Colpo di mano ucraino su aeroporti Russi: un successo “sulla carta” o realmente utile ai progressi militari sul campo?

La Russia ha subito un pesante scacco militare con la distruzione di diversi bombardieri strategici, ad opera (questa la versione ufficiale, che di seguito analizzeremo) di un’audace azione condotta da forze ucraine, che sono riuscite a filtrare attraverso la frontiera e a piazzare nelle vicinanze degli obiettivi alcuni camion carichi di droni. Finora, tranne tiepide dichiarazioni di Medvedev, la risposta è stata il solito attacco di missili; non si sa se in attesa di più severe risposte militari o nella certezza di avere conservato intatto il potenziale strategico legato alla capacità di reazione nucleare. Infatti, le testate atomiche, oltre a poter essere utilizzate a bordo dei bombardieri rimasti intatti ( circa 60) sono stivati a bordo di sommergibili e in bunker sotterranei, oltre che piazzate su enormi veicoli tattici, in grado di procedere autonomamente alle operazioni di lancio.

Il successo militare di Kiev è senz’altro notevole, ma non incide che per un mero fattore economico e morale, lasciando intatte le capacità di offesa nucleare di Mosca, che lo sa bene e che anzi, nei giorni scorsi, aveva ventilato l’ipotesi di un utilizzo di testate nucleari tattiche, in grado di agire in un ambito territoriale circoscritto; fattore che comunque potrebbe innescare ( alla luce del rinnovato impegno di aiuti avviato da Londra e della sua decisa politica di riarmo) una identica reazione da parte di Kiev grazie ad eventuali forniture di testate nucleari tattiche da parte di Londra o Parigi.
Anche se è plausibile che vettori a lungo raggio abbiano già partecipato al raid sugli aeroporti russi, forniti da potenze europee che hanno partecipato attivamente alla costituzione di un efficace sistema di forniture belliche a Kiev: infatti, l’effetto catastrofico degli attacchi portati contro gli aeroporti con 40 bombardieri distrutti, farebbe sorgere, ad un’ approfondita analisi, il dubbio che ben altre armi, oltre che i droni, siano state utilizzate per ottenere i risultati descritti nelle immagini diffuse dalla stampa.

F.P.

ATTUALITA’ – Papa Leone XIV: Il futuro dell’Europa nelle sue radici cristiane.

Dopo la fumata bianca di ieri, tutti si chiedono: da dove viene questo Papa? Qual è il terreno che ha generato il nuovo successore di Pietro, Leone XIV? Ve lo diciamo noi, perché per capire dove ci porterà questo Pontificato, dobbiamo scavare nelle sue radici. E le sue non sono radici fatte di burocrazia o di compromessi politici, ma sono radici affondate nella roccia della Fede e nella dignità del popolo di Dio!
Leone XIV non è un uomo cresciuto nei corridoi felpati del potere mondano. È un Pastore che profuma di gregge, che viene da una storia di servizio, di sacrificio e di amore incondizionato per la Verità. Le sue radici sono quelle di chi ha guardato negli occhi la povertà, quella vera, ma non ha mai smesso di puntare lo sguardo verso il Cielo.
Radici di Coraggio
Scegliendo il nome di Leone, questo Papa ha voluto richiamare una discendenza spirituale fatta di giganti. Ma le sue radici personali ci parlano di:
L’Umiltà della Terra: Viene da una famiglia che gli ha insegnato il valore del lavoro e della preghiera. È quella saggezza antica che il nostro mondo moderno, frenetico e digitale, ha dimenticato.
La Dottrina come Bussola: Si è formato su quelle radici teologiche che non cambiano a seconda del vento dei sondaggi. Per lui, la Parola di Dio non è un’opinione, è la Verità che rende liberi!
La Difesa degli Ultimi: Le sue radici sono bagnate dal sudore di chi lotta per la giustizia. Ma attenzione: non la giustizia ideologica della sinistra, ma quella sociale cristiana, che mette la persona e la sua anima al centro di tutto.
Il richiamo alle radici dell’Europa
Leone XIV ieri lo ha detto chiaramente: l’Europa non ha futuro se recide le sue radici cristiane! È come un albero che vuole crescere tagliando la propria linfa vitale.
Habemus Papam! E non un Papa qualunque, ma un Pastore che sembra arrivato per rispondere alla sfida titanica di questo secolo.
Il nuovo Papa ieri, affacciandosi dal balcone di San Pietro, ha ricordato a tutti che l’uomo non vive di solo pane, né di soli algoritmi o di “diritti” inventati a tavolino. Ha riportato il senso profondo della nostra storia lì dove il nichilismo voleva far scendere il buio.
La sconfitta del pensiero unico
Il nuovo Pontefice invita tutti a non avere paura delle nostre radici cristiane. Una sfida aperta contro la cultura dello scarto e l’indifferenza globale. Un ritorno al punto in cui Gesù Cristo è ancora il centro della storia.

