SatireVeritaS – Tratto dal Film “Il Signore dei Tranelli”

11/08/23: Brunetti, dopo la Conferenza Stampa alla CCIAA:

«Noi siamo a disposizione di Sacal e lo abbiamo già dimostrato. Il compito di rilanciare l’Aeroporto è di Sacal. Nessuno dice che le limitazioni non possano essere risolte. Se il problema dell’Aeroporto è l’abbaino sono felice, perché significa che appena verrà abbattuto mi aspetto voli a gogò. Io credo però che i problemi siano tanti altri, c’è lavoro, ci sono criticità. Se serve salvare l’Aeroporto io mi mischio anche col diavolo, non ne faccio una questione di appartenenza politica. Parliamo con Sacal e con la Regione Calabria».

 

15/08/23: Sempre Brunetti, 4 giorni dopo, alla Gazzetta del Sud:

«Sacal gestisce Reggio ormai da diversi anni. Ricordo quante battaglie esclusivamente per conoscere il piano industriale. Ogni anno ci sentiamo ripetere che il prossimo sarà quello buono. Adesso è chiaro che si pretende un cambio di passo, anche perché vediamo che l’aeroporto di Lamezia è in continua crescita mentre quello di Reggio, nonostante emendamenti e conferenze stampa a raffica, da tempo risulta completamente abbandonato».

Il ciclo dell’acqua

Il ciclo dell’acqua
E’ Giugno, e aspetti l’acqua del Menta.
Agosto, e temi che, sull’acqua, il Sindaco ti menta.
Gennaio. Ti mente. Ma non sull’acqua.
Nell’acqua sei tu.
Ed il Sindaco sta con i piedi all’asciutto.
Cesare Minniti

Dal Waterfront a Waterworld, istruzioni per la sopravvivenza

A differenza di sport acquatici come canoa e kayak, risalire strada di casa propria non è uno sport. Serve comunque una buona dose di esperienza, determinazione ed una certa prontezza di riflessi per prevalere sulle rapide, con l’obiettivo finale di parcheggiare l’auto con l’esatta quantità di ruote di partenza. Intendersi d’idraulica aiuterà a scegliere punti non soggetti a forti correnti.
Possiamo studiare le turbolenze dell’acqua, per indovinare la presenza di tombini scoperti o crepacci sotto il pelo dell’acqua, ma il vero consiglio è: fidatevi dell’olfatto. La fogna che esce dai tombini può essere un vero alleato, in questo senso. Se siete sottovento e non sentite puzza, è improbabile che il punto da evitare sia di fronte a voi. Ciò non vale, ovviamente, nelle piazze o nelle cunette dove i liquami sono diffusi e stagnanti. Tanti trucchi da marinaio, inutile dirlo, a nulla servirebbero se giunti a casa non si assicurassero le gomene a pali non caduchi.E’ importante non perdere l’auto durante la notte.
Infine, una banalità che è sempre bene ricordare: l’automobile è più pesante dell’acqua, quindi uscire dal finestrino anzichè dagli sportelli , che hanno il difetto di aprirsi al di sotto della linea di galleggiamento. Tutto questo tam tam quotidiano, se rileggiamo attentamente la sequenza, ruota attorno al punto nodale del problema delle strade, che è l’automobile. Non fosse per quell’ostinata ortodossia nella scelta dei mezzi di trasporto, anche a Reggio sarebbe facile navigare, l’equivoco di fondo è che in città serva per forza un mezzo a ruote.
Dimenticando secoli di vita marinaresca, ed ignorando l’urbanistica veneziana, i reggini hanno scelto male imboccando un percorso senza ritorno che porta dal carretto al suv, scelta non intelligente in un contesto ambientale dove non costituisce la migliore forma di adattamento. Dunque l’appello è creare a Reggio, una via di mezzo tra la zattera ed il mulo, che garantisca un trasporto in tutto confort, tanto nel pantano quanto nella fiumara stradale.

diCesare Minniti

Crisi d’identità , la Regione non sa di trovarsi in Calabria

di C.M.
Quando si dice Calabria, si pensa Africa. Lungi dal confutare un luogo comune non privo di fondamento, la Regione perde la bussola e si lascia andare a deriva dall’occidente. In preda ad amnesie spazio-temporali, arriva a fare rappresentare la Calabria, ad un’importante fiera dell’artigianato milanese, con l’immagine di un marocchino che lavora l’argilla.
Non è che l’ultima di una lunga serie di “marocchinate” del sito della Regione, che avevano già portato la famosa giornalista Selvaggia Lucarelli a dare una tiratina d’orecchi al governatore, reo confesso, ma evidentemente non ancora pentito. Anzi.
Nonostante i costosi smartphone (di certo dotati di funzioneGPS) che i500.000 euroannui destinati ai tecnici della comunicazione consentono abbondantemente, non si raccapezzano di lavorare in Calabria.
In attesa che la Regione recuperi memoria e propriocezione, collocandosi alle giuste coordinate geografiche, immaginiamo quali possano essere i prossimi risvolti nella promozione turistica…

Renzi toccata e fuga

Toccata e fuga di Matteo Renzi a Reggio Calabria. Opera per archi insulti ortaggi ed uova.

