo anni di battaglie e l’affidamento in una casa famiglia, il sogno di tornare a vivere sotto lo stesso tetto si scontra con il muro dei pregiudizi. L’intervento dell’ex Garante Stanganelli: “Un fatto aberrante”.

Avere la disponibilità economica per pagare regolarmente un canone d’affitto, ma vedersi sbattere la porta in faccia. Non per mancanza di garanzie finanziarie, ma per una diagnosi medica. Succede a Reggio Calabria, dove il diritto alla casa e all’inclusione si infrange contro il muro, apparentemente invalicabile, del pregiudizio.

Vittime di questa inaccettabile discriminazione sono Rosanna Melara e suo figlio Gabriele, un bambino con disturbo dello spettro autistico. Il loro desiderio è dei più semplici: un appartamento dove poter finalmente tornare a vivere insieme. Eppure, la ricerca di un alloggio si è trasformata in un’umiliante corsa a ostacoli.

«Non pensavo che nel 2026 esistesse ancora una discriminazione del genere verso questi bambini», denuncia con amarezza la madre. Rosanna non chiede favori, né sconti: è pronta a firmare un contratto e a pagare il dovuto. Ma le risposte ricevute da alcuni proprietari immobiliari sono uno schiaffo alla civiltà: «Mi sono sentita dire frasi come ‘meglio tenerla chiusa che affittarla a bambini con problemi’».

Una storia di diritti negati e battaglie continue

Il calvario di questa famiglia non è una novità e parte da lontano. Già nel 2024 Rosanna aveva alzato la voce per denunciare la drammatica assenza di strutture sanitarie adeguate sul territorio calabrese per la gestione del figlio. Una situazione di estrema fragilità che spinse il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria a disporre il trasferimento di Gabriele in una struttura sociosanitaria.

Da quel momento, è iniziato un lento percorso di rinascita, favorito dall’intervento decisivo dell’allora Garante regionale della Salute, Anna Maria Stanganelli. Dopo un’ispezione che fece emergere criticità nella prima clinica, Gabriele fu trasferito in una casa famiglia reggina. Un ambiente più intimo e accogliente che ha permesso al bambino di ritrovare il sorriso e di ricostruire una quotidianità stabile, fatta di visite e amore materno.

Oggi, il passo naturale e necessario per il benessere di Gabriele sarebbe il ricongiungimento definitivo con la madre. Ma la barriera dello stigma sociale sta bloccando tutto, aggiungendo dolore a una vita già segnata da enormi difficoltà sistemiche. Come sottolinea la stessa Rosanna, le famiglie con figli autistici sono spesso abbandonate a se stesse in Calabria: «Affrontiamo mille ostacoli ogni giorno. Qui manca perfino la figura del neuropsichiatra infantile nei pronto soccorso».

La mobilitazione istituzionale: “Pronti a dare battaglia”

A raccogliere nuovamente il grido d’aiuto di Rosanna è stata Anna Maria Stanganelli. L’ex Garante della Salute, che considera il piccolo Gabriele uno dei “capitani dei diritti” tutelati durante il suo mandato, non usa mezzi termini per definire l’accaduto.

«Se confermato, ci troviamo di fronte a un fatto aberrante — ha dichiarato Stanganelli, confermando le segnalazioni sui rifiuti da parte dei proprietari di casa —. Parliamo di una situazione incresciosa».

La macchina della solidarietà, fortunatamente, si è già messa in moto. L’ex Garante ha avviato un fitto dialogo con l’amministrazione comunale di Reggio Calabria per cercare una soluzione abitativa in tempi rapidi, tenendo aperta anche l’opzione di un trasferimento a Palmi, la cittadina di cui la famiglia è originaria. «Mi metto in battaglia — ha promesso Stanganelli — perché i diritti non possono essere lesi, specialmente quando si tratta di bambini e soggetti fragili».

La vicenda di Gabriele non è solo il dramma di una singola famiglia, ma l’ennesima spia di un cortocircuito culturale e sociale. Mentre la politica discute di inclusione, nella vita reale l’ignoranza e la diffidenza continuano a negare i diritti più elementari. Rosanna e Gabriele non chiedono miracoli: chiedono solo una casa. E una società civile non dovrebbe mai negargliela.

