REGGIO – Nomina Giuseppe Campagna a Presidente del Tribunale, Ripepi (AP): “Garanzia di legalità e rigore istituzionale per Reggio.”

“La nomina di Giuseppe Campagna alla guida del Tribunale di Reggio Calabria non è solo una notizia positiva per il mondo giudiziario, ma rappresenta un segnale di stabilità e competenza per l’intera comunità reggina”. Lo afferma in una nota Massimo Ripepi, Consigliere Comunale, Presidente della Commissione Controllo e Garanzia e Segretario Regionale di Alternativa Popolare Calabria.

“Conosciamo bene lo spessore umano e professionale del dottor Campagna, un magistrato che ha saputo negli anni interpretare il proprio ruolo con equilibrio e assoluta dedizione”, prosegue Ripepi.

“In una città complessa come la nostra, avere al vertice del Tribunale una figura che conosce profondamente le dinamiche del territorio è un valore aggiunto imprescindibile. Come Presidente della Commissione Controllo e Garanzia, non posso che salutare con estremo favore una scelta che valorizza il percorso intrapreso e assicura la continuità di un impegno instancabile a difesa delle regole.”

“Il lavoro che attende il nuovo Presidente è di estrema responsabilità”, prosegue Ripepi. “Siamo certi che, sotto la sua guida, il Tribunale continuerà a essere quel presidio di legalità invalicabile di cui Reggio ha bisogno per crescere. La sua esperienza e il suo rigore sono la migliore risposta alle istanze di giustizia che arrivano dai cittadini e dalle istituzioni sane della città.”

“Ho sempre creduto nella giustizia”, puntualizza il Segretario di AP, “e forte di una esperienza personale particolarmente intensa, sento il dovere di invitare tutti a non perdere fiducia: talvolta è necessario attendere, ma grazie all’operato di giudici giusti, la giustizia umana, che precede quella divina, arriva.”

“A nome di Alternativa Popolare e del mio ufficio istituzionale, rivolgo al Presidente Campagna i più sinceri auguri di buon lavoro, fiducioso che il suo mandato saprà onorare una volta di più il prestigio della magistratura reggina, pilastro fondamentale per il riscatto del nostro territorio”, conclude Massimo Ripepi.

 

REGGIO – Mai detto «figlia di satana» alla giornalista Caterina Tripodi: ulteriore assoluzione con formula piena per Massimo Ripepi.

Massimo Ripepi non ha mai detto “figlia di satana” alla giornalista Caterina Tripodi. Il Tribunale di Reggio Calabria ha assolto con formula piena il Consigliere Comunale di Reggio Calabria accusato di diffamazione nei confronti della giornalista Caterina Tripodi.

La sentenza, pronunciata in data 26/02/2026 ha disposto l’assoluzione ai sensi dell’art. 530, comma 1, c.p.p., con la formula “perché il fatto non costituisce reato”.

Il Giudice Monocratico ha dunque accolto la linea difensiva sostenuta dagli Avvocati Domenico Diano e Antonio M. Marino, che nel corso del dibattimento hanno dimostrato come il Dr. Ripepi non abbia invero mai pronunciato espressioni diffamatorie nei confronti della suddetta giornalista.

Le dichiarazioni a lui attribuibili, è stato evidenziato in aula, rientravano nell’esercizio del diritto di critica, costituzionalmente garantito, e si collocavano nel contesto di una vicenda che lo ha visto oggetto di accuse particolarmente gravi.

In particolare, in alcuni articoli di stampa venivano attribuite a Ripepi parole rivolte alla Tripodi, tra cui l’espressione “figlia di satana” e altre formule analoghe, rappresentandolo come autore di presunti sermoni e attacchi religiosi contro il mondo dell’informazione.

Nel corso del processo è stato invece accertato che quelle frasi non sono mai state pronunciate da Massimo Ripepi, bensì da un soggetto terzo, estraneo alla comunità cristiana frequentata dal consigliere, con il quale Ripepi era già in aperto contrasto e che egli stesso aveva denunciato.