La caverna di Platone “okkupata” da Falcomatà

Dopo l’atto vandalico, l’ennesimo di una serie che si protrae da ben tre anni, il proprietario della nota caverna ha sporto denuncia per violazione della proprietà privata e danneggiamento dell’immagine personale.”… era diventata la classica putia i mustazzuniper Falcomatà e gli altri – ha sbottato il primate della filosofia – tanto per cominciare hanno cambiato l’insegna in ‘ Taverna da Platone’, ma non è stato che l’inizio…”
Ogni santo giorno l’accolita si sparava quindici partite a calcetto di fila e con la scusa di inaugurare giostrine qua e là , si consumava il culo sugli scivoli.
Poi la sera, rientrando in Taverna, i goliardi mostravano le occhiaie – finte – a dimostrazione della preoccupazione ossessiva per la polis: dicevano di “vedere cose” ed alle spalle degli uomini incatenati dall’ignoranza – tutti reggini – i ragazzi della comitiva proiettavano una serie di ombre illusorie, ma che venivano interpretate come realtà . Dal coniglio si è passati al gabbiano, poi agli aeroporti salvati, ai ponti che si costruivano e Delrio che li aiutava. E i reggini credevano subito, ed applaudivano felici.
Tutto questo si è protratto fin quando, in un raptus irredentista, i platonici hanno gettato fuori gli intrusi con le loro suppellettili: un biliardo, il calcio balilla, tre camicie da diciannove euro e novanta, oltre alle quindici parrucche stile Luigi XVI originali, ed altre carabattole democratiche chiccosissime.
Quindi, snervati dal vilipendio, i platonici si sono murati dentro vivi, incatenandosi proprio accanto agli schiavi dell’opinione. I reggini hanno subito reclamato indietro il tizio di prima che proiettava cose felici.
Comunque la questione, ora, è cosa ne sarà della Caverna: “in questo stato di cose il mio mito è inutilizzabile e già dagli atenei me lo stanno tornando indietro”- argomenta Platone, che già faceva fatica a farsi capire quando il mito era ancora sano – “infatti, come conferire un rigore logico al nuovo sistema filosofico, in cui anzichè liberare gli uomini incatenati dall’ignoranza nella caverna, mi trovo costretto a liberare la caverna dagli scatenati dall’ignoranza, incatenandomi?”. Sulla questione, è stato istituito apposito tavolo tecnico ed assessorato per la bonifica delle aree della cultura devastate dal sindaco.
Falcomatà , dal canto suo, non demorde e non smette di seminare il panico perseguitando feticci filosofici a caso. Pare sia stato beccato, ultimamente, a rincorrere la tartaruga di Zenone.

Reggio come Venezia: Via Palestino [FOTO]

Nostalgici del mare? Un tuffo in piena città è sempre possibile grazie a questa geniale innovazione: si tratta di una futuristica “piscina carrabile pubblica”. L’opera si presenta da sè – inutile elencare i tanti vantaggi di questo gioiello della nuova avanguardia reggina del design urbano: risparmi sull’autolavaggio, i bambini la adorano, non c’è bisogno dell’acqua corrente e, volendo, si può avere del pesce sempre fresco proprio sotto casa. Presto, chi verrà a trovarci, oltre agli obsoleti mari e monti ritriti, si potrà godere un bel giro in gondola sui canaloni di via Palestino, proprio all’altezza (ironia della sorte) di Via Fiume.
C.M.

La risposta della Fedeli alla lettera dei 600 docenti sull’ignoranza degli alunni

Secondoseicento docenti universitari, che nei giorni scorsi avevano sottoscritto unappellopromosso dal Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità , troppi studenti universitari fanno”errori di grammatica, sintassi e lessico appena tollerabili in terza elementare”. I docenti attribuiscono il problema al governo del sistema scolastico, che non reagirebbe in modo competente ed adeguato. Puntuale la risposta del Ministro dell’IstruzioneValeria Fedeli: