CALABRIA – Bruxelles ferma l’invasione tunisina, salvaguardata la filiera calabrese

Era una delle battaglie di Coldiretti e Filiera Italia. La Commissione europea dice no al raddoppio delle importazioni di olio tunisino a dazio zero, che avrebbe favorito i trafficanti di olio e penalizzato i nostri olivicoltori. Dopo la lettera inviata dalle due organizzazioni, nella quale si denunciavano i rischi connessi all’aumento del contingente tariffario per il prodotto nordafricano, il Commissario all’Agricoltura Christophe Hansen ha risposto con una missiva in cui annuncia che l’esecutivo “non prevede concessioni commerciali aggiuntive per l’olio d’oliva”. Hansen concorda con Coldiretti e Filiera Italia sulla necessità di proteggere la salute dei cittadini consumatori, facendo in modo che i prodotti importati rispettino le stesse regole a cui sono sottoposti quelli europei.

La denuncia di Coldiretti e Filiera Italia aveva seguito la proposta del Governo tunisino di rafforzare il quadro giuridico bilaterale e portare a 100.000 tonnellate annue il contingente di esportazione agevolato. La Calabria, con le sue 84mila aziende e un patrimonio unico di biodiversità olivicola, non poteva permettere un colpo mortale alla propria economia agricola. poiché nuove concessioni tariffarie avrebbero aumentato ulteriormente le importazioni di prodotto a basso costo, facendo crollare i prezzi di quello italiano.

Nel 2025 sono 600 milioni i chili di olio d’oliva straniero che hanno attraversato le frontiere italiane, deprimendo le quotazioni dell’extravergine nazionale, alimentando inganni ai danni dei cittadini consumatori e favorendo un mercato opaco in cui prosperano trafficanti di olio e pratiche illegali.

Emblematico proprio il caso dell’olio tunisino, i cui arrivi sono aumentati del 40%, con un prezzo medio di circa 3,5 euro al chilo. Un dumping che scarica sull’anello più debole della filiera il peso di una concorrenza sleale, costringendoli spesso a vendere al di sotto dei costi di produzione. Senza dimenticare i dubbi legati all’utilizzo nel Paese africano di pesticidi vietati in Europa. È una vittoria delle nostre aziende  – commenta Coldiretti -che chiedono semplicemente regole uguali per tutti

In Calabria la filiera olivicola-olearia è un asset strategico dell’agroalimentare regionale: è praticata da circa 84mila aziende, comprese quelle per autoconsumo, e vanta un patrimonio autorevole di biodiversità con oltre 100 varietà di olive coltivate su oltre 180mila ettari, con 25 milioni di piante e produzioni certificate per 3 DOP e 1 IGP. Difendere l’olio calabrese significa difendere il lavoro, la bellezza dei nostri territori e il futuro delle aree rurali

Coldiretti Calabria sottolinea come la decisione della Commissione europea rappresenti un segnale importante nella difesa del reddito degli olivicoltori e della trasparenza del mercato. È fondamentale continuare a garantire condizioni di reciprocità negli scambi commerciali, assicurando che i prodotti importati rispettino gli stessi standard ambientali e sanitari richiesti agli agricoltori europei. Solo così sarà possibile tutelare la qualità dell’olio extravergine italiano, il lavoro delle imprese agricole e il diritto dei consumatori a un’informazione chiara sull’origine dei prodotti. Ora si apre una fase nuova per rafforzare il valore dell’olio calabrese nel mondo, puntando su qualità, identità e trasparenza

Il Bergamotto di Reggio Calabria è IGP: finalmente gli agricoltori esultano

Si conclude dopo circa cinque anni il travagliato iter di approvazione dell’IGP “Bergamotto di Reggio Calabria” e i bergamotticoltori possono esultare. Il 5 febbraio 2026 il Ministero dell’agricoltura ha decretato la bocciatura di tutte le opposizioni che erano state intentate contro l’IGP e contro la pubblicazione del Disciplinare sulla Gazzetta Ufficiale da parte del Consorzio dell’olio essenziale di bergamotto di Reggio Calabria DOP presieduto da Ezio Pizzi insieme a Confagricoltura Reggio Calabria  (a firma del presidente Giuseppe Canale) e Coldiretti Reggio Calabria (a firma del direttore Gino Vulcano) e da parte della ditta Fratelli Foti.

Il 6 febbraio 2026 il Ministero ha pubblicato sul proprio sito web istituzionale il decreto dell’approvazione italiana dell’IGP con la contestuale trasmissione alla Commissione Europea della domanda di registrazione del “Bergamotto di Reggio Calabria IGP” proposta dal Comitato promotore il 5 giugno 2021. La partita dunque ora si sposta a Bruxelles per l’approvazione europea, tenendo conto che esistono ancora  ricorsi pendenti al TAR LAZIO contro l’IGP intentati sempre dal Consorzio dell’essenza DOP e che dovrebbero discutersi ad aprile, salvo ulteriori ricorsi aggiuntivi o salvo il ritiro del ricorrente o salvo la decisione di Bruxelles di approvare comunque l’IGP ritenendo infondati tali ricorsi, come altre volte è accaduto in passato.

