REGGIO – Brogli elettorali, Nuova Italia Unita: “Andremo al Consiglio di Stato”

“Il tribunale amministrativo della città dello stretto  non ha reputato significative le gravi decisioni assunte dalla giustizia ordinaria negli scorsi mesi, che in merito fece anche scattare degli arresti, e la comprovata manipolazione del voto, attraverso quel sistema strutturato che, fin dalla nomina dei presidenti di seggio, ha gravemente inficiato il responso democratico del voto dei reggini.
Il TAR Calabria pur riconoscendo che (nei seggi dove sono scattate le indagini) oltre un centinaio di voti siano risultati la chiaramente falsa espressione della “volontà popolare” di defunti e di anziani allettati (facendo così emergere la punta di un iceberg di un sistema chiaramente molto più ampio di falsi e di frodi) preferisce accogliere le annotazioni delle controparti e intervenire nel metodo e non nel merito: per la giustizia amministrativa reggina non è importante che la notizia di reato (a seguito delle indagini della giustizia ordinaria) sia di parecchie settimane dopo, in ogni caso il ricorso va presentato esclusivamente entro trenta giorni dal voto”.

“Se uno subisce un furto – sottolinea Luigi Catalano, commissario regionale della Calabria di Nuova Italia Unita – a Reggio sembra che sia più importante il metodo con cui presenti la denuncia, più che l’effettività del danno patito. La frode nei confronti della libera espressione del voto democratico è assoluta e acclarata, riconosciuta anche dalla giustizia amministrativa, ma ritenuta secondaria”.

“Per noi invece questo aspetto è assolutamente primario – continua Catalano – e poco importa che nella normativa non sia contemplata questa circostanza. Il Consiglio Comunale è chiaramente illegittimo, inficiato profondamente da un ampio sistema di brogli elettorali”. “Per questa ragione – conclude Catalano – Nuova Italia Unita sta già predisponendo in queste ore il ricorso in Consiglio di Stato, chiedendo al massimo organo nazionale della giustizia amministrativa di consentire ai reggini di tornare ad esprimersi, questa volta senza frodi: l’unica azione possibile per ricostruire il rapporto tra l’Ente e il Cittadino”.

REGGIO – Dissesto idrogeologico, pioggia abbondante provoca frane a Melia di Scilla

La copiosa pioggia di questi ultimi giorni infligge, come un coltello nella piaga, danni ad una città già consumata.

La frazione di Melia di Scilla, ad esempio, ha subito gli effetti del dissesto idrogeologico, come testimonia il video, inviatoci da un lettore, girato in una Via Nocellari malridotta in seguito alle frane.

Inevitabile il sollecito alle autorità, esortate a maggior impegno e competenza.

 

COVID-19, Il bollettino della Regione Calabria

In Calabria, ad oggi, il totale dei tamponi eseguiti sono stati 89.4045 (+2.389).

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 68.080 (+130) rispetto a ieri.

Questi sono i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.PP. della Regione Calabria.

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

– Catanzaro: CASI ATTIVI 790 (26 in reparto, 2 in terapia intensiva, 762 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 9.368 (9.228 guariti, 140 deceduti)

– Cosenza: CASI ATTIVI 6.295 (59 in reparto, 4 in terapia intensiva, 6.232 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 16.413 (15.867 guariti, 546 deceduti)

– Crotone: CASI ATTIVI 121 (13 in reparto, 0 in terapia intensiva, 108 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 6.364 (6.265 guariti, 99 deceduti)

– Reggio Calabria: CASI ATTIVI 779 (51 in reparto, 4 in terapia intensiva, 724 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 22.062 (21.733 guariti, 329 deceduti)

– Vibo Valentia: CASI ATTIVI 185 (7 in reparto, 0 in terapia intensiva, 178 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 5.297 (5206 guariti, 91 deceduti).

