MILANO – frode fiscale e traffico di droga internazionale, stamattina 14 arresti dalla Gdf

Sono in corso da stamane gli arresti di 14 persone, tra cui i fratelli Sebastiano e Giuseppe Pelle, della nota famiglia calabrese e che vivono in Germania, e il sequestro di oltre 13 milioni di euro da parte i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano nell’ambito di indagini collegate e coordinate dalla Dda milanese in collaborazione con la Procura Europea (Eppo) e l’autorità giudiziaria dell’Alta Baviera.
Le inchieste riguardano da un lato una frode fiscale internazionale nel settore del commercio di auto di lusso e dall’altro un traffico di sostanze stupefacenti. I provvedimenti sono stati disposti rispettivamente, dall’Autorità Giudiziaria tedesca e dal gip del Tribunale del capoluogo lombardo. (ANSA).

Approvata dal Ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili la nuova pianta organica dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio

Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ha approvato la nuova pianta organica dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio.

All’interno della circoscrizione demaniale del nuovo Ente, istituito il 18 giugno 2021 e presieduto da Andrea Agostinelli, è entrato a farne parte anche lo scalo di Vibo Valentia, oltre i porti di Gioia Tauro, Taureana di Palmi, Crotone e Corigliano Calabro, che ricadono, rispettivamente, nelle province di Reggio Calabria, Crotone e Cosenza.

Si tratta di infrastrutture portuali distanti tra loro, che necessitano di attenzione diretta per la messa in atto delle relative pianificazioni di sviluppo, attraverso l’assunzione e l’impegno di personale dedicato.

Collegata, quindi, ai maggiori fabbisogni dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, la nuova pianta organica è stata redatta dal dirigente dell’Area Finanza – Controllo – Risorse Umane, Luigi Ventrici, per poi essere votata all’unanimità dal Comitato di Gestione, nella riunione del 30 settembre scorso.

L’obiettivo della nuova pianificazione è quello di assicurare una organizzazione, che abbia tutti gli strumenti professionali per operare, con la massima celerità ed eguale attenzione, al complessivo sviluppo dei cinque porti interni alla circoscrizione demaniale.

Sulla base di un’ampia relazione esplicativa delle relative necessità dell’Ente e dei conseguenti obiettivi da raggiungere, il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ha approvato la nuova dotazione di risorse umane ai sensi dell’art.12 comma 2 – lettera b – della legge 84/94.

Nell’atto di approvazione, il MIMS ha condiviso: <<le ragioni espresse in ordine alla necessità di adeguare sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo la pianta organica vigente, alla luce anche dei nuovi obiettivi che la istituita Autorità di Sistema portuale dovrà assolvere.

Il nuovo assetto organizzativo – ha continuato il MIMS – tiene conto anche della mission dell’Ente definita nel POT 2021-2023 e dell’inserimento del porto di Vibo Valentia tra i porti da esso gestiti>>.

La nuova pianta organica prevede un incremento di persone pari a ottanta unità, escluso il Segretario Generale, ripartito tra i vari livelli e la creazione di due nuove aree (Area Presidenza e Affari Legali, Anticorruzione e Trasparenza).

REGGIO – Operazione “Pedigree 3”, arrestate due persone affiliate alla cosca Serraino

Nella mattinata del 20 ottobre, a conclusione di complesse e articolate indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria diretta dal Procuratore Giovanni BOMBARDIERI, la Squadra Mobile reggina – con il supporto degli equipaggi dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico – nel corso di un’operazione di polizia convenzionalmente denominata Pedigree 3, ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di DOLDO Francesco cl. 83 e RUSSO Domenico cl. 99, ritenuti responsabili di associazione mafiosa.

 

La presente inchiesta costituisce naturale prosecuzione delle investigazioni relative l’operazione “Pedigree e Pedigree 2” eseguite rispettivamente in data 9 luglio 2020 e 15 ottobre 2020 e ha permesso di disarticolare ulteriormente la cosca di ‘ndrangheta SERRAINO operante nei quartieri di San Sperato, nelle frazioni Arangea e Gallina, nonché nel comune di Cardeto e nelle aree aspromontane della provincia di reggina.

