Il Sindaco metropolitano di Reggio Calabria, onorevole Francesco Cannizzaro, ha appena rassegnato formali dimissioni dal ruolo di deputato della Repubblica italiana, intervenendo in Aula a Palazzo Montecitorio.
L’accorato discorso alla Camera dei Deputati dell’Onorevole Francesco Cannizzaro: il passaggio dal Parlamento al ruolo di Primo Cittadino nel segno della passione e delle radici amaranto.
In un’aula di Montecitorio particolarmente partecipe e concentrata si è consumato uno dei passaggi politici e personali più significativi della sessione parlamentare. L’Onorevole Francesco Cannizzaro ha pronunciato la sua accorata dichiarazione di commiato dal seggio della Camera dei Deputati, formalizzando la scelta di dedicarsi interamente e in prima persona alla guida della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Un discorso vibrante, teso a rivendicare il valore supremo delle istituzioni democratiche e l’importanza indissolubile del legame con il territorio d’origine. Cannizzaro ha ripercorso con profonda emozione gli anni trascorsi tra i banchi del Parlamento, evidenziando come l’esperienza romana sia stata improntata al rigoroso rispetto del mandato e del bene pubblico: “rapporti intensi vissuti tra queste mura e non di meno la convinzione che la buona politica sappia mettere sempre al centro l’interesse del bene comune.”
Nelle sue parole traspare la chiara volontà di non interrompere l’asse con la Capitale, bensì di ridefinirlo sotto una nuova veste istituzionale. La leadership sul territorio richiederà un impegno rinnovato e diretto, trasformando la rappresentanza parlamentare in un’azione amministrativa quotidiana sul campo: “Continuerò a venire a Roma, ma lo farò indossando la fascia tricolore; continuerò a servire i cittadini e le istituzioni con lo stesso impegno, forse anche maggiore stavolta, perché ho come obiettivo quello di costruire una Reggio metropolitana migliore, più bella, più moderna, più internazionale, capace di guardare al futuro con fiducia e soprattutto con consapevolezza, così come stiamo facendo già da tempo in Calabria con la guida brillante e lungimirante del Presidente Roberto Occhiuto.”
Un progetto per la Calabria
Il richiamo alla sinergia con il governo regionale guidato da Roberto Occhiuto sottolinea una strategia politica strutturata e condivisa, tesa a proiettare Reggio Calabria in una dimensione di sviluppo concreto e attrattività internazionale.
Il passaggio di consegne e la scelta di lasciare lo scranno parlamentare sono stati descritti da Cannizzaro con forte carica simbolica e un richiamo nostalgico al momento del suo primo ingresso alla Camera: “Continuerò a farlo da sindaco con lo stesso spirito di servizio, con rinnovata passione, con grande senso dello Stato e umiltà.”
È stato proprio il richiamo all’identità reggina a sottolineare il momento più toccante dell’intervento, allorché il deputato ha evocato la propria storia personale e i simboli della propria appartenenza: “Sono entrato qui, Presidente, con la Sciarpa della Reggina al collo; ne esco con la cravatta amaranto arricchita dal ricamo dello stemma del comune che adesso rappresento. Perché, come dissi nei mesi scorsi lanciando la mia candidatura a sindaco proprio da questo palazzo: “Roma può aspettare, Reggio no!”.”
Un proclama chiaro, accolto dagli applausi dell’emiciclo, che testimonia la priorità accordata alle esigenze della comunità locale rispetto alle dinamiche della politica capitolina.
L’intervento si è chiuso con un cordiale augurio di buon lavoro ai colleghi deputati e un triplice affettuoso “viva” che abbraccia le istituzioni nazionali e la propria terra d’origine: “Viva la Camera dei Deputati, viva Reggio e la Calabria, viva l’Italia! Grazie e buon lavoro a tutti quanti voi.”
Con questo solenne passaggio, si apre ufficialmente una nuova pagina amministrativa per Reggio Calabria, con Cannizzaro pronto ad assumere pienamente le funzioni di Primo Cittadino.
Il discorso integrale
Signor Presidente,
onorevoli colleghe e colleghi,
amici,
prendo la parola con enorme difficoltà – colpevole la forte emozione – per rivolgere un saluto all’Aula, a Palazzo Montecitorio in tutte le sue componenti, che in questi otto anni ha rappresentato per me non soltanto un luogo di lavoro, di confronto, di crescita, di servizio alla Repubblica e ai cittadini che mi hanno eletto loro rappresentante, ma anche una seconda casa; seconda sì, perché la prima sapete tutti molto bene qual è per me: Reggio, la Calabria.