Una verità processuale che smentisce in modo netto le ricostruzioni giornalistiche diffuse in questi anni.

Le accuse alla base di quelle pubblicazioni si inseriscono per altro in una vicenda ancora più ampia dalla quale Ripepi è stato assolto in secondo grado dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria, con una sentenza che non solo ha affermato che egli “non ha commesso il fatto”, ma che è stato a sua volta vittima di una vera e propria calunnia.

La decisione rappresenta un ulteriore passaggio giudiziario che chiude una fase complessa, segnata, secondo quanto sostenuto dallo stesso Consigliere, da una campagna mediatica ostile, rilanciata anche a livello nazionale.

La dichiarazione di Massimo Ripepi: «Accolgo questa sentenza con gioia e gratitudine. Dopo anni difficili, la verità è stata ristabilita. Non ho mai pronunciato le frasi che mi sono state attribuite e che hanno fatto il giro d’Italia. Ho semplicemente esercitato il mio diritto di difendermi da accuse che hanno leso profondamente la mia immagine personale e politica. La gogna mediatica che ne è seguita ha segnato me, la mia famiglia e la mia comunità cristiana. Oggi la magistratura ha chiarito ciò che sostenevo fin dall’inizio. Ringrazio i miei avvocati, Avv. Antonio Maria Maurizio Marino e Avv. Domenico Diano, per aver condotto con fermezza e competenza una difesa che ha smontato punto per punto anni di pregiudizi, restituendo il giusto onore alla mia persona.>>

 

 

REGGIO – Elezioni Reggio, Ripepi (AP): “Massimo Canale come Brunetti: vuole Reggio in Serie D a vita”

“Il pericoloso virus politico amministrativo ‘RED-ORANGE-D’ ci perseguita. Le ultime, deliranti dichiarazioni di Massimo Canale non sono solo preoccupanti, ma confermano come l’ideologia della sinistra al caviale (o meglio, con il Rolex al polso) continui a voler dettare l’agenda di chi vorrebbe amministrare la nostra città”. Così esordisce Massimo Ripepi, Segretario Regionale di Alternativa Popolare Calabria, commentando l’attacco di Canale al programma di sviluppo per Reggio.

Secondo Ripepi, il parallelismo con l’attuale gestione è inevitabile: “Canale dimostra di essere fatto della stessa pasta di Paolo Brunetti: una visione politica che sembra voler condannare Reggio alla Serie D perpetua, non solo nel calcio ma nella dignità civile. È quella lebbra rossa che nulla ha a che spartire con la storia di comunisti veri e onesti come Italo Falcomatà, che alla città diedero lustro e sviluppo.”

Analizzando la critica di Canale ai 10 punti del programma di Forza Italia presentato dall’On. Francesco Cannizzaro a Palazzo Campanella, Ripepi non usa mezzi termini: “Emerge tutta la pochezza e l’invidia di chi non possiede una visione e preferisce affossare i sogni di gloria dei reggini. Questa sinistra ‘rosso-arancione’ sembra allergica alla bellezza e allo sviluppo, preferendo il rassicurante grigiore del sottosviluppo alla grandezza di opere che cambierebbero il destino economico del territorio. Reggio ha bisogno di amministratori con i piedi per terra per i servizi essenziali, ma con il cuore sognatore per spingerla verso i fasti che merita.”

“Quei dieci punti, che partono dalla riorganizzazione dei servizi essenziali rasi al suolo, prevedono grandi progetti e opere che troveranno la loro garanzia nella leadership dell’On. Cannizzaro. Una leadership dura da digerire per i gelosi e invidiosi competitor dell’Onorevole, che non deve dimostrare niente a nessuno, poiché la storia per adesso lo annovera come il parlamentare che ha portato più risorse di tutti i parlamentari della storia reggina. Quindi, oggi, commentare con toni livorosi quel programma significa autocertificare la propria inferiorità intellettuale ed ideologica, che dovrebbe invece vedere i fatti concreti come stella polare di ogni valutazione politica.”

