CROTONE – Incidente tra due automobili sulla SS 107 in Calabria, due persone ferite

Oggi, intorno alle 14:00, una squadra dei Vigili del Fuoco del Comando di Cosenza è stata chiamata a intervenire lungo la SS 107, al km 33, dove si è verificato un incidente tra due veicoli, una Fiat Punto e una BMW X4.

Due feriti estratti dalle lamiere e affidati al 118

Due persone sono rimaste ferite e sono state estratte dalle lamiere dai pompieri, per poi essere trasportate al pronto soccorso dell’ospedale di Cosenza dal personale del SUEM 118.

In seguito all’incidente, la strada è stata temporaneamente chiusa per permettere le operazioni di soccorso e garantire la messa in sicurezza dell’area e dei veicoli coinvolti.

Strada chiusa per i soccorsi: presenti Polizia Municipale e AMSS 118

Oltre ai Vigili del Fuoco, sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche agenti della Polizia Municipale e personale sanitario dell’AMSS 118.

COSENZA – Giro d’Italia: sequestrati 14mila articoli falsi

Recentemente, la Guardia di Finanza di Scalea ha portato a termine un’operazione significativa, sequestrando 14.000 articoli contraffatti. Tra i prodotti ritirati si trovano cappellini, t-shirt, borse, bandane e vari gadget, tutti messi in vendita in concomitanza con la quinta tappa del Giro d’Italia, che ha collegato Praia a Mare (Cs) a Potenza. I militari hanno identificato una persona che stava vendendo articoli non autorizzati, simili a quelli ufficiali dell’evento. A seguito di questa azione, è stata emessa una sanzione amministrativa che supera i 25.000 euro.

La merce confiscata risultava priva di informazioni essenziali per la protezione dei consumatori, come le indicazioni in lingua italiana, i dati dell’importatore e del distributore, nonché dettagli sull’origine e sulla composizione. Inoltre, i prodotti presentavano caratteristiche non conformi a quanto riportato sulle etichette.

FONTE: ANSA

CATANIA – Due ‘corrieri’ fermati, confiscati 28 kg di sostanze stupefacenti

Gli agenti della squadra mobile hanno arrestato a Catania una coppia di corrieri della droga, in viaggio su due veicoli provenienti dalla Calabria con un carico complessivo di quasi 28 chilogrammi di sostanze stupefacenti. L’arresto è avvenuto lungo l’autostrada A18, nei pressi del casello in direzione del capoluogo etneo.

Il corriere di 35 anni trasportava all’interno della sua auto 9 chilogrammi di cocaina, occultati con ingegnosità in uno spazio creato tra il radiatore e il paraurti anteriore. La sua compagna, una 29enne, aveva invece con sé 22 panetti di hashish, per un peso totale di 18,7 chilogrammi, nascosti in un vano progettato ad hoc nell’alloggiamento dell’airbag del lato passeggero del cruscotto.

Per tentare di non destare sospetti, la donna viaggiava insieme al suo figlio minorenne. Quando fermati, la coppia affermava di trovarsi a Catania per acquistare una cucina.

Entrambi sono stati arrestati in flagranza di reato e trasferiti in carcere. Nel frattempo, il tribunale per i minorenni di Catania e quello di Reggio Calabria hanno disposto che il figlio della donna fosse affidato a familiari.

FONTE: ANSA

REGGIO – 16enne senza patente bloccato dopo aver ignorato un alt

Un sedicenne di origine tunisina è stato fermato nel centro di Reggio Calabria, dopo un inseguimento avvenuto durante un controllo di routine. Il giovane, alla guida di un’auto senza patente, ha ricevuto una denuncia per non aver rispettato l’alt imposto dalle forze dell’ordine.

Un inseguimento ad alto rischio nel cuore della città

Nella serata di ieri, una pattuglia della Polizia Locale ha riscontrato una manovra azzardata di un veicolo che ha ignorato un segnale di stop, mettendo in pericolo la sicurezza stradale. Gli agenti hanno attivato le sirene e le luci lampeggianti nel tentativo di fermare il conducente, ma il giovane ha continuato a fuggire a velocità sostenuta, creando situazioni di rischio per altri automobilisti e pedoni.