Fonte: ReggioTV

REGGIO – Addio Serie C, Reggina in frantumi. Ripepi: “Gestione inadeguata e fallimento annunciato, ora trasparenza sulla cessione”

Il futuro della Reggina naviga in acque sempre più torbide. Con il forte rischio di un quarto anno consecutivo nella Serie D, il clima attorno alla squadra si fa di giorno in giorno più pesante. Basta scorrere i commenti sui canali social del club per tastare il polso di una tifoseria ormai esasperata, che ha di fatto smesso di sostenere un’attuale dirigenza percepita come inadeguata.

A tracciare un quadro dell’attuale situazione è il consigliere comunale Massimo Ripepi, che nel corso di una sua recente diretta social ha evidenziato i continui controsensi dell’attuale presidente Ballarino. Prima le aperture a una possibile cessione, poi le repentine chiusure: un vero e proprio “bipolarismo” societario di cui l’attuale stallo sportivo rappresenta l’amara sublimazione.

Secondo l’analisi di Ripepi, questa profonda confusione gestionale ricalca esattamente l’atteggiamento dell’amministrazione comunale guidata da Giuseppe Falcomatà e Paolo Brunetti. Il consigliere accusa apertamente l’amministrazione di aver consegnato, per mere logiche politiche, le chiavi della squadra a un imprenditore che, pur al massimo delle sue possibilità, non dispone delle risorse economiche adatte a una piazza così blasonata. Pur di evitare l’ingresso di Stefano Bandecchi, personaggio politico imponente ed investitore plurimiliardario pronto a versare capitali senza generare debiti (così come ha già dimostrato con la Ternana Calcio), sottolinea il consigliere, la giunta ha preferito condannare la città al rischio di “10 anni di Serie D”.

A smuovere ulteriormente le acque è un rumor clamoroso rivelato dallo stesso Ripepi. Durante la diretta, il consigliere ha reso noto che la società amaranto avrebbe da poco ricevuto una PEC contenente una formale richiesta di acquisto, con una cifra stimata tra 1,5 e 2 milioni di euro.
Se questa nuova voce sia fondata o meno resta da verificare, e Ripepi ha pubblicamente invitato la stampa sportiva a chiederne conto direttamente a Ballarino.
Questa presunta nuova offerta, tuttavia, va a sbattere contro una certezza innegabile ricordata dal consigliere: sul tavolo giace ancora la proposta pubblica di Stefano Bandecchi, alla quale l’attuale dirigenza non ha mai fornito alcuna risposta ufficiale.

Di fronte a questi movimenti e al malcontento della piazza, la società si ostina a rimanere chiusa in un impenetrabile silenzio, rotto solo a sprazzi per rilasciare dichiarazioni spesso contrastanti, per dire “tutto e il contrario di tutto”.

Attraverso le parole di Ripepi, prende forma l’auspicio di un’intera città: la dirigenza deve rompere questo silenzio in maniera definitiva e, soprattutto, trasparente.

L’appello a Ballarino è quello di dichiarare pubblicamente le proprie intenzioni, di farsi da parte e di fissare chiaramente il prezzo di vendita. Solo così eventuali investitori – magari con il coinvolgimento di una cordata di imprenditori reggini – potranno farsi avanti alla luce del sole.

Nel frattempo, le sorti della Reggina si intrecciano inevitabilmente con l’imminente campagna elettorale. Ripepi ha assicurato che il candidato sindaco del centrodestra, Francesco Cannizzaro, ha già in cima alle sue priorità il “dossier Reggina”. Ma l’urgenza condivisa oggi dai tifosi è una sola: avviare al più presto il processo di “liberazione” della società, per restituire a Reggio Calabria il patrimonio sportivo che merita.

