COSENZA – Arrestato latitante internazionale marocchino di 34 anni

A seguito di complesse e sofisticate indagini, personale della D.I.G.O.S. della Questura di Cosenza, coordinata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione del Dipartimento della P.S. e su disposizione della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro, ha tratto in arresto il latitante marocchino di anni 34 T. H., rintracciato nella contea inglese di South Yorkshire del Regno Unito. La cattura è avvenuta in esecuzione del mandato di arresto disposto secondo il recente Trade and Cooperation Agreement, siglato tra Italia e Gran Bretagna post Brexit, avanzato dalla predetta Procura Generale nei confronti del latitante, già condannato in via definitiva con pronuncia della Suprema Corte di Cassazione ad una pena di anni 5 e mesi 6 per violenza sessuale, lesioni personali e maltrattamenti in famiglia.

Le Autorità Inglesi in data 20/10/2021 hanno disposto l’estradizione del predetto cittadino marocchino che è stato preso in consegna dalle Autorità di Polizia Italiane presso lo scalo aeroportuale di Milano – Linate, presente tra queste il personale della Digos della Questura di Cosenza che ha svolto le indagini per il suo rintraccio, ed associato alla Casa Circondariale di Pavia come disposto dall’A.G. competente.

In particolare nell’ambito di una complessa attività di indagine tesa al contrasto di reiterate condotte illecite commesse da appartenenti ai locali movimenti antagonisti e centri sociali, ed in particolare dal movimento di occupazione per la casa “PRENDOCASA Cosenza”, la Digos della Questura di Cosenza nel mese di giugno del 2018 segnalava all’Autorità Giudiziaria diversi soggetti, tra cui il cittadino marocchino T. H., ritenuti responsabili di vari reati fra cui associazione a delinquere finalizzata all’occupazione di edifici, violenza privata, lesioni personali, danneggiamento, furto aggravato continuato di energia elettrica e detenzione di armi.

Lo straniero, che di fatto era alloggiato con la sua compagna e i due figli minori all’interno di uno di questi stabili abusivamente occupati, nel contempo si era reso responsabile di reati gravi tra cui violenza sessuale continuata e lesioni personali nei confronti della donna e di maltrattamenti in famiglia e per tale motivo, dopo la denuncia sporta dalla compagna, nel mese di dicembre del 2018 era stato raggiunto da ordinanza di misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Cosenza e associato al carcere cittadino.

Dopo un periodo di detenzione di circa 11 mesi, il T. H. era poi stato posto agli arresti domiciliari presso l’abitazione della madre ma dopo qualche settimana si era sottratto alla misura rendendosi di fatto irreperibile, fino a far perdere definitivamente le sue tracce.

Per tale violazione il GIP del Tribunale di Cosenza aveva emesso l’ordine di sostituzione della misura degli arresti domiciliari con la misura cautelare in carcere, disponendone quindi la  cattura.

Nel prosieguo delle fasi processuali relative al suindicato procedimento penale “Prendocasa”, tuttora in corso presso il Tribunale di Cosenza, essendo stata confermata l’irreperibilità di T. H., l’organo giudicante ne dichiarava lo stato di latitanza.

In ragione di ciò, veniva avviata una serrata attività d’indagine da parte della locale Digos, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza, finalizzata al rintraccio del predetto.

L’indagine, dimostratasi da subito complessa per il fatto che il ricercato si era rifugiato in territorio straniero, ha permesso di ricostruire e tracciare tutti i suoi spostamenti, accertando che in epoche diverse questi aveva trovato rifugio in Francia, Germania, Olanda ed aveva, infine, raggiunto il Regno Unito facendosi accogliere dalle Autorità Inglesi come profugo dichiarando una falsa identità e la nazionalità palestinese.

Indagini serrate che hanno consentito di individuare il latitante nella contea inglese di South Yorkshire del Regno Unito, ove si era rifugiato beneficiando di una sistemazione definitiva, e di ricostruire le sue pregresse vicende giudiziarie avendo commesso altri reati sia in Inghilterra (Londra) che in Germania mentre era latitante.

