Biodiversità, presentati i 184 siti calabresi al progetto “Natura 2000” + VIDEO

«Siamo impegnati a difendere l’ecosistema e a costruire percorsi di mobilità ecosostenibili».

Lo ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente, Sergio de Caprio, durante la presentazione del progetto “Natura 2000”, che si è svolta stamattina, alla vigilia della Giornata mondiale dedicata alla biodiversità, nel museo delle “Reali ferriere borboniche” di Mongiana (provincia di Vivo Valentia).

Sono intervenuti all’iniziativa il dirigente generale del dipartimento regionale all’Ambiente, Gianfranco Comito, il dirigente del settore Parchi e Aree naturali protette, Giovanni Aramini, che ha curato la pubblicazione dei volumi “Rete Natura 2000”.

Presenti anche rappresentanti delle università calabresi, dell’Arpacal, dell’associazionismo e dei Parchi naturali.

«POLMONE DEL MEDITERRANEO»

«Il resoconto della diversità biologica presente nelle monografie – ha evidenziato l’assessore De Caprio – ci restituisce per intera l’immagine di un territorio che, al suo interno, contiene tutto quanto è richiesto dalla domanda turistica ecocompatibile. Siamo impegnati a ridurre l’impatto antropico sui siti per consentire ai turisti di poter usufruire delle innumerevoli bellezze presenti in Calabria. Il nostro obiettivo – ha concluso – è quello di essere il grande polmone del Mediterraneo».

RETE NATURA 2000

Il progetto, che si pone l’obiettivo di salvaguardare i giacimenti naturali calabresi, è finanziato dalla Comunità europea e si candida a essere uno dei più importanti, a livello comunitario, soprattutto in chiave di prevenzione. Comprende 847 punti georeferenziati, che saranno oggetto di continuo monitoraggio per verificarne le variazioni e le possibili cause di degrado.

La monografia “Rete Natura 2000” racconta, in due volumi, le specie di animali presenti sul territorio e le riserve naturalistiche.

I volumi, realizzati con il contributo degli atenei calabresi, descrivono gli habitat naturali presenti, le origini, l’insediamento delle specie animali e gli eventuali pericoli derivati dall’antropizzazione.

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VIBO VALENTIA – Minacce e lesione a Pubblico Ufficiale, 55enne ai domiciliari

Nella tarda mattinata di ieri, i poliziotti della Squadra Volante hanno arrestato un quarantacinquenne di Vibo Marina per resistenza, minacce e lesione a Pubblico Ufficiale.

In particolare, dopo aver ricevuto la chiamata di un utente che segnalava la presenza in quel centro di un individuo alla guida di un’autovettura sprovvisto della patente di guida, la Centrale Operativa ha inviato sul posto una pattuglia al fine di identificarlo e verificare il regolare possesso del documento di guida.

L’uomo, evidentemente insofferente al controllo ed incurante dell’invito rivolto dagli operatori di restare calmo, ha iniziato ad inveire contro gli agenti con insulti e minacce, tanto da rendere necessario l’ausilio di una seconda pattuglia.

Ritenuto necessario l’accompagnamento del quarantacinquenne in Questura, questi tentando ripetutamente di divincolarsi, ha cercato di appropriarsi della pistola d’ordinanza di uno degli operatori, non riuscendo nell’intento anche grazie ai nuovi congegni di sicurezza.

Durante la colluttazione, il poliziotto aggredito ha riportato la distorsione del gomito sinistro ed è ricorso alle cure dei sanitari del locale ospedale civile.

Valutata la circostanza e vista la spiccata pericolosità sociale dell’uomo, dimostrata non solo nell’episodio appena descritto ma desunta anche dai numerosi precedenti di polizia, lo stesso è stato posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

Denuncia anomalie delle inaugurazioni a pezzi dei vari manufatti del Waterfront, Falcomatà nasconde la spazzatura dietro le cabine del Lido

Pizzimenti, segnala le anomalie delle inaugurazioni a pezzi dei vari manufatti del Waterfront, quali rifacimento d’immagine politica e denuncia il tentativo di Falcomatà di nascondere la spazzatura dietro le cabine del Lido Comunale, emulo della “cameriera” furbetta, pigra e malaccorta!

