CALABRIA – Senatrice Bianca Laura Granato sospesa, le motivazioni in un post

Si riporta, di seguito, l’intervento della senatrice di Alternativa c’è Bianca Laura Granato, a proposito della sospensione scaturita dalla mancata esposizione del lasciapassare verde in Aula; trattasi di un post pubblicato su Facebook motivato, inoltre, dalla condotta superficiale dei media televisivi:
“Ieri sono successe tante cose. Purtroppo la TV ha riportato dei servizi molto stringati e ha banalizzato molto, non lasciando intendere le profonde motivazioni che mi hanno indotta a non esibire il GREEN pass che pure avevo dovuto fare per viaggiare e avevo con me.
Basta aprire gli occhi e la mente: tutto appare immediatamente chiaro. Vi invito a guardare la realtà.
Sarò assolutamente essenziale, non essendo questa la sede giusta per disquisizioni dottrinali.
Lo stato si regge sulla contemperanza di tre poteri: Legislativo, esecutivo e giudiziario.
Il primo è esercitato dalle due Camere (dei deputati e dei senatori) ;
Il secondo è esercitato dal governo che dirige anche le forze dell’ordine;
Il terzo è esercitato dalla magistratura.
Ci sono anche altri poteri la cui presenza è funzionale al buon andamento del nostro sistema democratico.
1. L’informazione pubblica
2. Il Presidente della Repubblica che sarebbe il garante della Costituzione.
3. I sindacati che sono i corpi intermedi che operano a tutela delle varie categorie di lavoratori.
Tutti questi elementi dovrebbero concorrere alla piena realizzazione del dettato costituzionale.
Ma le cose stanno diversamente…
I poteri in una democrazia che funzioni dovrebbero essere tutti indipendenti, invece oggi in Italia sta avvenendo che il potere esecutivo agisca in spregio alla Costituzione , ma non trova alcuna forma di limitazione negli altri poteri, anzi in essi trova sempre puntuale conferma e rinforzo rispetto ad azioni da cui il popolo è letteralmente schiacciato e impossibilitato ad esercitare i propri diritti.
La magistratura non si sa dove guardi, anzi arrivano sentenze che lasciano a dir poco basiti.
Solo pochi esempi: la cancellazione dei capi d’imputazione per gli uomini di stato nella trattativa Stato-mafia; la sentenza di Lucano che raddoppia addirittura le richieste del PM, comunicata il giorno della chiusura della campagna elettorale in Calabria; la sentenza incredibile con addirittura l’aggravio delle spese processuali (90.000 euro!!) per “lite temeraria” per i sanitari sospesi perché non disponibili ad assumere un farmaco sperimentale che produce gravi finanche letali effetti avversi (come può considerarsi lite temeraria un ricorso per tutelare la propria salute e il posto di lavoro?).
Le forze dell’ordine sono state utilizzate non per garantire la sicurezza nelle recenti manifestazioni ma per colpire manifestanti inermi lasciando agire i violenti in funzione di dove si voleva che l’opinione pubblica spostasse il consenso, applicando all’altra parte il marchio di “Fascista”.
Il Green pass non è una misura atta a tutelare la salute pubblica, ma una misura atta solo a discriminare chi dissente attraverso subdole forme di estorsione (tampone a pagamento) e tortura (ammessi solo i tamponi più invasivi) per chi non intende offrire il proprio consenso ad un trattamento sanitario non obbligatorio che comunque non garantisce nessuno nè dai contagi nè dalle forme severe del virus.
Il mondo capovolto insomma, la Costituzione cancellata con la connivenza di tutti i poteri dello Stato. La certezza è oggi di non vivere in uno stato di diritto ma in un secondo Medioevo, dove si salva solo chi ha soldi.
Il sindacato ormai ha pure indossato la giacca e la cravatta e va a braccetto col governo (vedi le foto di Landini alla manifestazione di sabato scorso).
Camera e senato totalmente asserviti a Draghi, le cui misure emanate con decreto legge distorcono finanche i regolamenti parlamentari per piegare anche il potere legislativo nella sua organizzazione interna con misure insensate, discriminatorie e incostituzionali, solo pretestuosamente generate per la salute, ma in realtà finalizzate al pieno controllo anche della funzione legislativa (che già purtroppo è effettivo).
