REGGIO – Il campo “Simone Neto Dell’Acqua” di Ciccarello consegnato dal Comune alla Federazione Italiana Giuoco Calcio

Il Comune ha deciso di procedere alla risoluzione anticipata della convenzione concessoria, consentendo così alla FIGC di programmare per tempo le attività della prossima stagione sportiva

L’Amministrazione comunale di Reggio Calabria ha ufficialmente consegnato il campo da calcio “Simone Neto Dell’Acqua” di Ciccarello alla Federazione Italiana Giuoco Calcio. Alla consegna erano presenti, tra gli altri, il sindaco facente funzioni del Comune di Reggio Calabria, Domenico Battaglia, e il consigliere comunale delegato allo Sport, Giovanni Latella, il Presidente del Comitato Regionale Calabria della Lega Nazionale Dilettanti (LND-FIGC), Saverio Mirarchi, Domenica Arena del Comitato provinciale RC, Gianni Cilione consigliere del Comitato regionale Figc, la dirigente del settore Sport, Lucia Consiglio e il rup dell’opera.

Il Comune ha deciso di procedere alla risoluzione anticipata della convenzione concessoria, consentendo così alla FIGC di programmare per tempo le attività della prossima stagione sportiva e trasformare l’impianto in un vero e proprio centro federale, destinato alla formazione di giovani calciatori e tecnici provenienti dall’intero territorio. Il percorso di riqualificazione che ha interessato la struttura è stato realizzato attraverso diversi finanziamenti pubblici. Tra gli interventi effettuati figurano il rifacimento degli spogliatoi e l’adeguamento del terreno di gioco, necessario affinché l’impianto potesse ottenere l’omologazione richiesta per diventare Centro Federale.

«Sul terreno è stato fatto un importante investimento con risorse pubbliche esterne, in forza di un rapporto concessorio con la Federazione – ha spiegato Battaglia – abbiamo ritenuto opportuno procedere anticipatamente alla riconsegna del campo alla FIGC per mettere la struttura nelle condizioni migliori per esprimere tutte le sue potenzialità. Il Comune ha esaurito la propria missione con la riqualificazione dell’impianto». Battaglia ha inoltre voluto ringraziare il personale comunale che ha seguito il percorso amministrativo e tecnico dell’opera: «In questi anni ho apprezzato moltissimo il lavoro silenzioso ma svolto con grande dedizione e con il sorriso dai nostri dipendenti del Cedir, cuore pulsante della macchina amministrativa. Se oggi siamo qui il grazie va soprattutto a loro. Non al sindaco, ma a una squadra che ha lavorato insieme».

«In questo campo si sono formate tantissime generazioni di atleti. Dopo oltre vent’anni di fermo siamo riusciti a restituirla alla città. Ringrazio la Federazione, l’Ufficio Sport e tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato. Oggi consegniamo alla città un impianto moderno e pronto ad accogliere attività sportive e formative di alto livello».

REGGIO – Incidente in bicicletta: donna ferita gravemente e soccorsa dalla Polizia

Un incidente autonomo ha coinvolto una ciclista, ma grazie all’intervento tempestivo degli agenti della volante del Commissariato di Polizia di Gioia Tauro, la donna ha ricevuto i soccorsi necessari. Dopo una caduta, la ciclista ha riportato un violento trauma al volto, con una significativa perdita di sangue che ha reso il suo stato critico e ha aumentato il rischio di soffocamento.

Gli agenti hanno subito attuato le manovre di primo soccorso, assicurandosi di mantenere le vie respiratorie libere e controllando l’emorragia, fino all’arrivo degli operatori sanitari.

Successivamente, la donna è stata trasferita in ambulanza, con l’assistenza delle Volanti, fino al centro polivalente “Don Pasquale Stanganelli”. Da lì, è stata urgentemente evacuata in elisoccorso verso il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria.

Dopo aver stabilizzato le sue condizioni di salute, la donna ha voluto esprimere la propria gratitudine attraverso una lettera, lodando la prontezza, la professionalità e la determinazione degli agenti, che hanno fatto la differenza in un momento tanto critico.

