REGGIO – Percepivano indebitamente buoni spesa Covid-19, denunciate 33 persone

La Guardia di Finanza, grazie ad una serie di indagini particolarmente articolate, ha scovato 33 soggetti residenti nei comuni di Brancaleone, San Luca e Bianco,  che grazie ad una serie di false dichiarazioni, usufruivano indebitamente dei buoni spesa Covid-19, essi infatti percepivano uno stipendio, anche con somme cospicue, oppure percepivano il reddito di cittadinanza.

Al termine delle operazioni le Fiamme Gialle hanno notificato alla Procura della Repubblica 33 soggetti rei di aver dichiarato il falso.

Sono state dunque irrorate delle sanzioni amministrative nei confronti dei 33 soggetti al fine di recuperare la somma sottratta alla pubblica amministrazione.

Nel corso delle varie operazioni la guardia di finanza è riuscita a scovare un totale di 137 persone non aventi diritto al bonus economico, denunciando dunque un’ erogazione illecita di circa 31.545 euro.

 

LAMEZIA TERME – Ucciso e bruciato imprenditore nel 2015, presunto killer già in carcere

Avrebbe ucciso per vendetta dopo essere rimasto vittima di una truffa con l’acquisto di una crociera ‘fantasma’ dall’agenzia della moglie della vittima. Gli uomini della Squadra mobile di Catanzaro e del Commissariato di Lamezia Terme hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Marco Gallo, ritenuto l’autore dell’omicidio e della distruzione del cadavere dell’imprenditore Domenico Maria Gigliotti, ucciso la mattina del 25 gennaio 2015 a Lamezia Terme.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Lamezia Terme su richiesta della Procura. Le indagini del pm Santo Melidona della Procura lametina diretta da Salvatore Curcio e che hanno fatto luce sul fatto di sangue, si sono orientate nei confronti di Gallo, già coinvolto nei delitti di Francesco Berlingieri (per il quale Gallo è stato già condannato dalla Corte d’assise di Catanzaro alla pena dell’ergastolo), di Gregorio Mezzatesta e dell’avvocato Francesco Pagliuso.

    Il nome di Gallo, indicato dagli inquirenti come killer spietato, figurava tra le vittime della truffa dei ‘viaggi fantasma’ venduti dall’agenzia Easy Fligth, gestita dalla moglie di Gigliotti. Sarebbe stato proprio l’incasso fraudolento dell’anticipo versato (1.100 euro) per l’acquisto di una crociera, a cui avrebbero dovuto partecipare il presunto killer e la moglie, nonché la mancata restituzione dello stesso a scatenare la violenta reazione dell’indagato che, già nel mese di ottobre 2014, aveva esploso alcuni colpi d’arma da fuoco contro l’abitazione della famiglia Gigliotti.
Fondamentali per stringere il cerchio intorno a Gallo si sono rivelati, nonostante l’utilizzo di un revolver, gli esiti della comparazione balistica, affidata agli esperti della Polizia Scientifica. Da questi esami è emerso che per il danneggiamento dell’abitazione e l’omicidio era stata adoperata la medesima arma.

(ANSA).

CROTONE – PS indaga e arresta spacciatori di droga

Erano venuti a rifornirsi di droga a Crotone per poi venderla a Rocca Bernarda, questo è quello che è emerso dagli accertamenti effettuati dalla Polizia Stradale di Crotone nel pomeriggio del 09 giugno, a seguito di un controllo effettuato da una pattuglia a due soggetti a bordo della loro automobile.

In particolare, gli agenti, nel corso di un posto di controllo sulla S.S. 106, in località Passovecchio del Comune di Crotone, fermavano un’autovettura con a bordo due individui, i quali subito si mostravano non collaborativi e irrequieti al momento del controllo.