Basti pensare che io sono stata l’unica senatrice sanzionata con l’interdizione da tutti i locali del senato dall’inizio della legislatura per un atto di disobbedienza civile che non ha messo a rischio la salute di nessuno , mentre ci sono stati senatori che nelle turbolenze di aula seguite alle modifiche ai decreti sicurezza hanno finanche lussato un braccio ad un questore senza subire NULLA! Nè perdere un giorno di aula.
Ovviamente all’interdizione dall’accesso a tutti i locali del senato si associa per la sottoscritta anche la perdita della diaria (lo dico per dare soddisfazione a tutti i forcaioli a cui di questo mio atto interessa solo questo aspetto ). Non che mi dispiaccia, è giusto così, ciò che offende è il motivo!
Insomma mi sembra abbastanza evidente che l’unica cosa che sia punita con violenza nella fase più nera che sta attraversando il nostro Paese con il supporto unanime di tutti i poteri dello stato sia proprio il dissenso.
Risultati della cieca obbedienza e della fiducia in questo governo?
Mega marchette alle Big Pharma realizzate con consistente parte dei soldi destinati alla sanità pubblica, aumento carburante , luce e gas e chi più ne ha più ne metta, queste sono le misure con le quali si sostiene la torsione anti democratica messa in atto da Draghi. Austerity per il popolo, Recovery Fund per multinazionali, Confindustria e malavita organizzata ormai pienamente integrata nel sistema economico e produttivo del paese, grazie al taglio dei controlli, all’ innalzamento delle quote dei subappalti, alla giustizia a scadenza della riforma Cartabia.
Giusto per capirci: le tasse sui beni di prima necessità costituiscono imposte dirette e sono incostituzionali perché ogni cittadino, secondo la Costituzione, è tenuto a contribuire al mantenimento dello stato in misura proporzionale al proprio reddito.
L’aumento del carburante automaticamente si trasferisce su tutti i beni di prima necessità, gravando sui non abbienti come sugli abbienti.
In buona sostanza, la nostra obbedienza, nella migliore delle ipotesi, ci rende solo più poveri e più ricattabili, vittime di ingiustizie e soprusi senza fine, sostanzialmente sempre più sudditi.
Perché l’obiettivo finale è il totale controllo sociale attraverso la corruzione delle classi dirigenti e il ricatto economico sulle classi lavoratrici. Questi sono gli strumenti e quelle sono le azioni. Se perseguiamo la visione di Draghi il nostro destino è segnato..
Non sto dicendo nulla che non sia sotto gli occhi di tutti!
Le classi medie dei professionisti saranno anche duramente colpite, vedi la classe medica . Lo dico oggi! Se ne prenda nota!
I media e il Presidente della Repubblica parlano con una sola voce cercando di scaricare sui non vaccinati l’odio per quelle misure impopolari che sono in realtà frutto di precise scelte da parte del governo imposte attraverso restrizioni che esistono solo nel nostro Paese.
Se abbiamo occhi per vedere usiamoli, prima che il nostro curatore fallimentare dismetta definitivamente anche gli esseri umani, ormai utili solo se e finché funzionali a quei processi produttivi su larga scala che intende promuovere!
D’altronde i danni e i tagli alla sanità pubblica sono precisa testimonianza che si intende anche procedere ad una vera e propria eliminazione fisica dei meno abbienti e di chi costituisce un peso per la società.
Se per convenienza o per ignavia scegliamo di non vedere questa realtà , in mano a questa oligarchia saremo solo carne da macello!
Ho fatto quel che ho fatto solo per aprirvi gli occhi! Non so se ci sono riuscita, ma almeno finché avrò questo mandato lo userò per questo !
Oggi sarò a Trieste con i portuali, unico, dico unico baluardo per uno stato di diritto in dismissione.
Per me lo spirito della Costituzione oggi sopravvive solo nella lotta portata avanti da quelle persone.
SVEGLIA!”

