AMBIENTE – Codici: Ecco come i consumatori possono combattere lo spreco alimentare. Tre suggerimenti per comportamenti virtuosi per un futuro sostenibile

Lo spreco alimentare rappresenta una sfida cruciale per la sostenibilità ambientale ed economica. Ogni anno, tonnellate di cibo finiscono nella spazzatura, con gravi conseguenze per l’ambiente e le risorse del pianeta. Tuttavia, i consumatori possono fare la differenza adottando comportamenti più consapevoli e questo è il motivo dell’appello alla responsabilità che lancia l’associazione Codici.

Sono tre, in particolare, le azioni suggerite: pianificare i pasti e fare la lista della spesa, conservare correttamente gli alimenti, trasformare gli avanzi. Pianificazione e acquisti intelligenti, dunque, sono il primo passo per combattere lo spreco alimentare. Preparare una lista della spesa, verificare le scorte prima di fare acquisti e preferire prodotti sfusi o con confezioni ridotte aiuta a comprare solo ciò che serve realmente. È fondamentale anche comprendere le etichette: la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” indica qualità ottimale, non scadenza assoluta. La corretta conservazione degli alimenti è un altro accorgimento utile. Utilizzare contenitori ermetici, rispettare le temperature del frigorifero e congelare le porzioni in eccesso sono pratiche essenziali. Può risultare utile anche mettere davanti in frigo i prodotti con scadenza più vicina. Altrettanto importante è valorizzare gli avanzi trasformandoli in nuove ricette creative, evitando che finiscano inutilmente tra i rifiuti. Il pane raffermo, ad esempio, può diventare pangrattato, la frutta troppo matura può diventare marmellata, mentre le verdure possono trasformarsi in minestre o torte salate.

Ridurre lo spreco alimentare significa non solo risparmiare economicamente, ma anche contribuire concretamente alla tutela dell’ambiente per le generazioni future. Piccole, grandi azioni quotidiane su cui l’associazione Codici invita i consumatori a riflettere.

Questo comunicato stampa rientra nell’ambito del progetto LE.S.S. LEarn Sustainable circular economy Strategies! MLPS – Iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell’art. 72 del D Lgs 3 luglio 2017, n. 117 – ANNO 2023 – Avviso N.2/2023.

Roma, 6 ottobre 2025

Morto Charlie Kirk in un attacco armato. La violenza politica non è mai una risposta

Charlie Kirk era anzitutto un Cristiano, un servo fedele di Gesù Cristo, e dunque un mio fratello.
Egli ha palesato questa sua identità con un coraggio della fede e delle idee leonino.
Gesu Cristo, da buon Dio e Maestro, ci ha insegnato il significato di una giustizia che si cementifica nella Verità e nelle opere. Il male, difatti, non si affronta con una sterile indignazione o, peggio ancora, stipulando compromessi. Non esiste nel cristianesimo il “mal comune mezzo gaudio”.
Cristo rovesciò i tavoli dei cambiavalute e agì sempre sul campo. Charlie praticò una militanza attiva e denunciò il lato più sporco del potere, mettendosi in gioco senza filtri.
La libertà democratica di manifestazione del pensiero ha un prezzo: l’enfasi sul dialogo in sé, privilegiato rispetto alla Verità, permette un uso spregiudicato del linguaggio oltre i limiti della malafede. Così è possibile etichettare come “seminatori d’odio” o “violenti” coloro che suscitano antipatia o semplicemente esternano princìpi avversi al branco, la nuova tribù del villaggio globale.
Questa retorica moralista, la quale spesso si traduce in violenza, altro non è che un meccanismo di proiezione da parte di chi odia veramente e non vuole assumersi la responsabilità di tale sentimento.
Noi cristiani siamo odiati e ciò è perfettamente legittimo secondo la natura delle cose. Ma la pretesa di imporre uno squilibrio tra la possibilità di essere attaccati e l’impossibilità di difendersi non è accettabile.
Auguro un ravvedimento e una sincera conversione per chi è orientato al male, affinché si renda conto della modalità auto-distruttiva e fraudolenta di queste barbarie. Charlie Kirk ha perso solo il corpo materiale, ma la sua dignità e la sua vita – proiettata nell’eternità – rimangono intatte.

