REGGIO – UniRC| SBAperTE “Una giornata in Biblioteca”

Dal 14 al 16 novembre il Sistema Bibliotecario dell’Università Mediterranea propone la seconda edizione della rassegna “SBAperTE – Una giornata in Biblioteca”.

Presso le Biblioteche di Area si svolgeranno incontri di approfondimento su temi concernenti l’area scientifico-disciplinare di riferimento e seminari sulla ricerca bibliografica.

La Biblioteca della Residenza Universitaria di Via Manfroce ospiterà un evento incentrato sull’importanza della musica per il benessere psicofisico dell’individuo.

Nel corso dei singoli eventi il personale bibliotecario, illustrerà ai partecipanti i servizi e le risorse del Sistema Bibliotecario di Ateneo.

La rassegna SBAperTE che si svolgerà dal 14 al 16 novembre – dichiara la prof.ssa Marina Mancini coordinatrice scientifica dal Sistema Bibliotecario di Ateneo –   si inserisce nell’azione di supporto della didattica e della ricerca svolta dal Sistema Bibliotecario di Ateneo, offrendo agli studenti nuove occasioni di crescita culturale.”

CALABRIA – FAI: da lunedì 21 a sabato 26 novembre tornano le GIORNATE FAI PER LE SCUOLE, Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni

Tornano nella settimana dal 21 al 26 novembre le “Giornate FAI per le scuole”, manifestazione tutta dedicata alle scuole che da undici anni il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS organizza, su modello delle Giornate FAI di Primavera e d’Autunno, la più grande festa italiana di piazza dedicata alla promozione del patrimonio di storia, arte e natura del Paese.

Le Delegazioni di migliaia di volontari della Fondazione, diffusi e attivi in tutte le regioni, apriranno oltre cento luoghi speciali che saranno visitati da studenti iscritti al FAI con la loro classe. Le classi “Amiche FAI” saranno guidate da altri studenti, appositamente formati per l’occasione dai loro insegnanti in collaborazione con il FAI: gli Apprendisti Ciceroni. Migliaia di ragazzi saranno “Ciceroni” per un giorno: accoglieranno ragazzi come loro portandoli alla scoperta di chiese, palazzi, parchi e giardini storici, monumenti e istituzioni del loro territorio, raccontandone la storia, mostrandone i capolavori e i particolari curiosi, e trasmettendo così ai loro pari un valore, che loro per primi hanno scoperto in un’esperienza che non dimenticheranno, che li renderà cittadini più consapevoli e attivi, primi difensori e promotori del patrimonio culturale dell’Italia.

Le Giornate FAI per le scuole si confermano un’esperienza formativa di grande efficacia e soddisfazione per tutti: un progetto di educazione tra pari che insegna e che arricchisce, che trasforma e che ispira per il futuro, che rende protagonisti e che diffonde conoscenza e passione per la conoscenza, da cui scaturisce il desiderio di proteggere quel patrimonio per sempre e per tutti, come è nella missione del FAI.

Quest’anno le Giornate FAI per le scuole prevederanno aperture speciali dedicate alla scoperta del paesaggio: un tema che sta particolarmente a cuore al FAI, che opera anche attraverso questa iniziativa per promuovere un’educazione al paesaggio, che manca in Italia, laddove è per fortuna crescente l’interesse per l’ambiente e la sua tutela. Il paesaggio è lo scenario del nostro vivere quotidiano, l’opera collettiva di generazioni passate in cui si incarnano storia e natura del nostro Paese, e un’eredità che i giovani devono conoscere e apprezzare per contribuire nel presente e nel futuro alla sua tutela, e anche alla sua consapevole trasformazione, necessaria per lo sviluppo nel quadro della transizione ecologica che oggi si impone a fronte della crisi ambientale. Se il paesaggio del passato riflette la cultura delle generazioni passate, il paesaggio del futuro sarà il riflesso della cultura delle generazioni presenti e future, che in base a essa costruiranno il paesaggio di domani.

L’undicesima edizione delle Giornate FAI per le Scuole si svolge con il Patrocinio della Commissione europea, del Ministero della Cultura, di Regione Calabria e con il generoso sostegno di Fondazione CARICAL.

Si ringraziano, inoltre, Regione Campania, Provincia Autonoma di Trento e Fondazione di Comunità Milano – Città, Sud Ovest, Sud Est, Martesana per i contributi concessi. RAI è Main Media Partner dell’iniziativa.

Il progetto sarà sostenuto anche quest’anno da AGN ENERGIA, per il settimo anno consecutivo sponsor principale dell’evento, sempre sensibile al rispetto per l’ambiente e alle iniziative che coinvolgono la scuola. In occasione dell’evento verrà infatti lanciata una nuova edizione del contest online #LATUAIDEAGREEN: gli studenti potranno scegliere l’opera di street art che ritengono più significativa per riflettere sul tema del paesaggio e la sua salvaguardia.

