Congiunzioni astrali ad Abbey Road

Articolo di D.C.

Cinquantanove anni fa, tra i corridoi degli studi di Abbey Road, il futuro del rock prendeva forma a poche stanze di distanza. Era la primavera del 1967. Mentre i Beatles completavano quel capolavoro intriso di psichedelia che è Sgt. Pepper Lonely Hearts Club Band, i Pink Floyd di Syd Barrett varcavano per la prima volta la soglia di quello stesso edificio per incidere il loro esordio, The Piper at the Gates of Dawn.

Il ventuno marzo del 1967, i Pink Floyd fecero una pausa dalle loro sessioni per intrufolarsi nello Studio 2 e osservare i Beatles al lavoro sul pezzo Lovely Rita. I membri della band di Barrett guardavano quei miti viventi con un misto di soggezione e stupore, mentre Paul McCartney seguiva con curiosità la nuova e spregiudicata scena underground londinese.

Quel ponte invisibile affondava le radici nel terreno fertile dissodato dai Fab Four. I Pink Floyd degli esordi ne ereditarono la spiccata vocazione melodica e una formidabile abilità di scrittura che, pur filtrata attraverso bizzarre visioni, sapeva dar vita a miniature pop geniali come Matilda Mother, The Gnome o Scarecrow. A completare il quadro c’erano le polifonie vocali, gli intrecci corali e una partecipazione collettiva in cui ogni musicista contribuiva attivamente alla costruzione dei brani, ricalcando lo spirito di gruppo dei Beatles.

La genialità precoce di Syd Barrett impresse poi una sterzata radicale a quell’eredità. I Beatles avevano già spalancato le porte a sonorità “oniriche”, manipolazioni e colori caleidoscopici, ma Floyd decisero di andare oltre. La sperimentazione sonora e i nastri deformati servivano a dissolvere la canzone in un flusso caotico, spaziale e perturbante. La band trasformò lo studio di registrazione in un acceleratore di particelle, inaugurando l’Acid e lo Space Rock con una libertà espressiva che guardava ben oltre la forma tradizionale.

In quell’incontro ravvicinato del 1967, la canzone melodica e le vette più innovative si sono sfiorate e compenetrarono nello stesso edificio, dimostrando che la grande musica vive di questa linfa, dove la rivoluzione nasce dalla capacità di raccogliere un testimone e lanciarlo coraggiosamente verso lo spazio profondo, verso l’infinito e oltre.

Il dialogo acustico e interiore nel viaggio del post-rock

Articolo di D.C.

C’è un piacere, immergendosi nel genere post-rock, in cui la tradizionale struttura della canzone si dissolve per fare posto a un’opera interamente strumentale. La rinuncia al cantato, lungi dall’essere pigrizia espressiva, è una precisa volontà di affidarsi al timbro degli strumenti e alle sfumature acustiche. Qui le tracce si dilatano enormemente per essere ruminate, meditate e metabolizzate lentamente in ogni singola vibrazione. L’intento, brillantemente concretizzato, è plasmare una versatile mini-orchestra capace di fluttuare agilmente tra scenari naturalistici e scorci metropolitani.

All’interno di questo ecosistema, ciascun elemento ribalta il proprio compito convenzionale per alimentare un fitto dialogo collettivo. Le percussioni evitano di limitarsi alla rigida marcatura metronomica delle battute, preferendo impreziosire il tessuto con rullate evocative o scansioni archittetoniche. Il basso procede sottovoce, quasi sussurrato, mentre i cordofoni innalzano polifonie struggenti: ora accennano rade note di sottofondo, ora scatenano con plettrate alternate o tremolanti l’equivalente sonoro di una tempesta.

La traiettoria evolutiva di questo linguaggio trae linfa dai fermenti degli anni Ottanta, assorbendo la dissoluzione atmosferica dello shoegaze e la ruvidezza del post-punk, per poi transitare attraverso l’avanguardia dei Tortoise. Grazie a quell’impronta pionieristica, il genere ha iniziato a ramificarsi accogliendo le influenze più disparate: dalle architetture digitali dell’elettronica alle libertà timbriche del jazz, fino alle profondità contemplative dell’ambient. Da tale fecondo collage è scaturita la fisionomia definitiva del movimento.