 Pizzimenti,  Presidente dell’Associazione “Cittadini per il Cambiamento” segnala l’inaugurazione anomala, a pezzi ed in due tempi dei manufatti annessi al Waterfront, che sarà “battezzato” il 22 Maggio prossimo; perchè la cosa serve da “catalizzatore elettorale” ed anche per rifarsi l’immagine offuscata, specialmente dal caso Castorina. Infatti, sotto campagna elettorale Amministrativa del 2020 si inaugurarono le illuminazioni della scalinata fronte-Lido, con Assessori e Consiglieri del Centro-Sinistra, evento di cui annettiamo le foto;  ed oggi abbiamo l’inaugurazione definitiva del Waterfront! Ma questa anomalia si aggiunge a quella “migrazione” della spazzatura del Lido da un punto ad un’altro della struttura balneare!

E già, perché noi avevamo sollecitato la bonifica della spazzatura e la contestuale derattizzazione del Lido Comunale, usato da Falcomatà come discarica, perché una simile condizione di degrado del Lido, che, peraltro, si sta sgretolando inesorabilmente, perché Falcomatà non lo restaura da più di 2 anni – (per come invece aveva promesso), – fa a pugni con l’inaugurazione di Sabato prossimo del Waterfront, opera, lo ricordiamo ancora una volta, bloccata più di 6 anni fà, perché, il caro Sindaco, non ne aveva, a suo tempo, capito le potenzialità; e che adesso, con un ritardo di 6 anni appunto, dopo aver recuperato tardivamente i fondi ad hoc, Egli si affretta ad inaugurare, per “rifare il look” alla immagine della sua Amministrazione, che, come nel Falcomatà 1, brilla anche adesso per tardività e soprattutto per scandali vari: come l’episodio Miramare prima ed il caso Castorina adesso, con i presunti brogli elettorali, scoperti dalla Magistratura, carte alle mani!

Dicevamo della spazzatura dentro e fuori il Lido, usato come discarica; e lui, Falcomatà, invece di rimuoverla – (come avevamo sollecitato a tutela non solo del decoro urbano, ma soprattutto della salute pubblica, per la quale avevamo ritenuto necessaria anche una derattizzazione), –  fa come quella cameriera: furbetta, pigra e malaccorta, la cui padrona dice: – <<Spazza la casa>> e lei, la colf, dopo aver spazzato, invece di gettare tutto nel bidone dei rifiuti, pigramente mette sotto al tappeto buono di casa la spazzatura, nascondendola agli occhi della padrona, per far vedere, che è tutto pulito in casa! Il paragone è calzante, perché Falcomatà ha fatto la stessa cosa con la spazzatura del Lido; poiché per nasconderla agli occhi della cittadinanza, l’ha solo spostata di circa 4 metri, sistemandola dentro un punto più “appartato” del Lido stesso, per renderla invisibile, esattamente come la cameriera furbetta, che nasconde, appunto la spazzatura sotto al tappeto buono di casa…, e pulizia così sarebbe fatta!

Mai ci saremmo immaginati un simile sconcertante e se vogliamo, anche ingenuo comportamento da parte del Primo cittadino! Le foto annesse, “parlano” da sole! Infatti, in esse è possibile vedere lo stato dei luoghi prima e dopo lo spostamento da fuori all’interno di quel punto “più appartato” del Lido!

Ma, concludendo, – dice Nuccio Pizzimenti, – ci chiediamo: – <<Non sarebbe stato meglio, caricare il pattume tutto su un camion e portarlo in discarica, anziché spostarlo da un punto all’altro del Lido?>>.

Infine, ci rammarica anche  il fatto, che il Sindaco Falcomatà, con malaccorta furbizia, prenda in giro la cittadinanza in un  simile inqualificabile modo! Segno che, in due legislature ancora non è riuscito ad imparare a fare il buon Amministratore.

Ufficio Stampa Associazione “Cittadini per il Cambiamento” f/r

L’ASSOCIAZIONE “DONNE IN PRIMA FILA” PARTECIPA ALL’OTTAVA COMMISSIONE CONSILIARE PER DIRE “NO” ALLA LEGGE ZAN

L’associazione di volontariato “Donne in prima fila”, che da anni opera nel sociale a difesa e tutela delle donne, ha partecipato in data odierna all’Ottava Commissione Consiliare, durante la quale si è trattato il DdL Zan.

