REGGIO CALABRIA – La Domotek Volley continua a crescere, non soltanto attraverso i successi della formazione maschile, ma anche grazie allo sviluppo del settore femminile e al coinvolgimento di tanti giovani. A raccontare lo spirito del progetto amaranto è Federica Perri, giocatrice della squadra femminile, intervenuta a margine della presentazione ufficiale della società al Teatro Francesco Cilea.
«La Domotek è una famiglia allargata»
Un progetto sportivo che punta a coinvolgere atleti, famiglie e nuove generazioni, creando un ambiente nel quale condividere obiettivi e ambizioni.
Alla domanda se la Domotek possa essere considerata una grande famiglia allargata, l’atleta non ha dubbi:
«Assolutamente sì. Questo è il secondo anno per la squadra femminile, mentre ciò che è stato fatto per la maschile ormai è sotto gli occhi di tutti».
La giocatrice sottolinea così il percorso intrapreso dalla società, che accanto ai risultati della formazione maschile sta portando avanti anche la crescita della squadra femminile.
«Puntiamo sempre più in alto, i giovani sono il nostro valore aggiunto»
Si guarda con entusiasmo al futuro della Domotek, evidenziando soprattutto l’importanza del coinvolgimento delle nuove generazioni.
«La famiglia Domotek punta sempre più in alto. Oggi ci sono tantissimi giovani e questo è sicuramente un valore aggiunto, ma anche un elemento essenziale per far sì che il progetto possa andare avanti».
La continuità del progetto dipende infatti anche dalla capacità di avvicinare sempre più bambini alla pallavolo, alimentando la passione per questo sport.
«C’è bisogno di nuove risorse, di far appassionare tanti bambini e, secondo me, il progetto Domotek ci sta riuscendo veramente bene. È sotto gli occhi di tutti».
Parole che confermano il clima di entusiasmo che accompagna la società amaranto e la volontà di costruire un percorso capace di coinvolgere tutte le sue componenti.
Dalla squadra maschile a quella femminile, fino al settore giovanile, la Domotek vuole continuare a crescere come un’unica grande famiglia, puntando non soltanto ai risultati sportivi, ma anche alla formazione e alla partecipazione delle nuove generazioni.
REGGIO CALABRIA – «Quasi 160 famiglie hanno deciso di affidarci il loro bene più prezioso: i figli». È questo uno dei dati più significativi emersi dalle dichiarazioni di Billy Gurnari, direttore tecnico della Domotek Volley Reggio Calabria, intervenuto in occasione della presentazione ufficiale della squadra al Teatro Francesco Cilea. Un appuntamento che ha messo in luce non soltanto le ambizioni sportive della società amaranto, ma anche il lavoro portato avanti nel settore giovanile, con un progetto che punta a coniugare crescita tecnica, formazione personale e valori educativi.
«La pallavolo al Teatro Cilea? Un evento mai visto prima»
La scelta del Teatro Francesco Cilea come cornice della presentazione ha rappresentato un momento particolarmente significativo per la società e per il movimento pallavolistico reggino.
«È la prima volta che succede una cosa del genere. La pallavolo, almeno per quello che ricordo io, non era mai andata a teatro», ha dichiarato Gurnari.
Il direttore tecnico ha espresso soddisfazione soprattutto per la partecipazione dei giovani, numerosi tra il pubblico presente.
«Oggi ci troviamo in uno scenario stupendo come il Cilea. Vederlo così gremito e soprattutto con tanti nostri giovani non può che far sperare molto bene per quelli che sono i nostri obiettivi».
Una partecipazione che testimonia il crescente coinvolgimento delle nuove generazioni nel progetto Domotek.
Due obiettivi fondamentali: crescita tecnica e formazione sociale
Gurnari ha quindi illustrato la filosofia alla base del settore giovanile, costruita su due aspetti complementari.
«Noi abbiamo una missione basata su due aspetti particolari: quello tecnico e quello sociale».
Il primo riguarda il reclutamento e la crescita sportiva dei ragazzi, con l’obiettivo di creare un vivaio numeroso e competitivo, capace di esprimere in futuro nuovi talenti.
«Dal punto di vista tecnico vogliamo reclutare il maggior numero possibile di ragazzi, in modo da poter avere, oggi o domani, per fare un esempio, il Laganà del futuro».
Per raggiungere questo risultato, secondo Gurnari, è fondamentale ampliare la base dei giovani praticanti e accompagnarli in un percorso di formazione tecnica progressiva.
Ma l’aspetto agonistico rappresenta soltanto una parte del progetto.