Questa evoluzione culmina nelle formazioni dalla sensibilità crepuscolare che definiscono il genere oggi. I Godspeed You! Black Emperor delineano affreschi monumentali e carichi di tensione, mentre i This Will Destroy You e gli Explosions in the Sky cesellano melodie capaci di travolgere l’ascoltatore. Completano il quadro i giapponesi Mono, sacerdoti di un intimismo solenne e orchestrale, insieme agli If These Trees Could Talk, abili nel modellare panorami di profonda suggestione cinematografica. Abbracciare queste opere equivale a concedersi il lusso di abitare il suono, lasciandosi guidare da una geometria invisibile che trasforma la musica in uno spazio vivo da esplorare.

REGGIO – Cannizzaro cala il colpo: dopo oltre 20 anni il Granillo riapre ai grandi concerti. Arriva Ultimo

Reggio Calabria torna a ospitare un grande evento musicale allo Stadio Oreste Granillo. Ad annunciarlo è stato il sindaco Francesco Cannizzaro attraverso un video pubblicato sui social, nel quale ha svelato quello che ha definito uno dei tasselli del percorso di rilancio e di ritrovata attrattività della città.

Dopo oltre vent’anni, infatti, il Granillo riaprirà ufficialmente ai grandi concerti. Il primo appuntamento sarà con Ultimo, uno degli artisti più seguiti del panorama musicale italiano, che si esibirà a Reggio Calabria il 3 luglio 2027.

“Buon lunedì, buon inizio settimana Reggio. In questi anni la città ha perso molti voli, molti treni e appariva al cospetto dell’Italia come la stella più fragile dell’universo”, ha dichiarato Cannizzaro. “Abbiamo sempre ribadito che avremmo iniziato a normalizzarla e così è stato. Ci vorrà del tempo, ma ce la faremo”.

Il sindaco ha quindi spiegato che il rilancio della città passa non solo dal miglioramento dei servizi e delle infrastrutture, ma anche dalla capacità di renderla sempre più attrattiva sotto il profilo culturale e turistico.

“Contestualmente non possiamo non iniziare a renderla attrattiva. Proprio per questo ho deciso, dopo oltre vent’anni, di riaprire lo Stadio Granillo ai grandi eventi”.

Cannizzaro ha inoltre annunciato di aver concluso un accordo con una produzione nazionale per riportare in città i grandi nomi della musica italiana.

“In queste ore ho chiuso un grande accordo con una produzione nazionale affinché possa arrivare a Reggio Calabria uno dei big assoluti della musica italiana. Il 3 luglio 2027 allo Stadio Granillo arriverà Ultimo”.

Il primo cittadino ha infine comunicato che da mercoledì saranno aperte le prevendite, invitando i cittadini e gli appassionati a prepararsi a quello che si preannuncia come uno degli eventi più importanti ospitati dalla città negli ultimi decenni.

L’annuncio segna un nuovo passo nel progetto di rilancio promosso dall’amministrazione comunale, che punta a restituire al Granillo un ruolo centrale non solo per lo sport, ma anche come grande arena per eventi musicali e spettacoli di rilevanza nazionale.

MELIA (RC) – Torna lo Street Food Festival tra gusto e musica live

Domenica 7 giugno 2026, Piazza San Gaetano a Melia ospiterà lo “Street Food Festival”, una serata all’insegna del gusto, della musica e della valorizzazione dei prodotti tipici delle aziende locali con l’apertura degli stand prevista per le ore 18:30. L’evento, guidato dal motto ironico “Mangia mbivì e futtâtindi”, sarà animato da un programma musicale che vedrà alternarsi le dirette radiofoniche di One More Dj, il concerto live dei Kalavria alle 20:00 e il dj set Rewind con Enzo Romeo a partire dalle 22:00.

CALABRIA – Manager di Destinazione: il futuro del turismo italiano parte dall’Università della Calabria

A Rende un convegno nazionale per esplorare i Sistemi Turistici e l’applicazione dell’Art. 31 della Legge “Made in Italy“, con il Patrocinio del MIMIT

RENDE – 25 GIUGNO 2025 – Grande attesa per l’importante convegno ‘ Destinazione Italia’ che si svolgerà giovedì 26 giugno 2025 alle ore 10:30 presso l’Aula Magna dell’ Università della Calabria – Arcavacata di Rende (CS) con il Patrocinio del MIMIT. Il Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche (DiScAG) dell’Università della Calabria, attraverso il Corso di Laurea in Scienze del Turismo, organizza, con CulturItalia CooltourItaly e l’accademia Turistica del made in italy, il convegno nazionale “Destinazione Italia”, in collaborazione con la UniCal Business School (UBS).

