È una giornata destinata a segnare una svolta per la Calabria. Il Consiglio dei Ministri, riunito a Palazzo Chigi, ha approvato la revoca del commissariamento della sanità regionale, ponendo fine a una gestione straordinaria durata ben diciassette anni.
La decisione è arrivata su proposta del ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, con il parere favorevole del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e del ministro della Salute Orazio Schillaci.
Si tratta di un passaggio di grande rilievo istituzionale, che sancisce il ritorno alla piena gestione della sanità da parte della Regione Calabria, chiudendo una lunga fase caratterizzata da interventi straordinari e controllo diretto dello Stato.
Un ruolo centrale in questo percorso è stato svolto dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, nominato commissario nel 2021 dal governo Draghi e successivamente confermato dal governo Meloni, con l’obiettivo di portare a termine il piano di rientro e superare definitivamente il commissariamento.
Il commissariamento della sanità calabrese era stato avviato nel 2010, a seguito del disavanzo sanitario e della necessità di rientrare nei parametri economici. Da allora si sono susseguiti diversi commissari, in una fase complessa che ha spesso attirato l’attenzione nazionale per criticità e difficoltà gestionali.
Con la decisione del Governo si chiude dunque una lunga stagione e si apre una nuova fase, in cui la Regione torna ad avere piena responsabilità nella programmazione e nella gestione del sistema sanitario.
Un risultato che rappresenta un punto di arrivo importante, ma anche una sfida: quella di tradurre questa autonomia in servizi più efficienti e in una sanità finalmente all’altezza delle esigenze dei cittadini calabresi.