La determinazione dell’organo giudiziario e la tenacia degli investigatori della Digos della Questura, sapientemente coordinati sotto il profilo operativo dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione del Dipartimento della P.S., che ha curato i rapporti con tutti gli organismi stranieri interessati, ha così consentito di applicare, in luogo del c.d. Mandato di Arresto Europeo (non più operante proprio a seguito dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea), il mandato di arresto disposto secondo il recente Trade and Cooperation Agreement, siglato tra Italia e Gran Bretagna, avanzato a tal riguardo dalla Procura Generale della Corte d’Appello di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica del Tribunale di Cosenza.

Nel dare esecuzione a tale richiesta, la Polizia britannica di New Scotland Yard ha potuto così arrestare il ricercato che è stato estradato ed accompagnato presso lo scalo aereo di Milano – Linate, dove a far scattare le manette c’erano gli investigatori della DIGOS della Questura di Cosenza, collaborati da personale dell’Ufficio Polizia di Frontiera Aerea, che dopo le formalità di rito lo hanno tradotto presso la Casa Circondariale di Pavia per l’espiazione della pena definitiva.

CALABRIA – Protezione civile dispone il blocco immediato dell’utilizzo delle mascherine nelle aziende ospedaliere

Blocco immediato dell’utilizzo delle mascherine nelle Aziende ospedaliere della Calabria. E’ quanto ha disposto il dirigente della Protezione civile regionale, Fortunato Varone, in seguito al decreto di sequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Roma nell’ambito dell’indagine sull’acquisto, nella prima fase della gestione dell’emergenza sanitaria, di milioni di mascherine dalla Cina ritenute pericolose ed irregolari.

Indagine nella quale è indagato anche l’ex commissario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri. Il dipartimento regionale della Protezione civile ha scritto al Commissario regionale per il piano di rientro, a tutti i commissari e direttori sanitari delle Asp, ai responsabili delle farmacie territoriali ed ospedaliere disponendo, nel caso siano posseduti dalle aziende, il blocco immediato dell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale ritenuti pericolosi dalla Procura di Roma.
“Le mascherine – è detto nella comunicazione di Varone – dovranno confluire in un unico magazzino di pertinenza di ciascuna azienda ed essere poste immediatamente in quarantena” entro venerdì 22 ottobre per poi essere trasportate alla Protezione civile regionale. Alla disposizione del dirigente generale Prociv Calabria è allegato anche l’elenco delle mascherine incriminate, tutte prodotte in Cina, che ammontano a quasi 800 milioni di pezzi in tutta Italia.

(ANSA).

CALABRIA – operazione Mala Pigna, le rivelazioni shock di D’Ippolito (M5S), “avevo già lanciato l’allarme al ministero, ma senza ascolto”

«Con due distinte interrogazioni parlamentari, una del 28 novembre 2019, una del 25 giugno 2020, avevo lanciato l’allarme sulla facilità di iscrizione all’Albo gestori ambientali delle ditte in odore di ’ndrangheta, a causa di norme inadeguate che, anche grazie alla possibilità di intestazioni fittizie, allo stato consentono ad aziende infiltrate o sospette di operare tranquillamente nel settore dei rifiuti e di dominarne il mercato. La recente operazione Mala Pigna, in cui è coinvolto l’imprenditore Rocco Delfino, che gli inquirenti ritengono esponente della cosca Piromalli, confermano la fondatezza e l’attualità spiazzante di quel mio Sos, rimasto inascoltato a livello ministeriale». Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Giuseppe d’Ippolito, che alla Camera siede in commissione Ambiente. «Le risultanze investigative dell’inchiesta Mala Pigna – prosegue il parlamentare del Movimento 5 Stelle – sono gravissime e fanno riflettere anche sull’ingiustificabile latitanza del resto della politica. Non può essere soltanto la magistratura a fermare l’alterazione del mercato relativo al sistema dei rifiuti. Con urgenza servono norme precise e severe che impediscano traffici e arricchimenti illeciti a danno dell’ambiente, dell’agricoltura e della salute pubblica. Forse, se fossi stato ascoltato si sarebbe potuto evitare il terribile disastro ambientale accertato nell’ambito nell’inchiesta Mala Pigna, ma le presunte complicità rilevate dai magistrati lasciano ipotizzare l’esistenza di fenomeni corruttivi di ben più ampia portata». «Ritengo che commissione Ambiente – conclude D’Ippolito – della Camera dei Deputati debba affrontare al più presto questo problema e che il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, debba richiedere da subito un dossier completo ai dirigenti del suo ministero».