L’incontro, di respiro nazionale, è dedicato all’approfondimento dei Sistemi Turistici di Destinazione e del ruolo fondamentale del Manager di Destinazione, figura prevista dall’art. 31 della Legge “Made in Italy” n. 206/2023. L’evento nasce nell’ambito del Corso Executive professionalizzante in “Manager di Destinazione”, attivato presso l’Università della Calabria e diretto dal prof. Tullio Romita, con l’obiettivo di formare nuovi profili professionali in grado di progettare, coordinare e valorizzare lo sviluppo turistico locale in chiave sostenibile e sistemica.

I lavori si apriranno con l’introduzione del professor Romita, che presenterà le finalità del corso e il quadro normativo di riferimento. Seguiranno i saluti istituzionali del professor Franco Rubino, direttore del DiScAG. Al centro della prima parte dell’incontro sarà la presentazione del progetto “Destinazione Italia”, illustrato da Claudio Pisapia, ideatore del modello Culturitalia trasposto nell’art31 made in italy e coordinatore del corso insieme ad Antonella Perri (Comitato di coordinamento). L’assessore Gallo per la Regione Calabria. Il presidente Pittella per la Basilicata e gli assessori Cofelice e D’amario per Molise e Abruzzo, per la Campania interverrà il presidente Anci Francesco Morra. Andrea Casedei Responsabile Turismo Almaviva, fondamentale struttura al fianco del corso e di Culturitalia. Pasquale Ciurleo Presidente EPLI per dare valore alle Proloco all’interno dei sistemi, la dottoressa Mirabelli per il ruolo dell’ambiente e del mare nelle destinazioni. Nella seconda parte del convegno, si entrerà nel merito dei Sistemi Turistici di Destinazione, con l’intervento della prof.ssa Alessandra Priante, presidente ENIT che terrà una fondamentale lezione sui modelli sistemici per la valorizzazione delle Destinazioni e con il contributo di rappresentanti istituzionali di regioni italiane particolarmente attive nel settore del turismo, amministratori locali e professionisti del settore pubblico e privato. Il convegno si concluderà con gli interventi dell’on. Giuseppe Bicchielli, firmatario dell’art. 31 della Legge 206/2023 e presidente della Commissione parlamentare sul dissesto idrogeologico, e della dott.ssa Barbara Casagrande, segretario generale del Ministero del Turismo che offriranno uno sguardo sulle strategie nazionali a sostegno delle politiche turistiche territoriali.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di qualificazione del sistema formativo universitario calabrese, e riafferma il ruolo dell’Università della Calabria come laboratorio di innovazione e progettazione per lo sviluppo dei territori

CALABRIA -Monteverdi: “Domani Carl Brave dà il via alla stagione estiva di musica e spettacolo a Catanzaro”

Catanzaro si prepara ad accogliere un artista originale e amato della scena musicale italiana: Carl Brave si esibirà giovedì 26 giugno 20252 alle ore 20.00 a Terrazza Saliceti, sul lungomare, per un live gratuito e fuori dagli schemi, nell’ambito del format nazionale Openstage.
Un concerto a sorpresa, come da tradizione per questo tour che attraversa l’Italia in maniera inaspettata, portando la musica direttamente tra la gente, senza prevendite. Sarà un’occasione unica per ascoltare dal vivo i brani del nuovo disco, in una cornice mozzafiato che affaccia sul mare di Catanzaro.
“Siamo felici di ospitare un evento così originale e libero, che valorizza la bellezza del nostro territorio e parla soprattutto ai più giovani” – dichiara l’Assessore alla Cultura Donatella Monteverdi.
“Ringrazio di cuore Hugo Vivone e tutto il team di Openstage, insieme alla realtà catanzarese che ha collaborato alla riuscita di questo appuntamento. È anche grazie a chi crede nella cultura come strumento di connessione e partecipazione che la nostra città può vivere momenti straordinari come questo.”
L’annuncio arriva all’indomani della presentazione ufficiale dei primi tre eventi della rassegna EstArte 2025, che porterà in città grandi nomi della musica e dello spettacolo: Serena Brancale, il 6 agosto nel quartiere Lido, Cosimo Papandrea, il 15 luglio a piazza Prefettura nell’ambito dei festeggiamenti di San Vitaliano, e Fausto Leali, il 14 agosto nel quartiere Lido, saranno tra i protagonisti di una stagione estiva ricca di appuntamenti pensati per pubblici diversi e per valorizzare i luoghi più suggestivi del nostro territorio.
L’appuntamento con Carl Brave è per giovedì 26 giugno alle 20.00.

