Ancora eclatanti colpi di scena sulle elezioni comunali di Reggio Calabria. Paolone, meglio conosciuto come “Gas”, il candidato più virale della lista civica Reset (che supporta Mimmetto Battaglia in questa tornata elettorale), ha acceso una polemica senza precedenti durante la sua intervista a “La Zanzara” di Cruciani. Con dichiarazioni decisamente controverse su temi come l’orientamento sessuale, la prostituzione, la politica estera e la figura di Benito Mussolini, Paolone ha sollevato un polverone che sembra non aver scosso solo la cittadinanza, ma anche i vertici politici.
Le dichiarazioni di Paolone “Gas” hanno scatenato un putiferio mediatico e, come sempre accade quando si tratta di polemiche, hanno mostrato in pieno la natura del doppio pesismo della sinistra reggina. Seppur non nuova a fare della moralità un vessillo della propria campagna politica, la sinistra reggina si è dimostrata, ancora una volta, più preoccupata delle apparenze che della sostanza.
Paolone, infatti, ha dichiarato, senza alcun timore, opinioni che definire controverse è un eufemismo. Ha definito i gay “malati”, ha parlato in maniera disgustosa della prostituzione, ha espresso apertamente il suo appoggio alla figura di Putin nella guerra in Ucraina, e ha minimizzato l’impatto storico di Mussolini. Dichiarazioni che, per chiunque abbia il buon senso di valutare i fatti, sono a dir poco inaccettabili in un contesto politico civile.
Eppure, cosa fa la sinistra reggina? Non una parola contro Paolone, non un accenno di critica. Un silenzio assordante. Mentre, come sempre, si scatenano a criticare Francesco Cannizzaro per aver pronunciato un semplice “Dio benedica Reggio Calabria”, atto che non ha offeso nessuno, ma ha espresso il suo credo religioso in maniera pacata e rispettosa. La stessa sinistra che urla alla strumentalizzazione religiosa si trova oggi a sostenere un candidato che ha esternato pensieri omofobi e addirittura filo-fascisti. Ma di che moralità stiamo parlando?
La vera domanda è: con quale faccia la sinistra si presenta in pubblico, con le mani alzate e gli occhi pieni di moralismo, quando lo stesso candidato sostenuto da loro esprime opinioni che non solo danneggiano la nostra società, ma sono anche un’offesa al buon senso e ai valori fondamentali di una comunità civile?
Se già i giovani della sinistra reggina si comportano così, cosa possiamo aspettarci dai più “esperti” e “anziani” membri del Partito Democratico? La verità è che, quando si tratta di accusare gli altri, la sinistra dimentica troppo facilmente il proprio comportamento. Come recita uno dei più antichi insegnamenti: prima di contestare qualcuno, assicurati di non fare di peggio. E, per dirla in modo cristiano, pur consapevoli che forse qualcuno si scandalizzerà oppure griderà alla strumentalizzazione: “prima di guardare la pagliuzza nell’occhio di tuo fratello, guarda la trave che sta nel tuo occhio!” A buon intenditore poche parole…



































