REGGIO – La Citta’ Metropolitana pronta a sbarcare al Salone Internazionale del Libro di Torino

 E’ quanto affermano, in una nota congiunta, il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà ed il consigliere metropolitano delegato alla Cultura, Filippo Quartuccio, presentando il nuovo avviso pubblicato dall’Ente rivolto a raccogliere le proposte delle case editrici locali per partecipare al grande evento internazionale in programma, il prossimo maggio, nel capoluogo piemontese.
«Vogliamo assegnare spazi espositivi e di vendita – hanno spiegato gli amministratori – a cinque Case editrici che troveranno posto all’interno dello stand istituzionale allestito nell’ambito del Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma dal 9 al 13 maggio 2024». L’evento fieristico, infatti, «rappresenta una straordinaria opportunità in termini di dimensione, visibilità e presenza di pubblico per valorizzare la produzione editoriale e l’intera filiera del libro, oltre a promuovere gli autori calabresi e favorire, nel contempo, la crescita in ambito culturale e l’amore per la lettura soprattutto da parte delle giovani generazioni». «In un certo senso – hanno aggiunto – quest’ultima iniziativa arriva a corollario del grande lavoro portato avanti, in questi anni, per la promozione della lettura e del libro, come ampiamente dimostrato dai successi riscossi con il progetto “BiblioCultura” ed il potenziamento della dotazione libraria di molte biblioteche dei Comuni metropolitani ed il Festival del libro e della lettura “Narrazioni metropolitane”, appena conclusosi».
«Le Case editrici – hanno spiegato – avranno tempo fino alle ore 12 del 27 febbraio per presentare tutta la documentazione necessaria a poter partecipare alla stesura della graduatoria predisposta dai nostri uffici. Comunque, ogni dettaglio utile a conoscere criteri e modalità di selezione potrà essere facilmente recepito nell’avviso pubblicato sul sito istituzionale dell’Ente».
Quella del Salone del Libro, per il sindaco Falcomatà ed il consigliere Quartuccio, rappresenta, dunque, una grande occasione per le nostre case editrici: «Stiamo dimostrando, con i fatti, un forte attaccamento a realtà fondamentali per la crescita economica, sociale e culturale del nostro territorio. Allo scopo, infatti, modificheremo il Piano Fieristico dell’Ente, prevedendo anche l’evento di Torino perché siamo certi dell’importante ritorno che interesserà le aziende ed il comprensorio, visto il riscontro estremante positivo riscosso nelle diverse esperienza che ci ha visti protagonisti in giro per l’Italia e l’Europa».
«I risultati ottenuti dalle aziende aderenti ai diversi eventi contemplati nel Piano Fieristico – hanno proseguito – ci inducono a riconfermare ed ampliare l’offerta per quanti vorranno accompagnarci nelle più significative expo internazionali. La Città Metropolitana ed i partner selezionati attraverso criteri di massima serietà e trasparenza, saranno presenti allo Slow Wine Fair di Bologna dal 25 al 27 febbraio, al Discover Italy di Sestri Levante dal 18 al 19 aprile, al Real Italian Wine&Food di Londra dal 30 aprile al primo maggio, al Cibus di Parma dal 7 al 10 maggio, al Salone del Gusto di Torino dal 26 al 30 settembre, al Ttg di Rimini dal 9 all’11 ottobre, al Wtm di Londra dal 5 al 7 novembre prossimi, ad Artigiano in fiera a Milano dal 30 novembre all’8 dicembre 2024».
«Da quest’anno – hanno concluso Falcomatà e Quartuccio – ci siamo riservati un ampio spazio anche al Salone internazionale del libro di Torino, in agenda dal 9 al 13 maggio. Nulla, dunque, è lasciato al caso, ma successo è frutto di una programmazione precisa e dettagliata portata avanti dall’amministrazione e dai suoi Uffici. Ogni settore e qualsiasi categoria, infatti, potrà continuare a contare sul concreto e reale supporto della Città Metropolitana così da ampliare il proprio brand e far conoscere il meraviglioso territorio reggino attraverso le proprie eccellenze».