Incursioni aeree su Phnom Penh: Sale la tensione tra Thailandia e Cambogia, 138 civili uccisi

Conflitto Thailandia / Cambogia: sembra certo che Phnom Phen non disponga di una forza aerea per contrastare le incursioni di Bangkok che possiede moderni F35 che già si sono mossi su obiettivi militari Cambogiani: per il resto, continuano i duelli di Artiglieria alla frontiera e scaramucce di unità militari di entrambi i contendenti, ma intanto la stima delle vittime civili è salita nelle ultime ore a circa 138 morti per la Cambogia, mentre è in corso per i civili delle due parti l’evacuazione dei civili vicini alle zone del fronte.

Per tacito accordo la competenza più diretta per un’intervento diplomatico efficace sarebbe di Pechino che conta numerosi interessi economici con entrambi i paesi: la Cina, come al solito, muove prudentemente le pedine in uno scacchiere che, considerate le mire su Taiwan e le frequenti esercitazioni aeronavali che hanno posto Pechino in diretta frizione con USA ed Australia, e non ultime le più o meno aperte intese con la Corea del Nord e i dissidi territoriali tra Seoul e Pyongyang, le impone un’immediato e calibrato intervento diplomatico che scongiuri il serpeggiare di una miccia accesa che può fatalmente infiammare lo scacchiere asiatico.

F.P.

POLITICA – Governance Poll 2025: Falcomatà sprofonda in classifica, vola il consenso per Occhiuto

I risultati del Governance Poll 2025, la tradizionale rilevazione del Sole 24 Ore sul gradimento degli amministratori locali, tracciano un quadro a due velocità per la Calabria, mettendo a nudo una distanza siderale tra la percezione del governo regionale e quello della città dello Stretto. I dati emersi rappresentano un segnale politico inequivocabile: mentre il centrodestra alla guida della Regione consolida e incrementa il proprio consenso, l’amministrazione comunale di Reggio Calabria deve fare i conti con una bocciatura che appare senza appello.

Il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, si piazza infatti all’89° posto su 97 sindaci capoluogo presi in esame. Il dato più allarmante per Palazzo San Giorgio non è solo il posizionamento nei bassifondi della classifica, ma il crollo verticale rispetto al giorno dell’elezione: un -11,4% che porta il gradimento attuale a un modesto 47%. Questa emorragia di fiducia certifica il malessere di una cittadinanza che percepisce un distacco netto tra le promesse elettorali e la realtà quotidiana di una città segnata da cronici problemi di manutenzione, servizi e visione strategica.

Di segno diametralmente opposto è invece la performance di Roberto Occhiuto. Il Presidente della Regione Calabria si attesta tra i governatori più stimati d’Italia, occupando il 5° posto assoluto con il 58% dei consensi. Ancora più significativo è il dato sulla crescita: Occhiuto è sul podio nazionale (3° posto) per incremento di gradimento dall’insediamento, con un +4,5%. Si tratta di una promozione sul campo per la linea politica del centrodestra regionale, premiata evidentemente per le recenti operazioni di rilancio, tra cui il potenziamento dei collegamenti aerei e l’attivismo sui tavoli nazionali per le grandi opere.

L’analisi giornalistica dei flussi di consenso suggerisce una riflessione profonda: il “modello Calabria” proposto dalla Regione sembra aver intercettato le aspettative di una popolazione in cerca di riscatto, mentre il “modello Reggio” appare ripiegato su se stesso, incapace di invertire la rotta di un declino che i cittadini non sono più disposti a tollerare. La forbice che si allarga tra i due amministratori non è solo numerica, ma politica: il centrodestra cresce e si rafforza nella concretezza dei risultati, mentre l’amministrazione Falcomatà resta isolata in fondo alle classifiche nazionali, segnando un punto di crisi che sarà difficile ignorare nel prossimo futuro.

