REGGIO – Uccise tabaccaia, 30 anni di reclusione per Billi Jay Sicat

“La Corte d’Assise di Reggio Calabria ha condannato a 30 anni di carcere Billi Jay Sicat, di 45 anni, per l’omicidio di Mariella Rota, la titolare della tabaccheria di via Melacrino uccisa nel luglio 2019 con una mannaia. Il sostituto procuratore Giulia Scavello aveva chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per l’uomo arrestato poche ore dopo il delitto.

Difeso dagli avvocati Demetrio e Mariateresa Pratticò, Sicat, di nazionalità filippina, aveva confessato l’omicidio nel momento dell’arresto.
Secondo la ricostruzione della squadra mobile, che ha condotto le indagini, Sicat era un ludopatico, un cliente abituale della tabaccheria della vittima. Giocava regolarmente a Lotto e perdeva. Secondo gli investigatori, avrebbe ucciso Mariella Rota per giustificare con sé stesso le continue perdite di denaro, frutto del lavoro della moglie. In sostanza imputava alla vittima la responsabilità dei soldi persi al gioco.
Nella precedente udienza il perito Giuseppe Sciaudone, nominato dalla Corte d’Assise, ha stabilito che l’imputato era, ed è pienamente “capace di intendere e di volere”. Proprio per questo al termine della camera di consiglio la presidente Ornella Pastore ha giudicato colpevole Billi Jay Sicat condannandolo a 30 anni di carcere.” (ANSA).

GIOIA TAURO (RC) – Approvato il bilancio consuntivo 2020 dell’Autorità Portuale

Con il parere favorevole dei revisori dei conti, il Comitato portuale, riunitosi questa mattina in video conferenza, ha approvato il Bilancio Consuntivo relativo all’esercizio 2020 dell’Autorità portuale di Gioia Tauro.

Tra le pieghe del documento finanziario, illustrato ai membri del parlamentino portuale dal dirigente di settore Luigi Ventrici, è stata evidenziata la positività della gestione attraverso alcuni elementi, che ne definiscono la ponderatezza con cui è stato amministrato l’Ente, guidato dal commissario straordinario Andrea Agostinelli.

Quale risultato dell’accertamento del Consuntivo 2020, definito “florido e sano” dai revisori dei conti,  è stato rilevato: il rispetto dei limiti di spesa, disposti dal ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, la riscossione di oltre il 91% dei canoni demaniali, ma anche il pagamento delle fatture con otto giorni di anticipo, rispetto ai limiti stabiliti per legge, quale segno di attenzione verso i propri fornitori, soprattutto in questo periodo di crisi economica generata dalla pandemia.

Nello specifico, dall’analisi del documento è stato accertato un avanzo di amministrazione di oltre 131 milioni di euro. Si tratta di somme, in parte, già vincolate alla valorizzazione infrastrutturale degli scali portuali, che ricadono nella propria circoscrizione. Tra queste, assumono rilevanza indiscussa il bacino di carenaggio per il porto di Gioia Tauro, per il quale l’Ente ha destinato 40 milioni di euro, e altre opere infrastrutturali ritenute strategiche in base a quanto definito nel Piano Operativo Triennale 2021-2023. A scopo prudenziale, l’Ente ha, inoltre, vincolato 10 milioni di euro a copertura di eventuali spese da affrontare in caso di soccombenza.

.Dalla illustrazione della rendicontazione, l’ammontare delle Entrate, accertate nel corso del 2020, ammonta ad oltre 25,4 milioni di euro a fronte dei circa 14,9 milioni di euro destinati alle Uscite. Sono stati, complessivamente, riscossi 24,8 milioni di euro mentre i pagamenti effettuati hanno avuto una consistenza di 14,8 milioni di euro.

E’ stato, quindi, rilevato l’aumento del valore di cassa di 10 milioni di euro, che è passato dagli iniziali 141 milioni di euro, relativi alla chiusura del 2019, agli oltre 151 milioni di euro di fine esercizio 2020. Si tratta di somme liquide importanti, che hanno una chiara destinazione d’uso e sono, immediatamente, disponibili per finanziare ulteriori opere infrastrutturali.

L’oculata gestione economica dell’Ente è stata, come ormai da diversi anni, finalizzata anche nel 2020 all’abbattimento delle tasse d’ancoraggio, rimborsate alle compagnie di navigazione che attraccano negli scali portuali di competenza dell’Ente, al fine di sostenere la competitività dei propri porti.

Reggina, Alfredo Aglietti è il nuovo allenatore

“Lo abbiamo conosciuto bomber implacabile, lo ritroviamo allenatore esperto ed affamato. Un quarto di secolo dopo riecco Alfredo Aglietti.