Per tali motivi e grazie al loro intuito investigativo, gli operatori procedevano alla loro perquisizione, rinvenendo addosso ad uno dei due una busta contenente oltre 50 grammi di marijuana. A seguito di ciò, il soggetto che deteneva materialmente la sostanza, andava in escandescenza, seguendo anche una colluttazione con gli operatori, i quali prontamente procedevano dunque ad arrestarlo per il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

Con successivi accertamenti, effettuati su disposizione della locale Autorità Giudiziaria presso le abitazioni dei due soggetti, gli uomini della Polizia Stradale rinvenivano anche due bilancini per la pesatura, oltre ad ulteriore sostanza stupefacente.

Concluse le indagini, dunque, gli operatori procedevano ad indagare entrambi i soggetti per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti, oltre ad arrestare uno di essi anche per la condotta di resistenza a pubblico ufficiale.

Tale attività si innesta in un più ampio monitoraggio che la Polizia Stradale di Crotone costantemente effettua lungo le principali arterie della Provincia, anche al fine di verificare lo stato psicofisico dei soggetti che si mettono alla guida, oltre a contrastare, più in generale, la criminalità che circola sulle strade; ne è una dimostrazione, oltre ai fatti sopra descritti, anche il rinvenimento da parte degli operatori di sostanze stupefacenti, detenute per uso personale, a carico di altri due conducenti di veicoli solamente nell’arco dell’ultima settimana.

COVID-19 – Il bollettino della Regione Calabria (+78)

In Calabria, ad oggi, il totale dei tamponi eseguiti sono stati 891656 (+2.138).

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 67950 (+78) rispetto a ieri.

Questi sono i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.PP. della Regione Calabria.

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

– Catanzaro: CASI ATTIVI 780 (31 in reparto, 2 in terapia intensiva, 747 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 9311 (9171 guariti, 140 deceduti)

– Cosenza: CASI ATTIVI 6303 (60 in reparto, 5 in terapia intensiva, 6238 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 16380 (15834 guariti, 546 deceduti)

– Crotone: CASI ATTIVI 131 (14 in reparto, 0 in terapia intensiva, 117 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 6350 (6251 guariti, 99 deceduti)

– Reggio Calabria: CASI ATTIVI 805 (56 in reparto, 5 in terapia intensiva, 744 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 22007 (21681 guariti, 326 deceduti)

– Vibo Valentia: CASI ATTIVI 193 (7 in reparto, 0 in terapia intensiva, 186 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 5284 (5193 guariti, 91 deceduti)

L’ ASP di Cosenza comunica che: “Oggi sono stati registrati due decessi a domicilio, avvenuti rispettivamente il 6/04/2021 ed il 27/04/2021”.

Un decesso avvenuto presso l’AOU Mater Domini è stato inserito nell’ASP di provenienza (Vibo Valentia).

CALABRIA – In arrivo con Sda 10mila vaccini

 E’ previsto per domani mattina, venerdì 11 giugno, l’arrivo di altri vaccini “Moderna” (3.200 dosi), “Janssen” (3.200 dosi) e “AstraZeneca” (3.600 dosi) destinati a tutta la Calabria. I furgoni Sda, corriere di Poste Italiane, attrezzati con speciali celle frigorifere, prenderanno in consegna i vaccini a Cosenza e procederanno alla distribuzione sul territorio regionale, raggiungendo le seguenti destinazioni finali: Lamezia Terme, Vibo Valentia, Melito Porto Salvo e Crotone.

La fornitura alle strutture ospedaliere avverrà anche in questo caso in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri e l’Esercito Italiano.

