Sanità, Giuliano (UGL): “Ecco cosa rimane del SSN: insufficienti personale e strutture per garantire assistenza”

“Sono impietosi alcuni numeri che il quotidiano L’Indipendente ha reso noti in un articolo. Leggiamo di 111 ospedali pubblici e 113 pronto soccorso che, nel decennio 2010-2020, hanno chiuso per 37.000 posti letto persi. Nelle strutture c’è carenza di personale e sono stimati in 29.000 i professionisti mancanti di cui oltre 4.300 medici. A pagarne le spese, oltre ai lavoratori del settore, sono i cittadini costretti in molti casi a rinunciare alle cure o a dover optare per la soluzione privata” dichiara il Segretario Nazionale della UGL Salute Gianluca Giuliano. “È palese come i tanto attesi investimenti previsti dal Pnrr che l’ormai ex Ministro della Sanità Speranza aveva cavalcato come panacea e risoluzione dei problemi restano uno dei tanti misteri irrisolti proposti da chi è rimasto seduto sulla chiglia di comando. Diminuzione drastica dei servizi, cronica carenza di personale, strutture e mezzi obsoleti. Questo, come denunciamo da tempo, è quel che resta del catastrofico quadro della sanità italiana che inseguendo il miraggio dell’assistenza territoriale vede assottigliarsi sempre più le fila degli operatori impegnati. Bisogna intervenire rapidamente, tronare a rendere attrattive con la massima urgenza tutte le professioni sanitarie garantendo contratti al pari con le altre nazioni europee e puntando con forza sulla formazione e l’aggiornamento. Questo per evitare il collasso definitivo di un sistema ormai allo stremo” conclude il sindacalista.

CALABRIA – Sanità: Consigliere regionale Antonio Lo Schiavo porta avanti le battaglie del Codacons e per i calabresi

PRESENTA UN’ INTERROGAZIONE AL PRESIDENTE DELLA REGIONE CALABRIA SU SANITÀ PEDIATRICA E FAMIGLIE COSTRETTE A MIGRARE PER FAR CURARE I BAMBINI LA REGIONE DOVRA’ FORNIRE RISPOSTE

 

Il CODACONS e Articolo32 prendono atto dell’importante e concreta presa di posizione del Consigliere Regionale, On Antonio Lo Schiavo che, con una documentata, attuale e perentoria interrogazione a risposta scritta ha chiesto formalmente al Presidente della Regione Calabria le azioni che l’amministrazione intende intraprendere per far fronte a quella che è una vera e propria piaga regionale: la migrazione sanitaria in età pediatrica e lo stato di abbandono in cui vivono le famiglie.

Un battaglia quella sulla sanità pediatrica che CODACONS e Articolo 32, tramite l’avv. Claudio Cricenti, stanno portando avanti per dare sostegno a quelle famiglie che quotidianamente cercano di far fronte a bisogni e problematiche dei propri bambini, scontrandosi in Calabria con ostacoli e problemi d ogni tipo.

Si legge nell’interrogazione a risposta scritta presentata dal consigliere Lo Schiavo:

–          “Costituisce un fatto notorio quello della piaga dell’immigrazione sanitaria in Calabria, e nello specifico l’impatto della cosiddetta Migrazione sanitaria medico-chirurgica e riabilitativa dei minori residenti in Calabria: condizione che determina costi economici, umani e sociali rilevanti;

–          Le patologie motivo di ricovero sono prevalentemente le malattie neuro psichiatriche (18,64%), le malformazioni congenite (14,57%), metaboliche/immunologiche (7,67%) e onco ematologiche (5,68%): patologie che presuppongono l’assistenza presso una struttura Ospedaliera con un reparto valido ed efficiente di Neuropsichiatria infantile;

–          Con nota prot.101/ist/2020 a firma del Dott. Giuseppe Viggiano della Direzione generale della digitalizzazione del sistema informativo sanitario e della statistica, in riscontro a puntuale richiesta delle Associazioni CODACONS ed Articolo 322, il Ministero della Salute ha reso noto che “per quanto riguarda l’attività ospedaliera si comunica inoltre che nella Regione Calabria non risultano attivi reparti ospedalieri di Neuropsichiatria infantile”

–          se il Presidente della Regione Calabria, in qualità di commissario ad acta del settore sanitario in Calabria, non ritenga opportuno, per il perseguimento dell’obiettivo della tutela dell’effettività del diritto alla salute, procedere alla immediata creazione in Calabria di un reparto ospedaliero e/o universitario di Neurologia pediatrica e di neuropsichiatria infantile;