REGGIO – Taurianova capitale italiana del libro, Princi: “Sostenerla è affidare alla lettura, alla conoscenza, alla cultura, il riscatto di un’intera regione”

“La Regione Calabria favorisce e sostiene tutti gli impulsi del territorio atti a promuovere l’istruzione, la cultura e dunque, indirettamente, la socialità e l’immagine positiva delle proprie realtà. Pertanto, l’iniziativa del Comune di Taurianova di candidarsi a capitale italiana del libro non può che vederci in prima linea a supporto di questa azione. E siamo orgogliosi che abbia già superato le preselezioni del Ministero, rientrando tra le cinque finaliste. Restiamo quindi in trepidante attesa, speranzosi che la città, già famosa per l’infiorata, possa aggiungere un altro fiore al suo occhiello.”

A dirlo è Giusi Princi, vicepresidente della Regione Calabria, con delega ad istruzione e cultura, commentando favorevolmente la proposta di Taurianova, che a giorni dovrebbe avere il responso da parte della Commissione ministeriale.

“Quello ottenuto fin qui è già un ottimo risultato, sintomo – evidenzia Princi – che il progetto è solido e ben radicato nei valori che la manifestazione nazionale intende. Calabria è sinonimo di storia, di cultura. Da sempre. Strumenti che dobbiamo solo imparare a valorizzare al meglio come volano di sviluppo a 360 gradi. Perché raggiungere un risultato del genere significa anche muovere tutto l’indotto turistico, commerciale, non solo socio-culturale. Pertanto, mi congratulo per lo spirito d’iniziativa avuto dalla ridente cittadina di Taurianova, da sempre molto attiva culturalmente. È questo lo spirito giusto che incarna alla perfezione il modus operandi di una Regione che, col presidente Roberto Occhiuto, ha dato una netta sterzata ad un modo di fare troppo passivo. La Calabria ha bisogno di tutte le sue forze migliori per raccontare di sé la grande voglia di riscatto”.

“L’auspicio è che sia proprio Taurianova – conclude la vicepresidente Princi -, da tradizione terra di grandi scrittori, intellettuali e poeti, a diventare la Capitale 2024, che vorrebbe dire affidare proprio alla conoscenza, alla cultura, il riscatto di un’intera Regione. Del resto, Taurianova ha una storia consolidata in materia, avviata già nel 2017 con ‘Taurianova Legge’ e implementata, al meglio, fino ai nostri giorni attraverso una serie di iniziative culturali che hanno posto sempre il libro come protagonista assoluto, come motore e chiave del cambiamento di questa importante realtà dell’Area Metropolitana di Reggio e della Calabria tutta”.

Associazione Anassilaos: “La ricostruzione dopo il terremoto del 28 dicembre e l’opera di Giuseppe De Nava”

Con un incontro sul tema “La ricostruzione dopo il terremoto del 28 dicembre e l’opera di Giuseppe De Nava”, a cura del Prof. Renato Laganà, architetto, già docente dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria nonché studioso delle vicende storiche della Città di Reggio Calabria, che si terrà giovedì 8 febbraio alle ore 16,45 presso la Sala Giuffrè della Villetta de Nava prendono avvio le manifestazioni commemorative del Centenario della morte dello Statista reggino (27 febbraio 1927) promosse dalla Biblioteca De Nava e dall’Associazione Culturale Anassilaos con il patrocinio del Comune e della Deputazione di Storia Patria per la Calabria. Introdurrà e modererà l’incontro la Prof.ssa Antonella Postorino, Responsabile del Centro Studi Cultura dell’Architettura e del Paesaggio dell’Associazione Anassilaos. Parteciperà la Dott.ssa Daniela Neri, Responsabile della Biblioteca. Lontano dalle beghe e dai contrasti politici e amministrativi che hanno caratterizzato tanta parte della vita politica reggina tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento (almeno fino al 28 dicembre 1908) subito dopo il sisma Giuseppe De Nava, anche in virtù del suo ruolo di esponente del Governo nazionale, si adoperò per la ricostruzione della sua città mediando tra i diversi interessi e gli accesi contrasti che non mancarono anche dopo il terremoto. L’omaggio a De Nava proseguirà in Biblioteca nei giorni successivi: giovedì 15 febbraio con un incontro sul tema “Il quadro culturale e letterario calabrese e reggino tra la fine dell’Ottocento e i primi venti anni del Novecento” con la partecipazione della Prof.ssa Francesca Neri, studiosa di letteratura e l’intervento della Dott.ssa Daniela Scuncia con alcune note sull’arte figurativa reggina e calabrese tra la fine dell’Ottocento e i primi venti anni del Novecento (introdurrà la Prof.ssa Pina De Felice, Responsabile Poesia Associazione Anassilaos; giovedì 22 febbraio con l’inaugurazione di una mostra dedicata allo statista a cura della Biblioteca “Pietro De Nava” e dell’Associazione Culturale Anassilaos (con documenti della stessa Biblioteca e della collezione di Giuseppe Diaco) e l’intervento del Prof. Antonino Romeo, studioso di storia e Deputato della Deputazione di Storia patria per la Calabria, sull’ultimo anno di vita di De Nava; martedì 27 febbraio con un incontro con gli allievi dell’I.C. Vitrioli-Principe di Piemonte allo scopo di far conoscere alle più giovani generazioni la figure più significative della Città e la partecipazione del Dott. Fabio Arichetta, Studioso di Storia, Deputato della Deputazione di Storia Patria per la Calabria nonche responsabile del Centro Studi per la Storia Moderna e Contemporanea “Rosario Romeo” dell’Associazione Anassilaos. Dati i lavori di restyling della Piazza intitolata a De Nava e del monumento a lui eretto una corona d’alloro con nastro tricolore e amaranto sarà affissa a lato della grande immagine di De Nava conservata presso la Villetta che egli donò per testamento alla Comunità reggina quale Biblioteca a condizione che venisse intitolata allo scomparso fratello Pietro.