ATTUALITA’ – Habemus Papam: Robert Francis Prevost è Papa Leone XIV

Nel pomeriggio dell’8 maggio 2025, alle 18:08, una fumata bianca si è levata dal comignolo della Cappella Sistina, annunciando al mondo l’elezione del nuovo Pontefice. Alle 19:13, il cardinale protodiacono Dominique Mamberti ha proclamato dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro: “Habemus Papam”. Il cardinale Robert Francis Prevost è stato eletto come 267° Papa della Chiesa Cattolica, assumendo il nome di Leone XIV.

Un Papa dalle radici americane e cuore agostiniano

Robert Francis Prevost, 69 anni, è nato a Chicago, Illinois, il 14 settembre 1955. Di origini italiane, francesi e spagnole, è il primo Papa statunitense della storia. Membro dell’Ordine di Sant’Agostino, ha trascorso molti anni come missionario in Perù, dove ha servito come vescovo di Chiclayo. Nel 2023 è stato nominato prefetto del Dicastero per i Vescovi e presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina.

Un’elezione al quarto scrutinio

Il Conclave, composto da 133 cardinali elettori, ha raggiunto la decisione al quarto scrutinio, al secondo giorno di votazioni. La fumata bianca ha scatenato un’ovazione tra i fedeli presenti in Piazza San Pietro, stimati in circa 100.000 persone.

Il significato del nome Leone XIV

Scegliendo il nome Leone XIV, il nuovo Papa richiama la tradizione di Papi riformatori e pastori forti. Il nome “Leone” è stato portato da Papi noti per la loro leadership e dedizione alla Chiesa.

Un messaggio di speranza e unità

Nel suo primo discorso, Papa Leone XIV ha espresso gratitudine per la fiducia ricevuta e ha invitato i fedeli a pregare per lui. Ha sottolineato l’importanza dell’unità nella Chiesa e ha espresso il desiderio di essere un pastore vicino a tutti, specialmente ai più bisognosi.

Con l’elezione di Papa Leone XIV, la Chiesa Cattolica inizia un nuovo capitolo, guidato da un Pontefice con una profonda esperienza pastorale e un impegno per la riforma e la vicinanza ai fedeli.

Violenza e tifo: ennesima tragedia annunciata. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime sdegno e profondo dolore per l’uccisione del giovane Riccardo Claris

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime sgomento e indignazione per l’ennesimo episodio di violenza che ha insanguinato le strade del nostro Paese: nella notte tra il 3 e il 4 maggio, a Bergamo, Riccardo Claris, 26 anni, è stato brutalmente ucciso con una coltellata al culmine di una rissa tra tifosi dell’Atalanta e dell’Inter, scoppiata in un bar di Borgo Santa Caterina. Arrestato per l’omicidio un giovane di appena 19 anni, appartenente al gruppo rivale.

Secondo le prime ricostruzioni, l’alterco tra i due gruppi è degenerato rapidamente, fino al tragico epilogo nei pressi dell’abitazione della vittima, in via Ghirardelli. La lama e il manico del coltello in ceramica utilizzato per l’aggressione sono stati rinvenuti poco distanti dal corpo.

Questo episodio rappresenta purtroppo solo l’ultimo di una lunga serie di eventi violenti che stanno macchiando sempre più frequentemente il panorama giovanile italiano, spesso legato al tifo calcistico, ma radicato in un malessere sociale e culturale ben più profondo.

Dal gennaio 2025 si contano già numerosi episodi che testimoniano un’escalation preoccupante:

  • Milano, 18 gennaio: un giovane di 22 anni ferito gravemente con un coltello all’esterno dello stadio San Siro dopo una partita di Coppa Italia tra Milan e Roma.
  • Napoli, 9 febbraio: accoltellamento in Piazza Garibaldi tra tifoserie rivali in seguito a un acceso diverbio per motivi calcistici. Due feriti, entrambi minorenni.
  • Torino, 3 marzo: violenta rissa tra ultras del Torino e della Juventus. Tre arresti e un giovane ricoverato in prognosi riservata per trauma cranico.
  • Palermo, 20 aprile: aggressione a sfondo sportivo nei pressi di un pub durante il derby siciliano, con un giovane ventenne colpito alla schiena con un oggetto contundente.

