CAPO BRUZZANO (RC) – Inabissato guardacoste G94 “Cappelletti”

Alle 07:25 di questa mattina, a largo di Capo Bruzzano (RC), dopo un improvviso incendio sviluppatosi nel locale macchine, per cause tecniche da accertare, si è inabissato il G94 “Cappelletti”, un guardacoste di 27 metri in dotazione alla Sezione Operativa Navale di Crotone. Nonostante il pronto intervento dell’equipaggio, non è stato possibile circoscrivere l’incendio e i Finanzieri a bordo, dopo i vani i tentativi di contenere le fiamme, hanno abbandonato l’unità trovando riparo sui mezzi di salvataggio in dotazione.
L’allarme è stato lanciato nell’immediatezza e sul posto sono intervenute unità navali della Guardia di Finanza e delle Capitaneria di Porto per prestare soccorso e circoscrivere la zona, così da contenere ogni possibile rischio per il traffico marittimo. Sul posto stanno convergendo anche unità specializzate dei vigili del fuoco e degli enti antiinquinamento per circoscrivere ed eliminare eventuali conseguenze negative sotto l’aspetto ambientale.

SAN LORENZO (RC) – Minnella (Fiamma Tricolore): “Territorio comunale ridotto a discarica, fogna in mare, solita carenza idrica e manutenzione inesistente”

“Una perla che incanterebbe qualsiasi viaggiatore e amante della bellezza”: è stato questo il commento sconsolato di un turista francese appena arrivato a San Lorenzo qualche giorno fa per trascorrere due settimane di vacanza dai parenti.
“Ad accoglierlo infatti i soliti cumuli di spazzatura, la carenza idrica, un lungomare in condizioni pietose e l’immancabile sporcizia in mare come documentiamo tramite queste foto. Dal mare alla montagna, ha ragione il turista, le bellezze di San Lorenzo potrebbero permettere ai suoi abitanti di vivere più che dignitosamente grazie al turismo che da queste parti potrebbe praticarsi per 7-8 mesi all’anno”.
E’ quanto denuncia Giuseppe Minnella del Movimento Sociale Fiamma Tricolore che continua: “Le solite parole, le stesse buone intenzioni di sempre, frasi fatte che sentiamo ormai da decenni ma che non si concretizzano mai in fatti e azioni concrete.
Eppure a San Lorenzo dall’anno scorso non amministra la politica locale ma lo Stato come è più volte accaduto nell’ultimo decennio. E’ questo lo strazio in cui deve essere costretto a vivere il cittadino che vive a San Lorenzo 12 mesi all’anno? E’ questo il biglietto da visita che si fornisce al turista che viene, oggi sempre meno, a trascorrervi le vacanze?
I danni di immagine, l’immancabile ricaduta negativa sul turismo, gli effetti negativi che ne conseguiranno, costringeranno sempre più i suoi abitanti ad abbandonare il comune per cercare di costruirsi una vita dignitosa altrove.
A tutto questo scempio non possiamo rimanere impassibili sofferenti e non è vero come detto dal sindaco metropolitano, durante la sua visita qualche settimana fa, che “non c’è più nessuno, non ci sono giovani disposti a sacrificarsi ed amministrare” comuni come questo. Certamente per amministrare oggi i comuni della Calabria non serve la sua incompetenza di cui fa sfoggio quotidiano da ormai 7 anni, ma persone capaci e soprattutto con idee, aperti alla partecipazione e desiderose di dare un futuro a tutti i cittadini partendo dai più giovani che vanno stimolati, a cui va data fiducia e soprattutto dare dimostrazione di uno Stato e di una amministrazione che è al loro fianco e lavora per fargli vivere il loro futuro nella terra che li ha visti nascere e crescere. Tutto il contrario dunque di quanto accade oggi”, conclude Minnella.

Battaglia su ddl Zan: caldo infernale e stridor di denti, ma la maggioranza resta tiepida

Trincerati dietro il solito ciarpame retorico, utile a rendere completamente vano il tempo dell’ennesimo consiglio comunale, anche sul decreto legge Zan, Falcomatà ed i consiglieri di maggioranza hanno l’unica opinione di sussistere il più a lungo possibile, senza lasciare alcuna impronta del proprio corso (se non quella fossile, delle poltrone) sulla terra che li sostiene e mantiene a prezzo di soldi e stimmate.

