CATANZARO – Teatro Politeama: il 15 Gennaio, la Grande Danza con il Balletto di Milano

Bolero_ Arianna Capodicasa Alessandro Torrielli

Al Teatro Politeama di Catanzaro ritorna l’appuntamento con la grande danza. Sabato 15 gennaio, alle ore 21, sarà di scena il Balletto di Milano, diretto dal 1998 da Carlo Pesta, una delle compagnie di danza di maggior prestigio in Italia e che vanta un’intensa attività internazionale per la quale ha conquistato il titolo di “Ambasciatore della danza italiana nel mondo”.

Il Balletto di Milano presenterà al Politeama una serata incentrata sulla musica francese dal titolo “Le vie en rose…Boléro”. La prima parte è dedicata agli chansonniers, con un collage di straordinarie coreografie di Adriana Mortelliti su alcune tra le più belle canzoni di Charles Aznavour, Jacques Brel, Edith Piaf e Yves Montand. Seguirà poi il balletto simbolo del’ 900: il Bolero di Maurice Ravel. Uno spettacolo esclusivo che, nel susseguirsi dei quadri, passando dall’ironia alla nostalgia e giocando con gli stereotipi culturali, ha già conquistato migliaia di spettatori in tutto il mondo. Canzoni indimenticabili come La Bohème, Toutes les visage de l’amour, Les comédiens, Hier encore, Sur la table sul palcoscenico diventano storie, in una versione danzata che stupisce, diverte, emoziona.
Dans tes bras chiude la prima parte e, con il suo sottofondo musicale inconfondibile, fa da preludio al Bolero di Ravel. Il celeberrimo brano, dalla forza dirompente e struttura geniale, va in scena in una versione coreografica di straordinario impatto: non solo gioco di seduzione, ma eterna storia di una nascita, di un’attrazione inevitabile verso un essere simile, di un moltiplicarsi di incontri. Corpi sinuosi prendono vita e intrecciano una danza che trascina, nel crescendo musicale, fino al sorprendente finale. Gli interpreti sul palco saranno: Arianna Capodicasa, Giulia Cella, Annarita Maestri, Marta Orsi, Giordana Roberto, Giusy Villarà, Mattia Imperatore, Federico Mella, Federico Micello, Alessandro Orlando, Alessandro Torrielli, Germano Trovato, Alberto Viggiano. Abiti di scena di Armani, Max Mara e Atelier Bianchi Milano.
Un’occasione unica per ammirare dal vivo il Balletto di Milano che, dal 2018, è in residenza al Teatro degli Arcilboldi dove vanta un seguito altissimo, collaborando, inoltre, con istituzioni di prestigio in molti Paesi e rappresentando spesso i propri spettacoli sotto l’egida delle Ambasciate Italiane. È stata la prima compagnia italiana ad esibirsi al Teatro Bolshoi di Mosca (1999) e nel 2011, anno della cultura Italia/Russia, è stata invitata dal Ministero della Cultura Russo a Mosca per la stagione di danza del Teatro della Gioventù – RAMT. Ha collaborato a prestigiosi eventi tra cui la realizzazione di Saaremaa Opera Festival – Estonia 2015, vincitrice del premio di miglior manifestazione estone. Nel 2020 ha festeggiato i suoi quarant’anni di storia nel corso della quale ha collaborato con grandi nomi della danza internazionale. Attualmente collaborano con il Balletto di Milano importanti nomi della coreografia come Giorgio Madia e Teet Kask. La compagnia ha ricevuto numerosi premi, tra cui il “Premio Speciale Eccellenza Box Office”, Oscar della Danza, mentre tra i diversi riconoscimenti al direttore artistico spicca il titolo di Cavaliere Ufficiale delle Repubblica Italiana assegnatogli per i meriti nel campo del lavoro artistico.

Per informazioni è possibile consultare il sito www.politeamacatanzaro.net oppure contattare il botteghino del teatro al numero 0961-501818.
Comunicato stampa – Teatro Politeama Catanzaro

MOTTA S. G. (RC) – Antiquarium Leucopetra di Lazzaro, tutti incantati dai disegni di Edward Lear

Grande successo sta riscuotendo la mostra “Memorie e paesaggi in riva allo Stretto in un inedito Edward Lear” (direttore artistico prof.ssa Maria Antonietta Mamome, allestitore prof. Saverio Verduci).

Sono tantissimi i curiosi, gli appassionati e gli addetti ai lavori che presso l’Antiquarium Leucopetra di Lazzaro stanno ammirando i disegni dell’eccentrico autore inglese recuperati presso la Central Library di Liverpool grazie alle ricerche del professore Raffaele Gaetano.