Il Segretario di Alternativa Popolare Calabria punta poi il dito contro quella che definisce una vera e propria patologia politica: “Sentire le fantasmagoriche dichiarazioni di Canale significa che il virus ‘Red-Orange-D’, concepito nei laboratori della mente di Giuseppe Falcomatà e Paolo Brunetti e diffuso dalle stanze di Palazzo San Giorgio, ha contagiato anche lui. Canale vede le grandi opere come un miraggio irraggiungibile perché è l’erede naturale del disastro degli ultimi 12 anni: una fotocopia sbiadita di un sistema che ha già distrutto il tessuto sociale della nostra città.”

Ripepi conclude lanciando la sfida per il futuro: “Mentre questi signori brindano nei salotti condannando il popolo alla precarietà, noi non arretreremo di un millimetro. La Reggio del futuro si costruisce con il coraggio e con i fatti, non con il sarcasmo livoroso di chi ha fallito per un decennio e oggi pretende di dare lezioni tra i rifiuti e l’incompetenza. L’attacco di Canale è il certificato di morte della speranza per chi non ha coraggio, ma noi siamo qui per ridare dignità a una città che merita la Serie A e che non si farà più infettare dal becero pessimismo rosso-arancione.”

 Massimo Ripepi
 Alternativa Popolare Calabria

REGGIO – Ponticello sul Calopinace: dieci anni di fallimenti e promesse incompiute. Ripepi: «Monitoraggio mensile su tutti i cantieri, la farsa deve finire»

«Dieci anni di attesa, dieci anni di annunci, dieci anni di barzellette che non fanno più ridere nessuno. Il ponticello del Calopinace non è solo un’opera pubblica incompiuta, è il simbolo plastico del fallimento politico-amministrativo di una classe dirigente incapace di dare risposte minime alla città». Lo ha dichiarato con estrema durezza Massimo Ripepi, Consigliere Comunale e Presidente della Commissione Controllo e Garanzia, a margine della seduta odierna tenutasi a Palazzo San Giorgio.

La Commissione si è riunita per spezzare il velo di nebbia che avvolge un’opera che sembra ormai vittima di una maledizione burocratica alimentata dall’inerzia politica. L’ultimo confronto risaliva a cinque mesi fa, quando, durante un sopralluogo in loco con il direttore dei lavori Ingegnere Romeo, erano state fornite le solite rassicurazioni di facciata. «Eppure, a distanza di quasi mezzo anno, non è cambiato assolutamente nulla. Siamo ancora qui a discutere del nulla cosmico.», incalza Ripepi.

Durante la seduta, l’Architetto Bruno Doldo, attuale dirigente ai Lavori Pubblici, ha tentato di rassicurare la Commissione garantendo il rispetto di un cronoprogramma che prevede la fine del cantiere per il prossimo mese di marzo. «Voglio dare atto all’Arch. Doldo di aver svolto il proprio dovere con una solerzia che va ben oltre i compiti d’ufficio, cercando di rimediare ai disastri altrui, ma la pazienza dei reggini è esaurita. Dopo un decennio di nastri tagliati per gioco, passerelle elettorali e inaugurazioni fasulle degne del miglior teatro dell’assurdo, le parole dei tecnici non bastano più a coprire il vuoto della politica».

Il Presidente Ripepi punta il dito direttamente contro i vertici dell’amministrazione: «La responsabilità di questo scempio è esclusivamente politica. Non abbiamo più alcuna traccia di fiducia nell’operato dell’Assessore ai Lavori Pubblici, Paolo Brunetti, un amministratore che ha collezionato disastri ovunque sia stato inviato. La gestione dei cantieri in questa città è diventata una barzelletta nazionale, una sequela di fallimenti che grida vendetta di fronte a una cittadinanza ostaggio dell’inefficienza».