–          se non ritenga opportuno adottare gli atti amministrativi e aziendali idonei a definire anche l’offerta territoriale dei servizi della Neuropsichiatria infantile (NPI), considerato che la complessità degli interventi di ambito rendono necessario un costante lavoro di integrazione tra la rete degli operatori interna al Servizio, la rete locale esterna al Servizio, la rete di collegamento tra Centri Ospedaliero-Universitari e Servizi territoriali, secondo il modello Hub-Spoke;

–          quali misure intenda porre in essere affinché si regolamenti l’effettiva presa in carico da parte del Sistema sanitario Regionale, dei pazienti con patologie neurologiche pediatriche laddove gli stessi siano presi in cura a livello specialistico da un Ospedale extraregionale;

–          quali misure intenda adottare al fine di garantire la continuità e la qualità dell’assistenza e riabilitazione dei pazienti con patologie neurologiche pediatriche o neuropsichiatriche infantili anche in relazione al carico enorme che di fatto ad oggi ricade in via quasi esclusiva sulle famiglie.

“Attendiamo ora che la Presidenza della Regione Calabria risponda all’interrogazione scritta avanzata dal Consigliere Regionale Lo Schiavo e illustri soluzioni immediate e definitive idonee ad assicurare a tutti i bambini con patologie neurologiche e  neuropsichiatriche una presa in cura ed una presa in carico effettiva, sia dal punto di vista degli accertamenti, che dei controlli, ma anche della ricerca scientifica e dell’assistenza riabilitativa e socio assistenziale” – commenta per il Codacons l’Avv. Claudio Cricenti.

Neurologia pediatrica e Neuropsichiatria infantile in Calabria, interrogazione del consigliere regionale Antonio Lo Schiavo rivolta al presidente Roberto Occhiuto

«Ho presentato un’interrogazione a risposta scritta, rivolta al presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto – nella sua qualità di commissario ad acta per la sanità in Calabria – per sapere quali azioni la Regione intende intraprendere al fine di garantire un’adeguata assistenza ai pazienti in età pediatrica affetti da patologie neurologiche e neuropsichiatriche. Nella nostra regione, come ho avuto modo di evidenziare in diversi interventi nei mesi passati, mancano reparti dedicati e numerosissime famiglie si trovano costrette ad affrontare lunghi e dolorosi “viaggi della speranza” verso i presidi sanitari di altre regioni».

Lo afferma in un comunicato stampa il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, annunciando la presentazione di un’interrogazione consiliare sul tema dell’istituzione di reparti di Neurologia pediatrica e Neuropsichiatria infantile in Calabria, in particolare nell’area centrale della regione e a Vibo Valentia, come più volte sollecitato nel recente passato dallo stesso consigliere.

«Pertanto – aggiunge Lo Schiavo -, anche alla luce delle iniziative intraprese da associazioni di tutela dei diritti dei cittadini, come Codacons, Articolo 32 e Fimp, da sempre attive su tali problematiche, ho chiesto al presidente/commissario Occhiuto se non ritenga opportuno procedere all’immediata creazione in Calabria di un reparto ospedaliero e/o universitario di Neurologia pediatrica e di Neuropsichiatria infantile; se non ritenga opportuno adottare atti idonei a definire anche l’offerta territoriale dei servizi della Neuropsichiatria infantile (Npi); quali misure intenda porre in essere affinché si regolamenti l’effettiva presa in carico, da parte del Sistema sanitario regionale, dei pazienti con patologie neurologiche pediatriche laddove gli stessi siano in cura in un ospedale extraregionale; quali misure intenda adottare al fine di garantire la continuità e la qualità dell’assistenza e riabilitazione dei pazienti in questione anche in relazione al carico enorme che di fatto ad oggi ricade in via quasi esclusiva sulle famiglie».