REGGIO – Al Museo archeologico si sono registrati quasi 7000 visitatori nei weekend primaverili

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ha visto un’affluenza straordinaria durante le recenti festività primaverili, confermandosi come uno dei poli culturali più visitati sotto l’egida del Ministero della Cultura. In particolare, il Museo ha reso noto che il 25 aprile, in occasione della Festa della Liberazione e con ingresso gratuito, sono stati accolti ben 1.675 visitatori. Questo numero rappresenta un segnale tangibile dell’interesse del pubblico per il patrimonio archeologico e per le offerte culturali proposte dal MArRC.

Il trend positivo ha continuato a crescere durante il ponte dal 1° al 3 maggio, periodo in cui complessivamente il Museo ha registrato 5.269 visitatori. In una nota ufficiale si sottolinea l’importanza di tale risultato, che ha raggiunto il suo apice domenica 3 maggio, data in cui si è celebrata l’iniziativa nazionale “Domenica al Museo”, caratterizzata dall’ingresso gratuito.

Questa giornata ha, inoltre, segnato la conclusione della mostra “Gianni Versace. Terra Mater – Magna Graecia Roots Tribute”, che ha ottenuto un notevole successo di pubblico. L’esposizione ha messo in evidenza il profondo legame tra Gianni Versace e le sue radici culturali, esplorando l’influenza che la Magna Grecia ha avuto sul suo processo creativo, nonché il dialogo tra moda, archeologia e identità mediterranea.

I visitatori al centro della cultura

Fabrizio Sudano, direttore del Museo Archeologico Nazionale, ha dichiarato che tali eventi dimostrano come il Museo sia un luogo vivo e attuale, riconosciuto come uno spazio condiviso. La presenza massiccia di visitatori evidenzia un forte desiderio della comunità di utilizzare il Museo come punto di riferimento per la relazione e la conoscenza, oltre che come accesso al patrimonio culturale. Progetti espositivi che dialogano con i linguaggi contemporanei e iniziative come la Domenica al Museo rendono il MArRC sempre più aperto e vicino ai cittadini.

 

REGGINA – Scoppia la protesta: tifosi in piazza contro la società, appello all’unità per salvare il club

“La Reggina appartiene al suo popolo”. È da questo principio che parte il duro messaggio lanciato da una parte della tifoseria amaranto, che torna a farsi sentire con forza dopo anni difficili. Secondo quanto espresso, non contano i nomi di chi ha gestito o gestisce la società: ciò che viene prima di tutto è la maglia, simbolo di una città che, nonostante fallimenti e delusioni recenti, ha sempre dimostrato attaccamento e senso di appartenenza.

Da qui prende forma una nuova fase, definita senza mezzi termini come “un altro campionato”: quello della contestazione alla società guidata da Ballarino, ritenuto responsabile di tre anni di risultati deludenti e di una gestione considerata inadeguata.

Il messaggio è rivolto a tutti gli attori coinvolti: tifosi, imprenditori, sponsor, istituzioni, politica locale e operatori dell’informazione. L’invito è chiaro: non può più essere una battaglia portata avanti da pochi. Serve una presa di responsabilità collettiva. Non basta più la semplice presenza allo stadio o il rispetto delle scadenze economiche: secondo i promotori della protesta, manca il raggiungimento di obiettivi minimi, come la vittoria di un campionato dilettantistico, ritenuto alla portata di una piazza con la storia di Reggio.

Tra le richieste più forti emerge l’invito a “lasciarli soli”, interrompendo ogni forma di sostegno alla società attuale, sia economico che morale. Una posizione netta, accompagnata dalla decisione di disertare i playoff: un gesto descritto come atto d’amore verso la squadra, non come resa.

Annunciata anche una manifestazione pubblica: domenica prossima alle ore 15.30, con ritrovo in piazza Duomo, partirà la “Marcia Amaranto”. Il corteo attraverserà il corso Garibaldi fino a raggiungere il Comune, con l’intento di chiedere risposte anche alle istituzioni, ritenute corresponsabili per le scelte compiute tre anni fa.

L’obiettivo dichiarato è uno solo: difendere la storia e la dignità della Reggina. Per farlo, si chiede unità e determinazione, mettendo da parte divisioni e individualismi. “Il tempo delle parole è finito”, si legge nel messaggio, che invoca fatti concreti, trasparenza e una gestione competente.