 

In particolare è stato accertato che i predetti DOLDO Francesco e RUSSO Domenico facevano anch’essi parte del sodalizio unitamente a CORTESE Maurizio cl. 80; PITASI Stefania Maria cl. 83, moglie di Cortese Maurizio; PITASI Paolo cl. 52, suocero di Cortese Maurizio e padre di Pitasi Stefania Maria; DE LORENZO Salvatore Paolo cl. 71; FILOCAMO Antonino cl. 88; FILOCAMO Daniele cl. 90; BARBARO Antonino cl. 86; LEONARDO Carmelo cl. 63; NUCERA Bruno cl. 1968; SCONTI Domenico cl. 57, genero di Francesco, inteso don Ciccio Serraino, “boss della montagna”; MASSARA Sebastiano cl. 86; MORABITO Domenico cl. 75; SERRAINO Antonio cl. 80, detto “Nino”, , figlio del defunto Domenico Serraino [cl. ’45, detto “Mico”] e nipote del defunto Serraino Francesco classe 1929 alias “il boss della montagna”; FALLANCA Antonino cl. 54; RUSSO Francesco cl. 73, detto Ciccio “lo Scalzo” o “’u Scazzu”, padre di Domenico cl. 99; RUSSO Paolo cl. 61, detto “Zamburro” e VECCHIO Sebastiano cl. 73, detto “Seby”, tutti tratti in arresto con le precedenti operazioni di polizia.

 

Le indagini svolte dalla Squadra Mobile – sotto le direttive dei Sostituti Procuratori della D.D.A. di Reggio Calabria Stefano MUSOLINO, Walter IGNAZITTO, Paola D’AMBROSIO e Diego CAPECE MINUTOLO – si sono avvalse, in questa fase, anche delle dichiarazioni di alcuni soggetti tratti in arresto nelle precedenti operazioni, che nel frattempo hanno scelto di collaborare con la giustizia. Tali dichiarazioni, puntualmente riscontrate dalle attività tecniche di intercettazioni, hanno permesso di acquisire un grave quadro indiziario a carico degli odierni arrestati quali partecipi, a pieno titolo, del programma criminoso della  cosca SERRAINO attiva nel settore delle estorsioni in danno di imprenditori e commercianti locali, nell’imposizione con violenza e minaccia di beni e servizi e nell’impiego dei proventi delle attività delittuose in esercizi commerciali nel campo della ristorazione [bar] e della vendita di frutta, intestati a compiacenti prestanomi allo scopo di eludere l’applicazione delle disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali e il sequestro delle imprese ai sensi della normativa antimafia.

In particolare, la presente indagine ha consentito di accertare che DOLDO Francesco, pur non essendo stato formalmente battezzato, è di fatto un accoscato e fornisce al sodalizio un prezioso contributo rendendosi disponibile per conservare e custodire armi della cosca e mettendo a disposizione gli uffici della propria agenzia di assicurazioni per riunioni di ndrangheta in cui sono state assunte importanti decisioni relative a fatti estorsivi e paventati progetti omicidiari ai danni di un esponente della cosca ritenuto avere rapporti ambigui con esponenti delle forze dell’ordine.

 

E’ emerso, ancora, che esisteva un rapporto di strettissima sinergia solidaristica tra Francesco DOLDO e Francesco (Ciccio) RUSSO, inteso u “scazzu”, capo locale della cosca Serraino sino al suo arresto dell’ottobre 2020.  Infatti, Francesco DOLDO si attivava alacremente:

 

  • per individuare un’autovettura da destinare al trasporto dei familiari di Francesco RUSSO, ristretto in carcere dopo l’esecuzione dell’ordinanza custodiale emessa a suo carico nel procedimento c.d. Pedigree 2;
  • per ricercare somme di denaro, su sollecitazione di Domenico RUSSO, da destinare al pagamento delle spese legali in favore del detenuto Francesco (Ciccio) RUSSO, all’epoca esponente apicale della consorteria mafiosa;

 

Con riferimento, invece, a Domenico RUSSO, è emerso che egli ha fornito, nel tempo, sistematica e fattiva collaborazione al padre RUSSO Francesco classe 1973, detto “Ciccio lo scalzo”, che a sua volta era stato indicato dai collaboratori di Giustizia come storico componente della cosca SERRAINO con il ruolo direttivo in seno alla consorteria mafiosa di “capo società” che aveva presieduto i riti di affiliazione e che, dopo la sua recente scarcerazione nel 2017, aveva mantenuto un ruolo apicale, interloquendo direttamente con il capo della ndrina Nino SERRAINO.