«L’altra missione è quella sociale: far crescere i ragazzi insieme, condividendo gli aspetti della crescita umana, imparando a stare con gli altri, a vincere e a perdere».
Un percorso educativo che passa anche attraverso le difficoltà, il rispetto delle regole e la capacità di accettare i rifiuti.
«Bisogna imparare anche a ricevere qualche no, che a volte vale più di tanti sì. E questo possiamo farlo soltanto insieme alle famiglie».
Il dato che racconta la crescita: «Quasi 160 famiglie hanno scelto la Domotek»
Uno dei passaggi centrali dell’intervista riguarda i numeri raggiunti dal settore giovanile.
Negli ultimi due anni, la società ha intensificato il lavoro dedicato ai ragazzi, ottenendo una risposta importante da parte delle famiglie reggine.
«Sono sostanzialmente due anni che stiamo lavorando su questa strada e oggi quasi 160 famiglie hanno deciso di affidarci il loro bene più prezioso, cioè i figli».
Un risultato che Gurnari considera motivo di orgoglio, ma anche una grande responsabilità.
Le famiglie, infatti, non scelgono soltanto un’attività sportiva, ma un ambiente nel quale accompagnare la crescita dei propri ragazzi.
«Hanno scelto noi, hanno scelto la Domotek», ha sottolineato il direttore tecnico, auspicando che la società possa diventare un punto di riferimento sempre più importante per la formazione delle nuove generazioni.
«L’importante è partecipare? Bisogna creare le condizioni per vincere»
Durante l’intervista, Gurnari si è soffermato anche sul significato educativo della competizione sportiva, partendo dalla celebre espressione secondo cui l’importante non sarebbe vincere, ma partecipare.
Il direttore tecnico ha proposto una riflessione sul senso di quella frase, richiamando il pensiero di Pierre de Coubertin e l’importanza di prepararsi al meglio per affrontare una competizione.
Secondo Gurnari, il vero obiettivo è mettere i giovani nelle condizioni migliori per poter vincere, attraverso un percorso fatto di impegno, condivisione e rispetto delle regole.
«Bisogna fare riferimento a quei presupposti di cui parlavo prima: la condivisione, lo stare insieme, il saper vincere, il saper perdere e il rispetto delle regole».
A questi elementi si aggiunge il sacrificio, indispensabile per raggiungere risultati importanti.
«Mettendo insieme tutto questo, anche quello che possiamo chiamare sacrificio, viene fuori l’atleta, ma mi auguro sempre e soprattutto l’uomo».
Una dichiarazione che racchiude la filosofia educativa della Domotek: utilizzare lo sport come strumento per formare non soltanto giocatori competitivi, ma persone consapevoli e responsabili.
Il settore giovanile come garanzia per il futuro della società
Nella parte conclusiva dell’intervista, Gurnari ha affrontato il tema del ricambio generazionale e dell’importanza di costruire un settore giovanile solido per garantire continuità al progetto sportivo.
«Il ricambio generazionale nello sport è una cosa normale. È chiaro che attraverso il settore giovanile si punta proprio a questo».
Il direttore tecnico ha evidenziato come una società debba essere capace di affrontare anche eventuali difficoltà economiche o organizzative, senza compromettere il proprio futuro.
«Può anche terminare un rapporto di sponsorizzazione, ma una società deve essere abile a farsi trovare pronta anche nei momenti più difficili».
La risposta, secondo Gurnari, è investire nella formazione dei giovani e costruire una base capace di sostenere la società nel tempo.
«Una società potrà affrontare le difficoltà se ha costruito qualcosa dietro, se ha formato dei giovani che possano permetterle di continuare nel miglior modo possibile».
Un messaggio che conferma la centralità del vivaio nella visione della Domotek Volley Reggio Calabria.
Quasi 160 famiglie coinvolte, un progetto tecnico in crescita e una missione educativa ben definita: per Billy Gurnari, il futuro della Domotek comincia dai giovani, con l’obiettivo di formare gli atleti di domani senza dimenticare, prima di tutto, la crescita delle persone.
REGGIO CALABRIA – «Rappresentare Reggio Calabria da capitano e da reggino, per me, vale più di qualsiasi campionato e di qualsiasi categoria». Parole cariche di orgoglio e appartenenza quelle del capitano della Domotek Volley, intervenuto in occasione della presentazione della nuova stagione sportiva al Teatro Francesco Cilea. Una dichiarazione che racconta il legame profondo tra la squadra amaranto, i suoi tifosi e la città.