REGGIO – Attesa per i concerti di Irama e Gabry Ponte in Piazza Castello

Fatti di Musica 2024, la 38° edizione dello storico Festival-Premio del Live d’Autore ideato e diretto da Ruggero Pegna, che si svolge in numerosi luoghi straordinari della Calabria, tornerà anche quest’anno nella splendida Piazza Castello di Reggio con due attesissimi concerti unici in regione: il 3 agosto il live di Irama e il 9 agosto quello di Gabry Ponte.

L’attesa per i due concerti è enorme, come confermano i dati di prevendita dei biglietti. Reduce dal successo sanremese con il brano Tu no e dalla splendida accoglienza al nuovo singolo Galassie, con i record di 50 dischi di platino, quasi due miliardi di streaming e oltre 900 milioni di visualizzazioni per i suoi video, Irama si conferma stella assoluta della musica d’autore italiana di nuova generazione. A confermarlo anche il sold out dello scorso 15 maggio all’Arena di Verona, un’anteprima di quello che sarà lo strepitoso live estivo.

Di grande impatto l’allestimento scenotecnico che farà da cornice al concerto, con l’imponente palcoscenico coperto a ridosso del Castello Aragonese.  Stessa struttura anche per Gabry Ponte, il re della dance mondiale, che festeggia 25 anni di successi internazionali con la sua musica travolgente, tra effetti speciali e pirotecnici. Dopo i record di “Blue (da ba dee)”, il singolo di debutto con gli Eiffel 65 con oltre 8 milioni di copie vendute, una sequenza di successi stratosferici: 4 milioni di copie con l’album “Europop”, European Music Awards come “Miglior Artista Italiano nel mondo” nel 2000, oltre 378 milioni di stream su Spotify e oltre 150 milioni di visualizzazioni su Youtube per il suo ultimo singolo “Thunder”, ennesimo grandioso successo mondiale.

La Piazza del Castello Aragonese di Reggio – afferma Pegna –  è oramai una delle location più suggestive e accoglienti del Festival, particolarmente idonea ad ospitare grandi eventi. Facilmente delimitabile, sarà ancora una volta trasformata in una suggestiva arena suddivisa in due aree per il pubblico: il Pit, come oggi viene chiamato il settore più vicino al palco, e subito dietro il settore Posto Unico. Sarà dotata di tutti i servizi igienici, sanitari e di ristoro necessari; l’ingresso sarà dal lato della biglietteria del Castello. Ringrazio il Sindaco Falcomatà per la preziosa collaborazione e la Città Metropolitana per il Patrocinio.”.

L’onda musicale di Fatti di Musica 2024, oltre a Reggio, toccherà altre location splendide. Il 23 giugno al Teatro dell’Abbazia Florense di San Giovanni in Fiore arriverà Ron, con il suo magico live ad ingresso libero per volontà del sindaco Rosaria Succurro. Il 28 giugno il grande cantautore e la sua band sono attesi su Corso Numistrano di Lamezia Terme, anche qui per volontà dell’Amministrazione Comunale.

Attesa febbrile per lo storico live sui Pink Floyd del leggendario fondatore e musicista della mitica band britannica, Nick Mason, che arriverà il 24 luglio al Teatro Al Castello di Roccella Jonica. Mason, in partenza per il suo tour europeo che toccherà metropoli come Londra, Parigi, Berlino, Monaco, Milano, Roma, sarà a Roccella grazie al Patrocinio della Presidenza della Regione Calabria. Con Nick Mason suonerà una super band composta da Gary Kemp (Spandau Ballet), Guy Pratt (Pink Floyd), Lee Harris (Blockheads), Dom Beken (Transit Kings). A Mason sarà consegnato il Riccio d’Argento di Gerardo Sacco nella sezione “Miti della Musica Mondiale”.