In questi giorni anche i soci del Touring Club Italiano e di Italia Nostra, ricevuti dal sindaco Giovanni Verduci e dall’assessore alla Cultura Enza Mallamaci, sono rimasti colpiti dai paesaggi disegnati da Edward Lear nel 1847 in occasione del suo viaggio nel territorio metropolitano di Reggio Calabria. Grazie al professore Saverio Verduci e al presidente della Pro Loco di Motta San Giovanni, Giovanna Di Dia, i graditi ospiti hanno potuto ammirare tutto l’Antiquarium Leucopetra con i reperti esposti nelle varie sale.

È possibile visitare la mostra “Memorie e paesaggi in riva allo Stretto in un inedito Edward Lear” tutti i giorni della settimana (escluso il lunedì) dalle ore 16 alle ore 19.30

Al Museo si accede dopo verifica green pass e nel rispetto delle norme anti Covid-19

Per la visita con guida è necessario prenotare contattando gli operatori della Pro Loco del Comune Motta San Giovanni al numero telefonico 09651875693 – 0965712518 – 0965718104 (in orario di apertura) oppure scrivendo a info@prolococomunemottasg.it;

Città di Motta San Giovanni

REGGIO – Ritorna il Premio per la Poesia “Ibico Reggino”

Con il 2022 il Premio Anassilaos torna alle sue origini (al 1988) con il Premio per la Poesia Ibico Reggino promosso congiuntamente con Ideocoop-Media Service Società Cooperativa Sociale e Città del Sole Edizioni. Una iniziativa che non poteva che essere dedicata a Ibico, uno tra i poeti lirici (corali) più celebrati e famosi del mondo antico. Il poeta nacque a Rhegion verso la metà del VI secolo a.C., ed era figlio di Phytios, uno dei legislatori della città, esponente di una famiglia aristocratica. Secondo le fonti gli fu prospettata la possibilità di diventare tiranno di Reggio, ma il poeta declinò questa responsabilità. Pure nell’incertezza delle fonti, sappiamo che egli si formò alla scuola lirica di Stesicoro, anche se, per motivi anagrafici, non poté esserne diretto discepolo. Forse in relazione al suo rifiuto di diventare tiranno della polis, si allontanò da Reggio e viaggiò per molte città e corti aristocratiche, vivendo della sua arte. Certa è la sua presenza a Samo, dove fu per molti anni ospite del tiranno Policrate, come prova un suo carme, nel quale, dopo aver rifiutato di cantare le gesta degli eroi, celebra i giovani più belli, concludendo proprio con l’elogio della bellezza di Policrate. Partito da Samo dopo la morte di Policrate, secondo una leggenda Ibico morì per mano di briganti, che lo avrebbero aggredito a Corinto, oppure presso Reggio. Plutarco racconta: “Ferito a morte dai ladri nei pressi di Corinto, il poeta in punto di morte vide uno stormo di gru e le pregò di vendicare la sua morte. I ladri nel frattempo giunsero a Corinto e, poco dopo seduti nel teatro, videro le gru sopra le loro teste. Uno di loro, sorpreso, esclamò: “Guardate, i vendicatori di Ibico!”, così la gente capì cosa era successo, accusando gli autori del delitto.” Secondo Ateneo di Naucrati, Ibico sarebbe stato l’inventore della lira fenicia, detta anche sambuca, mentre Anacreonte, che il poeta reggino aveva incontrato a Samo presso la corte di Policrate, aveva creato il barbiton. Annoverato dagli alessandrini tra i nove poeti lirici, Ibico scrisse vari carmi, che vennero raccolti in sette libri: abbiamo carmi lirici di contenuto eroico, sulle orme di Stesicoro, e poesie di amore. Al poeta,  qualche secolo dopo la morte,  Prassitele dedicò una statua, forse commissionata nell’ambito dell’Accademia Platonica, magari da qualche reggino che l’Accademia frequentava, di cui restano purtroppo pochissime tracce e notizie incomplete e incerte. Di Ibico, nella città che pure gli ha dato i natali, oggi rimane ben poco. Il monumento sul lungomare Falcomatà, opera di Michele Guerrisi, realizzato a cura di quella che era un tempo l’Azienda di Soggiorno e Turismo e una iscrizione sul già  Corso Vittorio Emanuele III, che ricorda una celebre ballata del poeta tedesco Friedrich Schiller “Le gru di Ibico” (Die Kraniche des Ibykus) composta nel 1797 e pubblicata per la prima volta  nel Musen-Almanach  per l’anno 1798. Di recente l’artista Sergej Tikhonov ha realizzato una serie di ritratti di reggini illustri del passato, oggetto di una mostra di Anassilaos,  e tra essi quello di Ibico.  La città comunque negli anni 60’ si apprestava a dedicare a Ibico un monumento più significativo e importante. Ne ha parlato Giuseppe Diaco nel corso di uno  dei briefing organizzativi di Anassilaos, che si tengono ogni lunedì presso la sede del Sodalizio, nel corso dei quali gli amici comunicano notizie di particolare interesse storico-artistico. L’Amministrazione Comunale si apprestava a modificare la fontana di Piazza Indipendenza, quel fontanone al quale Nicola Giunta aveva dedicato una delle sue più irriverenti liriche (A funtana i Riggiu)  con la celebre chiusa “fissa cchiù fissa da funtana ‘i Riggiu!” e a tale scopo aveva rivolto un invito a scultori e architetti per la realizzazione di un bozzetto.  Esiste il  progetto dello scultore Celestino Petrone, inviato  il 4 settembre 1964 all’Amministrazione Civica (e alla stampa dell’epoca) dedicato proprio ad Ibico e alla sua morte Come si evince dal bozzetto al centro della fontana (un cerchio in mosaico con elementi greci) si eleva un groviglio di ali di gru che rimanda alla morte del poeta secondo quanto sopra  tramandato da Plutarco.  “Ferito a morte dai ladri nei pressi di Corinto, il poeta in punto di morte vide uno stormo di gru e le pregò di vendicare la sua morte. I ladri nel frattempo giunsero a Corinto e, poco dopo seduti nel teatro, videro le gru sopra le loro teste. Uno di loro, sorpreso, esclamò: “Guardate, i vendicatori di Ibico!”, così la gente capì cosa era successo, accusando gli autori del delitto.” L’opera che poteva “…inorgoglire per il suo valore altamente rappresentativo l’intera comunità reggina” (sono parole dello stesso Petrone) rimase soltanto un bozzetto e a Piazza Indipendenza venne realizzata una fontana senza cuore e senza storia.