«Essere capitano della squadra della mia città è un onore»
Per il capitano della Domotek, Domenico Laganà, rappresentare Reggio Calabria non significa soltanto scendere in campo e guidare i propri compagni, ma portare con sé l’identità e l’orgoglio di un’intera comunità.
«L’onore è quello di rappresentarla in qualità di capitano, di reggino. Per me questo vale più di qualsiasi campionato, di qualsiasi categoria».
Un sentimento che va oltre i risultati sportivi e che rende ancora più significativo il ruolo ricoperto all’interno della formazione amaranto.
Il ricordo del palazzetto pieno: «L’ultima partita era da brividi»
Tra i momenti più emozionanti ricordati dal capitano c’è l’ultima partita della scorsa stagione, quando il pubblico reggino ha fatto sentire tutto il proprio sostegno alla squadra.
«Vedere il palazzetto pieno è qualcosa di incredibile. L’ultima partita dell’anno scorso era veramente da brividi».
Un’immagine rimasta impressa nella memoria del giocatore, che riconosce nei tifosi una componente fondamentale del percorso della Domotek.
Il calore del pubblico, la partecipazione delle famiglie e l’entusiasmo sugli spalti hanno contribuito a creare un legame speciale tra la società e la città.
«Spero che anche quest’anno sia così: ce lo meritiamo»
Guardando alla nuova stagione, il capitano esprime il desiderio di ritrovare lo stesso entusiasmo che ha accompagnato la squadra nei momenti più importanti.
«Spero che anche quest’anno sia a quei livelli, perché ce lo meritiamo e se lo merita soprattutto la società, per quello che sta facendo e che sta costruendo».
Un riconoscimento al lavoro della dirigenza e al progetto sportivo che, negli ultimi anni, ha permesso alla Domotek di crescere e conquistare traguardi importanti.
Le parole del capitano racchiudono così il significato più autentico del rapporto tra la Domotek e Reggio Calabria: l’orgoglio di rappresentare la propria città, la responsabilità di indossare la fascia e l’emozione di giocare davanti a un pubblico che sente la squadra come parte della propria identità.
REGGIO CALABRIA – «Il sogno ce lo siamo regalati a vicenda. Pubblico, città, stampa, dirigenza, giocatori e sponsor: questa è stata la nostra forza». Parole cariche di emozione quelle di Antonio Polimeni, allenatore della Domotek Volley Reggio Calabria, intervenuto in occasione della presentazione della nuova stagione sportiva al Teatro Francesco Cilea. Un momento per ripercorrere tre anni di successi, celebrare il ritorno della pallavolo reggina in Serie A e, soprattutto, rendere omaggio a una città che ha accompagnato la squadra in ogni tappa del suo percorso.
«La Serie A è un sogno che ci siamo regalati tutti insieme»
Un traguardo atteso da oltre dieci anni, raggiunto attraverso un percorso che ha visto la Domotek crescere stagione dopo stagione, fino a riportare Reggio Calabria nel panorama nazionale della pallavolo.
Ma per il tecnico amaranto il merito non appartiene soltanto a chi è sceso in campo.
«Il sogno ce lo siamo regalati a vicenda, ce lo siamo regalati tutti, perché pubblico, città, stampa, dirigenza, giocatori e soprattutto sponsor, messi insieme, sono stati in questo triennio un unico denominatore».
Un’unione che, secondo l’allenatore, ha rappresentato il vero valore aggiunto della squadra.
«Questa è stata la nostra forza, perché l’energia che si è creata da questa unione è stata percepita dai ragazzi e credo abbia fatto la differenza».
Il tecnico ha quindi sottolineato il ruolo fondamentale della città, capace di sostenere la squadra con un entusiasmo riconosciuto anche a livello nazionale.
«Reggio Calabria ha dimostrato, anche attraverso il premio ricevuto dalla Lega, di essere seconda a nessuno in Italia per calore, entusiasmo e vicinanza allo sport».
«Non è la vittoria dei giocatori o dell’allenatore. È la vittoria di tutti»
Il messaggio più forte dell’intervista riguarda il valore collettivo dei risultati raggiunti.
Il tecnico rifiuta l’idea di attribuire i successi esclusivamente alla squadra o allo staff, rivendicando invece il contributo dell’intera comunità.
«Siamo qua per merito di tutti. Non mi sento di dire che sia merito soltanto del tecnico o di chi è sceso in campo. Mai come adesso questa è la vittoria di tutti».
Un concetto ribadito ricordando i numerosi riconoscimenti conquistati dalla società.
