REGGIO – Guida all’Aspromonte misterioso

Verrà presentato domenica 5 febbraio alle ore 18 “Guida all’Aspromonte misterioso”, nuovo libro edito da Rubbettino. L’evento è organizzato dalla libreria Ave in corso Garibaldi, 283 e si terrà nell’androne del palazzo attiguo gentilmente messo a disposizione dalla famiglia Trapani-Lombardo.

Un approccio innovativo per raccontare la lotta di liberazione dell’Aspromonte dalla criminalita’ e dai pregiudizi, seguita agli anni bui dei sequestri, della montagna rifugio di banditi e latitanti.  L’Aspromonte come luogo sinistro e pericoloso e’ stato ormai ‘liberato’ dall’impegno dello Stato con le forze dell’ordine e gli opportuni strumenti legislativi, ma anche dalla volontà della gente di riappropriarsi pacificamente dell’Aspromonte con l’escursionismo e con le sane attivita’ sportive in montagna. Nel tempo si e’ avviato uno sviluppo sostenibile, grazie alle prime guide che accompagnavano i turisti, ai rifugi, alle cooperative, ai sentieri segnati e agli abitanti dei borghi che offrivano ospitalità nelle loro case, ponendo le premesse per l’istituzione del Parco nazionale dell’Aspromonte. Un impegno di tutti che ci ha consegnato una montagna finalmente ormai sempre piu’ libera e degna del riscatto che merita.

Di tutto questo si racconta nel libro riccamente illustrato e curato da due autori tra i massimi esperti dell’Aspromonte. Giuseppe Battaglia, Generale dei Carabinieri, già Comandante Provinciale di Reggio Calabria dal 2017 al 2020, presta servizio in Bruxelles alla Commissione europea come Program Manager ed esperto di terrorismo, criminalità transnazionale e ambientale, difesa e sicurezza. Appassionato di alpinismo, canyoning e attività in mare, ha effettuato la prima salita del Nunziatella Peak 5635 m. in Karakorum – Pakistan. Anche dopo avere lasciato l’incarico, continua a esplorare e frequentare assiduamente l’Aspromonte e il territorio reggino.

Alfonso Picone Chiodo, agronomo presso l’Università degli Studi di Reggio Calabria. Tra i primi in Calabria ad occuparsi di escursionismo fondando Associazioni nazionali e Cooperative ecoturistiche nelle quali ha ricoperto incarichi locali e nazionali. Ha diretto progetti di ricerca naturalistica. Su tali temi ha pubblicato un centinaio di articoli su testate nazionali e locali ed è autore di una decina di volumi.

Gli autori hanno condotto un lungo lavoro di ricerca archivistica e di esplorazione dei luoghi di fatti di cronaca tratti dagli archivi dell’Arma dei Carabinieri, dall’Archivio di Stato e dalla stampa dell’epoca, nel periodo che va dal bandito Musolino ai sequestri di persona. Tutto ciò ha consentito la narrazione degli episodi criminali, la descrizione naturalistica dei siti ove essi si svolsero e 17 itinerari per accedervi. Diversi documenti e alcuni percorsi sono inediti. Completano il volume indici analitici e dei nomi.

Alla montagna buia e tragica degli eventi delittuosi e della ‘ndrangheta, che non devono essere dimenticati, si contrappone quella luminosa della natura, della gente onesta, delle sane tradizioni. Luoghi oggi che vogliamo considerare progressivamente liberi per l’escursionismo e per godere la montagna, grazie agli sforzi di tanti e all’amore della gente di Calabria.

Con la prefazione di don Luigi Ciotti, presidente dell’Associazione “Libera”, alla quale saranno devoluti i proventi derivanti dai diritti d’autore.

Polizia di Stato e Rai Documentari presentano “Senza rete”

Un docufilm che racconta il cyberbullismo per sensibilizzare all’uso consapevole del web. Proiezione in anteprima il 2 febbraio all’Auditorium Parco della Musica di Roma in onda il 4 febbraio alle 23:00 su Rai Due

“È un incubo e non so come uscirne, vorrei solo sparire per sempre”, con queste parole inizia “Senza Rete”, un docufilm che racconta il cyberbullismo provando a svelarne la natura: un mostro da guardare in faccia per poterlo riconoscere e affrontare.

L’idea di questo documentario nasce dall’intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno scolastico lo scorso 16 settembre a Grugliasco (TO), che, ricordando il dramma di Alessandro Cascone – il giovane di Gragnano suicida a 13 anni vittima di bullismo – ha sollecitato un maggior impegno al contrasto del cyberbullismo da parte dell’intera società e ricordato il valore della scuola, centrale per la nostra Repubblica.