 

 

 

Andrew Quinn approda con i suoi effetti speciali all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria

L’artista multimediale di fama internazionale, Andrew Quinn, audio-visual performer e musicista, sarà presente all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, con il workshop TouchDesigner: basi e progettualità, che curato dal prof. Fabrizio Sebastiani, docente di Tecniche Grafiche Speciali, avrà luogo dal 19 ottobre a 12 novembre.

Conosciuto per gli effetti digitali realizzati in capolavori cinematografici come “Matrix”, “Tomb Rider”, “Nirvana” e “Vajont”, Andrew Quinn ha accolto l’invito dell’Accademia, per offrire ai giovani che si approcciano al mondo della progettazione digitale, esperienze nate dall’integrazione tra suono e immagini, colore e movimento.

Il corso offrirà competenze sull’utilizzo dell’ambiente grafico di programmazione “TouchDesigner”, una delle tecnologie più utilizzate, a livello mondiale, per lo sviluppo di opere ambientali, immersive, multimediali.

Il “TouchDesigner” è un software a paradigma modulare, basato sui nodi, capace di creare contenuti in real time mettendo a disposizione del progettista direttamente i flussi di dati che le macchine digitali creano e si scambiano.

 

L’evento fa parte di un più ampio progetto denominato “Laboratorio dello Stretto” ideato e sviluppato in coerenza con le Linee guida dell’Azione 10.5.1 del POR Calabria FESR/FSE 2014-2020”, presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, diretta da Maria Daniela Maisano e presieduta da Francesca Maria Morabito.

 

Come partecipare

Il workshop è a numero chiuso, destinato a max 30 partecipanti, per maggiori informazioni basta visitare il sito dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e accedere all’area dedicata al “Laboratorio dello Stretto”.

 

(http://www.accademiabelleartirc.it)

 

Programma del corso

Le attività si articoleranno in due fasi, la prima dal 19 al 22 ottobre online e la seconda dal 10 al 12 novembre.

 

Prima parte (online)

19 ottobre 2021 – dalle h15.00 alle h18.00

Contenuto: presentazione dell’interfaccia del software e concetti base.

Docente prof. Fabrizio Sebas6ani.

20, 21, 22 ottobre 2021 – dalle h15.00 alle h18.00

Contenuto: primi tre incontri di completamento e approfondimento della conoscenza base del sistema e rudimentali allo sviluppo del progetto.