CALABRIA – operazione Mala Pigna, le rivelazioni shock di D’Ippolito (M5S), “avevo già lanciato l’allarme al ministero, ma senza ascolto”

«Con due distinte interrogazioni parlamentari, una del 28 novembre 2019, una del 25 giugno 2020, avevo lanciato l’allarme sulla facilità di iscrizione all’Albo gestori ambientali delle ditte in odore di ’ndrangheta, a causa di norme inadeguate che, anche grazie alla possibilità di intestazioni fittizie, allo stato consentono ad aziende infiltrate o sospette di operare tranquillamente nel settore dei rifiuti e di dominarne il mercato. La recente operazione Mala Pigna, in cui è coinvolto l’imprenditore Rocco Delfino, che gli inquirenti ritengono esponente della cosca Piromalli, confermano la fondatezza e l’attualità spiazzante di quel mio Sos, rimasto inascoltato a livello ministeriale». Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Giuseppe d’Ippolito, che alla Camera siede in commissione Ambiente. «Le risultanze investigative dell’inchiesta Mala Pigna – prosegue il parlamentare del Movimento 5 Stelle – sono gravissime e fanno riflettere anche sull’ingiustificabile latitanza del resto della politica. Non può essere soltanto la magistratura a fermare l’alterazione del mercato relativo al sistema dei rifiuti. Con urgenza servono norme precise e severe che impediscano traffici e arricchimenti illeciti a danno dell’ambiente, dell’agricoltura e della salute pubblica. Forse, se fossi stato ascoltato si sarebbe potuto evitare il terribile disastro ambientale accertato nell’ambito nell’inchiesta Mala Pigna, ma le presunte complicità rilevate dai magistrati lasciano ipotizzare l’esistenza di fenomeni corruttivi di ben più ampia portata». «Ritengo che commissione Ambiente – conclude D’Ippolito – della Camera dei Deputati debba affrontare al più presto questo problema e che il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, debba richiedere da subito un dossier completo ai dirigenti del suo ministero».

CALABRIA – Covid-19, per ordinanza di Spirlì i comuni di Scandale e Savelli passano in zona rossa

Due nuove zone rosse in Calabria. Il presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, ha firmato un’ordinanza, la n.71, che riguarda i comuni di Scandale e Savelli, entrambi in provincia di Crotone.

I provvedimenti entrano in vigore nei due comuni dalle 22 del 20 ottobre e saranno validi per dieci giorni, fino a tutto il 30 ottobre.
A rendere necessaria l’adozione dell’ordinanza sono stati i dati sull’incidenza del coronavirus nei territori interessati rilevati e comunicati dal dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Crotone.
Nel comune di Scandale, secondo quanto evidenziato, “permane una situazione di criticita’” in termini di diffusione del contagio da Covid 19 “con un numero di casi negli ultimi 7 giorni pari a 22 e ulteriori 9 soggetti già risultati positivi al test antigenico rapido e con un’incidenza superiore ai valori di allerta in rapporto alla popolazione residente e un possibile focolaio in espansione in relazione al numero potenziale di contatti stretti”. Analoga situazione è stata riscontrata dalle autorità sanitarie provinciali nel comune di Savelli dove si palesa “un numero di casi attivi negli ultimi 14 giorni pari a 24 dei quali circa il 62% registrati negli ultimi 7 giorni”.
(ANSA).

Cetty Scarcella (Coraggio Italia): “Oggi, più che mai, credo sia importante proseguire il percorso di radicamento intrapeso da Coraggio Italia”

“Abbiamo riavvicinato la gente comune alla politica, ora non si disperda l’entusiasmo”. E’ quanto dichiara Cetty Scarcella, candidata di Coraggio Italia alle recenti regionali.

“Sono trascorsi -evidenzia – più di dieci giorni dalla straordinaria affermazione che il nostro partito ha avuto in Calabria, contribuendo alla netta vittoria del neo-eletto Governatore Roberto Occhiuto. A primo impatto si potrebbe parlare di sorpresa, di exploit: Coraggio Italia, due mesi dopo dalla sua nascita, consegue il 5,5% dei voti, elegge due Consiglieri Regionali al pari di Forza Azzurri e uno in più dell’UDC, partito storico e fortemente radicato nella nostra Regione.  In realtà, però, il risultato ottenuto è frutto di un lavoro capillare, iniziato molti mesi fa, da parte di un Partito che ha fatto della presenza sul territorio, anche con esponenti autorevoli, il suo punto di forza. Una squadra coesa che, con impegno, serietà’ e competenza è riuscita a coinvolgere i calabresi.  Ho potuto constatarlo, in prima persona, dopo aver avvertito la vicinanza e l’entusiasmo della società civile che ha partecipato, attivamente, alle diverse iniziative ed ai gazebo, che ho organizzato nelle piazze nel corso della campagna elettorale”.

