REGGIO – Paolone “Gas” a La Zanzara: le dichiarazioni controverse contro gay, pro Putin e Mussolini e il silenzio ipocrita della sinistra reggina.

Ancora eclatanti colpi di scena sulle elezioni comunali di Reggio Calabria. Paolone, meglio conosciuto come “Gas”, il candidato più virale della lista civica Reset (che supporta Mimmetto Battaglia in questa tornata elettorale), ha acceso una polemica senza precedenti durante la sua intervista a “La Zanzara” di Cruciani. Con dichiarazioni decisamente controverse su temi come l’orientamento sessuale, la prostituzione, la politica estera e la figura di Benito Mussolini, Paolone ha sollevato un polverone che sembra non aver scosso solo la cittadinanza, ma anche i vertici politici.

Le dichiarazioni di Paolone “Gas” hanno scatenato un putiferio mediatico e, come sempre accade quando si tratta di polemiche, hanno mostrato in pieno la natura del doppio pesismo della sinistra reggina. Seppur non nuova a fare della moralità un vessillo della propria campagna politica, la sinistra reggina si è dimostrata, ancora una volta, più preoccupata delle apparenze che della sostanza.

Paolone, infatti, ha dichiarato, senza alcun timore, opinioni che definire controverse è un eufemismo. Ha definito i gay “malati”, ha parlato in maniera disgustosa della prostituzione, ha espresso apertamente il suo appoggio alla figura di Putin nella guerra in Ucraina, e ha minimizzato l’impatto storico di Mussolini. Dichiarazioni che, per chiunque abbia il buon senso di valutare i fatti, sono a dir poco inaccettabili in un contesto politico civile.

Eppure, cosa fa la sinistra reggina? Non una parola contro Paolone, non un accenno di critica. Un silenzio assordante. Mentre, come sempre, si scatenano a criticare Francesco Cannizzaro per aver pronunciato un semplice “Dio benedica Reggio Calabria”, atto che non ha offeso nessuno, ma ha espresso il suo credo religioso in maniera pacata e rispettosa. La stessa sinistra che urla alla strumentalizzazione religiosa si trova oggi a sostenere un candidato che ha esternato pensieri omofobi e addirittura filo-fascisti. Ma di che moralità stiamo parlando?

La vera domanda è: con quale faccia la sinistra si presenta in pubblico, con le mani alzate e gli occhi pieni di moralismo, quando lo stesso candidato sostenuto da loro esprime opinioni che non solo danneggiano la nostra società, ma sono anche un’offesa al buon senso e ai valori fondamentali di una comunità civile?

Se già i giovani della sinistra reggina si comportano così, cosa possiamo aspettarci dai più “esperti” e “anziani” membri del Partito Democratico? La verità è che, quando si tratta di accusare gli altri, la sinistra dimentica troppo facilmente il proprio comportamento. Come recita uno dei più antichi insegnamenti: prima di contestare qualcuno, assicurati di non fare di peggio. E, per dirla in modo cristiano, pur consapevoli che forse qualcuno si scandalizzerà oppure griderà alla strumentalizzazione: “prima di guardare la pagliuzza nell’occhio di tuo fratello, guarda la trave che sta nel tuo occhio!” A buon intenditore poche parole…

REGGIO – Cannizzaro smonta Battaglia sulle Circoscrizioni: “I fondi ci sono, il Comune non li ha mai chiesti”

Nuovo scontro politico sul tema delle circoscrizioni e dei fondi destinati al decentramento amministrativo. A intervenire è stato il candidato sindaco del centrodestra Francesco Cannizzaro, che durante un confronto pubblico con gli altri candidati ha replicato duramente alle dichiarazioni di Mimmo Battaglia, accusandolo di aver diffuso informazioni “non esatte” riguardo alle risorse previste dal suo emendamento parlamentare.

“Poco fa sono stato ad un confronto assieme anche a Mimmo Battaglia e altri candidati sindaci e ho detto a Mimmo che la sua dichiarazione rispetto al fatto che mancano le risorse che io avevo annunciato con il mio emendamento per l’istituzione delle circoscrizioni è una bugia”, ha dichiarato Cannizzaro.

Secondo il deputato reggino, le somme stanziate esistono realmente e sarebbero rimaste inutilizzate esclusivamente per inerzia amministrativa da parte del Comune di Reggio Calabria negli ultimi anni.

