Il cannolo più lungo è siciliano, arriva il verdetto ufficiale da Londra Ristoworld Italy e Caltanissetta salgono sul tetto del mondo

21 metri e 43 centimetri di lunghezza e un centinaio di pasticceri e cuochi provenienti da tutta Italia a divertirsi insieme e a gioire per tentare di conquistare il Guinness World Records “Il Cannolo più lungo del mondo”, coordinato dal maestro pasticcere Lillo Defraia.
Questo accadeva l’11 settembre del 2022.
Ora è ufficiale: a comunicarlo, assieme al detentore Defraia, il past president Ristoworld Italy, Marcello Proietto di Silvestro.
«Con nota del 22 gennaio scorso – commentano i due organizzatori – il Guinness World Records ha ufficialmente comunicato la convalida del record e l’iscrizione del primato che ci riempie di gioia e premia un lavoro corale di oltre 4 anni. Il cannolo più lungo del mondo è siciliano. L’iniziativa ha visto il patrocinio della Regione Sicilia Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo, Città di Caltanissetta, Sac Società Aeroporto Catania, Camera di Commercio Caltanissetta, Proloco, Confcommercio e partner pubblici e privati che hanno dato vita ad un momento fantastico. A loro, alle giacche bianche, a tutti i volontari e a quanti si sono spesi per questo record incredibile, unitamente a Pasticceria Internazionale, media partner dell’evento, il nostro grazie».
Nei prossimi i giorni il dettaglio delle ultime fasi di convalida sarà illustrato nel corso di una conferenza stampa a Palazzo di Città di Caltanissetta, alla presenza del sindaco Roberto Gambino e dei rappresentanti politico istituzionali del territorio che hanno fortemente voluto questo momento di crescita e condivisione. Luigi Li Veli e Robert Sherman, esperti di procedure Guinness World Records hanno coadiuvato Lillo Defraia e tutto il pool operativo nelle fasi del raggiungimento del record che non è stato per nulla facile. Ed ecco il link ufficiale di riscontro Guinness World Records https://www.guinnessworldrecords.com/world-records/710532-longest-cannolo

Associazione Anassilaos: incontro la Sicilia nel IV e III secolo a.C.

Sarà dedicato alla storia della Sicilia e della Magna Grecia il quinto approfondimento sulla storia antica promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos, congiuntamente con la Biblioteca “Pietro De Nava”, e patrocinato dal Comune di Reggio Calabria, che si terrà giovedì 25 gennaio con inizio alle ore 16,45 presso la Sala Giuffrè della Villetta De Nava nell’ambito della mostra libraria e filatelica “Civiltà del Mediterraneo/per servire alla Pace” tuttora in corso presso la Villetta De Nava. Tema della conversazione del Prof.ssa Elena Santagati, Associato di Storia Greca presso il Dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’Università di Messina, “La Sicilia e il Mediterraneo tra IV e III secolo a.C: le fonti storiche”. Dopo la morte di Timoleonte, Siracusa e, più in generale, la Sicilia greca erano ripiombate in un periodo di profonda instabilità e incertezza che aveva creato, ancora una volta, le condizioni propizie per l’affermazione di una nuova tirannide. Il potere fu assunto, nel 317 a.C., a seguito di un colpo di stato, da Agatocle. Nato nel 361 a.C. (o nel 359), da un esule reggino, Carcino, che a Siracusa aveva trovato ospitalità aprendo una fabbrica di vasellame (la ceramica reggina “calcidese” era rinomata in tutto il Mediterraneo), donde il dispregiativo “vasaio” degli storici aristocratici, fu tiranno di Siracusa e re di Sicilia (“Basileus”, un titolo assunto nel 304 a.C,) che egli riuscì, per un breve periodo, ad unificare sotto il suo scettro conquistando le città sicule, scacciando i Cartaginesi dall’Isola portando la guerra persino in Africa. Nel 299 a.C. passò lo Stretto e giunse a Reggio per portare aiuto ai greci di Calabria minacciati dai Bruzi e dai Lucani. Nonostante la spietatezza nel perseguire i propri obiettivi politici e militari ebbe un certo seguito tra il popolo minuto a Siracusa come nel resto della Sicilia. Egli infatti si appoggiò sempre alle classi più umili contro l’aristocrazia. La sua abilità non dispiacque agli storici antichi anche se la sua crudeltà sembrò ad essi eccessiva. Agatocle inserì la Sicilia nella rete della politica internazionale, annodando rapporti con altri sovrani ellenistici quali Tolemeo d’Egitto, Demetrio di Macedonia e Pirro. Nel giro di pochi anni con la forza delle armi creò un potente Stato, consolidato con misure ora feroci ora magnanime e pilotato con un’abile politica diplomatica, che comprendeva la Sicilia, la Magna Grecia e l’area adriatica. Agatocle morì nel 289 a.C., forse in territorio reggino (Catona?) e nell’arco di soli dieci anni la potenza di Siracusa si dissolse e la città subì l’onta e la durezza dell’assedio cartaginese, senza potere contare sull’aiuto delle altre poleis che, divise da interessi particolari, erano appena in grado di difendersi dall’incombente pericolo mamertino. Di fronte a un tale pericolo, i Greci si rivolsero per aiuti a Pirro, re d’Epiro, già genero di Agatocle per averne sposato la figlia Lanassa. In occasione dell’incontro sarà esposta al pubblico l’opera più celebre del nostro Giuseppe Morisani, le “Inscriptiones Reginae dissertationibus inlustrate” o “Marmora regina dissertationibus inlustrata” pubblicata a Napoli nel 1770. L’opera, dedicata all’Arcivescovo Piccolomini non più a Reggio, contiene 10 dissertazioni su 10 iscrizioni reggine e due appendici su altri due marmi nelle quali, illustrando le epigrafi greche e latine, espone tutta la storia di Reggio.Condurrà il Prof. Amos Martino, Responsabile Anassilaos.