Per informazioni sui beni aperti e per le prenotazioni delle visite consultare il sito internet www.giornatefaiperlescuole.it

Informazioni per la stampa:
FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano

Ufficio Comunicazione Stampa e New Media – Serena Maffioli tel. 349.7131693; s.maffioli@fondoambiente.it

Ufficio Comunicazione Tv e Radio – Novella Mirri tel. 334.6516702; n.mirri@fondoambiente.it

 

TRA I BENI APERTI IN CALABRIA

TAVERNA (CZ)

Museo Civico di Taverna

Il Museo, situato in una delle piazze principali del borgo, risiede nel suggestivo Cenobio domenicano del XV secolo, sede anche del Municipio. Le sedici sale espositive conservano dipinti, sculture, tessuti, disegni, stampe databili dal XVI al XX secolo. Dalle opere seicentesche di Mattia Preti agli spazi infiniti di Angelo Savelli, ai décollage di Mimmo Rotella, il Museo offre un excursus artistico unico in Calabria. Nella piazza antistante sono situati il M.A.C.A.T – Museo d’arte contemporanea all’aperto e le “Strade della Poesia”, dove sono incisi su terracotta ingobbiata i testi poetici d’importanti autori del Novecento. La Chiesa monumentale di San Domenico, annessa al Museo Civico, è una splendida cornice barocca per un patrimonio di inestimabile valore fra dipinti, affreschi, cornici e arredi in legno intagliati e dorati e sculture: le undici tele di Mattia Preti, le opere di Giovan Battista Ortega, Gregorio Preti, Giuseppe De Rosa, Francesco Ferrazzano arricchiscono il più importante monumento seicentesco della Calabria. Nella stessa piazza il palazzo Gironda Veraldi, un elegante edificio settecentesco, ospita nel piano nobile la sede operativa dell’Archivio Pretiano Internazionale, punto di riferimento per studiosi e cultori della produzione artistica di Gregorio e Mattia Preti.

Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni del Liceo Classico F. Fiorentino di Lamezia Terme

 

SANTA SEVERINA (KR)

Il centro storico di Santa Severina

Santa Severina è uno dei Borghi più belli d’Italia, tra i meglio conservati in Calabria. Si erge nella Valle del Neto in un territorio collinare vocato alla coltivazione di agrumeti e uliveti. La pianta del suo centro abitato è ellittica con case impiantate sul ciglio della rupe da un lato e dall’altro si articola quello che era l’antico quartiere Grecia. Nella storia recente, di notevole importanza, è stata la riforma agraria del 1950, che ha cambiato l’assetto sociale del paese. Oggi, grazie al suo notevole patrimonio artistico, Santa Severina costituisce uno dei poli turistici calabresi più interessanti. L’importanza di Santa Severina è attestata da molti e importanti monumenti. Come il Battistero, edificio bizantino risalente al secolo VII-IX, nonché più antico monumento ecclesiastico aperto al culto in Calabria, in cui è possibile, ancora oggi, ammirare capitelli con antiche iscrizioni e resti di affreschi raffiguranti scene sacre. Collegata al Battistero da una porta nascosta è la Cattedrale di Santa Anastasìa. Eretta nel XII secolo da Ruggero di Stefanunzia, mantiene ancora il portale originario. Da segnalare all’interno il particolare Crocifisso “gravido”, opera lignea del XV secolo, l’affresco della navata sinistra (XV secolo) e l’ambone marmoreo del XVII secolo. Infine, da ammirare anche il soffitto a cassettoni con dipinto centrale e il pregevole coro ligneo con badalone, situato sul retro dell’altare marmoreo. La scoperta dei tesori di Santa Severina non termina sulla soglia della Cattedrale, anzi prosegue nel Palazzo Arcivescovile, dove ha sede uno dei più importanti Musei Diocesani di Arte Sacra della Calabria.

Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni dei Liceo Classico “D. Borrelli” di Santa Severina    

 

Elenco completo dei luoghi aperti in CALABRIA e modalità di partecipazione all’evento su:

https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-per-le-scuole/i-luoghi-aperti/?regione=CALABRIA

 

 