“Ha dichiarato una cosa non esatta perché i suoi uffici evidentemente gli hanno fatto dichiarare una cosa non esatta. Lui dice: ‘No, ma i soldi io non li ho potuti scrivere in bilancio’. E certo Mimmo, perché in tutti questi tre anni da quando io ho fatto istituire la legge, voi come Comune, chi ti ha preceduto, non avete scritto una lettera alla Camera, al Ministero, al MEF per reperire questi fondi”.

Cannizzaro ha poi citato direttamente il testo normativo, sottolineando come la misura sia stata pensata specificamente per Reggio Calabria.

“Questi fondi sono lì e non lo dice Francesco, lo dice il portale della legge vigente. Andate al numero 830 che recita esattamente: ‘Al fine di consentire l’istituzione di circoscrizioni di decentramento nei comuni capoluogo di città metropolitana con meno di 250 mila abitanti’. Qual è l’unica città metropolitana d’Italia ad avere meno di 250 mila abitanti? Ve lo dico io: è Reggio Calabria”.

Il candidato del centrodestra ha quindi ricordato le cifre previste dall’emendamento:

“Una norma scritta ad hoc per la nostra città, a mia firma. È autorizzata la spesa di 100 mila euro per l’anno 2023 e di 300 mila euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025”.

Da qui l’affondo finale contro l’amministrazione uscente e contro il candidato del centrosinistra:

“I soldi ci sono, sono al Ministero. Bisognava che il Comune scrivesse una letterina, non a Babbo Natale ma al Ministero, per poi farseli erogare e iscriverli in bilancio. Quindi ti hanno fatto dichiarare una cosa falsa, una cosa che non ha né capo né coda. Ma ci penseremo noi tra qualche settimana a reperire i fondi e ad iscriverli ovviamente in bilancio”.

Parole che alimentano ulteriormente il clima acceso della campagna elettorale reggina, con il tema delle circoscrizioni che torna al centro del dibattito politico cittadino.

CALCIO – Ricorso Reggina contro L’ACR Messina, il Savoia punge la squadra amaranto: “Più che sui ricorsi, pensate a costruire un progetto serio per ridare dignità calcistica alla città”

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa della Società Savoia:

La società Savoia ha appena ricevuto la notifica e prende atto del ricorso promosso dalla Reggina nei confronti dell’ACR Messina 1900. Riteniamo grave che si tenti di trasformare, nelle aule della giustizia sportiva, ciò che non è stato ottenuto sul campo. Esiste una differenza sostanziale tra la segnalazione presentata da Savoia e Nissa in occasione della vicenda relativa al calciatore squalificato e il ricorso oggi promosso dalla Reggina, nel primo caso veniva contestata una responsabilità diretta e specifica della società coinvolta, senza alterare artificialmente l’intero equilibrio del campionato; oggi, invece, si tenta di colpire una società subentrata successivamente, che ha rilevato il titolo sportivo attraverso una procedura autorizzata e vigilata dagli organi competenti. Parliamo di imprenditori che hanno investito risorse, assunto responsabilità e salvaguardato la continuità calcistica di una piazza storica come Messina, acquisendo il club attraverso un percorso trasparente e legittimo, non certo “per strada”. Per questo riteniamo il ricorso promosso dalla Reggina profondamente contrario allo spirito sportivo e ai principi di lealtà che dovrebbero caratterizzare il calcio. Le partite si vincono sul campo. Le classifiche si costruiscono durante una stagione intera, non cercando scorciatoie a campionato concluso. Abbiamo piena fiducia negli organi di giustizia sportiva e siamo certi che verranno respinti tentativi tardivi e strumentali di alterare gli equilibri del Girone I. Il nostro rispetto resta totale nei confronti della città di Reggio Calabria e della sua straordinaria tifoseria, che merita una rappresentanza all’altezza della propria storia sportiva. Un ultimo suggerimento ci sentiamo però di darlo, più che investire energie e risorse in ricorsi tardivi e strumentali, forse sarebbe più utile concentrarsi sulla costruzione di un progetto sportivo serio e competitivo, capace di restituire alla città di Reggio Calabria e alla sua tifoseria la dignità calcistica che meritano.