Da allora i nostri destini si sono incrociati più e più volte. Ed è sempre stato un colpo al cuore incontrarci al Granillo, in quello stadio dove ha fatto gioire e innamorare migliaia e migliaia di tifosi, e non vederlo più gonfiare la rete per i nostri colori, quelli amaranto.

Si ritorna sempre dove si è stati bene. E qui, a Reggio Calabria, a testimonianza dell’affetto immutato e del vivo ricordo di quegli anni, non esiste persona che non abbia almeno una volta nella vita sentito intonare quel coro che tanto caro gli è.

Da oggi inizia una nuova, entusiasmante, avventura condivisa. Un quarto di secolo fa abbiamo salutato bomber Alfredo, oggi accogliamo Mister Aglietti.

Il tecnico si lega al Club sino al 30 giugno 2023, dopo le esperienze in sella alle panchine, tra le altre, di Empoli, Novara, Virtus Entella, Hellas Verona (promozione in Serie A) e ChievoVerona.

Buon lavoro Mister!

Contestualmente la Reggina, in tutte le sue componenti, ringrazia il tecnico Marco Baroni per il lavoro svolto e gli augura le migliori fortune professionali.”

 

LAZZARO (RC) – Incidente sulla Ss 106, Ancadic: “Sollecito immediata messa in sicurezza corsie di accumulo altamente pericolose.”

“Intorno alle ore 16,00 dello scorso 27 maggio l’ennesimo grave incidente si è registrato al termine del ponte sul torrente San Vincenzo di Lazzaro.

Un’autovettura con a bordo una signora e un bambino che marciava sulla Ss 106 direzione Taranto/Reggio, giunta al Km.19+IV lato sud del ponte stradale San Vincenzo, per motivi a noi sconosciuti dopo un primo impatto contro la testata del guard rail che era sprovvisto di attuatore d’urto ha sbattuto contro il palo dell’illuminazione pubblica posto all’esterno e in adiacenza al guard rail.

Non conosciamo la dinamica dell’incidente. Immediati sono stati i soccorsi tra cui le forze di polizia e un’ambulanza e il personale medico ha provveduto a trasportare la signora e il bambino in ambulanza presso l’ospedale per accertamenti.

Questo e altri incidenti sebbene siano causati, nella maggior parte dei casi, da una guida scorretta, denunciano tuttavia l’esigenza di interventi diretti a ridurre il livello di pericolosità della strada, di cui gli Enti competenti, sebbene consapevoli del suo alto indice di pericolosità tollerano questo stato di grave e perdurante pericolo e in qualche caso, come quello in trattazione, intraprendono incomprensibili provvedimenti che ne aumentano il rischio. Non è il primo incidente che si registra in questo tratto e se non si interviene con immediatezza è alta la probabilità che ne seguiranno altri.

Invero nel corso dei lavori di ammodernamento della Ss 106 Reggio/Melito si è deciso di spostare le corsie di accumulo situate al km. 19+300 al termine del ponte sul torrente San Vincenzo al km. 19+IV in direzione Taranto, al fine di convogliare le manovre da e per la Ss 106 e la strada comunale sottostante la succitata struttura come riferito dalla stessa ANAS. Ciò, oltre al pericolo, ha determinato una forte limitazione alla mobilità dei cittadini lazzaresi che sono stati così privati della possibilità di fruire delle manovre da Lazzaro Centro per  Melito Porto Salvo e da Reggio Calabria per Lazzaro Centro con gravissime ricadute sul servizio di trasporto collettivo delle autolinee private e municipalizzate.

Da subito  appariva ai nostri occhi il rischio cui era stata esposta la circolazione veicolare e ciclopedonale, rischio materializzatosi subito con un primo incidente e richiedevamo alle competenti Istituzioni tra cui ANAS e Comune di Motta SG una verifica sulla regolarità tecnica e legittimità degli interventi  realizzati  ed in corso di realizzazione.

Al riguardo l’ANAS con nota del 02/04/2014 riferiva tra l’altro che nel caso di specie un’eventuale modifica dell’attuale stato di fatto richiede uno studio puntuale, al momento non inserito nel progetto esecutivo”. Ci domandiamo a distanza di sette anni se si aspetta il morto per provvedere.

L’ANCADIC pone fortemente posto in evidenza che nel suddetto svincolo si accavallano e si incrociano le correnti di traffico e le direzioni di marcia per cui si rischia la collisione tra i veicoli che si immettono dalla sottostante strada comunale  sulla Ss 106 con  i veicoli che dalla corsia di accumulo si dirigono nella strada  sottostante e si rischia di esser travolti dai veicoli che giungono da Melito, giacché si debbono compiere manovre di retromarcia per poter  trovare lo spazio ed effettuare la svolta in direzione Reggio. Sulla Ss 106 direzione di marcia Taranto/Reggio non esiste segnaletica “direzioni consentite diritto e destra” .