REGGIO – “La percezione dell’Antico”, premio Anassilaos Ibico

Si terrà nel pomeriggio di oggi  10 novembre, alle ore 17,00 presso la Sala Giuffrè della Villetta De Nava, nell’ambito degli incontri “La percezione dell’Antico” promossi dal Comune di Reggio Calabria nel 50° dei Bronzi di Riace,  la cerimonia di consegna  dei riconoscimenti relativi al Premio Ibico, intitolato per l’occasione al grande poeta greco reggino,  concorso di poesia per una raccolta inedita in versi promosso,  nell’ambito del Premio Anassilaos di Arte Cultura Economia e Scienze, giunto nel 2022, alla sua 34^ Edizione,  congiuntamente dall’Associazione Culturale Anassilaos, da Ideocoop-Media Services Società Cooperativa Sociale e da Città del Sole Edizioni. Vincitore del concorso il poeta Aurelio Zucchi. Segnalati i poeti Pat Porpiglia, Carmelisa Nicolò, Minella Bellantonio, Giuseppe Bovo, Valeria Grazia Grasso, Natale Pace, Lorenzo Piccirillo.  Il poeta Ibico nacque a Rhegion verso la metà del VI secolo a.C., figlio di Phytios, uno dei legislatori della città, esponente di una famiglia aristocratica. Secondo le fonti gli fu prospettata la possibilità di diventare tiranno di Reggio, ma il poeta declinò questa responsabilità. Pure nell’incertezza delle fonti, sappiamo che egli si formò alla scuola lirica di Stesicoro, anche se, per motivi anagrafici, non poté esserne diretto discepolo. Forse in relazione al suo rifiuto di diventare tiranno della polis, si allontanò da Reggio e viaggiò per molte città e corti aristocratiche, vivendo della sua arte. Certa è la sua presenza a Samo, dove fu per molti anni ospite del tiranno Policrate, come prova un suo carme, nel quale, dopo aver rifiutato di cantare le gesta degli eroi, celebra i giovani più belli, concludendo proprio con l’elogio della bellezza di Policrate. Partito da Samo dopo la morte di Policrate, secondo una leggenda Ibico morì per mano di briganti, che lo avrebbero aggredito a Corinto, oppure presso Reggio. Plutarco racconta: “Ferito a morte dai ladri nei pressi di Corinto, il poeta in punto di morte vide uno stormo di gru e le pregò di vendicare la sua morte. I ladri nel frattempo giunsero a Corinto e, poco dopo seduti nel teatro, videro le gru sopra le loro teste. Uno di loro, sorpreso, esclamò: “Guardate, i vendicatori di Ibico!”, così la gente capì cosa era successo, accusando gli autori del delitto.” Secondo Ateneo di Naucrati, Ibico sarebbe stato l’inventore della lira fenicia, detta anche sambuca, mentre Anacreonte, che il poeta reggino aveva incontrato a Samo presso la corte di Policrate, aveva creato il barbiton. Annoverato dagli alessandrini tra i nove poeti lirici, Ibico scrisse vari carmi, che vennero raccolti in sette libri: abbiamo carmi lirici di contenuto eroico, sulle orme di Stesicoro, e poesie di amore, soprattutto di lode di bellezze maschili. Ad Ibico, a cominciare dall’anno prossimo (2023) l’Associazione Culturale Anassilaos dedicherà un premio speciale ed una serie di iniziative in occasione della Giornata Mondiale della Poesia (21 marzo) che coincide anche con il primo giorno di primavera, quella primavera che egli celebrò in versi celeberrimi “ἦρι μὲν αἵ τε Κυδώνιαι/μηλίδες ἀρδόμεναι ῥοᾶν/ἐκ ποταμῶν, ἵνα Παρθένων/κῆπος ἀκήρατος, αἵ τ’ οἰνανθίδες/αὐξόμεναι σκιεροῖσιν ὑφ’ ἕρνεσιν/οἰναρέοις θαλέθοισιν·

 

San Casciano, ritrovate oltre 20 statue di bronzo: “Scoperta più importante da Riace”

Il ministro della Cultura Sangiuliano: “Ritrovamento eccezionale, Italia Paese di tesori immensi e unici”.

Oltre 20 statue di bronzo in perfetto stato di conservazione, ex voto e altri oggetti, ma anche cinquemila monete in oro, argento e bronzo. Sono queste le nuove eccezionali scoperte emerse dagli scavi di San Casciano dei Bagni, in Toscana. Come annuncia il Mic, i reperti sono venuti alla luce nelle prime settimane di ottobre grazie alla campagna di scavo al santuario etrusco-romano connesso all’antica vasca sacra della sorgente termo-minerale del Bagno Grande.

Iniziato nel 2019, lo scavo è stato promosso dal ministero della Cultura e dal comune toscano con il coordinamento di Jacopo Tabolli dell’Università per Stranieri di Siena. A San Casciano, grazie ai recenti finanziamenti del Mic, nascerà ora un nuovo museo per ospitare i reperti.

Per il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, si tratta di “un ritrovamento eccezionale, che conferma una volta di più che l’Italia è un paese di tesori immensi e unici. La stratificazione di diverse civiltà è un unicum della cultura italiana”, dichiara il titolare del Mic, che proprio ieri, in occasione di una delle sue prime visite fuori Roma, è stato a Grosseto al laboratorio dell’Istituto Centrale del Restauro, dove sono in corso le attività di studio e i primi interventi sui bronzi. “Mi sono voluto personalmente complimentare con gli archeologi e il team di ricerca – ha affermato il ministro – Lo studio e la valorizzazione di questo tesoro sarà un’ulteriore occasione per la crescita spirituale della nostra cultura e per il rilancio di territori meno noti al turismo internazionale, ma anche come volano per l’industria culturale della Nazione”.

“Una scoperta che riscriverà la storia e sulla quale sono già al lavoro oltre 60 esperti di tutto il mondo“, dichiara l’etruscologo responsabile dello scavo, Jacopo Tabolli. “Cinquanta anni dopo la scoperta nel 1972 dei celebri Bronzi di Riace, si riscrive a San Casciano dei Bagni la storia dell’antica statuaria in bronzo di età etrusca e romana. Quello del sito toscano è il più grande deposito di statue in bronzo di età etrusca e romana mai scoperto nell’Italia antica e uno dei più significativi di tutto il Mediterraneo: senza eguali soprattutto perché, finora, di questa epoca si conoscevano prevalentemente statue in terracotta”. sottolinea.

