CALABRIA – Sanità, svolta in Calabria: dopo 17 anni stop al commissariamento

È una giornata destinata a segnare una svolta per la Calabria. Il Consiglio dei Ministri, riunito a Palazzo Chigi, ha approvato la revoca del commissariamento della sanità regionale, ponendo fine a una gestione straordinaria durata ben diciassette anni.

La decisione è arrivata su proposta del ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, con il parere favorevole del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e del ministro della Salute Orazio Schillaci.

Si tratta di un passaggio di grande rilievo istituzionale, che sancisce il ritorno alla piena gestione della sanità da parte della Regione Calabria, chiudendo una lunga fase caratterizzata da interventi straordinari e controllo diretto dello Stato.

Un ruolo centrale in questo percorso è stato svolto dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, nominato commissario nel 2021 dal governo Draghi e successivamente confermato dal governo Meloni, con l’obiettivo di portare a termine il piano di rientro e superare definitivamente il commissariamento.

Il commissariamento della sanità calabrese era stato avviato nel 2010, a seguito del disavanzo sanitario e della necessità di rientrare nei parametri economici. Da allora si sono susseguiti diversi commissari, in una fase complessa che ha spesso attirato l’attenzione nazionale per criticità e difficoltà gestionali.

Con la decisione del Governo si chiude dunque una lunga stagione e si apre una nuova fase, in cui la Regione torna ad avere piena responsabilità nella programmazione e nella gestione del sistema sanitario.

Un risultato che rappresenta un punto di arrivo importante, ma anche una sfida: quella di tradurre questa autonomia in servizi più efficienti e in una sanità finalmente all’altezza delle esigenze dei cittadini calabresi.

REGGIO – Ripepi trafigge il PD: “Ipocrisia oltre ogni limite. Prima limita la democrazia e poi finge di difenderla”

Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale di legislatura, l’Aula “Pietro Battaglia” ha discusso e approvato il Regolamento sui Comitati di quartiere, uno strumento che punta a rafforzare la partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa. Un tema importante, da tempo al centro del dibattito politico cittadino e, non a caso, già inserito nel programma del centrodestra. Alla fine, però, è stata la maggioranza di centrosinistra a portarlo in approvazione: un dato che evidenzia, ancora una volta, le dinamiche di un bipolarismo politico in cui le idee spesso viaggiano oltre gli schieramenti, ma anche le contraddizioni che ne derivano.

Ci sono interventi che non passano inosservati. E quello di Massimo Ripepi è stato uno di questi: diretto, netto, senza giri di parole. Un attacco frontale, che mette in discussione non tanto il merito del provvedimento, quanto la coerenza politica di chi lo propone.

«L’ipocrisia del PD supera quella degli scribi e dei farisei. Approvano il ‘listone della vergogna’ che impedirà a centinaia di cittadini di candidarsi alle circoscrizioni e, contemporaneamente, approvano i comitati di quartiere dichiarandosi a favore della partecipazione popolare. Mai così in basso. Il nostro voto è favorevole solo perché siamo a favore della vera partecipazione popolare. Approvare questo provvedimento proprio alla fine della legislatura, inoltre, puzza solo di clientelismo» – affonda durissimo Ripepi.

Parole pesanti, certo. Ma che si inseriscono in un contesto che merita una riflessione più ampia e meno superficiale di quanto si voglia far credere.

Perché il nodo non è il regolamento sui comitati di quartiere, che anzi rappresenta uno strumento potenzialmente utile e condivisibile. Il punto è un altro: la tempistica. Dodici anni di amministrazione, dodici anni in cui certi strumenti di partecipazione sono rimasti nel cassetto, e poi – improvvisamente – tutto si accelera a ridosso delle elezioni.

Una coincidenza? Difficile sostenerlo con convinzione.

La politica, quando arriva a fine legislatura e comincia a “produrre” in modo compulsivo, rischia di trasformare anche le buone idee in strumenti sospetti. Perché ciò che conta non è solo cosa si fa, ma quando e perché lo si fa.

Ed è qui che l’accusa di ipocrisia, pur nella sua durezza, trova terreno fertile. Da un lato si introducono meccanismi che, di fatto, restringono la partecipazione – come nel caso del cosiddetto “listone” – dall’altro si sbandierano nuovi strumenti di coinvolgimento popolare. Due direzioni opposte che difficilmente possono convivere senza generare perplessità.