Viva soddisfazione per il risultato ottenuto è giunto delle associazioni a sostegno dell’IGP (Copagri Calabria, Anpa Calabria-Liberi agricoltori, Conflavoro PMI, UNCI Calabria, USB Lavoro agricolo, FederAgri, Comitato dei bergamotticoltori reggini), dall’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo, delle numerose aziende della filiera  e naturalmente dall’agronomo Rosario Previtera presidente del Comitato Promotore per il Bergamotto di Reggio Calabria IGP: ”Siamo davvero tutti contenti di essere giunti alla conclusione della procedura nazionale alla quale segue immediatamente la cosiddetta fase dell’Unione per il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta.  Un lungo e complesso percorso che è stato sempre corretto e giusto a favore dei bergamotticoltori ma ostacolato a più riprese e con modalità di ogni tipo intraprese da vari soggetti in questi anni.

Come già in precedenza dichiarato, non ci preoccupavano le opposizioni contro l’IGP presentate dalla controparte a novembre e completamente smontate dalle nostre controdeduzioni a dicembre scorso, in quanto si trattava di opposizioni forzate e prive di fondamento tecnico e giuridico e a tratti letteralmente contraddittorie se non addirittura esilaranti. Tant’è che la controparte prima ha richiesto al TAR LAZIO anche una istanza cautelare urgente riproponendo proprio tali opposizioni, poi quando è stata fissata l’udienza per il 21 gennaio scorso la controparte ne ha paradossalmente richiesto il differimento. E’ stato subito evidente che le memorie difensive presentate dell’Avvocatura dello Stato per conto del Ministero in tale contesto sono state precise ed efficaci e, a nostro modesto avviso, probabilmente qualunque giudice avrebbe rigettato le richieste del ricorrente. Cosa che poi è avvenuta in sede ministeriale con la “chiusura della procedura nazionale di opposizione” della scorsa settimana.

Opposizioni e ricorsi al TAR hanno però determinato e probabilmente causeranno ancora la perdita di ulteriore tempo prezioso a discapito della filiera bergamotticola, quella vera e produttiva che vuole commercializzare il prodotto fresco con il marchio IGP in Italia e in Europa. Cinque anni di beghe burocratiche e legali hanno fino a questo momento impedito l’ottenimento del marchio di qualità IGP per il prezioso Bergamotto di Reggio Calabria, a discapito di centinaia di agricoltori e a favore del mantenimento di una consolidata e storica posizione di vantaggio da parte di una ristrettissima lobby a tutti nota e, sopratutto, senza alcuna rappresentatività per come è stato più volte dimostrato. L’abnorme ritardo accumulato ha inoltre causato importanti perdite economiche per gli agricoltori e una dilatazione eccessiva dei tempi utili di ogni campagna produttiva trascorsa, per almeno un triennio,  che ha impedito alla filiera bergamotticola di usufruire di numerose opportunità commerciali e di finanziamento limitandone le possibilità di sviluppo e innovazione.

Ci aspettiamo dalla controparte ulteriori inutili e dispendiosi ricorsi sia al Tar Lazio sia probabilmente al Tribunale della Corte di Giustizia dell’UE tanto per continuare solamente a procrastinare l’approvazione dell’IGP da parte di Bruxelles e continuare a non mollare le ricche e inossidabili poltrone. Confidiamo che la Commissione Europea possa comunque procedere velocemente con la conclusione dell’iter di approvazione al di la dei ricorsi pendenti. Pertanto il Comitato Promotore ha già intrapreso una raccolta fondi pubblica per sopperire alle spese legali necessarie per sostenere la difesa dell’IGP in giudizio. Stanno aderendo produttori, simpatizzanti e semplici cittadini non solo reggini e addirittura dall’estero. Così come stiamo ricevendo solidarietà da più parti e ci giungono interessanti proposte di collaborazione per la raccolta fondi che stiamo valutando attentamente.

Tra queste vi sarà prossimamente l’organizzazione di una cena di autofinanziamento, specifica e a tema, presso il noto ristorante della legalità “L’Accademia gourmet” dello chef Filippo Cogliandro nel centro storico di Reggio Calabria a pochi passi dal museo e dal lungomare, proprio di fronte l’area di Rada Giunchi dove nel 1750 fu impiantato il primo bergamotteto. Al termine di questa incredibile vicenda di riscatto sociale e a dir poco rivoluzionaria, verranno quantificati tutti i danni subiti direttamente e indirettamente dagli agricoltori e più di qualcuno, in qualità di responsabile e di corresponsabile secondo la legge italiana sui procedimenti collettivi, dovrà in solido risarcire grandemente l’intera comunità bergamotticola dell’area vocata reggina”. Grande soddisfazione anche per il parlamentare europeo Denis Nesci: ”Accolgo con soddisfazione la conclusione della procedura nazionale per la registrazione dell’Indicazione Geografica Protetta “Bergamotto di Reggio Calabria”. Il via libera definitivo, rilasciato il 6 febbraio 2026 dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, rappresenta un passaggio istituzionale di rilievo e il compimento di un iter avviato nel 2021, che riconosce formalmente il valore di una filiera strategica per il territorio. Il riconoscimento dell’IGP certifica il legame indissolubile tra qualità, reputazione, storicità del prodotto e specificità geografica dell’area di Reggio Calabria, rafforzando la tutela dell’autenticità, contrastando fenomeni di imitazione e offrendo maggiori garanzie economiche e prospettive di sviluppo ai produttori.