Ad avviso di Lo Schiavo «la piaga dell’emigrazione sanitaria dalla Calabria, e nello specifico l’impatto della cosiddetta migrazione sanitaria medico-chirurgica e riabilitativa dei minori, determina costi economici, umani e sociali rilevanti. Le patologie motivo di ricovero – aggiunge il consigliere regionale – sono prevalentemente le malattie neuro-psichiatriche che presuppongono l’assistenza presso una struttura ospedaliera con un valido reparto di Neuropsichiatria infantile. Così come si è potuto apprendere in seguito all’accordo tra la Regione Calabria e l’ospedale Bambino Gesù di Roma, “sono stati oltre 7.500 i bambini calabresi che hanno raggiunto il Bambino Gesù per cure mediche, fortunatamente solo il 15 per cento di questi pazienti ha avuto bisogno di un ricovero. La stragrande maggioranza delle prestazioni (12.049 su 13.195) ha riguardato visite ambulatoriali, esami diagnostici o day hospital. Per la trasferta a Roma, il viaggio, il vitto, la permanenza, i giorni di lavoro persi, la stima della spesa per le famiglie ammonta complessivamente a circa 5 milioni di euro”. Tale accordo ha certamente un impatto importante ma al tempo stesso non può costituire l’unica forma di assistenza specialistica ai pazienti pediatrici della regione».

Quindi Lo Schiavo ribadisce: «Le famiglie calabresi ancora oggi sono costrette a sopportare lunghe trasferte anche per meri controlli di routine; il personale medico si scontra con carenze strutturali e di personale e convive con la frustrazione di dover mandare fuori regione i piccoli pazienti; l’offerta regionale per la cura delle malattie neurologiche ad oggi è pressoché inesistente. È dunque necessario intervenire al più presto per alleviare le sofferenze e i disagi di migliaia di famiglie che vivono spesso in solitudine una realtà complicata, sia sul piano economico che su quello umano, rispetto alla quale la politica regionale ha il dovere di adoperarsi».

CALABRIA – Regione: sanità, incontro Occhiuto-Anelli, emergenza Calabria e carenza personale

 UTILE CONFRONTO PER INDIVIDUARE SOLUZIONI

Una presa d’atto della situazione di estrema emergenza, anche a causa della carenza di personale, nella quale versa la sanità calabrese, circostanza che ha spinto la Regione ad intervenire con misure eccezionali per il reclutamento immediato, ma provvisorio, di medici provenienti da altri Paesi.

Un impegno a lavorare, ciascuno per la sua parte, per tentare di modificare – dialogando con il nuovo governo e il nuovo Parlamento – la norma di legge che prevede, per l’impiego di medici provenienti da Paesi extra-UE, una deroga per il riconoscimento dei titoli. Prevedere per tutti i professionisti che esercitano sul nostro territorio l’iscrizione – con iter da individuare per i camici bianchi extracomunitari – agli Ordini italiani, in modo da non avere un doppio binario e una situazione di disparità tra i medici.

Questo, in estrema sintesi, quanto emerso nel corso di un colloquio avvenuto questa mattina a Roma, nella sede della Delegazione regionale a Piazza di Campitelli, tra il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, la Fnomceo, Filippo Anelli.

“Ringrazio il Presidente Anelli per il proficuo e positivo confronto odierno – ha affermato Occhiuto -, denso di proposte e che si è chiuso con l’individuazione di una strategia condivisa per affrontare i problemi della sanità calabrese e della carenza di personale sanitario, che non riguarda solo noi ma tutto il territorio nazionale. La Regione Calabria nel sottoscrivere un accordo per un distacco transnazionale con il governo cubano ha rispettato, avendo come stella polare il bene dei calabresi e il loro diritto alla cura, la legislazione vigente e le deroghe concesse per valutare i titoli e le competenze dei professionisti extra-UE che ci daranno una mano, in via emergenziale, nei prossimi mesi. Circostanze di questo tipo stanno avvenendo anche in altre Regioni, e potrebbero continuare a replicarsi in futuro. Proprio per questa ragione – mentre andremo avanti con l’intesa con Cuba – condivido la necessità di intervenire affinché in futuro anche i professionisti extracomunitari che prestano servizio momentaneamente nel nostro Paese possano avere la possibilità, con le modalità che andranno individuate, di iscriversi agli Ordini dei medici italiani. Allo stesso tempo occorrerà intervenire per snellire le procedure di reclutamento dei medici italiani, in modo da colmare almeno in parte la carenza di personale nei nostri sistemi sanitari”.

“Abbiamo apprezzato la sensibilità dimostrata dal Presidente Occhiuto nel prendersi a cuore la questione della carenza di medici specialisti in Calabria – ha affermato Anelli – e nel voler trovare una soluzione emergenziale, utilizzando tutte le risorse possibili. Da parte nostra, abbiamo in più occasioni espresso le nostre preoccupazioni per la sanità calabrese, diventata purtroppo paradigma delle disuguaglianze di salute nel nostro Paese. Ma abbiamo chiesto che la legge sia uguale per tutti, e che gli Ordini possano garantire l’esercizio della professione di tutti i medici che esercitano sul territorio italiano. Abbiamo quindi condiviso con il Presidente Occhiuto la necessità di una modifica della normativa, che preveda esplicitamente il requisito dell’iscrizione ai nostri Albi anche per i medici extra-UE che esercitino temporaneamente in Italia”.