Tanto che il radicale Saverio Pazzano, chiedendo una presa di posizione che non arriva, li invita provocatoriamente a votare, piuttosto, la mozione “+Gesù Cristo- ddl Zan” di Massimo Ripepi. E’ chiaro però che il discorso morale sia lontanto come le stelle dal mondo dei politici nostrani. Un mondo fatto di elettori che, se si vuole rendere roccia che sostiene e non sabbia che inghiotte, il vangelo del buon politico di mondo impone di consolidare con la logica del compromesso, della clientela e della tiepidità.

Sbaglia perciò, chi afferma che il tema della Legge Zan sia fuori contesto in una città problematica come Reggio. Il degrado materiale, tangibile nella sporcizia e nella morte dei processi economici e sociali, procede dall’indecisionismo, da una classe dirigente informe, priva di identità morale o politica, capace di stigmatizzare (lo si è visto di recente) una comunità cristiana per far fuori l’avversario politico Ripepi, per poi discettare su questioni di discriminazione e diritti sociali che diventerebbero diritti civili.

La matassa si sbroglia, come sempre, seguendo il filo dell’interesse: non si discute sulla volontà, da parte della sinistra, di inginocchiarsi di fronte alle lobby internazionali. Ma l’astuzia politica consiste nel vendere ai cattolici il ddl Zan come prodotto di tolleranza, impedendo al contempo, col pretesto della laicità,  il dibattito su come la legge impedirebbe non solo la libertà religiosa, ma anche quella d’opinione. Si vuole, in altri termini, la benedizione di Dio e di Mammona, in conflitto solo sulla t-shirt del consigliere Ripepi. Mentre nelle logiche politiche, ben abituate all’aberrazione logica, tutto è possibile.

In questo, la politica nazionale non è poi tanto diversa, quanto a ridurre nel nel medesimo “frullatore laico” crocifissi, diritti, famiglia, purché ciò contribuisca, a glorificare la divinità governativa che tutto concede, anzi promette, purché la si voti.

Un tempo, quando alle elementari portare il vocabolario era obbligatorio, qualsiasi scolaretto avrebbe potuto identificare tale meccanismo di seduzione spregiudicata da parte del potere, quel far leva dei “regimi” democratici nel ragionare di pancia delle masse, col classico “potere di “Mammona”. Ma il delegato alla cultura Quartuccio il termine non lo conosce, e googlando di fretta, ha una rivelazione estemporanea: che rimandando alla sfera religiosa, l’uso della parola “mammona” possa essere ritenuto ingiurioso, o illegale in sedi istituzionali.

L’ilarità lascia spazio allo sconcerto quando si capisce come le barzellette di Quartuccio siano prese sul serio dagli altri; nella confusione imperante, basta semplicemente esorcizzare ciò che non si conosce con l’amuleto della “laicità”.

La legge, oggi, non solo ammette l’ignoranza ma con la legge Zan, ma potrebbe promuoverla; l’ignorante o più spesso il furbo di turno potrebbe avere ragione su qualsiasi avversario politico colpevole di essere slegato dai dogmi del pensiero unico. Figurarsi muoversi in politica sulla base di un’etica, spirituale, cristiana.

Politica e religione: Hegel li avrebbe fatti incontrare nella dialettica dello spirito; ma siamo in una buia, torrida, piccola alula consiliare di Reggio Calabria e la buona religione di Giuseppe Marino, ci ricorda che siamo in uno stato “laico” (che non significa ateo: ma Google nemmeno lui soccorre) per cui non sarebbe consono parlare di cose che non si toccano. Inutile parlare di differenza tra etica religiosa e chiesa; del fatto che la stessa Costituzione eretta impropriamente a testo sacro, fu partorita con apporto decisivo di cattolici, e che la distinzione tra Chiesa e Stato è intesa per evitare interferenze politiche tra poteri temporali e non già l’esercizio del potere da parte di uomini di fede.