CALABRIA – Coldiretti: I cinghiali in tutta la regione sono una calamità. Gli agricoltori seminano e i selvatici distruggono e raccolgono

Non siamo invasi dagli UFO, ma dai cinghiali si! Gli agricoltori  seminano e coltivano e i cinghiali raccolgono. Dove andremo a finire? Ormai la presenza dei cinghiali è una costante e  la loro proliferazione è incontrollata». E’ lapidario Francesco Cosentini, direttore di Coldiretti Calabria che è costretto di nuovo ad intervenire denunciando e descrivendo quanto sta accadendo nelle campagne calabresi anche sulla scorta di numerose segnalazioni che quotidianamente pervengono da tutto il territorio regionale. “Nonostante una presenza maggiore dei selecontrollori che ripetutamente avevamo chiesto alla Regione, nelle campagne, ma anche nei centri urbani – prosegue Cosentini – le persone devono cedere il passo ai cinghiali. Da tempo – aggiunge – abbiamo chiesto la modifica della L.R. n°9 del 17/5/1996 al fine di ridurre la popolazione del selvatico nelle aree agricole, come d’altronde è stato fatto in altre regioni, ma constatiamo che continua ad esserci un impasse legislativo/amministrativo che non tiene conto che spesso è inutile seminare e che le colture in atto vengono fortemente danneggiate; questo sta accadendo anche nei vigneti e negli impianti di kiwi, dove si registra la perdita di alcune piante, oltre che per le colture estive e estivo/autunnali. Abbiamo potuto constatare che anche le recinzioni che gli agricoltori avevano costruito per difendersi dall’assalto non bastano più! Vengono abbattute dalle orde dei selvatici. Necessariamente occorre la modifica delle norme regionali che risalgono a venticinque anni fa  e che erano state pensate per la tutela e protezione della fauna selvatica, al fine della ricostituzione del patrimonio faunistico e che oggi evidentemente si sono dimostrate non più idonee. Non chiediamo – prosegue – lo sterminio dei cinghiali, ma un giusto equilibrio tra chi da sempre è vissuto nelle aree rurali, che deve avere  la possibilità di continuare a lavorare e produrre cibo. Oggi questo equilibrio è totalmente saltato. Chiediamo che ci venga garantita la possibilità di salvaguardare il lavoro degli agricoltori , soprattutto in questa fase di emergenza sanitaria nella quale la produzione di cibo gioca un ruolo fondamentale.” Oltre ai danni e ai pericoli c’è la beffa degli indennizzi che spettano agli agricoltori che tra l’altro hanno dovuto anticipare le spese a corredo della pratica. La Regione e gli ATC sono state sollecitate più volte alla tempestiva liquidazione dei danni che risalgono anche al 2018. “Non è più rinviabile la risoluzione del problema – conclude il presidente di Coldiretti Calabria Aceto – è assolutamente necessario assicurare la giusta tutela del lavoro di chi si guadagna da vivere in campagna, la sicurezza delle persone e la vivibilità dei luoghi . Se non si prende atto di questa calamità e non si interviene non stupiamoci poi che ci siano sempre più terreni agricoli abbandonati”.

CALABRIA – Protesta contro modifica parametri Coi, Assessore Gallo: «Iniziativa necessaria per la difesa dell’olio italiano di qualità»

La Calabria guida la battaglia contro la modifica dei parametri dell’olio extra di oliva, a difesa delle produzioni di qualità italiane. 