“Il solo pensiero che 2.371 cittadini della Provincia di Reggio Calabria, nonostante il forte astensionismo, si siano recati alle urne a scrivere il mio nome, supportandomi, e barrare il simbolo di Coraggio Italia – sottolinea la Scarcella – mi riempie d’orgoglio e di emozione, soprattutto, considerando che le mie preferenze sono ascrivibili, esclusivamente, all’attivismo ed al simbolo di Coraggio Italia, non essendomi mai candidata prima e non avendo alcuna struttura politica alle spalle”.

Un risultato che mi spinge anche ad una ulteriore riflessione: “Quanta voglia hanno i cittadini di essere parte attiva della vita politica? Quanta forza attrattiva potrebbe avere Coraggio Italia tra i cittadini calabresi che da tempo delusi e disillusi hanno deciso di iscriversi al Partito degli Astensionisti?

“A mio giudizio – conclude la giovane esponente di Coraggio Italia – ritengo  che il risultato raggiunto alle elezioni, possa essere per il partito  un punto di partenza e non d’approdo. La gente ancora non ha perso l’entusiasmo, infatti, continuo ad essere avvicinata da tanti cittadini che vogliono aderire al progetto, gente di estrazione sociale e culturale differente. Il dato confortante è quello anagrafico: sono tanti i giovani che vorrebbero seguire o emulare il mio percorso formandosi, militando, sfruttando positivamente la vicinanza di gente disponibile e d’esperienza. Oggi, più che mai, credo sia importante proseguire il percorso intrapreso di radicamento, che consenta di avvicinare il partito, con maggiore vigore, ai territori, che non lasci, nell’indifferenza alla politica, tanta gente valida che potrebbe portare innovazione e decoro alla nostra regione, prima che al Partito”.

Proposta intitolazione strada Reggio a Joele Santelli, il centrodestra: “Joele amava la città, proposta di Cannizzaro appropriata”

È ormai di dominio pubblico la proposta dell’On. Francesco Cannizzaro d’intitolare un’importante strada di Reggio Calabria a Jole Santelli, lanciata sui social media in occasione del primo anniversario della prematura morte della Governatrice.

Una proposta che tutto il CentroDestra condivide e se ne fa dunque ulteriore portavoce, sebbene il deputato reggino abbia già personalmente inoltrato al Sindaco Falcomatà formale richiesta affinché una delle principali arterie comunali reggine porti il nome della prima Presidente di Regione donna.

Una figura solare, umana, eticamente ineccepibile e dal grande spessore politico, che pubblicamente ha più volte confessato l’amore per la Città di Reggio indicandola come sua “seconda casa”, è senza dubbio meritevole di un’azione commemorativa di tale portata, che possa trasmettere anche emozioni dal carattere fortemente istituzionale e quei valori di identità ed attaccamento alla Calabria che Jole riusciva ad incarnare alla perfezione.

Invitiamo il Sindaco, pertanto, a prendere in considerazione la cosa il prima possibile, trasferendola agli organi preposti.

 

“Solo chi non ha lasciato buoni esempi muore per sempre.”

Carabinieri a Rango Superiore, Magna Graecia plaude al Reparto: l’obiettivo resta il gruppo

“Recentemente si è proceduto all’abolizione delle due ex Compagnie dei Carabinieri di Corigliano-Rossano e alla istituzione del Reparto Territoriale che equivale alla elevazione in grado degli ufficiali al comando. A Corigliano-Rossano è stato nominato il tenente colonnello Raffaele Giovinazza a cui il Comitato formula gli auguri di buon lavoro. Il Direttorio del nuovo organigramma è stato allocato nella struttura di Contrada San Francesco (area urbana di Corigliano), mentre il Nucleo Radiomobile è stato collocato nei locali di Viale Sant’Angelo (area urbana di Rossano).

Fin qui tutto bene. Esulando da riverberi di natura campanilistica, inappropriati, inadeguati e non rispondenti, certamente, ad una visione d’insieme e di coordinamento, ottimizzazione e controllo del territorio tutto.

Tuttavia, resta l’amaro in bocca per la mancata elevazione a Gruppo dell’Arma. Lo stesso avrebbe già permesso un concreto e numericamente rilevante rimpinguo di Unità Operative, oltre alla figura di coordinamento dell’Alto Graduato. E non per ultimo una porzione di territorio più consistente sottoposta a diretto coordinamento delle forze armate della Città di Corigliano-Rossano, demoltiplicando, nei fatti, le competenze già espletate presso un qualunque Comando Provinciale.

