Il turismo delle radici emerge come un potente strumento per promuovere la Calabria, contribuendo allo sviluppo locale e alla valorizzazione di tradizioni e borghi. Questo è il fine perseguito da Aicotur, l’Associazione italiana comuni turismo delle radici, che ha recentemente avviato le sue attività in Calabria. Durante una conferenza stampa tenutasi presso la Cittadella regionale, è stato presentato il progetto intitolato ‘L’abbraccio: le radici diventano ponti’. Tra i partecipanti figuravano l’assessore al Turismo, Giovanni Calabrese, e il consigliere regionale Orlandino Greco, delegato ai Calabresi nel mondo.
L’associazione, composta da comuni con meno di 40.000 abitanti, si propone di incoraggiare il ritorno dei discendenti di calabresi emigrati, creando opportunità di incontro e riscoperta dell’identità culturale locale. Durante l’incontro, è stato sottolineato l’importanza di sviluppare una rete di accoglienza in grado di trasformare il viaggio di ritorno in un’esperienza autentica e ricca di significato.
Giuseppe Varacalli, presidente del Consiglio generale di Aicotur, ha spiegato che l’organizzazione è stata fondata sulla base di ricerche sulle potenzialità di questo segmento turistico. Attualmente, sono stimati tra gli 80 e i 120 milioni di italo-discendenti nel mondo, molti dei quali conservano un forte legame con le proprie origini e desiderano tornare. Tuttavia, è essenziale una struttura organizzativa adeguata, in particolare nei servizi. Varacalli ha anche annunciato l’istituzione della ‘Giornata dell’abbraccio’, che avrà luogo il 12 agosto nei comuni membri di Aicotur. Durante l’evento, le amministrazioni comunali accoglieranno i turisti di ritorno per un saluto e uno scambio di idee sulla valorizzazione del territorio. In questa occasione, ogni sindaco conferirà titoli di ‘Ambasciatori delle radici’ ai partecipanti.
L’assessore Calabrese ha aggiunto che la collaborazione con Aicotur e altre associazioni è fondamentale per costruire un’accoglienza efficace. Il lavoro si inserisce in un progetto più ampio avviato alcuni anni fa in sinergia con il ministero degli Esteri, che punta a sviluppare ulteriormente il turismo delle radici. Calabresi nel mondo sono oltre otto milioni, e molti desiderano riconnettersi con le proprie origini e riscoprire la propria terra natale. Questo è il campo su cui si sta investendo.
Orlandino Greco, consigliere regionale, ha evidenziato che i calabresi all’estero rappresentano una risorsa significativa, avendo raggiunto posizioni rilevanti nelle società in cui vivono. La loro azione può generare importanti opportunità sia per attrarre investimenti che per l’export. L’obiettivo è massimizzare queste potenzialità attraverso iniziative come la Consulta dei calabresi nel mondo.
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