Del resto, il pensiero unico che impone il ddl Zan sulla scorta di un selvaggio relativismo morale ritenuto evolvente, propone dogmi quali l’intercambiabilità tra sesso e genere, impone la professione della già acquisita libertà sessuale come unico diritto possibile; cancellati i diritti all’occupazione, ad una buona istruzione, ad una capace classe dirigente, il futuro non può che degenerare.

Quando Ripepi tocca i tasti della coerenza, richiamando alla propria coscienza i cattolici, l’aula Battaglia diventa un inferno (fuor di metafora, almeno sotto l’aspetto del calore) e gli animi si infiammano; è un coro di insulti ed improperi, urla e stridore di denti. Solo la volontà di azzittire l’avversario per estinguere il dibattito, prevale. Ed eccoci al nocciolo del problema: rumore delle parole, in democrazia, vince sulla qualità.

REGGIO – Italiano al Museo: presentazione degli esiti del Progetto del Museo diocesano

Avrà luogo venerdì 2 luglio h 16 presso il Museo diocesano di Reggio Calabria la presentazione degli esiti del progetto “Italiano al Museo. Dal Pennello alla penna”, giunto quest’anno alla sua terza edizione.

La proposta didattica che il Museo diocesano rivolge alle scuole del territorio ha suscitato la rinnovata adesione dell’Istituto Comprensivo “De Amicis- Bolani”, che lo ha accolto attraverso le classi II C, II D e II H.

Nato dell’idea di avvicinare i giovani all’arte e promuovere i beni culturali presenti sul territorio, “Italiano al museo” è un percorso multidisciplinare che abbraccia tanto la storia dell’arte quanto l’educazione linguistica.

Per orientare l’elaborazione delle attività sono state individuate alcune delle otto Competenze Chiave del Quadro di riferimento Europeo (multilinguistica, digitale, personale, sociale e capacità di imparare ad imparare) nonché gli obiettivi didattico-educativi correlati alle discipline di Italiano e Arte e immagine, per strutturare delle attività inclusive che promuovessero il pensiero creativo e l’intelligenza emotiva.

L’emergenza sanitaria ha imposto una rimodulazione del format del Progetto, che è stato svolto interamente in Didattica Digitale Integrata, in modalità sincrona e asincrona. Sollecitando le abilità digitali degli alunni che hanno elaborato prodotti originali, “Italiano al Museo” ha offerto nuove sfide e nuove opportunità di crescita, confermandosi, ancora una volta, come un’esperienza culturale, emotiva e spirituale di alto profilo.

Ideato dalla dott.ssa Federica Campolo, il Progetto è parte dell’articolata proposta didattica che il Museo diocesano rivolge annualmente alle scuole attraverso i propri Servizi educativi. Nell’anno 2020/2021 esso è stato offerto a titolo gratuito per le famiglie grazie al contributo 8×1000 alla Chiesa Cattolica.

REGGIO – Sulla trasparenza, ancora slogan ad oltranza

Al Consiglio Comunale di Reggio Calabria, la questione della trasparenza si tratta con un gergo estrapolato dalla rubrica dei buoni sentimenti.

Ugualmente, il consigliere Armando Neri e la Segretaria Maria Riva invocano l’immacolatezza dell’organo comunale, appuntando le rispettive esperienze riguardo le istanze sui documenti, sempre prontamente lavorate – a detta loro – dai preposti.

Il primo, con indignazione goffa per quanto pomposa, esordisce con un tuonante invito a non dare lezioni di trasparenza; ci domandiamo se abbia inteso il reale significato del sostantivo e se non si riferisca, piuttosto, alla qualità di essere invisibile. In quel caso, difficilmente potremmo ribattere.

Lecito, dunque, domandarsi come mai i rappresentanti di una determinata area politica ottengano il servizio in tempi più celeri rispetto ad un consigliere di fazione opposta, peraltro Presidente della Commissione Controllo e Garanzia, il quale ha potuto guardare la delibera inerente ai murales “di partigianeria” con 50 giorni di attesa.