Nel corso dei lavori della Commissione Politiche Agricole della Conferenza Stato-Regioni l’assessore regionale all’agricoltura, Gianluca Gallo, ha presentato il testo di una risoluzione, condivisa dalle altre regioni italiane, da indirizzare al Ministro all’Agricoltura, Stefano Patuanelli, per impegnare il Governo a stoppare l’iniziativa del Consiglio oleico internazionale, in queste settimane impegnato a rivedere i criteri di classificazione degli oli extravergini. «In particolare le Regioni del sud – ha affermato Gallo – devono essere in prima fila per tutelare e diffondere la cultura dell’olio extravergine di oliva e supportare la crescita costante della filiera dell’olio. Per questo siamo assolutamente contrari all’ipotesi di ridurre i parametri di acidità e di altre caratteristiche chimiche dei nostri olio evo, dato che così verrebbero sminuiti e mortificati sia il patrimonio inestimabile di biodiversità rappresentato dalla nostra olivicoltura, sia la qualità e le proprietà organolettiche, benefiche per la salute, dei nostri oli». Punti di vista rappresentati nei giorni scorsi anche dalle organizzazioni di categoria agricole, Confagricoltura in testa, posti ora a base della richiesta da sottoporre all’Esecutivo, in cui tra l’altro si specifica anche come l’eventuale introduzione dei nuovi requisiti causerebbe gravi danni all’intero comparto italiano, produttore di oli evo di alta qualità ma con condizioni di acidità non certo favorevoli a causa del clima, tendente ad una certa umidità, soprattutto nel Meridione. L’umidità, difatti, è causa di patologie fungine tipiche dell’olivo che comportano qualche decimale di acidità in più, senza però alterare le  caratteristiche qualitative degli oli. Situazione diversa, ad esempio, in Spagna e Tunisia, dove il clima favorisce le basse acidità,  ma non certo le caratteristiche organolettiche degli oli ottenuti. «Se si volesse valorizzare la qualità degli oli evo – rimarca Gallo –  bisognerebbe vagliare altri principi, come ad esempio l’acido oleico, che distingue concretamente gli oli di oliva dalla maggior parte degli oli di semi e valorizzare la pratica del panel test, vero elemento identificativo di un olio evo di alta qualità». Al contrario, perseguire l’ipotesi di riduzione dei parametri, sia fisici sia chimici, sottolinea Gallo, significherebbe «punire e penalizzare gli oli evo italiani ed escluderli dalla gamma degli extra vergini oli con caratteristiche organolettiche ottime per privilegiare quelli invece sensorialmente discutibili, così vanificando il lavoro degli ultimi anni, nei quali l’olio evo italiano ha assunto valori economici ben superiori alle medie internazionali, seguendo un percorso che andrebbe sostenuto privilegiando il made in Italy: l’ormai accertata minor qualità degli oli stranieri, che peraltro hanno invaso il nostro mercato, e l’aumento esponenziale di frodi nel settore, dovrebbero indurre a più incisive azioni di tutela non solo della fiducia dei consumatori, ma anche dell’economia e dei livelli occupazionali italiani».

REGGIO – Cyber Security protocollo d’intesa tra la Polizia di Stato ed il G.O.M.

È stato stipulato oggi presso la Questura di Reggio Calabria, alla presenza del Questore della provincia Bruno MEGALE, un protocollo d’intesa per la sicurezza informatica tra la Polizia di Stato ed il Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria.

Il documento è stato sottoscritto dal dirigente Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni della Calabria, Vincenzo Cimino e dal Commissario Straordinario del G.O.M., Ing. Iole FANTOZZI e si inserisce nell’ambito delle attività di prevenzione svolte dalla Polizia di Stato, a protezione dei sistemi informatici e dei collegamenti telematici, specificamente dedicata alle infrastrutture informatizzate di aziende strategiche e di pubbliche amministrazioni, la cui compromissione può causare interruzioni o disfunzioni nell’erogazione di servizi pubblici essenziali.

I dati sensibili detenuti e trattati dalle Aziende Sanitarie, come quelli relativi ai pazienti, alle patologie o alle relative terapie cui sono sottoposti, sono esposti al rischio di possibili attacchi on line, mirati a carpire le informazioni per scopi illeciti di natura economica, ma anche potenzialmente per danneggiare e compromettere i sistemi informatici con finalità terroristiche o meramente dimostrative.

L’accordo odierno segue quelli analoghi, già sottoscritti con altre Aziende Sanitarie in ambito regionale e costituisce una tappa del percorso che vede gradualmente coinvolte varie realtà pubbliche e private, caratterizzate dall’operatività in settori strategici, che va garantita e tutelata per il bene della collettività, con mirate azioni di tutela preventiva e di pronto intervento in caso di emergenza.