CALABRIA – Manager di Destinazione: il futuro del turismo italiano parte dall’Università della Calabria

A Rende un convegno nazionale per esplorare i Sistemi Turistici e l’applicazione dell’Art. 31 della Legge “Made in Italy“, con il Patrocinio del MIMIT

RENDE – 25 GIUGNO 2025 – Grande attesa per l’importante convegno ‘ Destinazione Italia’ che si svolgerà giovedì 26 giugno 2025 alle ore 10:30 presso l’Aula Magna dell’ Università della Calabria – Arcavacata di Rende (CS) con il Patrocinio del MIMIT. Il Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche (DiScAG) dell’Università della Calabria, attraverso il Corso di Laurea in Scienze del Turismo, organizza, con CulturItalia CooltourItaly e l’accademia Turistica del made in italy, il convegno nazionale “Destinazione Italia”, in collaborazione con la UniCal Business School (UBS).

L’incontro, di respiro nazionale, è dedicato all’approfondimento dei Sistemi Turistici di Destinazione e del ruolo fondamentale del Manager di Destinazione, figura prevista dall’art. 31 della Legge “Made in Italy” n. 206/2023. L’evento nasce nell’ambito del Corso Executive professionalizzante in “Manager di Destinazione”, attivato presso l’Università della Calabria e diretto dal prof. Tullio Romita, con l’obiettivo di formare nuovi profili professionali in grado di progettare, coordinare e valorizzare lo sviluppo turistico locale in chiave sostenibile e sistemica.

I lavori si apriranno con l’introduzione del professor Romita, che presenterà le finalità del corso e il quadro normativo di riferimento. Seguiranno i saluti istituzionali del professor Franco Rubino, direttore del DiScAG. Al centro della prima parte dell’incontro sarà la presentazione del progetto “Destinazione Italia”, illustrato da Claudio Pisapia, ideatore del modello Culturitalia trasposto nell’art31 made in italy e coordinatore del corso insieme ad Antonella Perri (Comitato di coordinamento). L’assessore Gallo per la Regione Calabria. Il presidente Pittella per la Basilicata e gli assessori Cofelice e D’amario per Molise e Abruzzo, per la Campania interverrà il presidente Anci Francesco Morra. Andrea Casedei Responsabile Turismo Almaviva, fondamentale struttura al fianco del corso e di Culturitalia. Pasquale Ciurleo Presidente EPLI per dare valore alle Proloco all’interno dei sistemi, la dottoressa Mirabelli per il ruolo dell’ambiente e del mare nelle destinazioni. Nella seconda parte del convegno, si entrerà nel merito dei Sistemi Turistici di Destinazione, con l’intervento della prof.ssa Alessandra Priante, presidente ENIT che terrà una fondamentale lezione sui modelli sistemici per la valorizzazione delle Destinazioni e con il contributo di rappresentanti istituzionali di regioni italiane particolarmente attive nel settore del turismo, amministratori locali e professionisti del settore pubblico e privato. Il convegno si concluderà con gli interventi dell’on. Giuseppe Bicchielli, firmatario dell’art. 31 della Legge 206/2023 e presidente della Commissione parlamentare sul dissesto idrogeologico, e della dott.ssa Barbara Casagrande, segretario generale del Ministero del Turismo che offriranno uno sguardo sulle strategie nazionali a sostegno delle politiche turistiche territoriali.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di qualificazione del sistema formativo universitario calabrese, e riafferma il ruolo dell’Università della Calabria come laboratorio di innovazione e progettazione per lo sviluppo dei territori

CALABRIA -Monteverdi: “Domani Carl Brave dà il via alla stagione estiva di musica e spettacolo a Catanzaro”