CALABRIA – Covid-19, per ordinanza di Spirlì i comuni di Scandale e Savelli passano in zona rossa

Due nuove zone rosse in Calabria. Il presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, ha firmato un’ordinanza, la n.71, che riguarda i comuni di Scandale e Savelli, entrambi in provincia di Crotone.

I provvedimenti entrano in vigore nei due comuni dalle 22 del 20 ottobre e saranno validi per dieci giorni, fino a tutto il 30 ottobre.
A rendere necessaria l’adozione dell’ordinanza sono stati i dati sull’incidenza del coronavirus nei territori interessati rilevati e comunicati dal dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Crotone.
Nel comune di Scandale, secondo quanto evidenziato, “permane una situazione di criticita’” in termini di diffusione del contagio da Covid 19 “con un numero di casi negli ultimi 7 giorni pari a 22 e ulteriori 9 soggetti già risultati positivi al test antigenico rapido e con un’incidenza superiore ai valori di allerta in rapporto alla popolazione residente e un possibile focolaio in espansione in relazione al numero potenziale di contatti stretti”. Analoga situazione è stata riscontrata dalle autorità sanitarie provinciali nel comune di Savelli dove si palesa “un numero di casi attivi negli ultimi 14 giorni pari a 24 dei quali circa il 62% registrati negli ultimi 7 giorni”.
(ANSA).

CALABRIA – Senatrice Bianca Laura Granato sospesa, le motivazioni in un post

Si riporta, di seguito, l’intervento della senatrice di Alternativa c’è Bianca Laura Granato, a proposito della sospensione scaturita dalla mancata esposizione del lasciapassare verde in Aula; trattasi di un post pubblicato su Facebook motivato, inoltre, dalla condotta superficiale dei media televisivi:
“Ieri sono successe tante cose. Purtroppo la TV ha riportato dei servizi molto stringati e ha banalizzato molto, non lasciando intendere le profonde motivazioni che mi hanno indotta a non esibire il GREEN pass che pure avevo dovuto fare per viaggiare e avevo con me.
Basta aprire gli occhi e la mente: tutto appare immediatamente chiaro. Vi invito a guardare la realtà.
Sarò assolutamente essenziale, non essendo questa la sede giusta per disquisizioni dottrinali.
Lo stato si regge sulla contemperanza di tre poteri: Legislativo, esecutivo e giudiziario.
Il primo è esercitato dalle due Camere (dei deputati e dei senatori) ;
Il secondo è esercitato dal governo che dirige anche le forze dell’ordine;
Il terzo è esercitato dalla magistratura.
Ci sono anche altri poteri la cui presenza è funzionale al buon andamento del nostro sistema democratico.
1. L’informazione pubblica
2. Il Presidente della Repubblica che sarebbe il garante della Costituzione.
3. I sindacati che sono i corpi intermedi che operano a tutela delle varie categorie di lavoratori.
Tutti questi elementi dovrebbero concorrere alla piena realizzazione del dettato costituzionale.
Ma le cose stanno diversamente…
I poteri in una democrazia che funzioni dovrebbero essere tutti indipendenti, invece oggi in Italia sta avvenendo che il potere esecutivo agisca in spregio alla Costituzione , ma non trova alcuna forma di limitazione negli altri poteri, anzi in essi trova sempre puntuale conferma e rinforzo rispetto ad azioni da cui il popolo è letteralmente schiacciato e impossibilitato ad esercitare i propri diritti.
La magistratura non si sa dove guardi, anzi arrivano sentenze che lasciano a dir poco basiti.
Solo pochi esempi: la cancellazione dei capi d’imputazione per gli uomini di stato nella trattativa Stato-mafia; la sentenza di Lucano che raddoppia addirittura le richieste del PM, comunicata il giorno della chiusura della campagna elettorale in Calabria; la sentenza incredibile con addirittura l’aggravio delle spese processuali (90.000 euro!!) per “lite temeraria” per i sanitari sospesi perché non disponibili ad assumere un farmaco sperimentale che produce gravi finanche letali effetti avversi (come può considerarsi lite temeraria un ricorso per tutelare la propria salute e il posto di lavoro?).
Le forze dell’ordine sono state utilizzate non per garantire la sicurezza nelle recenti manifestazioni ma per colpire manifestanti inermi lasciando agire i violenti in funzione di dove si voleva che l’opinione pubblica spostasse il consenso, applicando all’altra parte il marchio di “Fascista”.
Il Green pass non è una misura atta a tutelare la salute pubblica, ma una misura atta solo a discriminare chi dissente attraverso subdole forme di estorsione (tampone a pagamento) e tortura (ammessi solo i tamponi più invasivi) per chi non intende offrire il proprio consenso ad un trattamento sanitario non obbligatorio che comunque non garantisce nessuno nè dai contagi nè dalle forme severe del virus.
Il mondo capovolto insomma, la Costituzione cancellata con la connivenza di tutti i poteri dello Stato. La certezza è oggi di non vivere in uno stato di diritto ma in un secondo Medioevo, dove si salva solo chi ha soldi.
Il sindacato ormai ha pure indossato la giacca e la cravatta e va a braccetto col governo (vedi le foto di Landini alla manifestazione di sabato scorso).
Camera e senato totalmente asserviti a Draghi, le cui misure emanate con decreto legge distorcono finanche i regolamenti parlamentari per piegare anche il potere legislativo nella sua organizzazione interna con misure insensate, discriminatorie e incostituzionali, solo pretestuosamente generate per la salute, ma in realtà finalizzate al pieno controllo anche della funzione legislativa (che già purtroppo è effettivo).
Basti pensare che io sono stata l’unica senatrice sanzionata con l’interdizione da tutti i locali del senato dall’inizio della legislatura per un atto di disobbedienza civile che non ha messo a rischio la salute di nessuno , mentre ci sono stati senatori che nelle turbolenze di aula seguite alle modifiche ai decreti sicurezza hanno finanche lussato un braccio ad un questore senza subire NULLA! Nè perdere un giorno di aula.
Ovviamente all’interdizione dall’accesso a tutti i locali del senato si associa per la sottoscritta anche la perdita della diaria (lo dico per dare soddisfazione a tutti i forcaioli a cui di questo mio atto interessa solo questo aspetto ). Non che mi dispiaccia, è giusto così, ciò che offende è il motivo!
Insomma mi sembra abbastanza evidente che l’unica cosa che sia punita con violenza nella fase più nera che sta attraversando il nostro Paese con il supporto unanime di tutti i poteri dello stato sia proprio il dissenso.
Risultati della cieca obbedienza e della fiducia in questo governo?
Mega marchette alle Big Pharma realizzate con consistente parte dei soldi destinati alla sanità pubblica, aumento carburante , luce e gas e chi più ne ha più ne metta, queste sono le misure con le quali si sostiene la torsione anti democratica messa in atto da Draghi. Austerity per il popolo, Recovery Fund per multinazionali, Confindustria e malavita organizzata ormai pienamente integrata nel sistema economico e produttivo del paese, grazie al taglio dei controlli, all’ innalzamento delle quote dei subappalti, alla giustizia a scadenza della riforma Cartabia.
Giusto per capirci: le tasse sui beni di prima necessità costituiscono imposte dirette e sono incostituzionali perché ogni cittadino, secondo la Costituzione, è tenuto a contribuire al mantenimento dello stato in misura proporzionale al proprio reddito.
L’aumento del carburante automaticamente si trasferisce su tutti i beni di prima necessità, gravando sui non abbienti come sugli abbienti.
In buona sostanza, la nostra obbedienza, nella migliore delle ipotesi, ci rende solo più poveri e più ricattabili, vittime di ingiustizie e soprusi senza fine, sostanzialmente sempre più sudditi.
Perché l’obiettivo finale è il totale controllo sociale attraverso la corruzione delle classi dirigenti e il ricatto economico sulle classi lavoratrici. Questi sono gli strumenti e quelle sono le azioni. Se perseguiamo la visione di Draghi il nostro destino è segnato..
Non sto dicendo nulla che non sia sotto gli occhi di tutti!
Le classi medie dei professionisti saranno anche duramente colpite, vedi la classe medica . Lo dico oggi! Se ne prenda nota!
I media e il Presidente della Repubblica parlano con una sola voce cercando di scaricare sui non vaccinati l’odio per quelle misure impopolari che sono in realtà frutto di precise scelte da parte del governo imposte attraverso restrizioni che esistono solo nel nostro Paese.
Se abbiamo occhi per vedere usiamoli, prima che il nostro curatore fallimentare dismetta definitivamente anche gli esseri umani, ormai utili solo se e finché funzionali a quei processi produttivi su larga scala che intende promuovere!
D’altronde i danni e i tagli alla sanità pubblica sono precisa testimonianza che si intende anche procedere ad una vera e propria eliminazione fisica dei meno abbienti e di chi costituisce un peso per la società.
Se per convenienza o per ignavia scegliamo di non vedere questa realtà , in mano a questa oligarchia saremo solo carne da macello!
Ho fatto quel che ho fatto solo per aprirvi gli occhi! Non so se ci sono riuscita, ma almeno finché avrò questo mandato lo userò per questo !
Oggi sarò a Trieste con i portuali, unico, dico unico baluardo per uno stato di diritto in dismissione.
Per me lo spirito della Costituzione oggi sopravvive solo nella lotta portata avanti da quelle persone.
SVEGLIA!”