La segretaria Riva, d’altro canto, come Nancy Iachino e il capotribù Falcomatà, insiste sulla carenza di organico che affligge il settore, sommando ad essa la consistenza dei documenti per la quale è richiesta maggior impegno di tempo e risorse. Ciò si scontra inevitabilmente con le parole dell’ex delegata ai beni confiscati, secondo cui mancherebbero dei faldoni a causa dei beni assegnati direttamente, senza bando.

Troppi slogan, troppe arringhe che hanno aggravato il torpore di un’aula già pervasa da un’afa opprimente.

 

 

REGGIO – ProVita&Famiglia: Ddl Zan, il Consiglio comunale non ha ascoltato la cittadinanza contraria

Alla fine è andata proprio così come ce l’aspettavamo, ovvero il ddl Zan trova sostegno e approvazione dal Consiglio comunale nonostante la maggioranza dei reggini, coinvolti durante le audizioni in Commissione, abbiamo espresso parere contrario. C’è da chiedersi quale senso abbia coinvolgere la cittadinanza se poi questa non è minimamente presa in considerazione.

Qualcuno potrebbe contestarci che quella approvata ieri non è la mozione originaria di Pazzano (La Strada) e che in questa nuova, presentata dal consigliere Marino (PD), viene espressamente ribadito e sostenuto il diritto alla libertà di espressione. L’obiezione, però, cozza con la realtà di un testo, quello del ddl Zan, che al di là dei bei propositi, continua ad avere un carattere fortemente liberticida: come è possibile, quindi, sostenere la libertà di espressione e insieme approvare il ddl Zan? Impossibile! Il ddl Zan non è l’unica proposta sul tavolo parlamentare, ostinarsi esclusivamente su questa non è un invito a superare uno “scontro ideologico” ma significa contribuire ad alimentare tensioni e divisioni su un testo ampiamente e trasversalmente criticato. Se l’obiettivo del ddl Zan fosse realmente quello di sanzionare ogni discriminazione, allora davvero avrebbe ampio consenso ma evidentemente così non è. Così come è palese il rifiuto al dialogo da parte di chi sostiene il ddl Zan, altrimenti i rilievi e le critiche mosse a questo testo di legge sarebbero state prese seriamente in considerazione.

Quando alle belle parole non seguono i fatti si perde di credibilità e nessun “nuovo umanesimo” è possibile se vengono imposte visioni ideologiche aggiungendo, tra l’altro, ulteriori perplessità. Vorremmo infatti capire come si comporrà questo “Laboratorio cittadino di dialogo sui diritti civili” e soprattutto cosa si intende per “percorsi formativi rivolti alle giovani generazioni”. Siamo convinti anche noi che il dialogo sia lo strumento per eccellenza capace di costruire una società più solidale, ma il dialogo presuppone una pluralità di voci a confronto e non l’uniformità di una sola prospettiva, tra l’altro ideologica e minoritaria, magari da imporre sul piano educativo tramite “percorsi formativi” appannaggio di non si sa chi. Se la nostra voce (e non solo) fosse stata minimamente presa in considerazione, nella mozione sarebbe bastato specificare che ogni strumento e percorso educativo dovrà sempre essere approvato dalla famiglia in quanto unica depositaria e responsabile dell’educazione dei propri bambini e ragazzi, così come la nostra Costituzione e la Carta dei Diritti Umani sanciscono. Su questo vigileremo attentamente perché i diritti, quelli veri, non possono essere solo uno strumentale slogan da blaterare nelle dichiarazioni; i diritti, quelli veri, bisogna incarnarli!

ProVita&Famiglia è movimento apartitico ed aconfessionale che opera in favore dei bambini, delle madri e dei padri; difende il diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale; promuove la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna; sostiene la libertà educativa dei genitori.

REGGIO – Gioventù Nazionale su Consiglio Comunale: “Nella speranza che l’Amministrazione torni sulla terra e risponda alle necessità dei cittadini”

Ieri mattina come circoli Paolo Borsellino e Giorgio Almirante di Gioventù Nazionale, rappresentati rispettivamente da Riccardo Latella e Christian Caridi, abbiamo assistito allo svolgimento del Consiglio Comunale.