Catanzaro si prepara ad accogliere un artista originale e amato della scena musicale italiana: Carl Brave si esibirà giovedì 26 giugno 20252 alle ore 20.00 a Terrazza Saliceti, sul lungomare, per un live gratuito e fuori dagli schemi, nell’ambito del format nazionale Openstage.
Un concerto a sorpresa, come da tradizione per questo tour che attraversa l’Italia in maniera inaspettata, portando la musica direttamente tra la gente, senza prevendite. Sarà un’occasione unica per ascoltare dal vivo i brani del nuovo disco, in una cornice mozzafiato che affaccia sul mare di Catanzaro.
“Siamo felici di ospitare un evento così originale e libero, che valorizza la bellezza del nostro territorio e parla soprattutto ai più giovani” – dichiara l’Assessore alla Cultura Donatella Monteverdi.
“Ringrazio di cuore Hugo Vivone e tutto il team di Openstage, insieme alla realtà catanzarese che ha collaborato alla riuscita di questo appuntamento. È anche grazie a chi crede nella cultura come strumento di connessione e partecipazione che la nostra città può vivere momenti straordinari come questo.”
L’annuncio arriva all’indomani della presentazione ufficiale dei primi tre eventi della rassegna EstArte 2025, che porterà in città grandi nomi della musica e dello spettacolo: Serena Brancale, il 6 agosto nel quartiere Lido, Cosimo Papandrea, il 15 luglio a piazza Prefettura nell’ambito dei festeggiamenti di San Vitaliano, e Fausto Leali, il 14 agosto nel quartiere Lido, saranno tra i protagonisti di una stagione estiva ricca di appuntamenti pensati per pubblici diversi e per valorizzare i luoghi più suggestivi del nostro territorio.
L’appuntamento con Carl Brave è per giovedì 26 giugno alle 20.00.

Cerimonia di Promessa Solenne all’Istituto Nazionale Azzurro presso la Pontificia Parrocchia Sant’Anna in Vaticano

Roma – In una giornata di grande importanza, domenica 22 giugno, la Pontificia Parrocchia Sant’Anna in Vaticano ha ospitato la cerimonia di promessa solenne dei nuovi membri dell’Istituto Nazionale Azzurro (INA). L’evento è stato presieduto da Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale Emerito di Sua Santità per la Città del Vaticano, Arciprete Emerito della Basilica di San Pietro e Membro d’onore dell’INA, da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Francesco Miccichè, Canonico di Santa Maria Maggiore vescovo Emerito di Trapani e da M.P. Giulio Cerchietti, Officiale Santa Sede e presidente associazione internazionale Amici del Benin. La cerimonia ha visto il riconoscimento di tre nuovi membri reggini: Angelo Costantino, Caterina Marino e Antonella Mesiano, i quali hanno pubblicamente espletato il loro impegno verso gli ideali e i valori dell’INA. Il Fondatore e Presidente dell’Istituto, Cav. Dott. Lorenzo Festicini, ha rivolto all’inizio della della S. Messa, un discorso di saluto che ha toccato profondamente i presenti, sottolineando l’importanza del lavoro di squadra e del profondo legame che unisce i membri dell’istituto. “Oggi, il nostro incontro in Vaticano rappresenta momenti di grande orgoglio e fierezza,” ha affermato Festicini. “Questi successi sono il frutto del nostro impegno collettivo”. Nel suo intervento, Festicini ha ricordato come l’Istituto Nazionale Azzurro si distingue per l’autenticità del suo operato, il quale è guidato dalla fede e dalla dedizione al servizio degli altri.  Nell’omelia il Cardinale Comastri ha fatto memoria del Cardinale Bernardin Gantin, un Santo Pastore, Uomo di Fede  di cui si è aperto il processo di Beatificazione e Canonizzazione . Festicini ha concluso il suo discorso esprimendo gratitudine verso il contributo di tutti i membri, invitandoli a continuare a camminare insieme con passione e determinazione.

CRONACA – L’Ultima Pattuglia: Il Sacrificio di Carlo Legrottaglie e il Debito dello Stato

C’è un’ironia tragica, quasi insopportabile, nel destino di chi cade a un passo dal traguardo. Carlo Legrottaglie aveva servito l’Arma dei Carabinieri per trentacinque anni. Trentacinque anni di turni, di divise stirate, di notti insonni e di rischi calcolati. Gli restavano solo ventiquattro ore. Un ultimo turno, un’ultima firma, e poi la meritata quiete di chi ha già dato tutto.

Invece, quell’ultima pattuglia si è trasformata in un appuntamento con la storia più nobile e, al contempo, più crudele. Di fronte a due rapinatori, Carlo non ha scelto la via del calcolo o della cautela dell’ultimo minuto. Ha scelto la via che conosceva meglio: quella del dovere.