REGGIO – Sanità: Amalia Bruni, medico morto per carenza ambulanze

Neurologa, “una storia in cui siamo tutti coinvolti”

 

Amalia Bruni, la neurologa artefice di importanti studi sull’Alzheimer che é anche consigliere regionale in Calabria (é vicepresidente della Commissione Sanità) dopo essere stata candidata alla presidenza della Regione, denuncia, in una nota, il caso di un medico di Lamezia Terme, Raffaele Caparello, in pensione da alcuni anni, morto, afferma, “a causa della carenza di ambulanze con il medico.

Una vergogna per una comunità civile nell’anno 2022”.

“Una tragedia – afferma Amalia Bruni – che non dovrebbe mai accadere. Una storia dolorosa che tocca tutti noi e della quale siamo tutti responsabili. Una vicenda in cui, in modo e quantità diverse, siamo tutti coinvolti. Ieri notte il dottore Caparello ha cominciato ad avvertire forti dolori al petto ed al braccio e ha chiesto ai familiari di chiamare il 118 i cui operatori, però, hanno risposto che non c’erano ambulanze disponibili. Una nuova chiamata viene fatta dopo circa un’ora, ma la risposta non cambia. A questo punto viene avvertita la guardia medica e il dottore decide per l’immediato trasporto al pronto soccorso dell’ospedale di Lamezia, dove però Caparello muore poco dopo.
Una vita trascorsa a curare pazienti, migliaia di pazienti, prima di andare in pensione e finire la propria esistenza per mancanza di cure adeguate nella sua città”.
“Nessuna voglia di fare polemica – dice ancora la neurologa – ma l’amarezza, lo sconforto e la rabbia sono tante. Va fatta in tempi brevi una riflessione seria sul servizio 118. Non è possibile morire per strada o a casa perché non ci sono ambulanze e quelle poche che circolano non hanno i medici. Solo quest’anno abbiamo avuto numerose vittime per questo motivo”.

Fonte ANSA

SCILLA – L’Asp chiude l’ex ospedale: “Struttura non sicura”

«L’ex ospedale di Scilla ‘Scillesi d’America’, secondo quanto previsto dalla programmazione sanitaria regionale, verrà trasformato in ‘Casa della salute– Lo afferma Lucia di furia, commissaria dell’Asp di Reggio Calabria-. Al fine di procedere verso questo obiettivo, i tecnici di Invitalia hanno effettuato in questi ultimi giorni una serie di verifiche che riguardano la vulnerabilità sismica e di caratterizzazione dei materiali costituenti i blocchi strutturali esistenti. Dall’esito delle analisi è confermato l’elevato livello di degrado delle strutture indagate, i cui valori di resistenza dei calcestruzzi sono molto al di sotto di quelli normativamente dovuti, tale da richiedere opere di restauro e di consolidamento necessari per riportare il livello di sicurezza ai requisiti minimi previsti dalle vigenti norme».

«Mentre il corpo identificato come ‘vecchio ospedale’ – ha continuato la commissaria Di Furia – ha dato una sufficiente risposta in termini di sicurezza nei confronti delle azioni orizzontali di natura sismica e nei confronti dei carichi verticali, i restanti corpi, che costituiscono la gran parte della struttura, hanno testimoniato la scarsa qualità di esecuzione dei manufatti e la scarsa qualità dei materiali utilizzati, presentando un’elevata deviazione standard nei campioni analizzati, che definiscono una mancata sicurezza dei locali presso cui viene garantita attualmente l’assistenza sanitaria.
Da quanto emerso, tenuto conto dei bassi livelli di sicurezza riscontrati, deve imporsi la necessità di adottare, senza alcun indugio, provvedimenti restrittivi dell’uso di tutti i corpi denominati ‘nuovo ospedale’ – organismi edilizi A, B e C – e di immediato trasferimento di tutte le attività sanitarie erogate in altri siti. Pertanto – risultando i locali esistenti pericolosi per l’incolumità dei cittadini e degli operatori sanitari – si dispone dal 23 settembre l’avvio dell’attività necessaria a liberare nell’immediato le strutture, cessando le azioni sanitarie erogate».