Alta Velocità in Calabria, U.Di.Con.: “Il versante Jonico totalmente escluso”

“Accogliamo con grande favore ed entusiasmo il progetto relativo all’alta velocità ferroviaria in Calabria, nel contempo però, esprimiamo le nostre perplessità su quanto contenuto nel piano degli investimenti di potenziamento previsti dal Recovery Plan che interessa la nostra regione in merito. L’assenza di interventi mirati a colmare anche le carenze strutturali ed organizzative lungo lo snodo Praia-Tarsi può consentire il reale abbattimento del divario tra nord e sud. È un’idea che la politica ed i vertici di Trenitalia ed RFI devono sposare con decisione e portare avanti con convinzione soprattutto laddove si pensi alla grave carenza di infrastrutture che segna drammaticamente la nostra regione, segnatamente lungo il suo litorale jonico calabrese – scrive in una nota, il Commissario Regionale dell’U.Di.Con. Calabria, Nico Iamundo – sulla lunga costa jonica calabrese, sono diversi i centri turistici che vedono nell’alta velocità una seria opportunità anche per risollevare le sorti della prossima ed imminente stagione estiva, già abbastanza difficile dalla crisi legata al Covid 19. Poche Regioni in Italia possono vantare una presenza di tale varietà nell’offerta di mare e spiagge splendide come la costa jonica. Ma non solo. Una scelta di RFI che penalizzerebbe la fascia jonica calabrese ed acuirebbe il grave disagio che i pendolari calabresi sono costretti a subire dopo i gravi tagli degli anni passati. Non possiamo parlare di uno sviluppo effettivo dell’Alta Velocità pensando che un cittadino cosentino che volesse raggiungere la Capitale con l’Alta Velocità si troverebbe a dover rimanere in stazione per quasi tre ore. Così come un cittadino vibonese che volesse acquistare un biglietto per detta tratta non troverebbe la biglietteria aperta (neanche quella automatica) per espletare tale operazione. In tal senso si ritiene che con gli investimenti di potenziamento previsti dal Recovery Plan debbano colmare anche le carenze strutturali ed organizzative. All’ Assessore regionale alle infrastrutture ed alla mobilità della Calabria, ai Dirigenti di Trenitalia ed RFI, chiediamo da subito di intervenire per non farci sentire cittadini di un’altra Italia. Quello dei collegamenti ferroviari è questione prioritaria, chi preposto dovrà necessariamente ridiscutere il piano degli investimenti da effettuare per nuovi e più moderni mezzi da destinare alla importante rete ferroviaria jonica calabrese. L’U.Di.Con.  – conclude Iamundo – che pone alla base della propria attività un dialogo costruttivo e costante con le Istituzioni nell’interesse comune di tutti i cittadini, manifesta la sua disponibilità ad intervenire a futuri tavoli di lavoro per esporre le istanze dei cittadini calabresi”.

REGGIO – Alloggi popolari, ci saranno nei prossimi giorni le prime assegnazioni?

Dopo l’incontro  del 21 maggio scorso con il sindaco Falcomatà e altri rappresentanti dell’Amministrazione si sperava in  un cambio di rotta per la  politica della casa, ma purtroppo  ancora nessun esito positivo all’orizzonte.

Sono anche  trascorsi i 20 giorni, previsti dall’Assessore R. Albanese, per l’avvio delle prime assegnazioni degli alloggi a favore delle famiglie vincitrici del bando 2005 e di quelle vincitrici  della graduatoria di emergenza abitativa.

Da domani il Sindaco comincerà a firmare  le prime  assegnazioni e, se non domani, quando?  

È auspicabile che l‘Amministrazione  dia questa informazione  alla città e soprattutto alle circa 1000 famiglie vincitrici del bando 2005 e alle 28  vincitrici della graduatoria definitiva per le emergenze abitative.  Gli impegni assunti dal Comune  per il diritto fondamentale all’abitare, non possono ancora essere disattesi.  Ne va della credibilità della Politica e delle Istituzioni.