«Quando vinci tutto in un anno, dai premi individuali a quelli del pubblico, dai campionati ai trofei, non può essere soltanto merito dei giocatori, dello staff tecnico, della società, della dirigenza o degli sponsor. È merito di tutti. E in questo tutti c’è Reggio Calabria».
Una dichiarazione che racconta il rapporto costruito tra la Domotek e il territorio, diventato nel tempo uno degli elementi distintivi del progetto sportivo amaranto.
La Domotek e le famiglie: «Abbiamo avvicinato bambini, ragazzi e anziani»
Uno degli aspetti più importanti della crescita della società è stato il coinvolgimento di un pubblico sempre più ampio.
La pallavolo è diventata un appuntamento capace di riunire intere famiglie, coinvolgendo generazioni differenti.
«Chi ha vissuto il nostro palazzetto ha potuto vedere che durante le partite c’erano tantissime famiglie che si sono legate a questo sport, alla nostra famiglia e agli obiettivi che ci siamo posti».
Un risultato favorito anche dalle attività promosse nelle scuole, che hanno contribuito ad avvicinare i più giovani alla pallavolo.
Il tecnico ha evidenziato come i successi sportivi abbiano certamente alimentato l’entusiasmo, ma anche come il pubblico reggino abbia dimostrato la propria vicinanza nei momenti più difficili.
«Vincere aiuta a vincere, ma abbiamo visto il nostro pubblico sempre vicino anche nei momenti di difficoltà. Siamo sicuri di avere un pubblico maturo, capace di comprendere e vivere tutte le emozioni che fanno parte dello sport».
«In trasferta mi sono emozionato più che in casa: vedere quelle bandiere amaranto è incredibile»
Tra i passaggi più sentiti dell’intervista, il racconto delle trasferte e del sostegno dei tifosi lontano da Reggio Calabria.
Un’esperienza che, per l’allenatore, ha assunto un valore emotivo persino superiore a quello delle partite casalinghe.
«Personalmente ho provato più emozioni in trasferta che in casa. In casa c’è il boato del palazzetto, ma fuori vedere gente che prende la macchina, il treno o l’aereo per seguire la squadra ti fa capire che questa non è soltanto la nostra causa, ma una causa comune».
Il tecnico ha raccontato la presenza costante dei sostenitori amaranto anche nelle trasferte più lontane.
«Negli ultimi tre o quattro mesi non abbiamo praticamente mai avuto meno di cinquanta persone che venivano in trasferta a seguirci».
Un sostegno che rappresenta un motivo di orgoglio, ma anche una responsabilità ulteriore per la squadra.
«Per noi è un senso di responsabilità ancora più grande, perché non soltanto le vittorie, ma anche i sacrifici quotidiani devono essere comuni».
Il richiamo ai reggini fuori sede: «Ovunque si gridi Reggio Calabria, si risveglia qualcosa»
L’intervista si è conclusa con una riflessione sul legame tra sport e identità cittadina.
Un rapporto che, secondo il tecnico, emerge soprattutto quando la Domotek gioca lontano da casa, richiamando i reggini che vivono in altre regioni italiane.
Dalle bandiere amaranto ai cori sugli spalti, fino alle tradizioni gastronomiche che accompagnano i tifosi in trasferta, il sostegno alla squadra diventa un’occasione per ritrovare le proprie radici.
«Credo che non esista un grido più forte, in una città che vive così intensamente il proprio senso di appartenenza, del grido “Reggio Calabria”».
E aggiunge:
«Ovunque, in qualsiasi parte d’Italia o all’estero, quel grido risveglia un colore che a volte è amaranto e a volte no, ma ti porta sempre a incitare la squadra della tua città, a prescindere dallo sport».
Parole che sintetizzano il significato assunto dalla Domotek negli ultimi anni: non soltanto una squadra capace di vincere, ma una realtà che ha saputo trasformare la pallavolo in un momento di aggregazione e orgoglio cittadino.
Perché, come ha ribadito il tecnico, il traguardo più importante non è soltanto aver riportato Reggio Calabria in Serie A, ma averlo fatto insieme a un’intera città.
REGGIO CALABRIA – Il Teatro Francesco Cilea apre le porte alla Domotek Volley per la presentazione ufficiale della nuova stagione sportiva. Un appuntamento che celebra il percorso di crescita della società amaranto e rafforza il legame tra sport, istituzioni e territorio. A sottolineare l’importanza dell’iniziativa è il sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, che ha espresso il pieno sostegno dell’amministrazione comunale alla Domotek e, più in generale, a tutte le realtà sportive cittadine.