Il Cdm ha deliberato la nomina dell’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone a nuovo Capo di Stato Maggiore della Difesa

Il Consiglio dei Ministri riunitosi martedì 19 ottobre 2021 sotto la presidenza del Presidente Prof. Mario DRADHI. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Dott. Roberto GAROFOLI, su proposta del Ministro della difesa On. Lorenzo GUERINI, ha deliberato la nomina dell’Ammiraglio Giuseppe CAVO DRAGONE a Capo di Stato Maggiore della Difesa, carica attualmente rivestita dal Generale Enzo VECCIARELLI.

L’Ammiraglio Giuseppe CAVO DRAGONE è nato ad Arquata Scrivia (AL) il 28 febbraio 1957. Dopo il conseguimento della maturità classica presso il Liceo di Novi Ligure, è entrato in Accademia Navale nell’ottobre del 1976 per seguire il Corso Normale per Ufficiali di Stato Maggiore. Nel giugno 1980 terminato il periodo accademico e, dopo un breve periodo a bordo della Fregata ORSA, veniva inviato presso le scuole di volo della U.S. Navy in Florida e nel Texas dove dopo circa un anno conseguiva il brevetto di pilota di velivoli ad ala fissa (multimotori a elica) e, dopo ulteriori sei mesi, quello di pilota di elicotteri.

Il nuovo Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giuseppe CAVO DRAGONE, nel periodo compreso tra il 13 dicembre 2004 ed il 24 giugno 2005 ha frequentato la 56° sessione dell’Istituto Alti Studi della Difesa.  Presso l’Università di Pisa ha conseguito la laurea in Scienze della Difesa e Sicurezza nel dicembre 2002 e, poi, nell’ottobre 2005 la Laurea in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Trieste. Dal 27 ottobre 2005 al 5 settembre 2008 ha ricoperto l’incarico di Comandante delle Forze Aeree della Marina Militare e di Capo del 6° Reparto Aeromobili dello Stato Maggiore Marina. Dall’11 settembre 2008 al 12 ottobre 2011 è stato il Comandante del Raggruppamento Subacquei ed Incursori della Marina Militare. Dal 13 ottobre 2011 al 17 ottobre 2014 ha ricoperto l’incarico di Comandante dell’Accademia Navale. Dal 03 novembre 2014 al 26 giugno 2016 ha ricoperto l’incarico di Comandante del Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS). Dal 1° luglio 2016 ha assunto l’incarico di Comandante del Comando Operativo di vertice Interforze (COI). Dal 21 giugno 2019 con il grado di Ammiraglio di Squadra Giuseppe CAVO DRAGONE ha ricoperto la carica di Capo di Stato Maggiore della Marina Militare,

L’Ammiraglio Giuseppe CAVO DRAGONE, sposato con tre figli, è insignito di numerose onorificenze e benemerenze.

Ed ecco tutte le Nomine deliberate dal Consiglio dei Ministri nella seduta N. 42 del 19/10/2021 su proposta del Ministro della difesa Lorenzo GUERINI:

  •   nomina dell’Ammiraglio di squadra Giuseppe CAVO DRAGONE a Capo di stato maggiore della Difesa e la sua promozione al grado di Aammiraglio(*);
    •     nomina dell’Ammiraglio di squadra Enrico CREDENTINO a Capo di stato maggiore della Marina militare;
    •     nomina del Generale di squadra aerea Luca GORETTI a Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare;
    •     avvio della procedura per la nomina dell’avv. Costantino VESPASIANO a Presidente nazionale dell’Unione italiana tiro a segno (UITS), per il quadriennio olimpico 2021-2024.

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(*) Grado riservato al militare ricoprente la carica di Capo di Stato Maggiore della Difesa, quando ufficiale della Marina Militare.