Docente esperto Andrew Quinn.

Seconda parte (in presenza)

10, 11, 12 novembre 2021 – dalle h9.00 alle h13.00 e dalle 15.00 alle 19.00

Contenuto: completamento del progetto in TouchDesigner e test con le apparecchiature coinvolte.

Docente esperto Andrew Quinn.

 

 

Nota biografica di Andrew Quinn (http://andrewquinn.org/)

È un artista specializzato in computer graphics e musicista australiano. Ha lavorato agli effetti speciali di film come “The Matrix”, “Tomb Raider”, “Dark City”, “Nirvana” e “Vajont”. Negli ultimi anni si è specializzato in installazioni video su schermi multipli e ambienti immersivi; inoltre, si è concentrato sulla grafica digitale per produzioni interattive di danza e musica contemporanea, tra cui la serie Koine’ per Pomeriggi Musicali al Teatro Del Verme nel 2011 e per la Biennale di Musica a Venezia nel 2012 e nel 2016. Quest’ultima sua partecipazione ha previsto un concerto dell’Ensemble Orchestral Contemporain. Tra i suoi lavori nel campo dell’opera ci sono i set virtuali 3D stereoscopici per la produzione di “Bluebeard’s Castle” di Bartok per l’Hungarian State Opera (2011) e anche i set virtuali con illuminazione a LED per una produzione dell’’Orfeo” di Monterverdi a Canberra nel 2014. Andrew Quinn lavora anche con orchestre e ha creato le immagini sonore reattive per le esibizioni di Debussy “Children’s Corner” e “Pictures at an ExhibiPon” di Mussorgsky. Lavora con il Video Mapping creando contenuti audio reattivi in tempo reale per performance in cui vengono utilizzate tecniche di scansione laser per modellare set tradizionali. Dal 2014 si esibisce regolarmente in Russia con live visual per i principali compositori musicali, in particolare Nikolay Popov. Al Salone del Mobile di Milano del 2019 ha lavorato all’installazione “AQUA – Da Vinci’s water vision” per Balich Worldwide Shows

Approda a Palmi il naufrago per amore Enoch Arden raccontato da Vanessa Gravina con Stefano Giavazzi al piano

«Nella valle ombrosa, un verde boschetto di noccioli attira in autunno i chiassosi fanciulli del villaggio. In questo luogo, cent’anni orsono, tre fanciulli si recavano a giocare: Annie, la più graziosa fanciulla del villaggio, Phillip Rei, figlio del mugnaio, ed Enoch Arden, orfano di un marinaio ucciso dal mare in tempesta. Ora innalzavano castelli di sabbia, ora inseguivano i flutti(…)». Così l’attrice di cinema, televisione e teatro, Vanessa Gravina, ha esordito sul palco dell’auditorium Leonida Repaci di Palmi, in occasione dell’unica tappa in Calabria dello spettacolo “Enoch Arden”. La sua intensa voce recitante è stata accompagnata al piano da Stefano Giavazzi.

«È sempre una grande emozione portare in scena questo melologo scritto dal poeta vittoriano Lord Alfred Tennyson e poi magistralmente musicato dal grande Richard Strauss. È un racconto epico molto attuale, la storia di un amore meraviglioso ed eterno. Sono stata contenta di proporre questo spettacolo qui in Calabria, terra alla quale sono molto legata, dove in tante occasioni sono stata per lavoro, che ho imparato ad amare e che spesso scelgo per le mie vacanze, anche d’inverno», ha commentato l’attrice Vanessa Gravina.

Dopo l’apertura della stagione autunnale con i concerti del duo dei fratelli De Stefano, di Giuseppe Gullotta e di Emanuel Limanov (premio Busoni), il classico tardo-romantico di età vittoriana ha segnato la nuova tappa della rassegna Synergia 46 giunta, come suggerisce la denominazione, alla 46^edizione, promossa dall’associazione Amici della Musica Nicola Antonio Manfroce di Palmi, presieduta da Antonio Gargano, cofinanziata nell’ambito dell’avviso pubblico Promozione Eventi Culturali della Regione Calabria.