Il Coordinamento si interroga con forza su quale messaggio stiamo trasmettendo alle giovani generazioni e su quale tipo di società stiamo contribuendo a costruire, se questi episodi continuano a essere derubricati a “fatti di cronaca” e non affrontati con il giusto peso educativo e istituzionale.

È necessario rafforzare l’educazione ai diritti umani, alla legalità e alla nonviolenza, inserendola stabilmente nei percorsi scolastici, a partire dalle scuole secondarie di primo grado, con momenti strutturati di riflessione, dialogo e confronto.

Chiediamo alle istituzioni scolastiche, sportive e governative un’azione sinergica e concreta per fermare questa deriva. Il tifo non può e non deve mai essere pretesto per la violenza. Le curve degli stadi devono tornare a essere luoghi di passione e condivisione, non arene di odio.

La memoria di Riccardo e di tutte le vittime della violenza giovanile e sportiva deve spingerci a un deciso cambio di rotta. Perché nessun ragazzo debba più perdere la vita per una maglia o per un diverbio. Perché il futuro dei nostri giovani merita di essere protetto, non sepolto.

 

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

ATTUALITA’ – 25 Aprile, Festa della Liberazione: memoria, resistenza e libertà in un’Italia che deve ancora imparare a non dimenticare

In tutta Italia, come ogni anno, il 25 aprile si celebra la Festa della Liberazione dal nazifascismo. Una ricorrenza solenne, ma anche viva, che richiama al dovere della memoria collettiva, alla coscienza civile e alla responsabilità democratica. È il giorno in cui l’Italia si specchia nella propria storia, quella fatta di sangue, di sacrifici, di dignità e riscatto. È il giorno in cui il Paese, o almeno parte di esso, ricorda l’alba della democrazia dopo l’orrore della dittatura.

Una data che parla ancora, nonostante tutto

Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia proclamò l’insurrezione generale contro l’occupazione tedesca e il regime fascista. In molte città italiane, da Milano a Torino, partigiani e cittadini insorsero, e fu l’inizio della fine per la guerra sul suolo nazionale. Ma non fu solo la liberazione da un’occupazione straniera: fu la riconquista della dignità nazionale dopo vent’anni di regime e oltre cinque di conflitto.

Un valore da riscoprire ogni anno

A distanza di quasi 80 anni, quel valore – la libertà – sembra non essere più così scontato. In un’epoca dominata da nuove forme di totalitarismo culturale, di intolleranza e revisionismo, il 25 aprile non può diventare una mera commemorazione stanca o un rito di parte. È una festa di popolo, di chi crede ancora che la libertà sia qualcosa per cui valga la pena lottare ogni giorno, con coscienza e verità.

La Resistenza non fu perfetta, ma fu giusta

C’è chi prova ancora oggi a sminuire il valore della Resistenza, a paragonarla ad altri eventi storici o, peggio, a soppesare “i morti di una parte e dell’altra”. Ma la verità storica è una sola: la Resistenza, pur con tutte le sue contraddizioni, fu la lotta di un popolo per liberarsi dall’oppressione, dal razzismo, dalla guerra. Fu il primo atto fondativo della Repubblica e della Costituzione.

Un paese ancora diviso nel ricordare

Eppure, fa male constatare che l’Italia del 2025 è ancora un Paese spaccato quando si tratta di ricordare il 25 aprile. C’è chi preferisce il silenzio, chi scivola su ambiguità imbarazzanti e chi continua a non scegliere da che parte stare. Ma come ha scritto Italo Calvino, “chi tace è complice”.

La Liberazione non è “una parte della storia”: è la storia. Ed è compito di ogni cittadino, di ogni istituzione, delle scuole, della politica, della cultura, far sì che questa data non sia solo una giornata festiva, ma un momento di educazione civile.

Il dovere della memoria

Non possiamo celebrare il 25 aprile senza pensare ai giovani, alle scuole, ai volti di chi oggi rischia di crescere in un mondo dove le parole “fascismo” e “antifascismo” sembrano appartenere ai libri impolverati. Ricordare la Liberazione significa anche costruire una nuova cittadinanza consapevole, capace di riconoscere i segnali di intolleranza, odio e discriminazione.

Libertà è anche responsabilità

Celebrare il 25 aprile oggi vuol dire anche guardarsi attorno e riconoscere che la libertà non è mai acquisita per sempre. È una conquista fragile, da difendere ogni giorno: nella giustizia sociale, nella libertà di stampa, nel diritto al dissenso, nella lotta alla violenza e alle mafie, nella difesa dei diritti umani, dentro e fuori i nostri confini.