REGGIO – Terremoto Reggina: Ballarino annuncia l’addio dopo il naufragio del sogno Serie C. La società amaranto, però, smentisce

Il fischio finale contro il Gela non ha sancito solo la fine di una partita, ma sembra aver calato il sipario sull’intero progetto sportivo della Reggina. Mentre l’amarezza avvolgeva lo stadio, la Gazzetta del Sud ha raccolto lo sfogo di un visibilmente scosso Nino Ballarino, intercettato direttamente sul rettangolo verde, il quale ha rilasciato dichiarazioni che sanno di resa definitiva, nonostante l’iniziale tentativo di trincerarsi dietro un silenzio colmo di rabbia.

«Cosa dovrei dirvi, che oggi abbiamo perso il nostro campionato?» – ha esordito Ballarino – «non vi offendete, ma non ho nulla da dichiarare. Anzi, posso dirvi che molto probabilmente questa è l’ultima volta che metto piede in uno stadio. La mia esperienza alla guida della Reggina termina qui».

La Reggina si ritrova oggi in un vicolo cieco: con il campionato ormai compromesso e una proprietà che dichiara pubblicamente la fine della propria corsa, il futuro del calcio reggino appare oggi più incerto che mai.

Tramite un comunicato inviato alle testate giornalistiche, però, la società calcistica smentisce le dichiarazioni raccolte e pubblicate dalla Gazzetta del Sud, definendole “prive di fondamento e gravemente lesive”.

Fonte: Gazzetta del Sud

GIOIA T. (RC) – Porto di Gioia Tauro: conclusi lavori della cabina elettrica “cold ironig”

Step by step, la progettazione del sistema di cold ironing nel porto di Gioia Tauro prosegue a passo spedito. Sono stati appena conclusi i lavori di realizzazione della prima cabina elettrica, per un importo di oltre 18,3 milioni di euro, e ultimati con ulteriori dieci milioni di euro per la fornitura delle opere elettromeccaniche.

Attualmente in fase di prova, si partirà fattivamente con il primo collegamento di una nave container ad una presa cold ironing nel mese di aprile.

In questo primo lotto, quindi, è stata realizzata una cabina elettrica di 728 metri quadrati, che servirà ad alimentare tre prese elettriche mobili, poste lungo 900 metri di banchine portuali attrezzate, a cui si collegheranno le navi in ormeggio, che potranno così spegnere i propri generatori diesel, nel rispetto della normativa europea in materia di sostenibilità ambientale.

Si tratta di un’infrastruttura particolarmente ampia e complessa che al suo interno contiene tre convertitori, sei trasformatori e 24 quadri elettrici. Sarà al servizio di tre prese mobili di alimentazione cold ironing, complessivamente omologate ad una potenza di 7,5 Megawatt, estendibili a 11 MW di potenza. Ogni presa, quindi, coprirà circa 300 metri di banchina, prevalentemente dedicata ad imbarcazioni di navi portacontainer.

Il progetto si inserisce all’interno della più ampia politica dell’Ente, guidato dal presidente Paolo Piacenza, che, nel rispetto della normativa europea, relativa agli interventi tesi ad assicurare “Energia pulita nei trasporti”, punta alla riduzione dell’impatto ambientale sulle attività portuali.

L’obiettivo è quello di giungere all’annullamento integrale delle emissioni locali durante l’ormeggio, fondamentale soprattutto per i porti che si integrano in contesti urbani.

Soddisfatto, il presidente Paolo Piacenza ha evidenziato l’importanza del progetto -: «L’elettrificazione delle banchine del porto assicurerà una gestione futura dello scalo guidata da una visione sempre più sostenibile e allineata agli standard europei. Siamo a buon punto, con la conclusione di una prima parte. Trasformeremo questo porto – ha sottolineato il presidente Piacenza – in una moderna infrastruttura portuale sostenibile, un modello innovativo di green port, in grado di rispondere alle sfide di ecosostenibilità, imposte dall’Unione Europea al settore della logistica e dei trasporti».

L’elettrificazione delle banchine richiederà un aumento del fabbisogno energetico con conseguente ampliamento della connessione alla rete di alta tensione per una domanda di potenza in prelievo pari a 80 MW. Contestualmente la società Medcenter Container Terminal Spa, che gestisce il terminal contenitori del porto di Gioia Tauro, ha in programma uno sviluppo delle infrastrutture portuali che prevede l’elettrificazione delle gru che operano la movimentazione a terra dei contenitori (gru automatiche ASC) ed il potenziamento delle gru elettriche di banchina (gru STS) che effettuano le operazioni di carico/scarico dei contenitori, che richiede una ulteriore potenza in prelievo di 80 MW.