Un’iniziativa rivolta ai più giovani, promossa con la collaborazione del Ministero dell’istruzione e del merito per sensibilizzare i minori all’uso consapevole del web e prevenire il diffondersi del fenomeno del cyberbullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto delle tecnologie.

Parallelamente alla crescita di diverse forme di disagio giovanile, oggi sono triplicate le richieste di aiuto di ragazzi e ragazze vittime di cyberbullismo. Chi perseguita si nasconde dietro la rete dei social sminuendo la gravità delle proprie azioni, chi è perseguitato, invece, in quella rete rimane impigliato, al punto da correre il rischio di soffocare. “Senza Rete” intende rimuovere quella rete, che può essere alibi o allo stesso tempo strumento di tortura. E lo fa ponendo al centro della narrazione le storie di alcuni ragazzi e ragazze vittime di cyberbullismo, attraverso la loro testimonianza diretta e quella delle persone a loro più vicine, degli Operatori della Polizia Postale che, con la loro umanità, si sono trovati ad affiancarli e soccorrerli. Come la storia di Andrea, che non ce l’ha fatta a sconfiggere quel mostro, o quella di Francesco e Valeria che invece la spuntano e lo mettono al tappeto, lasciandosi alle spalle la paura e la vergogna.

Attraverso i loro racconti e con l’aiuto di psicologi, docenti e esperti della Polizia Postale, “Senza Rete” mostra le pieghe oscure del cyberbullismo ma anche e soprattutto la luce in fondo al tunnel che può rischiarare quel buio.

Proprio ad Alessandro Cascone è  stata dedicata  la proiezione in anteprima del docufilm all’Auditorium Parco della Musica di Roma con la partecipazione di oltre 2500 studenti delle scuole romane insieme ai genitori di Alessandro, al Capo della Polizia, Lamberto Giannini, al Presidente della Rai Marilena Soldi e al direttore di Rai Documentari, Fabrizio Zappi.

L’evento è stato presentato dalla giornalista e conduttrice televisiva Francesca Fialdini.

Prodotto da Silvio Ricci per la SiriVideo in collaborazione con Polizia di Stato e Rai Documentari, scritto da Giovanni Capetta, Riccardo Mazza e Marco Speroni, che ne cura anche la regia, il docufilm sarà trasmesso da Rai Documentari sabato 4 febbraio in seconda serata su Rai Due e sarà proiettato in tutte le scuole d’italia.

REGGIO – AGEDILAB: presentazione progetto

Il Progetto AGEDILAB sarà realizzato nell’ambito territoriale della Città Metropolitana di Reggio Calabria che raggruppa n. 97 Comuni. Dal PIANO SOCIALE 2020-2022 della Regione Calabria si evince che le persone con disabilità sono 120.000 (anno 2013), circa il 6% della popolazione residente. Altro dato critico a livello nazionale, e ancor più per le regioni del Sud, è rappresentato dalla condizione professionale delle persone con disabilità. Il 66% delle persone con disabilità è fuori del mercato del lavoro. La fonte di reddito principale per le persone con disabilità è la pensione (85% per cento). Solamente il 3% delle persone con disabilità ha come fonte principale un reddito da lavoro. I dati sopra riportati sono rilevanti ai fini della programmazione delle politiche sociali e dei servizi socioassistenziali territoriali, attesa che la presenza di condizioni sfavorevoli relativamente alla salute e, ancora più rapportata alla disabilità permanente, siano frequentemente associate a condizioni economiche sfavorevoli. I servizi a favore delle persone con disabilità sono assicurati per il tramite di risorse specifiche, con destinazione vincolata, e, in minima parte, per il tramite di risorse finanziarie messe a disposizione dei Comuni. Tra le prime, sono da ricomprendere il servizio di assistenza domiciliare, i servizi di supporto e gli interventi di integrazione sociale, i tirocini e le borse lavoro.

L’Associazione AGEDI (Associazione Genitori di Bambini e Adulti Disabili), composta per la maggior parte da

genitori di persone con disabilità, è presente e attiva nel territorio di Reggio Calabria dal 1986.

Il contatto diretto con i familiari ed il vissuto di questi ultimi nel periodo di Pandemia, ha accentuato il bisogno non più procrastinabile, di trovare soluzioni per il Dopo di Noi dei propri congiunti. Le misure adottate durante la Pandemia, hanno portato nelle persone con disabilità, un aumento significativo di ansia, nervosismo, depressione, stress, che possono perdurare nel tempo, mettendo a rischio la salute ed il benessere psicofisico futuro.