Intervenire in un conflitto a fuoco non è mai un gesto banale, ma farlo quando si ha già la “chiave di casa” in tasca richiede una tempra morale che appartiene a pochi. Quello di Legrottaglie non è stato solo un atto eroico; è stata la testimonianza finale di un amore profondo per la Patria e per la sicurezza collettiva. Ha servito lo Stato fino all’ultimo respiro, onorando il giuramento fatto decenni prima con una coerenza che lascia senza parole.

Tuttavia, il cordoglio e le bandiere a mezz’asta non devono farci chiudere gli occhi su una realtà amara. Spesso ci ricordiamo degli uomini e delle donne in divisa solo quando diventano martiri. Troppo spesso, a fronte di enormi responsabilità e innumerevoli pericoli, i nostri servitori ricevono compensi e riconoscimenti non adeguati. È un paradosso tutto italiano: pretendiamo una sicurezza assoluta, ma fatichiamo a garantire a chi la difende le tutele, i mezzi e la dignità economica che il loro rischio quotidiano meriterebbe. Onorare Carlo oggi significa anche impegnarsi affinché chi resta non debba sentirsi un “eroe per necessità”, ma un professionista valorizzato dallo Stato che rappresenta.

Mentre la politica e la cronaca faranno il loro corso, resta il dolore sordo di una famiglia. Una moglie e delle figlie che aspettavano un marito e un padre finalmente “tutto per loro”, e che invece si trovano a piangere un uomo consegnato alla memoria collettiva.

A Carlo va il nostro rispetto più profondo. A chi resta nelle strade, l’augurio che il suo sacrificio non sia solo un titolo di giornale, ma un monito per le istituzioni. Perché non si può morire di dovere a un passo dal riposo senza che questo interroghi la coscienza di un intero Paese.

CYBERSECURITY – In Italia nel 2024 più attacchi e minacce sofisticate. Pubblicato primo Cyber Security Report da Tim e Cyber Security Foundation

Nel corso del 2024 le minacce informatiche che hanno colpito l’Italia si sono fatte più numerose, più sofisticate e, soprattutto, più mirate. È il quadro che emerge dal primo Cyber Security Report pubblicato da Tim e dalla Cyber Security Foundation, la prima fondazione no profit in Italia sul mondo cibernetico.

Un’indagine che fotografa l’evoluzione degli attacchi digitali in Italia, analizzando in particolare due fenomeni in forte crescita: gli attacchi DDoS e quelli ransomware.

Gli attacchi DDoS, che puntano a bloccare l’accesso a siti e servizi online sovraccaricandoli con richieste simultanee, sono aumentati del 36% rispetto all’anno precedente. La media è stata di 18 eventi al giorno, ma non è solo il numero a impressionare: quasi 4 attacchi su 10 hanno superato i 20 Gbps di intensità, un livello che rende più difficile sia il rilevamento che la difesa.

Si è assistito anche a un’evoluzione nelle modalità d’esecuzione, con attacchi multipli che colpiscono contemporaneamente più punti della stessa organizzazione (siti, reti, dispositivi) rendendo inadeguate molte delle contromisure tradizionali. È significativo notare come questi attacchi abbiano interessato sempre di più anche la Pubblica Amministrazione, la cui esposizione è passata dall’1% al 42% del totale in un solo anno, segno di un cambio di strategia da parte degli attori malevoli e di un contesto geopolitico sempre più instabile.

Anche il ransomware, la tecnica che consiste nel bloccare o criptare dati sensibili per poi chiedere un riscatto, continua a rappresentare una minaccia concreta. Con 146 casi ufficialmente rilevati nel 2024, l’Italia è il secondo Paese dell’Unione Europea più colpito. A essere presi di mira sono stati soprattutto i settori più vitali per l’economia: il 58% degli attacchi ha interessato il mondo dei servizi, mentre un altro 26% ha riguardato la manifattura.

Una delle cause dell’espansione del fenomeno è la diffusione del cosiddetto Ransomware-as-a-Service: gruppi criminali che sviluppano software malevoli e li mettono a disposizione di altri soggetti, ampliando la platea degli attaccanti anche a chi ha meno competenze tecniche.