Per porre fine a questo stallo imbarazzante, la Commissione Controllo e Garanzia ha deciso di adottare una linea di sorveglianza speciale. «Non permetteremo più a questa amministrazione di nascondersi dietro ai rinvii. Da oggi, convocheremo una commissione apposita ogni mese per monitorare lo stato dell’arte non solo del Calopinace, ma di tutti i lavori pubblici incompiuti che deturpano Reggio. Saremo il fiato sul collo di chi pensa di poter continuare a governare a suon di fumo e di chiacchiere, perché la città non può più aspettare i tempi di una politica che ha fallito su tutta la linea».

Massimo Ripepi

 

REGGIO – VIG e supercazzole, Ripepi: “Falcomatà, ultimo in tutte le classifiche, si inventa un primato e vola a Bruxelles a spese dei cittadini.”

“Dopo dodici anni di gestione fallimentare, l’attuale amministrazione comunale di Reggio Calabria tenta disperatamente di confezionare un ultimo titolo da spendere nella prossima campagna elettorale comunale: un presunto ‘primato’ nella Valutazione di Impatto Generazionale (VIG). Un titolo pomposo, ma in realtà privo di significato concreto, utile solo a distrarre i cittadini dal disastro che vedono ogni giorno con i propri occhi.” , ha esordito così Massimo Ripepi, Consigliere Comunale di Reggio Calabria e Presidente della Commissione Controllo e Garanzia.

“Perché mentre Reggio Calabria è ultima nella classifica della qualità della vita 2024 de Il Sole 24 Ore (107ª su 107 province), penultima nella classifica Ecosistema Urbano 2025 e con un Sindaco crollato all’89° posto su 97 nella Governance Poll 2025 registrando un calo di preferenze dell’11,5%, Falcomatà e l’Assessore Romeo pensano bene di organizzare un viaggio a Bruxelles con una nutrita delegazione comunale, a spese dei cittadini. Un’iniziativa che avrebbe avuto senso all’inizio del mandato per costruire relazioni con l’Europa, non certo oggi, a pochi mesi dalla fine dell’amministrazione più inconcludente della storia recente della città.”, ha continuato Ripepi, sottolineando l’assurdità dell’operazione.

“Per capirci: la cosiddetta ‘Valutazione di Impatto Generazionale’ è uno strumento teorico, introdotto a livello nazionale solo nel 2022 e ancora in fase sperimentale. In sostanza, dovrebbe servire a misurare l’effetto delle politiche pubbliche sulle giovani generazioni. Ma qui nessuno ha visto né una politica giovanile concreta, né un progetto strutturale. E allora viene spontaneo pensare: i reggini possono stare tranquilli, dopo dodici anni di disastri, oggi siamo finalmente primi nel VIG!”, ha rincarato il Consigliere.

“Un primato simbolico, costruito ad arte, che serve solo a fabbricare un po’ di propaganda e a giustificare un viaggio istituzionale dall’utilità tutta da dimostrare. Forse, l’unico ‘criterio generazionale’ davvero applicato da questa Amministrazione è stato quello delle serate al tramonto in via Marina, del Sunsetland Summer festival, durante un’estate segnata dal deserto e dal fallimento organizzativo. – ha continuato Ripepi – Forse il principio ‘generazionale’ si è tradotto nel far suonare giovani DJ, magari con la speranza che potessero diventare potenziali nuovi sostenitori in vista delle prossime scadenze elettorali. Un modo curioso di interpretare la VIG: non come strumento di equità tra generazioni, ma come pretesto di propaganda e passerella politica.”

“Come Presidente della Commissione Controllo e Garanzia – ha annunciato Ripepi – provvederò a convocare una seduta dedicata per chiedere che venga resa pubblica tutta la documentazione relativa al viaggio a Bruxelles: costi, delegazione, motivazioni, risultati concreti e benefici reali per la città. I cittadini hanno il diritto di sapere quanto è costato questo ‘primato’ e cosa ne ha guadagnato Reggio Calabria.”

“In un momento in cui la nostra città è fanalino di coda in ogni classifica nazionale, non servono nuove sigle o slogan, ma verità, responsabilità e rispetto per i reggini. Basta fumo negli occhi: Reggio merita una guida seria, capace di affrontare i problemi reali e non di nasconderli dietro parole altisonanti o viaggi di rappresentanza.”, ha concluso Massimo Ripepi.