 Resta anche aperto il nodo Ex Polveriera.L’Associazione Un Mondo di Mondi  ha ampiamente documentato il diritto all’alloggio dei primi quattro nuclei familiari ma l’assessore Rocco Albanese continua a dichiarare, senza fornire alcun dato, che due dei quattro nuclei  non hanno diritto alla  casa. Dove dovrebbero andare dunque le due famiglie escluse per motivi più consoni alla ripicca che al diritto secondo legge?

Il Comune dovrebbe garantire il diritto alla casa nel rispetto delle leggi che tutelano la dignità umana. Negare questo diritto avrebbe delle implicazioni giuridiche, sociali ma anche etiche.

Si attendono novità anche  sulla gestione economico-finanziaria del settore alloggi erp, sul  completamento della norma sui cambi alloggi, sulle verifiche relative al mantenimento dei requisiti degli assegnatari  e sull’acquisto di  nuovi alloggi con il finanziamento degli 11 milioni del Decreto Reggio.

L’Assessore Albanese  in questi giorni ha denunciato sui media  l’illegalità dilagante nel settore alloggi popolari. Una verità che  paradossalmente è in gran parte  un effetto diretto delle azioni che lo stesso Comune  dovrebbe realizzare per legge e non realizza. Nel vuoto fatto di assenza di verifiche e gestione trasparente del patrimonio,  l’Amministrazione comunale coltiva l’illegalità diffusa del settore.  Tra tutte le azione omesse,  quella del controllo sistematico sul mantenimento dei requisiti degli assegnatari è quella che più di tutte  impedirebbe le occupazioni  senza titolo degli alloggi da parte di coloro che non ne hanno bisogno e diritto.Il mancato utilizzo, da parte del Comune, delle entrate del settore alloggi per garantire la manutenzione straordinaria ha reso molti alloggi comunali assegnati inabitabili, costringendo qualche assegnatario perfino ad abbandonare l’alloggio e generando da parte dello stesso Ente comunale  una violazione del contratto di  locazione regolato dalla legge vigente.L’applicazione  incompleta, dopo 25 anni, della norma sui  cambi alloggio che regola un importante istituto,  è un’altra  omissione  con la quale il diritto all’alloggio adeguato viene negato.In ogni caso, le associazioni e i movimenti riuniti nell’Osservatorio sul disagio abitativo rinnovano,  l’invito al Sindaco Falcomatà a modificare insieme la  politica degli alloggi popolari, secondo la prassi dell’ascolto attivo tra le parti.

È un invito pubblico in nome della trasparenza di intenti.

L’Osservatorio  continuerà intanto, insieme alle persone in condizioni di disagio abitativo  a confrontarsi in piazza sul diritto fondamentale all’alloggio. Lo farà con tutti coloro che avranno la volontà di costruire “dal basso” una rivendicazione informata,  consapevole, critica  e costante   

Reggio Calabria, 11 giugno 2021

Osservatorio sul disagio abitativo

Un Mondo Di Mondi

CSOA Angelina Cartella

Reggio Non Tace

Ancadic

Società dei Territorialisti/e Onlus

Collettiva AutonoMia

‘Ndrangheta, chiesta l’estradizione in Italia per il boss Rocco Morabito

Per Rocco Morabito, il narcotrafficante della ‘ndrangheta considerato il secondo latitante più pericoloso dopo Matteo Messina Denaro, l’Italia ha chiesto l’estradizione dal Brasile. Lo ha detto la ministra della Giustizia Marta Cartabia alla Commissione Antimafia.
“La criminalità organizzata è attratta da facili sorgenti di ricchezza. Non possiamo consentire che i fondi del Recovery finiscano nelle mani sbagliate e l’intervento sia inquinato da interessi illeciti”.
“Stavolta il Parlamento non dovrebbe mancare l’occasione di raccogliere l’invito della Corte Costituzionale a rimuovere i profili di incostituzionalità per scrivere nuove norme che tengano in considerazione le peculiarità del fenomeno mafioso e della criminalità organizzata”, ha detto Cartabia parlando dell’ergastolo ostativo. Occorre “evitare che siano assimilati al trattamento” dei detenuti comuni e “si potrebbero prevedere specifiche condizioni e procedure per l’accesso alla liberazione condizionale, più rigorose di quelle applicabili a altri detenuti”.
“Non sono insensibile al dolore dei familiari delle vittime” per la liberazione di Brusca, ma la norma sui collaboratori di giustizia è “da preservare”.
“I poteri di indirizzo e vigilanza dell’Anac non saranno intaccati. E cito parole recentemente sottolineate da Palazzo Chigi”.
Sono 753 i detenuti sottoposti al 41 bis, il regime del carcere duro. Sono quasi tutti uomini, visto che le donne sono solo 13. Sei di loro hanno chiesto di fruire dei permessi premio, “ma nessuno lo ha ottenuto”, solo uno del circuito di alta sicurezza.