CALABRIA – Semidei, il Docufilm tra le cinquine finaliste dei Nastri d’argento. Princi e Grande: “Orgogliosi che i Bronzi siano stabilmente su palcoscenici nazionali”

“Il docufilm sui Bronzi di Riace Semidei è tra le cinque finaliste del premio Nastri d’argento, riconoscimento nazionale di settore. Si tratta di un lavoro cofinanziato da Regione Calabria e Calabria Film Commission. Siamo fieri ed orgogliosi di questo risultato e ci auguriamo lo siano tutti i calabresi”.

A dirlo sono Giusi Princi, vicepresidente della Giunta regionale della Calabria, e Anton Giulio Grande, commissario della Fondazione Calabria Film Commission, salutando con fervore la notizia dell’ingresso di Semidei tra le cinquine finaliste dei Nastri d’Argento 2023, riconoscimento istituito dal Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani.

Selezionato tra gli oltre 130 documentari proposti nel 2023 dai festival più importanti o nelle rassegne specializzate e poi proposti in sala o presentati anche su reti o piattaforme televisive, “Semidei”, con la regia del reggino Fabio Mollo e di Alessandra Cataleta, si è guadagnato un posto nella top five nella sezione “Cinema, spettacolo, cultura”. Si giocherà la vittoria finale con “Enzo Jannacci – Vengo anch’io” di Giorgio Verdelli, “Io, noi e Gaber” di Riccardo Milani, “Kissing Gorbaciov” di Andrea Paco Mariani e Luigi D’Alife e “Profondo Argento” di Giancarlo Rolandi e Steve Della Casa.

“Cofinanziare questo prodotto è stata una scelta ben ponderata e oggi possiamo dire ampiamente ben riuscita – evidenziano inoltre Princi e Grande – risultati come quello dell’ingresso nelle cinquine sono riscontri importanti che premiano una Calabria caratterizzata dai bronzi e dalla storia che ne accompagna mezzo secolo di storia dal loro ritrovamento con interviste e documenti inediti, testimonianze dirette. Tramite Semidei la Regione Calabria ha inteso mandare al mondo un messaggio ben preciso: siamo una terra dalle forti radici identitarie legate alla Magna Grecia che ne caratterizza la cultura e i valori dell’inclusione, dell’integrazione, del rilancio culturale e del riscatto sociale. E la produzione, Palomar, è riuscita perfettamente a raccontare questo, con una chiave moderna. Pertanto – concludono -, siamo molto soddisfatti del successo che il docufilm sta riscuotendo a più livelli. Oggi, ancora una volta, vince la Calabria, vincono i calabresi e chi crede nella cultura come motore di cambiamento e di sviluppo”.