Tra gli eventi da sottolineare, una menzione speciale la merita il live di  Sergio Cammariere, che con la sua band sarà l’ 11 agosto nel Borgo Antico di Santa Severina (Kr), uno dei borghi più belli d’Italia, davanti alle mura del Castello Normanno che si potrà visitare con il biglietto del concerto. Altri eventi del Festival, “candidato all’Avviso Eventi di Promozione Culturale 2024 (Pac 2010/2020 az. 6.8.3) – Calabria Straordinaria”, sono previsti in altri luoghi d’eccellenza turistica della regione.

Per gli eventi a biglietti, la prevendita è online su www.ticketone.it e nei punti Ticketone. Informazioni allo 0968441888 www.ruggeropegna.it, in tutte le pagine social di artisti, promoter e festival, nel sito di informazione turistica Calabria Straordinaria.

SANREMO 2024: La nostalgia, le premiazioni al valore e la musica dance

Si è conclusa anche questa 74′ edizione del Festival di Sanremo, tra le polemiche, i grandi talenti e i vari tormentoni de “il voto è truccato!”.

LA NOSTALGIA

Chi scrive non è una critica di musica, né tantomeno un’esperta del settore, ma solo una nostalgica della musica anni ’80 e che come tale è forse è ancora un po’ troppo ancorata a quei livelli e stili di musica sanremese “tradizionale”.
Di questo Sanremo si può dire tutto, tranne che sia mancato il livello artistico. I big di quest’anno, tra i più “streammati” del momento, appartengono alla nostra inevitabile quotidianità, fatta ormai di musiche virali su Tiktok, Instagram e condivisioni Facebook.

E per chi – come la sottoscritta – fa fatica a capire i nuovi gusti musicali e la nuova onda dance del Sanremo 2024, farebbe bene a farsi un giro semplicemente sulla pagina facebook del Festival di Sanremo. Già dalla seconda giornata infatti, erano visibili le visual e le condivisioni dei reels dedicati alle varie esibizioni e non c’è trucco che tenga: Angelina Mango con la sua “La Noia” era a più di 8000 condivisioni parallelamente al suo diretto concorrente Irama che con “Tu no” aveva circa 6000 condivisioni.

Dobbiamo farcene una ragione, non esiste più il televoto e gli sms di un tempo. Il successo è dato anche dalla condivisione che fa arrivare i pezzi anche a chi usa facebook e whatsapp solo per mandare le immagini del buongiorno!
Ma non leggetemi come l’ennesima Millennial frustrata, la nostalgia per gli anni d’oro della musica italiana si è palesata proprio dopo l’esibizione di Angelina che ha reinterpretato la “Rondine” del padre Mango, con una intensità a dir poco devastante.
Altro che patriottismo: altro che esibizioni eccelse de Il Volo (che pare non sia stata degna di nota la “Who wants to live forever” dei Queen cantata come nessun altro al mondo avrebbe potuto fare se non Mercury stesso!), altro che Skin con i Santi Francesi, altro che Roberto Vecchioni che passa il testimone a un giovanissimo Alfa (Un poeta e l’autore de “Sei così bella, anzi bellissimissima” per intenderci); Angelina ha preso noi “millennial”, ci ha appiccicati al muro e ci ha urlato la sua E R E D I T A’. Lì con lei c’era Mango, uno dei più grandi cantautori italiani, che ha partecipato a tantissimi Sanremo senza mai aver ricevuto il giusto riconoscimento. E questo noi lo abbiamo capito bene, gli italiani lo hanno capito bene.

LE PREMIAZIONI AL VALORE

Un altro riconoscimento dovuto, è stato conferito alla nostra conterranea (che i più dimenticano) Loredana Bertè. Alla sua “Pazza” è stato consegnato il premio della Critica Mia Martini, il testo autobiografico non poteva passare inosservato, cantato da un’artista che con le sue canzoni mai convenzionali è comunque sempre stata lontana (o allontanata) dal mondo dei riflettori. Alla Mannoia premio per il miglior testo, visto che la posizione 17 avrebbe fatto rabbrividire qualsiasi critico musicale degno di essere chiamato tale!