 

REGGIO – Giuseppe Falcomatà: “Il Ponte sullo Stretto deve essere un tassello in un sistema intermodale più complesso”

Il massimo rappresentante della Città Metropolitana ha preso parte all’incontro organizzato dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria ‘Palermo/Helsinki: il corridoio con il Ponte sullo Stretto per lo sviluppo sostenibile del Mezzogiorno d’Europa”. “Rendere i territori protagonisti – ha affermato – significa discutere di tutto quello che ruota attorno all’opera”.

“È un’occasione di confronto per la quale ringrazio l’Università Mediterranea e il magnifico rettore Zimbalatti, l’ordine degli ingegneri, con il presidente Foti. E’ anche l’occasione per ribadire il ruolo che, rispetto alla tematica del Ponte sullo Stretto, vogliono recitare la Città Metropolitana e il Comune di Reggio Calabria, sicuramente non un ruolo da spettatore ma di protagonista, nella piena consapevolezza che il Ponte è un tassello, un elemento all’interno di un sistema intermodale più complesso”. Così il sindaco metropolitano di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, intervenendo oggi nell’aula magna della facoltà di Ingegneria dell’Università Mediterranea, al convegno ‘Palermo/Helsinki: il corridoio con il Ponte sullo Stretto per lo sviluppo sostenibile del Mezzogiorno d’Europa” presenti il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, il presidente di RfI Dario Lo Bosco, l’amministratore delegato della società Stretto di Messina Pietro Ciucci. L’evento è stato organizzato dall’Ordine degli ingegneri della Provincia di Reggio Calabria e dall’Università degli Studi Mediterranea ed ha registrato, tra gli altri, l’intervento in ‘remoto’ del ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini.
“Rendere i territori protagonisti – ha aggiunto Falcomatà – significa discutere di tutto quello che c’è, insieme ed intorno al Ponte sullo Stretto, ossia gli aeroporti, i porti, la rete ferroviaria, quindi l’alta velocità, la rete stradale, nella Città metropolitana che è la più piccola come numero di abitanti, ma la quarta come estensione territoriale. Il Ponte sullo Stretto deve essere l’occasione anche per ridurre le distanze e l’isolamento con il completamento e la realizzazione di una rete autostradale, all’interno del territorio metropolitano finalmente moderna”.
“Abbiamo anche ribadito – ha evidenziato il primo cittadino – il nostro rammarico per il fatto che parte delle risorse per la realizzazione del Ponte, circa 800 milioni di euro, saranno prelevate dalle risorse per il Fondo sviluppo e coesione. Risorse aggiuntive che nella propria programmazione lo Stato, attraverso l’Unione Europea, stanzia e che devono essere non sostitutive delle risorse ordinarie ma aggiuntive per andare a colmare quel gap di sviluppo che c’è su alcuni territori del paese”.
“Ci auguriamo – ha concluso Falcomatà – che questa decisione possa essere rivista e che gli 800 milioni che sono marginali rispetto al quantitativo totale per la realizzazione del Ponte, ma sono fondamentali per le attività di coesione sui territori, possano essere restituiti al loro naturale indirizzo”.