Il Teatro Cilea apre le porte alla Domotek
La scelta di presentare la squadra in uno dei luoghi più rappresentativi della città assume un significato che va oltre l’evento sportivo.
«La Domotek ha inteso organizzare la presentazione in un luogo simbolo della città. Noi l’abbiamo volentieri concesso e siamo molto contenti di aver supportato anche questa iniziativa», ha dichiarato Cannizzaro a margine della serata.
Per il primo cittadino, la disponibilità dell’amministrazione rappresenta un segnale concreto di vicinanza al mondo dello sport reggino.
«Vogliamo dimostrare che intendiamo essere accanto alla Domotek, così come a tutte le realtà sportive della nostra città. Non soltanto quelle di primo livello, come la Domotek, ma anche le piccole realtà, che sono il vero motore sportivo e sociale della nostra città».
«Domotek, una crescita importante ed esponenziale»
Cannizzaro ha quindi rivolto un riconoscimento alla società per i risultati raggiunti negli ultimi anni, sottolineando il contributo di tutte le componenti che hanno partecipato alla costruzione del progetto.
«Complimenti alla Domotek per tutto quello che ha realizzato in questi anni. Una crescita importante ed esponenziale, grazie alla dirigenza, ai giocatori, agli sponsor, ai privati e a tutti coloro che, a vario titolo, hanno creduto in questo progetto».
Un percorso che, secondo il sindaco, può portare la società verso traguardi ancora più ambiziosi.
«È un progetto che può ambire a risultare vincente e a raggiungere il primo livello», ha aggiunto, evidenziando le potenzialità della formazione reggina.
Il sostegno del Comune: «Totale disponibilità ad accompagnare questo percorso»
Il sindaco ha ribadito la volontà dell’amministrazione di sostenere la crescita della Domotek, riconoscendo allo sport un valore che supera la sola dimensione agonistica.
«L’amministrazione comunale, e il sindaco in prima persona, non possono che essere soddisfatti e dare la totale disponibilità ad accompagnare questo percorso, che è sportivo ma soprattutto sociale».
Per Cannizzaro, infatti, i risultati delle singole società devono inserirsi in una prospettiva più ampia di rilancio dello sport cittadino, capace di coinvolgere discipline, associazioni e giovani atleti.
«Oggi pallavolo, domani calcio e basket: Reggio deve tornare a sognare»
È proprio sul futuro dello sport reggino che il primo cittadino concentra la parte conclusiva del suo intervento.
L’obiettivo, secondo Cannizzaro, è accompagnare le ambizioni della Domotek a quelle delle altre realtà sportive, creando le condizioni affinché l’intera città possa tornare a vivere lo sport con entusiasmo.
«Oggi parliamo di pallavolo, domani di calcio, dopodomani di basket e di tutti gli sport che la nostra città deve vivere e per i quali deve ritornare a sognare».
Un messaggio che trasforma la presentazione della Domotek in un’occasione per ribadire il ruolo dello sport nella vita sociale di Reggio Calabria.
Dal palcoscenico del Teatro Cilea arriva dunque un segnale di sostegno istituzionale alla società amaranto e all’intero movimento sportivo cittadino, con l’auspicio che la crescita delle squadre reggine possa contribuire a restituire entusiasmo, partecipazione e nuove ambizioni alla città.
REGGIO CALABRIA – Una società in continua crescita, un settore giovanile sempre più importante e la voglia di affrontare da protagonisti una nuova stagione sportiva. La Domotek Volley Reggio Calabria si prepara alle prossime sfide con entusiasmo e determinazione, forte dei successi conquistati negli ultimi anni e di un progetto che punta a consolidare il movimento pallavolistico cittadino. A fare da cornice alla presentazione della squadra è il Teatro Francesco Cilea, luogo simbolo della cultura reggina, scelto per condividere con tifosi e città obiettivi, ambizioni e prospettive future.
«La nostra struttura cresce sempre di più»
La nuova stagione rappresenta un ulteriore passo nel percorso di sviluppo della società, che negli ultimi anni ha progressivamente ampliato la propria organizzazione.
«Siamo contenti e quest’anno lo siamo ancora di più perché questa struttura sta crescendo sempre di più. Ce lo chiede la categoria, ce lo chiede l’evoluzione naturale degli eventi, che ci porta a dover rimanere sempre al passo e a crescere continuamente».
Un percorso che richiede programmazione, investimenti e capacità di adattarsi a un contesto sportivo sempre più competitivo.