Se questo non è fumo negli occhi, allora è lecito chiedersi cosa lo sia.

Il rischio, concreto, è che i cittadini vengano chiamati a partecipare solo quando serve. Solo quando si vota. Solo quando è utile consolidare consenso.

Ed è proprio su questo punto che il dibattito politico dovrebbe essere più onesto, più trasparente. Perché la partecipazione non è uno slogan da campagna elettorale, ma un processo continuo, che si costruisce nel tempo, non negli ultimi mesi di mandato.

Ripepi ha scelto toni forti. Forse anche divisivi. Ma ha posto una questione che difficilmente può essere liquidata con sufficienza.

E adesso la parola passa ai cittadini. Con una consapevolezza in più: guardare non solo agli annunci, ma ai tempi e alle coerenze con cui arrivano.

REGGIO – Ultimo Consiglio comunale di legislatura: sì ai comitati di quartiere tra applausi, polemiche e accuse politiche

Clima carico di significato politico e istituzionale nell’aula “Pietro Battaglia”, dove si sta svolgendo l’ultimo Consiglio comunale di questa legislatura. Un appuntamento che segna la chiusura di un ciclo amministrativo e che, inevitabilmente, si trasforma anche in un banco di confronto tra maggioranza e opposizione in vista delle prossime elezioni.

Tra i punti all’ordine del giorno, particolare rilievo ha assunto la discussione sul regolamento dei comitati di quartiere, presentato come strumento di partecipazione e decentramento amministrativo.

Il saluto di Vizzari e le criticità sollevate da Scordino

In apertura, l’intervento di Roberto Vizzari (Forza Italia), che ha annunciato la propria scelta di non ricandidarsi al Consiglio comunale:
«Ho chiesto di intervenire perché ritengo doveroso comunicare la scelta di non candidarmi, ma mi candido come sindaco di San Roberto. Non potevo non rispondere presente alla chiamata della mia città».

Un intervento dai toni personali e istituzionali:
«Non è una scelta a cuor leggero. Anche dai banchi della minoranza ho cercato di offrire un contributo alla mia città. Ringrazio i colleghi, abbiamo interpretato il ruolo con grande serietà».

«Sono convinto che la futura amministrazione, che auspico sia quella di Cannizzaro, non potrà fare altro che bene. Grazie e forza Reggio».

A seguire, Valentino Scordino (La Strada) ha portato in aula un tema sociale urgente:
«Ritardi nei pagamenti di due lotti degli assistenti educativi: si colga immediatamente la serietà del problema. Durante le festività pasquali sono rimasti senza stipendio».

Un appello diretto all’aula:
«Approfondiremo e proporremo soluzioni fattive. Preghiamo di intervenire urgentemente e fornire risposte. Lo dobbiamo come Consiglio comunale».

Regolamento sui comitati di quartiere, Giuseppe Marino: “Strumento fondamentale di partecipazione”

Sul regolamento dei comitati di quartiere è intervenuto Giuseppe Marino (PD), illustrando il percorso e il significato del provvedimento:
«Si tratta di un regolamento per il 90% frutto delle proposte dei cittadini. È un percorso che parte dal basso e raccoglie l’esigenza legittima di partecipazione».

Marino ha sottolineato il valore politico e democratico dell’iniziativa: «I comitati sono associazioni libere e spontanee, radicate nei quartieri. Stiamo discutendo di uno strumento importantissimo, soprattutto in un momento di profonda crisi della democrazia».

E ha spiegato l’obiettivo operativo: «Tutti i 60 quartieri della città, già individuati nel 2024, dal prossimo mese di giugno potranno dotarsi di un comitato. I cittadini potranno partecipare alle commissioni, accedere alle registrazioni e contribuire attivamente alla vita amministrativa».

Ripepi: sì al regolamento, ma attacco frontale alla maggioranza

Di tutt’altro tono l’intervento di Massimo Ripepi (Alternativa Popolare), che pur annunciando voto favorevole, ha sferrato un duro attacco politico alla maggioranza.

«Voterò favorevolmente a questo regolamento, ma voglio dire la verità: voi siete ipocriti. Siete la dimostrazione reale dell’ipocrisia», ha esordito senza mezzi termini.