È importante ricordare che in Calabria esistono già 3 Gruppi CC nei comuni di Lamezia Terme, Gioia Tauro e Locri. Tuttavia i succitati ambiti, vivono in maniera succursale i relativi Comandi Provinciali e suddividono in due la Provincia di Catanzaro ed in 3 parti quasi identiche, territorialmente e demograficamente, l’Area Metropolitana di Reggio Calabria.

Così non è (almeno per il momento) con l’area della Sibaritide, laddove la recente istituzione si ritroverà a coordinare l’ambito dell’ex tribunale di Corigliano-Rossano, terminando, pertanto, il coordinamento e controllo alla foce del Crati e non già ai confini con la Lucania.

Va segnalato, infatti, che la elevazione a Compagnia della Tenenza di Cassano (ed a scanso d’equivoci riteniamo assolutamente utile l’investitura di quest’ultima), rivestirà il ruolo di coordinamento per tutta l’area dell’Alto Jonio. La creazione del Gruppo, avrebbe fatto sì (come già avviene per il Nucleo GdF su Sibari) che tutto l’ambito Sibarita da Cariati a Rocca Imperiale, passando per la Sila Graeca ed il Pollino di levante fosse, organicamente, diretto dalla postazione di Corigliano-Rossano, pur rimanendo sottoposta al relativo Comando Provinciale.

Ed anche qui, la solita manina centralista ha fatto il suo lavoro, approfittando, anche, di un rinnovato clima di tensione fomentato dall’eco di natura campanilista riattizzatosi tra Corigliano e Rossano. Tutto ciò altro non fa se non alimentare un dibattito divisorio perdendo di vista la visione più ampia.

Ad oggi, la Città, resta comunque dotata di 4 postazioni operative allocate nei due Centri Storici e nei due Scali. Semmai, sarebbe auspicabile la istituzione di una quinta postazione a vigilare il territorio nell’area marinara di Schiavonea, sfornita di Stazione e necessitante, forse più di qualunque altra area, di un locale postazione CC.

Va da sé che nei piani del centralismo, l’area posta a nord del Crati, venga, innaturalmente, allontanata dalle competenze di Corigliano-Rossano per motivi già ben conosciuti e per giustificare numeri e flussi verso altri territori.

Lo si è fatto con il vecchio ambito giudiziario, quando ancora era in vita l’ex Presidio di Giustizia. Medesimo, scriteriato, disegno in ambito sanitario, fornendo numeri alla sussistenza in vita dello Spoke del Pollino. Si verificò con i flussi ferroviari, quando si decise, arrivati a Sibari, di proseguire l’elettrificazione verso l’area valliva, quindi Cosenza ed il Tirreno. Si verificherà, qualora non ci fosse una prosecuzione verso sud e dall’innesto del Terzo megalotto della nuova 106, con i flussi veicolari. Questi infatti, giunti a Doria, non avranno interesse alcuno a proseguire verso il Basso Jonio, in considerazione che la distanza della A2 è posta, dall’innesto con la SS534, a 5 minuti d’orologio.

La Politica, le Classi dirigenti, dovrebbero svolgere un ruolo indottrinante verso le Popolazioni, iniziando, non già a foraggiare atteggiamenti e discorsi di lana caprina, quanto ad avere una cultura di territorio, svincolata dal semplicistico steccato ed aperta ad una visione inclusiva e solidale. Se questo non dovesse attuarsi, la bontà del processo di Fusione, la lungimirante visione della creazione di un’Area Vasta, fedele alle attitudini territoriali, che si proponga i requisiti demografici per la sua esistenza e che abbracci tutto l’ambito dell’Arco Jonico, Sibarita e Crotoniate, coordinato da due Capoluoghi, avviandosi ad un contesto interregionale Calabro-Appulo-Lucano d’Area Metropolitana, non si verificherà mai.

Continueremo a vivere nel passato, illudendoci di avere un ambito di rappresentanza (tale Sibaritide-Pollino) che esiste solo nelle menti di Attori poveri d’idee e contenuti, forse non ancora paghi di tutto ciò che tale abominio geografico ha rappresentato in termini di perdite per l’area Jonica. Costoro, con i loro improbabili ed inutili disegni, si rendono complici e funzionali agli interessi del centralismo.