Si apre ora la fase europea del procedimento. In qualità di europarlamentare, seguirò con attenzione il dossier nelle sedi competenti, impegnandomi affinché il riconoscimento dell’IGP sia conseguito anche a livello dell’Unione europea nel più breve tempo possibile. Un impegno istituzionale orientato alla tutela degli interessi della filiera e alla piena valorizzazione internazionale di un’eccellenza del Made in Italy”. Per Francesco Macrì, presidente di Copagri Calabria: “E’ stata dura ma ce l’abbiamo fatta, come avevamo previsto: solo una questione di tempo. Purtroppo di tempo perso. Più volte si è parlato di guerra del bergamotto. Ma in realtà gli sconfitti a causa del tempo sprecato sono i bergamotticoltori che non hanno potuto usufruire dei benefici che può apportare al valore del prodotto un marchio IGP. Molti che ci hanno osteggiato oggi si sono defilati o provano a salire sul “carro dei vincitori”: non precludiamo alcuna possibilità di partecipazione a nessuno poiché la filiera bergamotticola è di tutti e soprattutto di coloro che vogliono operare con trasparenza e lungimiranza. Ci piacerebbe che la controparte anzicchè continuare a spendere soldi con inutili e ulteriori ricorsi al TAR li ritirasse in buon ordine, dimostrando non certo debolezza ma maturità e vera voglia di unità per un nuovo corso della bergamotticoltura di qualità”. Pino Mangone presidente di ANPA – Liberi Agricoltori Calabria sostiene che ”la pressante azione di contrasto messa in atto dai nemici dei bergamotticoltori reggini ha sicuramente rallentato l’iter per il riconoscimento dell’IGP, soprattutto per quanto riguarda gli adempimenti del MASAF ma non è servita a scoraggiare i produttori che, viceversa, con il sostegno delle organizzazioni professionali e dei vari movimenti a sostegno del Comitato Promotore, in questi lunghi cinque anni, hanno continuato a battersi per la giusta causa del riconoscimento. Con l’IGP si chiude una fase storica caratterizzata dal controllo economico e sociale del settore del bergamotto da parte di gruppi di potere che hanno sempre fatto i loro interessi a discapito dei produttori e se ne apre un’altra dove i bergamotticoltori potranno organizzarsi per essere protagonisti del presente e per il futuro.

ANPA – Liberi Agricoltori Calabria,  naturalmente, continuerà ad essere al loro fianco. Un ringraziamento a tutti coloro i quali si sono impegnati e, in particolare, al dott. Rosario Previtera per l’impegno, la professionalità e la tenacia mostrate in tutti questi anni”. Lidia Chiriatti presidente di Nuova UNCI Calabria afferma:”Non importa quanto sia durata, il movimento cooperativo calabrese è abituato alle battaglie. Questa per il riconoscimento IGP del Bergamotto di Reggio Calabria, è stata lunga, pesante e a volte avvilente ma mai demotivante anche perché intrisa di speranza e di voglia di riscatto sociale. Sapevamo che prima o poi le fatiche rese, le risorse impiegate e soprattutto la tenacia degli agricoltori reggini e delle loro rappresentazioni ci avrebbero consentito di raggiungere un traguardo d’eccellenza che non consideriamo un punto di arrivo ma un vero punto di partenza verso nuovi progetti, nuove strade che percorreremo con l’ambizione e la consapevolezza di essere riusciti a consacrare il Bergamotto di Reggio Calabria come simbolo di identità della nostra terra in Europa”. Aurelio Monte di USB Lavoro Agricolo è lapidario: ”Chi si è schierato dalla parte sbagliata della storia dovrebbe fare un passo indietro e chiedere scusa per le lungaggini e i danni provocati in tutti i modi possibili.  Ne abbiamo viste, lette e ascoltate davvero di tutti i colori,  compreso i ricatti in merito al minacciato mancato acquisto dei frutti o alla mancata lavorazione del prodotto, qualora non ci si fosse schierati “contro” l’IGP.

E ancora oggi davanti all’evidenza qualcuno continua a divulgare false motivazioni e finte notizie tecniche rispetto al Disciplinare dell’IGP, all’iter di riconoscimento e così via. Un Disciplinare condiviso e approvato da più di 300 agricoltori oltre che dal Ministero nella ormai storica Riunione di pubblico accertamento avvenuta il 28 gennaio 2025 alla Cittadella regionale di Catanzaro. Anche di fronte alla bocciatura delle opposizioni presentate contro l’IGP e all’invio del dossier a Bruxelles per l’approvazione finale da parte del Ministero dell’agricoltura, ritengo, sperando di sbagliare, che i nemici del bergamotto continueranno a farci perdere tempo con ulteriori ricorsi e contestazioni: è assurdo come pochi soggetti impediscono lo sviluppo atteso e preteso da centinaia di agricoltori.

Ed è ancora più scandaloso che chi di dovere tra Regione, Ministero, organi deputati continuino ad ignorare come la costosa gestione dei vari consorzi bergamotticoli esistenti, rimanga in mano alle medesime persone che nulla fanno per lo sviluppo reale della filiera ormai da decenni”. Antonino Merenda presidente di FederAgri Reggio Calabria dichiara soddisfazione per il risultato raggiunto: ”i nostri bergamotticoltori ringraziano il Comitato Promotore per quanto fatto fino ad ora consci di poter produrre, in un imminente futuro, un Bergamotto di Reggio Calabria con il marchio di qualità IGP, certamente il più ambito per gli agrumi e l’ortofrutta in genere. E’ un importante viatico per l’esportazione di questo frutto identitario fuori dai confini regionali e nazionali come è giusto che sia: troppi anni sono trascorsi nell’immobilismo del settore e nel disinteresse generale. Finalmente anche i nostri agricoltori potranno avvantaggiarsi come gli altri agrumicoltori italiani ed europei che producono secondo i sistemi di qualità”.