Ripepi ha contestato tempi e modalità dell’approvazione: «Questa delibera è stata portata agli estremi confini della legislatura per questioni elettoralistiche. Avete approvato il listone unico della vergogna sulle Circoscrizioni per vincere qualche seggio e ridurre la democrazia. Tantissime persone non si potranno candidare. Non è una questione personale, Marino svolge il suo lavoro. Ma non so chi abbia fatto questa operazione sul listone unico: è un danno alla democrazia».

«Più partecipazione c’è meglio è. Noi del centrodestra le avevamo già inserite nel programma, oggi la sinistra le realizza: questo è il bipolarismo che da sempre li caratterizza».

Ripepi ha però insistito sulle accuse: «State partorendo una serie di provvedimenti alla fine della legislatura solo per scopi elettorali. Mi auguro che i cittadini non ci caschino».

«Parlate di partecipazione, ma avete distrutto le consulte. Approvate codici etici e poi non li rispettate. Accogliamo anche questo provvedimento, pur essendo un’operazione elettorale. Per rispetto delle istituzioni voterò a favore, ma andrò in tutti i quartieri a spiegare la verità che si cela dietro questo regolamento».

ARGHILLA’ – Emergenza Rifiuti, la denuncia del Gruppo Civico “NOI SIAMO ARGHILLÀ”: “Bonifica, cassonetti o ancora miraggi?”

Torna a denunciare lo stato di totale abbandono e degrado igienico-sanitario in cui versa il quartiere di Arghillà, il Gruppo Civico “Noi Siamo Arghillà – La Rinascita” che, nella giornata di ieri,attraverso una diretta social che ha raccolto il grido di esasperazione di residenti.

«Nonostante le ripetute promesse e i proclami istituzionali, la situazione dei rifiuti ad Arghillà ha superato il livello di guardia, trasformando le strade in vere e proprie discariche a cielo aperto che minacciano la salute pubblica e la dignità dei cittadini.» – esordisce la Presidente Patrizia D’Aguì, che ha sollevato interrogativi cruciali che attendono risposta immediata da parte dell’Amministrazione Comunale e degli enti competenti.

«Per quanto riguarda la bonifica straordinaria, la domanda è una sola: dov’è la programmazione concreta? Gli interventi “spot” effettuati finora si sono rivelati palliativi e insufficienti. Si richiede un cronoprogramma certo e una task force dedicata per una pulizia radicale del territorio.» – punge la D’Aguì.

«Per non parlare dell “miraggio” dei cassonetti! La carenza di contenitori idonei e la mancata regolarità nella raccolta hanno creato un corto circuito gestionale.» – prosegue la Presidente – «Il gruppo chiede l’installazione immediata di nuovi presidi e un potenziamento del servizio di svuotamento.»

E ancora sulla sicurezza e il controllo, Patrizia D’Aguì torna a ribattere: «La bonifica non può prescindere da un piano di sorveglianza (fototrappole e pattugliamento) per evitare che, a poche ore dalla pulizia, i siti vengano nuovamente presi di mira dagli incivili.»

«Siamo stanchi di vivere tra i fumi dei roghi e l’odore nauseabondo dei rifiuti.» – hanno altresì raccontato durante la diretta social alcuni dei residenti del quartiere – «Arghillà non è una zona franca, ma una parte integrante di Reggio Calabria che paga le tasse e merita servizi dignitosi. La nostra è una richiesta di sopravvivenza. Chiediamo fatti, non l’ennesimo miraggio elettorale o burocratico.»

«Il Gruppo Civico NOI SIAMO ARGHILLÀ- La Rinascita annuncia che, in assenza di un riscontro immediato e della presentazione di un piano di bonifica straordinaria entro i prossimi giorni, verranno intraprese ulteriori azioni di protesta eclatanti nelle sedi istituzionali.» – conclude Patrizia D’Aguì – «La cittadinanza è invitata a restare unita e vigile. La rinascita di Arghillà parte dal diritto fondamentale a un ambiente pulito e sicuro.»