REGGIO – “Liberare Reggio e la Reggina”: Ripepi appoggia la protesta degli ultras e attacca Falcomatà e Brunetti

La protesta della tifoseria amaranto trova il sostegno politico di Massimo Ripepi. Nel corso della diretta Facebook andata in onda ieri sera, il consigliere comunale e candidato di Alternativa Popolare ha commentato duramente il comunicato degli ultras della Reggina, annunciando la propria partecipazione alla “Marcia Amaranto” prevista domenica da Piazza Duomo fino a Palazzo San Giorgio.

Per Ripepi, la mobilitazione dei tifosi rappresenta “un atto di consapevolezza collettiva” e soprattutto “la presa di coscienza definitiva sui veri responsabili del disastro Reggina”.

“Dobbiamo liberare la Reggina, ma dobbiamo liberare anche Reggio da questa schiavitù durata dodici anni”, ha dichiarato nel corso della diretta. “La Reggina si è trovata in mezzo alla sciagura dell’amministrazione più devastante della storia e ha pagato il conto di questa gestione”.

Nel mirino finiscono ancora una volta Giuseppe Falcomatà e Paolo Brunetti, indicati da Ripepi come i principali responsabili della scelta societaria fatta tre anni fa.

“La società anziché essere affidata a un miliardario certificato è stata data a un benestante vicino all’amministrazione Falcomatà-Brunetti”, ha detto. “Il vero colpevole di questa storia non è Ballarino. Il vero colpevole si chiama Giuseppe Falcomatà e Paolo Brunetti”.

“Ora si vergognano e non vanno più allo stadio”

Uno dei passaggi più duri della diretta riguarda proprio l’assenza degli amministratori allo stadio nelle ultime settimane.

“Se la Reggina fosse salita in Serie C sarebbero stati tutti in prima fila a prendersi i meriti”, attacca Ripepi. “Adesso invece non vanno più al campo perché si vergognano. Prima ridevano in tribuna vip accanto al presidente, oggi spariscono”.

Secondo il consigliere comunale, gli ultras avrebbero finalmente “centrato l’obiettivo” indirizzando la protesta verso Palazzo San Giorgio e non contro squadra o allenatore.

“Non ve la dovete prendere con i giocatori o con Torrisi”, ha spiegato. “Il problema non sono loro. Il problema è chi ha creato questa situazione scegliendo una società inadeguata per una piazza come Reggio Calabria”.

Il sostegno alla “Marcia Amaranto”

Ripepi ha definito il comunicato della tifoseria “bellissimo” e ha annunciato che prenderà parte personalmente alla manifestazione di domenica.

“I tifosi hanno fatto bene a chiedere conto alle istituzioni”, ha dichiarato. “La marcia verso il Comune è giusta e corretta. Finalmente tutti hanno capito dove stanno le responsabilità”.

Il consigliere ha poi invitato l’intera città a partecipare: “Andrò da cittadino, tifoso e rappresentante delle istituzioni. La Reggina appartiene al popolo reggino e va difesa”.

L’attacco a chi “ha difeso l’indifendibile”

Nel corso della lunga diretta, Ripepi ha riservato un duro affondo anche contro parte dell’informazione cittadina, accusata di aver sostenuto la società amaranto “per interessi personali”.

“Ci sono stati produttori seriali di menzogne”, ha detto riferendosi ad alcune trasmissioni radiofoniche locali. “Hanno difeso l’indifendibile perché avevano esclusive e convenienze”.

Parole pesanti anche verso chi oggi, secondo lui, starebbe cercando di prendere le distanze dalla situazione.

“Adesso tutti cambiano bandiera”, ha detto. “Ma i tifosi hanno capito tutto”.

“La liberazione di Reggio e della Reggina è vicina”

Nel finale della diretta, Ripepi ha collegato il tema sportivo alla campagna elettorale per le Comunali, rilanciando la candidatura di Francesco Cannizzaro a sindaco.

“Il miglior candidato possibile per Reggio Calabria è Francesco Cannizzaro”, ha dichiarato. “Non è Falcomatà, è un altro mondo”.

Secondo Ripepi, il candidato del centrodestra sarebbe già pronto ad affrontare il dossier Reggina qualora venisse eletto sindaco.

“La liberazione di Reggio e della Reggina è vicina”, ha concluso. “Con Cannizzaro la città avrà finalmente un’amministrazione forte”.