Da questa esperienza abbiamo notato, su tutto, l’arrogante modo di porsi della maggioranza all’interno dell’Aula Consiliare, nel totale arbitrio in merito al rispetto delle regole.

Su tutti, ci ha stupito l’atteggiamento del Presidente del Consiglio Vincenzo Marra. Comportamento degno del miglior lacchè delle corti medievali, egli si è posto più volte in maniera superba nei confronti dei consiglieri di opposizione, prima ancora dell’inizio dei loro interventi e, fiscalissimo, toglie loro la parola con tolleranza pressoché nulla sulla scadenza del tempo concesso, salvo lasciare facoltà di parola a “Sua Maestà il Sindaco” per oltre 20 minuti dopo il termine.

Fiscalità che viene totalmente dimenticata quando a chiedere la parola sono i consiglieri di maggioranza, i quali sembra abbiano diritto a parlare il doppio, se non il triplo, dei minuti inizialmente concessi. Oltretutto, in conclusione degli interventi preliminari, svilisce gli interventi dei consiglieri dichiarando che “Si è discusso del sesso degli Angeli”.

Gli interventi dei Consiglieri in questione vertevano, atti alla mano, su criticità quali la presenza di spazzatura in ormai ogni angolo della città, carenza di acqua, grave problema di trasparenza nell’accesso agli atti da parte dei consiglieri e (al netto delle grandi idee degli ultimi giorni) viabilità e parcheggio. Probabilmente per il Presidente Marra l’erogazione dei servizi minimi per i cittadini non è poi così rilevante.

Proprio in virtù di ciò, invitiamo caldamente a toccare con mano questa situazione, chiamando a raccolta tutti i cittadini votanti (morti esclusi) affinchè vedano “all’opera” le persone in questione. Il Consiglio Comunale è aperto al pubblico (oltre che visibile in diretta streaming su youtube).

Posto dunque che le scadenze vanno rispettate solo se non si fa parte della maggioranza, sottolineandone ancora una volta la sfacciataggine, ci teniamo a sollecitarla a rispondere all’istanza da noi depositata in data 9 aprile (a cui avrebbe dovuto rispondere entro il 9 maggio), riguardo la riqualificazione e depurazione delle aree marine non balneabili. Tematica che, con luglio alle porte, dovrebbe essere interesse di tutti chiarire.

 

Nella speranza che l’Amministrazione torni sulla terra e risponda alle necessità dei cittadini, rinnoviamo il nostro appello alla cittadinanza a una maggiore partecipazione e presa di coscienza di chi ci amministra

REGGIO – Centro antiviolenza ARIEL, formare professionisti per combattere la violenza

“FORMARE PROFESSIONISTI PER COMBATTERE LA VIOLENZA” è il titolo del progetto avviato dal Centro d’Ascolto Ariel e finanziato dalla Regione Calabria. L’iniziativa prevede l’avvio dal mese di settembre di CORSI GRATUITI di formazione rivolti alle figure professionali che, nello svolgimento del proprio lavoro, possono entrare in contatto con donne vittime di violenza e minori vittime di violenza diretta e/o assistita. Uno dei percorsi formativi previsti sarà rivolto esclusivamente agli insegnati della scuola dell’obbligo, con l’obiettivo di formare in loro le competenze necessarie a rilevare eventuali casi di violenza diretta e/o assistita su minori e saperli gestire.

Ciascun corso avrà una durata massima di tre mesi e si terrà una o due volte a settimana di pomeriggio, nel rispetto degli impegni lavorativi dei partecipanti. Al termine del corso sarà rilasciato attestato di partecipazione. Sarà inoltre offerto dal Centro il servizio di baby parking per coloro che, avendo minori, non hanno a chi affidarli per partecipare alle attività formative.

Gli obiettivi consistono nel far conoscere il fenomeno della violenza di genere nella sua complessità, anche sotto il profilo normativo; far riconoscere i segnali della violenza subita e assistita; nel consolidare la rete contro la violenza sulle donne a livello locale fra operatrici e operatori dei diversi servizi territoriali. A tal fine, si integreranno gli aspetti culturali, psicologici, legali e sociali, coinvolgendo come formatori le molteplici figure professionali che si occupano di violenza contro le donne ed i loro figli minori.