«Il tema dell’amore, che si distende giulivo e radioso, il tema della natura, ampio e luminoso, evocativo dei luoghi di mare e del clima uggioso della costa inglese, i personaggi e il tema della rassegnazione, tormentato e malinconico», così nell’introduzione al melologo, Vanessa Gravina ha descritto la scansione narrativa conferita al poema di Tennyson dall’incontro con l’ispirazione del compositore Richard Strauss. E infatti sono l’amicizia e l’amore, il viaggio e il naufragio, il ritorno, il dolore e di nuovo l’amore ad animare la struggente e attuale storia di Enoch Arden, partito alla volta del mare, dinnanzi al quale da fanciullo giocava con l’amata Annie e l’amico Phillip, per salvare coloro che avrebbe amato sempre e comunque. Sullo sfondo della storia una natura «dove una profonda insenatura si apre tra rocce frastagliate e il bianco dei marosi s’infrange contro la sabbia dorata, intorno ad un minuscolo porto (…)», ha decantato ancora Vanessa Gravina.

«Per me essere tornata qui a Palmi ha rappresentato un’altra grande emozione. Conosco molto bene questa città alla quale mi legano le significative esperienze vissute grazie alla scuola di Franco Zinnato e all’incontro con il professore Pino Lacquaniti. Ho avuto molti amici in questo luogo e conservo ancora oggi dei ricordi meravigliosi.  Anche in questa occasione, inoltre, il pubblico si è lasciato coinvolgere da questo intenso viaggio e ciò ha oltremodo arricchito la serata», ha sottolineato ancora Vanessa Gravina.

Il prossimo appuntamento con la rassegna Synergia 46, in programma per sabato 23 ottobre alle ore 18 sempre nella cornice dell’auditorium della Casa della Cultura Leonida Repaci di Palmi, avrà come protagonista la soprano Lidia Fridman alla quale è stato assegnato il premio Musicarte per l’interpretazione delle musiche di Nicola Antonio Manfroce in Ecuba al Festival della Valle d’Itria. La soprano sarà accompagnata dal pianista Matteo Londero.

CALABRIA: Francesco Caruso: “La battaglia sulla cultura è la vera battaglia dove si costruisce il futuro della città”

“La pandemia ha colpito duramente il mondo della cultura, delle arti e dell’associazionismo. Per ripartire occorrono interventi di sostegno concreto e un rinnovato clima di fiducia”. Lo dichiara il candidato a sindaco del centrodestra, Francesco Caruso, intervenendo su uno dei punti strategici inseriti nel programma politico-amministrativo per la città di Cosenza.
“Esiste un problema oggettivo, inutile negarlo – afferma Francesco Caruso – di agibilità fisica di strutture destinate all’offerta culturale. Convenzioni scadute, strutture danneggiate, spazi teatrali privati alle prese con problemi economici di difficile risoluzione. È mia intenzione avviare un percorso condiviso con gli operatori artistici e culturali locali per definire un possibile raggio di interventi di facilitazione per accompagnare la ripresa del settore. Ciò che ho in mente – aggiunge Francesco Caruso – è la realizzazione di un piano straordinario per la cultura che comprenda non solo la parte dei contenuti artistici ma anche la rifunzionalizzazione di edifici e spazi storici della città da dedicare alle performance artistiche e culturali. Una rigenerazione urbana degli spazi della periferia, insomma, da dedicare alla cultura e alle performance a costi accessibili per le associazioni, i gruppi artistici e le compagnie. Perché – chiosa Francesco Caruso – la battaglia sulla cultura è la vera battaglia dove si costruisce il futuro della città”.

CALABRIA: Il Vescovo Milito convoca l’Assemblea diocesana annuale nel cuore del cammino del 1° Sinodo della Diocesi di Oppido M. – Palmi

Con il titolo del 1° Sinodo diocesano “Camminare nella Verità “e inserendosi nel cammino sinodale, la diocesi di Oppido M. – Palmi si appresta a vivere un intenso momento ecclesiale con l’annuale Assemblea diocesana convocata per il 23 e 24 settembre presso l’Auditorium diocesano “Famiglia di Nazareth” di Rizziconi. L’Assemblea, che collimerà con la IX e X sessione del Sinodo diocesano, vedrà la partecipazione di tutti i 154 membri sinodali ed è aperta a tutti i sacerdoti e i diaconi della diocesi, con la sospensione di tutte le celebrazioni vespertine coincidenti con i tempi del Programma. «Siamo certi che i nostri fedeli comprenderanno e condivideranno il senso ecclesiale profondo: la precedenza ad un evento diocesano, unico e di particolare significato» – ha sottolineato il Vescovo Francesco Milito nel messaggio in cui ha annunciato l’Assemblea per la quale ha chiesto che si faccia più intensa la preghiera «sulla duplice attenzione a guida del nostro Sinodo:

– ascolto dello Spirito parlante a ciascuno e per la nostra Chiesa

– ascolto della storia per immettervi il soffio rinnovatore dello Spirito».

