Italia – 75 anni fa, tra luci ed ombre, nasceva la Repubblica Italiana

Ricorre, oggi, il settantacinquesimo anniversario del referendum istituzionale che ha sancito la costituzione della forma repubblicana.

La Repubblica prevalse con il 54,3% (12 717 923 voti) contrapposto al 45,7% (10 719 284) raccolto dalla fazione monarchica, evidenziando un paese spaccato dal punto di vista geopolitico: il nord a maggioranza repubblicana, contro il sud tendenzialmente dalla parte del Re.

Riguardo questa diversificazione, si rammenta un episodio drammatico, in quel di Napoli, dove i monarchici assaltarono la sede del PCI. In quell’occasione, 9 persone furono uccise e 150 ferite.

Non mancarono le accuse di brogli elettorali, avanzate sino ai giorni nostri , ma mai verificate.

L’11 giugno venne dichiarato primo giorno della Repubblica.

Nel giorno seguente, il Re, nonostante un precedente scontro sui requisiti di vittoria, invita al rispetto dell’esito elettorale.

In conseguenza del risultato, il monarca uscente lasciò volontariamente il paese il 13 giugno 1946. Alcide De Gasperi, nel frattempo, fu nominato Capo provvisorio dello Stato.

 

 

 

 

 

Festa della Repubblica, nel segno della sovranità

A 75 anni dall’avvento del regime repubblicano, la ricorrenza dovrebbe sigillare la conquista di diritti civili correlati alla dignità dei lavoratori, su cui si fondano i valori del primo articolo della Costituzione, nonché la conseguente facoltà del Popolo di esercitare la sovranità che, ancora, gli appartiene da statuto: né l’una, né l’altra finalità paiono aver conseguito un’accettabile e funzionale statura in seno alla società italiana, né hanno sortito diverso effetto dal risvolto “capitalista”, se quello dovesse essere stato lo scopo di tutti i governi che si sono succeduti da De Gasperi in poi.

La più cruda realtà che si osserva nell’attuale mercato del lavoro (quando in essa troviamo gli elementi essenziali per definirla tale), sono, ad esempio, gli “stipendi” della cassiera del supermercato (300 euro al mese), il “voucher”, il cosiddetto “part-time” e tutto quanto vi è di necessario alla vivisezione delle giornate e settimane lavorative in contesti già cronicamente malati, oltre la disoccupazione, a causa di una gestione del lavoro distante da ogni indirizzo legale e sindacale.

La deriva dell’efficacia di un sistema sanitario e, in generale, di un Welfare è indirizzato verso una linea prettamente assistenzialista e bramosa di benefici inclusivi verso la massa delle ondate migratorie prive, per larga parte, delle necessarie notizie identificative; a proposito di ciò, l’aumento dei reati predatori, di carattere sessuale e, peggio ancora, l’impossibilità di avere la vaga contezza dei flussi di transito di cellule terroristiche, dovrebbe mettere sotto l’attenzione dell’opinione pubblica una festa che auspicasse le riscoperta dei valori legati ad unità e sovranità nazionali, costruiti e basati su un sistema lavorativo funzionale ad immediati benefici non solo economici, ma anche sociali, per i lavoratori, nel breve e più lungo termine, per le attuali e future generazioni.

Lavoro, almeno come siamo consueti pensare o, meglio, sognare: la creazione di un indotto utile allo sviluppo di più settori , consentendo agli italiani lo sfruttamento diretto delle risorse del territorio e, finalmente, un reale esercizio di diritti fondamentali che gli appartengono. Non verremo direttamente al sodo, ma ci porremo una domanda che funge da pietra tombale o da fondamento per la ripartenza economica Calabro-sicula, inerente al gettito fiscale generato dalla vera unica occasione, il solo autentico motorino di avviamento indispensabile al progresso economico del territorio: vale la pena, dunque, come ha fatto il noto geologo e conduttore televisivo Mario Tozzi, evocatore gli spettri di repentine catastrofi assegnate a vicine calende, al fine di accantonare il famigerato Ponte sullo Stretto, l’unico asso che le due regioni si trovino nella manica?