Associazione Culturale Anassilaos: Giorno della Memoria 2024

La memoria difficile e il nuovo antisemitismo” è il tema dell’incontro promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos congiuntamente con lo Spazio Open  in occasione del Giorno della Memoria che si terrà sabato 27 gennaio alle ore 17,15 presso lo Spazio Open di Via Filippini.  Introdurrà il Dott. Fabio Arichetta, Responsabile Centro Studi “Rosario Romeo” dell’ Associazione Anassilaos, interverrà il Prof. Antonino Romeo, Deputato della Deputazione Storia patria per la  Calabria, parteciperà il Dott. Vincenzo Musolino, Responsabile del Centro Studi “Aldo Capitini” dell’Associazione Anassilaos. E’ ormai da molti anni che l’Associazione Anassilaos si affida al Prof. Romeo in occasione di quella giornata le cui finalità sono nel nostro Paese fissate dagli  articoli 1 e 2 della 20 luglio 2000 n. 211 «La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.” La Giornata della Memoria si celebra quest’anno in un contesto assai inquietante e problematico: l’atroce attacco di Hamas del 7 ottobre prima e poi la feroce reazione israeliana, che a Gaza ha cancellato ogni forma di vita e di civiltà, hanno riproposto in primo piano il tema dell’antisemitismo, che ritenevamo accantonato dopo la tragica esperienza di Auschwitz e dopo che per decenni abbiamo ripetuto un assai rituale “mai più“, diventato purtroppo un amaro “ancora una volta“: Ci sembra pertanto opportuno –scrive Antonino Romeo – ragionare quest’anno sui tanti motivi per cui il pur lodevole impegno delle istituzioni pubbliche e private non è riuscito ad impedire l’eterno riaffiorare dell’odio antiebraico, alimentato da secoli di pregiudizi e di discriminazioni. In tale ottica si impone l’analisi storica delle varie “stazioni” per le quali, a dirla con Agnes Heller, è passato il treno dell’antisemitismo, ma è anche necessario porsi una domanda esplicita sul tipo di società che vogliamo costruire, se inclusiva e aperta a tutti o espressione dell’idea ancestrale della terra e del sangue come fondamento e garanzia della comunità nazionale.

REGGIO – Ricordare perché non accada più: anche la scuola reggina celebra la giornata della memoria

Ricordare perché questo non accada più. Questo è la finalità insita nella legge dello Stato n.211 del 20 luglio 2000 che riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, ”Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah(sterminio del popolo ebraico),le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetti i perseguitati.
La legge si rivolge in prima battuta alle scuole perché in tale circostanza favoriscano momenti di riflessione su quelle tragiche vicende in modo da conservare nel futuro dei ragazzi e dei giovani, quindi nel futuro dell’Italia la memoria di un oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa e affinchè simili eventi non possano mai più accadere.
Ravvisiamo, perciò, la necessità, ancor più oggi, che anche la scuola reggina sappia costruire percorsi di educazione alla conoscenza e al rispetto dei diritti di ogni uomo, al dialogo, alla solidarietà, alla collaborazione, alla giustizia, alla pace, ossia a quei valori che sono le fondamenta su cui si regge uno stato democratico.
Il “Giorno della Memoria” troverà ,come è tradizione anche nella scuola reggina, quella attenzione e sensibilità sempre dimostrate nel suo consolidato attaccamento ai valori fondamentali della convivenza fra i popoli, valori verso i quali la scuola stessa deve confermare il suo ruolo di protagonista.
Conservare la memoria mediante il diretto coinvolgimento dei giovani consente di favorire la crescita di generazioni con una più solida coscienza civile,in grado di porre in primo piano la tolleranza,il rispetto per le diverse opinioni,tradizioni culturali e religiose,la convinzione della centralità della persona e dei suoi diritti fondamentali.
Oggi il presente è caratterizzato da una conflittualità militare sempre più estesa, da troppi scenari di guerra dall’Est all’Ovest. Come più volte ha detto il Papa “ siamo in presenza di una terza guerra mondiale a pezzi”. E’ evidente, perciò, che non è possibile riflettere oggi sul ‘giorno della memoria’ senza ragionare sui conflitti in atto e sui conflitti che all’ombra dell’Occidente si sono consumati nel frattempo.
Siamo ancorati all’idea della impossibilità della guerra e all’inevitabilità della ace, consapevoli che a via delle trattative e della pace non ha alternative, visto che le armi atomiche disponibili, se utilizzate, avrebbero effetti devastanti sula vita del pianeta.
Odio, intolleranza,razzismo ,antisemitismo, violenze sono ,infatti,presenti nella nostra società e in tante parti del mondo ma è un grave errore minimizzarne la pericolosità.
La globalizzazione che ha comportato cambiamenti rapidi e stravolgenti – le grandi migrazioni, i timori per lo smarrimento della propria identità, la paura del futuro dai contorni incerti – può far riemergere dalle ombre del passato fantasmi, sentimenti, parole d’ordine, tentazioni semplificatrici, scorciatoie pericolose e nocive amplificate dai media.
Contro queste minacce ,contro il terrorismo, contro il razzismo e la violenza dell’intolleranza serve cooperazione internazionale, servono coraggio e determinazione. E’ necessario, soprattutto, consolidare quegli ideali di democrazia, libertà, tolleranza, pace, eguaglianza, serena convivenza sui quali è stata riedificato l’Europa dalle macerie della seconda guerra mondiale.
Sono principalmente i giovani che devono vigilare perché nell’oggi e in futuro la violenza e l’arroganza non spengano la speranza di tutti noi in un mondo più libero e giusto,in cui tutti possano vivere con pari dignità e rispetto reciproco.
Le celebrazioni della memoria devono stimolare i nostri giovani studenti a partecipare democraticamente alla vita delle istituzioni che esistono ed esisteranno solo perché ci saranno loro a farle vivere con il loro impegno. Votare alle elezioni, interessarsi all’attualità del mondo che li circonda devono essere visti come un dovere civico.
Il nostro Paese oggi più che mai ha bisogno di un’etica pubblica condivisa di indignazione rispetto alla violenza,al razzismo, alla intolleranza.
L’Unione Europea, nonostante tutto, deve continuare ad essere un progetto di pace e di convivenza, capace di guardare oltre i nazionalismi. Capace di guardare avanti perché consapevole degli errori del passato e dell’orrore della Shoah. Senza questa consapevolezza l’Europa non esiste.
Ora in questi giorni la scuola ha un compito in classe: non lasciare che la memoria si riduca ad una sola giornata. Chi più e meglio della scuola deve farsi carico di ricordare e coltivare il passato? Quando i pochi sopravvissuti, testimoni di questo olocausto, non ci saranno più, chi dovrà raccontare dei milioni di morti, del filo spinato, dei vagoni blindati, delle camere a gas, dei forni crematori? Quando l’ultima voce sopravvissuta ad Auschwitz, Birkenau, Dachau si spegnerà, sarà la scuola a fare da registratore e amplificatore. Tanti ragazzi non sanno. Troppi sanno in maniera approssimativa. Ben venga dunque il giorno della memoria e il minuto di silenzio anche per le vittime delle odierne guerre. Ma dopo quel silenzio la scuola e le famiglie non smettano mai di parlarne.