L’Associazione, forte dei valori cristiani con cui opera quotidianamente nella società, ha voluto esprimere il proprio dissenso nei confronti di una Legge ambiguamente formulata e che potrebbe risultare pericolosa per la libertà di opinione.

Libertà di opinione

Il disegno di legge Zan, nasce con l’obiettivo di abbattere i fenomeni di discriminazione nei confronti di persone omosessuali, transessuali, asessuali, diversamente abili e così via: di fatto rappresenterebbe una mera estensione di leggi esistenti che già prevedono forme di tutela contro ogni tipo di discriminazione, ed in particolare della:

  • Legge 25 giugno 1993, n. 205 o Legge Mancino:  è un atto legislativo della Repubblica Italiana che sanziona e condanna frasi, gesti, azioni e slogan aventi per scopo l’incitamento all’odio, l’incitamento alla violenza, la discriminazione e la violenza per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali (nelle quali sono sottointese le discriminazioni basate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità in quanto rientranti nelle forme di odio sopra citate). La legge punisce anche l’utilizzo di emblemi o simboli.

Il testo unificato Zan, inoltre, presenta tratti eccessivamente generici, ambigui e non adeguatamente formulati, che porterebbero ad assottigliare gravemente il discrimine tra ciò che viene considerato “omofobia” e ciò che viene definito “opinione”. Da qui prende il soprannome di Legge bavaglio: un testo che, a seconda di chi lo interpreta può generare una censura alla libertà di pensiero e di espressione: la semplice affermazione di un modello cristiano a favore della famiglia naturale e contro, ad esempio, l’utero in affitto, risulterebbe un atto discriminatorio e punibile penalmente secondo il disegno di legge Zan addirittura con misure cautelari.

Dunque, si andrebbe a scadere, non più nel reato di omo-transfobia, bensì nel reato di opinione: è veramente questo il modello che si vuole applicare?

Identità di genere

Fa obiettivamente tremare l’instabilità, nonché la confusione comunitaria e sociale che si verrebbe a creare se l’individuo, nella propria soggettività, possa autodefinire il proprio sesso senza esser suffragato da un vero e proprio percorso in tal senso.

Ognuno è libero di seguire le proprie inclinazioni ed adottare le proprie scelte, sebbene sia eccessivo pretendere di modificare la legge in base ai propri piaceri e alle proprie passioni, che, in secoli di Storia, hanno spesso rappresentato un’effimera e pericolosa componente dell’uomo.

Gender a scuola

Risulta inopportuno indottrinare dei bambini sull’ideologia gender in quanto troppo piccoli per poter capire concetti così astratti e confusi: soprattutto se si considera che lo stesso Ministero dell’Istruzione non ha voluto inserire l’educazione sessuale tra i suoi programmi, lasciando questo compito alla famiglia, in quanto reputa questi argomenti “delicati”. È pertanto pesantemente contraddittorio inserire l’ideologia gender, portando confusione in età delicate, come per esempio quella della scuola primaria.

L’associazione “Donne in prima fila” inoltre non tollera la definizione di genitore 1 e genitore 2: tra i diritti delle donne, di cui appunto l’Odv si occupa, vi è anche il Diritto di essere chiamate “MAMMA”!

Pertanto, se dovesse passare il DdL Zan potremmo ancora parlare della Festa del papà e della mamma oppure rischieremmo procedimenti penali?

 

La Presidente

D’AGUI’ Monica

 

Ottava Commissione Consiliare, OdV “YAEL”: NO al DdL Zan

Il 19-05, l’associazione di volontariato “Yael”, fondata su valori cristiani, è stata audita alla riunione nata in seno alle Commissione Pari Opportunità del Comune di Reggio Calabria, finalizzata al dialogo sul Ddl Zan.

In primis, è stato trattato il controverso articolo 6, giudicato discordante dalla presidente, laddove l’odio fondato su sesso, orientamento sessuale e identità di genere, sottoposto giuridicamente a criterio di vulnerabilità, viene posto in maggior luce rispetto ad altri fenomeni di discriminazione.