CALABRIA – Irto, “Incontrato Letta, mia candidatura superata”

“Pur confermando il mio impegno, ribadisco che nei fatti la mia candidatura e quindi la scelta della comunità democratica calabrese è del tutto superata”. E’ quanto afferma Nicola Irto, vice presidente del Consiglio regionale, già indicato come candidato della coalizione di centrosinistra per la guida della Regione Calabria, in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook.”Ho incontrato – prosegue Irto – nei giorni scorsi il segretario del Pd, Enrico Letta.

È stata una discussione vera, forse la più sincera di sempre. Mi è stato spiegato che per fare un accordo politico con il M5S è opportuno individuare un’altra candidatura. Ho ricordato che la mia non è stata un’autocandidatura: avevo dato la mia disponibilità dopo una pressante richiesta da parte di tutto il Pd, ed avevo accettato per la lealtà verso la mia terra. Se siamo arrivati a questo punto non è per una mia indisponibilità alla costruzione di nuove alleanze, ma perché ho posto pubblicamente grandi questioni politiche in ordine allo stato del Pd e ai problemi della mia regione, a cominciare dalla sanità, che rimangono purtroppo tutti attuali ed inevasi.
Questioni imprescindibili per la Calabria che prima o dopo andranno affrontate”. “Tuttavia – prosegue l’esponente del Pd – ho fatto sapere che non mancherà il mio contributo. Ho chiarito che non vado in vacanza ma lavorerò, nei modi che saranno più opportuni, per cambiare il Partito democratico e per mettere al centro dell’interesse nazionale i problemi della Calabria. Noi la Calabria, presto o tardi, la cambieremo davvero”.
Fonti del Nazareno però fanno sapere che “nessuno ha chiesto a Irto di ritirarsi- Per il Nazareno e la segreteria del Pd il candidato del Pd è e rimane Irto come confermato nell’ ultima visita nella Regione del responsabile Enti Locali Francesco Boccia e dal colloquio avuto ieri stesso tra Irto e il segretario Enrico Letta. Tutto questo, spiegano dal Nazareno, non esclude l’opportunità politica e l’utilità della costruzione di una coalizione di centrosinistra forte e di un dialogo positivo e costruttivo con M5s che è andato avanti nelle scorse settimane e che certamente proseguirà. (ANSA).

CALABRIA – Comunità energetica rinnovabile, De Caprio: “Rivoluzione parte dalla Calabria”

«La Calabria diventerà una comunità energetica rinnovabile. In questo senso, Miglierina è l’orgoglio della nostra regione. Una cittadina all’avanguardia, che sarà il centro di una nuova transizione ecologica, ma anche amministrativa, culturale e politica».

Lo ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente, Sergio De Caprio, durante l’ultimo Consiglio comunale di Miglierina, in provincia di Catanzaro, convocato per discutere e deliberare in merito alla realizzazione della Comunità energetica rinnovabile.

Alla riunione, presieduta dal sindaco, Pietro Hiram Guzzi, sono intervenuti anche i presidenti nazionale e regionale di Uncem, Marco Bussone e Vincenzo Mazzei, di “Vitambiente”, Pietro Marino, e dell’associazione “Acero”, Roberta Talarico.