REGGIO – Lavoro, Ferie da godere entro il 30 giugno

Entro il prossimo 30 giugno dovranno essere godute dai lavoratori dipendenti le ferie del
2019, entro il 20 agosto dovranno essere pagati dai datori di lavoro i contributi sulle
eventuali ferie non godute. La disciplina sulle ferie prevista dal Dlgs n. 66/03, distingue 3
differenti periodi di ferie: un primo periodo di 2 settimane (quota parte del «minimo»
legale di 4 settimane), un secondo periodo di 2 settimane (che completa il «minimo
legale») ed un terzo periodo, pari all’eccedenza del minimo di 4 settimane stabilito dalla
legge, che può essere previsto dal Contratto collettivo. Il datore di lavoro ha l’obbligo di
concedere e far godere almeno due settimane di ferie entro l’anno di maturazione.
Nell’ipotesi di lavoratore assunto in corso d’anno, va preso in esame l’anno effettivo di
maturazione delle ferie, in relazione alla data di assunzione. Le due settimane, dovranno
essere fruite in modo ininterrotto, qualora il lavoratore ne faccia espressamente richiesta.
Il datore di lavoro è obbligato a soddisfare tale richiesta, seppur compatibilmente con le
esigenze dell’attività d’impresa. Il datore di lavoro deve, inoltre, concedere e far godere nei
18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione le restanti due settimane di ferie.
Pertanto le ferie del 2019, andranno godute entro il 30 giugno 2021. I datori, in ipotesi di
mancato godimento delle ferie nei termini, sono tenuti a sommare alla retribuzione
imponibile del mese successivo a quello di scadenza del termine anche l’importo
corrispondente al compenso per ferie non godute, sebbene non ancora realmente
corrisposto in ragione dell’espresso divieto. La prossima scadenza è il 20 agosto. La
contrattazione collettiva può aumentare il periodo di ferie previsto dalla legge, ma non
ridurlo, può prevedere la possibilità di ridurre il limite delle 2 settimane, per esigenze
eccezionali di servizio o aziendali e può prolungare il tetto massimo di 18 mesi per la
fruizione delle settimane di ferie residue. Il termine di fruizione si sospende
automaticamente qualora si verifichi una causa di sospensione del rapporto. La
monetizzazione delle ferie è ammessa esclusivamente in 3 casi: con riferimento ai periodi
maturati fino al 29.4.03, per le ore di ferie stabilite dai CCNL, in aggiunta a quelle legali ed
in caso di contratti a tempo determinato di durata inferiore ad un anno. Tutte le info sono
reperibili dai Consulenti del lavoro

Operazione globale congiunta “Goals”, GdF e ADM contro traffico di droghe sintetiche

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Guardia di Finanza hanno partecipato all’operazione congiunta denominata “GOALS” – Global joint enforcement Operation Against Looming Synthetic drugs, promossa dall’Organizzazione Mondiale delle Dogane OMD – WCO al fine di contrastare il traffico illegale di droghe sintetiche. L’operazione, attuata in collaborazione con i principali Uffici di collegamento dell’intelligence regionale, fra i quali quello per l’Asia e il Pacifico (RILO AP), il Servizio doganale della Corea (KCS) e l’Unità operativa congiunta di interdizione aeroportuale (Joint Airport interdiction Task Force – JAITF) in ambito AIRCOP (progetto multiagenzia tra UNDOC, INTERPOL e WCO), ha visto la partecipazione a livello nazionale di 79 Amministrazioni doganali e diverse organizzazioni internazionali tra le quali, l’Organo internazionale per il controllo degli stupefacenti (The International Narcotics Control Board – INCB), l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine (The United Nations Office on Drugs and Crime – UNODC), l’INTERPOL e l’EUROPOL.

Scopo principale dell’operazione è stato il contrasto al traffico di droghe sintetiche, gestito dalle organizzazioni criminali transnazionali, ma l’operazione ha incluso anche attività di controllo per ogni altra droga illecita e precursori chimici rilevati nell’ambito delle attività operative poste in essere.

Il 12 maggio si è svolta la riunione di de-briefing dell’operazione doganale congiunta, nella quale sono state illustrate le attività svolte ed i risultati ottenuti.