«Lo stiamo facendo, spero, con i passi giusti e con i tempi giusti. Non vediamo l’ora di cominciare e siamo felicissimi di trascorrere insieme alla nostra città una serata così bella».
Il Teatro Cilea per presentarsi alla città: «Una culla di cultura, spettacolo e amore»
Particolarmente significativa la scelta del Teatro Francesco Cilea come sede della presentazione ufficiale.
Un luogo che rappresenta una parte importante dell’identità culturale di Reggio Calabria e che, per l’occasione, diventa punto d’incontro tra sport, tifosi e comunità.
«Siamo orgogliosi perché abbiamo un teatro così importante, così bello, una vera e propria culla di questa città. Qui sono state scritte pagine importantissime di cultura, di spettacolo e anche d’amore. Quale luogo migliore per presentarci ai nostri tifosi e alla nostra città?».
Una scelta che conferma la volontà della Domotek di rafforzare il proprio legame con il territorio, andando oltre i risultati ottenuti sul campo.
Il settore giovanile: «Siamo partiti da zero, oggi abbiamo numeri importanti»
Tra i temi centrali delle dichiarazioni emerge l’attenzione rivolta ai giovani e alla costruzione di un vivaio capace di rappresentare il futuro della pallavolo reggina.
«Abbiamo un settore giovanile del quale andiamo fierissimi, perché siamo partiti veramente da zero e oggi contiamo numeri assolutamente importanti».
Un risultato che viene attribuito al lavoro e ai sacrifici compiuti negli anni per creare una struttura organizzativa in grado di accompagnare la crescita dei giovani atleti.
«Questi numeri ci fanno toccare con mano quanto sia stato bello e importante sacrificarsi e lavorare per far crescere questo mondo, che rappresenta il futuro della nostra città».
L’obiettivo non è soltanto quello di offrire ai ragazzi un’opportunità sportiva, ma anche di costruire un percorso di formazione che possa accompagnarli verso livelli agonistici sempre più elevati.
«Siamo sicuri che crescere in un ambiente con queste potenzialità, con una struttura e un’organizzazione, non possa che fare bene ai nostri giovani».
Da qui l’ambizione di sviluppare un vivaio che, in futuro, possa alimentare direttamente le prime squadre.
«Speriamo che un domani si possa creare un vero e proprio vivaio che ci consenta di attingere a risorse importanti senza dover necessariamente cercare altrove nella formazione dei roster e delle squadre».
Due campionati e due coppe in tre anni: la crescita della Domotek
Il percorso della società reggina si inserisce in un momento particolarmente positivo per la pallavolo italiana, sostenuta anche dai risultati delle Nazionali.
«Abbiamo avuto la fortuna di crescere in concomitanza con i grandi successi delle nostre Nazionali. Non dimentichiamo chi siamo e quali sono le nostre Nazionali».
Un movimento che, secondo quanto evidenziato nell’intervista, trae forza tanto dai successi internazionali quanto dalla crescita delle singole realtà sportive.
«È chiaro che il movimento ha bisogno di vittorie, ha bisogno delle Nazionali. Noi siamo stati fortunati perché veniamo da tre anni stupendi, nei quali abbiamo vinto due campionati e due coppe».
Risultati che testimoniano il percorso compiuto dalla Domotek e che rappresentano una base importante per affrontare le nuove sfide.
Leadership e gruppo: «Sappiamo chi sono le nostre guide»
Un altro aspetto fondamentale riguarda gli equilibri interni alla squadra e il ruolo dei leader, sia sul terreno di gioco sia all’interno della società.
«L’idea della leadership da noi è molto chiara, molto netta. Riconosciamo i nostri leader, sappiamo chi sono e quali sono le nostre guide, sia in campo che fuori dal campo».
La volontà è quella di favorire una crescita naturale del gruppo, senza forzature, valorizzando i ruoli e le responsabilità di ciascuno.
«Tutto si deve evolvere e incastrare in maniera molto naturale. Questo sta accadendo, siamo molto contenti e vogliamo continuare così».
Un campionato di altissimo livello: «Non vediamo l’ora di confrontarci»
Lo sguardo si sposta infine sulla nuova stagione agonistica, che si preannuncia particolarmente impegnativa.
«Sarà un campionato molto duro, di livello elevatissimo. Abbiamo già potuto notarlo durante la Supercoppa tra Pineto e Brescia, che saranno anche le nostre prime due avversarie, rispettivamente fuori casa e in casa».
Un calendario che metterà subito la formazione reggina di fronte a due confronti significativi e che offrirà indicazioni sul livello di competitività della squadra.
