PALMI – Sequestrati dai carabinieri oltre 40 chili di sostanze stupefacenti

A Palmi, i Carabinieri, nei giorni scorsi, nell’ambito di diversi servizi straordinari di controllo del territorio volti alla ricerca di rifugi utilizzati dalla criminalità per il nascondiglio di latitanti, armi, munizioni e droga che, come da consolidata prassi, vengono abitualmente occultati all’interno di fondi agricoli e abitazioni abbandonate, hanno sequestrato 40 chili di stupefacente: più di cinquanta i militari impegnati in diverse battute di rastrellamento del territorio.

In particolare, in una baracca e in un terreno a Palmi, esattamente in contrada Garanta, i Carabinieri della Stazione con il supporto dei militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, hanno rinvenuto vari contenitori sigillati con all’interno 35 chilogrammi di marijuana complessivi, divisi in pacchi del peso approssimativo di un chilogrammo ciascuno, e 5 chilogrammi di hashish.

L’ingente quantitativo di stupefacente così recuperato dai Carabinieri, che sul mercato dello spaccio avrebbe fruttato tra i 600 e gli 800 mila euro, è stato sequestrato e custodito in attesa degli ulteriori accertamenti del caso.

REGGIO – Scarcerati gli imputati del processo sui brogli elettorali, tra esaltazione propagandistica e sdegno popolare

Scarcerati gli imputati del processo sui brogli elettorali. Per Antonino Castorina, è disposto il divieto di dimora presso il territorio comunale.

Il Tar ha bocciato il ricorso avanzato da Nuova Italia Unita, ritenendolo inammissibile, a causa delle tempistiche inadeguate e della competenza del settore giuridico, poiché “l’esistenza di indagini penali in corso – pur quando, come nel caso di specie, attengano a condotte rilevante gravità – non vale di per sé a dimostrare l’illegittimità dell’atto amministrativo”.

Sui social network, il Sindaco Falcomatà esterna il proprio gaudio, mediante un’esternazione che suona sciocca, in quanto proferita da un dottore in Giurisprudenza: il primo cittadino, infatti, esordisce con “ELEZIONI REGOLARI”, giocando sull’ambiguità retorica; il Tar, d’altro canto, menziona l’accertamento delle dinamiche irregolari nel processo elettorale. Eppure, egli insiste parlando di “caso chiuso”, nonostante il percorso penale sia ancora attivo, ed assume toni trionfalistici per una vittoria che esiste soltanto nella sua mente. 

L’equiparazione di una sentenza del Tar con la risoluzione di un procedimento penale, evoca un asperrimo sapore di presa in giro da parte di un amministratore totalmente incosciente, dedito – finora – ad impertinenti bassezze, tra omissioni, scaricabarile e quant’altro.

A cosa dobbiamo tanta euforia? Approccio propagandistico, oppure, anticipazione profetica – e sospetta – di un esito favorevole in sede penale?

Atteggiamenti per nulla consoni alla figura di primo cittadino, il quale ritiene, forse, che il potere conferito venga esercitato oltre il limite di una decenza precipitata verso il baratro sulfureo di una commedia stantia, prossima al ribaltamento tragico.

 

 

REGGIO – Brogli elettorali, Nuova Italia Unita: “Andremo al Consiglio di Stato”

“Il tribunale amministrativo della città dello stretto  non ha reputato significative le gravi decisioni assunte dalla giustizia ordinaria negli scorsi mesi, che in merito fece anche scattare degli arresti, e la comprovata manipolazione del voto, attraverso quel sistema strutturato che, fin dalla nomina dei presidenti di seggio, ha gravemente inficiato il responso democratico del voto dei reggini.
Il TAR Calabria pur riconoscendo che (nei seggi dove sono scattate le indagini) oltre un centinaio di voti siano risultati la chiaramente falsa espressione della “volontà popolare” di defunti e di anziani allettati (facendo così emergere la punta di un iceberg di un sistema chiaramente molto più ampio di falsi e di frodi) preferisce accogliere le annotazioni delle controparti e intervenire nel metodo e non nel merito: per la giustizia amministrativa reggina non è importante che la notizia di reato (a seguito delle indagini della giustizia ordinaria) sia di parecchie settimane dopo, in ogni caso il ricorso va presentato esclusivamente entro trenta giorni dal voto”.