Esigenze cristallizzate lo scorso marzo attraverso un Accordo Quadro tra MCT e l’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio con il quale sono state individuate e attribuite le specifiche responsabilità operative ed economiche.

Complessivamente, il progetto di cold ironing si propone, quindi, di soddisfare entrambi le necessità (AdSP e MCT) attraverso un ampliamento della connessione alla rete di alta tensione e la realizzazione di una stazione elettrica di trasformazione AT/MT ubicata all’interno dell’area portuale che sarà funzionale per entrambe le utenze (AdSP e MCT) per una fornitura totale di 160 MW.

CALABRIA – Visita del sottosegretario Morelli sulla SS106, senatrice Minasi: «La SS106 prende finalmente forma»

«Il sopralluogo del Sottosegretario Alessandro Morelli e del Direttore ANSFISA Domenico Capomolla sui cantieri della SS106, in Calabria, conferma ancora una volta che il Governo è presente e che i lavori sulla principale dorsale ionica sono entrati in una fase di piena operatività, con controlli sul campo e un monitoraggio puntuale dello stato di avanzamento».

Lo dichiara la Senatrice della Lega Tilde Minasi, commentando la visita istituzionale di ieri sul cantiere della Variante all’abitato di Palizzi Marina.
«Per impegni di Aula che mi hanno bloccato a Roma – continua la Senatrice – non ho potuto accompagnare il Sottosegretario Morelli nel corso della visita, ma voglio ringraziarlo pubblicamente per il suo impegno e sostegno alla Calabria, che dura ormai da tanti anni, da quando era vice Ministro ai Trasporti e si preoccupava già tanto del nostro territorio.In questo caso – ricorda – parliamo di un piano complessivo da circa 5 miliardi di euro per tutta la regione e di interventi già in corso: dalla Variante di Palizzi Marina – opera da 108 milioni su 3,5 km, con tracciato a quattro corsie e conclusione prevista nel 2027 – fino al Terzo Megalotto Roseto Capo Spulico–Sibari, ormai all’80%, con una prima apertura programmata già ad aprile. Accanto a questi – aggiunge – vanno ricordati i nuovi lotti tra Sibari, Rossano, Crotone e Catanzaro, per circa 80 km già finanziati o in fase di avvio.

È un progetto – precisa Minasi – che ho seguito con continuità in questi anni, intervenendo più volte proprio sulla SS106: la priorità è dare certezze ai territori, con programmazione, cronoprogrammi chiari e verifiche costanti sull’avanzamento, cosa che finalmente sta avvenendo.

Questa è, d’altronde, la differenza tra annunci e risultati.

La SS106 – dice ancora – è una priorità nazionale e lo si dimostra con una linea chiara: cantieri, sicurezza, tempi. È l’impostazione che il Ministro Matteo Salvini ha voluto imprimere al MIT, con risorse, programmazione, controlli e responsabilità, per trasformare un’Infrastruttura storicamente critica in un asse moderno, sicuro e strategico per lo sviluppo.

Da Senatrice di questo territorio sono orgogliosa di quanto stiamo riuscendo a fare lavorando con attenzione reale verso la nostra terra.

La SS106 è stata per troppo tempo la strada dei rinvii e oggi è invece un’opera strategica che prende forma. Le polemiche non costruiscono nulla, noi continuiamo ad agire. E, quando c’è buongoverno, l’azione politica ripaga con risultati misurabili, i risultati che la Calabria merita».

TAURIANOVA (RC) – Discarica clandestina nella piana di Gioia Tauro, 15 denunce e sequestri

Una discarica abusiva realizzata nel tempo all’interno di un burrone naturale, utilizzato come punto di sversamento per rifiuti urbani, speciali e anche pericolosi. È il bilancio di un’operazione dei Carabinieri che, nella Piana di Gioia Tauro, ha portato alla denuncia di quindici persone e al sequestro di sedici veicoli impiegati per il trasporto illecito dei materiali.

