La protesta delle marinerie siciliane e calabresi, pronte anche a bloccare lo Stretto di Messina, rappresenta il segnale evidente di un sistema ormai in difficoltà.
Il prezzo del gasolio, che ha superato i 2,10 euro al litro, evidenzia un mercato squilibrato: i ribassi alla fonte non arrivano ai consumatori finali e i costi continuano a gravare su chi lavora. In questo contesto, la Calabria risente della crisi più del resto del Paese. A dichiararlo è Mariaelena Senese, segretaria generale della UIL Calabria.
Secondo Senese, il recente Green Paper sulla povertà dei trasporti indica che la Calabria è la regione italiana con la più alta percentuale di famiglie vulnerabili ai costi della mobilità, oltre il 10%, a fronte di una media nazionale più bassa e del 2% registrato in Trentino-Alto Adige. Inoltre, è il territorio dove le spese per i trasporti incidono maggiormente sul reddito disponibile e dove la mancanza di alternative all’auto privata trasforma ogni aumento dei carburanti in una sorta di tassa indiretta che colpisce soprattutto le fasce più fragili.
La UIL Calabria chiede quindi alla Regione di aprire rapidamente un confronto con le parti sociali su tre priorità: l’istituzione di un tavolo permanente sul costo dell’energia e dei carburanti con misure di compensazione, interventi strutturali a sostegno dei settori produttivi locali e l’attuazione del nuovo Piano Regionale dei Trasporti.
Su quest’ultimo punto, Senese evidenzia che il piano prevede investimenti per 33 miliardi di euro, ma le risorse effettivamente disponibili non superano i 21 miliardi. Tra gli obiettivi fissati figurano il raddoppio della quota di utilizzo del trasporto pubblico (dal 9% al 18%), il risparmio di 46 ore di viaggio all’anno per ogni cittadino e una riduzione dei costi pari a 950 euro pro capite. Tuttavia, secondo il sindacato, questi risultati non possono essere raggiunti nell’arco dei 20 anni previsti.
Per questo si chiede alla Regione di trasformare tali obiettivi in azioni concrete e misurabili, accelerando gli interventi per ridurre la dipendenza dal mezzo privato, soprattutto nelle aree interne e nelle periferie urbane, dove l’uso dell’auto è spesso inevitabile e pesa sulle famiglie con redditi più bassi. Inoltre, viene richiesta l’integrazione, nell’attuazione del Piano, di misure specifiche contro la povertà dei trasporti, in linea con il Piano sociale per il clima nazionale, che prevede circa 9,3 miliardi di euro tra fondi europei e cofinanziamenti, in attesa dell’approvazione della Commissione europea.
Fonte: ANSA