Il pericolo e la urgente necessità di un intervento sono stati riconosciuti dal Responsabile dell’Area Compartimentale ANAS Calabria Ing. Marco Moladori, durante un sopralluogo congiunto con l’ANCADIC e alcuni abitanti di Sant’Elia di Lazzaro eseguito in data in data 18 ottobre 2018, ma come detto nulla è stato fatto, pertanto sono state sollecitate nuovamente le Istituzioni competenti, financo il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture e  le Commissioni Ambiente e LL.PP. della Camera dei Deputati e del  Senato della Repubblica Italiana, già interessate dall’ANCADIC sulle problematiche della Ss 106.”

 

Vincenzo CREA

Referente unico dell’A.N.CA.DI.C

Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”

 

ROCCELLA IONICA (RC) – Duecento migranti a largo su peschereccio soccorsi dalla Guardia Costiera

“Circa duecento migranti di varie nazionalità, tra cui diverse donne e minori con meno di 10 anni, sono stati intercettati e soccorsi dalla Guardia Costiera di Roccella Ionica a largo della costa calabrese.
I migranti, che secondo le prime informazioni, erano assiepati a bordo come le sardine, si trovavano su di un peschereccio di 25 metri, piuttosto malandato, localizzato a diverse miglia di distanza dalla costa della Locride.

 Dopo il trasbordo sulle motovedette della Guardia Costiera i migranti saranno condotti in sicurezza nel porto di Roccella Ionica. “(ANSA).

 

Terremoto 1908, individuata la faglia marina che provocò la catastrofe

Uno studio, intrapreso dalle Università di Catania e di Kiel e dall’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha permesso di risalire alla faglia marina da cui scaturì il tragico terremoto del 1908 che devastò le città di Reggio Calabria e Messina, togliendo la vita a 100.000 persone.

“L”ecografia del fondale ha consentito di individuare in modo inequivocabile una profonda spaccatura nel fondale dello Stretto di Messina – spiegano i ricercatori – la faglia mostra evidenze di attività recente poiché disloca il fondale marino con scarpate fino a 80 metri di altezza. L’analisi sismica in ambiente 3D e studi geomorfologici sul terreno hanno poi permesso di seguire la faglia per tutto il suo sviluppo”

“La struttura corre lungo l’asse dello Stretto ed è individuabile a circa 3 km dalle coste della Sicilia – aggiunge il prof.
Giovanni Barreca, coordinatore della ricerca – alla latitudine di Messina, la spaccatura curva verso Est penetrando nell’entroterra calabro per proseguire poi lungo l’asta fluviale del torrente Catona, una incisione fluviale tra Villa S.
Giovanni a Nord e Reggio Calabria a Sud. La faglia è inclinata verso Est e raggiunge la lunghezza massima di 34,5 km. Secondo le relazioni lunghezza-magnitudo, la faglia è in grado di scatenare terremoti di magnitudo 6.9, una energia molto simile a quella liberata durante il terremoto del 1908”

Tale ricerca, pubblicata dalla rivista  ‘Earth-Science Reviews’ e intitolata “The Messina Strait: Seismotectonic and the Source of the 1908 Earthquake” rivela – inoltre – informazioni preziose sull’allontanamento tra Sicilia e Calabria, individuando la ragion causale nelle profondità crostali.

 

 

REGGIO – ‘Ndrangheta, operazione “La Fabbrica dei Cornetti”: 2 arresti

Questa mattina, Reggio Calabria i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, nell’ambito dell’operazione denominata La Fabbrica dei Cornetti, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale del capoluogo – sezione GIP  nei confronti di Morabito Antonio nato a Reggio Calabria il 09.06.1980 e D’Anna Riccardo nato a Siracusa il 29.03.1993. Nello specifico, il primo è stato ritenuto responsabile di associazione di tipo mafioso ed entrambi di tentata estorsione, danneggiamento mediante incendio, detenzione e porto in luogo pubblico di arma da sparo in concorso ed aggravati dall’agevolazione mafiosa .

L’attività, diretta dai Sostituti Procuratori DDA Walter Ignazitto e Nicola De Caria ha consentito al Nucleo Investigativo cittadino di mettere in luce non soltanto le azioni illecite cui gli indagati sono dediti ma anche il ruolo centrale ricoperto da Antonio Morabito nella ‘ndrangheta dell’area meridionale di Reggio CalabriaQuanto acquisito nel corso delle indagini, oltre a fornire una plastica dimostrazione del pieno inserimento degli indagati nelle dinamiche mafiose locali, costituisce importante elemento di riscontro alle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia.