“È la scoperta più importante dai Bronzi di Riace e certamente uno dei ritrovamenti di bronzi più significativi mai avvenuti nella storia del Mediterraneo antico”, commenta il direttore generale dei musei, Massimo Osanna, che ha appena approvato l’acquisto del palazzo cinquecentesco che ospiterà nel borgo di San Casciano le meraviglie restituite dal Bagno Grande, un museo al quale si aggiungerà in futuro un vero e proprio parco archeologico. “L’importanza del metodo usato in questo scavo è rappresentata anche dalla collaborazione tra specialisti di ogni disciplina: dagli architetti ai geologi, dagli archeobotanici agli esperti di epigrafia e numismatica”, spiega il Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Mic, Luigi La Rocca.

“Questa scoperta offre a San Casciano un’opportunità che non è solo culturale e turistica, ma è una vera e propria occasione di rinascita”, dichiara la sindaca del comune toscano, Agnese Carletti. “A San Casciano nasceranno un nuovo museo, che ospiterà le eccezionali statue, e un parco archeologico. Due nuovi luoghi che saranno per il territorio un vero e proprio motore di sviluppo che andrà ad aggiungersi alla già entusiasmante presenza dei giovani archeologi provenienti da tutto il mondo che, grazie a questo scavo, stanno ripopolando il paese ormai per molti mesi all’anno”.

“I bronzi di San Casciano – riferisce una nota del Mic – raffigurano le divinità venerate nel luogo sacro, assieme agli organi e alle parti anatomiche per le quali si chiedeva l’intervento curativo della divinità attraverso le acque termali. Dal fango caldo sono riemerse in queste settimane effigi di Igea e di Apollo, oltre a un bronzo che richiama il celebre Arringatore, scoperto a Perugia e nelle collezioni storiche del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

L’eccezionale stato di conservazione delle statue all’interno dell’acqua calda della sorgente ha permesso anche di preservare meravigliose iscrizioni in etrusco e latino che furono incise prima della loro realizzazione. Nelle iscrizioni si leggono nomi di potenti famiglie etrusche del territorio dell’Etruria interna, dai Velimna di Perugia ai Marcni noti nell’agro senese. Accanto a onomastica e forme dedicatorie in etrusco troviamo iscrizioni in latino, che menzionano anche le aquae calidae, le fonti calde del Bagno Grande, dove le statue furono collocate.

La gran parte di questi capolavori dell’antichità si data tra il II secolo a.C. e il I secolo d. C., un periodo storico di importanti trasformazioni nella Toscana antica, nel passaggio tra Etruschi e Romani. In quest’epoca di grandi conflitti tra Roma e le città etrusche, ma anche di lotte all’interno del tessuto sociale dell’Urbe, nel santuario del Bagno Grande le nobili famiglie etrusche, in una fase in cui l’espansione di Roma significa anche osmosi culturale, dedicarono le statue all’acqua sacra. Un contesto multiculturale e plurilinguistico assolutamente unico, di pace, circondato da instabilità politica e guerra.

FONTE: ADNKRONOS

REGGIO – Il tempo del “popolo di mezzo” anima l’associazione Le Muse ed il dibattito tra Mimmo Gangemi, Cosimo Sframeli e gli alunni della scuola media “Galileo Galilei”

L’associazione culturale “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria ha iniziato i suoi classici appuntamenti domenicali, offrendo alla città un importante evento, con una ripresa all’insegna della scrittura e della riflessione condivisa. Con queste parole il presidente Giuseppe Livoti, ha dato inizio alle domeniche Muse, rituale lungo 23 anni che prevede di volta in volta, liturgie diverse per presentare personalità della cultura contemporanea ed argomenti di grande attualità.

Una serata questa che ha visto, la partecipazione dei ragazzi dell’Istituto Comprensivo “Pascoli – Galilei” che, in questo nuovo anno scolastico, apprendono i vari saperi anche con eventi come questo, con nuovi stimoli e didattica, promossi con passione dalla nuova dirigente avv. Lucia Zavettieri, per una Scuola proiettata in vari itinerari culturali nel territorio reggino. Il saluto della dirigente lo ha portato il vice preside prof. Nino Polimeni il quale, ha ribadito il lavoro di squadra dell’Istituto in sinergia ed in collaborazione continua con i docenti presenti in sala: le professoresse Ilenia Iaria, Monica Cristiano, Dolores Macrì, Tania Schipani, Claudia Romolo colleghe, che per questa occasione hanno sviluppato con una attenta unità didattica l’autore de “Il Popolo di Mezzo”.

Il libro è stato così l’elemento conduttore della serata, sia con il racconto del suo autore Mimmo Gangemi ed anche con una attualizzazione sul nostro tempo con Cosimo Sframeli – capitano dei Carabinieri.