Per Peppe Falcone del Comitato dei bergamotticoltori reggini occorre andare avanti: ”Con buona pace dei numerosi pseudo-esperti di bergamotto, di DOP e IGP, sui social e sul web si è conclusa la fase più importante del riconoscimento dell’IGP Bergamotto di Reggio Calabria. Non mi aspetto che gli oppositori, vivi e vegeti e soprattutto ricchi viste le consistenti spese legali necessarie per affrontare diversi ricorsi al TAR, si mettano una mano sulla coscienza e diventino consapevoli dei danni procurati in questi anni, al punto di smetterla: farebbero più figura certamente a questo punto della storia. Mi riferisco ai soggetti ricorrenti e alle associazioni e agli enti e a quei politici, poi spariti, che li hanno sostenuti al buio fin dall’inizio senza leggere, approfondire, studiare i documenti, i Disciplinari, le norme e sostenendo posizioni e facendo dichiarazioni solo sulla base del sentito dire. E ancora oggi questo succede a distanza di cinque anni, incredibilmente: affermazioni e notizie senza fondamento vengono divulgate in piazza, nei bar, nelle poco partecipate riunioni, sui giornali e nei ricorsi! Stiamo immaginando che i danni provocati da questi signori in almeno tre anni, siano peggiori di quelli causati dal maltempo e dalla crisi climatica, per i cui ristori promessi nel 2023 dalla Regione e da alcuni politici locali non sono mai arrivati… semplicemtne perché mai richiesti al ministero competente! Pertanto stiamo approfondendo con alcuni legali specializzati, per come consentito dalla legge italiana,  di intraprendere una vera e propria Class Action per far ottenere i risarcimenti per i danni economici causati alle centinaia di agricoltori dai ritardi inconcepibili provocati dalle azioni temerarie di alcuni soggetti e di alcuni enti contro l’iter di approvazione dell’IGP. Siamo a febbraio 2026 e la prossima udienza al Tar Lazio per il ricorso intentato dal Consorzio dell’olio essenziale DOP sarà ad aprile salvo eventuali rinvii come spesso accade, senza contare eventuali altri ricorsi che i ricorrenti potranno intentare contro l’approvazione italiana dell’IGP e chissà anche al Presidente della Repubblica cosi come consentito e magari in futuro anche al Tribunale della Corte di giustizia dell’Unione Europea visto che ci siamo. Il cronometro è partito. Non si può tornare indietro ma ci si può fermare in tempo!”.