Il tracciato dell’inseguimento si è snodato per circa 2 chilometri nelle vie attorno a via Botteghelle. Durante la fuga, il ragazzo ha effettuato manovre estremamente pericolose. Alla fine, con l’intervento di un ulteriore veicolo della Polizia Locale, gli agenti sono riusciti a bloccare l’auto in fuga.

Minorenne bloccato: sanzioni gravose e procedimento legale

Dopo l’arresto, il conducente è stato identificato come un minore di 16 anni, di nazionalità tunisina e residente in città. Il giovane è stato trasportato alla Caserma Macheda-Marino, dove, dopo le procedure di identificazione e alla presenza dei genitori, ha ricevuto una sanzione amministrativa di oltre 7.000 euro. È stato inoltre denunciato presso la Procura della Repubblica per i Minorenni di Reggio Calabria, mentre l’auto da lui guidata è stata sottoposta a fermo amministrativo.

I genitori del giovane hanno subito le stesse sanzioni, oltre all’accusa di incauto affidamento per il veicolo usato nel reato.

L’impegno della Polizia Locale per la sicurezza

L’operazione, conclusa senza la registrazione di danni a persone o cose, si inserisce nel contesto più ampio delle attività della Polizia Locale per garantire la sicurezza stradale. Poiché il procedimento è ancora in fase di indagini preliminari, per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino all’emissione di un verdetto definitivo.

Trovato un cantiere non autorizzato nel Parco della Sila, un 35enne denunciato

Nelle ultime ore, i Carabinieri della Stazione di Zagarise, in collaborazione con i membri del Nucleo forestale, hanno scoperto un cantiere edile non autorizzato all’interno del Parco nazionale della Sila. È stata sequestrata un’area di oltre 300 metri quadrati, recintata e realizzata in cemento armato, situata in una zona già sottoposta a sequestro per violazioni ambientali. Un uomo di 35 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato mentre irrigava il cemento fresco.

Durante le operazioni di controllo del territorio, i militari hanno colto sul fatto il proprietario mentre stava completando la platea in cemento armato, lunga circa 310 metri quadrati e dotata di rete metallica elettrosaldata. I successivi accertamenti hanno rivelato che questa costruzione era priva di qualsiasi permesso per l’edificazione.

Gli investigatori hanno sottolineato che l’abuso edilizio avveniva in una zona con severi vincoli paesaggistici, all’interno del Parco nazionale della Sila. Ulteriori indagini hanno confermato che la struttura in cemento cadeva all’interno di un’area già sequestrata l’anno precedente dai Carabinieri forestali per analoghi reati. Di conseguenza, l’intero cantiere è stato posto sotto sequestro penale. L’individuo è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Catanzaro, ma in stato di libertà.

FONTE: ANSA

Diabetologi in Calabria: pazienti non riescono a trovare risposte per il piede diabetico

ospedale

Negli ultimi quindici giorni, due cittadini calabresi dalla provincia di Cosenza hanno subito amputazioni per piede diabetico in ospedali toscani, uno a Pisa e l’altro a Livorno. Questi eventi segnano l’ennesima tragedia legata a una problematica che persiste da anni. Si tratta di pazienti fragili, spesso anziani e affetti da diabete e altre patologie croniche, che faticano a trovare assistenza adeguata in Calabria per una condizione devastante come il piede diabetico. È quanto emerso in una lettera aperta al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, scritta dal dottor Graziano Di Cianni, ex presidente nazionale dell’Associazione medici diabetologi e attuale direttore della Uoc diabetologia dell’ASL Toscana Nord-Ovest.

Un appello urgente per la salute in Calabria

Di Cianni, che è un medico diabetologo originario della Calabria e affermato in Toscana, ha osservato il fenomeno della migrazione sanitaria. Molti pazienti, dopo aver sopportato mesi di dolori, infezioni e lesioni, affrontano viaggi lunghi e impegnativi per ricevere cure lontano dalle loro famiglie, spesso ritornando a casa con amputazioni parziali o totali. La Calabria, che presenta un’alta prevalenza di diabete, si trova in una situazione critica. Molti cittadini non ricevono diagnosi tempestive e cure adeguate, il che li espone a gravi complicanze riguardanti cuore, vasi sanguigni, retina, reni e, in particolare, il piede diabetico. Inoltre, la regione registra uno dei tassi più elevati di amputazioni per diabete a livello nazionale.