Durante la Pandemia è mancato il supporto della comunità di riferimento: dall’assistenza personale, domiciliare e informale a quella sanitaria. Le famiglie sono rimaste SOLE a dover gestire situazioni di grande tensione emotiva e di elevato rischio sanitario.

 

 

 

 

 

 

La solitudine ed il senso di frustrazione generato da una calamità così inaspettata, ha accelerato la presa di coscienza, da parte dei genitori, della propria condizione di ulteriore fragilità, inserita in un contesto drammatico di vere e proprie politiche di abbandono. Nasce da qui l’urgenza di trovare soluzioni differenti a quelle offerte dal territorio di riferimento e per la maggior parte destinate a ragazzi con disabilità minori o ancora in carico nei processi di riabilitazione sanitaria.

È indispensabile che le persone con disabilità imparino ad uscire dal proprio contesto familiare, in una ottica di progressivo allontanamento dal nucleo d’origine. L’obiettivo finale è quello di preparare un futuro dignitoso ed assicurare una migliore qualità della vita.

 

Per questo il Progetto AGEDILAB intende raggiungere i seguenti OBIETTIVI:

  • sviluppare il più possibile il livello di autonomia dalla persona con disabilità;
  • sostenere le famiglie nella loro opera di cura della persona con disabilità, al fine di favorire la sua permanenza nell’ambito familiare e nella prospettiva del DOPO di NOI;
  • favorire le condizioni di pari opportunità in termini di possibilità di accesso ai servizi;
  • favorire le forme di integrazione nel mondo del lavoro e nel contesto sociale;
  • favorire la socializzazione anche attraverso la pratica sportiva tenendo conto delle attitudini e delle potenzialità di ciascuno, innalzando il livello di autonomia e autostima;
  • definire con la persona disabile in funzione delle sue capacità e con la sua famiglia, un progetto personalizzato professionale.

 

Il Progetto AGEDILAB intende favorire nelle persone con disabilità (PcD) giovani e meno giovani il rispetto della propria dignità intrinseca e l’acquisizione dell’autonomia individuale – compresa la libertà di compiere le scelte necessarie per affrontare il mondo esterno anche in un’ottica dell’oggi (DURANTE NOI) e del futuro (DOPO DI NOI). Il Progetto AGEDILAB si inserisce nel contesto territoriale della Città Metropolitana di Reggio Calabria e riguarda interventi diretti all’inclusione sociale di PcD.

 

Il Progetto AGEDILAB utilizzerà in chiave educativa le attività ludico/ricreative, formative e culturali e la

pratica dello sport in uno spazio che predilige la coesione sociale, il confronto e l’ integrazione.

Infatti sarà attivato uno spazio accoglienza, uno spazio laboratorio cucina e un’ area fitness in una sede

ampia 300mq, nella disponibilità dell’Associazione AGEDI.

 

 

Le attività progettuali avranno il seguente sviluppo:

 

SPAZIO ACCOGLIENZA” Accoglienza di quanti ne faranno richiesta e co-costruzione e co-redazione del progetto di inclusione personalizzato, in funzione delle caratteristiche, delle abilità/capacità e dei reali obiettivi da raggiungere. Tale attività vedrà coinvolti la PcD e la sua famiglia. Il progetto di inclusione personalizzato mirerà principalmente alla promozione dell’autonomia personale della PcD ed eventualmente il sostegno all’inserimento lavorativo anche attraverso l’attivazione di tirocini formativi e/o di inclusione sociale. Tutte le soluzioni e quindi gli step del percorso intrapreso saranno individualizzati.

 

“LABORATORIO CUCINA” La scelta nasce dalla convinzione e dall’esperienza che cucinare può trasformarsi in una vera e propria terapia del benessere in grado di stimolare lo stato psicofisico dei partecipanti. Il laboratorio offrirà a tutti un’area di ricerca-azione in cui esplorare i vari materiali per comunicare, inventare, creare e fare nuove esperienze sia dal punto di vista sensoriale che progettuale e psicomotorio. Il tutto, ottenendo anche un risultato appagante, concreto e ben realizzato.

 

 

 

“LABORATORIO FITNESS” tratta di fitness e non riabilitazione. Sarà realizzata una palestra fatta a misura di PcD, a prescindere dalle loro abilità, ed aperta a tutti. Un’area in cui le PcD avranno un’assistenza qualificata: laureati in scienze motorie che sappiano predisporre programmi di allenamento specifici. La frequenza dell’area fitness sarà occasione di integrazione e condivisione. La palestra dovrà prevedere un percorso per muoversi tra gli attrezzi, l’utilizzo di macchine isotoniche all’altezza delle PcD con un accesso facilitato (in pratica prevedere l’ingombro della sedia) ed altri accorgimenti che facilitino la praticabilità degli spazi.