Dopo oltre due mesi di attività, l’operazione GOALS ha registrato a livello mondiale 937 sequestri pari a circa 6,78 tonnellate di droga, di cui 2,325 tonnellate relative a droghe sintetiche. Tra le attività poste in essere sul territorio italiano nella fase operativa dell’Operazione, tra il 1° e il 19 febbraio 2021, sono stati registrati sequestri di particolare rilevanza presso il porto di Gioia Tauro: circa 1.300 kg. di cocaina proveniente dal Sud America che hanno indicato l’Italia come il principale Paese in termini di quantità sequestrata per tale droga nell’ambito dell’Operazione.

Le attività di controllo hanno determinato un ottimo risultato anche in relazione ai sequestri di Khat effettuati presso l’aeroporto internazionale di Malpensa (173 Kg), confermando l’Italia, in ambito globale, come il paese ove si è registrato il maggior numero di sequestri, in termini di quantità, anche per tale tipologia di droga. Si evidenziano inoltre, per numero di sequestri sul territorio nazionale, i casi relativi a spedizioni di cannabis prevalentemente presso gli scali aeroportuali di Milano Linate e Malpensa e sequestri minori di oppiodi e psychedelic drugs a seguito passeggeri e per spedizioni postali.

“Il successo di questa operazione dimostra ancora una volta che il coordinamento rafforzato tra le varie parti
coinvolte, Customs-to-Customs collaboration, Customs-to-Business partnerships e Customs-to-Other Government
Agencies cooperation, svolge un ruolo chiave nella lotta contro il traffico illecito”, ha dichiarato il Dr. Kunio
Mikuriya, Segretario Generale dell’OMD.

I Maneskin infiammano l’Europa all’Eurovision, Vittoria dell’Italia su Svizzera e Francia

Dai marciapiedi di Roma al palco internazionale dell’Eurovision: i Maneskin, forse, sono uno dei pochi gruppi italiani che ci ricordano quanto sia importante “partire dalla strada” e fare gavetta.

Dopo l’afflizione di aver perso un maestro della musica come Franco Battiato, ci consoliamo con la speranza di una musica italiana che ha ancora tanto da dare a livello internazionale. Dopo X Factor, il successo di “Chosen”, “Torna a casa” e la vittoria di Sanremo quasi a rivendicare tutte le eliminazioni storiche del festival della musica italiana, il quale aveva decretato l’ultimo posto per Vasco Rossi e l’eliminazione dei Negramaro. Come si dice: il resto è storia.

“E’ la canzone più sbagliata per Sanremo. Portiamola a Sanremo”. Racconta Damiano in un’intervista; e, a quanto pare, l’essere “sbagliati” per il festival della musica italiana, questa volta, ha premiato, come testimoniano i 524 voti del pubblico dell’Eurovision valevoli per la conquista della vetta. L’esibizione, tra i fuochi del palco, potremmo dire, senza nemmeno troppi giri di parole, che sia stata degna dell’esibizione dei Muse alle Olimpiadi di Londra.

Dicono che i membri della band abbiano gusti musicali molto diversi tra loro: dal Pop al Soul, questi quattro ragazzi – di cui il più grande ha 22 anni – hanno saputo coniugare le loro diversità e creare qualcosa di cui, credo, sentiremo ancora parlare.

La strage di Capaci, 29 anni dopo, nel ricordo degli innocenti

Oggi ricorrono i 29 anni dall’attentato, perpetrato da “Cosa nostra”, in cui il giudice Giovanni Falcone perse la vita.

La vicenda ha avuto luogo il 23 maggio del 1992 nei pressi di Capaci (PA), nell’autostrada A29. La strada venne fatta esplodere con oltre 500kg di tritolo, andando in questo modo ad uccidere, oltre al giudice Falcone, Francesca Morvillo (moglie del giudice Falcone) e tre agenti della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

La “decisione” dell’attentato venne presa in seguito ad una serie di incontri avvenuti tra gli esponenti più importanti di Cosa Nostra, tra i cui “partecipanti” troviamo anche Salvatore Riina e Matteo Messina Denaro (tutt’ora latitante).

