Trovato un cantiere non autorizzato nel Parco della Sila, un 35enne denunciato

Nelle ultime ore, i Carabinieri della Stazione di Zagarise, in collaborazione con i membri del Nucleo forestale, hanno scoperto un cantiere edile non autorizzato all’interno del Parco nazionale della Sila. È stata sequestrata un’area di oltre 300 metri quadrati, recintata e realizzata in cemento armato, situata in una zona già sottoposta a sequestro per violazioni ambientali. Un uomo di 35 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato mentre irrigava il cemento fresco.

Durante le operazioni di controllo del territorio, i militari hanno colto sul fatto il proprietario mentre stava completando la platea in cemento armato, lunga circa 310 metri quadrati e dotata di rete metallica elettrosaldata. I successivi accertamenti hanno rivelato che questa costruzione era priva di qualsiasi permesso per l’edificazione.

Gli investigatori hanno sottolineato che l’abuso edilizio avveniva in una zona con severi vincoli paesaggistici, all’interno del Parco nazionale della Sila. Ulteriori indagini hanno confermato che la struttura in cemento cadeva all’interno di un’area già sequestrata l’anno precedente dai Carabinieri forestali per analoghi reati. Di conseguenza, l’intero cantiere è stato posto sotto sequestro penale. L’individuo è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Catanzaro, ma in stato di libertà.

FONTE: ANSA

REGGIO – Guardia di Finanza sequestra beni a un usuraio legato al narcotraffico

Le forze dell’ordine, in particolare le unità della Guardia di Finanza delle province di Firenze e Reggio Calabria, hanno messo in atto un decreto emesso dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria. Questa azione ha trovato fondamento nella legislazione del noto “Codice Antimafia”, ora definitiva sia riguardo alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per quattro anni, sia per quanto concerne la confisca di beni, stimati intorno ai 200 mila euro, riconducibili a un calabrese coinvolto nel narcotraffico e nell’usura, vicino alla cosca della ‘NdranghetaBellocco” di Rosarno (RC).

Questi beni erano già stati oggetto di un provvedimento di confisca, sia di primo che di secondo grado, deciso dalle Sezioni Misure di Prevenzione del Tribunale e della Corte d’Appello di Reggio Calabria. Tale decisione ha confermato che il patrimonio aziendale del soggetto, inclusi beni come un’imbarcazione di circa 16 metri, tre autoveicoli, un fabbricato e capitali finanziari, era eccessivo rispetto al reddito dichiarato.

Fin dalla fine degli anni ‘90, la personalità criminale di questo individuo ha destato preoccupazione, emersa attraverso vari procedimenti, in particolare nelle operazioni denominate “Magma”, portata avanti dal G.I.C.O. di Reggio Calabria, e “Erba di Grace” e “Buenaventura”, gestite dal G.I.C.O. di Firenze, sotto la supervisione delle rispettive Direzioni Distrettuali Antimafia.

Durante l’operazione “Magma”, conclusasi a novembre 2019 con 45 arresti, il soggetto è stato condannato a 20 anni di carcere per traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

In un altro contesto, il “proposto” è stato condannato a 4 anni di reclusione per traffico di stupefacenti, a seguito dell’operazione “Erba di Grace”, con sentenza del GIP del Tribunale di Firenze nel 2021, poi confermata nel 2022 dalla Corte d’Appello.

Nell’ambito dell’operazione “Buenaventura”, il soggetto ha ricevuto una condanna di 8 anni di reclusione per “reati contro la persona e contro il patrimonio” nel 2022, relativamente a manovre estorsive aggravate dal metodo mafioso, miranti al recupero di un debito usurario con un imprenditore del settore tessile, a cui ha applicato tassi annuali di interesse superiori al 66%.

In seguito ai risultati delle indagini, la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria ha collaborato con l’analoga autorità di Firenze per contrastare gli interessi economici della criminalità organizzata. Pertanto, i Nuclei di Polizia Economico Finanziaria di entrambe le province sono stati incaricati di eseguire un’indagine patrimoniale specifica, volta a predisporre misure di prevenzione nei confronti dell’individuo in questione.

In base ai risultati ottenuti, è stato disposto dapprima il sequestro e poi la confisca di primo grado dei beni. Quest’ultima misura patrimoniale è stata confermata anche in secondo grado dalla Corte d’Appello locale, su proposta della Procura Generale della Repubblica.

All’esito dell’appello, la Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi presentati dal “proposto” e da terzi, riconoscendo la validità della ricostruzione patrimoniale operata dalla Guardia di Finanza.

Questa operazione, che conferma il valore della confisca nella lotta alle attività illecite, favorisce l’acquisizione al patrimonio statale dei beni accumulati in modo illecito. Essa dimostra l’impegno delle autorità competenti nella lotta per garantire legalità e trasparenza nell’economia, affrontando l’inquinamento del mercato e tutelando la sana imprenditorialità.