Il Centro pertanto invita operatori socio-sanitari, assistenti sociali, avvocati, psicologi, insegnanti, volontari, Forze dell’Ordine ad aderire all’iniziativa per combattere insieme la violenza sulle donne e sui loro figli. Il contrasto della violenza è infatti possibile solo con il coinvolgimento in rete di tutti gli attori che, a vario titolo, si occupano delle vittime e degli autori e che si muovono nel campo dell’informazione, dell’educazione, della prevenzione e dell’assistenza.

Il modulo di iscrizione sarà inviato a coloro che ne faranno richiesta all’indirizzo di posta elettronica centroascoltoarielrc@gmail.com . Per ulteriori informazioni e chiarimenti, è possibile chiamare il lunedì ed il giovedì al numero 0965/371373 o scrivere all’indirizzo di posta elettronica del Centro centroascoltoarielrc@gmail.com .

UFFICIO STAMPA

CENTRO D’ASCOLTO ARIEL

VIA SCACCHIERI N. 5 GALLICO

89135 REGGIO CALABRIA (RC)

TEL. N. 0965/371373

centroascoltoarielrc@gmail.com

REGGIO – il “Laboratorio dello Stretto” dell’Accademia di Belle Arti. “WordPress Base”

Reggio Calabria. Grande attesa per WordPress Basea cura di Pierfilippo Bucca, docente d’informatica presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.

L’evento si inserisce all’interno delle attività del “Laboratorio dello Stretto”, progetto diretto da Francesco Scialò, finanziato dall’intervento “Linee guida per le Istituzioni AFAM calabresi finalizzate al sostegno di interventi a valere sull’Azione 10.5.1 del POR Calabria FESR/FSE 2014-2020”.

Il seminario avrà luogo dalle ore 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00 nei giorni 1/2/5/6 luglio 2021 nell’aula virtuale dell’Istituzione di alta formazione artistica, diretta da Maria Daniela Maisano, e vedrà la partecipazione dell’esperto Antonio Orlando, Web Specialist – Google ADS Certified Partner. Oggetto di trattazione la formazione di base sul sistema CMS WordPress con modalità di sviluppo dell’utente di un blog e/o di un portfolio personale.

L’evento è aperto a tutti. Le modalità di accesso sono reperibili sui canali ufficiali dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.

 

A seguire alcune informazioni sui relatori

 

Curatore – Pierfilippo Bucca

Docente di Tecnologie per l’informatica presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, ha svolto l’attività di grafico creativo dal 1997 al 2001 presso vari studi grafici e tipografie

occupandosi di progettazione marchio coordinato, grafica pubblicitaria e fotografia.

Dal 2001 al 2009 sempre come grafico creativo, ma anche come designer 3D, disegnatore di abbigliamento sportivo e promozionale ha prestato servizio presso Personal Time (VE).

Dal 2009 ad oggi, è libero professionista nel settore cartaceo, del web designer e dell’abbigliamento sportivo.

Diplomato al Geometra nel 1992 presso l’Istituto Tecnico per Geometra “A. Righi”, consegue nel 1996 il Diploma di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e nel 1997 il Diploma di Maestro d’Arte presso l’istituto D’Arte “Frangipane”. Dal 1994 ad oggi partecipa a numerose mostre di pittura e illustrazione nella sua regione e non solo.