L’attività, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi diretta dal Procuratore Emanuele Crescenti, è stata condotta dai militari della Compagnia di Taurianova assieme ai colleghi del Nucleo Carabinieri Forestale di Cittanova, impegnati da mesi in servizi mirati di controllo delle aree rurali.

Le indagini, avviate nel novembre 2024, hanno permesso di individuare in contrada “Piggra” di Taurianova, un’area progressivamente trasformata in una discarica a cielo aperto. Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, nel burrone sarebbero stati riversati nel tempo detriti, scarti di lavorazione e rifiuti potenzialmente inquinanti, con il rischio di contaminazione del terreno e delle falde acquifere.

Attraverso appostamenti, monitoraggi e accertamenti tecnici, i Carabinieri hanno documentato una presunta attività sistematica di trasporto e abbandono dei rifiuti, riuscendo a risalire ai veicoli e alle persone coinvolte.

Per quindici indagati è scattata la denuncia in stato di libertà per gestione e smaltimento illecito di rifiuti in concorso. L’Autorità giudiziaria ha inoltre disposto il sequestro preventivo di 15 mezzi utilizzati per gli sversamenti e, per un soggetto, l’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto ai reati ambientali intensificata dall’Arma nelle zone extraurbane e agricole, dove l’abbandono illegale dei rifiuti rappresenta una delle principali criticità per la tutela del territorio.

Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari: la responsabilità degli indagati potrà essere accertata solo con sentenza definitiva.

REGGIO – Massimo Ripepi: “Toponomastica a spese dei cittadini? Grave violazione del regolamento. Bisogna fare piena luce sulla vicenda.”

«Eroe sì, ma solo se si paga la targa. Anche la memoria civile diventa una spesa del cittadino. A Reggio Calabria si è superato ogni limite: i familiari delle persone a cui si intitolano vie o piazze sono invitati a pagare targhe, pali e spese varie. E tutto questo, nonostante un regolamento comunale, approvato dal Consiglio comunale, vieti chiaramente questa prassi». Lo evidenzia il Consigliere comunale e Presidente della Commissione Controllo e Garanzia Massimo Ripepi che ha deciso di accendere i riflettori su una prassi, consolidata ma illegittima, portata avanti negli ultimi anni dall’Amministrazione comunale e che vede scaricare sui cittadini i costi delle intitolazioni pubbliche.

 

«Siamo di fronte a una situazione che presenta profili di estrema gravità istituzionale e politica. La vicenda delle intitolazioni di vie e piazze cittadine a spese dei familiari dei defunti, in palese violazione dell’articolo 30 del Regolamento comunale per la Toponomastica, non può passare sotto silenzio. Per questo motivo annuncio formalmente la convocazione di una seduta della Commissione Controllo e Garanzia, di cui sono Presidente, per chiedere chiarimenti urgenti e approfonditi su quanto sta accadendo».

 

«Il regolamento parla chiaro», continua Ripepi, «all’articolo 30 si legge che “la spesa per la toponomastica è a totale carico del Comune”. Eppure, in diversi casi documentati, sono stati i cittadini, i familiari dei defunti, a farsi carico delle spese per targhe, pali, pratiche e affissioni. Una scelta non solo inaccettabile ma anche in contrasto con la normativa vigente. In alcune circostanze è stato persino chiesto ai familiari degli intitolati di sostenere i costi, come nel caso della famiglia del vigile del fuoco Antonino Candido o del piazzale dedicato a Luigi Rende, trasformando il dolore in un ulteriore peso economico».

 

«La problematica relativa alla gestione delle targhe si sta, peraltro, manifestando proprio in questi giorni in cui ricorre l’anniversario della tragica morte del vigile del fuoco Antonino Candido (oggi, 5 novembre, ricorrono sei anni). », prosegue Ripepi, «In questa occasione, il Comando dei Vigili del Fuoco insieme alla famiglia celebrerà una messa con deposito di fiori nella via a lui intestata, ma ad oggi il Comune non ha ancora provveduto all’installazione della segnaletica né ha ufficializzato l’intitolazione. E dire che ogni anno veniva promesso che si sarebbe fatto. Una mancanza inaccettabile nei confronti di chi ha donato la propria vita al servizio della collettività.»