Il Bergamotto di Reggio Calabria con l’IGP entra nella IG Economy europea

Grandi novità per il comparto bergamotticolo reggino si profilano all’orizzonte dopo la pubblicazione del Disciplinare di produzione del Bergamotto di Reggio Calabria IGP sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (GURI) n. 241 del 16 ottobre 2025. “Il Bergamotto di Reggio Calabria IGP. Ritorno al futuro: da una storia di profumi alla IG Economy” è il titolo dell’evento che si terrà giovedì 30 ottobre 2025 a partire dalle ore 9,00 presso l’aula magna “Saverio Nesci” al Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria. Il convegno è organizzato dal “Comitato promotore per il Bergamotto di Reggio Calabria IGP e la sua tutela e valorizzazione” A.T.S. unitamente ad enti, istituzioni ed associazioni per guardare al futuro del cosiddetto “oro verde” e celebrare la conclusione dell’iter di ottenimento del marchio di qualità IGP – Indicazione Geografica Protetta con la pubblicazione su Gazzetta Ufficiale. Se non vi saranno opposizioni a tale pubblicazione, come consentito per legge entro il 15 novembre prossimo, il Ministero dell’Agricoltura procederà immediatamente a trasmettere la richiesta di riconoscimento alla Commissione Europea per l’approvazione finale. L’evento tecnico-divulgativo in programma sancisce la conclusione del lungo e travagliato iter intrapreso nel 2021 dal Comitato promotore che oggi conta più di 500 aziende nella propria compagine, e vuole esaltare l’importanza dell’agrume il cui valore potrà finalmente tornare a crescere assumendo l’importanza che ha avuto in un tempo non molto lontano.  Numerosi risultano i patrocini ricevuti: Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria, Città Metropolitana di Reggio Calabria, Regione Calabria, Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Reggio Calabria, Collegio dei periti agrari e periti agrari laureati della Città Metropolitana di Reggio Calabria (che rilascerà anche i Crediti formativi per i frequentanti l’evento), Collegio degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati  della Città Metropolitana di Reggio Calabria, GAL Terre Locridee, GAL Area Grecanica, Copagri Calabria, Anpa Calabria – Liberi Agricoltori, Unci Calabria, Confalvoro Agricoltura. Saranno presenti le rappresentanze del Comitato dei bergamotticoltori reggini, dei consorzi di tutela delle IGP “Cipolla rossa di Tropea Calabria”, “Patata della Sila”, “Arancia rossa di Sicilia”, dell’Accademia internazionale del Bergamotto di Reggio Calabria, dell’Associazione della Dieta Mediterranea di riferimento – Nicotera, di CSQA Certificazioni e delle associazioni e soggetti collettivi di produttori come Op Frujt, Coop. Bergamia, Consorzio BioAssoberg, Associazione produttori Terre del Sant’Agata. Si prevede inoltre la presenza e gli interventi dei sindaci interessati nonché di enti ed altre associazioni del territorio. L’evento intende delineare il futuro innovativo della filiera bergamotticola a marchio IGP secondo quanto previsto dagli orientamenti comunitari che guidano i produttori, i nuovi Consorzi di tutela e gli stake-holders proprio verso la cosiddetta “IG economy” per come previsto dal nuovo Reg. UE 1143/2024 entrato in vigore a maggio 2024: integrazione delle produzioni di qualità con il turismo e la valorizzazione del territorio nonchè con la biodiversità e soprattutto con la sostenibilità agricola e accentuando l’interdisciplinarietà per garantire lo sviluppo rurale e le prospettive globali, ovvero extra UE, delle Indicazioni Geografiche (IGP, DOP, STG) sempre più richieste insieme ai prodotti BIO. Il convegno moderato dal giornalista e saggista Massimo Tigani Sava consta di cinque sessioni con vari interventi. Dopo i saluti del Direttore del Dipartimento di Agraria Marco Poiana e del sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà prenderà il via la prima sessione “I prodotti identitari e la IG Economy” con gli interventi di: Francesco Macrì presidente GAL Terre Locridee e presidente Copagri Calabria, Giuseppe Bombino presidente GAL Area Grecanica, Antonino Sgrò presidente Federazione regionale degli Ordini dei Dottori agronomi e dei Dottori forestali della Calabria,  Liliana Cirillo  presidente del Collegio dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Giuseppe Colosi presidente del Collegio degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati di Reggio Calabria. La seconda sessione dal titolo “La tutela per le indicazioni geografiche” prevede gli interventi dell’agronomo e presidente del Comitato Promotore Rosario Previtera che tratterà “l nuovi Consorzi di tutela delle IG con il Reg. UE 1143/2024 fra turismo, biodiversità, climate change”, dell’agrotecnico Enrico Ligato che illustrerà “Il Disciplinare di produzione del Bergamotto di Reggio Calabria IGP (G.U. n. 241 del 16 ottobre 2025)”, dell’agronomo di CSQA Certificazioni Gaetano Mercatante che si soffermerà su “La certificazione di qualità e il piano dei controlli”. La terza sessione riguarderà le “Testimonianze” con gli interventi di: Simone Saturnino, agronomo funzionario ARSAC per la “Cipolla rossa di Tropea Calabria IGP”, Pietro Tarasi presidente del Consorzio di tutela“Patata della Sila IGP”, Elena Albertini vicepresidente del Consorzio di tutela ”Arancia Rossa di Sicilia IGP”, Alfredo Focà direttore del Comitato Scientifico dell’Accademia Internazionale del Bergamotto di Reggio Calabria. La quarta sessione “L’associazionismo per lo sviluppo della filiera bergamotticola” prevede gli interventi di Giuseppe Arone, vicepresidente Copagri Calabria, di Giuseppe Falcone e Aurelio Monte del Comitato dei bergamotticoltori reggini, di Vincenzo Benedetto delegato UNCI Calabria, di Giuseppe Mangone presidente Anpa Calabria – Liberi Agricoltori. Seguono gli interventi dei sindaci presenti, di enti e delle altre associazioni del territorio interessate. Le conclusioni sono affidate a Gianluca Gallo consigliere regionale, già assessore all’agricoltura della Regione Calabria e a Denis Nesci, Parlamentare europeo, Commissione per lo sviluppo regionale. Al termine dell’evento, presso la terrazza della caffetteria, è previsto il “Buffet e cooking show per il Bergamotto di Reggio Calabria”: le degustazioni del menu a base di bergamotto con funzione nutraceutica saranno a cura dello chef executive Enzo Cannatà, ambasciatore della Dieta Mediterranea mentre i drink e i cocktail al bergamotto saranno realizzati dal bar manager Marco Pistone.

REGGIO – La lettera aperta di una cittadina al GOM di Reggio Calabria: “Quando la sanità pubblica è eccellenza, umanità e coraggio”

In un periodo come quello che stiamo vivendo, in cui prevale un senso di forte avversione, direi quasi di repulsione nei confronti dei ritardi e dei disservizi del sistema sanitario pubblico ritengo doveroso condividere l’esperienza vissuta nel reparto di ortopedia del GOM di Reggio Calabria ed elogiare la professionalità di medici, infermieri, OSS, volontari e tutto il personale che vi gravita ed in cui l’elevata qualità dell’assistenza sanitaria si è unità all’umanità, al garbo e al rispetto, virtù a mio avviso fondamentali e insostituibili per chi esercita la professione sanitaria e grazie alle quali la cura, da mera prestazione sanitaria, diventa una missione nobile.

Lo scorso 19 maggio, mia figlia ha subito la lussazione di radio e ulna del gomito destro con la frattura dell’epicondilo mediale omerale, in sintesi una delle peggiori fratture al gomito, pertanto, accompagnata al pronto soccorso dai soccorritori del 118, è stata accolta dal reparto di ortopedia in cui, nonostante le condizioni di superlavoro alle quali sono sottoposti i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari è stata subito assistita dalla dott.ssa Falcone Caterina che ha prontamente ridotto la lussazione del gomito unendo alla professionalità e tempestività un garbo delicato nei confronti della ragazza. Purtroppo però, nonostante la riduzione della lussazione, permaneva la frattura dell’epicondilo mediale omerale, per cui è stato necessario sottoporla ad intervento chirurgico.