«L’importanza di questa seconda Assemblea è data – sottolinea mons. Milito – dalla presenza speciale del Cardinale Mario Grech, nella sua qualità di Segretario Generale del Sinodo dei VescoviLa sua riflessione sul tema “Il sensus fidei: una sfida pastorale per la Chiesa contemporanea” si pone di particolare interesse in quanto esamina il nodo centrale dell’esperienza sinodale. Ma, anche in vista del cammino sinodale che attende tutta la chiesa italiana a partire da quest’anno pastorale fino al Giubileo del 2025, il contributo del Cardinale sarà prezioso perché potrà presentarci circa il programma a livello mondiale, in quanto, è stato preparato nel dicastero romano da lui presieduto». In apertura dei lavori, giovedì 23 settembre, l’introduzione del Vescovo Milito “Camminare nella verità: cioè?”, accompagnerà i partecipanti nel vivo dei lavori. In ottemperanza alla normativa anti Covid circa la presenza in luoghi chiusi, la comunità diocesana è invitata a seguire i lavori dell’Assemblea via streaming, attraverso i canali dei Media diocesani.

REGGIO – Nuovo ciclo di eventi al “Telesia Museum” di San Roberto

Premiata da una notevole affluenza di visitatori si è conclusa la mostra “Storie di Donne” che dal 20 agosto si è tenuta presso le sale del “Telesia Museum” di San Roberto.

La mostra, a cura del prof. Remo Malice e della Direttrice del Museo, dott.ssa Maria Cotroneo, con  la preziosa collaborazione del prof. Mario D’Ascola, è stata fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale, con in testa Il Sindaco Antonino Micari. L’esposizione ha voluto raccontare le emozioni ed i pensieri che percorrono il cuore e la mente delle donne, filtrate dalle interpretazioni di quindici giovani artisti.

Nelle opere esposte viene fuori prepotentemente la capacità delle donne di trovare il modo per risolvere e superare le difficoltà della vita con la loro intelligenza, la loro determinazione, la loro purezza d’animo, la loro lealtà ed il loro amore della vita di cui sono certamente le protagoniste assolute.

Nelle opere troviamo uno spaccato dell’umanità al femminile che parte dalla Genesi per giungere alla distruzione con il Diluvio Universale da cui rinasce; si leggono anche la gioia della maternità e la bellezza del corpo femminile visto come espressione dello splendore ed armonia del creato; nei dipinti e ritratti dei volti si colgono le emozioni che vivono in ognuno di noi; si percepisce la forza d’animo che è il motore di ogni nostra azione e nello stesso tempo i segni della costrizione e della violenza che sempre più spesso emergono anche nella società contemporanea. Il tutto si manifesta con un trionfo di colori e questo è un particolare che veramente colpisce il visitatore.

Questa mostra è stata la prima di un nuovo ciclo di eventi, in programma sino alla prossima estate, che il “Telesia Museum” sta mettendo in cantiere. Con “Storie di Donne”, il pubblico ha avuto la possibilità di ammirare le opere di artisti di valore, anche se alcuni di loro sono agli inizi del loro percorso.

Uno dei grandi meriti della mostra è stato quello di dare spazio e valorizzare artisti giovani, alcuni già affermati, altri sulla rampa di lancio. La valorizzazione ed il lancio dei giovani artisti della nostra terra vuole essere la nuova missione del Sindaco Micari, della direttrice del Museo dott.ssa Cotroneo, del direttore artistico del “Telesia Museum” Riccardo Ghiribelli e dei proff. D’Ascola e Malice, rispettivamente condirettore artistico e curatore.

A regalarci tutte queste emozioni e tanti spunti di riflessione nascenti dalle loro opere sono stati i seguenti artisti: Alberta Dito, Angelica Tripodi, Davide Pellicanò, Domenica Cosoleto, Graziella Romeo, Luciano Siviglia, Michela Franco, Miriam Arconte, Miriana Pirrottina, Silvia Provenzano, Vincenza Timpano, Jasmine Ianni’, Jenifer Barbuto, Mariateresa Cereto.

Che dire loro: Complimenti e grazie per le emozioni che ci regalate con le vostre opere.