Saccomanno, il ponte che unisce storia, cultura e sviluppo: importante manifestazione a Roma

Dinnanzi ad una platea attenta e numerosa, nella Sala Di Liegro, del Palazzo Valentini della Città Metropolitana di Roma, si è tenuto il convengo, organizzato dall’Accademia Calabra, su “Un Ponte che unisce: storia cultura sviluppo”. Nell’occasione sono stati anche consegnati i riconoscimenti per l’anno 2023 ad Antonella Polimeni, Rettore Università Sapienza, Roma, a Giovanni Bruno, Professore Ordinario presso Università Sapienza, Roma, a Cristiano Cupelli, Professore Ordinario presso Università Tor Vergata, Roma, e, infine, al Questore di Roma, dottor Carmine Belfiore. Un momento di grande valenza e commozione per un riconoscimento, alla presenza dei soci fondatori, che rafforza il rapporto tra la Calabria ed i calabresi che si trovano fuori della regione natia e le tante altre persone che l’ammirano e la sostengono. Il convengo, incentrato sulla valenza del Ponte sullo Stretto, è iniziato con i saluti del vicepresidente dell’Accademia Calabra, Domenico Naccari. A seguire l’introduzione del presidente dell’Accademia, che ha evidenziato di come vi sia necessità di verità e di informazioni corrette, su un’opera di valore strategico e straordinario. Con la brillante moderazione di Giuseppe Malara, giornalista Rai, è intervenuta Francesca Moraci, Ordinario Urbanistica Università Mediterranea, che ha evidenziato di come l’opera sia fondamentale per il collegamento con l’Africa e di come possa diventare un momento di una possibile grandissima crescita economica e di interrelazioni con i paesi emergenti. A seguire l’Ing. Giovanni Mollica, fondatore della rete Civica per le infrastrutture del Mezzogiorno, che ha trattato le correlazioni e la possibile crescita dei territori per le ricadute positive dell’intervento. Infine, la brillante esposizione dell’Ing. Giuseppe Recchi, presidente della Società dello Stretto, che ha sottolineato il percorso svolto dalla società, che, in pochi mesi, ha già creato una struttura organizzativa e che, salvo imprevisti, dovrebbe partire con l’apertura dei cantieri nel luglio 2024. Nelle conclusioni, affidate al presidente Giacomo Saccomanno, lo stesso harilevato di come sia importante una comunicazione corretta e di come l’Accademia si è assunta la missione di informare oggettivamente il percorso che porterà, nel tempo, alla consegna dei lavori ed alla realizzazione dell’opera, ringraziando, tutto il CdA e l’AD Pietro Ciucci, per l’impegno costante nel mantenere gli impegni del cronoprogramma, e nel ribadire che posizioni contrarie, senza alcuna motivazione reale, non possono mettere in discussione un qualcosa di fondamentale per la crescita delle regioni Calabria e Sicilia e per l’intera nazione. Infine, un ringraziamento forte al Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che sta facendo il possibile e l’impossibile per concretizzare il sogno del Ponte sullo Stretto.

Giacomo Francesco Saccomanno – Presidente dell’Accademia Calabria. 

PONTE SULLO STRETTO – La Senatrice Minasi sulle dichiarazioni del geologo Tozzi: “Frasi di cattivo gusto e ragionamenti infantili”

«Leggo le ultime dichiarazioni del sig. Mario Tozzi, geologo e conduttore Tv, sul Ponte sullo Stretto, e rabbrividisco di fronte alle sciocchezze che ha avuto l’ardire di pronunciare, facendo un’opera di disinformazione colossale e terrorizzando inutilmente e irresponsabilmente i cittadini. 

Forse la sua notorietà gli ha preso la mano, senza farlo riflettere su quanto stava dicendo».

La Senatrice della Lega, Tilde Minasi, interviene a commento delle parole del geologo Tozzi, che critica pesantemente il Ponte sullo Stretto, definendolo “sciagura che va evitata in ogni modo”, che in caso di forte sisma unirebbe “due cimiteri” e “opera che non ha niente di pratico e niente di utile”.

