Skip to content

CALABRIA – Caro carburanti e mercati instabili: l’allarme di Unioncamere sull’effetto “razzo-piuma”

La volatilità dei mercati energetici, esasperata dalle tensioni internazionali e dal conflitto in Medio Oriente, sta proiettando ombre preoccupanti sull’economia della Calabria. A lanciare l’allarme è Pietro Falbo, presidente di Unioncamere Calabria, che a margine di un incontro alla Cittadella regionale di Catanzaro ha analizzato i meccanismi distorsivi che regolano il prezzo del petrolio e le loro ricadute dirette sulle tasche di imprese e consumatori.

Il paradosso dei prezzi: l’asimmetria “razzo-piuma”

Secondo Falbo, il mercato dei carburanti è vittima di un fenomeno economico ben preciso, noto come effetto “razzo-piuma”. Questa dinamica descrive un’asimmetria temporale profondamente penalizzante: quando le quotazioni del greggio salgono, i prezzi alla pompa schizzano verso l’alto con la velocità di un razzo; al contrario, quando il costo del petrolio scende, il calo dei prezzi per l’utente finale avviene con la lentezza di una piuma che cade al suolo.

«Il greggio era arrivato anche a 150-160 dollari al barile con carburanti intorno ai due euro al litro», ha osservato il presidente, evidenziando come, nonostante il successivo crollo del barile a 40-60 dollari, il costo alla pompa sia rimasto ancorato a soglie elevate tra 1,6 e 1,7 euro. Dietro questa inerzia si muove un sistema di multinazionali del petrolio che opera su scala globale, influenzando i prezzi attraverso meccanismi sovranazionali difficilmente regolabili dai singoli Stati.

L’impatto sulla logistica e il carrello della spesa

Il rincaro dei carburanti non si esaurisce al distributore, ma innesca una reazione a catena che colpisce l’intera filiera produttiva. In Italia, la stragrande maggioranza delle merci viaggia ancora su gomma, a causa di un trasporto ferroviario meno utilizzato rispetto al passato. Di conseguenza, ogni aumento del costo del gasolio si riflette inevitabilmente sul prezzo finale dei prodotti. «L’aumento dei costi del trasporto incide sul valore delle merci e quindi, alla fine, sui prezzi pagati dai consumatori nei supermercati e nei negozi», ha sottolineato Falbo, tracciando un collegamento diretto tra crisi energetica e inflazione alimentare.

L’ipotesi di un intervento sulle accise

Per frenare questa spirale, la proposta di Unioncamere punta l’indice sulla componente fiscale del prezzo. Circa la metà dell’importo pagato dai cittadini è infatti composto dalle accise, entrate che lo Stato utilizza spesso per coprire diverse voci di bilancio, rendendo complessi gli interventi strutturali. Tuttavia, Falbo suggerisce di percorrere la strada di un intervento d’emergenza: «Si potrebbe valutare un intervento temporaneo sulle accise per attenuare l’impatto dei rincari, come avvenne in passato con una riduzione decisa dal governo Monti. Ci auguriamo che l’esecutivo possa valutare soluzioni di questo tipo, almeno in maniera momentanea».

VeritasNews24 è un Quotidiano Online Registrato al Tribunale di Reggio Calabria n°7 del 28/09/2015

Editrice di VeritasNews24 è la TXT Soc. Coop. Soc.

sita a Reggio Calabria in Via Trapani Lombardo, 35 – 89135 – Reggio Calabria

contatti

REDAZIONE@VERITASNEWS24.IT   –    0965.371156

©2021 veritasnews24 – tutti i diritti sono riservati – SITO WEB REALIZZATO DA TXT COMMUNICATION