Fortuna ha voluto che l’intervento sia stato eseguito dai dottori Scordino Francesco ed Alessio Morena, figure di  indescrivibile professionalità e altissima competenza specialistica. Subito dopo l’intervento e fino ad oggi, durante tutto l’iter incerto e tortuoso del post-operatorio, mia figlia è stata sempre seguita e curata dal dottore Alessio Morena, la cui professionalità, competenza, rispetto, sensibilità ed empatia hanno alleggerito la pesantezza del motivo per cui fosse ricoverata. È stato meraviglioso constatare come il fattore umano oltre a quello medico e specialistico dia valore alla prestazione specialistica. La presa in carico da parte di questo dottore di eccezionale solidarietà, oltre che di indescrivibile professionalità, mi ha permesso di rivalutare il concetto di contatto che non pensavo esistesse più in una sanità fatta di numeri e risultati prima che di persone.

Umanità e empatia che ho poi, con meraviglia, ritrovato anche nella sinergia con il personale infermieristico.

Questa è la sanità che piace, quella che riesce in modo naturale a prendersi cura del paziente, di questo sono capaci i bravi medici, i veri gioielli della sanità, concentrati di competenza e gentilezza, che sono la prova tangibile che anche qui può esistere una buona sanità e che ognuno di noi, lasciandosi dietro pregiudizi, può cominciare ad avere fiducia.

In conclusione, con queste poche umili, ma dettate dal cuore, righe tengo davvero ad esprimere gratitudine per questa pagina di vita positiva e ad evidenziare come, grazie a questi professionisti, il sentimento di paura che si prova ad affrontare queste circostanze si trasforma in coraggio perché ci si rende conto di non essere soli ed essere nel posto giusto.

Con viva ammirazione e profonda gratitudine

Viviana Fedele

REGGIO – Ritrovata in buone condizioni fisiche la 15enne Giorgia De Nuccio

E’ una storia a lieto fine quella della quindicenne reggina ritrovata nel pomeriggio del 29 luglio u.s. dagli uomini della Polizia di Stato.

I suoi genitori avevano dato l’allarme il 18 luglio scorso, quando della ragazzina si era persa ogni traccia.

Con il coordinamento della Procura dei Minorenni guidata del Dr. Di Palma, sono state, quindi, immediatamente avviate le prime ricerche da parte degli agenti dell’Ufficio Volanti della Questura reggina che hanno sentito gli amici più stretti della minore senza però ottenere notizie utili al rintraccio.

Con il trascorrere dei giorni, non potendosi escludere alcuna ipotesi sulla sorte della ragazzina, la situazione è diventata sempre più preoccupante.

Le indagini, quindi, sono state assunte dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, retta dal Procuratore f.f. Dr. Giuseppe Lombardo, che ha delegato la Squadra Mobile mettendo in campo un imponente dispositivo di monitoraggio nei confronti di parenti e amici della quindicenne.

Esclusa l’ipotesi che la minore potesse aver lasciato la città, l’attenzione della Procura e della Squadra Mobile si è concentrata su un’abitazione del centro cittadino dove, con il costante coordinamento dei magistrati reggini, i poliziotti sono entrati nell’ immobile e hanno ritrovato la ragazza in buone condizioni fisiche.

L’ufficio, da oggi diretto dal Procuratore Dr. Giuseppe Borrelli, ha disposto tutta una serie di approfondimenti finalizzati a ricostruire nel dettaglio le fasi dell’allontanamento.

CROTONE – Tartaruga marina salvata da un’Agente della Polizia di Stato

Nel pomeriggio di ieri 20 luglio 2025, nelle acque antistanti San Leonardo di Cutro, l’Agente Scelto Luigi Palmieri ha salvato un esemplare di tartaruga marina Caretta Caretta in grave difficoltà, con un grosso amo conficcato nella bocca.

L’operatore di Polizia, libero dal servizio, ha notato, a circa mezzo miglio dalla costa, la testuggine in mare visibilmente sofferente. Dopo essersi avvicinato con cautela, ha compreso subito la gravità della situazione ed è intervenuto tempestivamente.

Lo stesso ha assicurato la Caretta Caretta e l’ha trasportata a nuoto fino a riva mettendola in sicurezza. Successivamente è stata allertata la Capitaneria di Porto, che ha coinvolto il WWF per il recupero dell’esemplare, che è stato sottoposto alle cure necessarie.

La Caretta Caretta è una specie protetta e in via di estinzione e ogni intervento a sua tutela rappresenta un prezioso contributo alla conservazione dell’ecosistema marino.

L’intervento segna l’attenzione che la Polizia di Stato ha verso la cura e la tutela degli animali.

BUONA NOTIZIA – Felice Venanzi, il vincitore del primo campionato del Bergamotto in pasticceria

E’ Felice Venanzi, pasticciere e co-titolare della Pasticceria Grué di Roma, ad essersi aggiudicato il Campionato Italiano del Bergamotto di Reggio Calabria in Pasticceria competizione promossa da APEI – Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana.