Continuando su questa scia perversa, giammai si verificheranno i presupposti politici per disporre di un’Area che possa definirsi tale e che si ponga come baricentro logistico non solo al contesto Jonico, ma in generale al bacino del Mediterraneo Orientale.”

Comitato Magna Graecia

REGGIO – La Biesse conferisce le borse di studio ai giovani protagonisti del cortometraggio “Liberi di Amare”

Reggio Calabria – lunedì 18 ottobre, presso l’auditorium dell’’Istituto Professionale Alberghiero Turistico – Villa San Giovanni, ha avuto luogo la cerimonia di consegna delle borse di studio ai giovani studenti protagonisti del cortometraggio “Liberi di Amare”.

L’Istituto Professionale Alberghiero Turistico, si è distinto al Concorso Nazionale Biesse “Giustizia e Umanità Liberi di Scegliere”, classificandosi al primo posto con un cortometraggio ispirato a un episodio, realmente accaduto, del racconto “Liberi di Scegliere”.

L’iniziativa coordinata dal Presidente dell’Associazione Biesse, Bruna Siviglia, in collaborazione con il Giudice Roberto Di Bella, Presidente del Tribunale per I Minorenni di Catania, nasce all’interno di percorso educativo sui valori di legalità, giustizia e umanità, che ha coinvolto le scuole italiane durante l’A.S. 2020/2021.

Nel mese di luglio, alla presenza del Giudice Di Bella, della sceneggiatrice Monica Zapelli e dell’attore Alessandro Preziosi, il cortometraggio della scuola reggina è stato proclamato vincitore tra i tre giunti in finale.

Nel corso della cerimonia, il Dirigente Scolastico Carmela Ciappina e il presidente dell’Associazione Biesse Bruna Siviglia, nel consegnare le borse di studio ai tre attori principali, Giacomo Moscato (Remo Vitrecchi), Aurora Costantino (Giulia Caputi), Andrea Malavenda (Teo Caputi), hanno manifestato la soddisfazione e l’importanza che iniziative come questa offrono al territorio e ai giovani che vi aderiscono.

Alla cerimonia sono intervenute la prof.ssa Rosangela Manzo già esperta di recitazione, nonché attrice nel ruolo del Giudice, l’arch. Antonella Postorino, sceneggiatrice e scenografa del cortometraggio, l’attrice teatrale Elena Festa che ha interpretato la madre del protagonista e il cast di studenti che hanno partecipato alle riprese: Giorgia Cartisano, Suamy Ciccarelli, Cristina Caliciuri, Altea Romano, Sonya Esperanza Marino Rosace, Ilaria Elia, Paolo Calabrò, Luigi Alescio.

REGGIO – Pubblicato il nuovo avviso esplorativo per l’assegnazione di eventi e spettacoli nel periodo novembre 2021-2022

La Città Metropolitana ha pubblicato il nuovo avviso esplorativo, rivolto ai Comuni del comprensorio, per l’assegnazione di eventi di spettacolo nel periodo novembre 2021-2022. A tal proposito, il consigliere delegato alla Cultura, Filippo Quartuccio, nel ringraziare gli uffici del settore e la dirigente Giuseppina Attanasio, spiega come “l’Ente abbia voluto proseguire il percorso di valorizzazione e tutela degli artisti locali inaugurato la scorsa estate”.
“Con il sindaco Giuseppe Falcomatà – avverte il consigliere – c’è la precisa volontà di vivacizzare e rendere più attrattivi i paesaggi metropolitani anche attraverso attività culturali, artistiche e musicali capaci d’esaltare l’estro e le capacità di artisti cresciuti e formati sul nostro territorio”.
“Inoltre – spiega Quartuccio – quest’ultima misura tiene conto anche dei Comuni dapprima impossibilitati a partecipare oppure commissariati che, grazie all’ultima tornata elettorale, hanno adesso una guida politica ed amministrativa magari interessata a valutare le opportunità del bando”.
“Un’ulteriore possibilità, quindi – continua il consigliere delegato – che la Città Metropolitana offre ai tanti Enti locali che nelle attività di spettacolo vedono una seria e concreta opportunità di crescita e di riscatto culturale e civile. Noi vogliamo dare proprio questa forma di attenzione al territorio, seguendo la logica di un rapporto sempre più stretto tra la società civile, gli amministratori comunali e metropolitani affinché dialogo, concertazione e confronto continuino ad essere le basi sui quali poggiare lo sviluppo della nostra bellissima area metropolitana”.