“Se uno subisce un furto – sottolinea Luigi Catalano, commissario regionale della Calabria di Nuova Italia Unita – a Reggio sembra che sia più importante il metodo con cui presenti la denuncia, più che l’effettività del danno patito. La frode nei confronti della libera espressione del voto democratico è assoluta e acclarata, riconosciuta anche dalla giustizia amministrativa, ma ritenuta secondaria”.

“Per noi invece questo aspetto è assolutamente primario – continua Catalano – e poco importa che nella normativa non sia contemplata questa circostanza. Il Consiglio Comunale è chiaramente illegittimo, inficiato profondamente da un ampio sistema di brogli elettorali”. “Per questa ragione – conclude Catalano – Nuova Italia Unita sta già predisponendo in queste ore il ricorso in Consiglio di Stato, chiedendo al massimo organo nazionale della giustizia amministrativa di consentire ai reggini di tornare ad esprimersi, questa volta senza frodi: l’unica azione possibile per ricostruire il rapporto tra l’Ente e il Cittadino”.

REGGIO – Dissesto idrogeologico, pioggia abbondante provoca frane a Melia di Scilla

La copiosa pioggia di questi ultimi giorni infligge, come un coltello nella piaga, danni ad una città già consumata.

La frazione di Melia di Scilla, ad esempio, ha subito gli effetti del dissesto idrogeologico, come testimonia il video, inviatoci da un lettore, girato in una Via Nocellari malridotta in seguito alle frane.

Inevitabile il sollecito alle autorità, esortate a maggior impegno e competenza.

 

REGGIO – Alloggi popolari, ci saranno nei prossimi giorni le prime assegnazioni?

Dopo l’incontro  del 21 maggio scorso con il sindaco Falcomatà e altri rappresentanti dell’Amministrazione si sperava in  un cambio di rotta per la  politica della casa, ma purtroppo  ancora nessun esito positivo all’orizzonte.

Sono anche  trascorsi i 20 giorni, previsti dall’Assessore R. Albanese, per l’avvio delle prime assegnazioni degli alloggi a favore delle famiglie vincitrici del bando 2005 e di quelle vincitrici  della graduatoria di emergenza abitativa.

Da domani il Sindaco comincerà a firmare  le prime  assegnazioni e, se non domani, quando?  

È auspicabile che l‘Amministrazione  dia questa informazione  alla città e soprattutto alle circa 1000 famiglie vincitrici del bando 2005 e alle 28  vincitrici della graduatoria definitiva per le emergenze abitative.  Gli impegni assunti dal Comune  per il diritto fondamentale all’abitare, non possono ancora essere disattesi.  Ne va della credibilità della Politica e delle Istituzioni.

 Resta anche aperto il nodo Ex Polveriera.L’Associazione Un Mondo di Mondi  ha ampiamente documentato il diritto all’alloggio dei primi quattro nuclei familiari ma l’assessore Rocco Albanese continua a dichiarare, senza fornire alcun dato, che due dei quattro nuclei  non hanno diritto alla  casa. Dove dovrebbero andare dunque le due famiglie escluse per motivi più consoni alla ripicca che al diritto secondo legge?

Il Comune dovrebbe garantire il diritto alla casa nel rispetto delle leggi che tutelano la dignità umana. Negare questo diritto avrebbe delle implicazioni giuridiche, sociali ma anche etiche.

Si attendono novità anche  sulla gestione economico-finanziaria del settore alloggi erp, sul  completamento della norma sui cambi alloggi, sulle verifiche relative al mantenimento dei requisiti degli assegnatari  e sull’acquisto di  nuovi alloggi con il finanziamento degli 11 milioni del Decreto Reggio.

L’Assessore Albanese  in questi giorni ha denunciato sui media  l’illegalità dilagante nel settore alloggi popolari. Una verità che  paradossalmente è in gran parte  un effetto diretto delle azioni che lo stesso Comune  dovrebbe realizzare per legge e non realizza. Nel vuoto fatto di assenza di verifiche e gestione trasparente del patrimonio,  l’Amministrazione comunale coltiva l’illegalità diffusa del settore.  Tra tutte le azione omesse,  quella del controllo sistematico sul mantenimento dei requisiti degli assegnatari è quella che più di tutte  impedirebbe le occupazioni  senza titolo degli alloggi da parte di coloro che non ne hanno bisogno e diritto.Il mancato utilizzo, da parte del Comune, delle entrate del settore alloggi per garantire la manutenzione straordinaria ha reso molti alloggi comunali assegnati inabitabili, costringendo qualche assegnatario perfino ad abbandonare l’alloggio e generando da parte dello stesso Ente comunale  una violazione del contratto di  locazione regolato dalla legge vigente.L’applicazione  incompleta, dopo 25 anni, della norma sui  cambi alloggio che regola un importante istituto,  è un’altra  omissione  con la quale il diritto all’alloggio adeguato viene negato.In ogni caso, le associazioni e i movimenti riuniti nell’Osservatorio sul disagio abitativo rinnovano,  l’invito al Sindaco Falcomatà a modificare insieme la  politica degli alloggi popolari, secondo la prassi dell’ascolto attivo tra le parti.