È noto a tutti, infatti, il percorso che nei mesi scorsi ho deciso di intraprendere, scegliendo di lasciare questo luogo, compiendo una scelta di cuore. E proprio in virtù di ciò, non mi sorprende affatto la velocità con cui, proprio qui, dentro le mura della Camera, l’appellativo “SINDACO” abbia sostituito quello di “ONOREVOLE”; e questo, devo ammettere, già prima che venissi eletto sindaco. Un piccolo aneddoto che ho tenuto ad evidenziare perché è la riprova di come anche voi sappiate quanto io tenga alla mia terra e, di conseguenza, al ruolo politico e istituzionale che ho deciso di rivestire, con infinito orgoglio.
Essere deputato è stato il più alto onore che potessi ricevere. Ritengo di aver svolto il doppio mandato parlamentare con serietà, senso del dovere, rispetto dei ruoli, rispetto verso questa Istituzione e soprattutto verso i miei conterranei, che hanno scelto di affidarmi il compito di rappresentarli, nella piena consapevolezza della responsabilità che un parlamentare assume nei confronti del territorio che lo elegge.
Oggi mi dimetto, lascio ufficialmente questi scranni, perché i reggini mi hanno affidato un nuovo compito, che è tanto straordinario quanto impegnativo: guidare la Città di Reggio Calabria e tutta la sua Area Metropolitana. È una scelta che ho assunto, come ben sapete, anteponendo a ogni altra valutazione l’amore viscerale, misto a profondo senso di responsabilità, che nutro nei confronti di Reggio.
E proprio lì, a casa, nell’esercizio delle mie nuove funzioni, porto con me l’esperienza maturata in quest’Aula, il valore del dialogo tra posizioni diverse, la rete di rapporti intessuti tra queste mura e, non di meno, la convinzione che la buona politica sappia mettere sempre al centro l’interesse del bene comune.
Continuerò a tornare a Roma, ma indossando la fascia tricolore. Continuerò a servire i cittadini e le istituzioni con lo stesso impegno, forse anche maggiore stavolta, perché ho come obiettivo quello di costruire una Reggio metropolitana migliore, più bella, più moderna, più internazionale, capace di guardare al futuro con fiducia e, soprattutto, consapevolezza, così come stiamo facendo già da tempo in Calabria con la guida brillante e lungimirante del Presidente Roberto Occhiuto.
Prima di svestire i panni di deputato, desidero rivolgere un sincero ringraziamento ai colleghi di ogni schieramento politico, ai Presidenti della Camera che si sono succeduti in questi anni, al personale di Montecitorio e a tutti coloro che, con competenza e discrezione, consentono quotidianamente il funzionamento di questa essenziale Istituzione.
Un ringraziamento particolare va al mio partito, Forza Italia: in primis al Presidente Silvio Berlusconi, che tanti anni fa mi ha dato la possibilità di intraprendere questo percorso azzurro; e poi al mio Segretario nazionale, il vicepremier Antonio Tajani, per la fiducia e il sostegno che non mi ha fatto mai mancare e che, sono certo, continuerà a darmi da straordinario uomo di partito ma anche di Governo quale è; a tutto il gruppo di Forza Italia, alle amiche e agli amici con i quali abbiamo lavorato gomito a gomito, notte e giorno, per anni; all’attuale capogruppo Enrico Costa e al già capogruppo, oggi sottosegretario, Paolo Barelli; a tutti i membri del Governo, in particolar modo ai cinque ministri di Forza Italia e ai sottosegretari, con cui continuerò a lavorare; non da ultimo, ai componenti della Commissione Bilancio, con cui abbiamo trascorso estenuanti e indimenticabili nottate di lavoro.
Infine, non posso non citare due persone fondamentali nel mio percorso umano e politico: Jole Santelli e Maurizio D’Ettore; e di Maurizio, coincidenza da brividi, proprio oggi ricorre il giorno del compleanno. A Jole e Maurizio ho già avuto modo di dedicare la mia vittoria elettorale. E ad entrambi mando un simbolico e affettuoso abbraccio, con grande senso di riconoscenza e amicizia.
Lascio quest’Aula con gratitudine e con l’orgoglio di aver servito la Repubblica italiana dando sempre il massimo. Continuerò a farlo da sindaco, con lo stesso spirito di servizio, con rinnovata passione, senso dello Stato ed umiltà.
Sono entrato qui con la sciarpa della Reggina al collo, ne esco con la cravatta amaranto arricchita dal ricamo dello stemma del Comune che adesso rappresento. Perché, come dissi nei mesi scorsi lanciando la mia candidatura a sindaco proprio da qui: “Roma può aspettare, Reggio no.”
Viva la Camera dei Deputati,
viva Reggio e la Calabria,
viva tutta l’Italia!
Grazie a tutti e buon lavoro.