L’evento è stato organizzato dalla Sezione Muse “Cultura e Linguaggi Espressivi” guidato dalla prof.ssa Antonella Mariani la quale, introducendo l’argomento ha affermato come è importante parlare oggi di letteratura contemporanea, poiché Gangemi dipinge con le parole, si occupa di letteratura, la conosce utilizzando storie, frasi, parole tenui e forti. Il suo libro indica un popolo, tutti noi, tutti coloro che non si riscontrano e non appartengono a determinate categorie: il suo popolo è raccontato come un grande affresco. Storie di un tempo, di coloro i quali lasciavano le loro terre nei primi anni del novecento con la speranza di trovare un mondo migliore in America, speranza infranta da paure e pregiudizi. Una storia di una famiglia e due fratelli animati dalle emozioni quella della ribellione: uno combatterà con l’anarchia ed uno rifugiandosi nella musica con il jazz.

L’ingegnere – scrittore Gangemi si è soffermato sul senso del vivere in Calabria. Ho scritto tanti romanzi dice, tra cui “Il giudice meschino”, da cui è stata tratta una serie tv interpretata da Luca Zingaretti e “La signora di Ellis Island”, apprezzatissimo da pubblico e critica ma questi testi, appartengono al passato, non mi identificano più, poiché è restrittivo appartenere a dei veri e propri generi. L’ultimo libro “Il popolo di mezzo” ha una narrazione che si tinge di verità pur nella finzione della famiglia siciliana, con vicende realmente accadute e con personaggi, sia di fantasia sia esistiti, che sono riusciti a strattonare, a usare violenza alla volontà fino a liberarsi dalla morsa e a condurre per mano su percorsi inimmaginati, mutando pelle, trasformandosi da figuranti in protagonisti della scena; non è rimasto che assecondarli e lasciarsi guidare. Tutto diventa memoria di ciò che siamo stati e però abbiamo velato d’oblio con troppa facilità, diventa testimonianza di un popolo in cammino, tributo a una comunità che infine ha saputo farsi onore. Fantasia e cronaca del nostro tempo vanno a braccetto e si fondono in un caldo abbraccio agli sventurati che, con oltre un secolo di ritardo, si avventurano nel Canale di Sicilia, percorrendo strade simili, per miseria e bisogno, a quelle dei nostri antenati – generazione eroica, la loro, se si è scossa dal torpore e dall’immutabilità dei secoli e ha forgiato l’idea rivoluzionaria che fosse possibile deviare la rotta di un destino che sembrava già tracciata, immobile e uguale. Cosimo Sframeli capitano dei carabinieri ha attualizzato l’argomento del testo alla sua esperienza, l’esperienza di chi ha toccato con mano sin dall’età di ventidue anni, sulla jonica e non solo, importanti stravolgimenti della nostra Calabria anche per mezzo della mafia. Un “popolo di mezzo” nella mia lunga esperienza conclusa presso la Scuola Allievi Carabinieri, ha detto Sframeli è il popolo di Africo vecchio, paese che negli anni ‘50 ha visto una alluvione che ha costretto per scelte politiche un trasferimento obbligatorio nel territorio di Bianco. Questi sfollati, rappresentano, il, un “popolo diverso” per un futuro certo: furono sfollati a Bova marina, Campo Calabro ed hanno vissuto nel degrado totale. Le regole della montagna diverranno, per loro, regole della ‘ndrangheta facendogli formare ed acquisire una mentalità diversa.

Ogni epoca, ogni periodo dunque ha i suoi momenti di transizione come quella della famiglie protagoniste nel racconto di Gangemi. Nella seconda parte della serata gli alunni delle classi terze della Scuola Media Galilei hanno posto delle domande ai protagonisti della serata, domande che gli attenti giovani protagonisti dell’istituto hanno impostato facendo riferimento al senso del vivere in Calabria, alle menti che non dovrebbero essere costrette ad emigrare o ancora al paragone tra i migranti italiani in terra Americana e gli sbarchi di questi ultimi anni degli africani verso i nostri territori. Vari momenti di lettura interpretativa hanno scandito la conversazione con brani interpretati da Clara Condello, Santina Milardi, Mariolina Priolo, Sonia Impalà.

REGGIO – Balenando in Burrasca Reading Festival: tornano teatro, musica, arte e laboratori

Balenando in Burrasca Reading Festival continua la sua programmazione con tre giorni fitti di appuntamenti.

Anche a novembre Balenando in Burrasca Reading Festival continua la sua programmazione grazie a tre giorni fitti di appuntamenti tra teatro, musica, arte e laboratori nella prestigiosa location del Castello Aragonese di Reggio Calabria.