 

“LABORATORIO FAMIGLIE” Il Progetto AGEDILAB, si farà carico delle famiglie di appartenenza delle PcD beneficiarie del Progetto, attraverso incontri di auto aiuto tra caregivers e seminari di informazione, sensibilizzazione e formazione sulle tematiche della disabilità rivolti alla comunità. Tale attività sarà gestita interamente da professionisti del settore in una sorta di scambio anche di esperienze significative con realtà istituzionali e associative anche esterne al territorio.

 

Metodologie

 

Le attività progettuali saranno in grado di rispondere in maniera innovativa ad un bisogno specifico, al quale al momento attuale non esistono risposte concrete sul territorio. La valorizzazione, la messa in rete, il potenziamento di relazioni già esistenti e la creazione di nuove connessioni, garantirà la sostenibilità futura dell’iniziativa e la naturale trasferibilità del “modello” in altri contesti territoriali.

Partnership e collaborazioni potranno sostenere l’iniziativa non solo nella sua realizzazione ma anche per la creazione di un “Modello sostenibile” e replicabile anche in altre realtà territoriali locali, regionali e nazionali.

 

Risultati attesi

 

Le attività realizzate attraverso il progetto consentiranno alle famiglie di PcD di usufruire di un servizio, totalmente gratuito per i beneficiari, che manca assolutamente sul territorio e che spesso viene sostituito da attività totalmente a carico delle famiglie sia dal punto di vista organizzativo che gestionale. Inoltre, molte PcD adulte, uscite dal circuito scolastico e riabilitativo, restano escluse dal processo di inclusione e socializzazione. I servizi già presenti non riescono a soddisfare tutto il fabbisogno, con la conseguente creazione di lunghe liste d’attesa ed il pericolo di istituzionalizzazione, per l’impossibilità delle famiglie di farsi carico da sole, della gestione quotidiana. I servizi presenti sono per la maggior parte offerti nella fascia antimeridiana, mentre la fascia post-meridiana è lasciata alla buona volontà delle famiglie e a quella delle associazioni come l’Agedi che riesce a creare occasioni di alternative a pomeriggi da trascorrere nella “solitudine delle proprie case”.

Dal punto di vista qualitativo, essendo l’AGEDI un’associazione di famiglie di PcD, garantirà una valutazione dal punto di vista del caregiver; i Partner e le collaborazioni garantiranno il livello qualitativo e di alta professionalità che sarà messo in campo. La partnership qualificata e arricchita dalle collaborazioni anche con il contesto produttivo, potranno garantire la replicabilità del MODELLO che sarà introdotto.

 

Partner

 

L’ARCI di Reggio Calabria , un’associazione di promozione sociale che mette insieme una serie di realtà attive sul territorio accomunate dai valori della solidarietà, dell’impegno per la piena affermazione dei diritti civili e sociali e in questo caso sarà un partner che potrà spendere la sua decennale esperienza nell’ambito dell’inserimento sociale e lavorativo delle fasce deboli e svantaggiate.

 

 

 

Collaborazioni

 

L’Associazione Nazionale Protezione Civile Don Orione, è una organizzazione di volontariato si occupa di servizi socio sanitari rivolti a tutta la popolazione, con particolare durante le emergenze. Nel periodo di Pandemia si è distinta, nel territorio della Città Metropolitana, per il supporto concreto alle Istituzioni ed alle famiglie bisognose. L’ODV ha, al suo interno, personale medico, infermieristico e di supporto.

Offrirà supporto gratuito tecnico logistico per la realizzazione delle attività Laboratoriali.

 

L’ASD GYM POINT ALBINO, specializzata in ginnastica finalizzata alla salute – benessere della colonna vertebrale – posturale, offrirà supporto gratuito tecnico logistico per la realizzazione delle attività previste nel LABORATORIO DI FITNESS

 

L’IMPRESA L’A GOURMET, dello CHEF Filippo Cogliandro, è un ristorante ospitato in un palazzo nobiliare di inizio ‘900, che si affaccia sul “chilometro più bello d’Italia”. Al suo interno le tre sale, dove vengono proposti piatti di mare e di terra i cui protagonisti sono i prodotti del territorio calabrese, pietanze Gourmet servite tra il mare di Scilla e Cariddi e il magico Aspromonte. Offrirà supporto gratuito tecnico logistico per la realizzazione delle attività previste nel LABORATORIO DI CUCINA

 