Il modello di collaborazione tra la Polizia di Stato ed il G.O.M. è basato su condivisioni e analisi di informazioni necessarie a prevenire e contrastare attacchi o danneggiamenti informatici, segnalazioni di emergenze relative a vulnerabilità dei sistemi e sviluppo di attività di comunicazione per fronteggiare le situazioni di emergenza. E’ essenziale, infatti, porre in essere tutte le iniziative atte a prevenire e contrastare ogni forma di accesso illecito, anche tentato, con finalità di interruzione dei servizi di pubblica utilità o indebita sottrazione di informazioni sensibili, prevedendo la possibilità di un intervento immediato qualora si presentassero criticità.

Il coordinamento di tali attività periferiche è affidato al C.N.A.I.P.I.C., Centro Nazionale Anticrimine Informatico e Protezione Infrastrutture Critiche della Polizia di Stato, istituito a Roma presso il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, attivo 24 ore su 24, che cura anche l’assistenza e protezione diretta alle più importanti e strategiche infrastrutture informatizzate a livello nazionale e le relazioni internazionali in tale settore.

LAZZARO (RC) – Ancadic: sollecito e rivisitazione interventi di difesa costiera e ricostruzione del litorale

Da oltre vent’anni assistiamo ad interventi periodici di difesa costiera sul litorale di Lazzaro e oltre che non si rivelano idonei per arginare i danni provocati dalle mareggiate, giacché i marosi scuciono i pennelli e disperdono i massi lungo la spiaggia, quindi si è chiamati ad intervenire con ulteriore improprio utilizzo di denaro pubblico.

Il settore 13 Difesa del Suolo Demanio Idrico e Fluviale della Città Metropolitana di Reggio Calabria con le somme disponibili, sicuramente non sufficienti, interviene con ulteriori provvedimenti tamponi che hanno breve durata.

A nostro avviso è necessario visto l’esperienza maturata studiare le cause che hanno determinato il fallimento di questo tipo d’intervento e ricostruire i pennelli con maggiore resistenza all’azione dei marosi e eventualmente con un numero maggiore. La nostra impressione è che in questo caso tutti i progetti falliscono per insufficienza di finanziamento.

Pertanto chiediamo agli Enti territoriali competenti di fare una progettazione più complessiva e consistente, da qui la ovvia richiesta al Governo nazionale, che in atto sta rivedendo con attenzione le carenze idrogeologiche di tutto il Territorio, di erogare i finanziamenti   per i progetti e successivamente per le opere da realizzare.

Il tutto a salvaguardia dell’incolumità pubblica e privata e delle infrastrutture esistenti in grave pericolo di essere distrutte dalle onde d’urto del mare.

Lo scorso 9 giugno abbiamo inviato la succitata segnalazione  al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Transizione Ecologia, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti;  al Presidente f.f. e all’Assessore alle Infrastrutture, Trasporti urbanistica, lavori pubblici e pari opportunità della Regione Calabria; al Sindaco  della città metropolitana di Reggio Calabria e al  settore 13 – difesa del suolo e demanio idrico e fluviale; alla Capitaneria di Porto di Reggio Calabria al Prefetto della provincia di Reggio Calabria  e al Sindaco  del Comune di Motta San Giovanni.

REGGIO – Dal 14 giugno Centro Prelievi Presidio “Morelli” svolgerà attività solo su prenotazione

La Direzione strategica del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria comunica alla gentile utenza che, a partire da lunedì 14 giugno, il Centro Prelievi Unificato del Presidio “Morelli” svolgerà la sua attività solo su prenotazione.

La misura si rende necessaria al fine di garantire la salute di tutti nel rispetto delle norme anti-contagio COVID-19 e per prevenire eventuali assembramenti.

Per accedere al servizio, e quindi ottenere un appuntamento, è possibile chiamare al Numero Verde del G.O.M.: 800 198 629 (da fisso), oppure 0965 1870549 (da mobile).

Si ringrazia per la cortese attenzione.