È un invito pubblico in nome della trasparenza di intenti.

L’Osservatorio  continuerà intanto, insieme alle persone in condizioni di disagio abitativo  a confrontarsi in piazza sul diritto fondamentale all’alloggio. Lo farà con tutti coloro che avranno la volontà di costruire “dal basso” una rivendicazione informata,  consapevole, critica  e costante   

Reggio Calabria, 11 giugno 2021

Osservatorio sul disagio abitativo

Un Mondo Di Mondi

CSOA Angelina Cartella

Reggio Non Tace

Ancadic

Società dei Territorialisti/e Onlus

Collettiva AutonoMia

REGGIO – Brogli elettorali, i consiglieri FI su sentenza Tar: Falcomatà festeggia, ma ha perso la città

Festeggiare per una verità che non emerge, festeggiare sul cadavere dei reggini è tanto ignobile quanto inconcepibile; lo è in quanto reggino (seppur schierato politicamente) e lo è, ancora peggio, da Sindaco.
Giuseppe Falcomatà, che scrive “ELEZIONI REGOLARI” come incipit del suo post sui social rispetto alla questione brogli, non ha forse chiara la figura infima che sta facendo a livello nazionale e quella che indirettamente sta facendo fare alla Città di Reggio Calabria a causa sua e del suo gregge. “Tutto è concluso” scrive l’altezzoso governante metropolita. Si sbaglia. In primis va precisato che il ricorso, considerato irricevibile e inammissibile dal TAR, è stato respinto per vizi di forma e non perché i fatti non sussistono o non sono abbastanza gravi da poter annullare le elezioni. Da avvocato, dovrebbe saperlo cosa significa nei fatti quanto risposto dal Tribunale. Quindi ancor più ignobile strumentalizzare le parole dei giudici.
Ma quel che è peggio è sapere che colui che dovrebbe essere primo rappresentante della legalità in Città, festeggia per una cosa del genere. Deprimente. Il festeggiamento lo capiremmo se si riferisse al palese salvataggio della poltrona; perché è questo che sta festeggiando Falcomatà jr., privo di stile e di pudore, nemmeno lontanamente vicino allo stile di chi portava lo stesso cognome e soprattutto senza rispetto per i suoi cittadini (soprattutto per i parenti dei defunti che risultano aver votato alle elezioni che lo hanno portato ad essere rieletto).
E poi non capiamo sinceramente quali siano queste “azioni e gesti sopportate dalla Maggioranza” in attesa della sentenza. Si riferisce alle proteste, alle manifestazioni, al dissenso pubblico? Il Sindaco intoccabile ci sta forse dicendo che i cittadini non possono protestare e lamentarsi per le vergogne perpetrate da suoi uomini? O magari che lo hanno infastidito le insistenti dichiarazioni dell’Opposizione in cerca della verità e della trasparenza? O probabilmente gli articoli della Stampa libera che sta insistendo sull’argomento perché vede la totale apatia di Palazzo San Giorgio che ignora piuttosto che affrontare? Probabilmente pensa di essere in regime dittatoriale. La sua superbia lo precede di due metri.
Lui che si professa democratico, dovrebbe essere a conoscenza che le manifestazioni di disaccordo, siano esse verbali o scritte, con striscioni o con felpe, debbano essere rispettate a prescindere, perché viviamo in uno Stato libero che prevede indipendenza di pensiero e di espressione. Il primo cittadino, piuttosto, dovrebbe richiamare i suoi mastini pronti al minimo gesto del padrone a strappare (letteralmente) la disapprovazione altrui, con l’arroganza tipica del CentroSinistra, di chi non ammette pensiero diverso dal proprio, sebbene si professi più aperto e comprensivo delle altre parti politiche.
Essere sindaco significa prendere posizione, distinguersi, essere il PRIMO cittadino a ribellarsi, a volere la verità per tutta la Comunità che rappresenta, non “mantenere la calma e la lucidità” per questioni di cui è l’intera popolazione a chiedere a gran voce chiarimenti (veri, non di facciata). Se Giuseppe Falcomatà pensa che aver giocato a nascondino in attesa del TAR sia stato interpretato dai reggini come “mantenere calma e lucidità”, si sbaglia di grosso. La gente non ha più stima e fiducia. Non gli crede. La credibilità dell’attuale Amministrazione comunale si può facilmente misurare sui tavoli romani così come in Regione. Nulla. Meno di zero. Il tutto comodamente riscontrabile sui social per quanto riguarda l’opinione pubblica. Reggio non ne può più di questa incompetenza. E lui invece festeggia perché il TAR ha sentenziato in “suo favore”, salvando il salvabile.
Caro Sindaco, ti sarai anche salvato in calcio d’angolo stavolta, ma non è finita la partita. Non arriverai alla fine del secondo tempo di cui tanto ti vanti. E anche ammesso che ciò malauguratamente accada, ti facciamo presente che (nonostante l’espressione del TAR) negli occhi dei tuoi concittadini continuerai a leggere quel dubbio di cui tu stesso parli nel post: “che non ti considerino una persona perbene”.
Se vuoi conservare la dignità, dimettiti.
Tu non rappresenti Reggio Calabria.

Federico Milia
Antonino Caridi
Antonino MaiolinoContinue reading

REGGIO – Percepivano indebitamente buoni spesa Covid-19, denunciate 33 persone

La Guardia di Finanza, grazie ad una serie di indagini particolarmente articolate, ha scovato 33 soggetti residenti nei comuni di Brancaleone, San Luca e Bianco,  che grazie ad una serie di false dichiarazioni, usufruivano indebitamente dei buoni spesa Covid-19, essi infatti percepivano uno stipendio, anche con somme cospicue, oppure percepivano il reddito di cittadinanza.

Al termine delle operazioni le Fiamme Gialle hanno notificato alla Procura della Repubblica 33 soggetti rei di aver dichiarato il falso.

Sono state dunque irrorate delle sanzioni amministrative nei confronti dei 33 soggetti al fine di recuperare la somma sottratta alla pubblica amministrazione.

Nel corso delle varie operazioni la guardia di finanza è riuscita a scovare un totale di 137 persone non aventi diritto al bonus economico, denunciando dunque un’ erogazione illecita di circa 31.545 euro.

 

Contrabbando di gasolio tra Napoli, Salerno e Reggio Calabria: sequestrati beni per 18 milioni di euro

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, sotto il. coordinamento della Procura della Repubblica partenopea – 3^ Sezione. Criminalità Economica ed Informatica, ha eseguito, tra le province di Napoli, Salerno e Reggio Calabria, un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di beni del valore di oltre 18 milioni di euro, nei confronti di 4 società e relativi amministratori operanti nel settore del commercio e distribuzione di carburanti.

Sequestrati, in particolare, conti correnti, denaro contante, preziosi e gioielli,  autovetture ed immobili, pari all’I.V.A. evasa sulle fatture false contabilizzate e dichiarate al Fisco, nei confronti dei rappresentati legali di molteplici società, indagati per frode fiscale.

Il meccanismo fraudolento ricostruito dai finanzieri del 1° Nucleo Operativo  Metropolitano di Napoli consisteva nell’importare il prodotto energetico via mare dalla Spagna, da una società di capitali maltese, con basi decisionali a Napoli e Catania, e stoccarlo, in sospensione d’imposta, nei pressi di un. deposito costiero napoletano.

Da qui il carburante veniva ceduto solo cartolarmente, e quindi senz versare accisa ed I.V.A., ad un altro deposito fiscale situato in Calabria e fatto risultare venduto a società “cartiere”, prive di deposito o di qualunque struttura organizzativa, le quali acquistavano solo sulla carta il prodotto in
esenzione di I.V.A. per poi cederlo con l’emissione di fatture false a depositi commerciali campani.

Questi ultimi erano di fatto gli unici utilizzatori del carburante di contrabbando che non si era mai mosso da Napoli.

REGGIO – Cyber Security protocollo d’intesa tra la Polizia di Stato ed il G.O.M.

È stato stipulato oggi presso la Questura di Reggio Calabria, alla presenza del Questore della provincia Bruno MEGALE, un protocollo d’intesa per la sicurezza informatica tra la Polizia di Stato ed il Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria.