Le risultanze investigative hanno permesso di documentare come il Morabito, con l’ausilio del D’Anna, aveva inizialmente tentato di estorcere – attraverso l’invio di messaggi diretti al proprietario di un tabaccaio di Ravagnese – il consenso alla cessione della sua attività, e di fronte alle resistenze di quest’ultimo, aveva poi dato mandato al D’Anna affinché venisse appiccato il fuoco alla saracinesca dell’esercizio commerciale. E’ stato inoltre accertato come Antonio Morabito, in ragione del suo stabile inserimento all’interno della ‘ndrangheta, fosse perfettamente in grado di procurarsi clandestinamente armi da sparo tanto da mettere a disposizione una di queste ad un soggetto non identificato mediante la collaborazione del sodale Riccardo D’Anna.

L’ indagine nel suo complesso ha consentito di porre sotto sequestro 2 imprese operanti nel settore della produzione e vendita di prodotti dolciari e della panificazione site a Reggio Calabria per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro.

Ad esito dell’ esecuzione del provvedimento cautelare, entrambi gli arrestati sono stati associati presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

REGGIO – Arrestate due persone per atti intimidatori verso esercente

Due persone sono state arrestate dai Carabinieri di Reggio Calabria per tentata estorsione, danneggiamento mediante incendio, porto di arma in luogo pubblico.
L’episodio al centro dell’indagine coordinata dalla DDA reggina è l’incendio di un esercizio pubblico per “ammorbidire” un esercente, riottoso nell’accettare la proposta di acquisto recapitata da un esponente della ‘ndrangheta del capoluogo.
Nei confronti di uno degli arrestati anche la contestazione del reato di associazione di tipo mafioso.

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(Pubbliredazionale)

REGGIO – Arrestato latitante di Rizziconi (RC) per gravi reati commessi

Alle prime luci dell’alba, a conclusione di complesse e articolate indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria diretta dal Procuratore Giovanni BOMBARDIERI, in agro del comune di Rizziconi, all’interno di un’abitazione rurale, la Squadra Mobile reggina ha localizzato e catturato il latitante C.G. classe 1965 di Rizziconi (RC).

Il 16 gennaio 2021, C. G. si era sottotratto all’esecuzione dell’ordine di carcerazione n. 11/2021 SIEP, emesso nei suoi confronti in data 15.01.2021 dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Firenze, dovendo espiare la pena di 8 anni di reclusione a seguito di condanna riportata per una serie di reati commessi nel 2008, in concorso con altri soggetti, nel territorio della provincia di Siena – aggravati dalle circostanze di cui all’art. 7 L. 203/91 – quali violenza privata, rapina, lesioni personali, furto, incendio, danneggiamento a seguito di incendio, allorquando si trovava a Spoleto (PG) in regime di semilibertà.

Per tali fatti, in data 19.07.2010, il G.I.P. presso il Tribunale di Firenze, su richiesta della D.D.A. del capoluogo toscano, emetteva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti e di altri sei indagati.

Il 14 gennaio 2021, la Corte di Cassazione rigettava il ricorso di C. G., confermando la condanna a lui inflitta dalla Corte d’Appello di Firenze in data 13.05.2019 ad anni 8 di reclusione

  1. G. è nipote di C. T. classe 1939, ritenuto elemento di vertice della cosca di ‘Ndrangheta di Rizziconi (RC), attualmente detenuto.

Pertanto, C. G. è cugino di primo grado dei figli dell’anziano boss C.T., ovvero C.G. classe 1978 e C.D. classe 1982, attualmente detenuti, arrestati dopo numerosi anni di latitanza dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria e dal Servizio Centrale Operativo, rispettivamente, in data 29.01.2016 e 02.08.2019.

In data 03.02.1991, nel corso di una lite per futili motivi, C. G. classe 1965 uccise a Rizziconi a colpi di arma da fuoco un uomo di 31 anni del citato paese della Piana di Gioia Tauro, rendendosi irreperibile.

Per tale delitto fu condannato dalla Corte d’Assise di Palmi ad anni 26 di reclusione e la pena fu confermata in Appello.

Dopo poco più di tre anni di latitanza, fu catturato dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria in data 21.02.1994 a Montecatini Terme (PT), dove aveva trovato rifugio presso un conterraneo.

Nel corso dell’odierna operazione di polizia giudiziaria è stato arrestato in flagranza di reato un soggetto di 56 anni ritenuto responsabile di procurata inosservanza di pena nei confronti del latitante in questione.

Le indagini condotte della Sezione Criminalità Organizzata e Catturandi della Squadra Mobile di Reggio Calabria che in data odierna hanno portato alla cattura del latitante sono state coordinate dal Procuratore Aggiunto Calogero Gaetano PACI e dai Sostituti Procuratori Francesco PONZETTA e Giulia Maria SCAVELLO.

Reggio Calabria 30.05.2021