Il rapporto dedica ampio spazio anche alle nuove tecnologie che stanno cambiando il volto della cybersecurity. L’intelligenza artificiale, ad esempio, è già oggi un’arma a doppio taglio: da un lato, consente una difesa più rapida e proattiva grazie alla capacità di rilevare anomalie e automatizzare le risposte agli incidenti; dall’altro, viene utilizzata dagli stessi aggressori per rendere più credibili le campagne di phishing, creare contenuti manipolati (come i deepfake) o progettare attacchi più mirati e difficili da intercettare. In parallelo, anche il contesto normativo europeo si sta adeguando: nel 2024 sono entrate in vigore nuove direttive e regolamenti, tra cui la NIS2, il Cyber Resilience Act e il Digital Operational Resilience Act (DORA), che impongono standard più elevati per la sicurezza delle infrastrutture digitali e responsabilizzano maggiormente anche le piccole e medie imprese, spesso meno attrezzate. Il report è stato presentato questa mattina alla Camera dei Deputati alla presenza delle istituzioni e di numerosi operatori ed esperti di cyber e sicurezza digitale.

“Il nostro Paese- ha spiegato il direttore del Servizio Operazioni dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, Gianluca Galasso- è tra quelli più colpiti in Europa. Gli attacchi assumono profili sempre più aggressivi e i ransomware minacciano soprattutto il settore produttivo. In questo scenario, la cooperazione con operatori strutturati è fondamentale. Iniziative come la piattaforma HyperSOC, sviluppata secondo requisiti definiti con il supporto di diversi soggetti privati, puntano proprio a condividere in forma rapida ed efficace dati tecnici e indicatori di rischio di elevato valore”.

Per il direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni, Ivano Gabrielli, “serve un approccio sistemico. Le minacce informatiche non riguardano più solo gli specialisti. Cittadini, aziende, istituzioni concorrono, ciascuno per la propria responsabilità, alla sicurezza di un dominio nel quale vengono esercitati diritti fondamentali. Accanto alla tecnologia, servono cultura, formazione e responsabilità condivisa”.

“Questo report- ha sottolineato il fondatore e presidente della Cyber Security Foundation, Marco Gabriele Proietti– è molto più di una fotografia tecnica: è un invito a cambiare passo. I numeri raccontano una realtà complessa che testimonia ancora una volta quanto sia necessario promuovere una cultura della sicurezza digitale che superi l’emergenza e diventi parte della nostra quotidianità. La Cyber Security Foundation è nata per questo: per educare, sensibilizzare e creare sinergie e connessioni concrete tra pubblico e privato, mettendo a fattor comune esperienze, competenze e responsabilità. I dati non sono solo strumenti di .

“Come operatore infrastrutturale, Tim intercetta ogni giorno segnali precoci di attacchi informatici. Questo- ha dichiarato Eugenio Santagata, Chief Public Affairs, Security and International Business Officer di Tim- ci permette di contribuire con dati e analisi di valore. Il report nasce da un’esigenza .

Insieme a loro sono intervenuti, tra gli altri l’onorevole Alessandro Colucci, segretario di presidenza della Camera dei Deputati e presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Sicurezza Informatica e Tecnologica, Matteo Macina, vicepresidente operativo della Cyber Security Foundation, e Angelo Tofalo, direttore del Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione.

“Questo report- ha ricordato Alessandro Colucci- rappresenta uno strumento importante e prezioso per l’attività dell’intergruppo parlamentare che presiedo: dati, analisi e spunti che rappresentano la base su cui costruire un’efficace iniziativa normativa. Ma è anche e soprattutto un contributo e un sostegno alla formazione e alla sensibilizzazione sulla sicurezza informatica e le minacce cyber, che interessano trasversalmente tutte le fasce della popolazione. È solo attraverso una cittadinanza consapevole che possiamo affrontare con successo le sfide poste dalla tecnologia. Il nostro compito, come rappresentanti delle istituzioni, è garantire che famiglie, imprese e cittadini abbiano strumenti adeguati per difendersi dai pericoli quotidiani e sempre più insidiosi del dominio digitale”.

“Come dimostra il documento- ha concluso- siamo di fronte ad un’escalation della pericolosità sul piano informatico, sotto ogni forma. Ciò richiede risposte puntuali e sistemiche. La sicurezza digitale è ormai una priorità nazionale”.