«Parto da quanto Tozzi afferma circa l’utilità dell’opera», dice la Senatrice. «E’ evidente che parla dal suo pulpito dei salotti Tv o della comoda poltrona di casa sua o del suo ufficio, senza minimamente conoscere il territorio su cui il Ponte verrà realizzato. Mi viene da pensare che non sia nemmeno mai stato sullo Stretto o che ci sia stato solo per ragioni turistiche. 

E’ chiaro che Tozzi – prosegue Minasi – non sa quali e quanti disagi affrontino quotidianamente non i turisti come lui, che una tantum scelgono di visitare Calabria e Sicilia, ma le migliaia di pendolari, costretti a spostarsi per portare un tozzo di pane a casa e che, ogni giorno, sono appesi agli orari del traghettamento o alle condizioni meteo del mare o, ancora, per chi deve attraversare in macchina, alle file di ore e ore che si formano agli imbarchi in determinati momenti dell’anno o, talvolta, della giornata. 

E’, anzi, davvero sciocco e arrogante da parte sua fare ragionamenti così infantili, miopi e totalmente scollati dalla realtà, una realtà che, appunto, disconosce completamente.

Inoltre – continua Minasi – unire la Sicilia e il Sud Italia all’Europa non significa che “una persona di Berlino che volesse andare a Palermo in macchina va ricoverata”, come lui stupidamente dice, pensando forse di essere simpatico e ironico, ma significa creare un collegamento stabile, continuo e rapido innanzitutto per le merci, dando così un enorme impulso allo sviluppo di quei territori. 

Per quanto riguarda, poi, la pericolosità sismica e quella orribile frase sui due “cimiteri” che, con enorme cattivo gusto, ha pensato bene di usare, abituato evidentemente a fare show in tv ed evidentemente ritenendo, in questo caso, di essere intelligentemente sarcastico, forse nasce dalla sua invidia per non essere stato consultato da fior di scienziati e geologi che da decenni studiano a fondo il territorio e hanno confermato la fattibilità dell’opera?

Certamente ritengo che qualunque professionista e studioso responsabile e competente non si sarebbe mai pronunciato, e con toni così violenti, senza conoscere in dettaglio dati, calcoli, rilievi effettuati. Chi quei dati li conosce e ha effettuato rilievi e calcoli, ha concluso che l’opera può essere costruita e l’ha progettata. A dispetto del geologo televisivo Mario Tozzi. 

Perché dovremmo fidarci di lui e non di chi se n’è occupato, con studi approfonditi, in prima persona?

Il fatto di essere geologo e ricercatore al Cnr – dice ancora Minasi – non lo autorizza automaticamente a esprimersi con affermazioni così tranchant, che, come dicevo, hanno l’unico effetto di terrorizzare la gente, dimostrando inoltre una superficialità di approccio che poche volte ho riscontrato perfino nei più accaniti detrattori dell’opera. 

Mario Tozzi, dunque – conclude la Senatrice – si dedichi a fare il conduttore TV più che lo scienziato, e magari cambi anche genere televisivo, scelga l’intrattenimento leggero, lasciando ad altri la divulgazione scientifica, che è cosa molto molto seria». 

SICILIA – [VIDEO] Motonave si arena sulle coste siciliane: la Guardia Costiera in campo per verificare eventuali inquinamenti e coordinare le operazioni di rimozione dell’unità

Questa notte il rimorchiatore “Tedy”, in navigazione da Napoli verso la Turchia, all’altezza dell’isola di Stromboli, ha rotto il cavo di rimorchio con cui trasportava la motonave Lider Prestij, bandiera camerunense, appartenuta precedentemente alla società Tirrenia con il nome di Beniamino Carnevale.

La motonave Lider Prestij in balia delle onde, ma senza persone a bordo, si è poi spiaggiata nella notte sulle coste del comune di Rometta Marea (a circa 15 chilometri da Milazzo).

La Guardia Costiera, a seguito della segnalazione, ha immediatamente attivato la cellula di emergenza, inviando sul posto le proprie motovedette e, al fine di verificare possibili inquinamenti in prossimità dell’unità, ha disposto l’invio in area dei subacquei della Guardia Costiera di Messina e il sorvolo dell’aereo Manta ATR42, dotato di strumentazione idonea a rilevare eventuali inquinamenti. In area anche un elicottero e nave Dattilo della Guardia Costiera.