Proposta intitolazione strada Reggio a Joele Santelli, il centrodestra: “Joele amava la città, proposta di Cannizzaro appropriata”

È ormai di dominio pubblico la proposta dell’On. Francesco Cannizzaro d’intitolare un’importante strada di Reggio Calabria a Jole Santelli, lanciata sui social media in occasione del primo anniversario della prematura morte della Governatrice.

Una proposta che tutto il CentroDestra condivide e se ne fa dunque ulteriore portavoce, sebbene il deputato reggino abbia già personalmente inoltrato al Sindaco Falcomatà formale richiesta affinché una delle principali arterie comunali reggine porti il nome della prima Presidente di Regione donna.

Una figura solare, umana, eticamente ineccepibile e dal grande spessore politico, che pubblicamente ha più volte confessato l’amore per la Città di Reggio indicandola come sua “seconda casa”, è senza dubbio meritevole di un’azione commemorativa di tale portata, che possa trasmettere anche emozioni dal carattere fortemente istituzionale e quei valori di identità ed attaccamento alla Calabria che Jole riusciva ad incarnare alla perfezione.

Invitiamo il Sindaco, pertanto, a prendere in considerazione la cosa il prima possibile, trasferendola agli organi preposti.

 

“Solo chi non ha lasciato buoni esempi muore per sempre.”

CALABRIA – Continua la formazione di pasticceri e gelatieri sul Food cost

Continua, senza sosta, la formazione ad ampio raggio della Confederazione dei pasticceri italiani. Insieme ai gelatieri, nei giorni corsi, si è svolto l’ennesimo importante appuntamento con gli approfondimenti. “Non poteva mancare un corso sul food cost e le relative tecniche gestionali per chi rappresenta appieno la propria azienda”, ha avuto modo di dire il presidente Conpait Angelo Musolino.