Associazione Anassilaos: incontro la Sicilia nel IV e III secolo a.C.

Sarà dedicato alla storia della Sicilia e della Magna Grecia il quinto approfondimento sulla storia antica promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos, congiuntamente con la Biblioteca “Pietro De Nava”, e patrocinato dal Comune di Reggio Calabria, che si terrà giovedì 25 gennaio con inizio alle ore 16,45 presso la Sala Giuffrè della Villetta De Nava nell’ambito della mostra libraria e filatelica “Civiltà del Mediterraneo/per servire alla Pace” tuttora in corso presso la Villetta De Nava. Tema della conversazione del Prof.ssa Elena Santagati, Associato di Storia Greca presso il Dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’Università di Messina, “La Sicilia e il Mediterraneo tra IV e III secolo a.C: le fonti storiche”. Dopo la morte di Timoleonte, Siracusa e, più in generale, la Sicilia greca erano ripiombate in un periodo di profonda instabilità e incertezza che aveva creato, ancora una volta, le condizioni propizie per l’affermazione di una nuova tirannide. Il potere fu assunto, nel 317 a.C., a seguito di un colpo di stato, da Agatocle. Nato nel 361 a.C. (o nel 359), da un esule reggino, Carcino, che a Siracusa aveva trovato ospitalità aprendo una fabbrica di vasellame (la ceramica reggina “calcidese” era rinomata in tutto il Mediterraneo), donde il dispregiativo “vasaio” degli storici aristocratici, fu tiranno di Siracusa e re di Sicilia (“Basileus”, un titolo assunto nel 304 a.C,) che egli riuscì, per un breve periodo, ad unificare sotto il suo scettro conquistando le città sicule, scacciando i Cartaginesi dall’Isola portando la guerra persino in Africa. Nel 299 a.C. passò lo Stretto e giunse a Reggio per portare aiuto ai greci di Calabria minacciati dai Bruzi e dai Lucani. Nonostante la spietatezza nel perseguire i propri obiettivi politici e militari ebbe un certo seguito tra il popolo minuto a Siracusa come nel resto della Sicilia. Egli infatti si appoggiò sempre alle classi più umili contro l’aristocrazia. La sua abilità non dispiacque agli storici antichi anche se la sua crudeltà sembrò ad essi eccessiva. Agatocle inserì la Sicilia nella rete della politica internazionale, annodando rapporti con altri sovrani ellenistici quali Tolemeo d’Egitto, Demetrio di Macedonia e Pirro. Nel giro di pochi anni con la forza delle armi creò un potente Stato, consolidato con misure ora feroci ora magnanime e pilotato con un’abile politica diplomatica, che comprendeva la Sicilia, la Magna Grecia e l’area adriatica. Agatocle morì nel 289 a.C., forse in territorio reggino (Catona?) e nell’arco di soli dieci anni la potenza di Siracusa si dissolse e la città subì l’onta e la durezza dell’assedio cartaginese, senza potere contare sull’aiuto delle altre poleis che, divise da interessi particolari, erano appena in grado di difendersi dall’incombente pericolo mamertino. Di fronte a un tale pericolo, i Greci si rivolsero per aiuti a Pirro, re d’Epiro, già genero di Agatocle per averne sposato la figlia Lanassa. In occasione dell’incontro sarà esposta al pubblico l’opera più celebre del nostro Giuseppe Morisani, le “Inscriptiones Reginae dissertationibus inlustrate” o “Marmora regina dissertationibus inlustrata” pubblicata a Napoli nel 1770. L’opera, dedicata all’Arcivescovo Piccolomini non più a Reggio, contiene 10 dissertazioni su 10 iscrizioni reggine e due appendici su altri due marmi nelle quali, illustrando le epigrafi greche e latine, espone tutta la storia di Reggio.Condurrà il Prof. Amos Martino, Responsabile Anassilaos.