Nel corso della diretta, il consigliere comunale ha inoltre invitato i cittadini a partecipare all’evento di presentazione della lista di Alternativa Popolare, in programma l’11 maggio alle ore 18 alla Sala Monteleone del Consiglio Regionale della Calabria, alla presenza dello stesso Francesco Cannizzaro e dei vertici del partito.

REGGIO – Piazza Duomo semi-vuota, Ripepi affonda: “Falcomatà ‘fuffa’ vivente”. E quel passaggio su Fiorella Mannoia…

Il comizio di Mimmo Battaglia in Piazza Duomo continua a far discutere, non solo per i contenuti politici ma anche per la partecipazione, apparsa piuttosto contenuta rispetto ad altri recenti eventi elettorali. Un dato che Massimo Ripepi, consigliere comunale e segretario regionale di Alternativa Popolare, ha sottolineato con decisione durante una diretta Facebook.

Nel mirino, soprattutto, le parole di Giuseppe Falcomatà, che dal palco avrebbe definito “fuffa” gli emendamenti ottenuti da Francesco Cannizzaro per la città.

Una dichiarazione che Ripepi respinge con forza: «Che coraggio che ha Giuseppe Falcomatà a dire cose incredibili. Ha detto che gli emendamenti sono fuffa. Ma quando si parte con l’aereo, quella cosa costruita con quei fondi è fuffa o è il nuovo aeroporto? E tutti gli aerei che stanno volando sono fuffa?».

Un attacco diretto che mette in discussione la credibilità delle accuse: «Ma vi rendete conto in che mani siamo stati per 12 anni? Le bugie vengono dette come se fossero verità».

Poi l’affondo più netto: «Lui, che è l’emblema della fuffa, accusa chi ha portato più risorse di tutti di fare fuffa. È incredibile quello che dobbiamo ascoltare in questa campagna elettorale».

Ripepi collega il tono degli interventi anche alla scarsa affluenza registrata in piazza: «Questi parlano in un comizio dove non c’è nessuno. Piazza Duomo era praticamente vuota. È evidente che dopo aver visto Piazza De Nava piena per Cannizzaro siano stati presi da nervosismo, gelosia e invidia».

Non manca un passaggio anche sulle polemiche nate attorno agli attacchi provenienti dal mondo dello spettacolo: «Devono solo vergognarsi, come si deve vergognare anche Fiorella Mannoia che si è permessa di offendere il nostro candidato a sindaco senza conoscere la persona e quello che ha fatto per questa città. Cannizzaro ha portato più risorse di tanti parlamentari messi insieme, eppure viene attaccato in modo superficiale e ingiusto».

Secondo Ripepi, il problema non è solo politico ma anche comunicativo: «Sono bugiardi, mistificatori. Mistificano la verità, lo hanno sempre fatto».

Infine, il riferimento alla polemica sul “Dio benedica Reggio Calabria”, frase pronunciata da Cannizzaro e contestata da una parte della sinistra. Anche su questo punto Ripepi non arretra: «Io sono un cristiano e non vedo nulla di sbagliato nel pronunciare il nome di Gesù Cristo anche in politica. Non è un nome da dire solo in chiesa, ma in ogni luogo. Viva Gesù Cristo, che benedica Reggio Calabria».

Resta però il dato politico: da un lato una piazza che fatica a riempirsi, dall’altro una coalizione che rivendica risultati concreti e una partecipazione crescente. E proprio su questo terreno si giocherà una parte decisiva della sfida per il governo della città.

REGGIO – Reggina: prima partoriscono la creatura, poi se ne vergognano… e scaricano tutto. Ripepi attacca: ‘Chi l’ha distrutta dov’è?’”

La questione Reggina torna al centro del dibattito politico cittadino, e lo fa con toni durissimi. Nella sua ultima diretta Facebook, Massimo Ripepi – segretario regionale di Alternativa Popolare e consigliere comunale – affonda il colpo contro quella che definisce senza mezzi termini una “responsabilità politica evidente” nella crisi amaranto.

«Dove sono finiti quelli che si facevano le foto in tribuna VIP?», si chiede Ripepi, facendo riferimento diretto a Giuseppe Falcomatà, Paolo Brunetti e Carmelo Versace. «Quando la Reggina vinceva erano negli spogliatoi, oggi che le cose vanno male non vanno nemmeno allo stadio. Si vergognano della loro creatura».