L’analisi, costruita sui dati raccolti dal Security Operation Center di Tim e integrata dal contributo della Cyber Security Foundation, è disponibile per il download e si propone come strumento di conoscenza e sensibilizzazione, invitando a considerare la cybersicurezza non solo come questione tecnica, ma come tema strategico che riguarda da vicino l’economia, le istituzioni e i cittadini.

SANITA’ – Infezioni in gravidanza, ogni anno 300 neonati con Toxoplasmosi, 1 su 150 colpito da Citomegalovirus. Nasce rete per rafforzare screening

Roma. Le infezioni che si trasmettono dalla madre al feto durante la gravidanza, il parto o l’allattamento rappresentano ancora oggi una minaccia sottovalutata. Patologie come toxoplasmosi, rosolia, citomegalovirus e sifilide possono causare danni gravi al nascituro, come sordità, ritardi nello sviluppo e cecità. Sono le cosiddette Torch o Torches, acronimo che sta per Toxoplasmosi, Oltre (sifilide, Hiv, epatite B, varicella, parvovirus B19, ecc.), Rosolia, Citomegalovirus (Cmv), Herpes simplex virus (Hsv), Enterovirus e altri patogeni (ad es. Zika virus, streptococco gruppo B). I numeri in aumento e i rischi per i neonati, secondo gli esperti, evidenziano l’esigenza di fare sistema e rafforzare le campagne di screening e prevenzione. Nasce per questo un network nazionale, che coinvolge istituzioni, società scientifiche, società civile e imprese, per “unire le forze e garantire accesso universale agli screening e alle terapie preventive”.

L’iniziativa è stata lanciata oggi a Roma in occasione del convegno dal titolo ‘La complessità delle infezioni materno-fetali e il ruolo cruciale della diagnostica nella gestione delle infezioni Torch’, organizzato su iniziativa del senatore Guido Quintino Liris, membro dell’Intergruppo parlamentare per la Prevenzione e il controllo delle Malattie Infettive, con il supporto dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiani (Amcli), Cittadinanzattiva, Diasorin, Federchimica Assobiotec.

“In un Servizio sanitario nazionale che può avvalersi di tecnologie, di una medicina personalizzata e predittiva e di ricerca avanzata- ha sottolineato Liris- la prevenzione e la diagnosi precoce rappresentano la chiave di volta della sostenibilità, in quanto permettono maggiori possibilità di guarigione da un lato e la tenuta dei conti pubblici dall’altro. L’ambito prenatale costituisce uno degli elementi più complessi ma anche rilevanti della prevenzione: un intervento durante la gravidanza può fare la differenza in termini di qualità di vita, sia per la donna sia per il nascituro. Screening e diagnosi permettono di preservare la salute in una delle fasi più emozionanti ma anche delicate della vita di una donna e del suo bambino. Inoltre, in un contesto in cui le nascite sono sempre meno, è fondamentale evitare complicazioni”.

Un’emergenza silenziosa: il caso del Citomegalovirus (CMV) 

In Italia, intanto, ogni anno si osservano circa 13mila infezioni primarie da Citomegalovirus nelle donne in gravidanza. Un neonato su 150 nasce con questa infezione. Anche se solo il 10-15% mostra sintomi alla nascita, fino a 1 su 4 può sviluppare gravi conseguenze nei primi anni di vita, come sordità o ritardi nello sviluppo neuropsicomotorio. Il Cmv è riconosciuto come il virus più comune nel causare infezioni intrauterine ed è responsabile di circa il 10% di tutti i casi di paralisi cerebrale e dell’8-21% dei casi di disturbo neurosensoriale dell’udito alla nascita, percentuale che sale al 25% entro i primi quattro anni di vita. In generale, il 30-40% delle gestanti è suscettibile per CMV e può acquisire un’infezione primaria durante la gravidanza che rimane la causa principale di trasmissione del virus da madre a feto. Da dicembre 2023 lo screening sierologico materno per CMV in gravidanza è raccomandato dalle Linee Guida della Gravidanza Fisiologica e nel 2025 sarà inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). La terapia antivirale per prevenire la trasmissione materno-fetale del virus è già gratuita dal 2020 grazie ad Aifa; ciononostante, permane la disomogeneità regionale nello screening neonatale.