 

REGGIO – Associazione Culturale Le Muse: Calabria e Veneto riunite nel nome dell’arte pop di Regina Schrecker nella storica Villa Morosini

L’associazione culturale Le Muse “Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria approda in terra veneta e lo fa in occasione di un gemellaggio nel nome dell’arte e dell’icona della moda Regina Schrecker.

La notissima stilista, durante il periodo natalizio è stata presente a Reggio Calabria per iniziare a preparare quello che sarà un concorso aperto al mondo della scuola e che possa coniugare la cultura pop, quella di Andy Warhol ed il mondo della creatività e della moda che viaggia da anni con successi internazionali poiché ideata da Regina Schrecker.

Scelta “Le Muse” come associazione promotrice di tale concorso per la Calabria, il presidente prof. Giuseppe Livoti, nei giorni scorsi, è stato presente nella qualità di componente della giuria per la valutazione finale e premiazione del concorso già svolto in Veneto. Tale manifestazione importantissima collegata alla mostra “Regina Schrecker e Andy Warhol – Fashion e Pop Art in Villa Morosini” si è tenuta appunto nella splendida cornice di Villa Morosini, a Polesella. Tale edificio storico, è residenza che risale al Cinquecento, vera e propria villa attribuita nel progetto architettonico a Vincenzo Scamozzi, abitata nella seconda metà del XVII sec. da Francesco Morosini, doge di Venezia dal 1688 al 1694. La mostra ha presentato al pubblico un binomio indissolubile, quello che si era instaurato tra Andy Warhol e Regina Schrecker tra gli anni ’70 e ’80 con le due opere che il Maestro realizzò ritraendo la splendida modella e stilista, conosciuta a New York insieme con modelli di alta moda prodotti e firmati Regina Schrecker ed un ritratto che Jean-Michel Basquiat le fece su un piatto del mitico Toulà (il primo gruppo italiano che portò l’alta ristorazione in Europa, negli anni ’60) e la boccetta di profumo della Maison Schrecker, disegnata da Arnaldo Pomodoro. I ragazzi veneti, circa 300, appartenenti alla scuola secondaria di primo grado hanno realizzato vere e proprie forme di decorazioni contemporanee che appartengono al linguaggio della Pop Art, su figure in bianco e nero, corpi, che hanno reso popolare Regina Schrecker, manipolati con elementi grafici,  anche di recupero o della pubblicità senza l’apporto della tecnologia, mettendo in evidenza la serialità e non l’unicità come ricorda la poetica artistica di Warhol tra i più importanti artisti americani del XX secolo. La commissione presieduta dalla nota stilista ha visto come componenti: ing. Luciano Zerbinati ex presidente dell’Istituto regionale Ville Venete dal 1996 al 2005, il prof. Giovanni Boniolo filosofo e docente universitario, la prof. Bianca Zerbinati docente di lettere, il presidente Muse e direttore della Pinacoteca di Bova Marina prof. Giuseppe Livoti, l’assessore politiche giovanili, istruzione e formazione del Comune di Polesella Silvia Vignaroli. Il sindaco di Polesella Leonardo Raito ha accolto con entusiasmo la scelta della città di Reggio Calabria e dell’Associazione “Le Muse” per il Sud Italia: è giusto promuovere i territori con occasioni culturali come quella di Polesella, occorre valorizzare l’arte e l’opera di una interprete come Regina ed è giusto ripeterlo anche al Sud creando continuità ed un ponte di idee e di giovani forze per costruire una rete di valorizzazione congiunta come quella che Livoti farà sicuramente. La Schrecker ha ribadito come l’arte non ha barriere ed occorre formare, educate e riportare il senso del bello, poiché la società di oggi sta vivendo una fase di involuzione e, senza giovani leve non ci può essere la società del domani. Livoti saprà coinvolgere i ragazzi del sud Italia in questo concorso che vedrà la mia presenza oltre a momenti pop che stiamo organizzando per i prossimi mesi. Il presidente Muse, portando il saluto della gente di Calabria, si è soffermato sulla comunicazione artistica di tale perfomance d’arte tra giovani, concorso che vede l’unione nonostante le divisioni regionali, ideali linee di demarcazione eliminate in questo caso, dalla figura della Schrecker per una migliore educazione all’arte ed alla cultura, prendendo in prestito il mondo pop e la Pop Art come percorso da seguire e promuovere. Proprio per questo, ha ribadito il presidente Muse, cercheremo di coinvolgere le scuole della città metropolitana in un accattivante viaggio nella moda e nei linguaggi. Presto verrà quindi presentato il regolamento per le scuole reggine.