In queste ore, alla società armatrice è stata notificata la diffida a rimuovere la nave, procedura necessaria per l’attivazione dei rimorchiatori che effettueranno le operazioni di disincaglio dell’unità. Dalle informazioni acquisite dalla Guardia Costiera, l’unità risulterebbe priva di carburante a bordo.

Attivati anche gli accertamenti tecnici della Guardia Costiera per comprendere le dinamiche e le responsabilità dell’accaduto, allo scopo di garantire la sicurezza della navigazione.

PONTE SULLO STRETTO – Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini incontra il Coordinatore del corridoio TEN-T Scan-Med Pat Cox e l’Ad della Stretto di Messina Pietro Ciucci

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini in occasione dell’incontro con il Coordinatore del Corridoio TEN-T Scan – Med, Pat Cox e l’Amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, per fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto del ponte sullo stretto di Messina, ha confermato l’impegno del governo per la realizzazione dell’Opera: “I fondi stanziati in manovra per la totale copertura del ponte e dei suoi collegamenti rappresentano un segnale concreto della nostra determinazione. L’incontro con i rappresentanti dell’Unione Europea e il Coordinatore del Corridoi Scandinavo – Mediterraneo, Pat Cox ha confermato che il ponte non è solo un’opera nazionale ma fa parte di un quadro di sviluppo dei trasporti stradali e ferroviari con impatto positivo per il sistema Italia ed Europa. Sarà una conferma del genio italiano agli occhi del mondo”.

Il Coordinatore del Corridoio TEN-T Scan – Med, Pat Cox, nell’occasione ha dichiarato: “In sei mesi, dal nostro ultimo incontro, rilevo che sono stati fatti importanti progressi, sia per il progetto che per la società Stretto di Messina che ha il compito di realizzare l’opera. Sottolineo in particolare l’attenzione rivolta dalla Società all’aggiornamento dell’Analisi Costi benefici e all’impatto ambientale”. A quest’ultimo riguardo il Coordinatore ha richiamato la priorità della decarbonizzazione che deve riguardare tutta la filiera realizzativa, a partire dalla cantieristica. “Sono molto soddisfatto – ha concluso Cox – dell’attenzione rivolta alla sviluppo della rete di accesso al ponte, grazie l’impegno del ministero delle Infrastrutture che ha stanziato notevoli investimenti per strade e ferrovie in Calabria e Sicilia”.

L’Amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha presentato i rilevanti passi avanti del progetto a pochi mesi dalla riattivazione della Società: “Stiamo proseguendo l’analisi, unitamente al Project Manager Consultant, la Parsons Transportation Group e al Comitato Scientifico, della Relazione del Progettista. È in fase di completamento l’aggiornamento degli elaborati ambientali, unitamente all’analisi Costi/benefici che dalle verifiche preliminari evidenzia risultati positivi. Sono inoltre ben avviati gli aggiornamenti per lo studio di traffico, il piano economico finanziario comprendente anche i costi di gestione, la relazione di sostenibilità. Il quadro sismo tettonico dell’area dello Stretto è stato rivisto al 2023”.

Elezioni a Monza: “Trionfo” di Galliani su Cappato, ma crollo dell’affluenza elettorale. De Luca: “Nulla da rimproverarmi!”

Adriano Galliani “trionfa” nelle elezioni suppletive a Monza (un seggio reso vacante dalla scomparsa di Silvio Berlusconi), nel quadro dell’affluenza elettorale in drastico crollo. Il candidato del centrodestra, sostenuto da una coalizione unita, è riuscito a sconfiggere (con il 51,46%) il rivale del centrosinistra Marco Cappato (con il 39,53%), il quale ammette la sua sconfitta a scrutinio ancora in corso. Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, ha ottenuto soltanto il 1,76% dei voti, dimostrando scarsa incidenza nell’elettorato.

Alla luce dei risultati, elemento di particolare rilevanza di queste elezioni è stato, appunto, il crollo dell’affluenza elettorale, con appena il 19,23% degli aventi diritto che ha partecipato al voto. Questo rappresenta un drastico calo rispetto alle elezioni dello scorso settembre, quando il 71,05% degli elettori aveva esercitato il proprio diritto al voto. Questo cambiamento significativo potrebbe essere dovuto a vari fattori, tra cui l’assenza di Silvio Berlusconi, una minore mobilitazione politica o il contesto generale delle elezioni suppletive.