 

Agricoltura: Parentela (M5S), “Accolte le richieste di Calabria, Lombardia e Molise per i danni da maltempo”

«Sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale, i decreti del Ministero delle Politiche Agricole con cui il ministro Stefano Patuanelli accoglie le proposte delle regioni Calabria, Lombardia e Molise di attivazione degli interventi compensativi del fondo di solidarietà nazionale per i danni alle produzioni a seguito degli eventi calamitosi verificatisi nei mesi scorsi. Lo dichiara il deputato Paolo Parentela, esponente M5S in commissione Agricoltura. «È stata, infatti, dichiarata l’esistenza del carattere di eccezionalità – prosegue – per le piogge persistenti che dal 21 al 23 novembre 2020 hanno colpito la provincia di Cosenza e quella di Crotone, per le grandinate che dal 17 al 28 giugno scorso hanno interessato la provincia di Pavia e per le piogge alluvionali del 3-4 luglio nel lodigiano e dal 16 al 19 luglio in provincia di Campobasso Per questi territori saranno attivate le misure previste dal decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102. Si tratta – spiega Parentela – di aiuti volti a favorire la ripresa economica e produttiva delle imprese agricole come contributi in conto capitale fino all’80% del danno accertato sulla base della produzione lorda vendibile media ordinaria, elevato sino al 90% nelle zone svantaggiate; prestiti ad ammortamento quinquennale per le esigenze di esercizio dell’anno corrente e del prossimo, da erogare a tasso agevolato; proroga delle operazioni di credito agrario e agevolazioni previdenziali. Per queste misure, sono stati stanziati ulteriori 105 milioni di euro per tutto il territorio nazionale nel Decreto Sostegni-Bis». «Con la nuova PAC (Politica Agricola Comune), che entrerà in vigore nel 2023, metteremo in atto nuovi strumenti per incentivare maggiormente le imprese agricole ad assicurarsi così da dare loro maggiori garanzie, tutelandole dai sempre più frequenti ed eccezionali eventi calamitosi», conclude.

Calabria Sona protagonista del primo Festival del Turismo Musicale a Milano dal 22 al 24 ottobre

Il progetto Calabria Sona, con il suo ideatore Giuseppe Marasco, sarà tra le realtà italiane protagoniste del primo Festival del Turismo Musicale (TUM), appuntamento promosso a Milano dalla start-up Butik per mettere in connessione gli operatori della musica e quelli del turismo attivi nel nostro paese e per far scoprire al pubblico le opportunità di viaggio in Italia grazie alla musica. Il turismo musicale è, infatti, un fenomeno in forte sviluppo a livello globale, da anni sotto la lente di ingrandimento degli studiosi di settore e dei brand. Il Festival vuole rappresentare, dunque, un’importante occasione di confronto, un punto di incontro in grado di far dialogare gli operatori del settore musicale e turistico mettendo in evidenza alcune delle case-history più significative.
A raccontare l’esperienza di Calabria Sona sarà Giuseppe Marasco nell’ambito del panel dal tema “Mettiamoci in rete: sviluppo di network territoriali di cooperazione tra operatori turistici e musicali”, che potrà essere seguito venerdì 22 ottobre, dalle 11 alle 12, in streaming su www.turismomusicale.net. Tra gli altri relatori del talk – moderato da Denis Longhi di Italian Music Festivals – anche Mauro Bianchi di Riccione Intrattenimento e Alice Bovone e Sofia Eleonora Pizzo de Le Dimore del Quartetto.
Nel contesto socio-economico che stiamo vivendo è emersa la necessità, in molti settori, di avviare rapporti di collaborazione con altri soggetti per concentrare gli sforzi nel conseguimento di obiettivi comuni e nella realizzazione di progetti che abbiano una visione di lungo termine. Ma cosa significa effettivamente “fare rete” per valorizzare il territorio grazie a progetti di turismo musicale? L’incontro sarà un’occasione utile, per l’appunto, per presentare alcuni network territoriali virtuosi, le loro esperienze e analizzare quali sinergie possono mettere in campo operatori turistici e musicali per promuovere il territorio attraverso la musica.
“Siamo orgogliosi di essere stati invitati e di poter partecipare a questa prima edizione del Festival del Turismo Musicale insieme ad altre realtà da anni impegnate nella valorizzazione del proprio territorio di riferimento attraverso la musica”, ha affermato Giuseppe Marasco. “Anche i progetti promossi nell’ambito del circuito Calabria Sona condividono il medesimo obiettivo di valorizzare, attraverso la musica, le eccellenze peculiari del territorio, accendendo i riflettori su un settore destinato ancora ad innovarsi e dando, allo stesso tempo, un segnale di rilancio e di grande identità che può essere ancora di più rimarcato dal linguaggio musicale. Gli artisti inoltre, lo ricordiamo, sono un grande veicolo promozionale per il territorio e per far conoscere in ogni latitudine la nostra regione”. Interverranno, tra gli ospiti al Festival, anche Riccione Intrattenimento, Sponz Fest, IULM, Associazione I-Jazz, Puglia Sounds, Archivio Ricordi, Comune di Bologna, Teatro del Maggio Fiorentino, Italian Music Festivals, Visit Liverpool, Visit Düsseldorf, Linecheck, Touring club e Italia music lab Siae.