 

 

Associazione Anassilaos: la lotta politica a Reggio Calabria dall’Unità al terremoto del 28 dicembre 1908

In occasione del Centenario della morte di Giuseppe De Nava (27 febbraio 1924) martedì 23 gennaio alle ore 17,15 presso lo Spazio Open si terrà un incontro sul tema “La lotta politica a Reggio Calabria dall’Unità al terremoto del 28 dicembre 1908. Protagonisti e comprimari” -che precede le manifestazioni che avranno luogo a febbraio presso la Villetta De Nava nei pomeriggi di giovedì 8, 15, 22 (inaugurazione di una mostra) e mattina del 27 (commemorazione e presentazione di una speciale cartolina commemorativa) – promossa dall’Associazione Culturale Anassilaos, congiuntamente con lo stesso Spazio Open e la Biblioteca Pietro De Nava, con il Patrocinio del Comune di Reggio Calabria e della Deputazione di Storia Patria per la Calabria che parteciperà con il suo Presidente Prof. Giuseppe Caridi. Relatore il Dott. Fabio Arichetta, Deputato della stessa Deputazione e studioso di Storia. La vita politica di Reggio Calabria dopo l’Unità d’Italia ( 17 marzo 1861) non era meno complessa e combattiva e astiosa di oggi. La raggiunta unità della Nazione aprì anche a Reggio una nuova fase politica per la città e con il nuovo sistema parlamentare molti patrioti che avevano lottato per il processo di unificazione ricoprirono diversi ruoli avviando una lotta politica aspra che si trasformò ben presto in un conflitto fra notabilati, portatori di interessi divergenti e confliggenti, e pur capaci di trovare alla fine un compromesso. Non tutti però si adattarono alla vita parlamentare. Stefano Romeo lasciò la scena politica dimettendosi da deputato mentre Saverio Vollaro si votò anima e corpo alla vita parlamentare anche perché la nuova Italia richiedeva agli eletti di impegnarsi a favore del proprio territorio affinché gli interessi particolari trovassero in sede nazionale una sia pur parziale soddisfazione. Agostino Plutino, finanziatore e promotore dell’impresa dei Mille, fu ad esempio promotore di numerosi significativi interventi a favore della realizzazione di opere pubbliche in Calabria e a Reggio. Ben più aspra, a volte violenta, fu invece la lotta politica a livello amministrativo. Gli ultimi anni dell’Ottocento e i primi del Novecento (fino al dicembre 1908) si caratterizzarono infatti sotto il profilo politico-amministrativo per la presenza dei fratelli Tripepi. Liberali moderati lontani dall’estremismo anticlericale, anzi disponibili a buoni rapporti con la Chiesa reggina e con il suo Arivescovo Cardinale Gennaro Portanova, Domenico Tripepi (1853/1905), Demetrio Tripepi (1859/1908) e Francesco Tripepi (1857/1901) dominarono la scena politica a Reggio Calabria e Provincia ricoprendo ruoli significativi tra cui (Domenico e Demetrio) quello di Sindaci del Capoluogo. Essi diedero vita a quello che fu chiamato il partito dei “tripepini” cui si contrappose sempre lo schieramento radicale e anticlericale facente capo al deputato Biagio Camagna detto dei “Camagnoti” o “Camagnini”. Morto l’11 gennaio del 1905 Domenico Tripepi, che strinse cordiali rapporti con la Chiesa Reggina restituendo ad essa il Santuario dell’Eremo, la guida dei liberali moderati e cattolici fu assunta da Demetrio, sindaco nel 1905/1907. Le beghe politiche locali e l’influenza di Biagio Camagna, uomo vicino al Presidente del Consiglio Giovanni Giolitti, portarono nel febbraio del 1907 alla revoca dalle funzioni del Sindaco Demetrio Tripepi e poco più tardi (marzo 1907) allo scioglimento del Consiglio Comunale. Le elezioni che seguirono il 21 luglio dello stesso anno furono tra le più accese e combattute nella storia di Reggio Calabria. Vi furono tafferugli, cariche delle forze dell’ordine, accuse di brogli. Grazie comunque all’alleanza con il mondo cattolico e con il Cardinale Portanova (accordo del 3 luglio 1907) lo schieramento moderato sconfisse duramente i democratici radicali di Camagna (27 consiglieri su quaranta). Seguirono violenze a aggressioni nei confronti di esponenti politici cattolici e dello stesso Cardinale. Non potendo fare il Sindaco per la sospensione dalle funzioni Demetrio Tripepi fu eletto, con un escamotage, pro-sindaco e in tale veste accolse il 10 ottobre 1907 Vittorio Emanuele III in visita alla Città. In Consiglio Comunale ci furono in quella occasione scontri feroci e scambi di accuse tra Tripepi e Camagna. A quest’ultimo che riteneva non decoroso che ad accogliere il sovrano fosse un pro-sindaco destituito dal Governo, Tripepi rinfacciò tutte le malefatte, vere o presunte, costringendolo a lasciare la sala. Nei mesi successivi lo scontro politico si mantenne sempre vivace e ad esso mise purtroppo fine il terremoto che il 28 dicembre atterrò Reggio Calabria e nel quale morì lo stesso Demetrio Tripepi.