 

REGGIO – Reggio Calabria ultima in Italia nel report “Ecosistema Urbano 2025” di Legambiente, Ripepi: “L’ultimo disastro di Falcomatà prima di lasciarci”

Reggio Calabria chiude al 106° e ultimo posto tra i capoluoghi italiani nel report “Ecosistema Urbano 2025” di Legambiente, realizzato con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, registrando un punteggio inferiore al 25% e indicatori in netto peggioramento. Massimo Ripepi, Consigliere Comunale e Presidente della Commissione Controllo e Garanzia, denuncia con forza il fallimento dell’Amministrazione Falcomatà, definendo questo risultato l’ “ultimo disastro” del Sindaco prima del suo passaggio alla Regione Calabria.

“Undici anni di gestione Falcomatà hanno ridotto Reggio Calabria a una discarica a cielo aperto” – dichiara Ripepi – “La raccolta differenziata, ferma al 32%, è il simbolo di un disastro amministrativo che ha lasciato microdiscariche davanti a ogni palazzo, con le periferie a soffrire maggiormente l’abbandono e il degrado. Il susseguirsi di Assessori all’ambiente incapaci, come il Vicesindaco Brunetti, ha contribuito a far toccare il fondo alla città, con politiche inefficaci e una totale assenza di visione strategica.”

“In questi undici anni, l’Amministrazione ha dimostrato un’incapacità cronica nella gestione della questione rifiuti, con una raccolta differenziata mai decollata come dovuto, nonostante promesse elettorali e annunci. I cittadini, soprattutto nelle periferie, sono stati lasciati soli a fronteggiare un sistema inefficiente, con ritardi nella raccolta e l’assenza di infrastrutture adeguate. Questo disastro, oltre a compromettere la salute pubblica e vivibilità, porterà un ulteriore aumento della TARI: un’ennesima beffa per i reggini, già provati da anni di disservizi.” – incalza il Consigliere Massimo Ripepi.

“Il report evidenzia un divario Nord-Sud sempre più marcato: Trento e Mantova superano il 75%, mentre al Sud solo Cosenza entra nella top 20. Reggio Calabria si colloca tra le nove città meridionali sotto il 35%, con cali nelle infrastrutture ciclabili (10,39 metri equivalenti per 100 abitanti), isole pedonali (48,6 mq) e zone a traffico limitato (368,3 mq per 100 abitanti), oltre a un aumento del suolo impermeabilizzato (+6,3 mq/ab dal 2018 al 2023).”- evidenzia il Presidente della Commissione Controllo e Garanzia.

“Falcomatà, il distruttore, ha annientato le potenzialità di una città ricca di storia! La Commissione Controllo e Garanzia intensificherà la vigilanza per smascherare le responsabilità di questo disastro, in attesa che una nuova amministrazione metta mano a un nuovo piano rifiuti per risollevare le sorti di Reggio Calabria.” – conclude Massimo Ripepi.

 

 

 

REGIONALI – Cirillo fa la storia con oltre 19.000 voti, Falcomatà secondo e Cannizzaro conferma la leadership del centrodestra

Si chiude con numeri clamorosi lo spoglio dei voti nella Circoscrizione Sud della Calabria, che comprende la provincia di Reggio Calabria, nell’ambito delle elezioni regionali 2025. Tra i protagonisti emerge Salvatore Cirillo, 30 anni, consigliere regionale uscente sostenuto dal noto esponente del centrodestra Francesco Cannizzaro, che ha stabilito un record storico di preferenze nel territorio provinciale, superando abbondantemente 19.000 voti complessivi. Solo a Reggio città, Cirillo ha ottenuto oltre 7.000 preferenze, distanziando di circa 2.000 voti il sindaco del Comune e della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà.