«LOTTA A POVERTÀ ENERGETICA»

«Vogliamo che nella nostra regione la transizione avvenga attraverso le comunità energetiche rinnovabili. Anche la Calabria – ha specificato De Caprio – si costituirà come comunità energetica rinnovabile. Abbiamo creato gli strumenti normativi affinché i nostri 404 Comuni diventino 404 comunità a energia rinnovabile. Un testo normativo capace di contribuire alla lotta contro la povertà energetica e sociale e, soprattutto, uno strumento per dare valore ai cittadini che sono al centro della nostra politica regionale. La legge regionale 25 del 2020 rappresenta il percorso che abbiamo voluto legare agli strumenti volontari di progettazione negoziata, come i contratti di fiume, di costa e di lago».

L’assessore De Caprio ha inoltre comunicato che, sulla questione, è in corso un’interlocuzione con il Governo nazionale.

«Stiamo dialogando con il ministro della transizione ecologica e abbiamo chiesto 260milioni di euro da destinare ai piccoli Comuni per la realizzazione di progetti nel campo del fotovoltaico e delle energie rinnovabili. Altri 280milioni – ha detto De Caprio – li vorremmo invece investire per le smart grid e la digitalizzazione delle reti pubbliche».

«Per fare tutto questo – ha concluso l’assessore – ci vuole la forza per essere comunità a tutti gli effetti. E i nostri studenti saranno i protagonisti di questa rivoluzione che parte dalla Calabria».

REGGIO – Brogli elettorali, i consiglieri FI su sentenza Tar: Falcomatà festeggia, ma ha perso la città

Festeggiare per una verità che non emerge, festeggiare sul cadavere dei reggini è tanto ignobile quanto inconcepibile; lo è in quanto reggino (seppur schierato politicamente) e lo è, ancora peggio, da Sindaco.
Giuseppe Falcomatà, che scrive “ELEZIONI REGOLARI” come incipit del suo post sui social rispetto alla questione brogli, non ha forse chiara la figura infima che sta facendo a livello nazionale e quella che indirettamente sta facendo fare alla Città di Reggio Calabria a causa sua e del suo gregge. “Tutto è concluso” scrive l’altezzoso governante metropolita. Si sbaglia. In primis va precisato che il ricorso, considerato irricevibile e inammissibile dal TAR, è stato respinto per vizi di forma e non perché i fatti non sussistono o non sono abbastanza gravi da poter annullare le elezioni. Da avvocato, dovrebbe saperlo cosa significa nei fatti quanto risposto dal Tribunale. Quindi ancor più ignobile strumentalizzare le parole dei giudici.
Ma quel che è peggio è sapere che colui che dovrebbe essere primo rappresentante della legalità in Città, festeggia per una cosa del genere. Deprimente. Il festeggiamento lo capiremmo se si riferisse al palese salvataggio della poltrona; perché è questo che sta festeggiando Falcomatà jr., privo di stile e di pudore, nemmeno lontanamente vicino allo stile di chi portava lo stesso cognome e soprattutto senza rispetto per i suoi cittadini (soprattutto per i parenti dei defunti che risultano aver votato alle elezioni che lo hanno portato ad essere rieletto).
E poi non capiamo sinceramente quali siano queste “azioni e gesti sopportate dalla Maggioranza” in attesa della sentenza. Si riferisce alle proteste, alle manifestazioni, al dissenso pubblico? Il Sindaco intoccabile ci sta forse dicendo che i cittadini non possono protestare e lamentarsi per le vergogne perpetrate da suoi uomini? O magari che lo hanno infastidito le insistenti dichiarazioni dell’Opposizione in cerca della verità e della trasparenza? O probabilmente gli articoli della Stampa libera che sta insistendo sull’argomento perché vede la totale apatia di Palazzo San Giorgio che ignora piuttosto che affrontare? Probabilmente pensa di essere in regime dittatoriale. La sua superbia lo precede di due metri.
Lui che si professa democratico, dovrebbe essere a conoscenza che le manifestazioni di disaccordo, siano esse verbali o scritte, con striscioni o con felpe, debbano essere rispettate a prescindere, perché viviamo in uno Stato libero che prevede indipendenza di pensiero e di espressione. Il primo cittadino, piuttosto, dovrebbe richiamare i suoi mastini pronti al minimo gesto del padrone a strappare (letteralmente) la disapprovazione altrui, con l’arroganza tipica del CentroSinistra, di chi non ammette pensiero diverso dal proprio, sebbene si professi più aperto e comprensivo delle altre parti politiche.
Essere sindaco significa prendere posizione, distinguersi, essere il PRIMO cittadino a ribellarsi, a volere la verità per tutta la Comunità che rappresenta, non “mantenere la calma e la lucidità” per questioni di cui è l’intera popolazione a chiedere a gran voce chiarimenti (veri, non di facciata). Se Giuseppe Falcomatà pensa che aver giocato a nascondino in attesa del TAR sia stato interpretato dai reggini come “mantenere calma e lucidità”, si sbaglia di grosso. La gente non ha più stima e fiducia. Non gli crede. La credibilità dell’attuale Amministrazione comunale si può facilmente misurare sui tavoli romani così come in Regione. Nulla. Meno di zero. Il tutto comodamente riscontrabile sui social per quanto riguarda l’opinione pubblica. Reggio non ne può più di questa incompetenza. E lui invece festeggia perché il TAR ha sentenziato in “suo favore”, salvando il salvabile.
Caro Sindaco, ti sarai anche salvato in calcio d’angolo stavolta, ma non è finita la partita. Non arriverai alla fine del secondo tempo di cui tanto ti vanti. E anche ammesso che ciò malauguratamente accada, ti facciamo presente che (nonostante l’espressione del TAR) negli occhi dei tuoi concittadini continuerai a leggere quel dubbio di cui tu stesso parli nel post: “che non ti considerino una persona perbene”.
Se vuoi conservare la dignità, dimettiti.
Tu non rappresenti Reggio Calabria.