Il clima è di forte esasperazione, ma anche di mobilitazione: la tifoseria è chiamata a reagire, a non restare spettatrice. L’appello conclusivo è diretto e senza sfumature: scendere in piazza per liberare la Reggina da una situazione ritenuta ormai insostenibile.

Fonte: CityNow

 

 

Trionfo al Campionato Nazionale di Pizza ai Sapori di Calabria: pioggia di premi e riconoscimenti

Si è svolto il Campionato Nazionale di Pizza ai Sapori di Calabria – Trofeo Memorial dedicato al grande Umberto Fornito, evento che ha riunito alcuni tra i migliori pizzaioli del panorama nazionale e che si conferma, anno dopo anno, un punto di riferimento per il settore.

Tra i protagonisti assoluti della manifestazione spicca la straordinaria performance di Giovanni Mallamaci, vincitore della Super Coppa 2026, che ha ottenuto il massimo punteggio complessivo distinguendosi in tutte le categorie in gara. Mallamaci ha conquistato la Super Coppa “Top 50 Pizzaioli 2026”, classificandosi inoltre terzo nella categoria pizza napoletana.

Ottimi risultati anche nelle competizioni di squadra: nella categoria “Pizza a quattro mani” ha ottenuto il primo posto insieme allo chef Benito Mallamaci, con il quale ha raggiunto anche il secondo posto nella “Coppa Calabria”. A completare il successo del team, il giovane pizzaiolo Nicola Falduto, cresciuto professionalmente nella loro pizzeria, che ha conquistato il secondo posto nella categoria “Molino Corigliano”.

Grande soddisfazione per Giovanni Mallamaci, che ha sottolineato come questo risultato sia il frutto della determinazione e del coraggio di mettersi in gioco. L’evento ha visto la partecipazione di importanti personalità del mondo della pizza, tra cui Luciano Sorbillo, “Robbertone Pizza” da Roma e Pasquale Fornito, figlio del compianto Umberto.

Nel corso della manifestazione è stato inoltre presentato il libro “La pizza: dalle origini napoletane ai giorni nostri”, a cura dell’autore Giustino Catalano.

L’evento è stato organizzato da Francesco Fortuna, presidente dell’associazione “Fatti di Farina”, che ha curato nei minimi dettagli una manifestazione in costante crescita, capace di attirare ogni anno numerosi partecipanti.

Dal punto di vista gastronomico, Giovanni Mallamaci ha presentato una pizza gourmet con crema di gamberi, fior di latte, gamberone, dadolata di mela verde, noci, crema di formaggi e zafferano di Motta San Giovanni, arricchita da coralli allo zafferano e decorazioni di mela verde intagliata.

In collaborazione con lo chef Benito Mallamaci, ha inoltre proposto una pizza con fior di latte, stracotto di maialino nero cotto a bassa temperatura, ’nduja di Spilinga, caciocavallo di Ciminà (presidio Slow Food) e riduzione di vino rosso.

Nicola Falduto si è distinto con una pizza a base di salsa di datterino giallo, fior di latte, capocollo locale, condimento al bergamotto, ’nduja di Spilinga e cipolla di Tropea caramellata.

Infine, nella categoria pizza classica, Mallamaci ha presentato “Le Due Sicilie”, una delle pizze simbolo della loro pizzeria, realizzata con salsa di datterino giallo, fior di latte, salame piccante, ciuffi di ricotta, crema agropiccante e pistacchio.

Una giornata all’insegna della passione, della competizione e dell’alta qualità, che ha celebrato non solo i vincitori, ma l’intera cultura gastronomica calabrese e italiana.

REGGIO – Piazza Duomo semi-vuota, Ripepi affonda: “Falcomatà ‘fuffa’ vivente”. E quel passaggio su Fiorella Mannoia…

Il comizio di Mimmo Battaglia in Piazza Duomo continua a far discutere, non solo per i contenuti politici ma anche per la partecipazione, apparsa piuttosto contenuta rispetto ad altri recenti eventi elettorali. Un dato che Massimo Ripepi, consigliere comunale e segretario regionale di Alternativa Popolare, ha sottolineato con decisione durante una diretta Facebook.

Nel mirino, soprattutto, le parole di Giuseppe Falcomatà, che dal palco avrebbe definito “fuffa” gli emendamenti ottenuti da Francesco Cannizzaro per la città.