“Sapere, conoscere ed approfondire ogni singolo aspetto gestionale della propria attività, avere sotto controllo i costi di gestione, produzione, conservazione e servizio, cioè tutti quei costi necessari affinché il dolce o gelato possa raggiungere il consumatore, diventa fondamentale per il successo stesso dell’attività”, hanno ribadito i pasticceri italiani.

“Si tratta quindi di un valore che stabilisce il rapporto tra il costo delle materie prime usate per una preparazione e il suo prezzo di vendita. Il calcolo esatto del Food Cost può essere la chiave per il successo di un locale e deve diventare una disciplina a cui il pasticcere dovrebbe dedicarsi con attenzione, per rendere profittevole la propria attività e, non ultimo, evitare lo spreco alimentare”, questa invece la sintesi emersa al Grand’Hotel di Lamezia Terme dove Pier Paolo Magni e Cristian Tessari, rispettivamente responsabile formazione e food cost per Conpait, hanno attirato l’attenzione dei numerosi artigiani provenienti da tutta la Calabria.

I due hanno sottolineato l’importanza di dover ritagliare parte del tempo a disposizione da dedicare al controllo gestionale. Grande successo per l’evento che conferma il grande valore del gruppo nazionale Conpait, sempre più rispondente alle esigenze reali dell’intera categoria. “Il nostro motto rimane sempre valido: chi non si forma, si ferma”, hanno voluto ribadire all’unisono i partecipanti.

Carabinieri a Rango Superiore, Magna Graecia plaude al Reparto: l’obiettivo resta il gruppo

“Recentemente si è proceduto all’abolizione delle due ex Compagnie dei Carabinieri di Corigliano-Rossano e alla istituzione del Reparto Territoriale che equivale alla elevazione in grado degli ufficiali al comando. A Corigliano-Rossano è stato nominato il tenente colonnello Raffaele Giovinazza a cui il Comitato formula gli auguri di buon lavoro. Il Direttorio del nuovo organigramma è stato allocato nella struttura di Contrada San Francesco (area urbana di Corigliano), mentre il Nucleo Radiomobile è stato collocato nei locali di Viale Sant’Angelo (area urbana di Rossano).

Fin qui tutto bene. Esulando da riverberi di natura campanilistica, inappropriati, inadeguati e non rispondenti, certamente, ad una visione d’insieme e di coordinamento, ottimizzazione e controllo del territorio tutto.

Tuttavia, resta l’amaro in bocca per la mancata elevazione a Gruppo dell’Arma. Lo stesso avrebbe già permesso un concreto e numericamente rilevante rimpinguo di Unità Operative, oltre alla figura di coordinamento dell’Alto Graduato. E non per ultimo una porzione di territorio più consistente sottoposta a diretto coordinamento delle forze armate della Città di Corigliano-Rossano, demoltiplicando, nei fatti, le competenze già espletate presso un qualunque Comando Provinciale.

È importante ricordare che in Calabria esistono già 3 Gruppi CC nei comuni di Lamezia Terme, Gioia Tauro e Locri. Tuttavia i succitati ambiti, vivono in maniera succursale i relativi Comandi Provinciali e suddividono in due la Provincia di Catanzaro ed in 3 parti quasi identiche, territorialmente e demograficamente, l’Area Metropolitana di Reggio Calabria.

Così non è (almeno per il momento) con l’area della Sibaritide, laddove la recente istituzione si ritroverà a coordinare l’ambito dell’ex tribunale di Corigliano-Rossano, terminando, pertanto, il coordinamento e controllo alla foce del Crati e non già ai confini con la Lucania.

Va segnalato, infatti, che la elevazione a Compagnia della Tenenza di Cassano (ed a scanso d’equivoci riteniamo assolutamente utile l’investitura di quest’ultima), rivestirà il ruolo di coordinamento per tutta l’area dell’Alto Jonio. La creazione del Gruppo, avrebbe fatto sì (come già avviene per il Nucleo GdF su Sibari) che tutto l’ambito Sibarita da Cariati a Rocca Imperiale, passando per la Sila Graeca ed il Pollino di levante fosse, organicamente, diretto dalla postazione di Corigliano-Rossano, pur rimanendo sottoposta al relativo Comando Provinciale.