Si parte venerdì 4 novembre alle 18.00 con “Le nuvole di Pier Paolo Pasolini”, spettacolo di Teatro-Danza ispirato alla canzone “Cosa sono le nuvole”, una ricerca verso se stessi, lì dove risiedono i sentimenti come chiave di lettura della propria verità. In scena i danzattori: Sarah di Natale e Giovanni Battista Gangemi che ne cura coreografie e regia.
Alle 18.30 “Yosonu Live”, un concerto del musicista Peppe “drumz” Costa e la sua ricerca musicale di approccio contemporaneo e coinvolgente.
Sabato 5 novembre dalle 17.00 si inaugura “Nemesi”, la mostra pittorica personale dell’artista Katia Spanò: un viaggio allucinato di dolore e bellezza che parte dal Mito e ci conduce per mano verso il mondo intimo di un Pasolini straziante/straziato. Ad accompagnare il percorso, la narrazione sonora di Antonio Aprile. Alle 18.00, “Strega comanda colore”, un Reading/Performance con Tiziana Calabrò, Cinzia Messina, Eleonora Scrivo: tre storie, tre colori e tre streghe sovversive.
A seguire, “Le voci delle donne di Omero”, Reading Performance di e con Katia Colica con le musiche dal vivo Antonio Aprile: Persefone, Tiresia, Eco e Demetra assumono forme contemporanee per una lettura alternativa delle pari opportunità.
Lunedì 7 novembre, oltre alle matinée per le scuole  “Itaca Homecoming” e “Fiori di Rame”.
sarà dedicato al laboratorio/performance EcoArte in collaborazione con il Progetto Nazionale Inclusione Bambini Rom Sinti e Caminanti a cura di Luisa Malaspina.
Dalle 17.30 andrà in scena una esclusiva e preziosa “Lectio magistralis su Jolanda Insana” di e con la giornalista Anna Mallamo che ci guiderà dentro il mondo poetico di una fra le figure più rilevanti del panorama culturale italiano. A seguire “Letteratura dello Stretto”, un incontro moderato da Eleonora Scrivo che proporrà la lettura di un luogo come punto di incontro e mescolanza di popoli e di creature fantastiche, mitologiche e mostruose. Il festival, che continuerà ulteriormente la sua programmazione con nuove date in arrivo, rientra nelle celebrazioni di Bronzi50 per il cinquantesimo anniversario dal ritrovamento dei Bronzi di Riace sostenute dall’Unione Europea “Fondo Sociale Europeo, nell’ambito del Programma Operativo Città Metropolitane 2014-2020”, e dell’Avviso Pubblico eventi culturali 2020, Regione Calabria.

L’ingresso agli spettacoli e a tutti gli eventi è gratuito, si paga solo il normale ticket di accesso al Castello (1 € residenti e 2 € non residenti).

Il programma completo del Festival è disponibile sul sito www.balenandoinburrasca.it

REGGIO – Accademia di Belle Arti, progetto “Mi scusi, c’è un’opera in sospeso?”

Conferenza Stampa di presentazione del progetto Mi scusi, c’è un’opera in sospeso?
Giovedì 3 novembre, ore 11:00, Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti. Start Giovedì 3 novembre 2022 ore 15:00. Dall’Accademia alla Città

 

Si chiama “Mi scusi, c’è un’opera in sospeso?” il progetto di arte pubblica lanciato dall’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, in concomitanza con l’inizio del nuovo anno accademico. Fortemente voluto dal Presidente Dr.ssa Maria Cerzoso, dal Direttore Prof. Piero Sacchetti, ideato e curato dai Proff. Salvatore Borzì e Marcello Francolini, con il supporto dei Proff. Vincenzo Molinari e Francesco. 

Scialò, il progetto ha la finalità generale di ricostruire e consolidare la visibilità pubblica dell’Accademia di Belle Arti nel contesto il progetto ha la finalità generale di ricostruire e consolidare la visibilità pubblica dell’Accademia di Belle Arti nel contesto urbano di Reggio Calabria. Il progetto sarà presentato in conferenza stampa, giovedì 3 novembre alle ore 11:00, nell- ’Aula Magna dell’Accademia, alla presenza della Dr.ssa Calabrò Irene Vittoria, Assessore Programmazione Finanziaria e Bilancio Cultura e Turismo del Comune di Reggio Calabria.

Attraverso le opere dei suoi allievi, l’ABARC farà dono alla città di un vero e proprio atto d’amore: immagini, visioni e fantasmagorie, capaci di riformulare un proprio spazio immaginario nelle dinamiche sociali della Città. In che modo? Attraverso l’installazione e il dono di opere d’arte all’interno del tessuto urbano, lungo l’asse rettilineo del Corso Garibaldi e a ridosso dei luoghi d’interesse storico artistico, monumenti, musei e piazze.

Le opere sono stampe su In questa sperimentale dinamica del dono, tutte le opere esposte non avranno alcuna forma di protezione e saranno dunque disponibili per chiunque ne voglia entrare in possesso. L’opera “sospesa”, perché in attesa di un proprietario capace di apprezzarla tanto da prenderla con se diventando “colle- zionista”, si pone dunque come un’anomalia in una società dove ogni cosa sembra definirsi esclusivamente in base al suo valore commerciale. Qui si promuove un altro tipo di valore, capace di creare un legame, quello tra il donatore e il riceven- te, di cui l’arte si fa portatrice: il passante che sceglierà di prendere in consegna l’opera, si aprirà inaspettatamente a nuove relazioni tra le cose e le persone.