Federico Milia
Antonino Caridi
Antonino MaiolinoContinue reading

COSENZA – Arrestato 28enne, aveva ferito gravemente il cugino con un’ arma da fuoco

E’ stato arrestato e posto ai domiciliari l’autore del ferimento di un trentunenne avvenuto la sera del 2 giugno scorso a Cassano allo Ionio, nel Cosentino. L’uomo, cugino ventinovenne della vittima, ha confessato senza svelare i motivi del gesto, è stato fermato dai carabinieri della compagnia di Corigliano Calabro su disposizione del Gip del Tribunale di Castrovillari, Simone Falerno, che ha accolto la richiesta della Procura.

L’accusa è di tentato omicidio, lesioni aggravate, nonché detenzione e porto illegittimo di arma da fuoco.

    Le indagini dei carabinieri della locale Tenenza sono scattate nell’immediatezza dei fatti a seguito di una segnalazioni dei residenti della zona che a sera tardi avevano avvertito dei colpi di arma da fuoco. Sul posto, però, i militari non hanno trovato persone ferite ma solo l’ogiva di un proiettile incastrata all’interno di una porta. Identificati e sentiti alcuni testimoni sono state acquisite successivamente anche alcune riprese della videosorveglianza che hanno fornito immagini utili a risalire alla tipologia di auto utilizzata dal responsabile dell’agguato e a individuare gli indumenti usati dal presunto autore.
A poche ore di distanza dai fatti è stato individuato il trentunenne ferito presentatosi nel pronto soccorso dell’ospedale di Castrovillari con delle ferite di arma da fuoco alla caviglia. In seguito è stata individuata la vettura utilizzata per l’agguato, risultata in uso al cugino della vittima. Da qui è stata disposta una perquisizione domiciliare nell’abitazione dell’uomo dove sono stati trovati e sequestrati gli indumenti utilizzati. Messo alle strette il 29enne, alla presenza del proprio legale, ha confessato senza però svelare il movente che lo ha spinto al ferimento del cugino.

(ANSA)