Un’accusa pesante, che ribalta la narrazione dominante: secondo Ripepi, prima ancora delle responsabilità della proprietà, ci sarebbe una responsabilità politica “a monte”, legata alle scelte fatte negli anni.
«Prima l’hanno partorita, poi l’hanno difesa quando non andava difesa, e adesso l’abbandonano. Non si può fare finta di niente».

Nel mirino finisce anche la gestione societaria, con un passaggio che apre nuovi interrogativi: secondo indiscrezioni, l’attuale proprietà – Ballarino – sarebbe pronta a cedere la Reggina anche a costo zero, pur di trovare un imprenditore ritenuto “serio”.

Ma proprio qui Ripepi solleva quella che definisce una contraddizione evidente: «Se chi ha gestito finora ha fallito su tutta la linea, come può essere proprio lui a stabilire chi è serio e chi no? Non è un controsenso pericoloso?».

Il ragionamento è netto: la credibilità di chi deve scegliere il futuro della Reggina è oggi, secondo il consigliere, fortemente compromessa.

Da qui l’indicazione politica, che guarda alle prossime elezioni comunali:
«Serve una guida forte per la città. E quella guida sarà Francesco Cannizzaro».

Ripepi richiama infatti l’impegno già annunciato dal candidato sindaco del centrodestra: la Reggina sarà uno dei primi dossier sul tavolo.
«Appena si insedierà, se Dio vorrà, sarà lui a occuparsi della Reggina. Non lascerà la città senza difese come è accaduto finora».

Il messaggio è chiaro: per Alternativa Popolare la crisi della squadra amaranto non è solo sportiva, ma profondamente politica. E passa da scelte, silenzi e – soprattutto – responsabilità che oggi, secondo Ripepi, qualcuno starebbe cercando di evitare.

REGGIO – Inaugurata la segreteria politica di Sonia Morabito (FI): “Un luogo di ascolto e partecipazione”

È stata inaugurata ieri, in via Sott’Argine Calopinace 1/C a Reggio Calabria, la segreteria politica di Sonia Morabito, candidata di Forza Italia alle prossime elezioni comunali. Un momento partecipato e carico di entusiasmo, che ha segnato ufficialmente l’avvio del suo percorso politico sul territorio.

Volto nuovo della scena politica reggina, Sonia Morabito ha scelto di mettersi in gioco con l’obiettivo di rappresentare una voce autentica per i cittadini, con un’attenzione particolare al mondo giovanile. L’inaugurazione si è trasformata in un’occasione di incontro e confronto, con numerosi presenti che hanno voluto testimoniare vicinanza e sostegno.

L’emozione della candidata era evidente: sorrisi, strette di mano e uno sguardo carico di responsabilità hanno accompagnato l’apertura di quello che vuole essere molto più di un semplice spazio elettorale. «Un punto d’incontro tra politica e cittadinanza», questo il senso più profondo dell’iniziativa, pensata come luogo aperto all’ascolto, al dialogo e alla condivisione delle istanze del territorio.

A sottolineare l’importanza del momento anche la presenza del candidato a sindaco del centrodestra, Francesco Cannizzaro, che ha voluto essere accanto alla candidata in questa tappa significativa. Non è mancata una battuta dal chiaro sapore politico, considerando che nelle stesse ore si stava svolgendo il comizio del centrosinistra in Piazza Duomo: «Questa sera, in proporzione siamo più noi qui che i sostenitori del candidato del centrosinistra in piazza».

Al di là delle dinamiche della campagna elettorale, l’inaugurazione della segreteria di Sonia Morabito restituisce l’immagine di una candidatura che punta sul radicamento, sulla presenza e su un rapporto diretto con i cittadini.

Un primo passo concreto, dunque, verso una campagna elettorale che si preannuncia intensa, con l’obiettivo di costruire un ponte tra istituzioni e comunità, partendo proprio dall’ascolto e dalla partecipazione attiva.

REGGIO – Cannizzaro replica al centrosinistra: “Ci copiano lo slogan? Per loro è ‘sempre peggio’”

Non si placa il botta e risposta tra Francesco Cannizzaro e il centrosinistra reggino, con lo scontro che ormai si gioca anche sul terreno della comunicazione e dei simboli elettorali.