Manifestazione contro il lasciapassare verde a Trieste, violenze ingiustificate contro i manifestanti

Da giorni, il porto di Trieste è teatro di protesta contro il decreto legge che impone l’utilizzo del certificato verde per i lavoratori.

I portuali hanno condotto, nell’arco di tempo, la manifestazione di dissenso in maniera pacifica. Lo stesso non si può dire della controparte. Le Forze dell’Ordine, infatti, da stamattina hanno iniziato un lavoro di repressione fuori misura, tramite idranti, lacrimogeni in gran quantità e manganellate nei confronti di persone innocenti, come si evince dalle trasmissioni in diretta.

Una vergogna avallata dalla inquietante “criminalizzazione del dissenso“, ovvero, la stigmatizzazione del cittadino scettico, che esprime la propria contrarietà verso un provvedimento, effettivamente, esagerato se consideriamo che, ad esempio, una cassiera necessiti del certificato per entrare nel luogo di lavoro e, viceversa, non le serva nelle vesti di cliente.

Questa è solo una delle numerose illogicità difese a spada tratta dal Governo Italiano, il quale, sulla campagna vaccinale, ricatta i cittadini e non intende assumersi alcuna responsabilità.

Sarebbe utile ricordare la differenza tra dittatura e tirannia, dal momento in cui si cita la prima impropriamente.

Mario Draghi non è un dittatore; egli occupa il suo ruolo coerentemente nell’organo democratico. Ciò non toglie che il suo esecutivo stia legittimando delle misure da tiranno, nel segno della violenza e del dispotismo.

La dittatura, intesa storicamente, prevede l’accentramento del potere presso un’unica figura, ma tale esclusività non implica, quale condizione necessaria, l’abuso dei mezzi a disposizione e l’impiego della brutalità.

Il concetto di tirannide include, invece, elementi di squilibrio: la sopraffazione, il controllo ossessivo e altre qualità negative riconducibili – come insegnò Platone – al totale abbandono della razionalità.

Il fatto che dittatura e tirannia siano utilizzati come sinonimi nella storia contemporanea e post-ideologica non deve indurci nell’errore che una democrazia non possa essere, al contempo, una tirannia.

Per tale motivo, nessun cambiamento migliorativo si è mai realizzato. Coltivando l’illusione che Draghi sia un dittatore, i manifestanti hanno giocato secondo le regole truccate del tiranno democratico.