Il Partito Democratico a Reggio

Nonostante la sfida serrata, il PD ottiene due seggi nella provincia di Reggio, con l’elezione di Giuseppe Ranuccio e Giuseppe Falcomatà. Quest’ultimo, sindaco della città Metropolitana da 12 anni, nonostante il numero inferiore di voti rispetto a Ranuccio, riesce comunque a entrare in Consiglio regionale grazie al sistema di attribuzione dei seggi e delle rimanenze. Fuori dalla competizione De Gaetano, della lista DP, che non riesce a conquistare alcun seggio.

Il risultato segnala una forte competitività interna al PD, dove la battaglia tra i due sindaci ha inciso sull’esito finale, ma ha comunque permesso al partito di confermare la propria rappresentanza nella circoscrizione.

Il centrodestra e i protagonisti locali

La tornata elettorale evidenzia anche la potenza elettorale del centrodestra. Oltre a Cirillo, ottime performance per Franco Sarica, sostenuto dall’ex Governatore Scopelliti, che raccoglie oltre 6.800 voti, di cui più di 4.000 solo a Reggio Calabria.

La presenza della Lega e di Fratelli d’Italia nella circoscrizione Sud ha portato all’elezione di Giuseppe Mattiani (Lega) e Giovanni Calabrese (FdI), consolidando la posizione del centrodestra nel territorio. A completare la lista dei consiglieri eletti, oltre ai già citati Cirillo e Sarica, ci sono Mimmo Giannetta (Forza Italia) e Pietro Crinò (Occhiuto Presidente).

Riepilogo dei dati finali nella Circoscrizione Sud (Provincia di Reggio Calabria)

  • Salvatore Cirillo (Forza Italia): oltre 19.000 voti, record storico

  • Mimmo Giannetta (Forza Italia)

  • Giuseppe Mattiani (Lega)

  • Giovanni Calabrese (Fratelli d’Italia)

  • Pietro Crinò (Occhiuto Presidente)

  • Giuseppe Ranuccio (PD)

  • Giuseppe Falcomatà (PD)

Il voto conferma il forte radicamento della leadership di Cannizzaro e Forza Italia sul territorio e il consolidamento della nuova generazione del centrodestra, capace di raccogliere consensi importanti. Allo stesso tempo, il PD mantiene una presenza significativa, ma segnata dalle tensioni interne e dalla competizione tra i candidati di punta.

Con questa tornata elettorale, la Circoscrizione Sud dimostra ancora una volta quanto la politica locale possa essere determinante nel determinare l’equilibrio tra i diversi schieramenti e nel valorizzare figure emergenti come Cirillo.

REGIONALI – I nomi degli eletti nella Circoscrizione Sud, Centro e Nord

La tornata elettorale calabrese del 2025 si chiude con Roberto Occhiuto confermato presidente della Regione, sancendo il dominio del centrodestra e segnando un distacco netto dal centrosinistra guidato da Pasquale Tridico. Il voto non solo premia il buon governo del presidente uscente, ma ridisegna anche la geografia politica del Consiglio regionale, tra conferme di lungo corso, ritorni inattesi e nuove leve pronte a farsi spazio.

I consiglieri regionali eletti nella Circoscrizione Sud (Reggio Calabria)

  1. Salvatore Cirillo (Forza Italia)
  2. Mimmo Giannetta (Forza Italia)
  3. Giuseppe Mattiani (Lega)
  4. Giovanni Calabrese (Fratelli d’Italia)
  5. Pietro Crinò (Occhiuto Presidente)
  6. Giuseppe Ranuccio (Pd)
  7. Giuseppe Falcomatà (Pd)

I consiglieri regionali eletti nella Circoscrizione Centro (Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia)

  1. Sergio Ferrari (Forza Italia)
  2. Marco Polimeni (Forza Italia)
  3. Emanuele Ionà (Occhiuto presidente)
  4. Antonio Montuoro (Fratelli d’Italia)
  5. Filippo Mancuso (Lega)
  6. Vito Pitaro (Noi Moderati)
  7. Ernesto Alecci (Partito Democratico)
  8. Enzo Bruno (Tridico presidente)
  9. Elisabetta Barbuto (Movimento 5 Stelle)