“Il Citomegalovirus rappresenta la principale causa di infezione congenita nei Paesi ad alto reddito- ha spiegato nel corso del convegno la professoressa Tiziana Lazzarotto, ordinaria di Microbiologia e Microbiologia Clinica presso l’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, direttrice della Uoc di Microbiologia all’Irccs Aou di Bologna, e direttrice scientifica di Amcli- Grazie alle nuove Linee Guida dell’Iss e al recepimento nei Lea, ora possiamo identificare precocemente le gestanti a rischio e intervenire tempestivamente con farmaci privi di effetti collaterali per madre e bambino. Monitorare lo stato sierologico dal concepimento fino alla metà della gravidanza è essenziale per proteggere il nascituro: il rischio neurologico è direttamente correlato all’epoca di infezione, specie nel primo trimestre”.

Toxoplasmosi in gravidanza: un rischio ancora elevato 

La toxoplasmosi contratta durante la gravidanza come infezione primaria, hanno spiegato ancora gli esperti oggi in Senato, può provocare aborto spontaneo, idrocefalia, lesioni cerebrali (in particolare calcificazioni) e corioretinite, con esiti permanenti. I rischi giungono dal consumo di carni crude o poco cotte (30-63% dei casi), insaccati, contatto con feci di gatto, che è il reservoir naturale del Toxoplasma, terreno o acque contaminate. Lo screening è previsto dai LEA al primo controllo prenatale e poi ogni 4-6 settimane, se risultato negativo.

“Poiché oltre il 90% delle future mamme con toxoplasmosi sono asintomatiche, è cruciale conoscere già dall’inizio della gravidanza il loro stato sierologico- ha evidenziato il professor Marcello Lanari, ordinario di Pediatria generale e specialistica presso l’Alma Mater Studiorum Università di Bologna e direttore della UOC di Pediatria all’Irccs Aou di Bologna- igiene delle mani, dieta corretta e farmaci mirati secondo prescrizione medica in caso di infezione fetale sono le armi migliori. È fondamentale che le donne conoscano il proprio stato sierologico per tutte le infezioni TORCH, già dall’inizio della gravidanza o meglio ancora quando la si pianifichi, al fine di adottare misure igienico-alimentari e terapie mirate per tutelare da subito il nascituro, in considerazione del fatto che il rischio maggiore di coinvolgimento fetale è nel primo e secondo trimestre. Lo screening, nei tempi opportuni per tutte le infezioni del gruppo Torch, è strategico proprio per identificare e gestire al meglio e tempestivamente queste patologie- ha concluso- con una possibile prognosi infausta”.

Dati di siero-prevalenza nel 2025: lo studio Amcli in arrivo 

Uno studio condotto dall’Amcli, la cui pubblicazione è prevista nei prossimi mesi sulla rivista scientifica ‘Eurosurveillance’, documenta una diminuzione della siero-prevalenza (presenza di anticorpi nel sangue) di Cmv e Toxoplasma gondii, confermando tendenze già osservate in altri Paesi europei. Sul campione rappresentativo di donne italiane in età fertile emergono questi valori: Toxoplasma gondii: 10%; Parvovirus B19: 64%; Treponema pallidum (sifilide): 1%; Virus della Rosolia: 86%; Citomegalovirus (Cmv): 59%. Nelle donne straniere in età fertile in Italia, invece: Toxoplasma gondii: 22%; Parvovirus B19: 57%; Treponema pallidum: 1%; Virus della Rosolia: 86%; Cmv: 93%. Grazie all’obbligo vaccinale pediatrico e a coperture superiori al 95%, l’Italia è stata dichiarata ‘free’ dalla circolazione endemica della rosolia a fine 2023. Ma “resta cruciale”, secondo gli esperti, lo screening in donne straniere provenienti da Paesi senza raccomandazioni vaccinali, per “prevenire casi importati”. L’attenzione maggiore si concentra dunque su Citomegalovirus e Toxoplasmosi.