DC

 

Autonomia differenziata, D’Ippolito (M5S) presenta pdl costituzionale per cancellarla dalla Costituzione: “Urgente colmare il divario economico e sociale del Sud dal resto dell’Italia”

«Il terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione è abrogato». È asciutta e netta la proposta di legge costituzionale presentata alla Camera dal deputato M5S Giuseppe d’Ippolito, «volta a cancellare l’autonomia differenziata dalla Carta costituzionale e dunque – spiega il parlamentare, già autore di un’altra pdl costituzionale per il ritorno della Sanità allo Stato – a bloccare per sempre ogni tentativo di attuarla a discapito del Sud, che merita molta più attenzione, a partire dalla necessità di disporre di maggiori risorse per tutelare il diritto alla salute e al lavoro, anche per fermare l’emigrazione e la criminalità organizzata». Nei giorni scorsi il deputato aveva annunciato la presentazione di questa proposta di legge, dopo aver disertato il voto della Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza e del collegato ddl attuativo dell’autonomia differenziata, in disaccordo con il provvedimento. Finora non si è tenuto conto, ha argomentato D’Ippolito nella relazione illustrativa della sua proposta, «dei problemi che la pandemia e l’emergenza sanitaria, a partire dal marzo 2020, hanno fatto emergere o determinato, sia per quanto concerne la tutela della salute, sia per quanto riguarda la ripartenza e la ripresa del Paese nel solco della transizione ecologica e della transizione digitale». «È doveroso – ha aggiunto – fermare la crescita del divario tra il Sud e il Nord dell’Italia, anche in applicazione dei princìpi di coesione dettati e pretesi dall’Unione europea. Perciò l’autonomia differenziata appare come un vulnus, perché servirebbe soltanto alle Regioni economicamente più ricche e meglio attrezzate sul piano amministrativo». «La presente proposta di legge costituzionale intende» anche «aprire un più ampio dibattito parlamentare sulla distanza del Sud dal resto del Paese e avviare un confronto obiettivo – ha chiarito D’Ippolito – sulla necessità di garantire maggiore coesione tra le diverse aree dell’Italia, posto che il Mezzogiorno continua a spopolarsi e ad impoverirsi economicamente, anche per motivi legati alla carenza di un’offerta sanitaria adeguata e all’inquinamento criminale del territorio e delle amministrazioni pubbliche, spesso collegato alla mancanza di lavoro e di possibilità di crescita del tessuto imprenditoriale e di nascita e sviluppo di nuove imprese».

Salone del Libro di Torino, riflessione sulla transumanza

L’apertura della quarta giornata allo stand della Regione Calabria, alla XXXIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, è stata affidata al regista e scrittore Eugenio Attanasio e al fotografo Antonio Renda con “Transumanza. I figli del Minotauro. Storie di uomini e animali” (Cineteca della Calabria). Un momento per riflettere sulla transumanza divenuta patrimonio immateriale dell’Unesco nel 2019.

Attanasio ha anche presentato il cofanetto “In cammino con Gioacchino”(Cineteca della Calabria), comprensivo di docufilm, cartina e libro. Un focus su Gioacchino da Fiore, le camminate gioachimite, l’abbazia florense l’identità calabrese e tanto altro.

È stato poi il momento di “Le donne nella storia della Calabria” (Jonia) di Marilù Sprovieri, Nella Matta, Tania Frisone. Illustrato dal direttore editoriale Trebisacce, già professore all’Università della Calabria, il testo vuole valorizzare la microstoria che s’intreccia con la macrostoria facendo emergere figure fondamentali di donne di Calabria.

A seguire, Assunta Morrone, dirigente scolastica, con “A salire alle stelle” (Artebambini edizioni) che ha presentato la tecnica di narrazione per immagini, la cui origine è riconducibile ai templi buddisti del Giappone del XII secolo, il kamishibai.

GLI EVENTI DEL POMERIGGIO

Il primo evento pomeridiano ha riguardato “I 10 pilastri per un cervello efficiente. Come migliorare le abilità mentali” (Franco Angeli) a cura del dottor Giuseppe Alfredo Iannoccari, ideatore e fondatore di Assomensana. Un importante sguardo sul modo di rallentare l’invecchiamento.

Il progetto Human 1 e 2 di Alberto Umbrella (La Monfgolfiera) ha attratto l’attenzione dei presenti ragionando sulla deforestazione dell’Amazzonia e sul dramma distruttivo per mano umana.