I consiglieri regionali eletti nella Circoscrizione Nord (Cosenza)

  1. Gianluca Gallo (Forza Italia)
  2. Pasqualina Straface (Forza Italia)
  3. Elisabetta Santoianni (Forza Italia)
  4. Pierluigi Caputo (Occhiuto Presidente)
  5. Rosaria Succurro (Occhiuto presidente)
  6. Angelo Brutto (Fratelli d’Italia)
  7. Luciana De Francesco (Fratelli d’Italia)
  8. Orlandino Greco (Lega)
  9. Riccardo Rosa (Noi Moderati)
  10. Ferdinando Laghi (Tridico Presidente)
  11. Elisa Scutellà (Movimento 5 Stelle)
  12. Francesco De Cicco (Democratici e Progressisti)
  13. Filomena Greco (Casa Riformista)
  14. Rosellina Madeo (Partito Democratico)

REGIONALI – Roberto Occhiuto trionfa e fa la storia: primo Governatore calabrese rieletto da uscente

Roberto Occhiuto, presidente uscente della Regione Calabria e candidato del centrodestra, si conferma al vertice della Regione, segnando un traguardo senza precedenti nella storia politica calabrese: mai un Governatore uscente era riuscito a ottenere la rielezione. Secondo le prime stime, Occhiuto avrebbe raccolto circa il 60% dei consensi, superando nettamente lo sfidante del centrosinistra Pasquale Tridico, fermo tra il 35 e il 40%.

Il consenso di Occhiuto si lega ai risultati concreti raggiunti durante il suo mandato: dalla gestione e rilancio degli aeroporti calabresi, alla chiusura di un commissariamento sanitario durato 15 anni, fino all’uso di nuove tecnologie per la lotta ai crimini ambientali. A questi si aggiunge una rinnovata immagine del Presidente, capace di attrarre turismo e investimenti, consolidando la percezione di un’amministrazione efficace sul territorio.

Il dato più evidente è la distanza significativa tra il centrodestra e gli altri contendenti. Tridico, candidato del centrosinistra, ha ottenuto risultati inferiori alle aspettative, con una campagna elettorale caratterizzata da errori e promesse poco credibili. Anche il candidato di Democrazia Sovrana e Popolare, Francesco Toscano, ha ottenuto una percentuale marginale di voti.

Il percorso politico di Occhiuto

Roberto Occhiuto entra in politica nel 1993 come consigliere comunale di Cosenza con la Democrazia Cristiana. Nel 2000 passa a Forza Italia e viene eletto consigliere regionale, per poi aderire al Centro Cristiano Democratico nel 2002. Rieletto nel 2005 con l’UDC, ne diventa vicepresidente del Consiglio regionale.

Eletto deputato nel 2008, si ricandida alla Camera nel 2013 con l’Udc, prima di tornare in Forza Italia nel dicembre dello stesso anno. Nel 2014 entra in Parlamento come europarlamentare e nel 2018 viene rieletto alla Camera come capolista di Forza Italia nella circoscrizione Calabria.

Durante la XVIII legislatura diventa Vice Presidente Vicario del gruppo di Forza Italia e successivamente capogruppo facente funzioni, prima della candidatura e vittoria alle elezioni regionali del 2021. Con la conferma di oggi, Occhiuto inizia la sua seconda legislatura da Governatore, un risultato senza precedenti nella storia della Calabria.

REGIONALI – La premier Meloni esulta per Occhiuto: “I calabresi premiano il buon governo del centrodestra”

Il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha commentato con soddisfazione la conferma di Roberto Occhiuto alla presidenza della Regione Calabria.

“Anche in Calabria gli elettori hanno riposto la loro fiducia nella coalizione di centrodestra, confermando Roberto Occhiuto Presidente della Regione. Un risultato importante a riconoscimento dell’azione di buongoverno che continueremo a portare avanti per il benessere del territorio e dei cittadini. Le mie congratulazioni a Roberto, al quale auguro buon lavoro.” ha scritto Meloni in un post sui social.