L’OFFICINA DEL GUSTO, dello CHEF Fortunato Aricò che incarna la passione per il cibo nella sua accezione più alta. Profondo conoscitore del territorio Calabrese e dei suoi sapori, ama elaborare i suoi piatti partendo da gusti e ricette tradizionali che reinterpreta nei suoi piatti unici. Si definisce “Cuoco” più che “Chef” ma anche “Artigiano” della sua Officina dove il Gusto è tema ed ispirazione continua, dove il territorio e la sua Calabria sono orgoglio e fonte inesauribile di nuovi stimoli. Offrirà supporto gratuito tecnico logistico per la realizzazione delle attività previste nel LABORATORIO DI CUCINA

 

 

 

Risorse umane

 

  • Volontari
  • Laureati in scienze motorie
  • Chef
  • Psicologo
  • Assistente Sociale
  • Addetto all’accoglienza
  • Operatore d’orientamento
  • Fisiatra

REGGIO – Accademia di Belle Arti punto di riferimento del territorio. Sacchetti: “Puntiamo al cinema e teatro”

Punta in alto l’Accademia di Belle Arti volgendo lo sguardo a tutti i settori artistici come il cinema e il teatro. Il direttore del noto istituto reggino, Piero Sacchetti non ha alcun dubbio in merito, “il Corpo docente lavora quotidianamente con i ragazzi mantenendo costante l’attenzione per le sperimentazioni e la produzione artistica contemporanea, al fine di formare professionisti nel campo delle arti visive, progettuali e della didattica dell’arte”.
“Dalla mia nomina come direttore dell’Accademia, la nostra istituzione si è aperta al territorio, affrancando le sinergie istituzionali e i rapporti con le associazioni e la comunità – afferma il professore Sacchetti -. Con orgoglio, posso dire che è una delle eccellenze del territorio per capacità e professionalità e non ha nulla da invidiare alle altre Accademie italiane sia per l’ampliamento dell’offerta formativa che per la presenza di stimati docenti di alto profilo, provenienti anche da altre Regioni d’Italia. L’Accademia è costantemente impegnata nel potenziamento dei laboratori e nell’implementazione del patrimonio informatico e tecnologico per questo abbiamo volutamente ripreso la produzione, purtroppo trascurata negli anni passati, ma di notevole importanza per garantire percorsi di eccellenza agli studenti e farci spazio nel mondo del cinema e teatro”.
Il direttore in solo 9 mesi, ha ricreato un “assetto familiare” nel quale ognuno ha il proprio ruolo ma “tutti devono dialogare per superare eventualmente, i vari gap e raggiungere insieme gli obiettivi prefissati”:
“I nostri studenti si sentono a casa, siamo una grande famiglia e, quando varcano la porta d’ingresso, respirano serenità, disponibilità, accoglienza. Ma il nostro lavoro non finisce qui: stiamo lavorando affinché l’Accademia si apra in toto al territorio, attraverso la ricerca di sinergie con le istituzioni pubbliche e private, cittadine, regionali e nazionali perché è importante che ricopra un ruolo di rilievo nell’ambito della promozione culturale in campo artistico – conclude il direttore Sacchetti -. Disponiamo di un grande patrimonio professionale e culturale ma solo se le Istituzioni aiuteranno gli Enti di formazione, le Accademie, le Università, i nostri talentuosi giovani non scapperanno via da questa terra e, finalmente, produrranno per essa”.

Ricorrono oggi i cento anni dalla nascita del carabiniere Fortunato Caccamo, decorato con la medaglia d’oro al valor militare

Ricorre oggi, il centenario dalla nascita del carabiniere Fortunato Caccamo, decorato con la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria nel corso della seconda guerra mondiale.

Fortunato Caccamo, nato a Gallina, allora comune autonomo e oggi quartiere di Reggio Calabria, il 1^ febbraio 1923, ancora studente liceale si arruolò volontario nella Legione Allievi CC. di Roma il 19 dicembre 1942. Nominato carabiniere fu destinato alla regione territoriale di Roma, dapprima presso la Stazione CC. Scalo Termini e poi al posto fisso Carabinieri di guardia del Senato.

Dopo gli avvenimenti dell’8 settembre 1943, si aggregò alla Banda CC. del fronte di resistenza “Generale Caruso”. Il 26 marzo, arrestato dai tedeschi, fu portato prima in Via Tasso e poi nelle carceri di Regina Coeli sotto l’accusa di spionaggio in danno dei tedeschi. Dopo un sommario processo venne fucilato nel Forte Boccea il 3 giugno 1944.

 

Questa la motivazione della concessione della M.O.V.M.