La Presidente del Gruppo Civico
NOI SIAMO ARGHILLÀ – La Rinascita

Patrizia D’Aguì

GIOIA TAURO – Arresto di un 54enne per possesso di 500kg di materiale esplodente

Un’importante operazione della Polizia di Stato ha consentito di individuare e sequestrare una ingente quantità di materiale esplodente illegalmente detenuto, arrestando un uomo di 54 anni con precedenti penali.

L’attività, scaturita da uno spunto informativo sviluppato dagli investigatori, ha condotto i poliziotti della Squadra Anticrimine e della Sezione Investigativa del Commissariato di P.S. di Gioia Tauro in una zona di aperta campagna, particolarmente isolata, nell’agro del comune di Rizziconi.

Qui, durante lo svolgimento di una perquisizione all’interno di una pertinenza del casolare abitato dall’uomo, dietro alcuni attrezzi agricoli, i poliziotti hanno rinvenuto numerosi cartoni contenenti materiale esplodente. Considerata l’ingente quantità e la precarietà delle condizioni del luogo del rinvenimento – caratterizzato anche dalla presenza di bidoni di olio e di mezzi agricoli riforniti di combustibile – si è reso necessario l’immediato intervento del nucleo artificieri della Polizia di Stato.

Il personale specializzato, giunto sul posto unitamente agli operatori della Squadra Amministrativa, ha provveduto alla messa in sicurezza dell’area e alla catalogazione del materiale esplodente rinvenuto.

Al termine delle operazioni, la Polizia di Stato ha sequestrato circa 500 kg di materiale esplodente di diversa natura detenuto illegalmente dall’uomo, tra cui fuochi d’artificio, materiale artigianale, bombe carta e mortai.

Alla luce degli elementi raccolti, il 54enne è stato arrestato per il reato di detenzione abusiva di materiale esplodente. Dopo le formalità di rito, su disposizione del Pubblico Ministero, l’uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Palmi, per rimanere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente.

L’operazione testimonia ancora una volta l’attenzione e la costante attività di prevenzione e controllo del territorio svolta dal Commissariato di P.S. di Gioia Tauro, finalizzata a garantire la sicurezza dei cittadini e a contrastare ogni forma di illegalità.

COMUNALI – Cannizzaro lancia il “logo partecipato”: “Scegliete voi il simbolo della mia lista”

La campagna elettorale entra sempre più nel vivo e Francesco Cannizzaro prova a coinvolgere direttamente i cittadini, trasformandoli in protagonisti anche nella scelta del simbolo.

Con un post pubblicato sui social nelle ultime ore, il candidato sindaco del centrodestra ha lanciato una vera e propria consultazione online per decidere il logo ufficiale della lista “Cannizzaro Sindaco”.

Un’iniziativa che punta a rafforzare il senso di partecipazione e appartenenza: «Il simbolo con cui presentarsi agli elettori non è un dettaglio: è identità, è visione, è appartenenza».

Da qui la scelta di affidare la decisione direttamente agli elettori: «Per questo voglio che siate voi a scegliere quale logo utilizzare per la lista #CannizzaroSindaco».

Tre le proposte messe sul tavolo, con un sistema di voto semplice e immediato, tutto basato sulle reazioni al post:
«Mettete una reazione al post (non scritte nei commenti): like per il simbolo n.1, cuore per il simbolo n.2, abbraccio per il simbolo n.3».

Il termine è già fissato: «La reazione più utilizzata entro le 23:59 del lunedì di Pasquetta decreterà ufficialmente il simbolo della lista».

Un messaggio che va oltre la scelta grafica e che si inserisce in una precisa strategia comunicativa: «Perché una campagna elettorale non è solo di chi si candida, ma anche di chi ci crede».

E l’appello finale è diretto: «Quindi, a voi la scelta… votate».

SCILLA – Corpo senza vita nel porto, aperta un’inchiesta

Macabro ritrovamento questa mattina nel porto di Scilla, dove è stato rinvenuto il corpo senza vita di un uomo. A dare l’allarme sono stati alcuni cittadini presenti nell’area portuale, che hanno immediatamente avvisato la Capitaneria di porto.

Sul posto sono intervenuti i militari per i primi accertamenti, insieme al medico legale. Le prime informazioni parlano di un uomo di mezza età, presumibilmente di nazionalità italiana.