Diabetologi in Calabria: pazienti non riescono a trovare risposte per il piede diabetico

ospedale

Negli ultimi quindici giorni, due cittadini calabresi dalla provincia di Cosenza hanno subito amputazioni per piede diabetico in ospedali toscani, uno a Pisa e l’altro a Livorno. Questi eventi segnano l’ennesima tragedia legata a una problematica che persiste da anni. Si tratta di pazienti fragili, spesso anziani e affetti da diabete e altre patologie croniche, che faticano a trovare assistenza adeguata in Calabria per una condizione devastante come il piede diabetico. È quanto emerso in una lettera aperta al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, scritta dal dottor Graziano Di Cianni, ex presidente nazionale dell’Associazione medici diabetologi e attuale direttore della Uoc diabetologia dell’ASL Toscana Nord-Ovest.

Un appello urgente per la salute in Calabria

Di Cianni, che è un medico diabetologo originario della Calabria e affermato in Toscana, ha osservato il fenomeno della migrazione sanitaria. Molti pazienti, dopo aver sopportato mesi di dolori, infezioni e lesioni, affrontano viaggi lunghi e impegnativi per ricevere cure lontano dalle loro famiglie, spesso ritornando a casa con amputazioni parziali o totali. La Calabria, che presenta un’alta prevalenza di diabete, si trova in una situazione critica. Molti cittadini non ricevono diagnosi tempestive e cure adeguate, il che li espone a gravi complicanze riguardanti cuore, vasi sanguigni, retina, reni e, in particolare, il piede diabetico. Inoltre, la regione registra uno dei tassi più elevati di amputazioni per diabete a livello nazionale.

Per far fronte a questa ‘epidemia silenziosa’, Di Cianni ha sottolineato la necessità di strategie preventive e terapeutiche che garantiscano l’accesso equo alle cure per tutti i pazienti, indipendentemente da fattori come età, condizioni sociali o comune di residenza. È ormai riconosciuto che il trattamento della malattia diabetica richiede la creazione di una rete di centri territoriali interdisciplinari, che collaborino con i medici di base e con ospedali in grado di gestire casi complessi, specialmente quelli con complicazioni agli arti inferiori.

Di Cianni ha esortato il presidente a dare priorità alla lotta contro il diabete e le sue complicanze in Calabria, affermando che la regione ha urgente bisogno di interventi mirati per allinearsi con il resto del paese.

FONTE: ANSA

LAMEZIA – Uccise il figlio dopo una lite, condannato a 12 anni: riconosciuta la seminfermità mentale

La Corte d’assise di Catanzaro ha inflitto una condanna di 12 anni di carcere a Francesco Di Cello, di 64 anni, per l’omicidio del figlio Bruno, di 30. L’imputato, che ha confessato il delitto, si era presentato alle autorità poco dopo aver sparato al figlio durante un acceso litigio avvenuto il 2 maggio 2025 in Marinella di Lamezia Terme. Oltre all’omicidio, Di Cello è stato ritenuto colpevole di possesso di un’arma clandestina e di ricettazione.

Durante la requisitoria, il pm Gualberto Buccarelli ha esaminato il difficile rapporto familiare, caratterizzato da pressioni e richieste incessanti di denaro da parte del figlio. La condotta di Bruno era tale da avergli valso in passato una condanna per estorsione. Al termine della camera di consiglio, la Corte ha ritenuto di riconoscere a Francesco Di Cello le attenuanti legate a una seminfermità mentale, che hanno avuto peso maggiore rispetto all’aggravante di aver assassinato un familiare, insieme ad altre attenuanti generiche.

Gli avvocati Renzo Andricciola e Pino Spinelli, difensori di Di Cello, hanno sostenuto la richiesta di riconoscere l’attenuante della provocazione.

COSENZA – Fatture contraffatte per eludere il fisco, beni sequestrati per 1,4 milioni

Frodi fiscali in una cooperativa di accoglienza: è quanto emerso dalle indagini che hanno coinvolto una cooperativa attiva nell’accoglienza dei migranti nel Comune di Amantea, in provincia di Cosenza. Su richiesta della Procura della Repubblica di Paola, guidata da Domenico Fiordalisi, la Guardia di finanza di Cosenza ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo. Questo ha riguardato beni, denaro e immobili per un valore di circa 1,4 milioni di euro, in relazione a reati fiscali commessi dalla cooperativa e da due individui coinvolti.

Le indagini hanno rivelato l’evasione dell’imposta sul reddito delle società (Ires) attraverso l’uso sistematico di fatture false. Secondo quanto emerso, il legale rappresentante e l’amministratore de facto dell’organizzazione avrebbero sottratto al fisco redditi per quasi cinque milioni di euro. Questa somma sarebbe stata ricavata tramite fatture fraudolente per un totale di circa 2,9 milioni di euro, accompagnate da registri contabili che attestavano attività non veritiere, presentando quindi all’Agenzia delle Entrate dichiarazioni di reddito e IVA ingannevoli.