Non dimenticare è un atto politico

Che sia sotto la pioggia di una piazza o nel silenzio di una scuola, il 25 aprile ci chiede solo una cosa: non dimenticare. Perché come ha scritto Primo Levi, “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”. E conoscere vuol dire non lasciare che la storia venga piegata o dimenticata.

Il 25 aprile è il giorno in cui l’Italia ha ricominciato a respirare. E oggi più che mai abbiamo bisogno di quell’aria.

FUNERALI PAPA FRANCESCO – Anas: intensificata la sorveglianza sulla rete stradale e autostradale. Predisposti ulteriori 11 presidi

Nei giorni del 25 e 26 aprile, in corrispondenza dei collegamenti con i due aeroporti di Fiumicino e Ciampino e con la rete autostradale di accesso alla Capitale
Roma, 25 aprile 2025 – In occasione delle esequie del Santo Padre, Anas, in previsione dell’incremento dei flussi di traffico verso la Capitale, ha intensificato i propri servizi di sorveglianza sulla rete stradale ed autostradale di competenza.
In particolare, per i giorni del 25 e 26 aprile, lungo le autostrade del Grande Raccordo Anulare e Roma Fiumicino, anche per il prevedibile afflusso di pullman con i fedeli, oltre ai normali servizi, la Struttura Territoriale del Lazio ha predisposto ulteriori 11 presidi in corrispondenza delle direttrici di collegamento con i due aeroporti di Fiumicino e Ciampino e delle interconnessioni con la rete autostradale di accesso alla Capitale, per garantire la sorveglianza e  la gestione di eventuali criticità.
La Sala Operativa Territoriale del Lazio e la Sala Situazioni Nazionale, in stretto collegamento con Polizia Stradale, effettua il continuo monitoraggio della viabilità.
Anas, società del Gruppo Fs italiane, ricorda che quando guidi, Guida e Basta! No distrazioni, no alcol, no droga per la tua sicurezza e quella degli altri. Per una mobilità informata l’evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile anche su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all’applicazione “VAI” di Anas, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il numero verde gratuito 800.841.148.

ATTUALITA’ – Funerali Papa Francesco, Anas: piano straordinario di viabilità nazionale

In occasione dei funerali di Papa Francesco previsti per sabato 26 aprile 2025 Anas, società del Gruppo Fs Italiane, ha predisposto un piano straordinario di viabilità nazionale in previsione dell‘arrivo di Capi di Stato e di Governo e delle Istituzioni internazionali agli aeroporti di Roma e per l’afflusso dei fedeli nella Capitale provenienti da tutte le regioni italiane.

Potenziato, in particolare, il presidio del personale Anas sulle principali strade di collegamento con Roma dove si prevede traffico ad alta intensità: l’Autostrada A90 “Grande Raccordo Anulare”, l’Autostrada A91 “Roma-Fiumicino” e la SS7 “Appia”. Il monitoraggio Anas è stato rafforzato anche sulle strade consolari, tra le altre le SS1 “Aurelia”, SS2 “Cassia”, SS3 “Flaminia” e SS4 “Salaria”.

Il piano di viabilità prevede un’azione mirata di prevenzione e controllo dei flussi di veicoli provenienti da tutte le regioni italiane: in campo 2.300 risorse Anas, su strada e nelle sale operative, già previsti per l’esodo di Pasqua e dei ponti di primavera – con la rimozione temporanea di circa l’80% dei cantieri sulla rete nazionale – con presenze e turni ora rinforzati.

L’impegno di Anas è dispiegato in collaborazione con la Protezione Civile Nazionale che coordina tutte le attività e con Viabilità Italia. Nelle ultime ore si sono tenute numerose riunioni operative per affrontare i temi più urgenti legati alla viabilità. Tra questi, l’aumento del traffico veicolare verso Roma, la gestione dei parcheggi per gli autobus turistici e la pianificazione delle attività in occasione dell’arrivo di autorità straniere presso gli aeroporti di Roma con i relativi trasferimenti verso il centro della città.

Anas, inoltre, ha incrementato i servizi di informazione in tempo reale per chi viaggia. Per gli aggiornamenti sul traffico da e verso Roma gli utenti possono chiamare il Numero Verde Anas 800.841.148 e selezionare l’opzione dedicata. Le richieste di informazioni sono aumentate del 36% nelle ultime ore. Sono disponibili ulteriori canali di aggiornamento, come il notiziario trasmesso sulle radio romane e le news pubblicate sul sito web e sui profili social di Anas.