«Allo stesso tempo, entro 24 ore, verranno valutati quali spazi del ‘vecchio ospedale’ e quali strutture limitrofe possano essere utili per accogliere le attività sanitarie sospese, che devono comunque essere garantite: CUP, punto di primo intervento, laboratorio analisi con Punto Prelievi, farmacia, radiologia, endocrinologia, Pma, oculistica, ginecologia, allergologia, cardiologia, pneumologia, psichiatria, centro Salute mentale, chirurgia. Gli edifici sottoposti a questa momentanea restrizione saranno nei prossimi mesi interessati da un’accurata opera di ristrutturazione, che porteremo avanti con il supporto dei tecnici di Invitalia, al fine di poter riaprire al più presto il presidio sanitario, a quel punto definitivamente convertito in ‘Casa della salute’» ha così concluso il comunicato stampa la commissaria Lucia Di Furia.

REGGIO – LINFOVITA celebra la Giornata Mondiale per la Consapevolezza sui Linfomi

Si terrà il 15 settembre alle 16.30 presso il Grand Hotel Excelsior, di Reggio Calabria, l’incontro “Lymphoma Day 2022 – Insieme verso la meta”, organizzato dall’associazione Linfovita, che anche quest’anno celebra la Giornata Mondiale per la consapevolezza sui Linfomi, promossa dalla Lymphoma Coalition, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica in termini di riconoscimento dei sintomi, diagnosi precoce e nuovi trattamenti farmacologici, per le patologie del sistema linfatico.

“Linfovita sostiene da sempre la centralità del paziente e il rispetto della dignità della persona, – sottolinea il Presidente Nazionale Linfovita Caterina Stelitano – è un diritto del paziente, non solo avere accesso alle terapie più innovative, ma anche ottenere informazioni chiare e credibili, instaurando con i medici un rapporto di reciprocità e condivisione delle esperienze. Le problematiche che riguardano i pazienti affetti da linfoma, diversamente a quanto si potrebbe pensare, sono le stesse a prescindere dall’efficienza del sistema sanitario in cui vivono. La diagnosi tardiva, i problemi legati alla qualità di vita, la paura di una progressione o di una ricaduta della malattia sono i principali timori che affliggono tutti i pazienti. Il fine di questi incontri – continua la dr.ssa Stelitano – è proprio quello di mostrare ai pazienti che non sono da soli ad affrontare la dura battaglia contro la malattia, poiché tutta la comunità scientifica, è impegnata a trovare sempre più nuove e mirate soluzioni, e intende dare maggiore ascolto alla loro voce, anche grazie alla collaborazione con i pazienti”.

Grazie alla presenza di esperti ematologi sarà, infatti, possibile trattare temi di stretta attualità e conoscere le ultime novità sui trattamenti della Leucemia Linfatica Cronica, senza trascurare i cambiamenti, che negli ultimi due anni hanno stravolto la gestione delle malattie oncologiche, a causa della pandemia da SARS-Cov-2.

Un altro tema che sta molto a cuore all’intera comunità dei linfomi, è quello dell’impatto delle cure sulla qualità di vita dei pazienti onco-ematologici e dei suoi risvolti psicosociali.

Lo spazio finale sarà dedicato ad un confronto aperto con una psicologa-psicoterapeuta, che fornirà ai pazienti strumenti utili per trasformare le paure e le fragilità in energia positiva, per tornare a vivere dopo la malattia.

Tutte tematiche che verranno affrontate da illustri relatori il dott. Tuscano, radioterapista del G.O.M., la dr.ssa Patti, Direttore dell’U.O.C. di ematologia Ospedale Cervello di Palermo, il dott. Levato, Ematologo del Pugliese Ciaccio di Catanzaro, il dott. Foti, Direttore del reparto di malattie infettive del GOM, il prof. Federico, Onco – Ematologo già Docente Università di Lecce e Responsabile Scientifico Linfovita, e la dr.ssa Monteleone, Psicologa – Psicoterapeuta.

Modererà l’incontro la dr.ssa Eva Giumbo, Giornalista ReggioTV.

La realizzazione di questo evento è stata possibile grazie al supporto non condizionante di AbbVie.

