Un secolo e oltre di servizio alla comunità
Raggiungere i 120 anni di vita è un traguardo significativo per una banca di comunità. Nicola Paldino, presidente della Bcc Mediocrati, ha condiviso queste considerazioni durante il convegno dedicato all’anniversario della fondazione dell’istituto di credito cooperativo. “Questo momento di celebrazione appartiene alla collettività che ha supportato il nostro lavoro e ha contribuito alla nostra crescita”, ha dichiarato Paldino.
Il presidente ha proseguito evidenziando le sfide affrontate dall’ente, sottolineando che “superare più di un secolo implica aver resistito a due guerre mondiali e alle pressioni del regime fascista, che tentò di estirpare le piccole casse rurali”. Grazie alla resilienza dei soci fondatori, l’istituto è riuscito a perseverare e ad adattarsi alle rigidità delle normative europee, mantenendo comunque saldi i valori storici e i principi della Dottrina Sociale della Chiesa, che guidano l’assistenza a soci, famiglie e piccole imprese calabresi.
Paldino ha anche rimarcato il ruolo cruciale della banca nel contrastare la desertificazione economica, mentre “le grandi istituzioni finanziarie chiudono o abbandonano il territorio”. La banca si sente in dovere di garantire la sua presenza nelle zone più periferiche e vulnerabili, dove persino un bancomat riveste un’importanza considerevole. “Il nostro modello di sostenibilità ci permette di reindirizzare i profitti dai centri urbani a sostegno delle piccole filiali nei comuni interni”, ha spiegato.
Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, ha sottolineato il valore delle Banche di credito cooperativo come fondamentali per il territorio, specialmente in una regione priva di istituti bancari con sede legale da oltre quindici anni. “Se non ci fosse la rete delle Bcc, la comunità calabrese risentirebbe gravemente della mancanza di accesso al credito”, ha affermato, notando come le norme di Basilea complicano ulteriormente la situazione per famiglie e piccole imprese. Occhiuto ha auspicato nuove collaborazioni istituzionali, proponendo l’idea di fondi di rotazione a supporto di iniziative sociali e per favorire l’inclusione finanziaria.
Infine, mons. Francesco Savino, vicepresidente della Conferenza episcopale italiana, ha avvertito del rischio di un “Alzheimer culturale” che potrebbe farci dimenticare i valori fondanti. Ha sottolineato l’importanza di un’economia civile e mutualistica, che garantisca una sviluppo basato sulla reciprocità, avvertendo: “Se non poniamo questi principi al centro, potremmo diventare vittime di un’economia che, come osserva Papa Francesco, distrugge il tessuto sociale.”