Tuttavia, tra le mancanze più “sconvenienti” della classifica ci sono i Negramaro, relegati al 19mo posto. Loro che sono ritornati lì dove tutto il loro cammino è iniziato, dove non erano arrivati alla finale perché esclusi con “Mentre tutto scorre”! Vederli lì in fondo e conoscendo il peso della loro carriera, senza nemmeno un riconoscimento, lascia un po’ di amaro in bocca per un Sanremo che avrebbe potuto dare di più.

LA MUSICA DANCE

Si poteva dare di più, gli ingredienti c’erano tutti: una Annalisa dalla potenza vocale incredibile e che ha fatto tremare i polsi a tutti con “Sweet Dreams” nella serata Cover, avrebbe potuto forse cimentarsi in qualcosa di più intimo e carico di pathos e, magari, lasciando la hit di “Sinceramente” alle prossime giornate estive!

Stessa linea l’avrebbe potuta benissimo intraprendere Mahmood, che con la sua interpretazione di “Com’è profondo il mare” ha aperto un mondo in cui la sua voce a tratti delicata e a tratti potente e dura cantava le difficoltà del suo passato con un brano intenso.

 

Ma queste, sono solo le considerazioni di una millennial nostalgica!

Sara S.

 

 

 

 

 

REGGIO – ODA raddoppia, attesa per Incanto Quartet e gospel di Kayla Harvey

Grande attesa per il doppio appuntamento targato ODA al teatro “Francesco Cilea”  con lo spettacolo del gruppo Incanto quartet, in programma domani sera e il gospel di Kayla Harvey & the Bronx black keys in scena il 23 dicembre. Altri due eventi di punta dell’Officina dell’Arte di Peppe Piromalli reduce da due meritatissimi sold-out e che per le feste natalizie, fa un ulteriore dono alla sua città con due live imperdibili ed unici. Le Incanto sono un quartetto italiano formato dalle bravissime Rossella Ruini, Laura Celletti, Francesca Romana Tiddi e Claudia Coticelli, quattro soprani di formazione classica ed evoluzione pop-crossover che hanno conquistato il Paese e non solo. Nelle loro performances le più belle melodie di tutti i tempi, accuratamente selezionate e ri-arrangiate, si incontrano con suggestive sonorità pop, per essere presentate poi in un frame d’eccezione, costruito sull’eleganza dell’insieme e del dettaglio. Le quattro talentuose artiste non sono altro che una preziosa sintesi della capacità di passare dalla canzone napoletana ed italiana di tradizione a brani assolutamente moderni e contemporanei coinvolgendo in ogni live, un pubblico eterogeneo.

“Sarà un incredibile viaggio musicale che abbraccia oltre cinquant’anni di storia della musica – afferma il direttore artistico Peppe Piromalli in sinergia con la Publidema di Demetrio Mannino -. Sia il live dell’Incanto Quartet sia il Gospel di Kayla Harvey & the Bronx black keys saranno delle incisive pennellate di colore musicale che traccerà un meraviglioso ritratto di un’intera generazione. Un altro modo per dimostrare il profondo legame tra l’Officina dell’Arte e il suo pubblico che merita come regalo due serate di gioia scandite da ritmi coinvolgenti. Le armonie delle voci di artisti di altissimo livello, riempiranno l’intero teatro “Cilea”, infondendo un messaggio di speranza ed unione”.

MUSICA – Un tributo a Mia Martini: “Lascia che la musica sia un tappeto alla tua voce, adagiati. Non starci sopra e manco sotto, ma accanto; vacci assieme ed arriva a chi ti ascolta; non sovrastarla mai, perché lei ti parla e ti sostiene… tu rispettala.”

Domenica Rita Adriana Bertè, detta Mimì affettuosamente ma artisticamente Mia Martini, cantautrice e musicista italiana, nata a Bagnara Calabra (Reggio Calabria) il 20 Settembre 1947 e deceduta a Cardano al Campo (Varese) il 22 Maggio 1995, sepolta a Cavaria con Premezzo (Varese).