L’attentato  – secondo alcune indagini –  è stato ordito come rappresaglia, a seguito delle condanne emesse alla fine del Maxiprocesso a Cosa Nostra, conclusosi soltanto qualche mese prima.

In seguito alla strage, nel 1995, venne indetto il processo “Capaci uno” ed in seguito, nel 2014, il processo “Capaci bis”, nel quale vennero condannati moltissimi esponenti e capi di Cosa Nostra, tra cui i sopracitati Salvatore Riina e Matteo Messina Denaro.

La strage di Capaci, purtroppo, è una dimostrazione di come non solo una persona che si adopera attivamente per il bene comune molto spesso rischia  la vita, ma anche le persone più care sono esposte al medesimo rischio; e noi ricordiamo oggi che la “caduta” della mafia in Sicilia ha avuto come prezzo il sangue di molti innocenti.

RIACE (RC) – Pm richiede sette anni e undici mesi di reclusione per Mimmo Lucano

Sette anni e undici mesi di reclusione: è questa la richiesta di condanna avanzata dal pm di Locri Michele Permunian a carico dell’ex sindaco di Riace Domenico “Mimmo” Lucano, accusato nel processo “Xenia” di associazione a delinquere, abuso d’ufficio, truffa, concussione, peculato, turbativa d’asta, falsità ideologica e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per presunti illeciti nella gestione del sistema di accoglienza dei migranti nel centro della Locride che era divenuto famoso in tutto il mondo proprio per le politiche sui migranti portate avanti.

Per la compagna di Lucano, Lemlem Tesfahun, il pm ha chiesto 4 anni e 4 mesi. L’accusa ha poi chiesto tre assoluzioni e per gli altri imputati condanne pene da un minimo di 6 mesi a un massimo 7 anni e 11 mesi.

Nella sua requisitoria il pm ha sostenuto tra l’altro che “è stata smentita la tesi difensiva che parlava di processo ‘politico’”.

“La richiesta così alta è l’ennesima dimostrazione che Riace e il modello che avevamo realizzato fanno paura. È stato un ideale politico che vogliono distruggere. Non è un caso che comincia tutto nel 2016 quando l’area progressista apre le porte alla criminalizzazione della solidarietà in Italia e in Europa. Dopo arriva Salvini e completa l’opera. Non è nemmeno un caso che oggi a Riace l’accoglienza ancora resiste e la mission continua senza fondi pubblici e tra mille difficoltà. Questa è la risposta più forte. Oggi è stata la giornata della Procura. Ma l’ultimo capitolo si deve ancora scrivere”. Così Domenico Lucano.

Il ministero dell’Interno, tramite l’avvocatura dello Stato, ha chiesto un risarcimento danni da 10 milioni agli imputati nel processo Xenia tra i quali figura l’ex sindaco di Riace Domenico Lucano. Il legale del ministero, intervenuto dopo la requisitoria del pm, ha chiesto una provvisionale di 2 milioni di euro.

“La richiesta così alta – è stato il commento di Lucano, che oggi non era presente in aula – è l’ennesima dimostrazione che Riace e il modello che avevamo realizzato fanno paura. È stato un ideale politico che vogliono distruggere. Non è un caso che comincia tutto nel 2016 quando l’area progressista apre le porte alla criminalizzazione della solidarietà in Italia e in Europa. Dopo arriva Salvini e completa l’opera. Non è nemmeno un caso che oggi a Riace l’accoglienza ancora resiste e la mission continua senza fondi pubblici e tra mille difficolta. Questa è la risposta più forte. Oggi è stata la giornata della Procura. Ma l’ultimo capitolo si deve ancora scrivere”. Così Domenico Lucano. (ANSA)

CULTURA – Ci lascia, all’età di 76 anni, il Maestro Franco Battiato

Assuefatti dal valore eterno dell’opera, ci convinciamo ingenuamente che anche il corpo mortale del suo autore sia incorruttibile.

Per questo, ritengo che la perdita di un genio abbia un impatto amplificato.

Franco Battiato era un unicum nella magniloquente varietà di cantautori italiani.