Anas, società del Gruppo Fs italiane, ricorda che quando guidi, Guida e Basta! No distrazioni, no alcol, no droga per la tua sicurezza e quella degli altri. Per una mobilità informata l’evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile anche su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all’applicazione “VAI” di Anas, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il numero verde gratuito 800.841.148.

CULTURA – 23 Aprile, Giornata del Libro e dei Diritti Umani: la lettura come ponte tra cultura, libertà e cittadinanza

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, istituita dall’UNESCO con la Risoluzione 3.18 della 28ª Conferenza Generale, intende celebrare l’immenso valore della lettura come strumento di emancipazione, inclusione, dialogo interculturale e difesa dei diritti fondamentali della persona umana.

Il 23 aprile non è solo una data simbolica che commemora la scomparsa di scrittori come Cervantes e Shakespeare: è un appello universale a riconoscere nel libro un bene comune, accessibile, e nel diritto d’autore una tutela della creatività, dell’identità e della libertà espressiva. In un tempo in cui l’informazione è sempre più frammentata e digitale, riscoprire il libro come spazio di riflessione e approfondimento diventa una sfida educativa e sociale.

Leggere è un atto di resistenza contro l’indifferenza, l’ignoranza e l’odio. Ogni parola scritta è una finestra aperta sull’umanità dell’altro. Nelle aule scolastiche, promuovere la lettura significa costruire cittadini consapevoli, capaci di pensiero critico, empatia e responsabilità. La disciplina dei Diritti Umani trova nei libri il suo terreno naturale: ogni narrazione è un frammento di mondo, ogni autore è testimone di un tempo, ogni storia è un’occasione per interrogarsi sul senso della giustizia, della libertà, della dignità.

Nel 2025, la lettura tra i giovani italiani presenta un panorama complesso, caratterizzato da sfide legate alla crescente digitalizzazione ma anche da segnali positivi che indicano un rinnovato interesse verso i libri.

Secondo l’Osservatorio Kids dell’Associazione Italiana Editori (AIE), i ragazzi tra i 10 e i 14 anni dedicano in media 1 ora e 43 minuti alla lettura a settimana, mentre trascorrono 10 ore e 28 minuti sui loro smartphone. Questo dato evidenzia una significativa disparità nell’uso del tempo libero, con la tecnologia che spesso prevale sulla lettura tradizionale.

​Nonostante il calo generale, i giovani tra i 15 e i 24 anni mostrano una maggiore propensione alla lettura rispetto ad altre fasce d’età. Nel 2024, il 74% dei 18-24enni e il 73% dei 15-17enni ha dichiarato di aver letto almeno un libro a stampa nell’ultimo anno, percentuali superiori alla media nazionale del 66%.

Le giovani lettrici si confermano protagoniste nel panorama editoriale italiano. Nel 2023, le ragazze sotto i 18 anni hanno rappresentato quasi il 75% degli acquisti relativi al loro segmento di età, in aumento rispetto al 61% del 2021. Questo trend positivo si riflette anche nella fascia 18-24 anni, dove le donne costituiscono i due terzi degli acquirenti di libri

I giovani italiani continuano a frequentare biblioteche e librerie, sebbene in misura variabile. Nel 2022, il 23,5% dei giovani tra 6 e 24 anni ha visitato almeno una biblioteca, un dato superiore alla media nazionale. Inoltre, la presenza dei giovani nelle librerie fisiche è quasi raddoppiata rispetto al 2021, superando il 10% nella fascia 18-24 anni.

Persistono differenze significative nella diffusione della lettura tra le diverse aree geografiche italiane. Nel 2024, il Nord-Ovest ha registrato il 35,8% delle vendite di libri a stampa, mentre il Sud e le Isole si sono fermati al 19,3%. Queste disparità evidenziano la necessità di politiche culturali mirate per promuovere la lettura nelle regioni meno servite.

I dati del 2025 mostrano un quadro ambivalente: da un lato, la lettura tra i giovani è minacciata dalla predominanza dei dispositivi digitali; dall’altro, esistono segnali incoraggianti, come l’aumento della lettura tra le ragazze e la frequenza di biblioteche e librerie.

Il Coordinamento sottolinea l’importanza di progettare percorsi scolastici che intreccino letteratura, diritti e cittadinanza attiva, valorizzando autori e autrici che hanno lottato con le parole per la verità e la libertà. Pensiamo ad Anna Frank, Primo Levi, Nelson Mandela, Malala Yousafzai, Rigoberta Menchú: le loro pagine hanno cambiato coscienze, superato barriere, acceso speranze.