REGGIO – Accademia delle Belle Arti, “Unire biodiversità e sostenibilità: prospettive per il futuro”

Terzo appuntamento con il ciclo di incontri: Conosciamo la biodiversità? Cittadini consapevoli per un destino comune, si terrà venerdì 19 gennaio alle 17:30 nell’ Aula Magna G. Marino dell’Accademia delle Belle Arti di Reggio Calabria.

Organizzato dal Centro Europe Direct del Comune di Reggio Calabria in collaborazione con Evermind Società Benefit e promosso dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Reggio Calabria, la terna di eventi ha visto una partecipazione trasversale di auditori e di relatori che di volta in volta hanno lasciato le impronte sul tema della biodiversità e della sostenibilità declinata negli aspetti sociali, culturali e d’impresa.

Venerdì 19 sarà un incontro di restituzione e un’analisi degli apprendimenti acquisiti nei primi due eventi, «Andremo ad identificare – dicono gli organizzatori – azioni concrete che ogni cittadino può intraprendere per tutelare e valorizzare la biodiversità e quali comportamenti possono aiutare la sostenibilità».

La partecipazione attiva degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria si è tradotta nella creazione di elaborati artistici contemporanei che saranno presentati durante il seminario di venerdì. «Gli studenti dell’Accademia hanno fatto tesoro degli input forniti durante gli incontri – dicono ancora gli organizzatori – è stato fornito loro un titolo: “L’Arte incontra la Biodiversità!” e da questi spunti sono partiti per approfondire i temi di sostenibilità e biodiversità per trasformarli in un linguaggio artistico in grado di fornire suggestioni e riflessioni sull’ importanza di tutelare la natura in tutti i suoi elementi e con tutte le azioni possibili».

I relatori che accompagneranno questo appuntamento conclusivo sono: Michelangelo D’Ambrosio, presidente Slow Food Calabria, e Valeria Barbi, esperta di biodiversità, moderati da Maria Pia Tucci giornalista e Francesco Biacca, founder di Evermind.