“Carabiniere animato da elette virtù militari, sottrattosi coraggiosamente alla cattura delle forze tedesche, entrava subito a far parte della organizzazione clandestina dei Carabinieri Reali della Capitale. Catturato su delazione, sebbene sottoposto per lunghi mesi a feroci torture, manteneva assoluto silenzio evitando così di far scoprire capi e gregari dell’organizzazione. Nessuna lusinga o allettamento dei suoi aguzzini lo faceva deflettere dal giuramento prestato. Compreso solo del bene della Patria, donava la sua giovane esistenza affrontando serenamente la morte per fucilazione.

Luminoso esempio di attaccamento al dovere e all’onore militare” – Roma, 7 ottobre 1943 – 3 giugno 1944.

 

Eroe tra gli Eroi, Martire tra i Martiri. Aveva compiuto da poco il suo ventunesimo anno di età.

Al Carabiniere Fortunato Caccamo è stata intitolata, ad imperitura memoria, la caserma del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Reggio Calabria presso la cui sede ogni anno viene dedicata una sobria cerimonia in suo ricordo.

 

REGGIO – Associazione Culturale Anassilaos: omaggio a Montalbetti, 80esimo morte

Ottanta anni fa, il 31 gennaio del 1943, moriva ad Annà di Melito, vittima di un incursione aerea anglo-americana l’Arcivescovo di Reggio Calabria Enrico Montalbetti, il primo ed unico significativo esponente della Chiesa Cattolica a perire nel corso e a causa della Seconda Guerra Mondiale. Lo ricorda Giuseppe Diaco responsabile dell’Associazione Culturale Anassilaos, in previsione della prossima manifestazione e mostra che il Sodalizio reggino intende dedicare all’80° anniversario delle sanguinose incursioni aeree della primavera-estate del 1943. Il 31 gennaio si era recato a Bova Marina, presso l’Istituto Salesiano, per celebrare l’anniversario della morte di San Giovanni Bosco (31 gennaio 1888), i cui insegnamenti gli erano particolarmente cariLo accompagnavano nella visita il canonico Rocco Trapani, parroco del Crocifisso e cancelliere della Curia e due seminaristi. Nel pomeriggio si era recato ad Annà di Melito. Nel corso della omelia tenuta presso la chiesa di San Giuseppe, nell’ascoltare il rombo di aerei nemici che sorvolavano la zona, ebbe a dire, quasi presago del Suo destino, “Anche se una bomba ci colpisce, che importa? essenziale è di essere pronti… prepariamoci alla morte. Era nato a Venezia il 12 settembre 1888 da Emilio Montalbetti e Carolina Portmann. Studiò prima al seminario di Varese, poi a quello di Monza, e infine al Seminario Maggiore di Milano per gli studi teologici. Ordinato sacerdote il 10 giugno 1911, nel settembre dello stesso anno conseguì la laurea in teologia. Uomo di grande spessore culturale nel 1931 fondò con Mons. Perini arcivescovo di Fermo, la rivista “Catechesi”. Il 5 maggio 1935 viene eletto Arcivescovo titolare di Derco, nella diocesi della Tracia e Coadiutore, con diritto di successione, dell’Arcivescovo di Trento Mons Endrici. Qui egli si trova ad operare in una realtà difficile. A certa ostilità del regime fascista, che non approva talune sue iniziative, si unisce anche la diffidenza di parte degli ambienti curiali molto legati all’Arcivescovo titolare. La promozione ad Arcivescovo di Reggio Calabria è dunque un modo (promoveatur ut amoveatur) per risolvere un nodo intricato. Entra in Diocesi l’8 settembre del 1938, durante le tradizionali Feste in onore della Madonna della Consolazione, e due anni più tardi, l’8 gennaio 1940, per rinuncia del vescovo salesiano mons. Giuseppe Cognata, viene anche nominato Amministratore Apostolico della Diocesi di Bova. Nei cinque anni trascorsi a Reggio Calabria egli si dimostra attento ai bisogni della città ed ai suoi problemi, aggravati ormai dalla guerra (10 giugno 1940). Le numerose visite pastorali compiute in Diocesi gli consentono di approfondire la conoscenza del suo popolo al quale guarda con affetto e rispetto pur riprovando talune “abitudini” della società reggina. La sua attività fu comunque interrotta dalla sua morte, inattesa e improvvisa in una fredda giornata di gennaio. Si è sopra ricordata la visita a Bova e la Santa Messa nella chiesa di San Giuseppe di Annà. Di sera egli si reca nella villa del marchese Annunziato Ramirez per pernottare al fine di proseguire l’indomani la visita pastorale a Melito. Alla cena organizzata dal nobiluomo sono presenti numerose autorità civili e militari. Nell’attesa della cena gli invitati, l’arcivescovo e i Ramirez, guardano lo Stretto illuminato dai bengala degli aerei che bombardano la vicina Messina. Con ogni probabilità le luci della villa sono accese e le finestre spalancate. Durante le incursioni notturne i caccia inglesi (il Douglas Havoc armato con otto mitragliatrici sulla prua e in gondola ma soprattutto con 40 bombe a frammentazione) che scortavano i super-bombardieri, erano soliti volare alla ricerca di obiettivi militari minori. Verso le 19.40 un caccia inglese sorvola la casa e attirato dalle luci sgancia alcune bombe, quelle a frammentazione, una delle quali cade a pochi metri dalla casa disseminando le sue schegge mortali che colpiscono a morte l’arcivescovo, il Marchese Annunziato Ramirez, la moglie Caterina Fieschi, don Rocco Trapani, il parroco di Annà don Giovanni Billari, gli ufficiali Carlo Bertuscelli, Vincenzo Mirto con la moglie Beatrice, e Filippo Notarbartolo oltre a ferire, più o meno gravemente, altre cinque persone, tra cui Francesco Ramirez, figlio del marchese. La sua tragica morte, insieme a quella di tutti gli altri, annuncia la terribile stagione dei bombardamenti aerei dei mesi successivi che semineranno morte a Reggio Calabria e in tutta la provincia.