In questa giornata, desideriamo rendere omaggio alla figura di Papa Francesco, che ha sempre riconosciuto nella cultura e nella parola scritta una via privilegiata per la promozione della dignità umana. Fin dall’inizio del suo pontificato, Papa Francesco ha valorizzato l’educazione come chiave per la pace, affermando che “l’educazione è un atto d’amore, è dare vita”.

Le sue encicliche – dalla Laudato si’ alla Fratelli tutti – sono testi che travalicano i confini confessionali e si pongono come manifesti etici del nostro tempo. In particolare, Fratelli tutti rappresenta un appello potente a costruire una cultura dell’incontro, del dialogo, della solidarietà globale. È un libro che dovrebbe essere letto nelle scuole, discusso nelle classi, vissuto nei progetti di cittadinanza.

Papa Francesco ci insegna che ogni parola può essere un ponte, ogni pagina può trasformarsi in un abbraccio universale. Il suo costante riferimento alla giustizia sociale, alla tutela dei più deboli, al rispetto delle differenze, rende il suo magistero un punto di riferimento imprescindibile per la didattica dei diritti umani.

In un’epoca in cui la proprietà intellettuale è spesso violata e la superficialità digitale rischia di sostituire la profondità della lettura, è fondamentale educare al rispetto del diritto d’autore, non come vincolo, ma come riconoscimento del valore del lavoro creativo. La scuola deve essere il luogo in cui si impara a citare, attribuire, valorizzare, condividere con consapevolezza.

Invitiamo pertanto tutti i docenti della disciplina dei Diritti Umani e delle aree affini a dedicare la giornata del 23 aprile a iniziative didattiche sul tema del libro e della parola: letture collettive, incontri con autori, riflessioni sui testi delle encicliche, workshop sul copyright, momenti di scrittura condivisa.

In un mondo lacerato da guerre, diseguaglianze e crisi ambientali, la parola scritta resta una delle ultime frontiere di libertà. Coltivarla, proteggerla, diffonderla è un dovere educativo e civile.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

 

 

 

ATTUALITA’ – Intervista al presidente INA dopo la morte di PAPA Francesco

Reggio Calabria – In un momento di grande commozione per il mondo cattolico e oltre, abbiamo avuto l’onore di intervistare il Fondatore e Presidente dell’Istituto Umanitario di Ispirazione Cattolica (I.N.A.), Cav. Dott. Lorenzo Festicini , per discutere l’eredità lasciata da Papa Francesco e ciò che succederà nella Chiesa e nella comunità globale dopo la sua dipartita. Papa Francesco ha avuto un impatto straordinario sulla comunità mondiale. Qual è, secondo lei, il suo lascito principale? Papa Francesco ha incarnato la vera essenza del Vangelo attraverso le sue azioni e le sue parole. Il suo lascito principale è stato il ritorno alla semplicità, all’umiltà e alla vicinanza ai poveri e agli emarginati. Ha messo al centro del suo pontificato l’idea di una Chiesa come ospedale da campo, capace di accogliere e curare le ferite dell’umanità. Con la sua scomparsa, quali sfide principali dovrà affrontare la Chiesa cattolica? La Chiesa dovrà affrontare il compito di continuare il suo impegno nelle riforme intraprese da Papa Francesco, soprattutto in termini di trasparenza, giustizia sociale e dialogo interreligioso. C’è anche la sfida di mantenere viva la sua visione pastorale, che ha reso la Chiesa più accessibile e vicina alla gente. Come si ripercuoterà sul lavoro del vostro istituto la perdita di una figura così influente? L’Istituto Nazionale Azzurro, istituto Umanitario di Ispirazione Cattolica continuerà a farsi guidare dai principi che Papa Francesco ha sempre sostenuto: la carità, la dignità umana e il dialogo. La sua passione per la giustizia e la sua dedizione alla cura dei più vulnerabili continueranno a essere una fonte d’ispirazione per tutte le nostre iniziative. Sentiamo la responsabilità di perpetuare il suo messaggio di speranza e unità. Cosa prevede accadrà ora per la Chiesa?  Intraprendere il percorso di selezione di un nuovo Papa immersi in una tale eredità sarà cruciale. È un momento di riflessione e unità, in cui preghiamo affinché lo Spirito Santo guidi la Chiesa verso un futuro ricco di audacia e visione. È un’opportunità per rinnovare l’impegno della Chiesa nella contemporaneità, mantenendo il suo nucleo spirituale intatto. Concluse le sue riflessioni,  Lorenzo Festicini si è detto fiducioso che la comunità cattolica globale saprà rispondere a questo momento di dolore con la forza del messaggio che Papa Francesco ha sempre sostenuto: amore, misericordia e servizio all’umanità. La sua eredità non è solo una riflessione di ciò che è stato, ma un invito all’azione per il futuro.