Esempio lampante è la persecuzione dei cristiani, quale problema di dimensione mondiale. Un cristiano su otto, infatti, subisce atti discriminatori per la propria identità. Tuttavia, nessuna proposta vi è stata avanzata per la sensibilizzazione e la memoria.

L’articolo successivo, che istituisce la giornata sull’omofobia, presenta un’altra fallacia incongruente con il sistema democratico, poiché si scontra con la basilare facoltà di scelta e, quindi, con l’autodeterminazione dell’individuo, dal momento in cui un ragazzo liceale, ad esempio, può determinare la possibilità di frequentare o meno l’ora d’insegnamento della religione, ma deve “subire” la suddetta giornata. La questione è stata sollevata pure dalla filosofa femminista Marina Terragni.

Il Comune di Reggio Calabria, peraltro, non ha mai concretizzato una mozione, presentata qualche anno fa dal Consigliere di minoranza Massimo Ripepi, comprendente l’identificazione di una giornata per la famiglia naturale, venendo meno ai propri doveri nei confronti della cittadinanza.

 

Associazione di Volontariato “Yael”

 

Associazione “Mi Affido a Te” – DdL Zan: Si rischia di incorrere nel “Reato d’opinione”!

Nella mattina di ieri, Anna Fazio, presidente dell’associazione d’ispirazione cristiana Mi Affido a Te, attiva per la tutela dei minori, è stata audita in commissione Pari Opportunità del Comune di Reggio Calabria per dibattere sul Ddl Zan.

Nell’intervento, viene ribadito il rischio d’incorrere nell’equivoco del reato di opinione ed evidenziato l’inopportuno inserimento dei temi di educazione sessuale, soprattutto per la fascia d’età infantile, sicché la responsabilità di introdurre tale argomento rimanga appannaggio dei genitori.

Un altro punto cardine toccato dalla presidente Fazio è l’esercizio dell’utero in affitto che, pur non essendo menzionato nel disegno di legge, trova in esso un corridoio allestito per la sua facilitazione. Una pratica che riduce la genitorialità a mero contratto, con esiti cinici e materialistici.

“Se il figlio non nasce sano, non nasce perfetto o come vogliono – afferma la presidente – rischia di essere mandato in orfanotrofio.”

Infine, al termine dell’esposizione, è stata sottolineata la disparità, nei programmi delle iniziative, tra famiglie arcobaleno e famiglie naturali, a vantaggio delle prime. Al fronte di numerosi eventi riguardo la comunità omosessuale, corrisponde un nulla di fatto per quanto concerne la famiglia tradizionale, nonostante una mozione approvata in Consiglio Comunale sull’istituzione di un’apposita giornata dedicatale.

 

Associazione “Mi Affido a Te”

 

 

 

COVID-19 – Il bollettino della Regione Calabria (+263 rispetto a ieri)

In Calabria ad oggi sono stati sottoposti a test 770.909 soggetti per un totale di tamponi eseguiti 838.283 (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test).

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 65.302 (+263 rispetto a ieri), quelle negative 705.607.

Sono questi i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dal dipartimento Tutela della Salute.

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

– Cosenza: CASI ATTIVI 7.020 (83 in reparto Azienda ospedaliera di Cosenza; 26 in reparto al presidio di Rossano;10 al presidio ospedaliero di Acri; 8 al presidio ospedaliero di Cetraro; 0 all’ospedale da Campo; 11 in terapia intensiva, 6.878 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 14.800 (14.294 guariti, 506 deceduti).

– Catanzaro: CASI ATTIVI 1.467 (26 in reparto all’Azienda ospedaliera di Catanzaro; 5 in reparto al presidio di Lamezia Terme; 7 in reparto all’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini; 7 in terapia intensiva; 1.422 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 8.156 (8023 guariti, 133 deceduti).

– Crotone: CASI ATTIVI 690 (21 in reparto; 669 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 5.535 (5.446 guariti, 89 deceduti).

– Vibo Valentia: CASI ATTIVI 282 (20 ricoverati, 262 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 4.990 (4.902 guariti, 88 deceduti).