Ha concluso il ricco programma della giornata il dottor Claudio Carallo, medico internista che, da un’esperienza volontaria nei reparti Covid ha tratto il suo “In prima linea contro il virus. Diario di un medico in missione”(Titani editore) e ha emozionato l’uditorio ricordando la fortuna di essere sopravvissuti noi tutti al virus.

149°Anniversario costituzione Truppe Alpine dell’Esercito, Sottosegretario Pucciarelli: ‘alpinità’ è valore aggiunto al servizio della collettività e del Paese

“Oggi, in occasione del 149°anniversario della costituzione delle Truppe Alpine dell’Esercito Italiano, sono lieta di rinnovare la mia ammirazione agli uomini ed alle donne di questa gloriosa specialità dell’Arma di Fanteria e rendere idealmente merito al patrimonio di virtuosi modelli di unione, schiettezza, solidarietà e attitudine alle ardue sfide di cui è portatore quell’antico e peculiare modo d’essere e d’agire, immutato negli anni, che oggi identifichiamo col neologismo ‘alpinità’; autentico valore aggiunto al servizio della collettività e del Paese.” – rende noto il Sottosegretario alla Difesa, Stefania Pucciarelli, nella ricorrenza del 15 ottobre, data dell’istituzione del Corpo degli Alpini, con l’allora decreto del 1872 che dava attuazione al progetto del Capitano bersagliere di stato maggiore Giuseppe Perrucchetti, ex insegnante di geografia, secondo cui la difesa di valichi e confini alpini avrebbe dovuto giovarsi della predisposizione e ‘familiarità ambientale’ delle locali genti di montagna, inquadrate in un apposito ordinamento militare territoriale dedicato alla zona alpina.

“Ciò fece delle nostre ‘Penne Nere’ il più antico Corpo di Fanteria da montagna attivo nel mondo, che in questo primo secolo e mezzo di vita si è costruito sul campo un glorioso retaggio – costellato di luminosi esempi di eroismo, valore, sacrificio e senso della responsabilità –, confermandosi ancor oggi componente altamente specializzata dell’Esercito Italiano, sempre dinamicamente capace di evolvere rispetto alle profonde mutazioni dei potenziali scenari d’impiego e dei relativi contesti operativi.” – ha proseguito Pucciarelli nel tracciare i connotati essenziali del modo di servire degli Alpini che, non solo è diventato sinonimo di grande professionalità, rigore comportamentale e prontezza a qualsiasi tipologia di intervento nel mondo con ‘le Stellette’, ma ha finito per travalicare la dimensione militare facendo più in generale della ‘alpinità’ – le cui radici sono profondamente e intimamente fuse con la militarità alpina – un autentico emblema di generosa progettualità concreta, di genuino impegno solidale e di grandissimo slancio umanitario.

“Le nostre Truppe Alpine – ha concluso il Sottosegretario Pucciarelli – rappresentano un Corpo antico, saldamente poggiato su esemplari basi valoriali che continuano a proiettarne i suoi componenti verso un futuro di abilitante rilevanza in seno all’Esercito Italiano e nel più virtuoso processo di integrazione interforze.”

Parità salariale approvata alla Camera dei deputati, Scutellà: «Un passo importante verso la Parità di genere.»

Parità salariale, la Camera ha approvato all’unanimità la proposta di legge che colma il cosiddetto “gender gap”. Si tratta di una misura che, di fatto, restituisce uguali diritti alla donna rispetto all’uomo sui posti di lavoro. Una conquista di civiltà alla quale l’Italia è arrivata troppo tardi ma che innesca un meccanismo virtuoso e fondamentale nel più grande processo vero la parità di genere.

È quanto fa sapere la deputata del Movimento 5 Stelle, Elisa Scutellà, annunciando un nuovo provvedimento legislativo rivolto a tutelare le neo-mamme sui luoghi di lavoro e che a breve sarà portato al voto del Parlmento.