Papa Francesco è morto: il mondo piange la scomparsa Pontefice

Papa Francesco, nato Jorge Mario Bergoglio, si è spento questa mattina alle 7:35 all’età di 88 anni. L’annuncio ufficiale è stato dato dal cardinale Kevin Farrell, camerlengo del Vaticano, in una comunicazione che ha commosso il mondo intero:

“Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco. Alle ore 7:35 di questa mattina il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della Sua chiesa. Ci ha insegnato a vivere i valori del Vangelo con fedeltà, coraggio ed amore universale, in modo particolare a favore dei più poveri e emarginati. Con immensa gratitudine per il suo esempio di vero discepolo del Signore Gesù, raccomandiamo l’anima di Papa Francesco all’infinito amore misericordioso di Dio Uno e Trino”

Eletto nel 2013 come 266º Papa della Chiesa cattolica, Francesco è stato il primo pontefice proveniente dal continente sudamericano e il primo gesuita a salire al soglio pontificio. Durante il suo pontificato, ha portato avanti diverse riforme e molti dei suoi messaggi – dal clima ai migranti, fino ai vaccini – sono entrati nella storia.

Il suo pontificato è stato caratterizzato da un impulso riformatore e una forte critica al sistema capitalista, nonché da un’enfasi sulla misericordia, la semplicità e l’attenzione verso i più poveri e gli emarginati.

In questo momento di lutto, la Chiesa e il mondo intero ricordano Papa Francesco come un faro di speranza e un instancabile promotore della giustizia sociale. La sua eredità spirituale continuerà a ispirare milioni di fedeli in tutto il mondo.

Dalla Redazione di VeritasNews24, fiduciosi che chiunque abbia fatto la volontà di Dio non morirà ma vivrà in eterno, volgiamo le nostre preghiere a Gesù Cristo che possa consolare i cuori addolorati.

Il cordoglio del Presidente Filippo Mancuso 

“È con profonda tristezza che apprendiamo della scomparsa di Papa Bergoglio. La Calabria ricorda con affetto la sua visita pastorale del 21 giugno 2014 a Cassano all’Ionio, un momento storico che ha lasciato un’impronta indelebile nei nostri cuori.

In quell’occasione, il Santo Padre ha celebrato la Santa Messa nella Piana di Sibari, dove ha pronunciato parole forti contro la ‘ndrangheta, affermando ‘I mafiosi sono scomunicati’.

Il suo impegno per la giustizia sociale e la vicinanza ai più deboli resteranno per sempre un esempio luminoso per tutti noi.

A nome del Consiglio regionale della Calabria, esprimo le più sentite condoglianze alla Chiesa Cattolica e a tutti i fedeli. La guida spirituale di Papa Francesco continuerà a ispirarci nel perseguire il bene comune, in una visione di solidarietà verso i bisogni dei cittadini e in particolare delle fasce sociali più fragili”.

Princi “I suoi insegnamenti aiutino a guidare le nostre coscienze”

“Un triste momento per l’umanità, che perde una delle figure più importanti e carismatiche della storia. Vicino agli ultimi, ai bambini, alla povertà, Papa Francesco ha saputo rendere la Chiesa una realtà di prossimità, mettendo al centro l’uomo, la giustizia sociale e la pace. I suoi insegnamenti aiutino a guidare le nostre coscienze”. Così Giusi Princi, eurodeputata FI – PPE, sui suoi canali social.

Papasso, Sindaco di Cassano All’Ionio: “Che Papa Francesco possa riposare in pace nel fare ritorno alla casa del Signore”

Se ne va il Papa che più di tutti ha segnato la comunità Cassanese. Il 21 giugno 2014 rimarrà scolpito nella memoria e nel cuore della gente di Cassano All’Ionio. L’abbraccio e la paterna benedizione di Papa Francesco sono stati per tutti un onore ed un privilegio. Sono ancora vive le immagini e le emozioni di quella giornata particolare ed irripetibile, che resterà incisa in maniera profonda ed indelebile nella storia di Cassano All’Ionio e della Calabria intera.

La gioia ha illuminato gli occhi di ogni singolo cittadino, nel mentre le strade di Cassano e la spianata di Sibari erano stracolme di gente venuta da ogni dove. Ad abbracciare il Santo Padre, quel giorno, è stata una folla immensa, commossa ed allo stesso tempo composta e tranquilla. È Innegabile che il passaggio di Papa Francesco nella nostra terra, il suo benevolo sorriso e, in particolare, le sue parole hanno acceso una luce di speranza nuova nel cuore di tutti, tanto che il 21 giugno 2014 segna la data di inizio di quel cambiamento di cui si aveva grande ed urgente bisogno.