– Reggio Calabria: CASI ATTIVI 1.613 (87 in reparto all’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria; 23 in reparto al presidio ospedaliero di Gioia Tauro; 9 in terapia intensiva; 1489 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 20.355 (20.044 guariti, 311 deceduti).

– Altra Regione o stato estero: CASI ATTIVI 51 (51 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 343 (343 guariti).

I casi confermati oggi sono così suddivisi: Cosenza 41, Catanzaro 37, Crotone 90, Vibo Valentia 17, Reggio Calabria 78. Altra Regione o stato estero 0.

Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro, mentre non sono compresi i numeri del contagio pervenuti dopo la comunicazione dei dati alla Protezione civile.

L’Asp di Crotone comunica che: “nei dati di oggi sono compresi tamponi effettuati nei giorni 18 e 19 maggio.

REGGIO-Tapis roulant, “Reggio70” incontra la Commissione Consiliare

A fronte dalla cortesia istituzionale che abbiamo potuto registrare durante il nostro incontro in Commissione Consiliare, non corrispondono buone notizie per quanto riguarda il Tapis Roulant e la sua rimessa in funzione. I Reggini dovranno aspettare ancora tanto tempo prima di vedere funzionare l’importante struttura cittadina.

Infatti, la delegazione composta dall’Avv. Antonino Campo e dal Sig. Raffaele Zito, introdotti grazie alla collaborazione del Consigliere Giuseppe De Biasi, ha posto delle domande e avanzato delle proposte in merito alla annosa questione del tapis roulant, ottenendo, tuttavia, le risposte che non avrebbero voluto sentire, poiché dalle risultanze dell’istruttoria tecnica i lavori per il ripristino delle condizioni di fruibilità delle scale mobili non potranno iniziare prima del mese di fine anno.

Altro che estate in mobilità… e Tapis Roulant che fa da sfogo alla nuova isola pedonale ideata da Falcomatà e compagni.

Questa amministrazione intende attingere ancora una volta ai fondi del Patto per il Sud, dimostrando di avere soltanto adesso iniziato a considerare l’ipotesi di riprendere in mano la struttura. Risulta, dunque, ancora una volta evidente che manca assolutamente a questa giunta comunale un’ottica di programmazione, che consenta di guardare avanti con lungimiranza.

Reggio 70 ha formulato proprio questa eccezione durante l’intervento dei suoi delegati, sottolineando la semplice considerazione che una soluzione tampone, come pare essere questa illustrata oggi, senza che si preveda un progetto di sostenibilità a lungo respiro e di autofinanziamento, comporterà soltanto uno spreco di risorse pubbliche e non la soluzione del problema che certamente si ripresenterà tra qualche tempo.

Ribadendo, pertanto, la disponibilità al confronto mostrata dagli interlocutori, non è sfuggita all’attenzione dei delegati del Movimento il non eccessivo interesse alla soluzione del problema, vista l’inerzia sinora registrata e la mancanza di progettualità, a danno dei tanti reggini che fruivano delle potenzialità del tapis roulant.

A questo punto di paradosso è facile accorgersi che si sta giocando con l’intelligenza di questa comunità, alla quale si chiede maggiore ambizione mentre le vengono negati i diritti ed i servizi elementari del vivere civile, persino quelli più importanti legati alla sicurezza sulle strade ed all’igiene e salubrità pubblica.

Una amministrazione che in questi anni ha perso milioni e milioni di finanziamenti anche a fondo perduto, per l’incapacità di programmare, progettare e perfino guardare oltre il proprio naso.

Questi signori, che con un atto di puro masochismo collettivo misto a brogli elettorali, sono ancora in sella al cavallo bianco di Palazzo San Giorgio, in 7 anni non sono stati in grado nemmeno di abbozzare uno straccio di progetto utile a far funzionare quello che altro non sono che delle utilissime ma pur sempre scale mobili, abbandonate al degrado e danneggiate proprio dall’inerzia perenne di questi anni bui per la città, oggi teatro persino di disperazione umana, senza che nessuno intervenga.