Una dichiarazione che Ripepi respinge con forza: «Che coraggio che ha Giuseppe Falcomatà a dire cose incredibili. Ha detto che gli emendamenti sono fuffa. Ma quando si parte con l’aereo, quella cosa costruita con quei fondi è fuffa o è il nuovo aeroporto? E tutti gli aerei che stanno volando sono fuffa?».

Un attacco diretto che mette in discussione la credibilità delle accuse: «Ma vi rendete conto in che mani siamo stati per 12 anni? Le bugie vengono dette come se fossero verità».

Poi l’affondo più netto: «Lui, che è l’emblema della fuffa, accusa chi ha portato più risorse di tutti di fare fuffa. È incredibile quello che dobbiamo ascoltare in questa campagna elettorale».

Ripepi collega il tono degli interventi anche alla scarsa affluenza registrata in piazza: «Questi parlano in un comizio dove non c’è nessuno. Piazza Duomo era praticamente vuota. È evidente che dopo aver visto Piazza De Nava piena per Cannizzaro siano stati presi da nervosismo, gelosia e invidia».

Non manca un passaggio anche sulle polemiche nate attorno agli attacchi provenienti dal mondo dello spettacolo: «Devono solo vergognarsi, come si deve vergognare anche Fiorella Mannoia che si è permessa di offendere il nostro candidato a sindaco senza conoscere la persona e quello che ha fatto per questa città. Cannizzaro ha portato più risorse di tanti parlamentari messi insieme, eppure viene attaccato in modo superficiale e ingiusto».

Secondo Ripepi, il problema non è solo politico ma anche comunicativo: «Sono bugiardi, mistificatori. Mistificano la verità, lo hanno sempre fatto».

Infine, il riferimento alla polemica sul “Dio benedica Reggio Calabria”, frase pronunciata da Cannizzaro e contestata da una parte della sinistra. Anche su questo punto Ripepi non arretra: «Io sono un cristiano e non vedo nulla di sbagliato nel pronunciare il nome di Gesù Cristo anche in politica. Non è un nome da dire solo in chiesa, ma in ogni luogo. Viva Gesù Cristo, che benedica Reggio Calabria».

Resta però il dato politico: da un lato una piazza che fatica a riempirsi, dall’altro una coalizione che rivendica risultati concreti e una partecipazione crescente. E proprio su questo terreno si giocherà una parte decisiva della sfida per il governo della città.

REGGIO – Reggina: prima partoriscono la creatura, poi se ne vergognano… e scaricano tutto. Ripepi attacca: ‘Chi l’ha distrutta dov’è?’”

La questione Reggina torna al centro del dibattito politico cittadino, e lo fa con toni durissimi. Nella sua ultima diretta Facebook, Massimo Ripepi – segretario regionale di Alternativa Popolare e consigliere comunale – affonda il colpo contro quella che definisce senza mezzi termini una “responsabilità politica evidente” nella crisi amaranto.

«Dove sono finiti quelli che si facevano le foto in tribuna VIP?», si chiede Ripepi, facendo riferimento diretto a Giuseppe Falcomatà, Paolo Brunetti e Carmelo Versace. «Quando la Reggina vinceva erano negli spogliatoi, oggi che le cose vanno male non vanno nemmeno allo stadio. Si vergognano della loro creatura».

Un’accusa pesante, che ribalta la narrazione dominante: secondo Ripepi, prima ancora delle responsabilità della proprietà, ci sarebbe una responsabilità politica “a monte”, legata alle scelte fatte negli anni.
«Prima l’hanno partorita, poi l’hanno difesa quando non andava difesa, e adesso l’abbandonano. Non si può fare finta di niente».

Nel mirino finisce anche la gestione societaria, con un passaggio che apre nuovi interrogativi: secondo indiscrezioni, l’attuale proprietà – Ballarino – sarebbe pronta a cedere la Reggina anche a costo zero, pur di trovare un imprenditore ritenuto “serio”.

Ma proprio qui Ripepi solleva quella che definisce una contraddizione evidente: «Se chi ha gestito finora ha fallito su tutta la linea, come può essere proprio lui a stabilire chi è serio e chi no? Non è un controsenso pericoloso?».

Il ragionamento è netto: la credibilità di chi deve scegliere il futuro della Reggina è oggi, secondo il consigliere, fortemente compromessa.