In questa inedita dinamica relazionale il “collezionista” dovrà infine concludere il processo di acquisizione dell’opera attraverso due elementi altrettanto fondanti, il certificato d’autenticità e il catalogo, per accedere ai quali dovrà registrarsi attraverso un QR code, compilando una scheda e inviando un suo messaggio.

Tale registrazione permetterà di partecipare alla presentazione del Catalogo e di incontrare l’artista, autore dell’opera prescelta, per uno scambio di opinioni e per la consegna del certificato di autenticità. Infine la registrazione garantirà la parte- cipazione a un’estrazione finale dove saranno selezionati 4 “collezionisti” che, con l’accesso al Laboratorio d’Incisione dell’Accademia, potranno partecipare alla stampa di una nuova opera da aggiungere alla propria collezione.

Gli obiettivi e le finalità di questo progetto di arte pubblica e relazionale, sono stati condivisi da numerosi commercianti, che attraverso l’Associazione Reggio Impresa, con il suo Presidente Sasha Sorgonà, trasformeranno le loro vetrine in casse di risonanza per “l’opera in sospeso”. Un modo per stimolare anche l’ acqui- rente a diventare “collezionista”.

La disponibilità di cui hanno dato prova diversi enti e imprenditori sul territorio reggino nell’abbracciare il progetto, insieme all’apporto fondamentale dell’Ammi- nistrazione Comunale, dimostra la volontà comune di rigenerare l’ambiente cultu- rale della città, attraverso la creazione di eventi nei quali si mescolino sempre più qualità dell’offerta, socialità e partecipazione collettiva, per il potenziamento di un’offerta culturale capace di infondere nuovo valore ai luoghi e soprattutto aINlleFOpeRrMsoAnZeIOcNhIeUliTaILbIitano.

TITOLO DELL’EVENTO: Mi scusi, c’è un’opera in sospeso?

PROMOSSO DA: ABARC (Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria)

CONFERENZA STAMPA: 03/11/2022 ore 11:00 Aula Magna dell’ABARC

A CURA DI: Salvatore Borzì, Marcello Francolini

SEDE DELL’EVENTO: Nel contesto urbano della città di Reggio Calabria

 

Per informazioni consultare il sito www.abarc.it www.abarc.it/eventi/mi-scusi-ce-unopera-in-sospeso/

CALABRIA – Regione: Tour “Noi, Terra dei Padri”, ultime tappe con gli appuntamenti di Catanzaro e Reggio Calabria

Dopo i tre appuntamenti che hanno coinvolto i Comuni e i numerosi attori locali di Crotone, Cosenza e Vibo Valentia, il tour di “Calabria Terra dei Padri” arriva a Catanzaro e Reggio Calabria.

Le date da segnare in calendario sono quelle del 7 e del 10 novembre. Gli incontri in programma si terranno rispettivamente alla Provincia di Catanzaro e alla Città Metropolitana di Reggio Calabria, entrambi dalle 17.00 alle 19.30.

Ospiti all’evento di Catanzaro saranno il presidente di Fincalabra, Alessandro Zanfino, il presidente della Provincia di Catanzaro, Amedeo Mormile e l’assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Mobilità, Fausto Orsomarso.

All’appuntamento a Reggio Calabria, oltre a Orsomarso e Zanfino, sarà presente Carmelo Versace, sindaco f.f. metropolitano.

Il progetto di marketing territoriale della Regione Calabria gestito da Fincalabra, che ha lo scopo di valorizzare il turismo delle radici e internazionalizzare il sistema produttivo regionale, arriva in due province che nei decenni scorsi hanno assistito a un importante esodo di propri residenti all’estero.

Pertanto, l’obiettivo è far ritornare un gran numero di figli e nipoti di quei calabresi, motivati dalla voglia di riscoprire la propria terra d’origine. Ciascun appuntamento si aprirà con la presentazione del progetto, alla quale seguiranno il dialogo e l’ascolto dei cittadini e degli attori territoriali e un momento di networking per favorire la conoscenza reciproca e l’adesione alle iniziative.

Come nelle altre tappe, saranno coinvolti i Comuni, i cittadini e gli attori locali, che potranno conoscere meglio l’iniziativa e partecipare attivamente alla definizione del nuovo prodotto turistico.

IN TOUR: parte da Reggio Calabria per approdare a Reggio Emilia, SPINE, la nuova opera di MANA CHUMA TEATRO

Una nuova produzione MANA CHUMA TEATRO, “Spine”, prende la strada da Reggio Calabria e va in tournée con tappe a Pisa, Lucca, Treviso e Reggio Emilia.

La compagnia MANA CHUMA TEATRO non è attiva solo sul territorio reggino e calabrese, in particolare con la valorizzazione dello spazio ex Jardin di Catona e la programmazione di EPIC (Esperienze Performative di Impegno Civile), eventi che dallo scorso settembre fino agli ultimi giorni di dicembre arricchiranno l’offerta culturale cittadina nell’ambito del progetto “ReggioFest2022: Cultura Diffusa”.
La compagnia teatrale reggina è anche impegnata con i suoi numerosi spettacoli sul territorio nazionale. Uno di questi, “Spine”, verrà portato in tour nei prossimi giorni: partendo da Reggio Calabria approderà all’altra Reggio, in Emilia, con tappe a Pisa, Lucca e Treviso, dal 31 ottobre al 6 novembre.