E mentre si sbandiera la improbabile realizzazione del Waterfront (scusa, ma non lo avevi accantonato per sistemare le strade e garantire i servizi minimi?), una struttura già esistente, utile e importante per numerose categorie di cittadini langue in attesa di scontare una fase punitiva, forse perchè qui ci sarebbe molto poco da intestarsi…

Pertanto, Reggio 70 non può tacere con quest’aria di resa incondizionata che si respira in città e di fronte al degrado in cui versa un’opera pubblica per il cui funzionamento basterebbe un progetto di sostenibilità economica, di una tra le molteplici fattispecie possibili e che l’ordinamento giuridico mette a disposizione (solo a titolo di esempio, una forma di partenariato).

Ennesima occasione persa per la città che, alla vigilia delle riaperture post pandemiche, quindi alla ripartenza delle attività turistiche, si fa trovare ancora una volta impreparata.

Diversamente, il settore avrebbe potuto beneficiare di una struttura che rappresenta sicuramente un volano per il turismo oltre che un’infrastruttura estremamente utile per la mobilità dei cittadini di Reggio ai quali chiediamo di non rinunciare lai a protestare, magari standoci a fianco nelle prossime iniziative.

IL PRESIDENTE

Giuseppe Lembo

CALABRIA-PosteItaliane, In arrivo domani in Calabria altri vaccini Moderna e Johnson&Johnson

E’ previsto per domani mattina, giovedì 21 maggio, l’arrivo di altri vaccini “Moderna” (14.200 dosi) e “Johnson&Johnson” (4.200 dosi) destinati a tutta la regione. I furgoni Sda, corriere di Poste Italiane, attrezzati con speciali celle frigorifere, prenderanno in consegna i vaccini a Cosenza e procederanno alla distribuzione sul territorio regionale, raggiungendo le seguenti destinazioni finali: Lamezia Terme, Vibo Valentia, Melito Porto Salvo e Crotone.

La fornitura alle strutture ospedaliere avverrà anche in questo caso in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri e l’Esercito Italiano.

“Sono particolarmente orgoglioso della nostra collaborazione con l’Esercito Italiano nell’ambito del piano di somministrazione nazionale dei vaccini: un bacino potenziale del 37% della popolazione verrà vaccinato grazie alle dosi prenotate sulla nostra piattaforma Cloud e consegnate da Poste Italiane”. Lo afferma Matteo Del Fante, A.d. e Direttore Generale di Poste Italiane, commentando i risultati del primo trimestre e il ruolo del gruppo in questa fase complessa che tuttavia apre alla speranza. “Mentre continuiamo ad avanzare rispetto ai nostri obiettivi strategici, crescendo in aree chiave e accelerando la nostra trasformazione digitale, siamo anche consapevoli – aggiunge Del Fante - del fatto che il nostro successo non è soltanto misurato dalla performance finanziaria, ma anche da come agiamo in modo responsabile a servizio del Paese”. 

COSENZA-Prestazioni sessuali in cambio successo concorso, 2 indagati

Sono state eseguite a carico del segretario comunale del Comune di Tortora, nel cosentino, e di una dipendente dello stesso ente, le perquisizioni compiute stamani dai finanzieri del Comando provinciale di Cosenza e della tenenza di Scalea su disposizione della Procura della Repubblica di Paola. I due, secondo quanto si è appreso, sono indagati per turbativa d’asta e concussione.

Nell’inchiesta è ipotizzato anche, a carico di ignoti, il reato di rivelazione di segreti d’ufficio. Le perquisizioni di stamani, infatti, sono scattate perché da alcune intercettazioni, gli investigatori hanno avuto la certezza che il segretario comunale era a conoscenza di essere tenuto sotto controllo, tanto che aveva già individuato una “cimice” posta dagli investigatori. Questa parte dell’inchiesta mira dunque a risalire alla “talpa” che ha informato l’uomo dell’indagine a suo carico. Una circostanza definita “grave” in ambienti vicino all’inchiesta.
Il segretario comunale e la dipendente, invece, sono accusati per una vicenda che ruota attorno ad un concorso pubblico.
Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe chiesto favori sessuali alla donna in cambio di un esito positivo del concorso a cui partecipa. La donna è indagata a sua volta per gli stessi reati perché, secondo quanto si è appreso, non sarebbe ancora chiaro se sia stata una vittima o partecipe del reato. (ANSA).