Da qui l’indicazione politica, che guarda alle prossime elezioni comunali:
«Serve una guida forte per la città. E quella guida sarà Francesco Cannizzaro».

Ripepi richiama infatti l’impegno già annunciato dal candidato sindaco del centrodestra: la Reggina sarà uno dei primi dossier sul tavolo.
«Appena si insedierà, se Dio vorrà, sarà lui a occuparsi della Reggina. Non lascerà la città senza difese come è accaduto finora».

Il messaggio è chiaro: per Alternativa Popolare la crisi della squadra amaranto non è solo sportiva, ma profondamente politica. E passa da scelte, silenzi e – soprattutto – responsabilità che oggi, secondo Ripepi, qualcuno starebbe cercando di evitare.

REGGIO – Inaugurata la segreteria politica di Sonia Morabito (FI): “Un luogo di ascolto e partecipazione”

È stata inaugurata ieri, in via Sott’Argine Calopinace 1/C a Reggio Calabria, la segreteria politica di Sonia Morabito, candidata di Forza Italia alle prossime elezioni comunali. Un momento partecipato e carico di entusiasmo, che ha segnato ufficialmente l’avvio del suo percorso politico sul territorio.

Volto nuovo della scena politica reggina, Sonia Morabito ha scelto di mettersi in gioco con l’obiettivo di rappresentare una voce autentica per i cittadini, con un’attenzione particolare al mondo giovanile. L’inaugurazione si è trasformata in un’occasione di incontro e confronto, con numerosi presenti che hanno voluto testimoniare vicinanza e sostegno.

L’emozione della candidata era evidente: sorrisi, strette di mano e uno sguardo carico di responsabilità hanno accompagnato l’apertura di quello che vuole essere molto più di un semplice spazio elettorale. «Un punto d’incontro tra politica e cittadinanza», questo il senso più profondo dell’iniziativa, pensata come luogo aperto all’ascolto, al dialogo e alla condivisione delle istanze del territorio.

A sottolineare l’importanza del momento anche la presenza del candidato a sindaco del centrodestra, Francesco Cannizzaro, che ha voluto essere accanto alla candidata in questa tappa significativa. Non è mancata una battuta dal chiaro sapore politico, considerando che nelle stesse ore si stava svolgendo il comizio del centrosinistra in Piazza Duomo: «Questa sera, in proporzione siamo più noi qui che i sostenitori del candidato del centrosinistra in piazza».

Al di là delle dinamiche della campagna elettorale, l’inaugurazione della segreteria di Sonia Morabito restituisce l’immagine di una candidatura che punta sul radicamento, sulla presenza e su un rapporto diretto con i cittadini.

Un primo passo concreto, dunque, verso una campagna elettorale che si preannuncia intensa, con l’obiettivo di costruire un ponte tra istituzioni e comunità, partendo proprio dall’ascolto e dalla partecipazione attiva.

REGGIO – Cannizzaro replica al centrosinistra: “Ci copiano lo slogan? Per loro è ‘sempre peggio’”

Non si placa il botta e risposta tra Francesco Cannizzaro e il centrosinistra reggino, con lo scontro che ormai si gioca anche sul terreno della comunicazione e dei simboli elettorali.

Durante il comizio di Mimmo Battaglia in Piazza Duomo, dal palco è arrivata una provocazione diretta: il claim della campagna di Cannizzaro, “Adesso Reggio”, è stato modificato in “Sempre Reggio”. Un tentativo di ribaltare il messaggio politico del candidato del centrodestra, accompagnato – secondo Cannizzaro – da attacchi personali e poche proposte concrete.

La replica non si è fatta attendere.
«Stavo sbirciando per capire come fosse andato il comizio del Partito Democratico, di Battaglia, di Falcomatà. A parte nessuna proposta, solo attacchi alla mia persona», ha dichiarato Cannizzaro.

Poi l’affondo sulle critiche ricevute:
«Falcomatà addirittura ha detto che gli emendamenti che ho portato sono fuffa. Stendiamo un velo pietoso».

Ma è sullo slogan che il candidato del centrodestra ha costruito la sua contro-risposta, ribaltando a sua volta la provocazione:
«La cosa più simpatica che hanno cercato di fare è cambiare il nostro claim. Il nostro slogan è “Adesso Reggio”. Loro l’hanno sbarrato e hanno scritto “Sempre Reggio”, come se per noi non fosse sempre Reggio».