Oreste Mario Dito

 

CALABRIA: Francesco Caruso interviene sulla Settimana Europea della Mobilità Sostenibile

Inizia domani, giovedì 16 settembre, la Settimana europea della mobilità sostenibile 2021. Un tema molto a cuore, questo, al candidato a sindaco del centrodestra Francesco Caruso, che al riguardo evidenzia le sue linee programmatiche: “Negli ultimi dieci anni – dice – la nostra città è diventata un esempio nell’ambito della mobilità sostenibile, per cui non possiamo fermarci, anzi, Cosenza nella prossima consiliatura deve continuare a progredire grazie al Progetto CO.RE”. L’attuazione dell’idea che prevede la realizzazione di una piattaforma integrata di mobilità sostenibile (car pooling, car sharing e bike sharing) attraverso la creazione di 14 hub di scambio collocate in punti strategici di accesso all’area urbana Cosenza-Rende, dà modo al candidato a sindaco Francesco Caruso di fare alcune precisazioni riguardo alle istanze raccolte dai cittadini. “Siamo consapevoli che ogni cambiamento inizialmente destabilizza, ma occorre ricordare – afferma Francesco Caruso – che ogni nostra scelta è frutto di una visione complessiva di città che guarda a una migliore qualità della vita e alle future generazioni. Le decisioni di un’amministrazione comunale sulla viabilità a ogni latitudine sono sempre quelle più impopolari e discusse, ma a Cosenza abbiamo poi puntualmente constatato che superato l’impatto iniziale arriva la fase del gradimento generale”. Non solo, quello attuale è soprattutto un momento di passaggio ed è bene ricordarlo: “Stiamo attraversando una configurazione transitoria della rete stradale cittadina e di conseguenza della mobilità – sottolinea Francesco Caruso – Si tratta di interventi già appaltati e in corso di esecuzione per andare verso una configurazione ben definita della città, ispirata ai principi della sostenibilità e della mobilità dolce”. Ancora: “Doteremo gli spazi urbani di parcheggi di interscambio alle porte della città con la possibilità di pacchetti quotidiani. Da ogni hub, dopo aver parcheggiato la propria auto, sarà possibile prendere pullman elettrici o mezzi alternativi sempre ecosostenibili. È bene inoltre ricordare – aggiunge Francesco Caruso – che abbiamo predisposto interventi proprio per i percorsi pedonali che dai punti hub di interscambio consentono di noleggiare mezzi quali bici e auto. Ciascun hub prevede, ripeto, aree di parcheggio e stazioni di ricarica. Senza dimenticare la strada che sarà una bretella con il Parco del benessere, quale percorso alternativo per consentire di decongestionare il traffico rispetto allo stesso Viale Mancini. La tendenza nelle grandi città europee è quella di una mobilità sostenibile avviata anche a Cosenza – conclude Francesco Caruso – Non possiamo e non vogliamo tornare indietro”.

DISABILITÀ E SPORT – Paralimpiadi di Tokyo, quando lo sport è di tutti; un cambiamento culturale nelle menti di tutti.

Iniziai a parlare del connubio Disabilità e sport nel 2015, a seguito della mia tesi di Laurea Magistrale in cui cercavo di esporre i vantaggi dello sport in generale e, nello specifico, nei soggetti disabili. Iniziai quindi il mio cammino alla ricerca di atleti con disabilità che praticavano sport di qualsiasi genere e tipo, amatoriale o agonistico, in varie città della Calabria. Connubio che all’epoca feci un po’ fatica a mettere insieme, a causa dei vari pregiudizi radicati profondamente in alcune famiglie, per cui i propri figli disabili non erano in grado di praticare (a detta loro) sport o non vedevano nello stesso delle risorse a cui poter attingere per un migliore sviluppo psicofisico e di conseguenza una migliore qualità della vita.

Cos’è lo Sport?

La carta Europea dello sport dichiara che: “per sport si intende qualsiasi forma di attività fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non organizzata, ha per obiettivo l’espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o l’ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli”. Documento approvato dalla 7° conferenza dei Ministri Europei per lo sport nel 1992 a Rodi.

Stabilisce che bisogna dare a tutti i giovani la possibilità di beneficiare di tutti i programmi di educazione fisica al fine di sviluppare le proprie attitudini sportive di base, garantire a ciascuno la possibilità di praticare sport e di partecipare ad attività fisiche.

Lo sport è una palestra di vita, fondamentale nell’educazione e nelle relazioni sociali, motivo di incontro e di confronto con le diverse realtà; costituisce quindi aspetti socialmente rilevanti, divenendo così necessario e determinante nel percorso di crescita di ogni individuo. Rappresenta un fattore di accettazione, rispetto per le regole; regole che permettono di entrare in relazione con l’altro emotivamente e affettivamente.

È da considerarsi come un diritto che consente a tutti gli individui, atleti agonistici e non, di compiere una esperienza di maturazione umana, finalizzata alla formazione e allo sviluppo della persona, ma non solo. Anche di integrazione sociale.