 

CROTONE – La teca con i resti dell’auto del giudice Giovanni FALCONE

Nella mattinata odierna, nel piazzale del Tribunale di Crotone è stata scoperta la teca della “ Quarto Savona 15 ”, l’auto sulla quale trovarono la morte il Giudice Giovanni FALCONE, la moglie ed i componenti della sua scorta nell’attentato di Capaci del 23 maggio 1992.

Alla manifestazione hanno preso parte gli studenti delle scuole del territorio, la signora Tina MONTINARO, moglie del capo scorta del Giudice FALCONE, Antonino MONTINARO e Presidente nazionale dell’associazione “Vittime di Mafia”, nonché il Questore Marco GIAMBRA e le autorità politiche, civili e  militari della provincia.

Nel pomeriggio della stessa giornata la signora MONTINARO si recherà presso la Camera di Commercio di Crotone per un incontro con le associazioni di categoria e le imprese del territorio sul tema della Legalità.

La teca rimarrà esposta fino a domattina quando, dopo il saluto delle autorità, lascerà la città

CALABRIA – Marchio D.O.P. per il cedro di Santa Maria, mercoledì conferenza stampa al museo del Cedro

L’Europa dice sì: marchio D.O.P. per il “Cedro di Santa Maria del Cedro”.

Le ultime più recenti e rilevanti novità, in ordine allo stato della procedura, saranno illustrate mercoledì 1° febbraio 2023 presso il Museo del Cedro, a Santa Maria del Cedro (CS).

In particolare, alle ore 10:00 avrà luogo una visita alla cedriera dell’azienda Eva, in località Valline, nel cuore della Valle dei Cedri: attesi il Presidente della Giunta regionale della Calabria, Roberto Occhiuto, e l’Assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo.

A seguire, alle ore 10:30, conferenza stampa nelle sale del Museo del Cedro, a Santa Maria del Cedro, con l’intervento – oltre che del Presidente Occhiuto, e dell’Assessore Gallo – di Roque Pugliese, referente per la Calabria della Comunità Ebraica di Napoli, e di Angelo Adduci, Presidente del Consorzio del Cedro di Calabria.

Ai lavori, che saranno aperti dai saluti istituzionali del Sindaco di Santa Maria del Cedro, Ugo Vetere, presenzieranno, tra gli altri, anche i primi cittadini dei Comuni dell’Alto Tirreno Cosentino; il Presidente dell’Accademia Internazionale del Cedro, Franco Galiano; il Presidente di Confagricoltura Cosenza, Paola Granata; il Presidente di Confapi Calabria, Francesco Napoli; il Presidente della Camera di Commercio di Cosenza, Klaus Algieri; il Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Confcommercio della provincia di Cosenza, Corrado Rossi. Nel corso dell’incontro saranno illustrati, altresì, i risultati sin qui conseguiti dal Consorzio e gli ulteriori interventi orientati allo sviluppo del comparto cedricolo calabrese.

REGGIO – UniRC| Mostre ad Architettura

Il Dipartimento dArte dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria promuove 2 mostre aperte alla comunità scientifica, agli studenti e alla città, curate dai Laboratori di Ateneo ABITAlab e Landscape_inProgress, in occasione di percorsi di ricerca, terza missione e trasferimento alla didattica del Corso di Laurea Magistrale in Architettura

Da febbraio 2023  gli spazi di Architettura della Mediterranea (Cittadella Universitaria) “Bauhaus” e “Open Studenti ospiteranno lavori curati dai ricercatori dei laboratori universitari insieme agli studenti e diretti dai responsabili scientifici, in occasione di seminari tematici e lectures di grande interesse e impatto sul tema del “progetto, luogo, paesaggio e ambiente”, utilizzando strumenti del design e della modellazione avanzata con la produzione di elaborati, prototipi e video. 