Durante il comizio di Mimmo Battaglia in Piazza Duomo, dal palco è arrivata una provocazione diretta: il claim della campagna di Cannizzaro, “Adesso Reggio”, è stato modificato in “Sempre Reggio”. Un tentativo di ribaltare il messaggio politico del candidato del centrodestra, accompagnato – secondo Cannizzaro – da attacchi personali e poche proposte concrete.

La replica non si è fatta attendere.
«Stavo sbirciando per capire come fosse andato il comizio del Partito Democratico, di Battaglia, di Falcomatà. A parte nessuna proposta, solo attacchi alla mia persona», ha dichiarato Cannizzaro.

Poi l’affondo sulle critiche ricevute:
«Falcomatà addirittura ha detto che gli emendamenti che ho portato sono fuffa. Stendiamo un velo pietoso».

Ma è sullo slogan che il candidato del centrodestra ha costruito la sua contro-risposta, ribaltando a sua volta la provocazione:
«La cosa più simpatica che hanno cercato di fare è cambiare il nostro claim. Il nostro slogan è “Adesso Reggio”. Loro l’hanno sbarrato e hanno scritto “Sempre Reggio”, come se per noi non fosse sempre Reggio».

Da qui la stoccata finale, destinata a far discutere:
«Io l’ho rimodificato e ho scritto “sempre peggio”. Perché guardando le loro facce, guardando questa fotografia, per me è sempre peggio».

Uno scambio che fotografa bene il clima acceso della campagna elettorale a Reggio Calabria, dove il confronto politico si intreccia sempre più con la battaglia comunicativa.

Tra slogan modificati e repliche al vetriolo, il duello tra le due parti entra nel vivo, confermando come ogni dettaglio – anche una semplice parola – possa diventare terreno di scontro politico.

REGGIO – Una piazza da “4 amici al bar”: partenza in sordina per Battaglia: tra gazebo e polemiche a Piazza Duomo

Doveva essere il momento dello slancio, l’avvio ufficiale della campagna elettorale. Il comizio di Mimmo Battaglia, candidato del centrosinistra, andato in scena oggi in Piazza Duomo, si è però rivelato – nei fatti – un appuntamento ben lontano dall’immagine di partecipazione e coinvolgimento che solitamente accompagna eventi di questo tipo.

L’impatto visivo, a prima vista, poteva anche trarre in inganno: gazebo disposti strategicamente a delimitare l’area centrale, pubblico concentrato davanti al palco, una disposizione studiata per restituire un colpo d’occhio compatto. Ma bastava allontanarsi di pochi metri per cogliere una realtà diversa: spazi vuoti, presenze diradate, una partecipazione complessiva decisamente contenuta.

Un effetto ottico, più che una vera mobilitazione popolare. Una sensazione che ha accompagnato gran parte dell’evento, lasciando l’impressione di un avvio di campagna elettorale privo di quella spinta che solitamente caratterizza le fasi iniziali di una sfida amministrativa.

Il confronto con quanto visto pochi giorni fa a Piazza De Nava, in occasione dell’apertura della campagna elettorale di Francesco Cannizzaro, appare inevitabile. In quel caso, una piazza gremita, un colpo d’occhio difficilmente contestabile, una partecipazione ampia e trasversale. Oggi, al contrario, Piazza Duomo ha restituito un’immagine decisamente più contenuta, quasi raccolta, lontana da qualsiasi “bagno di folla”.

Non sono mancati, durante il comizio, i riferimenti polemici. Tra i passaggi più ricorrenti, quelli legati alle dichiarazioni di Cannizzaro – in particolare il suo “Dio benedica Reggio Calabria” – interpretate dal fronte opposto come una presunta strumentalizzazione della fede. Un tema rilanciato più volte, quasi a voler spostare il baricentro del dibattito su un piano simbolico piuttosto che programmatico.

Allo stesso modo, è stato richiamato anche il messaggio lanciato da Cannizzaro ad Arghillà, dove il candidato del centrodestra ha letto una lettera ai suoi candidati ribadendo un netto rifiuto di qualsiasi contiguità con la ’ndrangheta. Un passaggio che, nel comizio odierno, è stato utilizzato come elemento di critica, nel tentativo di ribaltare il significato politico di quell’intervento.