Limiti come risorsa

Ma guardiamo cosa accade ancora oggi.

La maggior parte di noi vede i limiti come qualcosa di insuperabile, come qualcosa per i quali non si possa andare oltre. Un concetto ormai superato abbondantemente dalla capacità degli atleti disabili di andare oltre le barriere mentali e sociali che vigono ancora oggi: barriere mentali comunemente definiti pregiudizi della gente comune, che non riesce a rendersi conto delle reali difficoltà dei disabili nei normali processi di vita quotidiana, quali strade, accessi al mare, ecc. Nonostante il CIP (Comitato Paralimpico Internazionale) cerchi di dare risalto allo sport per disabili per renderne l’accesso a tutti come doveroso e come un modo per far capire alle famiglie di occupare il tempo “vuoto” dei ragazzi a casa in un tempo in cui i limiti divengono risorse, la strada è ancora lunga. Le Paralimpiadi di Tokyo stanno dimostrando quanto – però -le competizioni agonistiche degli atleti con disabilità vadano oltre il superamento dei propri limiti. Atleti che hanno imparato a conoscere il proprio corpo, di potenziarne le abilità.

Tra gli effetti psicologici infatti vi è quello di:

– migliorare la propria autostima che fa si manifesti appunto il miglioramento della forma fisica.

– acquisizione di nuove e diverse abilità.

– miglioramento della coordinazione motoria.

– maggiore controllo del proprio corpo.

– miglioramento delle relazioni interpersonali.

– condivisione delle problematiche.

Ovviamente questo comporta costanti e intensi allenamenti quotidiani, per arrivare alla competizione che vede la sfida, lo scontro e anche il confronto con gli altri e con il proprio “Io” per mettersi a confronto con sé stessi per migliorare e potenziare le proprie abilità.

Un ruolo importante a seconda dello sport che si pratica viene dalla tecnologia. I progressi della biomeccanica e dell’ingegneria dei materiali utilizzati hanno permesso di avere dei vantaggi in più: carrozzine, protesi, abbigliamento creano una forza “abilitante” in più.

Comunicazione e Sensibilizzazione

Ancora oggi, uno dei modi per avvicinare e far conoscere questa splendida realtà, soprattutto nei paesi in cui i retaggi culturali ne condizionano il modo di vivere, è il mondo dei social e per fortuna con le Olimpiadi anche il livello mediatico è cresciuto in maniera esponenziale. Ma ciò che bisogna fare è avvicinare quanti più adolescenti e famiglie possibile, ma non solo; un ruolo importante appartiene alle scuole e alla promozione di progetti volti alla sensibilizzazione, alla educazione e all’avvicinamento di persone normodotate alle competizioni sportive. Da anni si muove in tutto il territorio nello specifico quello Calabrese Reno Insardà, presidente dell’associazione Aida Onlus (Associazione Italiana Diversamente abili), vincitore di un bando che gli ha consentito di far conoscere lo sport paralimpico all’interno delle scuole, a far scoprire un modo nuovo, dove, con gli ausili e gli atleti paralimpici, hanno permesso a tutti gli alunni normodotati di praticare attivamente gli sport e far toccare loro con mano questa realtà. Perché è proprio da qui che bisogna partire, dalla scuola, che rappresenta la seconda agenzia educativa per eccellenza, dove si scoprono i valori, l’educazione alla vita, l’empatia, l’incontro con l’altro. Serve parlare di paralimpiadi e di sport come normalità e di promuovere un cambiamento culturale nelle menti di tutti. Di riempire anche gli spalti, di solito occupati solo da chi ne fa parte attivamente e da chi ne conosce effettivamente le potenzialità.

Ma si sa che il nuovo, e ciò che ancora non si conosce, spaventa. Ma credo che sarà il tempo a dare tutte le risposte e con esso anche un avvicinamento da parte delle istituzioni che dovrebbero facilitare attraverso la loro funzione. In primis, l’abbattimento delle barriere architettoniche perennemente presenti ancora oggi all’interno delle città, per poter eliminare definitivamente la disparità tra persone disabili e normodotati.

Perché in fondo come sostiene Iacopo Melio:

“La vera disabilità è negli occhi di chi guarda, di chi non comprende che dalle diversità possiamo solo imparare. Disabile è chi non è in grado di provare empatia mettendosi nei panni degli altri, di mescolarsi affamato con altre esistenze, di adottare punti di vista inediti per pura e semplice curiosità”. (Iacopo Melio).

PSICOLOGA Dott.ssa Paola Alessandra Repaci