Anzitutto, egli era un innovatore: quando ascoltai la prima volta Fetus, all’età di 15 anni, su consiglio di un compagno di liceo, rimasi strabiliato. Una dimestichezza invidiabile delle sonorità psichedeliche abbinate ad una vena progressive che era già un marchio di fabbrica nostrano, sebbene nel contesto della musica rock.

L’artista catanese proseguì una linea coerente segnata da un’indole poliedrica dalla quale guizzavano filosofia, misticismo, politica, poesia e antropologia.

Dalla suggestiva preghiera “L’ombra della luce”  – per me il testamento spirituale del Maestro – alle irriverenti rampognate nei confronti della società civile – si pensi a Bandiera Bianca o alla più recente Inneres Auge – fluisce lo spirito in ricerca dell’Uno al di sopra del bene del male (E Ti Vengo a Cercare).

Battiato snocciolava differenti culture, s’intendeva di ascetismo e – al contempo – esercitava la sua attività politica, coerentemente ad una visione monistica di cui si avverte la traccia in tutto il suo compendio, come suggerisce – ad esempio – l’espressione “l’apparente dualità” adottata nella traccia Nomadi.

Questa libertà di spirito trascendeva, ovviamente, il senso comune e la morale quotidiana; insofferente al degrado politico, definì i parlamentari italiani delle “troie disposte a tutto”. L’allora Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, decise di revocarlo dall’incarico di Assessore al Turismo.

Difficile, per un soggetto influenzato dai protocolli sociali, coniugare la gentilezza di un nobile artista con la sfrontatezza di un simile gesto. Ma è proprio in questa versatilità che si manifesta lo spirito libero, il cui potenziale intellettivo genera spontaneamente un radicalismo senza il quale appassirebbe.

Amore e libertà spogli di compromessi sono stati i tratti distintivi di un prodigio spirituale, qual era Franco Battiato.

 

 

Covid-19, aggiornate le misure di contenimento: tutte le novità

Si riportano gli aggiornamenti inerenti alle misure di contenimento del contagio da Sars-Cov2, in seguito al dialogo tra il premier Mario Draghi e la cabina di regia convocata dallo stesso:

“18 MAGGIO – Scatta il posticipo del coprifuoco, che passa dalle 22 alle 23.

22 MAGGIO – Riaprono i centri commerciali, i mercati le gallerie e i parchi commerciali nel fine settimana e riaprono anche gli impianti di risalita nelle località di montagna, che erano chiusi dall’estate scorsa.

24 MAGGIO – Riaprono le palestre, che in base al decreto del 22 aprile sarebbero dovute ripartire il 1 giugno.

1 GIUGNO – tocca a bar e ristoranti che non hanno spazi all’aperto: si potrà prendere il caffè al bancone del bar o pranzare e cenare fuori anche nei locali al chiuso, cosa quest’ultima, che non era prevista dal decreto in vigore. Possibile inoltre, tornate ad assistere ad una competizione sportiva all’aperto, con una capienza non superiore al 25% di quella consentita dall’impianto e comunque non superiore alle mille persone.

7 GIUGNO – Il coprifuoco viene posticipato di un’altra ora: si deve rientrare a casa entro la mezzanotte.

15 GIUGNO – Tornano le feste di matrimonio ma per partecipare servirà il green pass, vale a dire il certificato di avvenuta vaccinazione, di guarigione o un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti.

Sarà il Cts a definire il numero massimo di partecipanti per gli eventi all’aperto e per quelli al chiuso. Ripartono anche le fiere con la presenza di pubblico, i parchi tematici (che in base al vecchio decreto dovevano riaprire il 1 luglio) i convegni e i congressi

21 GIUGNO – Sparisce il coprifuoco

1 LUGLIO: gli ultimi a ripartire, in base alle scelte fatte, sono le piscine al chiuso, i centri termali, le sale giochi, bingo e casinò, i centri ricreativi e sociali, i corsi di formazione pubblici e privati. Sarà anche questa la data in cui si potrà tornare ad assistere ad una competizione sportiva al chiuso: la capienza sarà limitata al 25% del totale e comunque non potranno esserci più di 500 spettatori. Il 1 luglio è anche la data di ripartenza dei congressi ma si sta ragionando di anticiparla al 15 di giugno con il green pass.”(ANSA)