Da notare che la cittadina di Arcore, dove Silvio Berlusconi aveva la sua residenza, ha registrato un’affluenza leggermente superiore alla media, con il 21,08% degli aventi diritto che ha partecipato alle elezioni. Tuttavia, anche qui si è verificato un calo rispetto alle elezioni precedenti, confermando il trend generale di disinteresse da parte degli elettori in questa tornata elettorale a Monza.

Cateno De Luca: “Nulla da rimproverarmi!”

“Non ho nulla da rimproverarmi!” – scrive in un post sui social il Leader di Sud Chiama Nord – “In Brianza Abbiamo cercato di fare una campagna elettorale per far conoscere la nostra storia e le nostre idee partendo da zero. Non mi sono rivolto solo ai meridionali ed ai siciliani perché la mia esperienza di buona amministrazione mi consente di parlare a tutti, Brianzoli doc inclusi. Se sei bravo lo sei ovunque!”

“Spero che in meno di due mesi, intercalati da tanti altri impegni, sia stato capace di far percepire a tutti gli elettori brianzoli la bontà del nostro progetto! lo in politica ho sempre avuto come stella cometa il verbo Lavura’!” – ha concluso De Luca, firmandosi come “II Brianzolo Meridionale”

G.S.

LAMPEDUSA – Tutti salvi i passeggeri di un veliero in fiamme, Guardia Costiera interviene per spegnere l’incendio

Nel pomeriggio di ieri, la Guardia Costiera di Lampedusa riceveva, tramite Numero Unico di Emergenza 112, la segnalazione di un caicco in fiamme nelle acque a nord dell’isola.

Sotto il coordinamento della Sala operativa della Guardia Costiera, venivano immediatamente inviate sul posto la nave CP 941 “Diciotti” e le motovedette CP319, CP2105 e CP324, quest’ultima con a bordo due Vigili del Fuoco. Al momento dell’incendio, a bordo del veliero, una barca da turismo locale, c’erano 30 passeggeri e 2 membri di equipaggio. Tutte le persone, dopo essere state tratte in salvo a bordo di un’unità che si trovava nelle vicinanze, sono state scortate da un mezzo della Guardia di Finanza fino al porto.

Sul posto, la Nave Diciotti, impegnata in attività di “fire fighting“, riusciva a estinguere l’incendio e, con l’ausilio delle altre motovedette della Guardia costiera, a posizionare in mare, intorno allo scafo del veliero, successivamente affondato, una serie di panne assorbenti al fine di evitare eventuali inquinamenti causati dalla fuoriuscita di carburante.

Al momento, nell’area, sotto stretto monitoraggio della Guardia Costiera, non si rilevano problematiche di carattere ambientale.

 

Incendio a bordo di un traghetto: la Guardia Costiera trae in salvo tutti i passeggeri

Questa notte un incendio è divampato sul traghetto Cossyra, in navigazione da Lampedusa a Porto Empedocle, con a bordo 177 persone, di cui 150 passeggeri e 27 membri dell’equipaggio.

Sul posto – sotto il coordinamento della Centro operativo nazionale della Guardia Costiera – sono intervenute una motovedetta SAR di Lampedusa e nave Diciotti, che hanno effettuato le operazioni di trasbordo dalla nave e messo in sicurezza tutti i passeggeri, tra cui anche 83 migranti in trasferimento dall’isola.

Nave Diciotti ha altresì operato in assetto anti incendio, raffreddando con getti d’acqua le parti del traghetto interessate dall’incendio.

147 persone, tra cui donne e bambini, sono attualmente a bordo di nave Diciotti e giungeranno in sicurezza a Porto Empedocle, mentre 3 passeggeri verranno trasferiti con la motovedetta SAR 324 a Lampedusa.

L’incendio è avvenuto nella sala macchine dell’unità.

La nave, sulla quale vi sono ancora membri dell’equipaggio, impossibilitata a proseguire la navigazione, verrà rimorchiata in porto nelle prossime ore.

Fino ad allora la motovedetta CP291 della Guardia Costiera di Lampedusa rimarrà in assistenza.