Nel contesto della manifestazione, non è passato inosservato anche un dettaglio simbolico: la presenza di una bandiera palestinese che svettava sopra uno dei gazebo. Un elemento che, pur legittimo sul piano dell’espressione politica, ha contribuito a spostare ulteriormente l’attenzione su temi esterni rispetto alla dimensione strettamente amministrativa cittadina.

Il risultato complessivo è quello di un avvio di campagna elettorale che appare ancora alla ricerca di una propria identità e, soprattutto, di una reale capacità di mobilitazione. Più che un momento di slancio, quello di oggi a Piazza Duomo è sembrato un appuntamento interlocutorio, quasi timido.

In una competizione che si preannuncia intensa, anche l’impatto visivo e la partecipazione popolare diventano indicatori politici. E, al momento, la distanza tra le due piazze – quella di De Nava e quella di oggi – appare evidente.

Un inizio che lascia aperti molti interrogativi. E che restituisce, almeno per ora, l’immagine di un comizio più vicino a una riunione raccolta che a una vera prova di forza elettorale. Una piazza, per dirla con una sintesi efficace, più da “quattro amici al bar” che da grande mobilitazione cittadina.

REGGIO – Falcomatà attacca Cannizzaro: “Emendamenti fuffa. Si dimetta subito da parlamentare”

Dal palco di Piazza Duomo, durante il comizio a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra Mimmo Battaglia, l’ex primo cittadino Giuseppe Falcomatà torna protagonista del dibattito politico cittadino con un intervento diretto e senza sconti nei confronti dell’avversario del centrodestra.

“È sempre emozionante tornare in questa piazza, dove abbiamo scritto pagine importanti della nostra storia politica”, ha esordito Falcomatà, rivendicando il percorso degli ultimi anni. “Dodici anni fa abbiamo stretto un patto d’amore con la città, e i patti d’amore si rinnovano ogni giorno. Siamo ancora qui, con gli stessi valori e lo stesso senso di appartenenza”.

Non sono mancate le critiche frontali a Francesco Cannizzaro, definite dallo stesso Falcomatà come tre “questioni emblematiche” emerse già nelle prime fasi della campagna elettorale. La prima riguarda alcune dichiarazioni sul cosiddetto “Modello Reggio”: “Ha detto che mentre la città veniva derisa e saccheggiata lui andava a scuola. Io sono suo coetaneo, anzi più giovane di un anno, e ricordo bene che la scuola l’avevo già finita”.

Il secondo affondo è sul giudizio espresso dal candidato del centrodestra sull’operato dell’amministrazione uscente: “Dire che dodici anni di lavoro sono ‘fuffa’ significa non rispettare chi ha creduto in questo percorso: imprese, cooperative, lavoratori, dipendenti comunali e dell’Atam. A loro bisognerebbe spiegare cosa è stato fatto”.

Il terzo punto tocca il tema della legalità: “Dire di non voler voti della ‘ndrangheta è facile, è una dichiarazione che chiunque farebbe. Ma tra ciò che si dice e ciò che si fa c’è differenza. Noi abbiamo messo il Comune al riparo da infiltrazioni mafiose. Dall’altra parte, invece, si rivedono figure legate a stagioni politiche molto difficili per questa città. Altro che discontinuità”.

Falcomatà ha poi criticato anche l’efficacia degli interventi portati a Reggio attraverso l’azione parlamentare: “Si parla di emendamenti, ma alla prova dei fatti non hanno prodotto risultati concreti per la città. Questa sì che è fuffa”.

Un passaggio è stato dedicato anche alla questione dell’autonomia differenziata, con un attacco politico diretto: “Quando si votava in Parlamento sono scappati. Obbediscono ai diktat dei partiti nazionali, mentre noi abbiamo sempre scelto di servire la città”.

In chiusura, l’ex sindaco ha lanciato una sfida chiara: “Se davvero crede in questa candidatura, Cannizzaro si dimetta subito da parlamentare, non dopo il voto. Reggio Calabria non può essere un piano B o una scelta di comodo, ma deve essere una priorità assoluta”.

Un intervento che accende ulteriormente il clima politico in città, nel pieno di una campagna elettorale sempre più intensa e polarizzata.