Secondo quanto trapela, la salma potrebbe essere stata già riconosciuta da alcuni conoscenti: si tratterebbe di un esercente non residente a Scilla. Tuttavia, l’identità ufficiale dovrà essere confermata dagli accertamenti in corso.

La Procura di Reggio Calabria è stata informata e il pubblico ministero di turno ha aperto un’indagine per chiarire le circostanze della morte. Nelle prossime ore potrebbe essere disposta l’autopsia, fondamentale per stabilire le cause del decesso.

Al momento non viene esclusa alcuna ipotesi. Gli investigatori stanno acquisendo anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, nel tentativo di ricostruire con precisione quanto accaduto.

REGGIO – Aggressione con coltello tra le mura domestiche: intervento lampo dei Carabinieri, arrestato un uomo

Una richiesta d’aiuto carica di paura, giunta al Numero Unico di Emergenza 112 nel cuore della notte, ha fatto scattare un intervento immediato dei militari della Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria. Dall’altra parte del telefono, una donna in pericolo, vittima di un’aggressione violenta perpetrata dal marito con l’uso di un coltello.

In pochi istanti, le pattuglie hanno raggiunto l’abitazione della donna, riuscendo a interrompere l’azione violenta e a mettere in sicurezza la vittima, trovata in evidente stato di shock. L’intervento rapido e coordinato ha evitato conseguenze ben più gravi. La donna è stata immediatamente affidata alle cure del personale sanitario e trasportata d’urgenza presso l’ospedale cittadino, dove i medici le hanno riscontrato lesioni con una prognosi di diversi giorni.

Nel corso degli accertamenti, il racconto della vittima ha delineato un quadro drammatico e consolidato nel tempo: anni di violenze, sia fisiche che psicologiche, subite in silenzio in un contesto familiare segnato dalla sopraffazione e dalla paura.

All’esito delle attività dei militari dell’Arma, ricostruita la dinamica dei fatti e raccolti gravi indizi di responsabilità, l’uomo è stato tratto in arresto e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

L’episodio conferma ancora una volta l’importanza di denunciare e di non restare soli. In tale contesto, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria ribadisce il proprio impegno costante nel contrasto alla violenza di genere e rinnova l’appello a tutte le vittime: chiedere aiuto è il primo passo per uscire dalla violenza. Sul territorio reggino come in tutta Italia, le stazioni carabinieri rappresentano un presidio quotidiano di legalità, pronto ad accogliere, ascoltare e intervenire con discrezione e professionalità.

Si precisa che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che, per l’indagato, vige il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

REGGIO – [VIDEO] Cannizzaro apre a Lamberti Castronuovo: “Perché aspettare il ballottaggio? Il dialogo può partire subito”

Francesco Cannizzaro tende la mano a Edoardo Lamberti Castronuovo, candidato del polo civico “Cultura e Legalità”, riconoscendone pubblicamente qualità e competenze, ma allo stesso tempo invitandolo a non rimandare eventuali convergenze politiche.

Il candidato sindaco del centrodestra ha commentato le recenti dichiarazioni di Lamberti, che in un’intervista aveva ipotizzato un eventuale sostegno al centrodestra in caso di ballottaggio contro il centrosinistra.

Parole che Cannizzaro ha accolto con rispetto, ma anche con una proposta chiara:

«È una persona che stimo molto, ritengo essere una persona che ha delle qualità, delle grandi competenze. Le ha dimostrate nel suo campo da imprenditore, da giornalista, da professore».

Poi il riferimento diretto alla posizione espressa da Lamberti: «Lui, attraverso un’intervista, ha detto che qualora dovessimo arrivare al ballottaggio io e il centrosinistra, sceglierebbe me e il centrodestra».

A questo punto, l’affondo politico: «E io oggi dico: perché aspettare il ballottaggio?».

Cannizzaro chiarisce anche la propria convinzione sull’esito elettorale: «Uno, perché io al ballottaggio non ci arrivo, perché conto di vincere al primo turno, se i cittadini di Reggio vorranno, perché non c’è da perdere tempo».

Da qui l’apertura immediata al confronto: «Due, perché il dialogo può essere attivato già da stasera per costruire qualcosa. Anche Edoardo Lamberti, che è una risorsa di questa città, può attivarsi già da stasera, domani mattina, quando lui e il suo gruppo vorranno: io sono a disposizione».