 

Nato con l’obiettivo di valorizzare il bergamotto di Reggio Calabria, simbolo identitario della regione e ingrediente d’eccellenza della pasticceria italiana contemporanea, il contest ha portato in finale dieci professionisti selezionati tra 32 candidati provenienti da tutta Italia. La giuria, composta dal Maestro Iginio Massari, dai pluripremiati Maestri francesi della pasticceria Pascal Lac e Thierry Bamas, dall’Executive Pastry Chef di Harrods a Londra Markus Bohr, ha assaggiato sul palco dell’Arena dello Stretto dieci creazioni di ognuno dei dieci finalisti che hanno presentato due dolci ciascuno a scelta tra tre tipologie ammesse: torta da credenza, lievitato e torta gelato. I criteri di valutazione della giuria sono stati il gusto, la tecnica, l’estetica e la valorizzazione del bergamotto di Reggio Calabria, in un equilibrio tra innovazione, maestria e rispetto del territorio.

 

Felice Venanzi ha trionfato con le creazioni “Gioia Reggina” (torta a base frolla al bergamotto e pistacchio, cake al mandarino e bergamotto e gelatina di mango e bergamotto), e “Bergamìa” (torta gelato con pan di spagna, semifreddo al mandarino e bergamotto, gelato al pistacchio e semifreddo al cioccolato bianco e vaniglia). Classe 1983, Venanzi è uno dei due volti dietro Grué, la pasticceria romana che dal 2014 ha portato una ventata di freschezza nel mondo dolce della Capitale alzando definitivamente l’asticella della qualità. Ex studente di Scienze Politiche, ha scelto di cambiare strada per seguire la passione per la pasticceria, trasformandola in mestiere.

Ogni pasticcere ha realizzato anche 1.000 pezzi di uno dei due dolci per il pubblico presente, che ha decretato il proprio preferito proprio nella creazione “Gioia Reggina” di Felice Venanzi. A completare il quadro è arrivato il giudizio della giuria stampa, composta da giornalisti del settore gastronomico e culturale, che ha incoronato, invece, il calabrese Valentino Rizzo della Pasticceria San Francesco di Spezzano della Sila.

 

«Ammetto che mi sono pian piano appassionato al bergamotto, spinto dall’entusiasmo di mettermi alla prova con questo agrume straordinario – spiega Felice Venanzi -. Sono fiero di questo premio, che condivido con mia moglie Marta Boccanera, e sono fiero di portare queste creazioni nella nostra pasticceria di Roma, per allargare la conoscenza del bergamotto oltre i confini della Calabria».

 

«Abbiamo portato alla ribalta nazionale un’altra delle eccellenze che il mondo deve invidiarci – commenta il Maestro Iginio Massari, ideatore e promotore del primo Campionato del Bergamotto di Reggio Calabria in pasticceria -. Sono stato particolarmente soddisfatto della risposta del pubblico reggino, ma soprattutto di aver trasmesso curiosità e passione intorno a questo prodotto anche ai colleghi internazionali che sono intervenuti con me in giuria».

Il Campionato è stato organizzato da APEI con il patrocinio della Regione Calabria e del Museo Nazionale del Bergamotto. Ulteriori info su apeiitalia.it.

 

REGGIO – Donazione multi organo: il dono come ultimo eroico gesto.

Nei giorni scorsi, al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, è stato portato a termine con successo un delicato intervento chirurgico finalizzato all’espianto ed al conseguente trapianto multiorgano da una paziente di 71 anni.

La donna, arrivata in Ospedale in condizioni disperate, è deceduta nonostante l’appropriato trattamento intensivo eseguito presso la U.O.C. Terapia Intensiva e Rianimazione, diretta dal dr. Sebastiano Macheda.

All’accertamento della morte cerebrale della donna, ed alla luce dell’acquisizione della non opposizione al prelievo d’organi e del prezioso supporto della famiglia, è stata attivata la macchina di approfondimenti sul potenziale donatore per la valutazione dell’idoneità e della successiva assegnazione degli organi. Grazie alla interazione sinergica ed efficace tra la Terapia Intensiva e il Centro Regionale Trapianti, coadiuvati dalle altre unità operative coinvolte negli esami e nelle attività di consulenza, gli approfondimenti hanno avuto buon esito.

Lo scorso 21 giugno si è così concretizzato il prelievo multiorgano di cuore, fegato, reni e cornee ad opera dell’équipe chirurgica del G.O.M..

Una storia di straordinaria ed eroica normalità, caratterizzata da sinergia e buon funzionamento della macchina organizzativa e dai voli notturni delle équipe di prelievo, che fa fiorire nel terreno di un dramma familiare la pianta feconda della donazione.RE

REGGIO – I Carabinieri Forestali soccorrono una volpe catturata con trappola abusiva

I Nuclei Carabinieri Forestale di San Roberto e Sant’Eufemia di Aspromonte, a seguito di segnalazione di privato cittadino, sono intervenuti in Località “Ficarelle” in Agro del Comune di Campo Calabro soccorrendo un esemplare di Volpe.

La bestiola è stata trovata con una zampa anteriore impigliata a un laccio di cavo d’acciaio illegale. Il cavo era collegato ad una catena apposta al tronco di un albero di ulivo e, con un sistema di molle, ha bloccato la volpe stringendo sempre di più la zampa. L’animale si muoveva cercando invano di liberarsi.

Nella zona sono stati trovati evidenti tracce di mais utilizzato per foraggiare gli animali selvatici e attirarli in trappola; sistema generalmente utilizzato per la cattura di cinghiali selvatici.

Il pronto intervento dei Carabinieri Forestali ha permesso, grazie alla collaborazione di un Medico Veterinario collaboratore della Sezione ENPA di Reggio Calabria e del suo Commissario straordinario, di valutare le condizioni di salute della volpe.