«Abbiamo visto quanto sia alto il livello di questo campionato. Non vediamo l’ora di confrontarci, sappiamo cosa ci aspetta».
La Domotek si presenta dunque alla nuova stagione con la consapevolezza delle difficoltà, ma anche con la fiducia costruita attraverso i risultati, la crescita organizzativa e il lavoro sul settore giovanile.
Dalla presentazione al Teatro Cilea al prossimo debutto in campionato, il messaggio è chiaro: continuare a crescere, consolidare quanto costruito e rappresentare Reggio Calabria attraverso lo sport.
Due giornate dedicate a prevenzione, ricerca, terapie e ai benefici del pesce azzurro
REGGIO CALABRIA – Si terrà il 9 e 10 ottobre 2026, al Grand Hotel Excelsior di Reggio Calabria, la IX edizione di “Endocrinologia dello Stretto”, appuntamento dedicato all’approfondimento scientifico e clinico nel campo dell’endocrinologia.
Due giornate di incontri e confronto rivolte alla prevenzione, alla ricerca e alle terapie, con un programma pensato per favorire l’aggiornamento scientifico, la condivisione delle esperienze cliniche e l’approfondimento dei percorsi di cura. L’edizione 2026 pone particolare attenzione anche al rapporto tra alimentazione, salute e prevenzione, con uno specifico incontro dedicato ai benefici del pesce azzurro, in programma venerdì 9 ottobre alle 17:30, moderato dal dott. Antonio Alvaro, presidente di Gal pesca Marical, impegnato nel programma ‘Azzurro di Calabria’ per la valorizzazione e consumo del pesce azzurro.
L’appuntamento rappresenta un’occasione per valorizzare il ruolo della corretta alimentazione all’interno di un più ampio percorso di prevenzione e promozione della salute, mettendo in evidenza le caratteristiche nutrizionali del pesce azzurro e il suo possibile contributo a uno stile di vita equilibrato.
“Endocrinologia dello Stretto” conferma la volontà di offrire uno spazio di confronto qualificato sui temi dell’endocrinologia e della salute, con particolare attenzione alle strategie di prevenzione e all’evoluzione delle conoscenze e delle terapie.
L’evento vede il coinvolgimento di diverse realtà istituzionali, scientifiche e associative del territorio, tra cui Comune di Reggio Calabria, LILT, CiF, AME, GAL Pesca Marical e Regione Calabria, oltre agli altri organismi riportati nel programma ufficiale.
Reggio Calabria – La pioggia e le raffiche di vento dei giorni scorsi avevano minacciato di rovinare il gran finale della Festa della Madonna della Consolazione, costringendo a un rinvio forzato. Ma la pazienza dei reggini è stata ampiamente ripagata: a mezzanotte la magia dello spettacolo pirotecnico si è compiuta, trasformando il cielo e il mare in un palcoscenico di luci, colori e profonda commozione.
Migliaia di persone hanno gremito ogni angolo del “chilometro più bello d’Italia”. La Via Marina e, in particolare, l’Arena dello Stretto si sono trasformate in un unico, immenso abbraccio collettivo. Scorcio particolarmente suggestivo della serata è stato il colpo d’occhio sulla statua di Atena Promachos: l’imponente scultura di bronzo si ergeva in primo piano, stagliandosi come una silhouette maestosa mentre sullo sfondo si alternavano le esplosioni di mille colori.
Tre quarti d’ora di pura meraviglia
Lo spettacolo è durato circa quarantacinque minuti, mantenendo alta la tensione emotiva e il ritmo dei botti e delle coreografie luminose:
* Un dipinto sul mare: le chiatte al largo hanno lanciato giochi di luce ad altezza variabile, creando cascate dorate, fontane a ventaglio e sferzate di luce scarlatta e verde che si riflettevano specchiandosi sulle acque dello Stretto.
* Tutti con il naso all’insù: per tre quarti d’ora, bambini, giovani, famiglie e anziani hanno condiviso lo stesso sguardo rivolto al cielo. Un’atmosfera di pura meraviglia che ha unito persone di ogni età ed estrazione, tutte affascinate dalla grandiosità dello show.
* Il finale travolgente: una sequenza ritmata e incalzante di colpi finali ha illuminato a giorno l’intera Via Marina, culminando in un boato liberatorio.
La tradizione che unisce la comunità
Al termine del gran finale, un lungo e caloroso applauso è salito spontaneamente dalla folla. Per la città, i fuochi non rappresentano un semplice spettacolo pirotecnico, ma il rito conclusivo delle Feste Mariane: un momento identitario in cui devozione, appartenenza e senso di comunità si fondono.