Le sue parole di condanna alla mafia ed alla criminalità organizzata, culminate con la scomunica, hanno assunto la sembianza di un forte vortice che dalla Spianata di Sibari si è propagandato fino a raggiungere le coscienze di tutti i calabresi e dei cittadini del mondo intero. Soprattutto, quelle parole  hanno  rinvigorito  l’animo  di noi amministratori, che ci siamo sentiti più motivati e forti, più predisposti a lavorare per costruire  una società migliore, più giusta e  solidale e, specialmente, libera dalla violenza e dalla prepotenza  di quei poteri occulti,  che condizionano la vita degli onesti e pregiudicano  il futuro di questa  nostra terra ricca e bella, che vuole reagire e progredire nella tranquillità dell’ordine sociale, scrollandosi  di dosso definitivamente l’etichetta di “terra amara”.

Dopo quella giornata ci siamo sentiti più predisposti a “proteggere la casa comune”, a custodire l’ambiente ed il bellissimo paesaggio naturale, che il Creatore ha voluto regalare a questo bellissimo lembo di terra di Calabria; soprattutto a lavorare per il benessere collettivo, rivolgendo lo sguardo, in primis, ai bisogni degli ultimi e degli svantaggiati.

La venuta di Papa Francesco è rimasta incisa in maniera indelebile soprattutto nell’animo dei nostri giovani: l’esortazione del Santo Padre a “non lasciarsi rubare la speranza” continua ad essere un faro che illumina il loro cammino; parole che li guideranno nella costruzione del futuro; che li incoraggeranno  a “pensare alla grande” e  a  “fare rumore”  per cambiare  il destino di questa nostra terra che  per  le potenzialità,  le  ricchezze naturali e culturali che esprime e per la gente onesta, laboriosa  ed ospitale che la abita, può coltivare il sogno di  un domani diverso e migliore. Ciao Papa Francesco, che la terra ti sia lieve!

Poste Italiane esprime profondo dolore per la morte di Papa Francesco 

 Roma, 21 aprile 2025 – Poste Italiane esprime profondo dolore per la morte di Papa Francesco, uomo di pace sempre vicino ai più deboli.

Lo ricordiamo per la tenacia e dedizione con cui ha servito la Chiesa anche nella sofferenza. Papa Francesco sarà per sempre un esempio per l’Italia e il mondo intero, cui guardare con profonda gratitudine.

Poste Italiane desidera esprimere vicinanza e affetto anche alla famiglia di Poste Vaticane con cui ha avuto il privilegio di condividere iniziative al servizio della comunità cattolica.

Santoianni (AIC): “La voce di Papa Francesco continuerà a parlare al cuore delle comunità rurali”

Roma, 21 aprile 2025 – “Ci lascia un testimone autentico del nostro tempo, che fino all’ultimo ha scelto di essere vicino al popolo senza risparmiarsi. Lo ha dimostrato dopo una difficoltosa degenza in ospedale durata 38 giorni e, a meno di un mese dalle dimissioni, incontrando i detenuti del carcere di Regina Coeli, o quando soltanto ieri ha voluto abbracciare la folla di Piazza San Pietro per la benedizione pasquale. Per questo sarà di esempio per tutta la nostra categoria”, dichiara Giuseppino Santoianni, Presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori. “Papà Francesco è stato una guida morale e spirituale che ha saputo farsi vicino a ogni coscienza, in ogni angolo del pianeta – prosegue Santoianni – e la sua attenzione ai più fragili, lo sguardo costantemente rivolto alle periferie, la voce limpida in difesa della terra e di chi la lavora non potremo dimenticarli”. “Da sempre vicino ai piccoli agricoltori e alle loro famiglie, il Pontefice è stato un promotore instancabile di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, equa e sostenibile – sottolinea il Presidente dell’AIC –. Nell’enciclica Laudato si’ ha riconosciuto il ruolo fondamentale delle comunità rurali nella cura della nostra ‘casa comune’, a sostegno del benessere di tutti”. “Il suo magistero continuerà ad accompagnarci e il messaggio di Papa Francesco resterà vivo tra i solchi della terra e nei cuori di chi la coltiva con amore e responsabilità – conclude il Presidente dell’AIC Giuseppino Santoianni – lasciando all’umanità un patrimonio di pensiero e d’azione che perseguiremo con convinzione”.