Nel corso dell’operazione, sono stati sequestrati 16 conti correnti, oltre a quote societarie, sette immobili e tre veicoli intestati alle persone coinvolte o a loro disposizione, il tutto per un valore complessivo di circa 1,4 milioni di euro, equivalente all’ammontare delle imposte evase.

COSENZA – 43enne arrestato dopo aver aggredito e ferito il padre con un coltello

Un grave episodio di violenza si è verificato a Scalea, dove un uomo di 43 anni ha aggredito il padre, un 74enne, durante un acceso litigio. L’uomo ha colpito il genitore con un coltello, provocandogli ferite significative. L’intervento tempestivo dei carabinieri ha consentito di fermare l’aggressore poco dopo l’accaduto.

Le autorità giudiziarie sono coinvolte nel caso, con accertamenti attualmente in fase di svolgimento sotto la supervisione della Procura della Repubblica di Paola.

 

REGGIO – Arrestata una coppia a Melito di Porto Salvo per detenzione di sostanza stupefacente

Nei giorni scorsi, nell’ambito del consueto controllo del territorio, gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato in flagranza di reato un uomo e una donna di Melito di Porto Salvo (RC), accusati del reato di detenzione di sostanza stupefacente. L’arresto avveniva dopo che il personale delle Volanti del Commissariato di P.S. di Roghudi/Condofuri, coadiuvato da un’unità cinofila antidroga dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Reggio Calabria, ha intimato l’Alt ad un’autovettura con a bordo una coppia che si mostrava visibilmente agitata ed insofferente al controllo. Durante le verifiche, gli agenti hanno riscontrato un forte odore proveniente dall’abitacolo e, a seguito di ispezione visiva, hanno rinvenuto 55 panetti di sostanza vegetale di colore scuro, custoditi all’interno di una busta in plastica per la spesa situata nel cofano posteriore del mezzo. Il materiale sequestrato, dal peso complessivo di 5 chilogrammi e 850 grammi, è stato successivamente analizzato e classificato come sostanza stupefacente del tipo “hashish”. Dell’arresto è stata data immediata informazione all’Autorità Giudiziaria che ha disposto l’accompagnamento in carcere nei confronti della coppia. Trattandosi di procedimento in fase di indagini preliminari, per l’uomo e la donna vige il principio di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

REGGIO – Scoperto e sequestrato un piccolo arsenale di armi

Ieri, nell’ambito dei servizi disposti dalla Questura di Reggio Calabria e finalizzati al contrasto dei reati in materia di stupefacenti e circolazione delle armi, i poliziotti della Squadra Mobile hanno eseguito diversi controlli e perquisizioni su alcuni fabbricati di edilizia popolare, siti nella zona di Borgata Giardini e del Calopinace, che erano stati precedentemente individuati quali luoghi di aggregazione di soggetti noti agli investigatori.

In particolare, le attenzioni degli uomini della Mobile si sono concentrate sulle abitazioni apparentemente disabitate che ben potevano prestarsi a deposito di armi o droga.

All’interno di uno di queste, custodite in uno zaino occultato in un armadietto, sono state rinvenuti:

– 2 fucili a canne mozze

-1 fucile modificato ed idoneo per il tiro a raffica

-1 pistola

-200 cartucce di vario calibro.

Le armi, con matricola abrasa, si presentano in ottimo stato di conservazione e perfettamente funzionanti.

Allo stato, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, sono in corso gli accertamenti della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica finalizzati a ricostruire la provenienza delle armi ed il loro eventuale utilizzo in pregressi episodi delittuosi.

REGGIO – Incidente in via Demetrio Tripepi: auto perde il controllo

Questa mattina, il centro di Reggio Calabria ha vissuto attimi di terrore. Si è verificato un incidente in via Demetrio Tripepi, precisamente nel tratto che attraversa piazza De Nava.

Stando alle prime ricostruzioni, una Lancia ha sbandato, probabilmente a causa di un malore della conducente, e ha impattato contro un’auto parcheggiata.

L’incidente ha suscitato notevole preoccupazione tra i passanti. A poca distanza dal luogo dell’impatto, una madre si trovava a passeggio con il proprio bambino in carrozzina.

L’auto parcheggiata ha effettivamente schermato la madre e il bambino, evitando conseguenze più gravi.

Fortunatamente, nessuno ha subito ferite. La madre, visibilmente scossa dall’accaduto, ha ricevuto conforti e assistenza da alcuni passanti presenti al momento.

Un’ambulanza è giunta sul posto. Nel frattempo, il tratto stradale coinvolto nell’incidente è stato chiuso al traffico, in attesa di ripristinare la viabilità ordinaria.