Il primo evento avrà inizio mercoledì 1 febbraio 2023 ore 15.00 con la Mostra_ “Emerging Technologies vs Atmosphere and AI Visions” nello spazio Open_studenti, pt Architettura 

Le ricerche di ABITAlab direttrice la prof.ssa Consuelo Nava, e il percorso di tesi dell’ATELIER22, lanciano una sfida al progetto di architettura nelle città della transizione, proponendo immagini personalizzate e prodotte in AI, capaci di esprimere il valore generativo delle tecnologie emergenti, prima di ri-partire con il loro valore formale, in un’espressione rigenerativa di qualità ecologica e digitale che va oltre la prestazione. 

L’esperienza virtuale abbandona lo spazio misurabile, con un’anticipazione capace di immergersi in ciò che non c’è e chiede di trasferire città, architetture e dispositivi in un nuovo contesto, i cui confini sono quelli definiti dall’atmosfera e le cui visioni vengono affidate a simulazioni, oltre il predittivo, alle comunità che vivono nuovi spazi “come risposta del progetto, la cui immagine è prodotta da un’intelligenza artificiale.  


La seconda Mostra_”Notes on Calabria’s routes” con inizio alle ore 15 di giovedì 9 febbraio sino al 11 febbraio 2023 nello spazio Bauhaus, pt Architettura
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Nell’ambito del 7° Seminario Internazionale della rete interuniversitaria DHTL – Designing Heritage Tourism Landscapes – Turismo, Luoghi del sacro e progetto, il Laboratorio Landscape_in progress, coordinato dai proff. Ottavio Amaro e Marina Tornatora.

La Calabria, storicamente si presenta come luogo di santi e di ritiro spirituale, dove geologia dei luoghi e paesaggio vivono in simbiosi perfetta.

Decine di conventi, eremi, santuari, insieme a trame, sentieri e cammini religiosi sono i segni più evidenti, che ancora oggi possono rappresentare momenti di un progetto di recupero e restauro del territorio. La mostra, attraverso video, modelli tridimensionali e mappe, espone una prima ricognizione sui principali cammini e mete religiosi in Calabria.

CALABRIA – Scuola calabrese premiata dal ministro Valditara

PRINCI: “CAPACITÀ DI RACCONTARE LA STORIA AI BAMBINI CON LINGUAGGIO SEMPLICE E MODERNO”

Un “giorno della memoria” importante quello percorso dalla scuola calabrese quest’anno, in particolare dall’Istituto Comprensivo “Don Milani – De Matera” di Cosenza che, partecipando al concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah”, indetto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, ha ricevuto una menzione speciale con il video “Il filo della storia”.

Grande l’emozione vissuta da Valeria e Ludovica che, in rappresentanza dei compagni delle quinte A e B del loro istituto, hanno ricevuto il premio dal Ministro Valditara in persona, partecipando alla cerimonia che si è svolta al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella.

“È con profondo orgoglio, anche in qualità di donna di Scuola – afferma il Vicepresidente con delega all’Istruzione Giusi Princi – che indirizzo un plauso al Dirigente scolastico Immacolata Cairo, alle docenti Dorotea Battista e Debora Gaudio e ai bambini delle quinte A e B dell’Istituto ‘Don Milani- De Matera’ per la capacità con cui sono riusciti a raccontare in chiave moderna, con originalità del metodo usato e adozione di un sistema innovativo di costruzione del video, una delle pagine più drammatiche della storia del ‘900. Un riconoscimento che assume un valore ancor più alto se si considera che – continua il Vicepresidente – dei cinque istituti premiati, soltanto due sono le scuole primarie vincitrici, tra cui quella calabrese che, con il linguaggio semplice e immediato del video-racconto, è riuscita appunto dimostrare come la scuola debba essere il vero antidoto contro l’antisemitismo, la strada più importante per riconoscere la centralità della persona come indica la Costituzione. Ringrazio e mi complimento – conclude Giusi Princi – con la comunità scolastica cosentina per questa bella pagina fatta vivere alla Scuola calabrese tutta. Scuola calabrese tutta – puntualizza ancora Princi – caratterizzata da un alto senso di responsabilità e da capacità di interpretare con metodi didattici innovativi i bisogni dei nostri studenti”.