Da qui la stoccata finale, destinata a far discutere:
«Io l’ho rimodificato e ho scritto “sempre peggio”. Perché guardando le loro facce, guardando questa fotografia, per me è sempre peggio».

Uno scambio che fotografa bene il clima acceso della campagna elettorale a Reggio Calabria, dove il confronto politico si intreccia sempre più con la battaglia comunicativa.

Tra slogan modificati e repliche al vetriolo, il duello tra le due parti entra nel vivo, confermando come ogni dettaglio – anche una semplice parola – possa diventare terreno di scontro politico.

REGGIO – Una piazza da “4 amici al bar”: partenza in sordina per Battaglia: tra gazebo e polemiche a Piazza Duomo

Doveva essere il momento dello slancio, l’avvio ufficiale della campagna elettorale. Il comizio di Mimmo Battaglia, candidato del centrosinistra, andato in scena oggi in Piazza Duomo, si è però rivelato – nei fatti – un appuntamento ben lontano dall’immagine di partecipazione e coinvolgimento che solitamente accompagna eventi di questo tipo.

L’impatto visivo, a prima vista, poteva anche trarre in inganno: gazebo disposti strategicamente a delimitare l’area centrale, pubblico concentrato davanti al palco, una disposizione studiata per restituire un colpo d’occhio compatto. Ma bastava allontanarsi di pochi metri per cogliere una realtà diversa: spazi vuoti, presenze diradate, una partecipazione complessiva decisamente contenuta.

Un effetto ottico, più che una vera mobilitazione popolare. Una sensazione che ha accompagnato gran parte dell’evento, lasciando l’impressione di un avvio di campagna elettorale privo di quella spinta che solitamente caratterizza le fasi iniziali di una sfida amministrativa.

Il confronto con quanto visto pochi giorni fa a Piazza De Nava, in occasione dell’apertura della campagna elettorale di Francesco Cannizzaro, appare inevitabile. In quel caso, una piazza gremita, un colpo d’occhio difficilmente contestabile, una partecipazione ampia e trasversale. Oggi, al contrario, Piazza Duomo ha restituito un’immagine decisamente più contenuta, quasi raccolta, lontana da qualsiasi “bagno di folla”.

Non sono mancati, durante il comizio, i riferimenti polemici. Tra i passaggi più ricorrenti, quelli legati alle dichiarazioni di Cannizzaro – in particolare il suo “Dio benedica Reggio Calabria” – interpretate dal fronte opposto come una presunta strumentalizzazione della fede. Un tema rilanciato più volte, quasi a voler spostare il baricentro del dibattito su un piano simbolico piuttosto che programmatico.

Allo stesso modo, è stato richiamato anche il messaggio lanciato da Cannizzaro ad Arghillà, dove il candidato del centrodestra ha letto una lettera ai suoi candidati ribadendo un netto rifiuto di qualsiasi contiguità con la ’ndrangheta. Un passaggio che, nel comizio odierno, è stato utilizzato come elemento di critica, nel tentativo di ribaltare il significato politico di quell’intervento.

Nel contesto della manifestazione, non è passato inosservato anche un dettaglio simbolico: la presenza di una bandiera palestinese che svettava sopra uno dei gazebo. Un elemento che, pur legittimo sul piano dell’espressione politica, ha contribuito a spostare ulteriormente l’attenzione su temi esterni rispetto alla dimensione strettamente amministrativa cittadina.

Il risultato complessivo è quello di un avvio di campagna elettorale che appare ancora alla ricerca di una propria identità e, soprattutto, di una reale capacità di mobilitazione. Più che un momento di slancio, quello di oggi a Piazza Duomo è sembrato un appuntamento interlocutorio, quasi timido.

In una competizione che si preannuncia intensa, anche l’impatto visivo e la partecipazione popolare diventano indicatori politici. E, al momento, la distanza tra le due piazze – quella di De Nava e quella di oggi – appare evidente.

Un inizio che lascia aperti molti interrogativi. E che restituisce, almeno per ora, l’immagine di un comizio più vicino a una riunione raccolta che a una vera prova di forza elettorale. Una piazza, per dirla con una sintesi efficace, più da “quattro amici al bar” che da grande mobilitazione cittadina.