Per far fronte a questa ‘epidemia silenziosa’, Di Cianni ha sottolineato la necessità di strategie preventive e terapeutiche che garantiscano l’accesso equo alle cure per tutti i pazienti, indipendentemente da fattori come età, condizioni sociali o comune di residenza. È ormai riconosciuto che il trattamento della malattia diabetica richiede la creazione di una rete di centri territoriali interdisciplinari, che collaborino con i medici di base e con ospedali in grado di gestire casi complessi, specialmente quelli con complicazioni agli arti inferiori.

Di Cianni ha esortato il presidente a dare priorità alla lotta contro il diabete e le sue complicanze in Calabria, affermando che la regione ha urgente bisogno di interventi mirati per allinearsi con il resto del paese.

FONTE: ANSA

LAMEZIA – Uccise il figlio dopo una lite, condannato a 12 anni: riconosciuta la seminfermità mentale

La Corte d’assise di Catanzaro ha inflitto una condanna di 12 anni di carcere a Francesco Di Cello, di 64 anni, per l’omicidio del figlio Bruno, di 30. L’imputato, che ha confessato il delitto, si era presentato alle autorità poco dopo aver sparato al figlio durante un acceso litigio avvenuto il 2 maggio 2025 in Marinella di Lamezia Terme. Oltre all’omicidio, Di Cello è stato ritenuto colpevole di possesso di un’arma clandestina e di ricettazione.

Durante la requisitoria, il pm Gualberto Buccarelli ha esaminato il difficile rapporto familiare, caratterizzato da pressioni e richieste incessanti di denaro da parte del figlio. La condotta di Bruno era tale da avergli valso in passato una condanna per estorsione. Al termine della camera di consiglio, la Corte ha ritenuto di riconoscere a Francesco Di Cello le attenuanti legate a una seminfermità mentale, che hanno avuto peso maggiore rispetto all’aggravante di aver assassinato un familiare, insieme ad altre attenuanti generiche.

Gli avvocati Renzo Andricciola e Pino Spinelli, difensori di Di Cello, hanno sostenuto la richiesta di riconoscere l’attenuante della provocazione.

COSENZA – Fatture contraffatte per eludere il fisco, beni sequestrati per 1,4 milioni

Frodi fiscali in una cooperativa di accoglienza: è quanto emerso dalle indagini che hanno coinvolto una cooperativa attiva nell’accoglienza dei migranti nel Comune di Amantea, in provincia di Cosenza. Su richiesta della Procura della Repubblica di Paola, guidata da Domenico Fiordalisi, la Guardia di finanza di Cosenza ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo. Questo ha riguardato beni, denaro e immobili per un valore di circa 1,4 milioni di euro, in relazione a reati fiscali commessi dalla cooperativa e da due individui coinvolti.

Le indagini hanno rivelato l’evasione dell’imposta sul reddito delle società (Ires) attraverso l’uso sistematico di fatture false. Secondo quanto emerso, il legale rappresentante e l’amministratore de facto dell’organizzazione avrebbero sottratto al fisco redditi per quasi cinque milioni di euro. Questa somma sarebbe stata ricavata tramite fatture fraudolente per un totale di circa 2,9 milioni di euro, accompagnate da registri contabili che attestavano attività non veritiere, presentando quindi all’Agenzia delle Entrate dichiarazioni di reddito e IVA ingannevoli.

Nel corso dell’operazione, sono stati sequestrati 16 conti correnti, oltre a quote societarie, sette immobili e tre veicoli intestati alle persone coinvolte o a loro disposizione, il tutto per un valore complessivo di circa 1,4 milioni di euro, equivalente all’ammontare delle imposte evase.

COSENZA – 43enne arrestato dopo aver aggredito e ferito il padre con un coltello

Un grave episodio di violenza si è verificato a Scalea, dove un uomo di 43 anni ha aggredito il padre, un 74enne, durante un acceso litigio. L’uomo ha colpito il genitore con un coltello, provocandogli ferite significative. L’intervento tempestivo dei carabinieri ha consentito di fermare l’aggressore poco dopo l’accaduto.

Le autorità giudiziarie sono coinvolte nel caso, con accertamenti attualmente in fase di svolgimento sotto la supervisione della Procura della Repubblica di Paola.