 

Esperto Antonio Orlando

E’ un professionista del settore che dal 2007 è responsabile di Soluzioni-Internet.eu – Progettazione e Sviluppo Siti Web – SEO – SEMb. Si occupa di sviluppo di siti web e web application con tecnologie HTML, CSS, Bootstrap, Vanilla Javascript, JQuery, ASP, PHP. Tra le sue realizzazioni: Database relazionali MySql e Sql Server; lo sviluppo di siti in programmazione libera (ASP VB script e database MySql) con l’utilizzo del framework Bootstrap: studioorlando.eu | drinkmatic.net | lamiaitalia.co.uk | mindtarget.it (sito di consulenza psicoterapica 1-to-1 sviluppato con Bootstrap, ASP Vb script e SQL Server); lo sviluppo e la gestione di siti CMS sviluppati in WordPress come can alegroup.it | fratellibarilla.it | imandorlati.it;  lo sviluppo e la gestione di siti WooCommerce come artigianoshop.co .uk | libellulablu.it | sgambetterra.eu (multilingua con sezione WooCommerce); lo sviluppo e la gestione dei siti Magento: asishoponline.com; lo sviluppo e la gestione dei siti Joomla!: informaticasud.com | ovit.it (multilingua) | ovitstore.com (e-commerce Joomla con JoomShop); Certificazione Google Ads come utente che Google Partner come azienda: https://bit.ly/GAdsPartner; la gestione di campagne web marketing tramite piattaforma Google

Ads. Segue le campagne dalla progettazione alla creazione di eventuali landing page, installazione dei tool di monitoraggio, analisi, ottimizzazione e report, possiede piena conoscenza di Google Tag Manager e Google Analytics.

 

 

REGGIO – Presentato nuovo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile della Città Metropolitana

È stato presentato il nuovo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile della Città Metropolitana di Reggio Calabria, nel quadro di un’iniziativa online allargata alla partecipazione delle amministrazioni e degli stakeholder.
L’evento è stata l’occasione per presentare l’avvio del percorso di redazione del Piano e delle diverse attività di coinvolgimento rivolte alla cittadinanza. Tale strumento, infatti, si sviluppa come un percorso aperto con l’obiettivo di costruire in modo interattivo e consapevole la mobilità del futuro della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Tutta l’attività che riguarda il processo di costruzione del PUMS METRO-RC della Città Metropolitana di Reggio Calabria, è stata finanziata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel dicembre 2019, con il “Fondo progettazione Insediamenti Prioritari”, previsto dal Nuovo Codice dei Contratti, dove sono previsti 110 milioni, sempre nel triennio, destinati a diversi tipi di interventi prioritari, dai Piani urbani della mobilità sostenibile alle opere nei porti.

I finanziamenti sono stati acquisiti attraverso la produzione delle schede progetto, degli elaborati previsti, da parte dei tecnici del Settore 11 Viabilità della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Il processo di costruzione del PUMS è articolato in quattro attività, in coerenza con le linee di indirizzo emanate dal MIT. Gli amministratori, gli stakeholder e la cittadinanza parteciperanno nell’individuare gli obiettivi prioritari con cui il Piano dovrà confrontarsi nei prossimi mesi, come il miglioramento del trasporto pubblico, la sostenibilità energetica ed ambientale, la sicurezza stradale e la sostenibilità socioeconomica.
“Oggi ha preso il via la fase più importante nel percorso per la redazione del piano urbano della mobilità sostenibile della Città Metropolitana di Reggio Calabria”, spiegano in una nota il sindaco della Città Metropolitana, Giuseppe Falcomatà, e il consigliere metropolitano delegato alla Mobilità, Carmelo Versace.
“L’amministrazione – prosegue i rappresentanti di Palazzo “Alvaro” – pone al centro dell’azione la partecipazione e l’ascolto di cittadini e degli stakeholders nell’ambito del processo di progettazione della mobilità della città del futuro. Il PUMS è un piano strategico che nasce per soddisfare i bisogni di mobilità degli individui e per migliorare la qualità della vita nelle città. Prevede un approccio integrato su tutte le forme di trasporto utili alla mobilità urbana, pubbliche e private, passeggeri e merci, motorizzate e non motorizzate, di circolazione e sosta e promuove processi innovativi, mettendo al centro le persone piuttosto che la gestione del traffico automobilistico. Principi guida – concludono – che rendono, così, i cittadini e il territorio i protagonisti principali della costruzione del piano e della sua attuazione. L’ascolto dell’opinione, dell’esperienza e dei bisogni di chi svolge un ruolo attivo nel territorio sarà infatti cruciale per supportare un efficiente lavoro di costruzione di questo fondamentale strumento”.