 

«Nella seduta della Commissione Controllo e Garanzia convocata per la prossima settimana, saranno ascoltati il Presidente della Commissione Toponomastica e i funzionari dell’Amministrazione comunale competenti, affinché venga chiarito in modo puntuale chi abbia autorizzato tali spese a carico dei cittadini, su quale base regolamentare si sia agito e se siano previsti rimborsi per le somme eventualmente versate in violazione della norma. »

 

«Non è ammissibile», incalza Ripepi, «che un’amministrazione ignori i propri regolamenti e costringa le famiglie a pagare per ricevere un riconoscimento pubblico, spesso postumo e legato a figure che hanno onorato la nostra città. La toponomastica non è un “favore” né un “privilegio per pochi”, ma un atto di memoria civile che va gestito con rispetto, dignità e in conformità alle regole. Soprattutto quando si parla di persone cadute per lo Stato, come Luigi Rende o Antonino Candido, il Comune avrebbe dovuto agire in modo opposto: con sensibilità, tempestività e senso delle istituzioni».

 

«Siamo preoccupati anche per le possibili conseguenze amministrative e legali: se questa prassi si è protratta nel tempo, il Comune potrebbe trovarsi esposto a richieste di rimborso o a contenziosi da parte dei cittadini. È necessario fermare immediatamente questo meccanismo opaco e ripristinare il pieno rispetto delle norme. La città non può tollerare una gestione delle regole “a discrezione”.  Questa vicenda dimostra, ancora una volta, il livello di confusione, improvvisazione e sciatteria amministrativa che caratterizza l’Amministrazione Falcomatà», conclude Massimo Ripepi.

 

Ufficio stampa

CALABRIA – Occhiuto apre la campagna elettorale: “In 4 anni più che in 40”

Con un messaggio affidato ai social, Roberto Occhiuto, presidente dimissionario della Regione Calabria, ha dato ufficialmente il via alla sua nuova corsa verso la Cittadella regionale. Le elezioni sono fissate per il 5 e 6 ottobre e il governatore uscente ha scelto di presentarsi agli elettori con uno slogan dal sapore programmatico e identitario: “Occhiuto Presidente: in 4 anni di più che in 40”.

A sostenerlo sarà ancora una volta l’intero schieramento di centrodestra, compatto attorno al suo nome con sette liste: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Occhiuto Presidente, Forza Azzurri, Noi Moderati e Unione di Centro. La novità più evidente rispetto al 2021 è proprio il simbolo personale “Occhiuto Presidente”, segno di una leadership rafforzata nel corso del mandato.

Cinque anni fa, il centrodestra aveva già puntato su di lui, ottenendo la vittoria con una coalizione ampia che includeva anche Coraggio Italia e Noi con l’Italia. Oggi la squadra si ricompatta, ma con un marchio identitario che porta direttamente il nome del presidente.

Il lancio del manifesto segna dunque l’inizio della campagna elettorale, che si annuncia intensa e tutta giocata sulla contrapposizione tra i risultati rivendicati dall’attuale governatore e le proposte delle altre forze politiche. Occhiuto, forte della coesione della sua coalizione, punta a confermarsi alla guida della Calabria con un messaggio chiaro: proseguire il cammino intrapreso, rivendicando di aver impresso una svolta che, nelle sue parole, ha dato al territorio più in pochi anni che in interi decenni.


COSENZA – Dimessi i 28 pazienti ricoverati per l’intossicazione da botulino

Sono stati tutti dimessi i 28 pazienti che nelle scorse settimane erano stati ricoverati all’ospedale “Annunziata” di Cosenza a causa di un’intossicazione da botulino. Un caso che aveva destato forte preoccupazione in città e che, grazie all’intervento tempestivo dei medici, si è concluso senza vittime.