Il documento è stato sottoscritto dal dirigente Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni della Calabria, Vincenzo Cimino e dal Commissario Straordinario del G.O.M., Ing. Iole FANTOZZI e si inserisce nell’ambito delle attività di prevenzione svolte dalla Polizia di Stato, a protezione dei sistemi informatici e dei collegamenti telematici, specificamente dedicata alle infrastrutture informatizzate di aziende strategiche e di pubbliche amministrazioni, la cui compromissione può causare interruzioni o disfunzioni nell’erogazione di servizi pubblici essenziali.

I dati sensibili detenuti e trattati dalle Aziende Sanitarie, come quelli relativi ai pazienti, alle patologie o alle relative terapie cui sono sottoposti, sono esposti al rischio di possibili attacchi on line, mirati a carpire le informazioni per scopi illeciti di natura economica, ma anche potenzialmente per danneggiare e compromettere i sistemi informatici con finalità terroristiche o meramente dimostrative.

L’accordo odierno segue quelli analoghi, già sottoscritti con altre Aziende Sanitarie in ambito regionale e costituisce una tappa del percorso che vede gradualmente coinvolte varie realtà pubbliche e private, caratterizzate dall’operatività in settori strategici, che va garantita e tutelata per il bene della collettività, con mirate azioni di tutela preventiva e di pronto intervento in caso di emergenza.

Il modello di collaborazione tra la Polizia di Stato ed il G.O.M. è basato su condivisioni e analisi di informazioni necessarie a prevenire e contrastare attacchi o danneggiamenti informatici, segnalazioni di emergenze relative a vulnerabilità dei sistemi e sviluppo di attività di comunicazione per fronteggiare le situazioni di emergenza. E’ essenziale, infatti, porre in essere tutte le iniziative atte a prevenire e contrastare ogni forma di accesso illecito, anche tentato, con finalità di interruzione dei servizi di pubblica utilità o indebita sottrazione di informazioni sensibili, prevedendo la possibilità di un intervento immediato qualora si presentassero criticità.

Il coordinamento di tali attività periferiche è affidato al C.N.A.I.P.I.C., Centro Nazionale Anticrimine Informatico e Protezione Infrastrutture Critiche della Polizia di Stato, istituito a Roma presso il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, attivo 24 ore su 24, che cura anche l’assistenza e protezione diretta alle più importanti e strategiche infrastrutture informatizzate a livello nazionale e le relazioni internazionali in tale settore.

LAZZARO (RC) – Ancadic: sollecito e rivisitazione interventi di difesa costiera e ricostruzione del litorale

Da oltre vent’anni assistiamo ad interventi periodici di difesa costiera sul litorale di Lazzaro e oltre che non si rivelano idonei per arginare i danni provocati dalle mareggiate, giacché i marosi scuciono i pennelli e disperdono i massi lungo la spiaggia, quindi si è chiamati ad intervenire con ulteriore improprio utilizzo di denaro pubblico.

Il settore 13 Difesa del Suolo Demanio Idrico e Fluviale della Città Metropolitana di Reggio Calabria con le somme disponibili, sicuramente non sufficienti, interviene con ulteriori provvedimenti tamponi che hanno breve durata.

A nostro avviso è necessario visto l’esperienza maturata studiare le cause che hanno determinato il fallimento di questo tipo d’intervento e ricostruire i pennelli con maggiore resistenza all’azione dei marosi e eventualmente con un numero maggiore. La nostra impressione è che in questo caso tutti i progetti falliscono per insufficienza di finanziamento.

Pertanto chiediamo agli Enti territoriali competenti di fare una progettazione più complessiva e consistente, da qui la ovvia richiesta al Governo nazionale, che in atto sta rivedendo con attenzione le carenze idrogeologiche di tutto il Territorio, di erogare i finanziamenti   per i progetti e successivamente per le opere da realizzare.

Il tutto a salvaguardia dell’incolumità pubblica e privata e delle infrastrutture esistenti in grave pericolo di essere distrutte dalle onde d’urto del mare.

Lo scorso 9 giugno abbiamo inviato la succitata segnalazione  al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Transizione Ecologia, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti;  al Presidente f.f. e all’Assessore alle Infrastrutture, Trasporti urbanistica, lavori pubblici e pari opportunità della Regione Calabria; al Sindaco  della città metropolitana di Reggio Calabria e al  settore 13 – difesa del suolo e demanio idrico e fluviale; alla Capitaneria di Porto di Reggio Calabria al Prefetto della provincia di Reggio Calabria  e al Sindaco  del Comune di Motta San Giovanni.