Ed anche qui, la solita manina centralista ha fatto il suo lavoro, approfittando, anche, di un rinnovato clima di tensione fomentato dall’eco di natura campanilista riattizzatosi tra Corigliano e Rossano. Tutto ciò altro non fa se non alimentare un dibattito divisorio perdendo di vista la visione più ampia.

Ad oggi, la Città, resta comunque dotata di 4 postazioni operative allocate nei due Centri Storici e nei due Scali. Semmai, sarebbe auspicabile la istituzione di una quinta postazione a vigilare il territorio nell’area marinara di Schiavonea, sfornita di Stazione e necessitante, forse più di qualunque altra area, di un locale postazione CC.

Va da sé che nei piani del centralismo, l’area posta a nord del Crati, venga, innaturalmente, allontanata dalle competenze di Corigliano-Rossano per motivi già ben conosciuti e per giustificare numeri e flussi verso altri territori.

Lo si è fatto con il vecchio ambito giudiziario, quando ancora era in vita l’ex Presidio di Giustizia. Medesimo, scriteriato, disegno in ambito sanitario, fornendo numeri alla sussistenza in vita dello Spoke del Pollino. Si verificò con i flussi ferroviari, quando si decise, arrivati a Sibari, di proseguire l’elettrificazione verso l’area valliva, quindi Cosenza ed il Tirreno. Si verificherà, qualora non ci fosse una prosecuzione verso sud e dall’innesto del Terzo megalotto della nuova 106, con i flussi veicolari. Questi infatti, giunti a Doria, non avranno interesse alcuno a proseguire verso il Basso Jonio, in considerazione che la distanza della A2 è posta, dall’innesto con la SS534, a 5 minuti d’orologio.

La Politica, le Classi dirigenti, dovrebbero svolgere un ruolo indottrinante verso le Popolazioni, iniziando, non già a foraggiare atteggiamenti e discorsi di lana caprina, quanto ad avere una cultura di territorio, svincolata dal semplicistico steccato ed aperta ad una visione inclusiva e solidale. Se questo non dovesse attuarsi, la bontà del processo di Fusione, la lungimirante visione della creazione di un’Area Vasta, fedele alle attitudini territoriali, che si proponga i requisiti demografici per la sua esistenza e che abbracci tutto l’ambito dell’Arco Jonico, Sibarita e Crotoniate, coordinato da due Capoluoghi, avviandosi ad un contesto interregionale Calabro-Appulo-Lucano d’Area Metropolitana, non si verificherà mai.

Continueremo a vivere nel passato, illudendoci di avere un ambito di rappresentanza (tale Sibaritide-Pollino) che esiste solo nelle menti di Attori poveri d’idee e contenuti, forse non ancora paghi di tutto ciò che tale abominio geografico ha rappresentato in termini di perdite per l’area Jonica. Costoro, con i loro improbabili ed inutili disegni, si rendono complici e funzionali agli interessi del centralismo.

Continuando su questa scia perversa, giammai si verificheranno i presupposti politici per disporre di un’Area che possa definirsi tale e che si ponga come baricentro logistico non solo al contesto Jonico, ma in generale al bacino del Mediterraneo Orientale.”

Comitato Magna Graecia

Agricoltura: Parentela (M5S), “Accolte le richieste di Calabria, Lombardia e Molise per i danni da maltempo”

«Sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale, i decreti del Ministero delle Politiche Agricole con cui il ministro Stefano Patuanelli accoglie le proposte delle regioni Calabria, Lombardia e Molise di attivazione degli interventi compensativi del fondo di solidarietà nazionale per i danni alle produzioni a seguito degli eventi calamitosi verificatisi nei mesi scorsi. Lo dichiara il deputato Paolo Parentela, esponente M5S in commissione Agricoltura. «È stata, infatti, dichiarata l’esistenza del carattere di eccezionalità – prosegue – per le piogge persistenti che dal 21 al 23 novembre 2020 hanno colpito la provincia di Cosenza e quella di Crotone, per le grandinate che dal 17 al 28 giugno scorso hanno interessato la provincia di Pavia e per le piogge alluvionali del 3-4 luglio nel lodigiano e dal 16 al 19 luglio in provincia di Campobasso Per questi territori saranno attivate le misure previste dal decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102. Si tratta – spiega Parentela – di aiuti volti a favorire la ripresa economica e produttiva delle imprese agricole come contributi in conto capitale fino all’80% del danno accertato sulla base della produzione lorda vendibile media ordinaria, elevato sino al 90% nelle zone svantaggiate; prestiti ad ammortamento quinquennale per le esigenze di esercizio dell’anno corrente e del prossimo, da erogare a tasso agevolato; proroga delle operazioni di credito agrario e agevolazioni previdenziali. Per queste misure, sono stati stanziati ulteriori 105 milioni di euro per tutto il territorio nazionale nel Decreto Sostegni-Bis». «Con la nuova PAC (Politica Agricola Comune), che entrerà in vigore nel 2023, metteremo in atto nuovi strumenti per incentivare maggiormente le imprese agricole ad assicurarsi così da dare loro maggiori garanzie, tutelandole dai sempre più frequenti ed eccezionali eventi calamitosi», conclude.

Aggressioni agenti Polfer di Lamezia Terme, interrogazione dell’on. Wanda Ferro (FDI)

Il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro ha rivolto una interrogazione al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, dopo l’ennesima aggressione, a distanza di pochi giorni da un episodio analogo, ai danni di due poliziotti in servizio alla stazione ferroviaria di Lamezia Terme, dove, ancora una volta, un cittadino extracomunitario già noto alle forze dell’ordine, avrebbe infastidito diversi viaggiatori e provato a danneggiare alcuni infissi della struttura. Gli agenti della polizia ferroviaria intervenuti hanno provato a identificarlo, ma sono stati aggrediti con sputi, calci e pugni, oltre a ricevere numerose minacce; il trentenne è stato arrestato con l’accusa di violenza, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Il segretario nazionale della Federazione Sindacale di Polizia ha parlato di “un vero e proprio bollettino di guerra”, ribadendo come “anche questa volta sarebbe bastato avere i taser a disposizione per bloccare l’aggressore, ma nessuno sembra voglia assumersi la responsabilità di decidere”. Secondo quanto denunciato dal sindacato, peraltro, le continue aggressioni registrate nella stazione di Lamezia Terme hanno ridotto ai minimi termini il personale di polizia, che non è più in grado di assicurare la copertura dei turni di notte, e copre i turni serali a costo di pesanti sacrifici. A questo si aggiunge che lo scalo ferroviario è frequentato quotidianamente da decine e decine di extracomunitari che lasciano il Cara di Crotone per raggiungere il Nord Italia. Dovendo viaggiare solo su treni regionali, visto che non sono muniti di green pass, molti di loro restano in stazione per diverse ore, aumentando il rischio di problemi di ordine pubblico. Sempre secondo i sindacati di categoria, che hanno indetto una manifestazione per il prossimo venerdi 22 ottobre, il controllo del territorio di tutto il comprensorio è affidato ad una sola volante, l’ufficio immigrazione opera in una situazione da ospedale da campo e gli agenti di ogni articolazione sono costretti ad espletare i più disparati servizi per tamponare le varie emergenze perché le vacanze organiche sono divenute incolmabili. Per questo Wanda Ferro ha chiesto al ministro quali immediate iniziative di competenza il Governo intenda assumere “per dotare gli agenti di polizia ferroviaria di strumenti efficaci a contenere e gestire continue situazioni di aggressività” e se non ritenga necessario “colmare le vacanze di organico della Polizia ferroviaria e del Commissariato di Polizia di Lamezia Terme, entrambi presidi indispensabili per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica in questa area strategica della Regione Calabria”.