“La diagnosi precoce è stata la chiave – ha dichiarato il Commissario dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, Vitaliano De Salazar , durante una conferenza stampa – i medici dell’Annunziata sono stati veramente bravi, perché in caso di botulino è una lotta contro il tempo. Non abbiamo avuto alcun decesso grazie a una gestione sanitaria, clinica e organizzativa impeccabili”.

De Salazar ha inoltre annunciato l’organizzazione di un convegno scientifico dedicato al tema: “Abbiamo gestito 28 casi e il botulino è un qualcosa che tutti conosciamo, ma di cui non si sentiva parlare da anni. Vale la pena organizzare un congresso per migliorare le buone pratiche sulla gestione di questi fenomeni”.

Il commissario ha infine sottolineato come l’ospedale cosentino sia motivo di vanto per l’intera regione: “Il nostro ospedale è un orgoglio per la Calabria”.

REGGIO – Presentato il maxi progetto del nuovo Campus Universitario della “Mediterranea”

Reggio Calabria, presentato il Campus del Mediterraneo: un investimento sul futuro dell’Università e dei giovani

Reggio Calabria ha vissuto una giornata storica con la presentazione ufficiale del Campus Universitario del Mediterraneo, un progetto ambizioso e strategico per l’Università degli Studi Mediterranea, reso possibile da un emendamento alla Legge di Bilancio 2025, firmato dall’onorevole Francesco Cannizzaro, che ha stanziato 4 milioni di euro a favore dell’ateneo reggino.

Alla cerimonia, svoltasi presso l’Aula Quistelli, ha partecipato anche il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che ha messo il sigillo istituzionale a un’iniziativa definita “una pietra miliare” per il territorio e per l’intero sistema universitario del Mezzogiorno. Il progetto ha previsto la realizzazione di strutture moderne: edifici accademici, residenze per studenti, impianti sportivi, laboratori, mense, biblioteche, spazi ricreativi e aree verdi, con una particolare attenzione alla piena accessibilità per le persone con disabilità.

Il Rettore Giuseppe Zimbalatti, nel suo intervento, ha parlato della necessità di attrarre studenti dall’estero e di trattenere i giovani calabresi:“Attrarre e trattenere sono le nostre parole chiave. Il Campus è un’opera pensata per loro, realizzata su misura”. Il profilo internazionale dell’iniziativa è stato ulteriormente rafforzato dall’annuncio di un gemellaggio con una delle più importanti università dell’Asia Centrale, che porterà a Reggio Calabria studenti dal Kazakistan.

Nel suo intervento, la Ministra Bernini ha sottolineato come la posizione geografica dell’Università Mediterranea rappresentasse un punto di forza cruciale, non solo dal punto di vista simbolico, ma anche per la cooperazione internazionale e la ricerca: “Questo Campus nasce nel cuore del Mediterraneo. Una giovane università con una storia importante, capace di attrarre anche cervelli di ritorno, alcuni persino da Harvard e Princeton”.

Bernini ha inoltre ricordato che lo Stato aveva recentemente avviato un bando nazionale con 1 miliardo e 200 milioni di euro dedicati all’housing studentesco e ha richiamato l’attenzione sull’urgenza di riforme universitarie, tra cui quella della facoltà di medicina, mirata ad abolire il test d’ingresso: “Le riforme non si fanno a costo zero. Ma se i nostri studenti sono costretti a formarsi all’estero, abbiamo già perso”.

A dare ulteriore peso politico alla giornata è stato l’intervento dell’onorevole Cannizzaro, che ha raccontato la nascita spontanea dell’idea in un incontro estivo con il Rettore: “Era metà agosto, ci accordammo per un caffè e nacque l’idea. Lui desiderava il Campus, io promisi di cercare i fondi. Ed eccoci qui”.

Per ultimo, la Ministra Bernini ha lanciato un messaggio chiaro: “Le buone idee non hanno colore politico. Il Campus del Mediterraneo deve essere un luogo d’incontro, di sapere e di futuro condiviso. Le università devono dialogare con il mondo del lavoro e formare competenze per mestieri che ancora non esistono”.

Con questo progetto, Reggio Calabria ha segnato un punto di svolta nella propria storia accademica, puntando a diventare un polo culturale e scientifico di riferimento per tutto il bacino mediterraneo.