La sua carriera parla da sola anche se cercherò di farlo umilmente io. Nata da Giuseppe Radames Bertè e Maria Salvina Dato, sorella di altre tre figlie Leda, Olivia e la famosa Loredana.
Considerata tra le migliori interpreti di musica leggera italiana, dotata di ampia estensione vocale e duttilità nel passaggio tra i vari registri, era capace di unire note passionali a note più drammatiche, insieme ad una forte intensità interpretativa. Con “Piccolo uomo” e “Minuetto” viene considerata protagonista della musica italiana negli anni ’70 sia a livello nazionale che internazionale rappresentando l’Italia all’Eurovision Song Contest per ben due volte, nel ’77 e nel ’92.
Ispirandosi al genere soul/jazz veniva identificata spesso all’inizio nelle vocalità di Etta James ed Aretha Franklin.
Per motivi di lavoro del padre in quanto insegnante e preside, trascorse la sua vita di adolescenza e gioventù girando l’Italia, fino poi a fermarsi definitivamente a Roma con la mamma e le sorelle dopo l’abbandono paterno. Qui, insieme alla sorella Loredana e Renato Fiacchini (Renato Zero), formò un trio vocale esibendosi dappertutto e lavorando anche al sindacato dei musicisti e cantautori come impiegata. Ebbe problemi con la marijuana e fu in carcere per 4 mesi, cosa che la segnò a vita.

Collaborò con molti artisti i quali scrissero per lei, tra cui Lauzi, Baldan Bembo, Baglioni, Mogol, Cocciante, Bella, Piccoli, Cavallo e, con Aznavour in Francia, eseguì un musical dove fu paragonata anche alla grande Edith Piaf. Vinse moltissimi dischi d’oro e platino in tutta la sua carriera come il premio “Interprete per Eccellenza” conferito dall’allora Presidente del Consiglio Andreotti e definita dalla critica europea “Cantante dell’anno” per aver venduto più dischi in quel periodo.

Nel ’77 da un sodalizio artistico nacque anche quello sentimentale con Ivano Fossati che con l’LP “Danza” che vendette molti dischi, fu proclamato in assoluto il miglior lavoro discografico. Ma a causa della gelosia possessiva e sentimentale di Ivano, Mimì ebbe un crollo psicologico molto forte, tanto da influire anche sulle corde vocali, infatti subì 2 interventi molto delicati, oltre che un atteggiamento di ostruzionismo da parte di tutti subito dopo, a causa di una stupida diceria secondo cui lei sarebbe stata una “portatrice di jella”.

Nell’ ’82 vinse intanto il premio critica a Sanremo vendendo 70 mila copie e nell’ ’83 chiuse la relazione con Fossati e anche con la sorella Loredana e si ritirò dalle scene. Qualche anno dopo si ripropose con “Almeno tu nell’universo” vincendo premio critica e proseguì con altri grandi successi quali “Donne” ” Notturno”.
Dopo la riconciliazione col padre e la sorella Loredana con la quale proseguì anche a incidere qualche brano ci fu un periodo di fermo, e il 14 Maggio 1995 i vigili del fuoco irruppero nel suo appartamento trovandola morta con ancora le cuffiette alle orecchie, dietro l’allarme del suo manager che la cercava da giorni sapendo che non stava bene a causa di un fibroma mal curato e mai operato. Dichiarata morta per arresto cardiaco causato da stupefacenti e quindi suicidio, fu smentito tutto dalle sorelle in seguito.

Io la conobbi negli anni ’80 infatti, poichè svolgevo la mia piccola carriera artistica di cantante e corista supporter in vari gruppi e tanti manager. Ricordo una frase, tra le tante, che mi diceva sempre: “Lascia che la musica sia un tappeto alla tua voce, adagiati. Non starci sopra e manco sotto, ma accanto; vacci assieme, ed arriva a chi ti ascolta; non sovrastarla mai, perché lei ti parla e ti sostiene… tu rispettala.”

Il mio cuore si fermò a quel giorno in cui ebbi la notizia della sua scomparsa. Non la dimenticherò mai, per ciò che mi ha insegnato e so che un giorno ci rincontreremo lassù a cantare assieme….. magari riscaldandoci la voce come facevamo prima di salire sul palco come era solito fare… Ciao Mimì.

Maria Luisa Pirrotta

 

 

MARIA LUISA PIRROTTA: Cantante di musica sia leggera che lirica, corista per coro lirico e polifonico, comprimario in varie opere in giro per l’Italia, corista, turnista e supporter di musica leggera per vari artisti italiani famosi quali anche Mia Martini, Riccardo Fogli, Massimo di Cataldo, Iva Zanicchi Roberto Vecchioni, Anna Oxa e parecchi altri nel corso degli anni associando anche lo studio.
Oggi Maestro di Canto, professoressa di musica nel privato e statale.