«Con l’approvazione all’unanimità alla Camera dei deputati della proposta di legge sulla parità salariale – precisa Elisa Scutellà – compiamo un altro fondamentale passo verso la parità di genere. Il testo che abbiamo approvato punta, infatti, a favorire la presenza femminile nel mercato del lavoro, combattere il “gender gap” nelle retribuzioni prevedendo incentivi alle assunzioni, agevolazioni fiscali, strumenti per conciliare i tempi di vita e lavoro ed un sistema di certificazione della parità di genere con premialità per i datori di lavori».

«Nella stessa direzione di questo importante provvedimento – annuncia poi la parlamentare del Movimento 5 Stelle – c’è la proposta di legge a cui sto lavorando che mira ad assicurare più tempo alle neo-mamme per potersi dedicare alla crescita dei figli senza dover, come spesso accade, rinunciare alla propria carriera. Il tema, infatti, della difficile conciliazione vita-lavoro per le donne è ancora un problema irrisolto che, alla luce dei dati Istat sull’occupazione, che vede la donna tra le più penalizzate nel panorama di chi ha perso il lavoro durante la pandemia (parliamo del 98%), non può che farci riflettere sulla necessità di attuare tutte le misure necessarie per superare un gender gap non più tollerabile».

«L’approvazione della Parità salariale è sicuramente un altro, fondamentale passo verso maggiori diritti e minori rinunce per le donne lavoratrici – conclude Scutellà – ma è indispensabile continuare a procedere su questa strada, il mio impegno sul tema continuerà ad essere costante e propositivo».

REGGIO: Aeroporto dello Stretto, Cannizzaro: “Ottenuta la deroga per i 35 lavoratori”

“I problemi noi siamo abituati ad affrontarli di petto, senza perderci in chiacchiere. E infatti, anche in questo caso, siamo già intervenuti concretamente”. Stringate ma sostanziose affermazioni quelle dell’On. Cannizzaro per confermare quanto in parte già accennato sui social, in risposta alla cocente questione aeroporto e lavoratori annessi. Tornato a Roma, dopo due mesi di estenuante campagna elettorale per le regionali, il deputato reggino si è subito cimentato in una serie di incontri operativi con i vertici di I.T.A., E.N.A.C. e membri del Governo per affrontare il paventato rischio della perdita del posto di lavoro per il personale del “Tito Minniti” dovuto al cambio di gestore nazionale. “Grazie ad una risoluta azione diplomatica su più fronti, insieme al neo Governatore della Calabria Roberto Occhiuto siamo riusciti ad ottenere la deroga per tutti i 35 lavoratori (ormai ex Alitalia) di Reggio Calabria, scongiurando intanto i licenziamenti! Un atto sancito tramite la formale richiesta di autorizzazione inoltrata da ITA ad ENAC per poter avvalersi dei 35 lavoratori in questione. Un risultato dalla sottile importanza per cui mi corre l’obbligo di ringraziare pubblicamente il Viceministro del MEF Laura Castelli ed il Direttore generale dell’ENAC Alessio Quaranta. Deroga tutt’altro che scontata – spiega Francesco Cannizzaro – che servirà a traghettare questi qualificati operatori fino all’espletamento di formale gara, ovvero quei 30 giorni di tempo necessario affinché si arrivi al definitivo affidamento dei servizi di handling al nuovo gestore, che potrà quindi procedere con l’assorbimento del personale del Tito Minniti. E ci batteremo per questo!”. Salvaguardati in primis i posti di lavoro, argomento principale degli incontri delle ultime 48 ore, menzione particolare merita poi il vertice con l’Amministratore Delegato di ITA, Fabio Lazzerini, molto utile per poter evidenziare le necessità dei passeggeri dello Stretto e l’importanza strategica del “Tito Minniti”. “In un momento così delicato per la ripartenza del Paese e per l’avvio dei piani di rilancio del nostro Aeroporto, non possiamo permetterci di perdere competenze e risorse. Nonostante il caos generatosi in diversi scali italiani a causa del cambio del soggetto societario – chiosa il parlamentare – Reggio ancora una volta ha avuto voce in capitolo.”