L’animale è stato prima immobilizzato per appurare l’assenza di eventuali fratture e, poi, è stato liberato e restituito al suo habitat naturale.

La trappola illegale è stata posta in sequestro e i Militari hanno segnalato alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria i reati di divieto di utilizzo di trappole, reti, tagliole, lacci, archetti o congegni similari nonché del divieto di foraggiamento dei cinghiali, come previsto dalla Legge 157 del 1992.

Le indagini sono in corso per individuare i responsabili.

La volpe, dopo il lupo, è il mammifero carnivoro selvatico più grande diffuso in Calabria raggiungendo, in età adulta anche i 45 cm. di altezza e un peso di 10 Kg.

La volpe rossa europea (vulpes vulpes crucigera) è una sottospecie della volpe comune e ha diffusione anche in prossimità di centri abitati.

Animale particolarmente schivo e notturno è utile anche all’agricoltura poiché si nutre anche di roditori e invertebrati infestanti.

L’attività dei Carabinieri Forestali è volta a contrastare ogni forma illegale di caccia e di preservare gli ambienti naturali e gli animali selvatici da catture non consentite.

Si precisa che il presente procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari per cui ogni valutazione è da considerare allo stato degli atti e fatte salve le successive valutazione di merito. 

CALABRIA – Il Premio UNESCO “For Women in Science” 2025 a una giovane ricercatrice dell’Unical

La studiosa del dipartimento di Fisica Alexa Guglielmelli tra le sei vincitrici della XXIII edizione italiana del Premio L’Oréal-UNESCO. La cerimonia si è svolta a Milano alla presenza della ministra Bernini

Per la prima volta una ricercatrice dell’Università della Calabria riceve il prestigioso Premio L’Oréal-UNESCO “For Women in Science” Young Talents Italia. Si tratta di Alexa Guglielmelli, assegnista di ricerca presso il dipartimento di Fisica, premiata per il progetto “BIO-META: Biointegrated Metasurfaces for Chiral Liquid Biopsy”, dedicato allo sviluppo di biosensori ottici innovativi per il riconoscimento molecolare di biomarcatori chirali. Molecole che, come le nostre mani, sono speculari ma non sovrapponibili e che possono avere effetti molto diversi nell’organismo umano. L’attività di ricerca di Guglielmelli punta a realizzare strumenti diagnostici non invasivi ad alta precisione, con potenziali ricadute di rilievo in ambito biomedicale.

IL PREMIO. Il programma “L’Oréal Italia Per le Donne e la Scienza” è giunto alla sua ventitreesima edizione ed è assegnato a ricercatrici d’età inferiore ai 35 anni laureate in discipline nell’area delle scienze della vita e della materia, incluse ingegneria, matematica e informatica. La giuria, presieduta dalla professoressa Lucia Votano – dirigente di ricerca emerita presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – ha selezionato le sei vincitrici tra oltre seicento candidature pervenute.

La cerimonia di premiazione si è svolta ieri, lunedì 16 giugno, presso la sede del Comune di Milano, alla presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, dell’ambasciatore di Francia in Italia, Martin Briens, e di rappresentanti delle istituzioni scientifiche e accademiche italiane.

LA RICERCA. Nello specifico, il progetto premiato di Alexa Guglielmelli affronta la sfida della distinzione tra molecole chirali, apparentemente identiche ma “percepite” in modo completamente diverso dal nostro organismo. Queste molecole esistono in due forme, dette enantiomeri, uno destro e uno sinistro. Pensando a un farmaco, una forma può avere un effetto terapeutico, mentre l’altra può risultare inefficace o addirittura dannosa. Per questo è fondamentale saperle riconoscere e distinguere con precisione.

Alexa Guglielmelli sta lavorando a speciali sensori ottici capaci di identificare i due enantiomeri, sfruttando superfici nanostrutturate composte da minuscole strutture d’oro con peculiari proprietà ottiche. Quando una molecola chirale entra in contatto con queste superfici, la luce cambia comportamento, e questo cambiamento può essere “letto” e analizzato.

Grazie a queste tecnologie sarà possibile, ad esempio, analizzare facilmente anche campioni di sangue, aprendo la strada a diagnosi più semplici, rapide e non invasive, oltre a garantire un migliore controllo sull’efficacia e la sicurezza dei medicinali.

IL PERCORSO. Alexa Guglielmelli, 34 anni, ha conseguito la laurea in Fisica con lode presso l’Università della Calabria nel 2017, con una specializzazione in Biofisica Molecolare. Ha poi conseguito il dottorato di ricerca sempre all’Unical nel 2021, focalizzandosi sull’applicazione della conversione luce-calore mediata da nanoparticelle di oro per scopi biomedici. Durante il dottorato ha svolto un periodo di ricerca presso l’Optics Laboratory dell’École Polytechnique Fédérale de Lausanne.

Dal 2021 è post-doc presso l’Università della Calabria nel Nanoscience Laboratory for Human Technologies diretto dal prof. Giuseppe Strangi. In questi anni, la sua ricerca si è concentrata sullo sviluppo e la caratterizzazione di piattaforme ottiche ad alta sensibilità e specificità per il riconoscimento di molecole chirali in fluidi complessi.

Per l’Università della Calabria, questo risultato rappresenta un importante riconoscimento della qualità della ricerca svolta nei propri laboratori e testimonia il valore della formazione dei giovani talenti nel campo delle tecnologie avanzate.