 

 

REGGIO – Il G.O.M. è protagonista al Meeting europeo di Nefrologia a Maribor

Nei giorni 9-10 settembre 2022, il Working Group della European Renal Association (ERA) di cui la chairwoman è Francesca Mallamaci, Direttrice della U.O.C. di Nefrologia abilitata al trapianto del G.O.M. di Reggio Calabria, ha organizzato un evento scientifico a Maribor in Slovenia. Il prof Robert Ekart dell’Università di Maribor ha curato in maniera egregia l’organizzazione locale insieme alla sua segreteria. L’evento è stato giudicato oltre che di alto livello scientifico per la qualità dei relatori (tra i quali, il prof Gerard London, il prof Ziad Massy il prof Carmine Zoccali) e la novità degli argomenti trattati, ottimo anche dal punto di vista organizzativo. Ancora tra i relatori da menzionare l’intervento del prof Tripepi e la drssa Claudia Torino del CNR IFC di Reggio Calabria. Questo convegno a Maribor è particolarmente rilevante anche perché è uno dei primi organizzati da un Working Group dell’ERA in presenza dopo la Pandemia da Covid 19.

CALABRIA – Precari sanità, FIALS Catanzaro ringrazia il commissario ASP

Chiesto anche che tutti i Commissari Straordinari delle Aziende Sanitarie e Asp della Calabria procedano celermente, per come da dettami emanati dalla Regione Calabria, alla definitiva stabilizzazione di tutto quel personale aventi titolo enunciati nella Legge n. 234 del 30/12/2021

«A riscontro dell’appello rivolto al Commissario dell’ASP in data 7 agosto 2022 relativamente alla richiesta di proroga per il personale assunto con tutte le tipologie contrattuali richiamato nell’accordo regionale del 20 giugno 2022 e oggetto di proroga al 31 agosto 2022 (Del.716/2022), stante quanto richiamato nella Circolare n. 9398 della Regione Calabria del 28 giugno 2022, consequenziale dell’accordo Regionale – OOSS ( sempre del 20/06/2022) che specificatamente richiama come le operazioni di proroga dovevano avvenire: “Entro i vincoli di spesa precedentemente indicati” ringrazia il Commissario Asp di Catanzaro, dott. Ilario Lazzaro, e tutta la sua equipe che seppur in presenza di difficoltà di bilancio hanno proceduto ad una ulteriore proroga dei  contratti di lavoro flessibile portando la scadenza degli stessi al 31 ottobre 2022 giusta del. Asp n. 916 del 31/08/2022».

Così la segreteria provinciale della Fials Catanzaro in merito alla richiesta chiusura delle procedure di stabilizzazioni nella sanità.

Fials Catanzaro aggiunge: «Lo stesso Commissario Asp altresì si è reso disponibile ad attivare “Progetti Obiettivi” che domani consentiranno allo stesso personale di continuare a lavorare anche oltre la data del 31 ottobre 2022 disponendo sin da subito l’attivazione di tutte le procedure necessarie».

L’organizzazione sindacale, nel concludere, chiede altresì «che tutti i Commissari Straordinari delle Aziende Sanitarie e Asp della Calabria procedano celermente, per come da dettami emanati dalla Regione Calabria,  alla definitiva stabilizzazione di tutto quel personale aventi titolo enunciati nella Legge n. 234 del 30/12/2021 (diciotto mesi di servizio maturati al 30/06/2022) e nell’art. 20 del DL n. 75 del 25/05/2017 (Legge Madia e s.m.i.)».

CALABRIA – Indennità Covid non ancora pagate, solidarietà di Parentela (M5S) ai sanitari in protesta, “fatto inaccettabile, Occhiuto usi il pugno duro”

«È inaccettabile che ancora, come conferma l’ultima protesta a Catanzaro da parte degli interessati, non siano state pagate le indennità Covid ai sanitari calabresi in prima linea nelle fasi critiche della pandemia. Significa che i problemi di rendicontazione che denunciammo oltre un anno fa non sono stati più risolti e che i pagamenti sono finiti su un binario morto, malgrado le ingenti risorse che con il voto parlamentare arrivarono per l’emergenza». Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Paolo Parentela, che prosegue: «Esprimo la mia vicinanza ai sanitari che hanno manifestato per ricevere le somme cui hanno diritto. A due anni dallo stanziamento di quei fondi, nulla si muove e non si capisce per quali arcani motivi. Tra l’altro, nella legge di Bilancio per il 2022, in Parlamento facemmo passare emendamenti per consentire di stabilizzare i sanitari utilizzati nei reparti Covid. Ad oggi, le relative procedure sono ferme e non è chiara la ragione di questo immobilismo che mortifica tante professionalità e penalizza i pazienti calabresi». «A Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e commissario del governo, chiedo – conclude Parentela – di usare il pugno duro. Qualcuno, nelle aziende sanitarie e ospedaliere, dovrà rispondere di questi ritardi clamorosi».