Una disponibilità che resta però senza condizioni: «Se lo vorranno. Se non lo vorranno va bene così, ce ne faremo una ragione e andremo avanti per come stiamo andando, in maniera determinata ed entusiasmante».

REGGIO – [INTERVISTE] Cannizzaro: “Milioni fermi e fondi persi, ora li riportiamo a Reggio. Io sarò un sindaco che va a Roma a sbloccare risorse”

Francesco Cannizzaro alza il livello dello scontro politico e mette al centro del dibattito uno dei temi più delicati per il futuro della città: i fondi ottenuti ma non utilizzati e le occasioni mancate. Nelle sue dichiarazioni, il candidato sindaco del centrodestra parla senza mezzi termini di risorse ferme e di opportunità che rischiano di sfumare definitivamente.

«Una serie di iniziative strutturali che metteremo a terra, tra le quali anche quelle che portano la firma del sottoscritto ottenute in Parlamento», ha esordito, citando esempi concreti.

Tra questi, il caso del Lido Comunale: «Sono anni che ho fatto arrivare oltre 3 milioni di euro per realizzare un Lido Comunale decente e accogliente. Non mi pare che ci sia traccia di questi soldi».

Altro nodo centrale è quello del porto turistico: «Sono anni che ho fatto pervenire all’Autorità portuale di Messina 15 milioni di euro attraverso un mio emendamento per realizzare il porto turistico come Reggio vuole».

Cannizzaro rivendica anche il lavoro sul campus universitario: «Siamo a buon punto con l’iter e con l’Università», aggiungendo che molte altre iniziative sono già state avviate ma attendono di essere concretizzate.

Fondi persi e risorse da recuperare

Il candidato punta il dito contro i ritardi accumulati nella gestione delle risorse pubbliche, citando il caso dell’Agenda Urbana:
«È una misura del programma regionale molto interessante. Per Reggio Calabria c’erano 25 milioni di euro. Sapete quando sono scaduti? Nel 2023. Di Reggio Calabria non c’è traccia».

Un tema che si lega a quello del PNRR: «Scade nel giugno del 2026. Vada a vedere quanti fondi sono stati spesi in questa città: siamo quasi allo zero».

E attacca anche alcune scelte amministrative recenti: «Qualcuno, per mera campagna elettorale, tenta di approvare delibere pensando che noi siamo qui come scimmiette a non capire. Buttano fumo negli occhi per dire che realizzeranno opere con i fondi del PNRR con una delibera. Ma da qui a giugno dovrebbero addirittura completarle?».

Da qui la linea politica: «Dobbiamo recuperare i fondi perduti e sbloccare quelli esistenti, a livello regionale, nazionale ed europeo».

Il ruolo del sindaco e la squadra di governo

Cannizzaro chiarisce anche quale sarà il suo approccio amministrativo: «Io mi candido a guidare una squadra e mi assumerò direttamente la responsabilità delle scelte dell’esecutivo e dei ruoli apicali».

Un ruolo che intende interpretare anche fuori dai confini cittadini: «Voglio essere un sindaco che va a Roma settimanalmente per sbloccare i fondi, il decreto Reggio, le misure economiche».

Per questo, sottolinea l’importanza di una squadra forte sul territorio: «Io devo essere tranquillo di avere una squadra di primo livello che lavora tutti i giorni H24: in Consiglio comunale, in Giunta e alla Città metropolitana».

La visione per la Città Metropolitana 

Cannizzaro apre anche al coinvolgimento dell’intero territorio provinciale: «Intendo coinvolgere i migliori sindaci e amministratori della provincia. Fino ad oggi la gestione è stata troppo reggiocentrica».

E aggiunge: «I consiglieri di Reggio governeranno la città, mentre io, da sindaco metropolitano, coinvolgerò amministratori di tutta la provincia. Non potrò occuparmi da solo di tutti i dossier».

“Porteremo a Reggio ciò che abbiamo ottenuto”

Il messaggio finale è chiaro: «Tutte le cose che abbiamo ottenuto a Roma le porteremo a Reggio, ma soprattutto sbloccheremo quelle ferme».

Una linea che punta a ribaltare l’impostazione attuale, con l’obiettivo dichiarato di trasformare finanziamenti e progetti in opere concrete per la città.