Un testo di Salvatore Arena e Massimo Barilla, sul palco tre formidabili attori, Stefania De Cola, Mariano Nieddu e Lorenzo Praticò, che si incontrano in una locanda. Tre solitudini, le loro, mischiate alla pena. Personaggi che sembrano fantasmi: si muovono come le foglie degli alberi di notte. Un racconto a più voci, intessuto di urla gridate sottovoce. Magdalena (Stefania De Cola) e Lucio (Lorenzo Praticò), come pietre incastrate nella locanda che gli appartiene, e con loro il Becchino (Mariano Nieddu), incarnano questo triangolo che assume di volta in volta forme diverse, con distanze che si avvicinano e si allontanano, ma con vertici che non potranno mai toccarsi.

 

Questo il tour di “SPINE”:

 

PISA

31 Ottobre (ore 21) @ Arsenale Sammartino, Vicolo Scaramucci 2

https://www.facebook.com/events/677006467000635?

2 Novembre (ore 20) @ Caracol, Via Carlo Cattaneo 64

https://www.facebook.com/events/1240605046795385

Spettacoli ospitati da Teatro Nuovo, nella rassegna “Teatro Necessario”

 

Porcari (LUCCA)

3 novembre (ore 21) @ SPAM!, Via Don Giovanni Minzoni 34

https://www.facebook.com/events/423322893307975

Prenotazioni: +39 3483213503

 

Lancenigo di Villorba (TREVISO)

5 novembre (ore 19:30) @ Teatro del Pane, Via Fontane 91

https://www.facebook.com/events/1106256093596964

Prenotazioni: prenotazioni@teatrodelpane.it  +39 380 384 2008

 

REGGIO EMILIA

6 novembre (ore 20) @ Caffè Letterario Binario49, Via Turri 49

Prenotazioni: info@b49.it   +39 347 588 9449

 

SPINE

Testo e regia: Salvatore Arena e Massimo Barilla

Con Stefania de Cola, Mariano Nieddu e Lorenzo Praticò

Musiche originali: Luigi Polimeni

Scenografia: Aldo Zucco

A Reggio Calabria gli ultimi tre appuntamenti EPIC (Esperienze Performative di Impegno Civile) di MANA CHUMA TEATRO per il mese di ottobre

Eventi EPIC (Esperienze Performative di Impegno Civile) di MANA CHUMA TEATRO: gli ultimi appuntamenti di ottobre.

 

Il ricchissimo programma di EPIC  (Esperienze Performative di Impegno Civile) della compagnia reggina Mana Chuma Teatro prosegue anche questa settimana, sempre presso l’area ex Jardin di Catona.

Organizzati all’interno del progetto “ReggioFest2022: Cultura Diffusa”, con il contributo del Comune di Reggio Calabria e i fondi del Ministero della Cultura dedicati alle attività professionali di spettacolo dal vivo nelle aree urbane periferiche, gli eventi EPIC si innestano su un percorso di riqualificazione dell’area ex Jardin di Catona (RC) che Mana Chuma Teatro ha avviato da tempo e che ha l’ambizione di diventare un polo di attrazione culturale nell’area nord della città.

 

Sono tre gli eventi in programma questa settimana:

Mercoledì 26 ottobre, alle ore 20:30, l’artista calabrese Davide Ambrogio si esibirà in “Evocazioni e invocazione”, un concerto per voce, lira, chitarra con matite, tamburo a cornice, zumpettana, loop ed elettronica.  Uno spettacolo in grado di evocare nell’ascoltatore suggestioni diverse grazie alla ricerca timbrica, melodica e ritmica del multistrumentista reggino.

Giovedì 27 ottobre, ore 20:30, ritorna il teatro con “Dammi un attimo” di e con Francesco Aiello e Mariasilvia Greco, e Maria Canino. Un’opera che racconta la storia di Francesco e Silvia, incapaci di immaginarsi genitori nel mondo della precarietà, di riconoscere se il proprio momento è arrivato. E di Maria, sorella di Francesco, che con la sua esperienza di maternità e con la sua leggerezza, metterà costantemente in discussione il loro punto di vista.

Venerdì 28 ottobre, ore 20:30, “Tamburo è voce, battiti di un cantastorie”, emozionante concerto per voce e tamburo di Nando Brusco, chiuderà il programma EPIC di ottobre. Sarà una performance strumentale di grande intensità, un momento di narrazione e ritmo in cui si innestano le storie presenti nei vari brani cantati. Un viaggio senza tempo nella memoria orale, fra mito e realtà, fra voce e tamburo.

 

Gli eventi EPIC – Esperienze Performative di Impegno Civile, a cura di Mana Chuma Teatro,  proseguiranno anche nei mesi di novembre e dicembre 2022.

 

Per acquistare i biglietti degli spettacoli:

www.liveticket.it/manachumateatro