La pioggia ormai è solo un ricordo lontano: Reggio Calabria chiude così la sua festa più amata, lasciando negli occhi e nel cuore dei presenti l’immagine di una notte indimenticabile affacciata sul mare.
REGGIO CALABRIA – Una serata di musica e festa, ma con un pensiero inevitabilmente rivolto alla tragedia che nelle ultime ore ha scosso profondamente Reggio Calabria. Sal Da Vinci dedicherà ad Anthea Ranieri il concerto di questa sera in Piazza Indipendenza, raccogliendo l’invito del sindaco Francesco Cannizzaro.
Poche ore prima dell’attesissimo live, Cannizzaro ha incontrato l’artista napoletano per dargli ufficialmente il benvenuto in città. Un incontro caratterizzato anche dalla scoperta di un legame particolare: nelle origini familiari di Sal Da Vinci c’è anche Reggio Calabria.
«Forse ancora pochi sanno che nelle vene di Sal Da Vinci scorre sangue reggino, perché suo nonno era della provincia di Reggio Calabria», ha raccontato Cannizzaro.
Il sindaco ha quindi omaggiato il cantante con uno dei simboli per eccellenza del territorio, il bergamotto, scherzando proprio sulle sue origini: «Sei un orgoglio italiano, ma soprattutto sei anche un orgoglio reggino».
Il pensiero ad Anthea: «Dedica a lei questo concerto»
Il momento più toccante dell’incontro è arrivato quando Cannizzaro ha ricordato Anthea, la giovane di 23 anni che ha perso la vita nel tragico incidente avvenuto venerdì sulle bretelle del Calopinace.
«Qualche giorno fa è venuta a mancare, purtroppo, a causa di un incidente, Anthea, una ragazza di 23 anni. Ti chiedo di dedicare l’intero concerto di questa sera a questa giovane vita che la strada ha spezzato».
Immediata e sentita la risposta di Sal Da Vinci.
«Anthea è nostra figlia, Anthea è mia nipote», ha detto l’artista. «Quando mi hai raccontato questa storia posso solo immaginare. Vorrei non solo dedicare ad Anthea questa serata, ma abbracciare i suoi genitori».
Da Vinci ha spiegato di non riuscire a trovare parole sufficienti per esprimere la propria vicinanza alla famiglia della giovane. Sarà allora la musica a parlare: «Lo faccio attraverso le canzoni che canterò questa sera».
Il riconoscimento della città a Sal Da Vinci
Cannizzaro ha inoltre consegnato all’artista un riconoscimento ufficiale della città di Reggio Calabria, dedicato proprio al rapporto tra musica, memoria e radici.
«La musica attraverso il tempo custodisce la memoria e, come le radici, sa sempre ritrovare la strada di casa», recita la motivazione, con l’auspicio che Reggio Calabria, «terra delle tue origini familiari», possa rappresentare per Sal Da Vinci sempre «un luogo del cuore».
Un gesto particolarmente apprezzato dal cantante.
«Mi sento un pochino a casa questa sera», ha spiegato. «Questa terra mi appartiene: metà sangue napoletano, metà sangue reggino. Sono veramente onorato di essere qui».
Da Vinci ha dedicato il riconoscimento anche al padre, sottolineando ancora una volta il valore personale del ritorno nella terra delle proprie origini familiari.
E l’incontro potrebbe rappresentare soltanto l’inizio. Cannizzaro ha infatti lasciato intravedere «tante altre sorprese» future, ricevendo subito la disponibilità dell’artista: «Sarei onorato di condividere con voi un bel viaggio di cose belle».
Questa sera, però, spazio alla musica. Piazza Indipendenza è pronta ad accogliere Sal Da Vinci, in una serata che avrà inevitabilmente un significato diverso: il grande concerto delle Festività Mariane diventerà anche un abbraccio collettivo alla memoria di Anthea e alla sua famiglia.
Il concerto del rapper Emis Killa, inizialmente previsto per sabato 12 settembre come apertura delle Notti Reggine, è stato riprogrammato per il giorno 16 dello stesso mese a seguito della sospensione degli eventi civili decisa dall’amministrazione comunale.
Il provvedimento è stato adottato in segno di lutto e cordoglio per il drammatico incidente stradale che ha causato la morte della ventitreenne Anthea Ranieri e il grave ferimento del giovane Giovanni, attualmente ricoverato in prognosi riservata.